(Dire) Tutto da rifare. E se non e' possibile modificare il progetto di legge sulla famiglia che tra una decina di giorni sara' discusso dalla commissione Sanita' della Regione Emilia-Romagna, allora bisogna fermarlo. Insomma, il consigliere regionale di Forza Italia, Gianni Varani (nella foto) lancia un vero e proprio appello "alla parte migliore e piu' ragionevole del Partito democratico" affinche' non prosegua sulla strada del riconoscimento delle relazioni omosessuali. Strada imboccata, secondo l'azzurro, solo per accontentare le minoranze della coalizione e convincerle a votare un testo sulla famiglia.
"Il tentativo di offrire uno scambio implicito- scrive Varani in una nota- ovvero una legge regionale per la famiglia, obiettivo importante, purche' si accettino verbalmente e legislativamente le coppie tra generi, e' un implicito ricatto politico, rappresenta un cedimento serio sul piano ideale e politico, e finisce per incrinare famiglia e legami sociali".
Dunque, prosegue il consigliere, "quel progetto di legge cosi' com'e' ora, e' sbagliato, e' fuori dalle competenze regionali e fuori dai sentimenti popolari prevalenti. Va cambiato o fermato".
Anche perche', ammonisce il forzista, "non e' seguendo Zapatero, o su altri fronti Di Petro, che il Pd trovera' l'anima che oggi non ha". Come dire: "Il laicismo e certo radicalismo, per chi voglia governare per il bene comune, non pagano: l'han detto se non altro le urne". I temi chiave, invece, conclude Varani, "oggi sono l'equita' fiscale per la famiglia, il sostegno all'educazione dei figli, l'accrescere le possibilita' di scelte dei servizi sociali e scolastici".
lunedì 1 settembre 2008
Emilia Romagna. Forza Italia in regione: Fermate quella legge che riconosce le coppie omosessuali.
Pubblicato da
Redazione
alle
20:48:00
Etichette: coppie di fatto, diritti, forza italia, parità, questione omosessuale
Giovedì Federica Pezzoli incontra gli iscritti dell'Arcigay di Roma.
Giovedì 4 Settembre 2008, dalle ore 19 in poi, Federica Pezzoli, candidata presidente dell'Arcigay di Roma, incontrerà presso "La Perla del Colosseo" via di San Giovanni in Laterano, 81, in un incontro pubblico con tutti i componenti della Lista di Federica Pezzoli (Presidenza, Vice Presidenza, Direttivo, Colleggio dei Revisori dei Conti) illustrerà, oltre il proprio documento politico, anche le modalità per poter partecipare al Congresso provinciale dell'Arcigay Roma del 13 settembre prossimo.
Il locale è un nuovissimo disco-pub a pochi passi da San Giovanni dedicato alla comunità LGBT e aperto fino a tarda notte. E' inoltre previsto un piccolo rinfresco offerto da Federica e la sua squadra. Sarà quindi un'occasione per conoscere i candidati alla dirigenza di Arcigay Roma e trascorrere una piacevole serata.
Comitato Elettorale Federica Pezzoli Presidente di Arcigay Roma
Email: comitatopezzolipresidente@gmail.com
Ufficio stampa tel. 329.96.32.071
Venezia. Ozpetek: Criticato per aver sostituito gay con una donna e non convince.
Il regista parla del suo ultimo film 'Un giorno perfetto'.
(Apcom) Ferzan Ozpetek parla del suo ultimo film 'Un giorno perfetto', criticato da alcuni perché troppo distante dal suo stile abituale. "Qualcuno si è arrabbiato perché ho sostituito un gay con una donna. Ho fatto questa scelta perché non mi sembrava facesse bene all'ambiente gay. Mi sembrava banale. Invece - ha dichiarato al settimanale 'Grazia', in edicola domani - mi interessava il rapporto tra le due donne (interpretate da Isabella Ferrari e Monica Guerritore, ndr) e mi attirava il fatto che parlassero di uomini. Le due donne hanno una comunicazione particolare tra di loro".
Il film parla di una feroce storia d'amore che separa e unisce i due innamorati. Ozpetek confessa di aver vissuto una situazione simile. "Mi ha ricordato l'ossessione che ho avuto per una certa persona. Per fortuna durò solo sei mesi. E poi mi interessava il tema della violenza sulle donne. Quando in un paese le cose non vanno bene - spiega - lo capisci da come vengono trattate tutte le donne".
Ma Ozpetek non ama le donne "quando vogliono il potere maschile e diventano dure" e conclude: "In realtà le donne riescono sempre a cambiare le cose. Per questo escono sempre vincitrici nei miei film".
---
Non proprio Un giorno perfetto per Ozpetek al Lido.
(Pasquale Colizzi - L'Unità) I colpi sono rimasti in canna: il tiro al piattello del titolo italiano, lo sport estivo preferito dai giornalisti in trasferta al Lido, deve passare il turno. Arriva il primo titolo di casa nostra in concorso, Un giorno perfetto di Ferzan Ozpetek: nessuno spargimento di sangue ma l'attesa per l'apripista dei nostri autori in questa edizione è andata delusa. Sappiamo che ripartirà la questione: meritava di essere invitato in una competizione di cinema internazionale?
Il regista italo-turco si confrontava con un film su commissione (del produttore Domenico Procacci), tratto dallo stesso romanzo di Melania Mazzucco, sceneggiato da Sandro Petraglia. Con interventi del regista, che ha aggiunto donne (Angela Finocchiaro e Monica Guerritore, in due piccolissimi ruoli) ed eliminato un professore gay. Insomma un tentativo di allontanarsi dai grandi ensemble sentimentali a cui ci aveva abituato e la prima prova con una storia d'amore che fu passionale e che ritroviamo in una sola giornata, quella definitiva della violenza.
Alla proiezione mattutina per la stampa c'è stato uno stentato applauso, poi in conferenza stampa uno più caloroso (potenza delle claque organizzate?). La storia: Isabella Ferrari, una donna separata, che vive con i figli dalla madre (piccolo ruolo per Stefania Sandrelli), è intimorita, e a ragione, dal marito Valerio Mastandrea, che fa la scorta di un politico laido e inguaiato con la giustizia (Valerio Binasco). Il ragazzo per cui aveva provato una forte passione si è trasformato in una ossessione: rivuole lei, i suoi figli, la vecchia vita. Gli altri personaggi sono un contorno, anche poco efficace.
La storia gira come in un tipico affresco italiano sotto il cielo della capitale: genitori infelici (e figli infelici), politici corrotti, piccole evasioni. L'ambiente è medio borghese o benestante ma poco cambia. Quanto alla violenza, che esplode improvvisa e sanguinaria, Ozpetek e Petraglia tentano di farla respirare nell'ambiente. Ma spiegano altrettanto poco, rendendola così poco comprensibile. Due i momenti clou. Uno è l'aggressione di un marito respinto alla moglie intimorita. La scena nel canneto lungo il Tevere è venuta in mente al regista "pensando a Rocco ei suoi fratelli. Nel libro era ambientata in macchina, un luogo brutto dove è difficile girare".
Isabella Ferrari racconta di "aver rimosso molto di quei momenti". Davanti aveva un Valerio Mastandrea fuori di se, che però l'ha guidata: "Ho avuto fiducia in quello che stavo facendo solo guardando negli occhi l'attore straordinario che avevo di fronte". L'interprete romano, che ha affrontato un duro programma in palestra per risultare l'uomo muscoloso che il libro descriveva, è stato forse quello più efficace: "Non giudico il mio personaggio, la sua spinta violenta", ha spiegato. Poi smorzando i toni abbastanza seriosi dell'incontro ha aggiunto: "Un film è una cosa seria ma cerchiamo di prenderlo nella giusta maniera".
Come si colloca il film di Ozpetek in mezzo ai titoli già visti in concorso? Su cinque proposte, forse nessuno per ora può aspirare ad un premio: Takeshi Kitano ha già vinto e appare in attesa di idee migliori, Christian Petzold ha costruito un triangolo troppo gelido, Arriaga è stato del tutto professionale, Barbet Schroder col suo horror giapponese ha esplorato un genere con molti rischi e Plastic City di Yu Lik-wai traborda dai confini che si era preposto. Ma tra tutti, quello italiano è un "prodotto tipico" che non serve Tarantino per farci comprendere quanto debole.
E infatti, al netto di premi e incassi italiani, ci sono possibilità di esportarlo? Il produttore Procacci va cauto ma fa l'esempio di Respiro, il suo migliore risultato all'estero, che però partiva in sordina: "Difficile fare previsioni". Quanto all'aver commissionato il film, pratica invisa a molti autori italiani che vogliono sempre dirigere proprie storie, ha risposto: "Forse gli autori stanno cambiando, adesso accettano di girare testi non loro, come nel caso di Gomorra o Caos calmo. Ma non abbiamo inventato niente di nuovo".
Pubblicato da
Redazione
alle
19:41:00
Etichette: autori, cinema, festival del cinema di venezia, gayfriendly, polemiche
Arcigay incontra La Repubblica e ci prende un caffè assieme.
(Redazione) Dopo le velenose e strumentali polemiche tra l'Arcigay nella persona del suo Presidente Aurelio Mancuso e il quotidiano La Repubblica, nate dopo l'incidente spagnolo che ha visto lo steward italiano Domenico Riso perire assieme al suo compagno ed al figlio di quest0ltimo, le due parti si sono incontrate.
Ne da l'annuncio l'ufficio stampa di Arcigay. Con un comunicato confezionato in modo squisitamente formale e di maniera (vedi sotto), Arcigay non da conto delle argomentazioni relative all'incontro spiegando che in pratica è stato uno (...) "scambio di vedute sull’attuale situazione sociale e politica riguardante le persone LGBT del nostro paese". (...)
Sembra di capire che nella sostanza si sono trovati per bere un caffè perchè incontrarsi per fare un excursus sulla attuale situazione sociale e politica relativa al mondo Lgbt è aria fritta e non significa nulla dato che nulla è cambiato negli ultimi tempi. Con tutta la polemica tirata in ballo dall'Arcigay, dal suo presidente e chi ha fatto da eco, ci aspettavamo di più e non dei comunicati insignificanti. E poi non veniteci più a raccontare che non c'è stata strumentalizzazione.
---
Arcigay incontra La Repubblica.
Arcigay, nelle persone del suo presidente Aurelio Mancuso e del suo segretario Riccardo Gottardi, ha incontrato oggi pomeriggio a Roma il direttore di Repubblica, Ezio Mauro.
L’incontro tra la più grande associazione omosessuale italiana e l’autorevole quotidiano ha permesso uno scambio di vedute sull’attuale situazione sociale e politica riguardante le persone LGBT del nostro paese.
Il direttore, nel sottolineare che i diritti civili sono uno dei temi costitutivi della linea editoriale di Repubblica, ha riconfermato la grande attenzione e la vicinanza di tutta la redazione alle idee, ai vissuti e alle iniziative del movimento LGBT italiano.
Dal canto suo, Arcigay ha sottolineato come alla particolare fase politica italiana si debba rispondere anche attraverso un rinnovato e positivo rapporto con i principali mass media nazionali.
Infine Ezio Mauro ha ricordato come La Repubblica sia uno dei quotidiani più letti dalla popolazione omosessuale.
Sphere: Related Content
Pubblicato da
Redazione
alle
19:15:00
Etichette: arcigay, aurelio mancuso, giornali, incontri
Il concerto in casa spopola grazie al web e a Salotti live.
(Panorama) L’artista suona con intensità un brano del suo repertorio. E il pubblico lo ascolta in rigoroso silenzio. Applaudendo con calore quando anche l’ultima nota è stata eseguita. La cornice dell’evento, però, non è la sala di un teatro, come sarebbe lecito presupporre, bensì il salotto di una casa privata. La nuova tendenza, infatti, è quella di organizzare concerti di musica d’autore tra le mura domestiche. La trovata si chiama Salotto Live e l’idea è nata circa un anno e mezzo fa dall’intuizione di Paola Infelice, 33 anni architetto, e Claudio Ripoli, 35 anni assicuratore che hanno trasformato la tradizione degli house concert americani in un evento in salsa nostrana. La prima città ad avere ospitato questi concerti in versione casalinga è stata Firenze, ma l’iniziativa ha preso piede anche a Milano e Roma. Dai conosciutissimi Simone Cristicchi e Gianmaria Testa, all’originale Marco Parente , passando per giovani di talento come la ventiduenne Diana Winter e il gruppo rock I Cosi, l’elenco degli artisti che hanno già aderito è lungo. Quanto all’organizzazione, la formula è piuttosto semplice. Qualcuno mette a disposizione gratuitamente la propria abitazione, lo staff di Salotto Live contatta i musicisti, allestisce un catering e si impegna a farsi carico delle spese di pulizia per far tornare alla normalità l’appartamento dopo l’happening. L’indirizzo rimane segreto sino a qualche ora prima ed è comunicato attraverso un sms a chi si è prenotato sul sito. Il costo? Ai partecipanti viene chiesto un contributo che va dai 10 ai 20 euro. E di presentarsi muniti di una bottiglia di vino. Naturalmente da bere in compagnia, ascoltando buona musica.
Guarda il video del concerto con Marco Parente che si è svolto a Firenze. Riprese video: Maurizio Trapani e Alessandra Iavagnilio
Intervistatrice: Vittoria Bacci.
www.salottolive.it/images/salottolive.mov
Diversa: Da Buenos Aires a Venezia un pezzo Lgbt.
Il Festival internacional gay lésbico trans de Argentina a Circuito Off.
Corti, tango e queer party.
Mercoledì 3 settembre 2008 - Isola di S.Servolo - Venezia
"Diversa" è il Festival internacional de cine gay, lésbico y trans de Argentina, il più importante in Sud America e uno degli eventi culturali più prestigiosi di Buenos Aires: sarà il festival ospite di Circuito Off, il Venice International Short Film Festival che si tiene nell'isola di San Servolo la prima settimana di settembre.
Il 3 settembre infatti verrà presentato un panorama di cortometraggi argentini e sudamericani: dieci lavori dai linguaggi plurali - fiction, sperimentali, videoart, documentari - testimonieranno la nuova onda creativa e il fermento culturale, sociale e politico che stanno attraversando oggi il continente e che tanto interesse e dibattito suscitano anche in Europa.
In questo contesto di sperimentazione, sono attivissimi anche i movimenti e la scena artistica Lgbt, impegnati a ridisegnare immaginari, linguaggi, culture e diritti di libertà, dopo i decenni terribili delle dittature e la dolorosa transizione degli anni Novanta. Quella che andrà in scena a Circuito Off sarà una visione sorprendente, capace di coniugare la prestigiosa tradizione cinematografica e l'innovazione immaginifica delle nuove generazioni.
L'evento è prodotto da Circuito Off e dall'Osservatorio Lgbt del Comune di Venezia, e ha ottenuto il patrocinio dell'Ambasciata della Repubblica di Argentina in Italia, che ha sottolineato come l'iniziativa "rappresenti un ulteriore mezzo per la diffusione della cultura argentina in Italia e, in particolare, della cinematografia indipendente e che tale attività contribuirà a rinsaldare i legami storici e culturali che da sempre contraddistinguono le relazioni tra i nostri paesi".
A presentare l'iniziativa sarà la direttrice Gabriela Waisman: fondatrice dell'associazione Prisma,
impegnata contro le discriminazioni e per i diritti civili, nel 2004 ha dato vita al Festival Diversa, che si tiene ad ottobre a Buenos Aires, per poi proseguire itinerante nel continente. E' regista e produttrice televisiva ed è ha partecipato come giurata al Teddy Award del Festival di Berlino nel 2005.
Le proiezioni sono programmate alle ore 19.15 e alle ore 01.00.
La serata-evento dedicata all'Argentina sarà anche musicale: il dj-set di SuperSabino si aprirà alle ore 20.20 con il tango queer, che vedrà esibirsi decine di coppie nell'affascinante "Night-set" del Festival, in collaborazione con scuole di tango e milongas veneziane.
Il Tango sarà presentato appunto nella sua versione "queer", dove cioè i ruoli del ballo cambiano
ripetutamente nel corso dei brani musicali, le coppie si ricompongono secondo generi e desideri di ciascuno.
Considerato il simbolo della cultura machista latina, il Tango Queer rovescia stereotipi e gerarchie sessuali e torna alle origini, parlando anche alla nostra memoria, quando i migranti affollavano i locali fumosi nei barrios più poveri di Buenos Aires e si lasciavano andare alle note di quello che è considerato il più malinconico e il più sensuale dei balli.
A concludere, saranno di scena dalle ore 23.30 due fra i migliori dj emergenti della scena musicale italiana per il "Diversa Queer Party": sono Mreux & Milkiwy con le loro sonorità funky ed un'elettronica minimale e raffinata, già protagonisti di importanti manifestazioni europee, come la Love Parade di Berlino, il Flex a Vienna, la Street Parade di Zurigo. Con loro, Vj Burly, visual artist che miscela icone cinematografiche, frame di vecchi film e design virtuale.
Pubblicato da
Redazione
alle
14:45:00
Etichette: argentina, cinema, festival del cinema di venezia, omosessualità, sudamerica, venezia


Scarica il comunicato stampa





My StumbleUpon Page








