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sabato 5 luglio 2008

Gaypride Budapest. Estremisti attaccano manifestanti: "Omosessuali a morte".

Bombe molotov contro i poliziotti. Le prime drammatiche immagini dal tg ungherese.

Diversi incidenti, tra cui il lancio di bombe molotov contro i poliziotti che sorvegliavano il corteo promosso dalla comunità omosessuale di Budapest, sono scoppiati questo pomeriggio durante il gay pride che si è svolto nella capitale ungherese.

Il percorso è stato modificato dopo che le bombe molotov sono state lanciate da alcune finestre su dei poliziotti che accompagnavano il corteo. Un gruppo di estremisti ha poi attaccato i manifestanti, circa 450 persone, tirando loro uova, bottiglie e gridando "morte agli omosessuali".

Danneggiati inoltre tre furgoni tv. La polizia è ricorsa al lancio di gas lacrimogeni per disperdere la folla sulla piazza degli Eroi. Verso le 18.30 il corteo era bloccato sulla piazza, mentre gli agenti si sono messi in mezzo per dividere i partecipanti dagli estremisti.


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venerdì 4 luglio 2008

Europa. Gaypride, è l'ora di Budapest blindata dalla polizia.

Nella giornata di ieri Gabor Szetey ha lanciato un appello a partecipare numerosi sabato alla parata.
(Ansa) In un cinema del centro e in alcuni pub frequentati da gay della capitale ungherese e' cominciato ieri a Budapest il Festival degli omosessuali. La tradizionale manifestazione si chiudera' sabato con la parata del gay pride, mentre parallelamente si svolgera' una contro-dimostrazione di estremisti che vogliono impedire la sfilata gay. Alcuni giorni fa in un locale gay del centro e' stata lanciata una bottiglia incendiaria causando solo danni materiali. La polizia indaga, e vuole garantire con un servizio di emergenza la sicurezza dei partecipanti della parata di sabato. All'inaugurazione del Festival, l'eurodeputata socialista Katalin Levai ha detto che vent'anni dopo il ritorno della democrazia in Ungheria, la discriminazione, il razzismo e l'omofobia sono piu forti che mai. ''Ogni giorno vediamo sulle strade, le piazze, gli stadi o sui giornali i segni delle ideologie razziste, dell'odio contro gruppi etnici o diversita' sessuale'', ha detto la Levai. Alla cerimonia e' stata letta anche una lettera del presidente del gruppo socialista del Parlamento europeo Martin Schulz in cui si condanna la discriminazione e la diversita' sessuale. Un anno fa, all'inaugurazione del Festival, l'allora sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gabor Szetey, aveva dichiarato pubblicamente la sua omosessualita': il primo caso di 'outing' in Ungheria di un personaggio pubblico. Oggi Szetey ha lanciato un appello a partecipare numerosi sabato alla parata.

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venerdì 13 giugno 2008

Ungheria. E' stato autorizzato il Gaypride a Budapest. Ci sarà anche il sindaco.

(Peace reporter) La polizia ungherese ha cambaito idea a proposito del Gay Pride e ha deciso di autorizzare l'evento. La sfilata, inizialmente censurata dal governo, è prevista per il prossimo 5 luglio a Budapest. "Abbiamo concordato con gli organizzatori i modi di causare meno intralci possibili al traffico" ha comunicato un portavoce della polizia ungherese. Inizialmente il Gay Pride era stato vietato perché si temevano disagi alla circolazione, ma le proteste di associazioni come Amnesty International e del Comitato Helsinki hanno portato a un cambiamento. Il sindaco di Budapest Gabor Demszky parteciperà alla manifestazione come sostegno alle istanze gay. "Ora la polizia ha il diritto di difendere anche i partecipanti della parata, gay e lesbiche, contro l'aggressione di estremisti omofobi" ha riportato oggi il giornale Nepszabadsag.

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giovedì 12 giugno 2008

Budapest. Negato dalla polizia il permesso per il gaypride.

Proteste delle organizzazioni omosessuali.
(Apcom) La polizia di Budapest non ha autorizzato la parata del Gay Pride, prevista per il 5 luglio. Il provvedimento è stato ripreso dall'agenzia di stampa Mti e dal sito internet del Gay Pride ungherese www.pride.hu.

Secondo quanto scrive pride.hu, il capo della polizia Gabor Toth ha motivato la decisione col fatto che la manifestazione avrebbe creato gravi disagi nelle principali arterie di comunicazione della capitale magiara.

Le 15 organizzazioni gay impegnate nei preparativi della manifestazione hanno firmato una lettera di protesta contro la decisione del capo della polizia di Budapest. Proteste sono venute anche dalla parlamentare Katalin Levai, ex ministro delle Pari opportunità.

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sabato 10 maggio 2008

Vaticano. Il Papa ai vescovi magiari: "Giustamente voi avete criticato il pubblico riconoscimento delle unioni omosessuali".

Papa; In Ungheria ancora vive le conseguenze del comunismo. Consumismo "sconsiderato" e famiglia minacciata da secolarismo.
(Apcom) Un paese che soffre ancora del suo passato comunista, e in particolare del "clima di sospetto" che lo denotava, ma minacciato anche da nuovi problemi come un consumismo "sconsiderato" e da una secolarizzazione che mette in crisi in primo luogo la famiglia: è l'affresco a tinte fosche dell'Ungheria che Papa Benedetto XVI ha tratteggiato ricevendo, questa mattina in Vaticano, i vescovi magiari.

"Purtroppo il lungo periodo del regime comunista ha segnato pesantemente la popolazione ungherese, così che ancora adesso se ne notano le conseguenze", ha detto Ratzinger: "In particolare, viene rilevata in molti una certa difficoltà a fidarsi degli altri, tipica di chi ha vissuto a lungo in un clima di sospetto".

"Il senso di insicurezza - ha proseguito - è poi accentuato dalla difficile congiuntura economica, che uno sconsiderato consumismo non contribuisce a migliorare. Le persone, compresi i cattolici, risentono in genere di quella debolezza di pensiero e di volontà che è assai comune nei nostri tempi". Secondo Benedetto XVI, più specificamente, "la prima realtà che purtroppo fa le spese della diffusa secolarizzazione è la famiglia, che anche in Ungheria attraversa una grave crisi". Sintomi di questa cristi, per il Papa, sono "la notevole diminuzione del numero dei matrimoni", "l'impressionante aumento dei divorzi", il moltiplicarsi di "coppie di fatto". "Giustamente - ha ricordato - voi avete criticato il pubblico riconoscimento delle unioni omosessuali". "Tale situazione, unita alla carenza di sussidi per le famiglie numerose, ha portato ad un drastico calo delle nascite", ha aggiunto il Papa, concludendo il ragionamento, "reso ancor più drammatico dalla diffusa pratica dell'aborto".

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