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sabato 15 marzo 2008

Torino. Agguati ai gay. Il branco in cella.

Arrestati in sei dopo l’ultima aggressione.
(Massimo Numa - La Stampa) Gli omosessuali che frequentano le aree vicino al cimitero Monumentale per i loro incontri con ragazzini stranieri che si prostituiscono per pochi euro, da qualche tempo erano spaventati. Un gruppo di giovanissimi, armati di chiavi inglesi e bastoni si divertivano a importunarli. Insulti e minacce. Anche rapine, soldi e cellulari. Mai una denuncia, una segnalazione alla polizia. A bordo di due auto, ormai conosciute dagli habituè della zona, incrociavano nella notte, per fare paura, per divertirsi alle spalle dei gay, specie quelli di mezza età, i più fragili, i più timorosi di sporgere denuncia.

Ma l’altra notte, quando i teppisti (dai 17 ai 22 anni, italiani e stranieri, tutti incensurati e di buona famiglia, studenti liceali e universitari) si sono avvicinati a un uomo a caccia di partner occasionali, con la solita scusa: «Hai una sigaretta?», credevano di inscenare il solito copione. Prima gli insulti, poi gli hanno preso il portafoglio e sfilato vie le banconote. Infine, molto divertiti, si stavano già allontanando, quando si sono accorti che la loro vittima, invece di spaventarsi, e senza alcun timore di esporsi, stava chiamando la polizia con il cellulare. Allora sono tornati indietro; sono scesi in sei, uno armato di una grossa chiave inglese a croce. Lo hanno minacciato e picchiato. Infine lo hanno rapinato del cellulare. La vittima dell’aggressione è stata soccorsa dagli agenti della volante Centro, coordinati dal dirigente, il vicequestore Vincenzo Di Gaetano.

La «Brava» dei teppisti è stata intercettata in corso Belgio e tutti sono stati riconosciuti e fermati, per rapina aggravata e lesioni. Altri due sono stati individuati nelle loro case, nella frazione di La Cassa. I più stupiti, alla fine, sono stati i genitori, che non riuscivano a credere che fosse vero il racconto dei poliziotti.

In cella sono finiti Mohamed Kalia, 20 anni, algerino, muratore precario; Ioan Craiun, coetaneo; Davide Pellegrino, 19 anni, entrambi studenti, così come il quarto, un marocchino di 17 anni. Gli altri due sono stati traditi da un Sms inviato loro dagli amici già catturati («Fermati dalla polizia, attenti») sul cellulari e quindi individuati più tardi a La Cassa. Sono altri due studenti: Daniele Raimondi, 20 anni e un coetaneo brasiliano, adottato da una famiglia torinese.

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