Ad essere messi sotto accusa sono una serie di racconti pubblicati su Internet. E' il primo caso in 35 anni a riguardare materiale esclusivamente letterario.
(La Stampa) Quando l'arte e la letteratura diventano offensivi e possono essere definiti osceni? Al quesito dovrà rispondere un tribunale federale che ha messo sotto accusa una scrittrice, Karen Fletcher, e i suoi racconti. La donna è una delle poche persone negli Stati Uniti che si deve difendere dall'accusa di "oscenità", un reato federale raramente imputato al di fuori di materiale video e fotografico di tipo pornografico.
Questo è il primo caso in 35 anni - ovvero da quando la Corte Suprema ha definito il reato di oscenità - in cui è un testo scritto ad essere messo sotto accusa. I racconti della Fletcher sono pubblicati su Internet, e sono visibili solo a chi sottoscrive, e paga, un abbonamento. E' stata proprio il pagamento a incuriosire l'Fbi e a far sospettare un raro caso di pedo-pornografia scritta. Tutti i racconti descrivono la tortura e l'abuso di minorenni, e sono proprio queste dettagliate scene ad essere messa in discussione. "Le storie sono estremamente grafiche" ha dichiarato il vice procuratore Stephen Kaufman. La Fletcher, che rischia 30 anni di prigione, ha iniziato a scrivere e a pubblicare sul web i suoi racconti otto anni fa. Oggi sono 29 i lettori abbonati al suo sito. "Red Rose". La scrittrice ha spiegato che raccontare di violenze su bambini e ragazzi l'ha aiutata a elaborare un'infanzia segnata dagli abusi.
Secondo la sentenza "Miller contro California" la pornografia può essere definita oscena se "non ha meriti artistici, letterari o scientifici, se descrive l'atto sessuale in maniera offensiva e se è oscene secondo gli standard della società".
lunedì 4 febbraio 2008
Abusi su minori: letteratura o oscenità?
Pubblicato da
Redazione
alle
13:56:00
Etichette: abusi, accuse, letteratura, minori, pornografia, usa
lunedì 7 gennaio 2008
Il caso Don Gelmini. Comunità Incontro: c’è chi grida al complotto.
Secondo un legale di uno degli accusati, la solidità economica dell’organizzazione farebbe gola a molti che vedrebbero con favore i “guai” di Don Pierino Gelmini.
L’avvocato Manlio Morcella, delegato all’ informazione della Comunità Incontro e difensore di uno dei collaboratori di Don Pierino Gelmini nel procedimento penale nel quale quest’ ultimo è accusato di molestie sessuali, ha scelto le pagine odierne del “Corriere dell’ Umbria” per rilanciare l’ipotesi del complotto. Una ”uscita” che sicuramente creerà qualche imbarazzo anche negli ambienti ecclesiastici. Ci sono, sulla Comunità Incontro di Don Pierino Gelmini, che è una realtà economica molto salda - ha affermato l’avvocato -“da tempo interessi e mire, da ogni ambito, sia laico che ecclesiale… non già per sussidi pubblici ricevuti, quanto soprattutto per la straordinaria capacità del suo fondatore e dei suoi amministratori”.
Secondo l’avvocato la Comunità Incontro avrebbe contribuito a salvare circa 300 mila individui. Una cifra che viene raffrontata, in modo apparentemente improprio, col numero degli accusatori.







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