(Tex era gay) Vengo a conoscenza di questa associazione(?) 'Sex in Christ' che in pratica tenta una codifica del sesso spinto inquadrandolo nelle ingarbugliate regole della parola di dio. Una cosa molto veltroniana e perversamente interessante. Naturalmente il tutto non esula dalla pura coppia etero sposata ed in amore. Vediamo alcuni esempi: il sesso orale, da lei a lui, si può fare, ma attenzione alla 'necessity of swallowing'. Per non offendere il vecchietto nei cieli è vietato sputare il liquido seminale al termine del lavoretto. Bisogna sempre trangugiare. Riportano per l'occasione l'episodio biblico di Onan che sprecò il suo seme e fece incazzare non poco the Lord.
Il sesso anale: si può fare e non è affatto innaturale o sporco. Molto indicato prima del matrimonio per lasciare tutto intatto, ma anche dopo ci si può fare tranquillamente il pensierino, sempre con amore. Anche qui citazioni bibliche a manetta: dalle Lamentazioni: 'E le vergini di Gerusalemme piegarono la loro testa al suolo' (si misero a novanta gradi per prenderlo in quel posto, secondo i Nostri, però senza tanto amore secondo me).
Vogliamo parlare del menage a trois? Anche la cosetta a tre (il threesome) si può fare, ma è un po' più complicatuccio perché ci sono i pericoli dell'adulterio in agguato. Ma senza scoraggiarsi, se la seratina è quella giusta basta seguire queste poche regole: la cosa a tre significa esclusivamente un uomo e due donne, e basta. Chiaro? La coppia deve essere sempre quella sposata di prima. La seconda donna può essere sposata o non sposata. Può avere sesso con l'altra donna (la moglie di lui) a suo piacimento, perché le lesbiche, leggendo bene le scritture, non sono affatto un problema per dio. Se la seconda donna non è sposata può fare quello che vuole, l'uomo la può anche inchiappettare qua e là previo consenso della propria moglie presente. (Ma l'amore?) Se la seconda donna è invece sposata, può lesbicare solo con la moglie di lui, ma lui non solo non può toccarla ma non può neanche avere pensieri peccaminosi nei suoi confronti. Cioè mentre questa se ne sta nuda con le chiappe all'aria lavorandosi la mogliettina, lui deve ignorarne l'esistenza e concentrarsi unicamente sulla moglie e facendo attenzione a non toccare l'ospite neanche per sbaglio. Mi scusi signora può spostare un attimo la lingua? Vorrei procedere con una pecorina ma senza rischiare di coinvolgerla, grazie tante.
Ce n'è per tutti gli argomenti, viagra, sadomaso, depilazione, fisting, e anche per i sempiterni segaioli, che immagino ingrossino le fila dell'organizzazione. Ebbene la masturbazione non è peccato anzi è una benedizione. Riammollano la citazione di Onan, ma questa volta rigirano la frittata e contraddicendo quanto imposto prima alle povere ingoiatrici per forza, sostengono che dio quella volta non s'era incazzato perché Onan s'era spippolato ma perché questi aveva disobbedito all'ordine di ingravidare la moglie di suo fratello. Era il coitus interruptus il pomo della discordia, non la sega in sé. Scatta poi la polemica che ha associato storicamente il termine onanismo alla pratica masturbatoria, quando invece doveva essere associato per correttezza al cosiddetto salto della quaglia o del leone.
Insomma una lettura interessante anche se piena di divertenti contraddizioni, ve la consiglio, io vado a fare le mie preghierine della notte. Se non siete ancora paghi, beccatevi questi altri fenomeni con tutti i loro video e i dibattiti sul tema: xxxchurch.com.
giovedì 26 giugno 2008
Christian sex and porn. Il sesso spinto e la parola di Dio.
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19:21:00
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mercoledì 9 gennaio 2008
L'attore Stephen Baldwin contrario alle unioni gay.
Alcuni blog americani contestano l'attore Sthephen Baldwin che durante la trasmissione televisiva The Howard Stern show della scorsa settimana ha detto di apprezzare il candidato Mike Huckabee perchè è contrario ai matrimoni di persone dello stesso sesso. Ha poi aggiunto "Non credo che i matrimoni gay siano in linea con la parola di Dio scritta nella Bibbia. Ma quello che penso non importa, importa quello che sta scritto nella Bibbia e la Bibbia dice che l'unione gay è inaccettabile".
L'audio.
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02:42:00
Etichette: attori, bibbia, cinema, diritti, discriminazioni, hollywood, matrimonio gay, omofobia, omosessualità, parità, usa
mercoledì 31 ottobre 2007
La questione omosessuale nella Bibbia.
Riflessione di Gianfranco Ravasi* tratto da novena.it Alcune interessanti riflessioni del noto biblista Gianfranco Ravasi su “omosessualità e bibbia” che ci ricordano che “alcuni passi considerati classici sul tema della omosessualità sono da usare con riserva perché l'autore sacro ha di mira prima di tutto la condanna di un altro peccato”. Scopriamo insieme qual è il peccato in questione.
Non tutti i testi della Bibbia che toccano questo e altri problemi sono da assumere letteralmente; bisogna interpretarli alla luce dell'insieme della Rivelazione e della Tradizione per individuare il filo costante del messaggio biblico. Così, alcuni passi considerati classici sul tema della omosessualità sono da usare con riserva perché l'autore sacro ha di mira prima di tutto la condanna di un altro peccato. L'episodio di Lot.
Il testo che ha dato il nome tradizionale alla «sodomia», cioè il capitolo 19 della Genesi, ove alcuni abitanti di Sodoma chiedono a Lot di consegnare loro gli ospiti "angeli" «perché possiamo abusarne»: l'orrore dell'autore sacro e la sua condanna riguardano la violazione della legge sacra dell'ospitalità (qualcosa dì simile si ha in Giudici 19).
Non è escluso anche un riferimento polemico contro l'idolatria cananea che, nei suoi culti della fertilità, conosceva l'omosessualità (leggi Deuteronomio 23,18-19, ove sono di scena i «prostituti sacri», uomini che si prestavano a riti religiosi a sfondo omosessuale-che vengono definiti spregiativamente «cani»). Tuttavia esiste un filo da inseguire all'interno della Bibbia in cui il discorso si fa più diretto ed esplicito (Levitico 18,22; 20,13). Nel libro del Levitico si leggono moniti indiscutibili: «Non avrai relazioni con un maschio come si hanno con una donna: è un abominio...
Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte» . La pena di morte nell'antico Israele aveva anche un valore teologico oltre che giuridico. era in pratica la sanzione della «scomunica» dalla comunità santa.
A questa prospettiva è da rimandare anche un testo paolino (Romani 7,24-32). In una lista di vizi che escludono dal Regno di Dio, l'Apostolo introduce due classi di persone: i malakoi, letteralmente «i teneri, i dolci», cioè gli effeminatì, il partner omosessuale passivo, (1Corinzi 6,9-10) e gli arsenokoitai, vocabolo ignoto, in greco classico ma etimologicamente chiaro, indicante gli omosessuali attivi. A questa linea si può riportare anche la lista di vizi contrari al Vangelo citati in ( Matteo 1,10) appaiono la fornicazione in senso lato, gli arsenokoitai già citati e gli andrapodistai, cioè i sequestratori di ragazzi per pederastia. (Sapienza 13-15) Un'altra coppia di testi merita una particolare attenzione. Nel trattatello di sull'idolatria l'autore, probabilmente un giudeo d'Alessandria d'Egitto che scrive nel 30 a.C., elenca un alfabeto di 22 vizi. Si tratta dì un elenco costruito partendo dalla lettera t, l'ultima dell'alfabeto ebraico, per giungere alla a, la prima, così da indicare simbolicamente le perversioni dell'ordine morale. In questa lista si parla anche della «inversione della generazione».
Idolatria e vizio Non è chiaro a che cosa alluda il sapiente: per alcuni sarebbe in causa l'omosessualità, per altri ogni frustrazione della funzione generatrice. Significativa resta, comunque, la connessione tra idolatria e vizio sessuale. Dalla decadenza religiosa nasce la perversione morale. Ora, la stessa tesi è ribadita da Paolo nel suo famoso ritratto della miseria morale e religiosa dei mondo pagano presente in Romani 1,26-27 Qui, però, è nettamente in questione l'omosessualità: «Le donne hanno cambiato i rapporti naturali in, rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini». Anche qui la degenerazione sessuale è vista come conseguenza della deviazione religiosa. La perdita del senso di Dio fa precipitare nel gorgo del vizio da cui ci può liberare solo la grazia salvatrice. Certo, dobbiamo riconoscere che la Bibbia non considera le implicazioni psicologiche e il groviglio antropologico dell'omosessuale. Il suo giudizio è squisitamente teologico e si ancora - come sempre quando si affronta la questione morale rivelata - alle radici fondamentali della morale dell'alleanza: la relazione col progetto di Dio sull'essere umano creato da Dio «maschio e femmina» (Genesi 1,27).
La tradizione cristiana
E' in questa traiettoria che si pone l'antica tradizione cristiana a partire dalla Didaché, che ammonisce a «non commettere adulterio e ad evitare pederastia e fornicazione», e da san Policarpo (II sec.) che nella sua lettera ai Filìppesi cita 1Corinzi 6,9-10. L'appello, comunque, non si affida a motivazioni filosofiche o di morale naturale (inversione o perversione), ma si basa su ragioni squisitamente religiose e si modella sulle esigenze del Regno di Dio. Tra l'altro non bisogna dimenticare che Paolo, tra i frutti dello Spirito ricevuti dal cristiano nel battesimo, pone anche «il dominio di sé» (Galati 5,23) e il «non soddisfare i desideri della carne» (Romani 6).
Un'annotazione marginale
Nel 1978 veniva pubblicato a Filadelfia un libro: Jonathan loved David. Homosexuality in Biblical times («Gionata amò Davide. L'omosessualità in epoca biblica»), scritto dall'americano Toni Homer. In esso si sosteneva che l'amicizia tra Gionata e Davide era di tipo omosessuale (Samuele 1,26) «La tua amicizia era per me preziosa più che amore di donna»). Il libro, però, è stato demolito da un coro di critiche. Soprattutto si riuscì a dimostrare inequivocabilmente che il verbo usato per indicare questa relazione (ahab) ha in realtà un significato di tipo politico: esprimerebbe piuttosto una coalizione tra il membro di un clan dinastico al potere (Gionata) e un aspirante perseguitato ma con un suo seguito popolare (Davide).
* Testo già edito dall’autore nel 2002 su Famiglia Cristiana.
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11:05:00
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