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giovedì 21 febbraio 2008

Gay africani e arabi si dichiarano, ma online.

(Andrew Heavens - Reuters Italia) Quando Alì ha cominciato a scrivere sul blog che è sudanese e gay, non si è reso conto che andava ad aggiungersi a tutta una serie di omosessuali africani e mediorientali che, di fronte all'ostilità e alla repressione, hanno dichiarato i propri orientamenti sessuali online.

Ma nel giro di pochi giorni al suo blog, black-gay-arab.blogspot.com, hanno iniziato a giungere diversi messaggi.
"Continua così", ha scritto da Dubai il blogger 'Gay by nature'. "Sii fiero e blogga nel modo in cui sei", scrive il kuwaitiano 'ayboyweekly'. A seguire, commenti post e link almeno metà dei quali da paesi della Lega Araba, tra cui Egitto, Algeria, Bahrain e Marocco.
Alì, che indica come propria città Khartoum ma vive in Qatar, è finito in una piccola rete di auto-sostegno di persone che hanno aperto siti web sulla propria sessualità, pur mantenendo segreta la propria identità.
La cautela è cruciale: gli atti omosessuali sono illegali nella maggior parte dei paesi africani e in Medio Oriente, con pene che vanno da diversi anni di prigione alla morte.
"L'idea era partita come un diario. Volevo scrivere quello che ho in testa e in gran parte sull'omosessualità", ha detto Alì a Reuters via e-mail. "A dire il vero, non mi aspettavo tante risposte".
Nel clima attuale, i blogger dicono di aver raggiunto un grande risultato anche solo dichiarando la propria nazionalità e l'orientamento sessuale.
"Se non avete mai sentito o visto dei gay in Sudan allora permettetemi di dirvi che 'Voi non vivete nel mondo reale'", ha scritto Alì in un messaggio ad altri blogger sudanesi. "Sono sudanese e anche un gay fiero".
I sentimenti di Alì trovano eco in un mini-manifesto sul blog "Rants and raves of a Kenyan gay man" (Deliri e farneticazioni di un gay keniota) che sentenzia: "Il gay keniota è un mito e potresti non incontrarne mai uno in vita tua. Comunque, io e molti altri esistiamo; solo, non apertamente. Questo blog è stato creato per consentire l'accesso alla mia psiche, che rappresento migliaia di noi che non siamo rappresentati".

NOTIZIE E ABUSI
Questa forma limitata di coming out, di dichiarasi omosessuali, è valsa ai blogger sia abusi che critiche attraverso i commenti ai loro blog o messaggi di posta elettronica.
Alcuni dei blogger usano il diario in rete per condividere le gioie e i dolori della vita da gay - il dilemma se dichiararsi ai propri amici e genitori, i rischi di incontrarsi in noti bar gay o, secondo il blogger "...and then God created Men!" le gioie di Sharm el-Sheikh, noto luogo di villeggiatura in Egitto .
Altri hanno trasformato i loro blog in notiziari, specializzandosi su notizie di persecuzioni contro omosessuali nella loro zona ma anche all'estero. Il blog GayUganda ha scritto dell'arresto di gay in Senegal questo mese. A gennaio, Blackgayarab ha pubblicato video di presunti abusi della polizia in Iraq.
Il keniota "Rants and Raves" ha scritto che persone gay sono bersagli della violenza elettorale in Kenya, mentre il blogger Gukira ha parlato delle presunte violenze sessuali contro ragazzi nel corso degli scontri. Afriboy ha organizzato un'asta delle sue opere d'arte erotiche per raccogliere fondi che servano ad "aiutare la mia comunità in Kenya".
C'è stato anche un vasto dibattito sulle dichiarazioni del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad del settembre scorso sull'omosessualità nel suo paese.
Il numero totale di blogger gay nella regione è ancora relativamente piccolo, secondo i pochi siti web che monitorano la scena.
"C'è un certo numero di persone della comunità (omosessuale) che bloggano sia dall'Africa che dall'estero, ma è ancora abbastanza sporadico", dice il blogger nigeriano Sokari Ekine, che gestisce un elenco di blog lesbici, gay, bisessuali e transgender sul proprio sito web Black Looks.

MODI PER INCONTRARSI
Sacche di gay che usano i blog cominciano a emergere qui e lì.
Ci sono blog che fanno da ponte nel mondo che parla arabo tra il Marocco e gli Emirati Arabi Uniti. C'è un circolo di auto-assistenza di blogger gay in Kenya e Uganda e un pugno di siti gestiti da gay nigeriani.
Poi c'è il Sud Africa, dove il riconoscimento costituzionale dei diritti degli omosessuali ha incoraggiato molti blogger a dichiararsi apertamente.
"Non preservo affatto il mio anonimato. Abbraccio la nostra costituzione, che ci dà il diritto di libertà di parola... Non c'è niente di sbagliato in quello che sto facendo", dice Matuba Mahlatjie, del blog My Haven.
Oltre la blogosfera, le chat room su Internet e i siti comunitari sono spesso uno dei metodi più sicuri per i gay africani e arabi di incontrarsi, lontano dallo sguardo di una società ostile.
"E' quello che facevo all'inizio, voglio dire: cercavo altri finché non li ho trovati", dice Gug, l'autore del blog GayUganda.
"Oh sì, amo la Rete, e penso sia uno strumento che ha fatto uscire noi gay ugandesi e africani dai nostri villaggi e ci ha fatto capire che l'omofobia del parroco non è una opinione universale. Sorpresa!".

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