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mercoledì 5 marzo 2008

Famiglia Cristiana contro il cavaliere. "L'anarchia dei valori non va bene". Baget Bozzo: "Accuse indegne"

"Per una sorta di panteismo del leader nel Pdl si evitano i temi cattolici. La candidatura di Cuffaro non è un bel segnale di Casini".
(Gianluca Luzi - La Stampa) "Il primato del fare e l'anarchia dei valori" alla base della politica di Berlusconi non piacciono a Famiglia cristiana che questa settimana mette il Cavaliere sul banco degli accusati dopo aver "espresso preoccupazioni" per i "pasticci in salsa pannelliana" nel Pd di Veltroni. La "trappola" in cui il settimanale dei Paolini non vuole cadere è "una geopolitica dei valori", quindi stavolta tocca a Berlusconi e l'attacco è particolarmente duro.

Dei valori, scrive Famiglia cristiana, "ci piacerebbe che se ne discutesse anche nel Popolo della Libertà, dove si ritiene che i valori eticamente sensibili siano una dote acquisita, una sorta di lascito ottenuto per sorteggio da parte degli italiani". Per di più, osserva criticamente il settimanale cattolico, "Berlusconi ha definito il suo partito "monarchico" (crediamo per via della potenza del leader) e insieme "anarchico", nel senso che non ha una posizione ufficiale su molti temi di rilevanza etica e lascia tutto alla libertà di coscienza dei singoli".

Per Famiglia cristiana, quindi, "il "primato del fare" è
riuscito a prevalere su quello del "pensare", soprattutto in riferimento ai valori e ai temi etici sensibili. E non se ne discute affatto (o poco) - accusa il settimanale - perché l'unico vero vento da assecondare per tenere la rotta è la potente parola del capo". Il giornale cattolico boccia l'intero impianto teorico dell'"anarchia positiva" che "è un esorcismo che non fa bene al Paese, un pasticcio che non serve né a prendere le distanze dal fondamentalismo delle magliette anti-islamiche di Calderoli, né a compensare il laicismo dei radicali che pure albergano nella ex Casa delle libertà".

La libertà di coscienza, per il settimanale dei Paolini, "deve essere considerata extrema ratio, non una limitazione della responsabilità e un depotenziamento della politica". Invocare la libertà di coscienza mettendo a tacere il dibattito "mortifica" i candidati cattolici del Pdl. Si corre il rischio che "per una sorta di panteismo onnipotente del leader" nel Pdl si evitino i temi che hanno a che fare "con il bene comune e la dottrina sociale della Chiesa". Per esempio, chiede Famiglia cristiana, cosa dicono i cattolici del Pdl "sulla presenza nelle liste elettorali di inquisiti e condannati?

Al di là della "buone" ragioni addotte - sposta il tiro il settimanale - non sono neppure bei segnali quelli che vengono dall'Udc con la candidatura dell'ex Governatore della Sicilia Cuffaro o anche gli abbracci di Casini con il re di Calciopoli Luciano Moggi". In conclusione "gli elettori del Pdl, soprattutto quelli cattolici, hanno tutto il diritto di sapere cosa pensano i propri candidati, e non solo il Capo, su aborto, testamento biologico, coppie di fatto, sulla flessibilità del lavoro e sulla sussidiarietà".

Qualcosa, almeno sugli ultimi due punti, Berlusconi ieri lo ha detto in tv a Sky tg24: l'articolo 18? "Credo che bisognerebbe cambiare tutto lo Statuto con regole nuove e più moderne". E "fra i dieci punti presentati da Confindustria non ce n'è uno che non sia ricompreso nel nostro programma". Quanto alla candidatura di Calearo nel Pd "è solo una trovata elettorale che scontenterà gli operai", mentre al Pdl piacerebbe mettere in lista D'Amato, l'ex presidente di Confindustria ai tempi del governo Berlusconi. E a proposito di governo, se il Cavaliere tornerà a Palazzo Chigi, "Tremonti sarà il nostro ministro dell'Economia e delle Finanze".
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L´affondo spiazza i cattolici azzurri Baget Bozzo: "Accuse indegne" Allarme rosso in Forza Italia. Ma c´è anche chi ironizza: dopo le critiche al Pd volevano la par condicio.
(Francesco Bei - La Repubblica) Stupore, irritazione, preoccupazione. L´attacco di Famiglia cristiana al Cavaliere investe come una doccia fredda Forza Italia e, in particolare, quegli esponenti più esposti nel rapporto con il mondo cattolico. Gianni Baget Bozzo non esita a definire l´editoriale del settimanale «un grave attacco personale» a Berlusconi, pieno di accuse «pesanti e indegne». La legislatura 2001-2006, quella governata dalla Cdl, «è stata in assoluto la più filocattolica della storia d´Italia - sostiene Don Gianni - , molto più di quelle dominate dalla DC, che alla fine digerì il divorzio e l´aborto e non tutelò né la famiglia, né la scuola privata». A riprova, il consigliere berlusconiano ricorda che il rapporto tra la Cdl e la Cei di Ruini «è sempre stato ottimo».
Di «articolo disinformato» parla Gaetano Quagliariello, che della riflessione sui rapporti tra la religione e lo spazio pubblico ha fatto la stella polare della fondazione Magna Carta. «Famiglia Cristiana - osserva il senatore forzista - mostra non solo il suo pregiudizio ma anche una grossolana semplificazione dal punto di vista teorico. Sembra di essere tornati ai tempi della festa di Sant´Ambrogio, quando si facevano i sermoni contro il pericolo Berlusconi». Per smentire la tesi del settimanale paolino Quagliariello si richiama «all´evidenza dei fatti: nella nostra legislatura è stata fatta la legge 40 e si è respinto l´attacco referendario, la famiglia non è stata insidiata né dai Dico, né dai Pacs, né da altre diavolerie».
Quagliariello ci tiene a distinguere poi la «scelta relativista» del Pd, che candida Binetti e Veronesi perché «pensa ci possano essere due verità» e quella «liberale» del Pdl, che «sui temi della biopolitica prende una posizione precisa, fatte salve le posizioni di coscienza». Dunque perché un frontale così diretto contro Berlusconi? «Forse serviva a "riequilibrare" l´affondo contro Veltroni della settimana scorsa», sospira il senatore. Una tesi sostenuta con una battuta anche da Maurizio Lupi, che i Paolini chiamano direttamente in causa in quanto cattolico in partibus infidelium: «Si vede che Famiglia Cristiana è entrata in regime di par condicio: dopo aver dato un colpo al cerchio ora deve darlo anche alla botte». Lupi non si scaglia tuttavia contro il settimanale, anzi definisce «legittime e giuste» le domande poste ai cattolici del Pdl, con una puntualizzazione: «La nostra scelta per il Pdl è responsabile e "adulta", perché il Pdl dei valori cristiani e liberali ha fatto un pilastro».
Francesco Giro, plenipotenziario berlusconiano nella città del Papa, la mette invece sul piano dei numeri: «Contano i nostri voti: i consensi per Forza Italia sono in gran parte di provenienza cattolica, significherà qualcosa no? Forse vuol dire che interpretiamo le aspettative del mondo cattolico in maniera adeguata». Nessuna «preoccupazione» dunque per Famiglia Cristiana, almeno a livello ufficiale, «perché quello è un punto di vista di una minoranza accademica, che non conosce il popolo italiano». Un popolo che Berlusconi invece «interpreta molto meglio».

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