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giovedì 17 gennaio 2008

Omosessuali in Italia. 35 anni di movimento: 0 risultati.

(Lampi di pensiero) Nel 2007 si è celebrato il 35 anniversario della nascita del movimento italiano per il riconoscimento e l’affermazione delle istanze e dei diritti delle persone che vivono un’affettività ed una sessualità soggetta a discriminazioni sociali, giuridiche e politiche.

Ho intenzionalmente abbandonato la “putrida” definizione di GLBT(etuttoilresto) poiché comincio a rifiutare questo approccio per categorie di minoranza. Questi problemi non sono solo della comunità glbt(etuttoilresto), ma di tutti coloro che a causa della propria affettività e della propria sessualità soffrono discriminazioni giuridiche, sociali, economiche e politiche. Giusto per fare un esempio, faccio riferimento ai diritti di affettività e sessualità per gli anziani, i portatori di handicap, gli intersessuali (altrimenti noti come middlesex), unigenitorialità, ecc. E’ quindi, spero, abbastanza chiaro che tali diritti e tali istanze appartengono solo in parte alla comunità glbt(etuttoilresto), poiché sono (o dovrebbero essere) in maggioranza appannaggio di tutti coloro che tali discriminazioni le soffrono indipendentemente dall’essere omosessuali, trans o bisessuali.

Ebbene, si diceva, 35 anni sono trascorsi e, andando al sodo, il movimento glbt italiano non ha ottenuto nessun risultato degno di rilievo sul piano economico e giuridico. Nessuno. Diversamente, sul piano sociale e del costume si possono registrare favorevoli progressi, seppur non si possa parlare di piena emancipazione, poiché la piaga dell’omofobia diffusa non ha ancora cessato di provocare vittime.

Per riassumere il senso delle affermazioni tranchantes che ho fatto, è opportuno vedere quali sono i principali fronti aperti e i relativi risultati:

  • riconoscimento dei diritti di unione (matrimoniali o meno): è rimessa ai singoli Comuni la possibilità di istituire registri delle unioni affettive con alcune conseguenze sul piano pratico e giuridico (non sostanziali);
  • introduzione dei reati contro la persona per motivi di discriminazione sessuale: non ce n’è traccia e non si prevede a breve che la materia sia regolamentata;
  • genitorialità per le coppie omosessuali o per i singoli: non c’è;
  • matrimonio omosessuale: la questione sembra definitivamente archiviata con un no che appartiene a quasi tutto l’arco costituzionale;
  • supporto delle persone transessuali nel cambiamento di sesso: regolato, anche se con notevoli rigidità e inapplicabilità di soluzioni più leggere.

Questo è il succo. Vuol dire che il movimento ha fallito? No, semplicemente che deve continuare a muoversi, a costruire presenza politica e rivendicazione. E lo dovrebbe fare seguendo questo direttrici:

  • Coscienza e consapevolezza: non solo visibilità, ma comprensione del fondamentale ruolo sociale che possiede chi “non è nel coro”, quello di essere propulsore del cambiamento. Una volta si sarebbe detto “rivoluzionario”, oggi questa parola spaventa, ma il concetto è lo stesso. La società si muove se si innesca una dinamica di opposti che si confrontano, altrimenti si avvita su sé stessa e diventa conservatrice ed egoista e perde il senso del futuro.
  • Solidarietà e cultura: lavorare per costruire una rete di solidarietà materiale e per costruire un interscambio culturale fra le numerose realtà territoriali costituisce un elemento essenziale di umanità. Senza solidarietà non si fa la politica, senza la cultura non si sa dove si va e alla fine non si cambia nulla.
  • Vision: il movimento si deve costituire nazionale e con una prospettiva internazionale. La pur importante dimensione locale deve necessariamente trovare una sua collocazione estesa, coordinata e partecipata a livelli territorialmente più estesi. La politica dei Comuni non può determinare cambiamenti sostanziali, ma solo particolari e comunque difformi sul territorio, acuendo, piuttosto che risolvendo, la disparità fra uguali.
  • Inclusione: i referenti sociali del movimento non possono essere solo i soggetti che appartengono storicamente all’area glbt(etuttoilresto). Occorre continuare ad estendere la rete e a rivolgersi a chi fa parte delle categorie interessate.
  • Lobbying: molti parlano della necessità di fare lobbying. E’ innegabile che questo possa portare grandi risultati: il principale avversario che abbiamo (il tradizionalismo cattolico e religioso in genere) ne è un eccellente esempio. Ma non si parte dal lobbying, ci si arriva quando si può contare su una massa di persone che costituisce un referente economico o politico in grado di “muovere” denaro, voti o consenso. Tutto il resto sono chiacchiere.

Senza la pretesa di essere profetico, queste potrebbero essere delle “linee strategiche di azione” da cui far discendere programmi e attività coordinate e condivise. Magari sono discutibili, emendabili, da riscrivere, ma questo è un punto di partenza. O si discute da questi elementi oppure ci saranno altri 35 anni di risultati 0.

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giovedì 20 dicembre 2007

Il Pd e Scalfarotto. Un partito che non ne vuol sapere di decollare.

Il lupo perde il pelo.

(Ivan Scalfarotto) Ho appena scritto a Salvatore Vassallo, presidente della Commissione Statuto, e in copia a tutti i commissari, la mail che segue: "Caro Salvatore, dopo aver ricevuto solo cinque giorni fa una convocazione della Commissione Statuto per il 22 dicembre, ricevo quest'oggi un'ulteriore email con la quale mi si comunica che la riunione è stata spostata al 12 gennaio. Chi a questo meraviglioso progetto dedica risorse sottratte al proprio lavoro e alla propria famiglia già vive il fatto di dover venire ad una riunione a Roma il sabato prima di Natale - e di dover quindi scegliere se tornare in treno sottraendo ulteriore tempo ai propri cari o acquistare un biglietto aereo spendendo una fortuna (Milano-Roma 443,46 euro tariffa base: i biglietti aerei, chi li paga lo sa, potremmo pagarli assai meno se ci metteste in condizione di acquistarli con anticipo) - come un sacrificio imposto da una burocrazia non particolarmente intelligente, ma passi. Ricevere però un messaggio col quale si cancella con sole 40 ore di anticipo una riunione convocata appena tre giorni prima, e questo senza una parola di spiegazione, né di rammarico, né un'indicazione di come ottenere un rimborso per le spese eventualmente sostenute a causa di questa sconcertante e colpevole approssimazione organizzativa, è stato come aggiungere la proverbiale beffa al già citato danno. Sollevo il problema perché non mi pare solo banalmente organizzativo o di principio, anzi credo si tratti di un punto eminentemente politico. Se il rispetto e l'inclusione di cui tanto discorriamo troveranno spazio soltanto nei nostri discorsi e nei nostri documenti e non saranno invece vissuti quotidianamente nella civiltà dei rapporti che andremo a stabilire tra noi democratici, allora possiamo sin d'ora abbandonare l'ambizione di fondare una politica nuova e, con essa, un paese nuovo. Cordialmente, Ivan Scalfarotto"

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Transgender minore suicida, Arcigay Catania porterà il suo nome. Patanè: "La sua vita e morte denuncia contro classe politica".

(Apcom) Arcigay della provincia di Catania porterà presto il nome di Loredana R., il transgender sedicenne suicidatosi mercoledì della scorsa settimana in una comunità alloggio di Palma di Montechiaro (Agrigento). Lo ha annunciato ieri sera nel corso di una conferenza stampa, Paolo Patanè, presidente regionale di Arci-Gay Sicilia.

"Stiamo immaginando un percorso per intitolare il comitato alla memoria di Loredana perché noi vogliamo assolutamente sottolineare quanto la vita e la morte di questa persona siano una denuncia non nei confronti della cattiva volontà dei singoli, ma nei confronti, purtroppo, di una classe politica che deve al più presto trovare delle soluzioni perché morti come queste sono una conseguenza della solitudine, dell'assenza di leggi e dell'assenza di percorsi".

L'iniziativa del presidente di Arcigay Sicilia, dovrà adesso essere approvata dal congresso dell'associazione.
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Ndr. Ma che razza di sciocchezza... Viste le brutte accuse che girano, non sarebbe meglio da parte dell'Arcigay siciliana e nazionale creare una commissione d'inchiesta interna per andare a fondo? Un sogno diciamocelo, da questa dirigenza inadeguata non può essere che un sogno. (Aspis)

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