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mercoledì 21 maggio 2008

La marcia a ostacoli di Vendola alla leadership di Rifondazione.

(Filippomaria Battaglia - Panorama) Fratelli coltelli: a sinistra, la resa dei conti è iniziata e rischia presto di trasformarsi nella versione “soft” di una vera e propria guerra civile.

Ormai da giorni, in casa Rifondazione, a disputarsi ledaership e programmi sono in due: l’ex ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero e il governatore pugliese Nichi Vendola. E quest’ultimo è dato nettamente in svantaggio: l’eredità che porta con sé è infatti quella della vecchia gestione firmata dal ticket Franco Giordano-Fausto Bertinotti, veri sostenitori della sua corsa alla segreteria. Proprio l’ex leader di Prc era ieri a Bari per partecipare all’assemblea di presentazione del “Manifesto per la Rifondazione“.
Una presenza che si potrebbe rivelare ingombrante per Vendola, anche perchè sono state le stesse sezioni pugliesi del partito ad aver nutrito dubbi e perplessità sulla sua decisione: dai dirigenti provinciali a quelli comunali, in queste ore è stata una corsa a smarcarsi da posizioni nette ed appoggi entusiastici in favore del governatore. Una delle obiezioni che si muovono al presidente della Regione è infatti quella del doppio incarico. Incompatibilità che per Franco Giordano non esiste, dal momento che “anche Veltroni ha fatto la stessa cosa, sebbene per un lasso di tempo inferiore”.

E proprio riguardo al rapporto con l’ex sindaco di Roma e con il Pd si sono intraviste le prime mosse politiche di Nichi Vendola: ai messaggi di riconciliazione di Walter, sempre più orientato a riaprire il dialogo con gli alleati alla sua sinistra, sono seguite le parole nette del governatore pugliese. “Il Pd non può pensare di rappresentarci in Parlamento. Il Pd di Veltroni, con la sua deriva neo-centrista non può inglobare la nostra voce, Rifondazione parlerà con la propria ugola” ha intimato il presidente della Regione.

Un no secco insomma, probabilmente pronunciato più per gli umori interni al partito che per le agenzie e i microfoni della stampa. Il rischio che intravede parte di Rifondazione è infatti quello che a medio termine la leadership di Nichi possa trasformarsi in un potenziale biglietto di ingresso all’interno dell’area democratica (lo stesso pericolo che sta “correndo” Sinistra Democratica del neo leader Claudio Fava).

Anche per questo, ma forse soprattutto per questo, per Vendola la strada per la segreteria è tutta in salita.

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