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lunedì 28 aprile 2008

Scrittori: Una ex amante rivela fantasie gay di Norman Mailer. Uno sciupafemmine dalle tendenze gay.

(Adnkronos) ''Norman Mailer non solo aveva fantasie gay ma ebbe anche, per un certo tempo, un relazione fissa con un uomo con cui faceva sfrenati giochi sessuali''. Finora lo scrittore americano, morto lo scorso 10 novembre all'eta' di 84 anni, era internazionalmente considerato uno ''sciupafemmine'', sei volte sposato e padre di otto figli, noto per le sue posizioni dissacranti sul femminismo, tanto da essere presentato come il ''macho'' delle letteratura americana contemporanea.

Ma adesso una delle sue amanti ha deciso di rompere il silenzio e di portare alla luce il lato oscuro di Mailer. Carole Mallory, 66 anni, ex modella e attrice che incontro' lo scandaloso autore di ''Il nudo e il morto'' in uno dei piu' esclusivi ristorante di New York nel 1983, afferma che Mailer ebbe una relazione con un amico gay, tanto che lei temette che lui potesse contrarre l'Aids e cosi' si rifiuto' di avere rapporti sessuali a tre.

Carole Mallory ha venduto la scorsa settimana alla Harvard University sette scatole di documenti relativi alla sua relazione con Mailer, durata tra il 1983 e il 1992, frequentandosi quasi ogni weekend, quando lo scrittore era sposato con la sesta ed ultima moglie, Norris Church. L'archivio di lettere, diari e manoscritti della Mallory, destinato alla Houghton Library, conterrebbe un impietoso ritratto del declino sessuale dell'autore di ''I duri non ballano'', da cui emergerebbero le sue sfrontate proposte, compresa quella di un triangolo erotico con un gay di nome Paul.

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Lugagnano. Fra gli operai-squillo amici di Claudiu: "Ci prostituiamo come lui. Basta che paghino". I Ris nella villa dell'orrore.

Verona, i carabinieri nella casa di Lugagnano dove sono stati uccisi i due coniugi. Oggi interrogatorio e sopralluogo.
(Roberto Bianchini - La Repubblica) Per molti di loro, lo dicono senza imbarazzo, non fa differenza. Dipingere una parete, piantare un chiodo, tagliare una siepe. Anche fare l'amore con un uomo. "Basta che paghino". Perché non hanno scelta, spiegano, se vogliono sopravvivere. Radu fuma e sorride, sfregando il pollice sull'indice della mano destra. Il primo gesto che ha imparato in Italia. E' bello Radu, occhi neri, capelli cortissimi, basette lunghe, fisico asciutto. Veste firmato, tutto di nero, al collo porta una croce di brillanti. Ha ventidue anni e viene dalla Romania. A cercare fortuna, come tanti. Come Claudiu Stoleru (foto a fianco), il ragazzo accusato di aver massacrato i due pensionati, Luigi e Luciana Meche, nella loro villetta. A martellate lui, soffocata lei.

Come Claudiu, e come altri, anche lui è un operaio-squillo. Pronto a vendersi per una giornata da imbianchino o da manovale, come per un'ora di sesso. Non importa con chi. Anche Claudiu ha confessato che si prostituiva. Gli serviva, oltre che per il denaro, per ottenere qualche lavoretto. Ha detto che non era la prima volta, che l'aveva già fatto con Luigi Meche e anche con altri. Ma voleva smettere. E aveva ucciso il suo datore di lavoro perché "non ne poteva più". Oggi a Civitavecchia, dov'è stato fermato, verrà nuovamente interrogato. Deve ancora spiegare l'omicidio della donna. Finora ha negato di averla uccisa lui. E i Ris torneranno nella villetta per altri accertamenti.

Lo conoscevano il pensionato ucciso, gli operai-squillo che bighellonano tra i negozi del grande centro commerciale vicino alla tangenziale, due passi dal paese, dove arrivano a fare compere da tutta la provincia. E' un punto d'incontro, un crocevia della prostituzione maschile. Ci vengono soprattutto uomini sposati, di mezza età. "Qui ci si incontra - racconta il giovane - poi si va in una zona che conosciamo, vicino all'Adige, lì non ti vede nessuno". I carabinieri hanno raccolto più di una testimonianza tra gli operai-squillo. Tutte concordanti: "Luigi era un cliente abituale. Gli piacevano i giovani, frequentava soprattutto quelli dell'est". Per questo giudicano attendibile la versione di Stoleru sulle molestie sessuali, anche se in paese nessuno crede al "vizietto" del pensionato.

"I padroncini del Nord Est ci sfruttano in fabbrica e anche a letto", attacca Radu, sfrontato, anche lui mille mestieri, sempre saltuari. Racconta di una vita che, per gente come loro, "è un inferno": lavoro mai sicuro, soldi pochi, sempre in nero, case care, vecchie, malsane. "E qualche volta - attacca - pretendono anche di usarci a loro piacimento, sessualmente dico, per soddisfare le loro voglie. O quelle delle loro signore. Com'è successo a Claudiu. E noi zitti. Perché se ci ribelliamo perdiamo anche il lavoro. Allora tanto vale che ci vendiamo subito. Cos'altro dobbiamo fare? E che ci paghino bene almeno per quello".

E' brutta e vecchia la casa dove abitava l'assassino. Due piani, senza nemmeno l'intonaco, addossata a una fila di altre palazzine dall'aspetto dimesso. Ci abitano romeni, moldavi, magrebini. Tutti immigrati. Tutti lavoratori saltuari. Manovali, operai, braccianti, tuttofare, prostituti. Non c'è neanche un nome sui campanelli, nessuno sa in quanti ci vivano. Gli abitanti della zona dicono che c'è un via vai continuo di ragazzi sconosciuti.

Stoleru abitava in un appartamento al primo piano. Nessuno sa com'era arrivato qui. Gli avevano dato una stanza, anzi un pezzo di stanza con una branda, separato dagli altri letti solo da un armadio. Non aveva quasi nulla con sé, neanche una valigia. Era finito subito a fare qualche lavoretto, come aiuto imbianchino, proprio dall'uomo che sarebbe diventato la sua vittima. I moldavi sapevano che quell'uomo dava lavoro agli immigrati. E sapevano anche dei traffici sessuali. Sergiu, che vive nella stessa casa e fa l'operaio, dice che Claudiu era arrivato in paese solo da due settimane. Che gli sembrava un ragazzo normale, come tanti. Silenzioso, poche parole con gli altri romeni, pochissime con gli abitanti. "Parlava ancora male l'italiano". Lo stretto necessario per comperarsi le sigarette e ordinare un paio di birre al bar "Matteo" e di sambuche al bar "Saint Patrick".

I vizi del paese li aveva presi subito. Ma aveva un aspetto fragile, forse anche per via di quegli occhi chiari, e dei lineamenti del viso, più delicati degli altri. "Non avresti mai detto che poteva essere violento. Feroce, addirittura".

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Gb. Lord Laidlaw dona 1 milione di sterline per curare i "sesso-dipendenti".

(Agi) Ventiquatt'ore ore dopo che un tabloid ha rivelato la sua ossessione per il sesso, un ricco lord scozzese ha deciso di donare un milione di sterline (1,27 milioni di euro) per quelli che, come lui, sono "sex-addict". Lord Laidlaw, generoso finanziatore del partito conservatore, gia' sotto inchiesta per evasione fiscale, e' il protagonista dell'ultimo scandalo a luci rosse che -dopo l'ex governatore Eliot Spitzer, in Usa, e il boss della Formula 1, Max Mosley- si abbatte sul mondo degli "happy few". 'News of the World' ha rivelato domenica che il 64enne baronetto e' un sesso-dipendente che adora organizzare gaudenti orge con prostitute e gigolo' da 3.000 sterline a notte; il tutto innaffiato da fiumi di champagne e cocaina.

Secondo il popolare domenicale, Laidlaw, che risiede a Montecarlo, affittava per le sue serate particolari da 27.000 sterline l'una la suite dell'hotel Ermitage (che da sola ne costa 6.000): insieme a 4 ragazze, un gigolo', la droga, Viagra e alcol. Il copione cambiava di volta in volta, con qualche particolare ricorrente ("ragazze alte con seni piccoli"). Ma a volte il barone Irvine Laidlaw of Rothiemay, che ha fatto la sua fortuna con una societa' organizzatrice di eventi internazionali, si limitava solo a guardare.

Ma oggi il 'Times' rivela che il protagonista dell'ennesima storiella piccante -110.mo uomo piu' ricco del Regno Unito con una fortuna personale di 730 milioni di sterline, di cui 6 donati al partito di David Cameron- e' entrato volontariamente in una clinica sudafricana per tentare di curarsi e evitare "una ricaduta in inaccettabili comportamenti". Non solo. Con un'inedita forma di pentimento, Lord Laidlaw ha deciso di porsi come obiettivo il finanziamento di una ong britannica che potra' usare i soldi per coloro che sono erotomani come lui, ma non possono permettersi cure.

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Amici di Maria. Live da Cagliari un omaggio a Marco Carta con tanti ospiti illustri. Cronaca della serata.

(Tvblog) Il talent show Amici è terminato il 16 aprile ma l’eco è ancora forte; la prova l’abbiamo avuta con il successo del concerto di Piazza del Popolo a Roma gremito di 80.000 fans e visto da oltre 4 milioni con il 35% di share.

Stasera, in diretta da Cagliari, Marco Carta, Francesco Mariottini, Roberta Bonanno, Pasqualino Maione e gli altri ragazzi che hanno partecipato alla fase finale saranno protagonisti di un concerto-varietà che vedrà anche tra gli ospiti Claudio Baglioni, Katia e Valeria e Claudio Amendola. Vi racconteremo quello che accade con il nostro consueto commento live.

Ore 21:34 In una piazza gremitissima fino all’inverosimile (c’è chi parla di 300.000 persone) inizia con tanto di sigla ufficiale il concerto con la sigla dei professionisti diventata a tutti i tanti fans di Amici molto familiare. Vediamo prima Kledi, Anbeta, Francesca, Leon e poi i bianchi e i blu divisi come all’inizio. Sullo sfondo la cattedra con i professori. Il pubblico acclama Maria che entra in compagnia di Chicco e Luca.

Ore 21:37 L’rvm di prammatica non può non esimersi dal mostrare il trionfo di Marco Carta e la piazza esplode di gioia mentre lui da divo del momento saluta la folla sua compaesana. L’emozione del ragazzo è evidente. Maria racconta uno scoop, ovvero che durante la messa in onda di Amici Marco chiedeva spesso alla produzione se la Sardegna lo sostenesse.

Ore 21:39 Si inizia con una canzone di Lucio Battisti “Io vorrei” ed è proprio Marco a rompere il ghiaccio. Ed è proprio il caso di dire rompere perchè l’emozione lo fa anche steccare sugli acuti, ma gli si perdona anche questo. Alla conclusione lui vorrebbe andarsene ma Maria lo ferma, gli mostra i fotografi che lo immortalano finalmente per tutte le testate e poi tutti i ragazzi lo aiutano per raccogliere i peluche. Maria successivamente presenta due professionisti, Kledi e Maria (anche se inizialmente dice Francesca) che si esibiscono in un tango sensuale su coreografia ideata da Garrison Rochelle. Maria richiama Marco e alla destra anche Roberta, spaventata di arrivare nella città del cagliaritano. Chiede ai due come sia il loro rapporto e Roby risponde “Siamo come Raimondo e Sandra, ci vogliamo bene“.

Ore 21:44 E’ il turno di Roberta cantare e lo fa con una canzone della straordinaria Anastacia, “Left Outside Alone“. Inutile dire che il pezzo sia nelle corde della milanese e infatti per lei l’emozione non sussiste e il pubblico, per la verità più preso a fotografare con telefonini e fotocamere digitali, tiene il tempo con le mani. Alla fine la ragazza esclama “Grazie Cagliariiiiii“.

Ore 21:47 Maria racconta dei provini di Amici. Un ragazzo biondo con gli occhi azzurri, bello e aitante. Inutile dire che si parlava di Francesco che in smoking si rende protagonista di un ballo con Anbeta sulle note suggestive di “Strangers in the night” di Frank Sinatra. Maria lo chiama sul palco e rivela che sta facendo le prove di Io Ballo. Maria: “Sei bellissimo” e lui risponde inginocchiandosi nei confronti dei prof per averlo scelto. Maria, abbronzatissima dal sole sardo, richiama Marco sul palco e gli chiede di presentare la famiglia che lo ha cresciuto: “E’ la sostituzione di quello che la vita mi ha rubato.”. Marco quindi presenta la zia Baby, zio Carlo il marito (accolto come la moglie da Maria), il fratello Federico, praticamente l’opposto di Marco, un pittore che fa mostre in Spagna e a Roma. In effetti la faccia dell’artista ce l’ha. Si prosegue con la persona alla quale il cagliaritano è legato, la nonna, che non è presente poi arriva zia Cristina. Praticamente è la serata di Marco questa ma Maria, imprevedibile come sempre, manda tutti a posto e fa entrare il banco di Marco prima di annunciare la pubblicità.

Ore 21:59 Si riparte con Marco seduto al banco di Amici e Maria gli chiede di ritornare con la mente al 20 di ottobre quando Chicco gli annunciò di essere idoneo. Sullo sfondo del palco intanto vediamo delle gigantografie dei ragazzi protagonisti di quest’anno. Per Marco c’è una sorpresa, entra il discografico della Warner presente alla finale. Ebbene, si tratta del contratto per il ragazzo da parte della Warner Music per voce di Marcello Balestra. In una cartelletta viene confermato quanto si pensava: Contratto di Registrazione in Esclusiva. E c’è già la data di un cd, il 6 giugno! Tutti sono commossi. Il contratto prevede un primo album sperando di poterne fare tanti altri, dice Balestra.

Ore 22:05 Dopo questo momento di grande emozione, si passa ad un musical interpretato dagli altri ragazzi come Giuseppe, Antonino, Francesco e Pasqualino in Full Monty. Mentre i ragazzi si spogliano dalle divise arriva un altro Full Monty che altri non è che Claudio Amendola! Tutti rimangono in boxer neri ed è il momento anche per Claudio spogliarsi mostrando una canotta che cita “Giulio Cesaroni“. Amendola dice che vuole entrare nella scuola e sostenere il provino. Si inizia con la danza istruita dalla cattivissima Celentano e la gag infatti prevede che Claudio si cimenti in classica. Alessandra chiama Leon e gli dice di mettersi alla sbarra . Lui: “Non mi dica che sono un sacco di patate“, lei non replica e fa la professionale chiedendogli di cimentarsi in varie posizioni tipiche da danza. Vedendolo molto imbranato Maria chiama la musica e parte la colonna sonora del Tempo delle Mele con tanto di mela appesa che i due devono prendere con la bocca, scena già trasmessa a C’è Posta. Il ballo sensuale con la Celentano si trasforma così nella sagra della salsiccia. Maria alla fine chiede ad Alessandra se lo prenda e lei: “No“. Maria insiste e riesce ad ottenere un “va bene“. E’ il momento della recitazione con la bravissima Fioretta Mari. La prova di recitazione è riuscire a conquistare la principessa di ghiaccio, alias Maria.

Ore 22:16 Giulio Cesaroni ritiene la cosa impossibile ma Maria si avvicina a lui e lo abbraccia. Prova superata. E’ il momento del canto e viene chiamato Peppe Vessicchio che gli dice di cantare “Ricordati di me” di Antonello Venditti. Lui si sente in difficoltà a cantare da solo e Maria chiama Marco. I due non cantano perfettamente all’unisono ma Giulio Cesaroni aka Amendola dimostra di avere una discreta tonalità vocale e soprattutto di essere intonato. Chicco decreta: “La commissione dice che sei acerbo ma Garrison punta su di te e ti assegna la maglia” (cita Amici Anziani).

Ore 22:20 Maria chiama Giulia che ballerà con Gianni e Leon su “I Love New York” di Madonna. Marco, vero re della serata, deve presentare il suo acerrimo rivale, Pasqualino. Il partenopeo si cimenta nell’imitazione di Gheorghe Iancu e dopo di che canta il suo inedito, Start, tratto da Ti Brucia già disco d’oro. Mentre canta ci accorgiamo che la produzione ha deciso di far cantare tutti mettendo le parole stile karaoke sui ledwall in piazza. Garrison viene chiamato da Maria perchè viene eseguita una sua coreografia dai professionisti, anzi dalle professioniste in versione guepiere tratte da Io ballo. Provocanti Francesca e Maria ma lo è pure Anbeta mentre Leon fa il macho di turno. Pubblicità.

Ore 22:31 Si torna in onda e Maria si presenta coperta. Si vede che il freddo è arrivato. Entra una lavagna per le interrogazioni di musica e chi ti chiama? Ma ovviamente Marco, il più impreparato di tutti. “Ma c’è un ragazzo che potrebbe leggere questa lavagna“, dice Maria. E chi sarà? Ma ovviamente Claudio Baglioni! Di bianco vestito con la chitarra intona le canzoni più celebri e via di accendino con “Piccolo grande amore“. Al termine della canzone Marta si avvicina per toccare il mito Claudio e Simonetta Spiri ringrazia Maria commossa per “tutto quello che ci hai fatto vivere quest’anno“. Marco, Roberta e Paki dovranno cantare proprio con Baglioni. Parte Marco con Amore Bello, Roberta con Avrai e Paki con Sabato Pomeriggio. Suggestivo e da pelle d’oca il momento con Roberta. E poi partono le altre canzone di Claudio in rapida successione sempre coadiuvato dai ragazzi. Entra poco dopo un altro Claudio, Amendola e insieme intonano una Ninna Nanna romanesca. Davvero un gran bel momento. Dopo questa emozione si ritorna alle esibizioni con Leon, Gianni e Maria che ballano su Pump It. Subito dopo Pubblicità.

Ore 22:57 Maria chiama Kledi sul palco. Entra il trono e le sedie di Uomini e Donne. Arriveranno ora Katia e Valeria con la divertentissima parodia di Zelig. Ovviamente Kledi diventa Klediano e loro due Katiana e Valeriana. Tutto il pubblico grida Brava Brava Brava! Maria di diverte tantissimo, è nota la sua autoironia e questa gag in trasmissione la conferma per l’ennesima volta. Fantastico quando Katiana declama “La nebbia agli irti colli …” dicendo che è scritta da lei e Valeriana la riprende dicendo che è un plagio perchè è di Fiorello. Formidabili!!

Ore 23:04 Dopo le risate, il musical Sister Act con tutti i ragazzi. Il pezzo lo avevano interpretato anche nella fase finale ma questa volta non vi partecipano solo i componenti della squadra Bianca ma tutti. Roberta nella parte di Deloris. E tutti gli altri vestiti come suore o come prelati cantano la celebre colonna sonora in inglese. Davvero bravi. Tocca ai professionisti, Gianni e Maria faranno un ballo che subito dopo però ripeteranno Garrison e la Celentano (ovviamente si scherza), “Rock Around The Clock“. E ora è il turno della Celentano, Maria la acclama così come tutto il pubblico, ma ovviamente si sta scherzando visto che era un rock acrobatico. Spazio anche a Giuseppe e Cassandra che in duetto cantano “Morena mia“. E subito dopo Francesco balla con Anbeta un sensualissimo tango latino americano. Francesco ovviamente sempre a torso nudo per mostrare alle donne il fisico e Anbeta leggiadra e bravissima. Maria richiama Marco che presenta la sua conterranea Simonetta. La piccola grande cantante intona una celebre canzone di Vasco Rossi. Maria stuzzica la Celentano e chiama sul palco Susy Fuccillo che balla con Gianni e Leon. “E’ per te questa Alessandra“, dice scherzando. Dopo il balletto, break.

Ore 23:24 Maria si scusa per aver messo il cappotto. Richiama Marco sul palco e parla del disco che è terzo nella classifica mista e primo nelle compilation. Marco canta Per sempre che tutti ormai conoscono. “Grazie Cagliari, vi amo“. Maria saluta Grazia, Steve e Maura. Marco saluta Luca Jurman, impegnato al Blu Note stasera. Tocca di nuovo a Francesco in versione seminudo che balla con Francesca. Enigmatica in sottofondo Fioretta Mari che dice “Mamma mia…” Maria dice che c’è un’altra sarda che vuole salutare Marco e si tratta di Geppy Cucciari, presente anche alla finale come spettatrice. Geppy: “Se il Cagliari l’anno prossimo vince lo scudetto mi spoglio al Sant’Elia“. Ecco Marta che canta “All by myself“. Maria ringrazia la Questura e il sindaco Floris che chiamato sul palco consegna un premio a Marco. Serata eccezionale per lui. E regalo anche per Maria De Filippi, una medaglia.

Ore 23:33 Rientra il pianoforte e quindi si prevede di nuovo Claudio Baglioni che canta una versione live di “Mille giorni di te e di me“. Tutto il pubblico canta con lui, Maria sta vicino al pianoforte e i ragazzi in piedi si commuovono. Quando canta Claudio l’emozione è forte. Applausi da standing ovation. Pubblicità e poi gran finale.

Ore 23:44 Partono i titoli di coda e Claudio Baglioni canta “Strada Facendo” attorniato da tutti i ragazzi, dagli ospiti, da Maria e dai prof. Il pubblico canta con loro. Degno finale di una grandiosa serata realizzata in solo una settimana di tempo. Un applauso alla produzione che ha creato un vero e proprio evento che ci auguriamo possa anche ripetuto in altre città. Buonanotte a tutti.

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Gay e calcio. E se Moggi avesse un poco di ragione?

Le dichiarazioni di Moggi sulla totale assenza di gay nel mondo del calcio, a guardar bene fa il paio con le dichiarazioni rilasciate da Ahmadinejad che nel corso di una visita ad una università americana lo scorso anno negava che in Iran vi fosse un "problema omosessuale". Parole inutili e puntualmente smentite dai fatti.
In Iran dove il regime impicca gli omosessuali praticamente in quantità industriale e a Torino dove le parole di Moggi risultano essere stonate con quanto accade nell'ambiente del calcio dove baldi atleti vengono beccati in saune-bordello a soddisfare i loro "vizi".

Può essere, a ben vedere che Moggi, con un ragionamento razionale, abbia ragione. Lasciando da parte la professionalità di cui nessuno potrebbe dubitare, in effetti sarebbe difficile per un gay sopravvivere nel mondo del calcio ma non perchè vittima di volgare e violento bullismo omofobo ma perchè esso stesso sarebbe vittima delle proprie emozioni e desideri, in mezzo a cotante beltà sarebbe impossibile resistere e nascondere erezioni infinite...

Sarebbe, ne più ne meno come inserire un eterosessuale in una squadra di calcio femminile. Fin quando potrebbero resistere ambedue, sia il gay che l'etero, al richiamo sessuale? Certamente se Moggi porta questo tipo di ragionamento, diciamocelo, non fa una piega ma la domanda sorge spontanea, è questo quello che Moggi intendeva?

Che poi nel mondo del calcio non vi siano omosessuali, al di là delle parole di Moggi e del pettegolezzo da portineria da parte dell'ex omorevole Grillini, è tutto da appurare. Intanto indaga a modo suo con simpatica e scherzosa ironia Costantino della Gherardesca che dal suo sito dichiara sicuro che i calciatori: "Pazzini e Montolivo, calciatori, sono gay". Godetevi il video.
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Nella città di Gentili la manifestazione nazionale contro l'omofobia.

Manifestazione nazionale il 17 maggio per la giornata mondiale contro l'omofobia.
(Oggi Treviso) In corteo a Treviso per dire no all'omofobia e al razzismo. Il capoluogo della Marca è stato scelto da Arcigay per la manifestazione nazionale che celebra, il 17 maggio, la giornata mondiale contro l'omofobia.

Quaranta le nazioni che hanno aderito all'iniziativa ideata dal curatore del Dictionnaire de l'homophobie Louis-Georges Tin. Nel 2006 il supporto è arrivato anche dal Parlamento europeo con una Risoluzione sull'omofobia in Europa. Molte le città italiane che celebrano la giornata. In Veneto la manifestazione principale, preceduta da una serie di incontri e dibattiti organizzati in collaborazione con Ubik Lab, circolo gay lesbico Queerquilia e Forum giovani di sinistra, si svolgerà a Treviso. Una scelta non casuale per una giornata dedicata alla sensibilizzazione sui temi del razzismo, dell'omofobia e della xenofobia.

Proprio a Treviso, la scorsa estate, dopo le parole pronunciate dal vicesindaco leghista Giancarlo Gentilini ("pulizia etnica contro i culattoni"), i movimenti gay di tutta Italia piombarono in città dando vita ad una manifestazione contro le discriminazioni e il razzismo culminata con un happening di fronte alle porte della sede dell'amministrazione comunale.

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