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lunedì 26 maggio 2008

Roma . Chiede una prestazione a due trans e tenta di rapinarli.

Arrestato un romeno.
(Il Giornale) Un romeno di 23 anni è stato arrestato dai carabinieri della Stazione Roma Centocelle dopo aver tentato una rapina a due transessuali in via Pirotta. Il giovane ha chiesto una prestazione ai trans e al loro rifiuto si è scagliato contro uno di questi e lo ha colpito con una bottiglia di vetro cercando, al contempo, di sottrargli la borsa. I militari, di servizio in zona, hanno bloccato il romeno che si trova ora a Regina Coeli. Il ferito, medicato presso l’ospedale Vannini, ha avuto una prognosi di 4 giorni.

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Franco Grillini. «Io, ex deputato lobbista gay».

(Giancarlo Perna - Il Giornale) Mi dice di andare da lui e quando suono al citofono, Franco Grillini se ne esce: «Quarto piano. Senza ascensore». Scavalco 88 scalini alti come muretti e il presidente onorario dell’Arcigay mi raccoglie col cucchiaino deponendomi su un divano.
Quando rinvengo, mi presenta un giovanotto che gli fa compagnia e spingendomi verso la finestra dice: «Guarda se non valeva la pena». A picco, di sotto, c'è la fontana di Trevi. Mai vista così dall'alto, con la vasca e le monetine che nuotano nell'acqua. «Da sindrome di Stendhal», dice l'ex deputato dello Sdi e mi trova d'accordo. Mentre l'amico si ritira in un'altra stanza lasciandoci soli, Franco allunga le bozze del suo libro in uscita il 4 giugno, «Ecce Omo. 25 anni di rivoluzione gentile».
«È la storia del movimento gay e la mia da quando sono omosessuale. Se avessi incluso anche la fase etero ci sarebbero voluti tre volumi», dice e apre la pagina con la sua foto da ragazzino. «Ero un giunco. Bellissimo, capelli biondo cenere, occhi azzurri. Oggi sono grassoccio, ho la metà dei capelli e gli occhi marroni perché faccio un trattamento contro il glaucoma che li scurisce», dice con rammarico.
«Eri anche un bimbo devoto e andavi dai preti prima di diventare un comunistone», gli dico per metterlo di fronte alla massa di peccati cui è andato incontro crescendo.
«Un angioletto fino a quindici anni. Poi un prete ci provò e ho capito che la Chiesa era fasulla. Sono stato un tombeur de femmes e fidanzato a lungo, prima di capire che mi piacevano gli uomini. Così, a furia di capire sono diventato ateo, comunista e gay», dice e mi guarda con due lenti grosse come fondi di bottiglia.
«Per completare le tue disgrazie, sei stato anche trombato», dico.
«Magari...», gorgoglia l'assatanato cinquantatreenne.
«Non fingerti gagliardo. Si vede a occhio che sei in lutto per l'uscita dal Parlamento», e gli faccio notare che è vestito color antracite, camicia, pantaloni e scarpe, come la tappezzeria di un carro funebre.
«Selvaggio che sei! È la moda, non un segno di tristezza. La mia era un trombatura annunciata e l'avevo elaborata prima».
«Te la sei voluta, uscendo dai Ds per candidarti con quel ciocco alla deriva dello Sdi di Boselli», osservo.
«Ho seguito la mia coscienza e i miei ideali. Non ero d'accordo col nascente Pd e non volevo stare coi teocrati cattolici che scambiano il Vangelo con la Costituzione».
«La sindrome dell'ex chierichetto», dico.
«Mi ha traumatizzato il governo di centrosinistra. Io di giorno alla Camera facevo una cosa in favore dei gay e la Binetti (teodem dell'Ulivo, ndr) me la disfaceva di notte al Senato».
«Hai lasciato i Ds, dopo una vita, poco prima della nascita del Pd. Eri contro?».
«Non contro il partito unico, ma contro la fusione a freddo. Operazione politica, senz'anima. Gliel'ho detto: è una cosa affrettata che non vi porterà elettori e io me ne vado. Non salverò il c..lo. Ma la faccia, sì. Per me gli ideali vengono prima dello stipendio e di un posto da parlamentare».
«Lo Sdi boselliano è un disastro. Ancorato a due soli temi, Dico e laicismo. Monocorde come il “No all’aborto” di Ferrara».
«Era un progetto onesto: rilanciare il socialismo che, con la nascita del Pd, è sparito. La fine anticipata della legislatura ci ha tolto il tempo di prepararci. Poi, ci siamo dati la zappa sull'alluce evocando la possibilità di candidare Mastella e la gente ci ha voltato le spalle».

«Boselli è Cavour?».
«Ha avuto la grinta di rifiutare l'alleanza con Veltroni che ci aveva offerto cinque deputati che però voleva scegliere lui. Al disotto della decenza. Meglio morire con dignità che nell'ignominia. Bravo Boselli».
«Per soffrire fino in fondo, ti sei perfino candidato a sindaco di Roma. Su due milioni di voti, ne hai presi 13.600. Da spararsi».
«È stata una testimonianza. Rutelli, che è il capofila dei teodem, è il responsabile di tutte le sconfitte gay, dalla bocciatura dei Pacs a quella della fecondazione assistita. Mi sono preso la soddisfazione di combatterlo».
«Ti hanno votato i gay?», chiedo.
«In massa. Anche se due organizzazioni omo, filoveltroniane, mi hanno combattuto».
Al ballottaggio hai votato Rutelli o Alemanno?
«Lo Sdi aveva offerto a Rutelli l'apparentamento. Ha risposto: “Con Grillini perdiamo voti”. Ho replicato: “Va’ a cagher”, e ho detto agli omo di votare secondo coscienza».
Alemanno?
«No. Delanoe, il sindaco gay di Parigi».
Dopo il flop di Roma, nel 2009 vuoi candidarti sindaco di Bologna contro Cofferati. Ti vuoi male?
«Roma è stata una testimonianza. A Bologna sarà una battaglia. È la mia città. Conosco tutti. Cofferati non è amato. Sarà una partita tutta diversa», e si stropiccia le mani, mentre un altro amico, che ha le chiavi, entra in casa, saluta discreto, e raggiunge il giovanotto che sta di là.
Nonostante la trombatura sei sempre a Montecitorio appiccicato a Paola Concia del Pd. Un amore?
«Niente flirt, siamo tutti e due omo».
Che ci fai allora alla Camera?
«Facevo il lobbista gay in aula, ora lo faccio in Transatlantico. Avvicino i deputati e gli chiedo di riproporre i miei progetti di legge per le coppie omo. In più, essendo direttore del giornale telematico, Gay news, raccolgo dichiarazioni».
Hai lasciato in Parlamento qualche amore?
«La Camera è stata per me al disopra di ogni tentazione. L'unica persona che mi ha suscitato qualcosa è un commesso sui 30 anni. Ma non gliel'ho mai fatto capire».
La Camera è antierotica?
«La tomba dell'eros. È tutto un correre per il potere, salvo me che rincorro ideali. Pettegolezzi tanti, fatti pochi».
Nei tuoi otto anni da deputato hai avuto avance?
«Solo da una collega che mi diceva delusa: "Che spreco, che peccato. Saresti stato l'uomo della mia vita". È così: i partner perfetti sono quelli impossibili».
La media degli omo in Parlamento è sempre, come hai dichiarato nel 2001, del 10 per cento, cioè doppia di quella nazionale?
«Nella legislatura 2006 ce ne erano di più. Ma sono nascostissimi. Nonostante la Carfagna dica che non ci sono problemi, la sfido a trovare un gay di destra che dichiari la propria omosessualità».
Più gay a destra o a sinistra?
«Perfetto equilibrio. I gay sono di tre tipi. Quelli che lo dichiarano, oggi solo la Concia. Quelli che non smentiscono la voce. Quelli che non tollerano neppure supposizioni. Più sono importanti, più sono segreti. Sono i gay del weekend. Il venerdì prendono l'aereo per New York o Parigi dove nessuno li conosce e si sfogano».
Se tacciono, tu come sai che sono gay?
«Col gaydar, il radar dei gay che ci dà la capacità di riconoscerci tra noi. Io ci metto due minuti, va detto però che sono psicologo di mestiere. Poi, c'è il pettegolezzo degli invidiosi che, per sputtanare l'avversario, ne spiattellano l'omosessualità. Infine, c'è chi si confessa. Una volta viene da me uno di Fi e mi fa: “Non dirlo, ho moglie e figli”. “Neanche lo sapevo”, faccio io. Dopo, mi chiede la lista dei locali gay di Roma. La confessione era una scusa per sapere dove cuccare».
Ora è in Parlamento Silvio Sircana, il trasgressivo portavoce. Rientra nelle tue categorie?
«Mi ricorda Ronaldo, anche se non è un bel calciatore come lui. Il mondo è bello perché è vario e in fatto di sesso la varietà supera l'immaginazione. A uno come me, Sircana non può che fare simpatia».
Che ne dici del nuovo Cav ecumenico?
«Al suo posto farei lo stesso per fregare l'opposizione. Vuole andare al Quirinale e fa la sirena. Ma l'inciucio è stucchevole quando si ha una maggioranza così schiacciante. Governi e si prenda le responsabilità».
L'alzata di scudi su Rom e ordine pubblico?
«Terribile. I pogrom antirom di Napoli, quelli di Roma contro i trans e immigrati, per non parlare del delitto di Verona perché la vittima aveva il codino. Anch'io ricevo da giorni e-mail di insulti. Mancano reazioni adeguate agli orrori. Si è ideologizzato il problema sicurezza, incentivando paura e violenza».
Carfagna non sponsorizza il Gay Pride e tu ruggisci: «Destra omofoba». Lesa maestà o sei seccato perché non caccia i soldi?
«Nessuno ha chiesto soldi. Vogliamo solo il patrocinio ai convegni collaterali del Pride. Da ministro delle Pari opportunità, la Carfagna ha il compito di combattere le discriminazioni».
Siete discriminati?
«Il fatto che i gay evitino di dichiararsi significa che in giro c'è omofobia. Anche se, a me, questa mancanza di coraggio gay fa girare i co...ni».
E se nei Pride si sculettasse meno?
«Se, su un milione di manifestanti, ce ne sono trenta che sculettano la tv riprende solo quelli. D'altra parte, se nessuno sculetta, la tv ci ignora. Alla fine, ce ne fottiamo».
Ora che farai?
«Presenterò il libro. Poi ne scriverò uno su di me, sette anni in Parlamento, echeggiando sette anni in Tibet del mio adorato Brad Pitt, poi mi candido sindaco a Bologna, poi ho altri due libri in cantiere, poi rilancio l'Associazione giornalisti gay, poi riapro la Gay tv chiusa l'anno scorso, poi... poi...».

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Il letto bollente di Cristiano Ronaldo. Con Nereida una storia basata sul sesso e sui soldi.

Pedro Campane, miliardario spagnolo ex-fidanzato dell'attuale compagna di Cristiano Ronaldo, rivela in una intervista al "News of the World" particolari piccantissimi sulla procace modella spagnola.
(Daniele Fantini - Eurosport ) "Nereida è un animale selvaggio da camera da letto: è senza freni, le piace farlo in qualsiasi posizione". Parola di Pedro Campane, ex-compagno di Nereida Gallardo, la prosperosa modella spagnola ora fidanzata di Cristiano Ronaldo. Professione di Campane? Procuratore sportivo. Miliardario, ovviamente. Perchè, continua Campane, "Nereida ama i soldi più di ogni altra cosa". Una tigre da materasso assetata di denaro e celebrità. Perfect-fit per Ronaldo? Forse...

Le dichiarazioni del quarantenne procuratore spagnolo sicuramente non fanno piacere alla stella dei Red Devils che, conteso fra Manchester e Madrid, sta pensando di portare all'altare la ragazza per la quale ha perso la testa pochi mesi fa. I due si frequentano dallo scorso gennaio e il portoghese si dice ora pronto per portare la modella nella sua principesca magione da quattro milioni di sterline a Alderley Edge, nel Chesire. Vero amore tra i due? Secondo Campane è assolutamente da escludere.

"Nereida ha sempre desiderato diventare una WAG - prosegue il procuratore spagnolo - ha trovato Ronaldo, e onestamente non pensavo riuscisse ad arrivare così in alto, ed ha coronato così il sogno della sua vita: soldi, celebrità e successo. Se Ronaldo è fortunato? Beh, da parte sua ha trovato finalmente una donna splendida quanto focosa a letto, in grado di soddisfare tutti i suoi appetiti sessuali. Però...".

Però. Già, c'è un però. Campane spiega chiaramente le motivazioni che hanno portato alla fine della relazione. La causa? Fa sorridere: "troppo sesso". "E' fantastico frequentare una bellissima ragazza con la quale sei libero di andare a letto a comando. Ma arrivi a un punto in cui ti stanchi di una relazione basata soltanto sul sesso e sui soldi: ed è esattamente quello che è successo a me".

Campane prosegue aggiungendo qualche particolare piccante ricordando i due mesi di frequentazione con la Gallardo. "L'ho conosciuta a una festa sull'isola di Maiorca, all'epoca lei aveva 22 anni (oggi 24, ndr). Non è stato molto difficile conquistarla. Non ha inibizioni e le piacciono molto i soldi e le feste: sapeva che io potevo offrirle entrambe le cose. Quella stessa notte finimmo a letto insieme. Nei primi giorni le piaceva molto uscire con me, perché la portavo a molte feste con tanti VIP. Voleva essere sempre sotto i riflettori, sulla cresta dell'onda. Ma sono convinto che frequentasse anche altre persone oltre a me in quel periodo. Anche diversi calciatori: ce n'era uno che la scarrozzava in giro quando io non c'ero. Tutto bene, l'importante è che non facessero nulla in casa mia. Ricordo un giorno quando mi chiese di comprarle un completo intimo. La accompagnai in negozio e le chiesi di provarlo davanti a me: ci mise un attimo a spogliarsi davanti a tutti, senza nemmeno chiudere la tendina del camerino. Sa di avere un corpo fantastico, e le piace essere osservata. Nereida non saprà molto di calcio, ma sa benissimo come soddisfare un uomo".

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Cannes, l'Italia festeggia.

(Sky tg24) Doppietta italiana al festival del cinema di Cannes. Gran premio della giuria a "Gomorra" di Garrone e premio speciale a "Il Divo" di Sorrentino. La Palma d'Oro è andata al francese "Entre les murs". Riconoscimento come miglior regista al turco Ceylan. Benicio del Toro, protagonista del film "Che" di Soderbergh, ha vinto il premio come miglior attore e la brasiliana Sandra Corveloni per "Linha de passe" di Salles quello per la migliore attrice.
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Romania: La destra protesta contro i gay al grido di 'La Romania non e' Sodoma'.

La Chiesa ortodossa in passato sostenne proteste contro i gay.
(Ansa) Circa 200 militanti e simpatizzanti dell'estrema destra romena hanno manifestato oggi contro un corteo gay previsto nel tardo pomeriggio. I manifestanti, per lo piu' giovani, esibivano cartelli con scritto 'Marcia contro l'omosessualita' e per la normalita'' e 'La Romania non e' Sodoma'. Per il presidente di Noua Dreapta (Nuova Destra), Tudor Ionesco, quella gay e' una manifestazione che 'danneggia i buoni costumi'. La Chiesa ortodossa in passato aveva sostenuto le manifestazioni contro i gay.
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Provincia di Rimini. Destra e sinistra bocciano il sostegno al gaypride nazionale

(La Voce di Rimini) La Provincia di Rimini non darà la propria adesione al Gay Pride di Bologna, in programma il prossimo 28 giugno. Nella seduta di giovedì sera, è stato infatti bocciato l'ordine del giorno di sostegno alla manifestazione presentato dal consigliere del Gruppo Misto Antonino Padalino, nonostante il consigliere Pd Funelli abbia esperito un tentativo di mediazione presentando un proprio emendamento.

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