(Susanna Turco - Liberal) «Sono un politico di ispirazione cristiana che non prende ordini e non si fa spaventare dagli anatemi». Non perde l’abituale ironia e dice che alla fine avrà gli applausi «sia della Cei che dell’Arcigay», ma ci va giù duro, Gianfranco Rotondi. Nel giorno in cui Avvenire lo chiama in causa con un corsivo, accusandolo di incoerenza per l’annunciato progetto di legge sulle unioni civili, il segretario della Nuova democrazia cristiana dedica l’ora di pranzo a ribaltare l’argomentazione contro il quotidiano dei vescovi. Di più: arriva anche a toccare le ragioni personali per le quali non ritiene incoerente il suo agire, anche in difesa dei diritti dei gay: «Mi sono sposato in chiesa, ma tutto ciò che è al di fuori di questo patto eterno davanti a Dio, per me che sono cristiano, è interessante solo su questa terra», spiega. E aggiunge: «Per me occuparmi dei diritti dei gay è come parlare dei diritti dei divorziati e dei loro figli. Non tutti i peccati sono reati».
Non avverte su di sé l’incoerenza di cui l’accusa il quotidiano della Cei?
Avverto l’incoerenza giornalistica di Avvenire. Nei giornali le fonti si verificano sempre. Loro no: lanciano un anatema preventivo senza sapere cosa voglio fare. La mia sfida sarà preparare un testo nel quale anche il quotidiano della Cei si troverà d’accordo.
Ma i valori? Gli appelli di Benedetto XVI? La famiglia come nucleo portante della società?
Senta, io sono un indegnissimo erede di De Gasperi, Moro e Sullo, contro cui pii corsivi furono indirizzati per fermare l’alleanza coi partiti laici, il centrosinistra, la riforma urbanistica. E mi dispiace che siamo tutti caduti in miseria, ma il metodo rimane lo stesso: aderire ai principi, non obbedire ai corsivi. Così potrà crescere quella nuova classe dirigente auspicata da Benedetto XVI.
Ma si ricorda il putiferio che è venuto giù tra Pacs, Dico e Cus?
Il politico cristiano deve risolvere i problemi di tutti. Non mi invento io i figli delle coppie di fatto e i conviventi senza diritti.
All’epoca, il centrosinistra ha adottato una soluzione ideologica, dal presupposto inaccettabile: equiparare le convivenze alla famiglia. Non è certo il nostro obiettivo.
Intendete tutelare anche le unioni gay?
Ma perché mai i gay non dovrebbero aver diritto ad assistersi reciprocamente nella malattia o a succedere nel contratto di affitto? Fare una legge che, agendo sui diritti soggettivi, garantisca questo significa risolvere questioni pratiche. Questioni che la saggia Dc avrebbe chiuso con un compromesso e una leggina, magari a Ferragosto.
Due anni fa Prodi ha fatto un buco nell’acqua. Perché ricominciare?
Dirò una cosa molto dura, ma è ora di farlo. Sono un cristiano, mi sono sposato prima in municipio e poi in chiesa. La sera prima delle nozze a mia moglie ho detto pensaci bene, siamo cristiani, per noi è per sempre. Tutto quello che è fuori da questo patto eterno davanti a Dio, per me che sono cristiano, è interessante solo su questa terra; ed io, come legislatore, i diritti dei mortali li amministro solo su questa terra: quindi per me occuparmi dei diritti dei gay è come parlare dei diritti dei divorziati e dei loro figli. E un affare terreno, doveroso per chi, pur da cristiano, deve legiferare per tutti e tenendo unita la società. Come disse Rocco Buttiglione - incompreso - a Strasburgo non tutti i peccati sono reati e viceversa. È una distinzione che fonda la cultura liberale e spiega perché uno come me, che in quarant’anni non ha mai perso una messa, si affatichi tanto per le vedovanze fuori sacramento.
E’ ottimista sui risultati?
Brunetta ha un geniaccio tale che alla fine applaudiranno sia la Cei che l’Arcigay.
La proposta di legge a che punto è?
Nero su bianco non c’è ancora nulla. L’importante è che sarà a costo zero per lo Stato.
Non ci sarà la reversibilità della pensione?
Esatto: così abbiamo chiuso la polemica sull’ipotesi che si tratti di una famiglia alternativa. Vogliamo invece introdurre diritti nelle cure, nella successione nel contratto di affitto e nella proprietà della casa. Proponiamo una sorta di contratto unico valido davanti allo Stato, limitatamente alle questioni accennate e restando nell’ambito del diritto privato.
Chi sarà della partita?
Ci sono altri colleghi attenti al tema: questo corsivo di Avvenire è stato coli rapido perché si sa che cattolici eminenti e anche eminenze hanno approvato le mie dichiarazioni.
Come rassicurerà i cattolici?
Il testo nascerà da un dibattito culturale che partirà dal mondo cattolico. Sentirò anzitutto colleghi come Pezzotta, Binetti,Volontè ed altri. Ed è chiaro che l’iniziativa avrà successo solo se ci sarà più o meno l’unanimità. Altrimenti non partiamo neanche.
E perché un Parlamento di centrodestra dovrebbe venirvi dietro?
I veri conservatori sono quelli che al momento giusto sanno salvare il minimo indispensabile: altrimenti la rivoluzione li travolge.
Il Pdl travolto da masse di coppie di fatto?
Voglio dire che se lasciamo il problema irrisolto e, per un malaugurato accidente, il governo dovesse cadere... La Chiesa lo sa come risolverebbe il problema la sinistra tornata al potere?
Lo dica lei.
Alla Zapatero. Perciò, qua giù nelle retrovie c’è un manovale cristiano al lavoro.
mercoledì 10 settembre 2008
Gianfranco Rotondi: "Ma io, cattolico, difendo i gay". E va dritto per la sua strada.
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14:24:00
Etichette: centrodestra, governo, legge, ministri, questione omosessuale, unioni civili
lunedì 8 settembre 2008
Proposta Rotondi-Brunetta già sepolta dal Governo. Vale solo il matrimonio.
La notizia di una proposta di legge sulle unioni civili che tuteli anche quelle gay, firmata dai ministri Renato Brunetta e Gianfranco Rotondi, ha fatto appena in tempo a essere diffusa dalle agenzie, che subito arriva il secco "no" da parte della stessa maggioranza.
La proposta di Brunetta e Rotondi - I ministri Rotondi e Brunetta, nell'illustrare il loro progetto, avevano parlato della proposta come un'iniziativa personale e non del Governo che non ha questo argomento tra i punti del suo programma. Secondo i due però la materia merita una riflessione e c'è la necessità, come ha sostenuto Rotondi, "di legiferare in ordine a un fenomeno che non è marginale e che riguarda le persone che a vario titolo convivono senza essere sposati. Spesso indipendentemente dal fatto sessuale". Rotondi e Brunetta pensano dunque a tutele basate su "alcuni diritti fondamentali" come "l'assistenza in caso di malattia, la successione, i diritti relativi all'alloggio, insomma tutti i diritti che rendono il convivente prioritario rispetto ai parenti e che per ora non esistono". E, hanno ribadito "Ci occupiamo anche delle coppie gay".
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19:00:00
Etichette: diritti, governo, legge, ministri, omosessualità, parità, unioni civili
Parla Brunetta. Si' a legge riconoscimento diritti reciprocita'. Ma se va in parlamento mancheranno i voti del Pd.
Che si chiamino Dico, Cus o Pacs, una cosa e' certa: le unioni di fatto non sono nel programma elettorale del centrodestra e quindi l'appuntamento con i diritti delle coppie conviventi non e' in agenda politica a palazzo Chigi. E' una dichiarazione a suo tempo fatta dalla Lega e nonostante questo due ministri del governo, Gianfranco Rotondi, per l'attuazione del programma, e Renato Brunetta, titolare della funzione pubblica, preparano un testo ''laico'' per riconoscere diritti e doveri di reciprocita' per le convivenze. ''Da buon laico voglio prescindere dalla sfera sessuale, e dico che le convivenze sono tutelate in maniera farragginosa dal diritto civile'', spiega Brunetta a radio 24. L'idea nata insieme a Rotondi e' quella di studiare e poi eleborare ''una sorta di codice dei diritti e doveri di reciprocita' per le convivenze che non abbia nulla a che fare con la famiglia e con il sesso. L'unica unione degna di questo nome e' la famiglia, fatta da un uomo e una donna e sancita dalla nostra Costituzione'', precisa Brunetta. Il progetto, che ''per il momento e' solo una riflessione culturale'', prevede l'assistenza in caso di malattia, la successione e i diritti relativi all'alloggio. Diritti che rendono prioritario il convivente rispetto ai parenti e che ora non sono riconosciuti. L'unica condizione imposta da Brunetta e' ''che tutto dovra' avvenire senza oneri per lo Stato le cui risorse devono essere destinate solo ed esclusivamente alla famiglia, come previsto dalla Costituzione''. Ma ciò che allarma è che se la legge dovesse approdare per l'approvazione in parlamento, non otterrebbe i voti sufficienti. Questo grazie alla trasversalità dell'integralismo cattolico presente nei vari gruppi parlamentari, soprattutto nel Pd dove la compagine capitanata dal duo Binetti-Carrà darà certamente una fiera e dura battaglia come già avvenne nella scorsa legislatura.
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12:10:00
Etichette: centrodestra, governo, ministri, partito democratico, unioni civili
Unioni civili, Della Vedova: pieno sostegno a Rotondi e Brunetta.
"Per centrodestra sarebbe segno di maturità politica e modernità".
(Apcom) Pieno sostegno da Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl, all'iniziativa dei ministri Gianfranco Rotondi e Renato Brunetta che hanno annunciato la presentazione di una proposta di legge sulle unioni civili.
"Va salutata con estremo interesse l'intenzione di Rotondi e Brunetta di presentare una proposta di legge sulle unioni civili, che affronti in modo diretto anche la questione dei diritti delle coppie omosessuali (che oggi non dispongono di alcun istituto attraverso il quale suggellare, in termini di doveri e di diritti, la loro convivenza), senza forzature ideologiche e senza introdurre surrettiziamente nuove forme di assistenzialismo pubblico", afferma Della Vedova.
"La mancanza di uno strumento di riconoscimento giuridico di centinaia di migliaia di coppie - spiega il deputato del Pdl - rende la nostra legislazione deficitaria rispetto a quella della maggior parte dei grandi paesi europei. E' importante che il Pdl, come partito, prima che come forza di maggioranza, affronti l'argomento scegliendo una via pragmatica e non ideologica, seguendo le orme dei grandi partiti moderati e liberali che aderiscono al Ppe, che hanno promosso strumenti concreti di riconoscimento delle coppie omosessuali".
A giudizio di Della Vedova, "la via indicata da Rotondi, un dibattito parlamentare aperto all'opposizione e 'sganciato' dalle logiche di governo, è l'unica via percorribile ma anche la migliore possibile: sui Dico, un disegno di legge governativo sarebbe inutile e dannoso. La discussione può tranquillamente (e immediatamente) iniziare in Parlamento, senza obbedire alla logica degli schieramenti costituiti di maggioranza e opposizione. Per il centrodestra sarebbe un segno straordinario di maturità politica e di modernità civile".
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10:45:00
Etichette: centrodestra, coppie di fatto, unioni civili
A Napoli An è d'accordo con la Iervolino sul no al registro unioni civili a Vomero.
"Approvato registro fittizio"
Sono felice di vedere che il Sindaco Jervolino finalmente è intervenuta a rispondere alla gravissima violazione di competenze consistente nell'istituzione di un fittizio Registro delle Unioni civili>>.
Queste sono le dichiarazioni del consigliere alla Municipalità Arenella Vomero di Alleanza Nazionale, Andrea Fonsmorti, a seguito del venire a galla di una nota indirizzata a Coppeto da parte del Sindaco per dichiarare la votazione sull'argomento del tutto priva di valore.
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09:45:00
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domenica 7 settembre 2008
Sarà il centrodestra a dare una normativa alle unioni civili comprese le coppie Lgbt? Pare di si.
PRESTO UNA PROPOSTA SULLE UNIONI CIVILI PREPARATA CON IL MINISTRO BRUNETTA. ROTONDI VUOLE UNA LEGGE ANCHE PER LE COPPIE GAY.
(Agi) Una proposta di legge sulle unioni civili: e' la "sorpresa" che stanno preparando Gianfranco Rotondi e Renato Brunetta. Lo rivela in una intervista al Tempo il ministro per l'Attuazione del programma, chiarendo che "il governo sara' tenuto fuori da questa iniziativa. Sara' un progetto di legge a firma mia e di Brunetta". Rotondi spiega che, anche se la materia non riguarda il programma dell'esecutivo, "c'e' da legiferare in ordine a un fenomeno che non e' marginale e che riguarda le persone che a vario titolo convivono senza essere sposati. Spesso indipendentemente dal fatto sessuale". Rotondi e Brunetta pensano dunque a tutele come "l'assistenza in caso di malattia, la successione, i diritti relativi all'alloggio, insomma tutti i diritti che rendono il convivente prioritario rispetto ai parenti e che per ora non esistono. E ci occuperemo anche delle coppie gay".
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Gianfranco Rotondi parla della sua proposta di legge durante un'intervista rilasciata a Radio radicale.
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14:21:00
Etichette: centrodestra, legge, norrmative, questione omosessuale, unioni civili
martedì 19 agosto 2008
Sergio Muniz: "Non approvo chi condanna le unioni omosessuali".
Senza 'l'Isola' non sarei un'attore.
(Adnkronos) "Devo tanto alla mia famiglia che mi ha dato dei principi. Devo tanto all'agente che ho avuto da modello. Ma senza 'L'Isola dei Famosi' non sarei un attore". Cosi', Sergio Muniz parla a "Tu", del suo successo e delle persone che hanno aiutato a raggiungerlo. Nato a Bilbao, in Spagna, Muniz approda in Italia come modello, la notorieta' arriva con la partecipazione alla seconda edizione del reality "L'Isola dei Famosi", che lo vede vincitore.
L'attore, che presto sara' su Raidue nella fiction "Terapia d'urgenza", un Er all'italiana, parla del suo personaggio cosi': "Mi riconosco nella sua etica. Anche io, come Nicola, mi ribello alle regole che non capisco. Quando la chiesa dice di non usare il preservativo, non ci sto! E non approvo chi condanna le unioni omosessuali". Fidanzato da due anni con Tillia, Muniz conclude: "Lei non c'entra con il mondo dello spettacolo, per fortuna". Infine sull'idea di un figlio: "Si -dice- ma rimando sempre".
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13:38:00
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lunedì 18 agosto 2008
Charlize Theron e le unioni gay: "Che ipocrisia discriminare l'amore.
(Agi) "Io la donna piu' sexy del pianeta? Penso che qualsiasi cosa nella vita debba essere presa con una gigantesca dose d'ironia, soprattutto se si fa la mia professione. Questo titolo e' una cosa molto carina, un gran bel complimento, ma sappiamo tutti che 'la donna piu' sexy del mondo' non esiste". Cosi' si racconta la bella attrice in un'intervista esclusiva al settimanale 'Grazia'. Charlize, in partenza per la Mostra del Cinema di Venezia -sara' la figlia di Kim Basinger nel film drammatico 'The Burning Plain'- e' ora su tutti gli schermi americani con Hancock, il nuovo film di Will Smith, in Italia dal 12 settembre. "Sono sempre stupita di quanto siamo ossessionati dalla bellezza", prosegue, "Io cerco di vivere in modo sano, ma non sto cosi' attenta al fattore estetico. Ho fumato per molti anni e sono sicura che, prima o poi, i segni saranno visibili sul mio volto. Spero di essere capace di accettare questi cambiamenti, anche perche' sono le conseguenze di una vita in cui mi sono divertita molto". Fidanzata con l'attore e regista Stuart Towsend, Charlize confida: "Non sono mai stata contraria al matrimonio, ma sin da piccola mi sono considerata diversa dalle mie amiche. Loro collezionavano foto di abiti bianchi, io non ho mai avuto quel desiderio". E continua: "Voglio vivere in un Paese dove tutti abbiano uguali diritti. Ora sono cittadina statunitense e mi rattrista pensare che l'amore di alcuni non sia ritenuto uguale a quello di altri (il riferimento e' alle unioni omosessuali, ndr). Mi sentirei ipocrita a sposarmi se lo Stato e la Chiesa sono i primi a discriminare. Pero' so anche che, se aspetto che questo diritto sia riconosciuto, finiro' per non sposarmi mai". .
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14:38:00
Etichette: attori, cinema, questione omosessuale, unioni civili
giovedì 14 agosto 2008
Australia: Record unioni civili gay.
Lo afferma il ministro della Giustizia.
(Ansa) Nel piccolo Territorio della capitale australiana Canberra (325 mila abitanti), unico fra gli stati e territori della federazione a riconoscere le unioni civili fra persone dello stesso sesso, il numero di coppie che si sono registrate ''sta superando ogni aspettativa''. Lo ha affermato il ministro della giustizia del Territorio, Simon Corbell, osservando che da quando la legge è entrata in vigore tre mesi fa, vi sono state 23 registrazioni e due cerimonie di ''impegno'', mentre il governo ne prevedeva circa 15 ogni anno.
''Con la primavera e con la Floriade dietro l'angolo - l'annuale festival dei fiori che si tiene fra settembre e ottobre per 30 giorni che attrae coppie e famiglie da tutto il Paese-, potremo vedere molte più registrazioni e cerimonie, prima della fine di quest'anno'', ha aggiunto Corbell.
La legge sulla Civil Partnership, approvata dal parlamento del Territorio lo scorso maggio, permette alle coppie dello stesso sesso di registrare legalmente la loro unione. Possono anche scegliere di celebrare una cerimonia cosiddetta di impegno. ''Il riconoscimento legale permette alle coppie un maggiore accesso a quei diritti in materia di pensione governativa, di situazione fiscale e di previdenza sociale, che le coppie eterosessuali danno per scontati'', ha ricordato il ministro.
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mercoledì 13 agosto 2008
Unioni civili. 60 sindaci puntano sui registri anche se il numero degli iscritti resta ridotto.
L'intervento dei sindaci non elimina le criticità.
(Il Sole 24ore) Eleonora Della Ratta Michela Finizio) Il primo è nato quindici anni fa nel Comune di Empoli, in Toscana,l'ultimo lo scorso 23 luglio a Napoli, nella Municipalità del Vomero. Sono i registri delle unioni civili a cui si possono iscrivere le coppie di fatto (637mila secondo i dati Istat del 2006). A oggi se ne contano quasi 60, ma non esiste un coordinamento nazionale che raccolga le iniziative.
In mancanza di una legge nazionale che riconosca la convivenza more uxorio molte città hanno deciso di anticipare il legislatore, istituendo un elenco per dare un riconoscimento alle coppie di fatto iscritte. Si tratta di un riconoscimento che non implica alcun diritto specifico e non modifica lo stato civile dal punto di vista anagrafico.
Ogni anno si allunga la lista delle giunte comunali che votano per l'approvazione del registro. Tra le grandi assenti emergono soprattutto Milano, Roma e Torino, in particolare dopo la recente decisione di Napoli. Tra gli ultimi arrivati c'è l'amministrazione di Sesto Fiorentino, che ai primi di luglio ha approvato l'istituzione dell'elenco.
Non si riscontra, però, molto successo da parte della cittadinanza visto lo scarso numero di iscrizioni. A Padova in poco più di un anno hanno chiesto la registrazione 28 coppie, delle quali due omosessuali: «I certificati rilasciati valgono tre mesi ma spesso non vengono rinnovati alla scadenza –spiegano dal Comune – Sul mancato rinnovo incide il costo delle marche da bollo, oltre al fatto che il certificato non ha alcun valore legale».
Anche in Toscana il numero degli iscritti cala di anno in anno. A Firenze si sono iscritte 57 coppie in sette anni (tra cui sette omosessuali).
Nei due Comuni toscani di Scandicci e Campi Bisenzio rispettivamente 15 e 3 in nove anni. Alcune amministrazioni, inoltre, dopo la delibera del consiglio comunale, non hanno ancora redatto il regolamento necessario per dare il via alle iscrizioni.
Recentemente, invece, i riflettori si sono accesi sul tema dei figli e del loro rapporto coni genitori conviventi. La parlamentare Alessandra Mussolini, presidente Pdl della Commis-sione per l'Infanzia, alcune settimane fa ha invitato la politica ad autorizzare le adozioni anche per i single e le coppie di fatto.
L'Italia ha già recepito convenzioni internazionali in materia, tra cui quella di Strasburgo del 1967, che estendono le adozioni anche ai single, ma solo in casi particolari,e l'eventuale revisione della norma infiammerebbe subito il dibattito politico.
Intanto è la giurisprudenza a fare i primi passi: per la prima volta l'anno scorso la Corte d'Appello di Roma (17 luglio 2007) ha riconosciuto la possibilità a due genitori conviventi e non sposati che avevano scelto di separarsi di decidere, con accordo consensuale, l'affido dei figli, così come avviene in caso di divorzio. Una possibilità finora negata: in caso di coppie di fatto la decisione spetta di norma al Tribunale dei Minori.
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13:22:00
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lunedì 11 agosto 2008
Riconoscimento alle coppie di fatto, sono più avanti le assicurazioni dello stato.
Per il risarcimento o la polizza si deve dimostrare l'esistenza del rapporto.
(Eleonora Della Ratta e Michela Finizio - Il sole 24ore) Il riconoscimento delle coppie di fatto, circa 640mila in tutta Italia, è più avanti nella pratica che nella legge. La giurisprudenza ha in parte colmato il vuoto normativo esistente e, in alcuni ambiti, l'avvicinamento alle tutele previste per le famiglie è già realtà.
Recentemente hanno fatto scalpore i casi di un uomo al quale l'assicurazione ha riconosciuto il danno morale in seguito alla morte del convivente per un incidente stradale e del risarcimento di una donna la cui compagna è deceduta a causa di un errore medico (si veda il Sole 24 Ore del 27e del 30 luglio). Ma non si tratta di casi isolati. I giudici, già da alcuni anni, riconoscono ai conviventi il diritto di beneficiare del risarcimento dei danni morali, in caso di morte del partner per illecito (articolo 2043 del Codice civile).
Le compagnie assicurative, spiegano i legali dell'Ania,si stanno adeguando: in assenza di una norma ad hoc, sono libere di riconoscere direttamente il risarcimento, ma nel dubbio spesso si ricorre in via giudiziale. «In teoria possono chiedere il risarcimento – afferma Giuseppe De Luca di Toro Assicurazioni – tutti i terzi che dimostrino di aver subito un danno, provando il nesso causale tra il fatto e il danno subito». E il vincolo della convivenza a questo punto diventa centrale tanto che, diversi anni fa, i frati di un convento furono risarciti in seguito alla morte di uno di loro per incidente stradale.
Più complessa, invece, la posizione del convivente in relazione al danno patrimoniale: in questa ipotesi il risarcimento viene riconosciuto solo se si prova che il partner contribuiva in modo costante al soddisfacimento dei bisogni dell'unione (non sarebbero sufficienti elargizioni episodiche).
Diventa difficile invece, se non impossibile, cercare di far valere i diritti della coppia di fatto su una polizza infortuni: se non è stato indicato espressamente un beneficiario, prevale il diritto successorio a favore dei legittimi eredi o di quelli testamentari. «Anche in loro assenza – spiega De Luca – difficilmente si riconosce il diritto al convivente. Il rischio che un legittimo erede si presenti anche in un secondo momento frena le assicurazioni». Un discorso che vale anche nel caso di infortunio sul lavoro: secondo il regolamento dell'Inail i conviventi non possono in alcun modo beneficiare delle rendite per i superstiti. Lo ha confermato a febbraio il direttore generale dell'Istituto in risposta a un'interrogazione parlamentare sul caso del mancato risarcimento della convivente di uno dei sette operai morti nel rogo della Thyssen.
Pure in ambito sanitario i diritti vengono estesi alle coppie di fatto: quasi tutte le Casse sanitarie permettono agli iscritti di chiedere prestazioni e rimborsi anche per i familiari, conviventi inclusi. La prima a prendere questa decisione è stata nel 1977 la Casagit dei giornalisti, che undici anni fa ha esteso gli stessi diritti anche alle coppie omosessuali. È la certificazione anagrafica, cioè avere la stessa residenza, che dimostra l'effettivo stato di convivenza, che interessa quasi il 12% degli iscritti. Stessa regola anche per il Fasdac, per i dirigenti delle aziende commerciali, che dal 1994 ha riconosciuto pari diritti alle coppie di fatto (il 6% del totale). Ugualmente per Fis Eni, per la cassa dei lavoratori dell'industria chimica ( ma solo per le coppie eterosessuali) e, recentemente, per il Campa degli artisti.
Diversa la posizione dei fondi per i dirigenti Fasi e Fisdaf, ma non per motivi etici: «In mancanza di una legge per noi è difficile stabilire se effettivamente esiste un legame affettivo e di mutua assistenza – spiegano dal Fisdaf –; per questo limitiamo l'estensione dei servizi solo al coniuge».
Anche per quanto riguarda la casa la fede al dito non è determinante: in caso di morte il diritto di subentro nell'affitto spetta pure al convivente; i regolamenti regionali sull'edilizia popolare riconoscono anche le coppie di fatto come nucleo familiare, purché conviventi da almeno due anni prima del bando.
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martedì 5 agosto 2008
Inghilterra, mea culpa dei conservatori: Sulle unioni civili sbagliammo.
Oggi riconoscono che sono "giuste e morali".
(Patrizio Nissirio - Ansa) Il partito Conservatore britannico sbaglio' a prendere posizioni negative e pregiudiziali verso gli omosessuali e le madri single negli anni Ottanta, e si scusa per questo. La presa di posizione e' di Michael Gove, parte del governo ombra del partito Tory come portavoce sull'istruzione, che plaude anche alle unioni civili, che definisce 'giuste e morali', in quanto mostrano l'impegno e la dedizione verso il partner di chi le contrae.
'Noi conservatori sbagliammo a fissarci sull'omosessualita' - ha affermato in un intervento all'Institute of Public Policy Research - Indulgemmo nel pregiudizio negli anni Ottanta, senza capire la questione'. Per Gove 'non sono i gay ad abusare delle donne e abbandonare i figli, sono gli eterosessuali. E la richiesta di unioni civili, giusti diritti di eredita' e eguaglianza nelle adozioni da parte delle coppie gay non e' respingere l'impegno, ma il desiderio di vedere l'impegno celebrato pubblicamente. E' una cosa giusta e morale'.
Gove fa ammenda a nome del partito che fu di Margaret Thatcher e Winston Churchill anche per quel che riguarda l'atteggiamento verso le madri single: 'La destra ebbe torto nella sua retorica sulle madri sole. Dobbiamo riconoscere che occorre criticare per il loro comportamento quei padri che hanno abbandonato le proprie responsabilita', non le donne che sono state lasciate con i loro bambini in braccio'.
La presa di posizione 'progressista' dell'esponente conservatore e' l'ennesimo segnale della trasformazione dei Tory sotto la guida del giovane David Cameron, che da subito ha segnalato, ad esempio, il desiderio di inserire candidati apertamente gay nelle liste elettorali, e che non perde occasione per promuovere la tutela dell'ambiente e la riduzione delle emissioni che provocano l'effetto serra. Un cambiamento rispetto all'immagine un po' rigida e polverosa che il suo partito ha sempre avuto, che gli e' valso un consistente balzo in avanti nei sondaggi: se si votasse oggi vincerebbe con ogni probabilita' le elezioni contro Gordon Brown, in picchiata nei consensi.
Gove, nel suo intervento sulla responsabilita' sociale e nelle famiglie, se l'e' anche presa con le riviste dedicate a un pubblico essenzialmente maschile - come Nuts e Zoo - che mostrano solo signorine svestite in parte o completamente, e parlano solo di vip e mode. A suo avviso, esse promuovono un modello di 'irresponsabilita' egoista' tra i ragazzi, che finiscono per avere figli, per poi non occuparsene. I Conservatori, ha aggiunto, chiederanno contro agli editori di queste pubblicazioni.
'Queste riviste mostrano un'immagine di donne sempre disponibili, in modo lascivo e senza complicazioni un'immagine che rafforza un concetto molto riduttivo di bellezza e un approccio vuoto verso le donne. Si celebra la ricerca di emozioni e di gratificazioni istantanee senza far mai lasciar passare un pensiero sulla responsabilita' verso gli altri o sull'impegno', ha tuonato.
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giovedì 24 luglio 2008
Napoli. Istituito dalla Municipalità del Vomero un registro delle unioni civili ma non ha valore legale.
Fonsmorti (An): "Vergognoso che governino le lobby gay".
(La Repubblica, edizione di Napoli) Al Vomero nasce il registro delle coppie di fatto. La Municipalità diventa laboratorio dei diritti civili e sfida il Comune. Il Consiglio ha dato il via libera, entro trenta giorni sarà stilato un regolamento e, poi, è fatta: chi tra i 120 mila residenti della V Municipalità convive con un compagno o una compagna, e non vuole o non può sposarsi, potrà ufficialmente iscriversi nel registro della Municipalità. «Una vittoria. E ora andremo avanti anche in Consiglio comunale», esulta Salvatore Simioli, presidente dell´Arcigay Napoli.
«Ha lo stesso valore di un registro comunale - spiega il consigliere Norberto Gallo (Decidiamo Insieme), promotore dell´iniziativa - sul piano legale, ovviamente, non ha alcun valore ma costituisce un importantissimo precedente politico e nel caso in cui dovesse essere approvata una legge nazionale, come speriamo, chi si è iscritto nel registro delle unioni civili del Vomero-Arenella potrà vantare l´unione già dal 2008». La nascita del primo "registro delle coppie di fatto" in città è stata molto tormentata. A dicembre il sindaco Iervolino aveva scritto alla Municipalità per bloccare l´iniziativa («non avete potere in materia»). Ieri però il presidente Mario Coppeto è andato avanti e ha ottenuto il voto all´unanimità, con l´appoggio di parte del Pd, Udeur, Nuovo Psi. A nulla sono serviti l´abbandono dell´aula da parte dei consiglieri di Fi e An e dei rappresentanti del Pd Giovanni Colaleo e Clementina Cozzolino. «Nessuna sfida - precisa Mario Coppeto - il sindaco ci aveva bloccato perché noi chiedevamo l´istituzione del registro tramite il Consiglio comunale. Abbiamo aggirato il problema e l´abbiamo istituito noi, come Municipalità. Ci sono dei precedenti anche a Roma. E, nonostante tutto, sono sicuro dell´appoggio del sindaco vicino alla causa dei gay e al rispetto dei diritti civili».
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giovedì 3 luglio 2008
Cesena: Celletti (Pdl), ecco perchè diciamo no ad elenco unioni civili.
Circa un anno fa fu approvato dal Consiglio comunale, a maggioranza, con il nostro voto assolutamente contrario, ma con una ferma opposizione anche dell'allora capogruppo della Margherita, oggi nel PD, un ordine del giorno in cui si auspicava il riconoscimento anagrafico delle coppie di fatto. Ad un anno di distanza è tornato alla carica il gruppo PRI, con un testo di delibera che prevede l'istituzione a Cesena dell'elenco delle unioni civili, al quale, se fosse approvato, potrebbero iscriversi due persone legate da vincoli affettivi, coabitanti da almeno due anni o due persone, sempre coabitanti da almeno due anni, ma per motivi di reciproca assistenza.
I presentatori hanno parlato di un atto di civiltà. Per noi si tratta di un'iniziativa ipocrita, un atto puramente simbolico dal punto di vista politico ed ideologico. Ipocrita, in senso laico, perché con il falso pretesto di tutelare le coppie eterosessuali che liberamente scelgono la convivenza senza vincoli matrimoniali, si tenta di introdurre l'accreditamento culturale, giuridico e sociale di un surrogato di famiglia per le coppie omosessuali.
Il dibattito intervenuto ha ben chiarito quanta confusione ci sia tra pacs, dico, cus, famiglie anagrafiche, ecc. Ma ha evidenziato anche che spesso per motivi meramente strumentali si nega che l'attuale legislazione e la giurisprudenza già prevedono molte tutele per le coppie di fatto. Se poi, giustamente, si volessero ampliare queste tutele, lo si potrebbe fare attraverso puntuali modifiche del codice civile e penale. La battaglia per il riconoscimento anagrafico delle unioni fondate su vincoli affettivi è quindi pretestuosa e rischia perfino, come hanno scritto alcuni docenti in un documento, di portare a "nuclei estranei o addirittura antitetici a quelli che richiedono una positiva considerazione sociale", vedi nuclei poligamici, sette, ecc. Bisogna quindi sgombrare il campo dalle mistificazioni.
Qui nessuno contesta la libera scelta delle coppie eterosessuali di convivere con o senza matrimonio o di ottenere maggiori tutele. Non si affermi però che la strada per ottenerle passa dall'istituzionalizzazione di altri vincoli che, a questo punto, potrebbero a ragione essere chiamati di serie B. Ma quello che appare più grave è che questa ‘crociata ideologica' rischia di minare ancora di più la famiglia come è tradizionalmente intesa anche nella nostra Costituzione. Da un lato ci si lamenta per l'indebolimento della coesione sociale e per il deterioramento della vita civica e dei valori, dall'altro si fa di tutto per scardinare la cellula fondamentale della nostra organizzazione sociale che è la famiglia. La sua sopravvivenza ed il suo rafforzamento devono invece interessare tutti, laici, cattolici, atei, perché passa di lì qualsiasi strada per affrontare la pericolosa crisi che sta investendo la nostra società".
Antonella Celletti
Consigliere comunale Gdl-Pdl Cesena
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22:26:00
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Francia. La destra che marcia al passo della realta'. Non sembrerebbe...
(Queerway) Siamo talmente abituati ad una destra nazionale conservatrice che quasi non ci stupisce più niente di quanto il dibattito politico possa partorire.
Siamo anche talmente abituati a vedere l'enorme differenza che c'è tra la destra conservatrice italiana e le altre formazioni di destra europee che nemmeno ci poniamo più il problema di quanto sia ampio il divario che separa le nostre forze politiche da quelle degli altri paesi membri dell'Unione.
Il discorso vale sicuramente in generale ma diventa quasi paradossale se l'ambito del confronto diventa quello dei riconoscimenti dei diritti civili delle coppie formate da persone dello stesso sesso.
Un esempio lampante del divario intellettuale, politico e sociale che c'è tra l'Italia e il resto del mondo progredito è proprio il raffronto delle dichiarazioni e dell'operato tra la destra di governo italiana e quella dei cugini francesi.
Italia e Francia, da sempre storiche rivali ma fortemente unite da storia, fondamenta di diritto e politica, sono governate da maggioranze di destra.
Dichiaratamente di destra e liberiste.
Per molti aspetti, economici, sociali e politici, i programmi dei due premier sono addirittura sovrapponibili. Molte idee del programma del PdL erano parte del programma di Sarkozy così come visioni forziste del precedente governo sono state riprese dal Presidente francese (fatte le dovute distinzioni ovviamente e i dovuti adeguamenti alle differenti realtà socio-economiche!).
Inoltre entrambe le forze di governo fanno della fede cattolica una sorta di vessillo da sbandierare.
La situazione, quindi, è quanto mai paragonabile.
Bene: tra i primi atti del governo Sarkozy c'è stata una legge di tutela delle persone omosessuali. Non leggi o decreti contro l'omofobia (la Francia ne è ben fornita da anni) ma direttamente per le coppie di conviventi.
Là, dove le coppie composte da persone dello stesso sesso possono accedere ai PACS, il Presidente ha ritenuto fosse un obbligo morale per il proprio governo di ispirazione liberale estendere l'esenzione tributaria sulla successione a chi avesse contratto proprio i PACS.
Nel programma dello stesso Sarkozy poi c'era l'esplicita promessa di una legislazione che permettesse di superare i PACS e di equiparare le coppie omosessuali a quelle eterosessuali sposate. Il tutto, ovviamente, senza intaccare le conquiste già raggiunte.
Inutile paragonare i provvedimenti presenti e futuri del governo Berlusconi e le promesse in tal senso nel programma elettorale: erano semplicemente brutalmente assenti!
Ad ogni modo in questi giorni il Presidente della Repubblica Francese sta mettendo mano proprio a quella promessa elettorale fatta alle coppie gay e lesbiche e ha preparato la bozza di una legge che permetterà la nascita di un istituto parallelo al matrimonio, del tutto simile al matrimonio civile ma esplicitamente dedicato alle coppie omosessuali sul modello della Civil Partnership anglosassone.
E' evidente che, anche da destra, non ci si può che rendere conto di quello che succede nella realtà sociale e che la società stessa già vive situazioni delle quali va preso atto e che la politica non può ignorare certe realtà.
Il dibattito interno francese, quindi, si è acceso sulla proposta del Governo di "contrats d'union civile" e sulla necessità di eguaglianza dei cittadini GLBT. D'altronde la Francia ha nei geni stessi della propria democrazia i principi libertà, fratellanza e uguaglianza.
Lo scontro politico, quindi, si è spostato dal triste piano della necessità di una legislazione (necessità ormai data per scontata da tutte le forze in campo) al piano più strettamente costituzionale/giuridico.
A sostenere la proposta di Sarkozy le forze di destra (quelle che in Italia invocano garrote e pulizie etniche!) mentre contrari alla stessa proposta sono le forze più progressiste e le stesse associazioni GLBT.
Il motivo del dissenso è semplice: sarebbe in contrasto con i "valori universali della Repubblica". L'istituto delle unioni civili, infatti, creerebbe un istituto giuridico riservato ad una sola fetta della popolazione escludendo, da una parte, tutti gli altri e formando una sorta di "contratto ghetto" per chi possa accedervi.
L'unica soluzione, secondo le associazioni GLBT e le forze socialiste, sarebbe quella di aprire l'accesso all'istituto matrimoniale civile a tutte le coppie senza distinzione e senza preclusioni per le coppie formate da due uomini o due donne.
Il progetto del Governo, secondo la federazione delle associazioni GLBT (anche questo sarebbe un modello da imitare in Italia, ma questa è un'altra storia...), non rispetta il principio di uguaglianza tra tutte le coppie che, oltre ad essere sancito dalla Repubblica, era proprio la promessa fatta dal ex candidato alla presidenza Sarkozy.
Nicolas Sarkozy, infatti, durante la campagna elettorale, dall'emittente TF1, aveva dichiarato in maniera inequivocabile di voler "garantire l'eguaglianza dei diritti di successione, sociali e fiscali" della coppie omosessuali.
Al di la delle diverse formule in gioco nel dibattito c'è da rilevare un dato: presto il governo di destra francese varerà una legge che o darà la luce ad un istituto in tutto simile al matrimonio civile ma riservato alle coppie omosessuali o, se le associazioni GLBT riusciranno nella loro battaglia, aprirà le porte delle Meries alle coppie gay e lesbiche per la celebrazione dei matrimoni civili.
La conquista, al di la della formula, per i francesi sembra ormai dietro l'angolo.
A questa importantissima conquista si sta affiancando anche un'altra importantissima discussione politica.
Dopo una sentenza della Corte Europea che dovrebbe obbligare lo Stato Francese a dare in adozione dei figli anche alle coppie gay e lesbiche, i single in Francia già possono adottare, sembra pronto anche il dibattito per l'inseminazione artificiale e, soprattutto, per la Surrogacy.
Il fenomeno delle coppie che vanno in Ucraina, all'est, o in Canada per affittare un utero è ormai talmente vasto che la Francia sta pensando ad una legge per regolamentare una simile pratica e consentire questo particolare metodo di "filiazione".
A quanto pare, infatti, sono sempre di più le coppie europee che vanno a Kiev, o nella Repubblica Ceca, o in Polonia dove la maternità surrogata non è illegale e si è ormai trasformata in un business potentissimo. Alcune ricerche stimano in 300/400 coppie all'anno quelle che dalla Francia vanno all'estero per cercare una soluzione ai propri problemi d'infertilità. Le coppie, ovviamente, sono tanto eterosessuali che anche gay.
La pratica della surrogacy è illegale dal 1994 in Francia ma ora si sta pensando di rivedere quella norma proprio perchè ormai sono molte le coppie francesi che, dopo aver trovato una soluzione all'estero, tornano in patria e scoprono di non poter registrare il neonato come figlio proprio.
A far meditare la politica sulla possibilità di cambiare la legge ed abolire il divieto, oltre al numero crescente di casi, è stato anche uno studio dell'Agence de la biomédicine, pubblicato nel 2007, che ha rivelato che 53% dei cittadini francesi è favorevole alla legalizzazione della maternità surrogata.
Così, dopo un'analisi durata sei mesi, un gruppo di lavoro del Senato di Parigi (una sorta di commissione parlamentare) ha proposto all'Assemblea Parlamentare una proposta di legge per la legalizzazione regolamentata della maternità surrogata. Decisione presa anche in vista della futura revisione della legge bioetica nazionale prevista per il 2009.
Al gruppo ristretto di lavoro hanno partecipato senatori, medici e avvocati capeggiati dalla socialista Michèle André ed hanno prodotto un testo che approderà presto alla discussione delle parti politiche.
L'obiettivo principale era quello di evitare la commercializzazione della pratica, cosa che, purtroppo, sta invece accadendo proprio nei paesi dell'Est. "Sempre più paesi autorizzano la maternità surrogata, situazione che genera un vero e proprio turismo procreativo. Se non andiamo verso la legalizzazione, lasceremo spazio a pratiche lucrative", ha spiegato la stessa André.
A questo punto la palla passerà alla politica, propriamente detta, e c'è già chi avanza pareri contrari.
Veltroni Berlusconi In ogni caso, quello che c'è da notare, tanto per la controversia sui contrats d'union civile che sulla surrogacy è che sono ipotesi avallate anche dalla destra francese, la prima addirittura dal "conservatore" presidente Sarkozy mentre in Italia sono soluzioni impensabili perfino dal PD che è la forza più prograssista del Parlamento Italiano. E' tutto dire!
In buona sostanza si può tranquillamente sostenere, con la prova provata dei fatti che il partito più progressista italiano è assai più conservatore di un partito convintamente di destra d'Oltralpe. Se continuiamo così va a finire che anche i partiti xenofobi superano le nostre forze politiche e si ritrovano a sinistra di Veltroni!
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E' evidente che all'amico che ha scritto questo articolo è sfuggito qualcosa della Francia di destra di Napoleon- Sarkozy. Vi invitiamo, e con voi anche lui, a leggere questi articoli:
- Gaypride Parigi. Fischi e contestazioni per i gay di centrodestra.
- Sarko: "Il matrimonio? E’ riservato a un uomo e a una donna".
- Francia. Dalla rivoluzione all'involuzione francese.
- Cittadino francese perde la cittadinanza dopo le sue nozze gay contratte in Olanda.
- No adozioni agli omosessuali: la Corte europea condanna la Francia.
- Francia, minacciato d'espulsione una giovane gay africano tenta il suicidio.
- E Sarkò "paggio del Papa" inquieta anche la destra. Polemiche dopo il richiamo del Presidente alle "radici cristiane della Francia".
- Rottura sulla laicità dello stato francese da parte di Sarkozy a Roma.
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Etichette: adozione, destra, francia, questione omosessuale, sarkozy, unione europea, unioni civili
martedì 1 luglio 2008
Agenzia UE: Anche ai gay gli stessi diritti degli eterosessuali.
"Preoccupazione" per disparità trattamento da Stato a Stato Ue.
(Apcom) Il mancato riconoscimento in Italia dei matrimoni gay o delle unioni civili contratte in un altro Stato membro dell'Ue "restringono la libertà di movimento" degli omosessuali ed è fonte di "incertezza giuridica". E' l'opinione - non vincolante - espressa nel primo rapporto dell'Agenzia europea per i diritti fondamentali di Vienna, dedicato al tema dell'omofobia e della discriminazione in base all'orientamento sessuale.
"La parità di trattamento è un diritto fondamentale di cui dovrebbero godere tutti i membri della nostra società", afferma in un comunicato il direttore dell'Agenzia, il danese Morten Kjaerum, ricordando che è il principio è tutelato dall'articolo 21 della Carta europea dei diritti fondamentali dell'uomo. "Il fatto che le lesbiche, i gay, i bisessuali e i transessuali non vengono trattati in modo uguale da alcuni aspetti della legislazione Ue, particolarmente per quanto riguarda le coppie dello stesso sesso, dovrebbe essere fonte di preoccupazione per tutti noi", continua Kjaerum, esortando gli Stati membri ad assegnare maggiori poteri e risorse alle Agenzie nazionali contro le discriminazioni.
Nel rapporto viene citato espressamente il caso di due cittadini italiani di sesso maschile, che non sono riusciti a farsi riconoscere dalla magistratura il valore legale del matrimonio contratto in Olanda. L'Agenzia sottolinea che oltre all'Italia, ci sono 10 Paesi Ue che non riconoscono le unioni e i matrimoni gay: Estonia, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Slovenia e Slovacchia. Belgio, Spagna e Olanda sono gli unici tre Stati membri che hanno legalizzato i matrimoni gay, riconosciuti anche da Repubblica ceca, Danimarca, Germania, Francia, Lussemburgo, Romania, Finlandia, Svezia e Gran Bretagna. In Bulgaria, Cipro, Ungheria e Austria, invece "la situazione non è chiara".
"In assenza di indicazioni chiare agli Stati membri sui loro obblighi ai sensi del diritto Ue in queste situazioni, le discriminazioni contro le coppie dello stesso sesso, in violazione del principio della parità di trattamento in base all'orientamento sessuale, persistono in almeno 11 Stati membri" denuncia l'Agenzia, riferendosi al gruppo di Paesi Ue di cui fa parte anche l'Italia.
Il rapporto dell'Agenzia è mirato semplicemente a 'fotografare' la situazione nell'Ue e non è vincolante per le istituzioni comunitarie. Tuttavia, è stato pubblicato oggi per contribuire al dibattito che sarà lanciato tra i Ventisette sulla comunicazione contro le discriminazioni che la Commissione europea presenterà mercoledì a Bruxelles, nell'ambito del pacchetto sulla 'Agenda sociale'.
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01:33:00
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giovedì 26 giugno 2008
Denuncia dell'Arcigay romana: "Il Comune di Formia cancella il registro. Decisione gravissima".
La nuova giunta di centrodestra di Formia (Latina), a poche settimane dall'insediamento, ha cancellato la delibera che istituiva il Registro delle Unioni Civili. "Si tratta di una decisione molto grave - ha detto Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma e Lazio - il Registro delle unioni civili, quando unito a politiche inclusive, ha un altissimo valore simbolico e contribuisce a migliorare la qualità della vita e a dare dignità alle coppie lesbiche e gay, che in tutta l'area pontina vivono situazioni drammatiche". Marrazzo ha aggiunto che "a Latina lo scorso anno fu incendiata l'auto di una coppia gay e sono molte le persone che ci segnalano episodi di disagio e violenza che si verificano in famiglia o nelle città del territorio. Come è possibile che un'Amministrazione che ha innumerevoli problemi da affrontare, come la dispersione scolastica, la riqualificazione del territorio, l'edilizia popolare, il problema della gestione dell'acqua pubblica, si impegni come primo atto del consiglio a cancellare i diritti delle persone omosessuali?".
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17:57:00
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martedì 24 giugno 2008
Londra: Dimezzate le unioni civili tra omosessuali.
(Allnews) Il numero di unioni civili tra persone dello stesso sesso si è quasi dimezzato in Gran Bretagna lo scorso anno. Secondo i dati dell'ufficio nazionale delle statistiche (Ons) infatti, nel 2007 sono state 8.728 le cerimonie civili tra omosessuali, contro le 16.106 del 2006, il primo anno in cui tali unioni sono diventate possibili, in seguito all'introduzione del Civil Partnership Act nel dicembre del 2005.
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18:07:00
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mercoledì 18 giugno 2008
Un applauso a Mancuso per il suo insensato registro delle coppie gay.
(Fireman) Quando leggo certe notizie mi incazzo. Come, ad esempio, quando leggo questo post/annuncio di Aurelio Mancuso, presidente in carica di Arcigay Nazionale, mi chiedo che senso ha.
Mi spiego meglio.
Esiste da un po di mesi l'associazione Certi Diritti nel cui manifesto - tra i tanti punti - si legge:
- a diffondere il Manifesto per l’eguaglianza dei diritti (www.matrimoniodirittogay.it) e forme di collaborazione con le associazioni lgbt;
- a collaborare strettamente con l’Avvocatura per i Diritti GLBT – “Rete Lenford”, promuovendone e diffondendone l’attività, tesa a formare professionisti del settore nell’ottica di una cultura dell’azione legale in difesa e promozione dei diritti civili.
Ancora una volta ArciGay - ed il suo presidente - si impegnano a mantenere il primato della poca propensione alla collaborazione disperdendo di fatto quelle poche forze che possono esser messe in campo per il perseguimento di un fine comune.
La smania da primadonna della comunità GLBT di ArciGay si conferma ancora una volta quale elemento di disturbo nel complesso mondo dell'associazionismo GLBT. L'annuncio di "nozze gay" da celebrare in 80 città è solo fumo negli occhi dal momento che tali celebrazioni non avranno altra risonanza se non quella di uno show da seconda serata. Inoltre, questo è solo un modo per suscitare clamore e far parlare di se, provocando però un disturbo a chi di fatto cerca di agire all'interno delle regole per svelarne contraddizioni e le discriminazioni insite e da interpretazione.
Ancora un applauso ad ArciGay.
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17:52:00
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martedì 17 giugno 2008
Unioni gay. Il comune di Firenze in giudizio contro coppia che vuole matrimonio.
(Agi) "La decisione del Comune di Firenze di costituirsi in giudizio contro di noi, con le motivazioni espresse dalla sua avvocatura, ci sconcerta" affermano Francesco Piomboni e Matteo Pegoraro. "Un comune che dovrebbe garantire diritti e doveri a ogni cittadino - che per altro contribuisce al progresso sociale come ogni altro - dovrebbe rappresentare lo spirito democratico di un Paese civile, non andare contro in un'aula di tribunale a chi come noi rivendica semplicemente i propri diritti, sanciti dagli articoli 2 e 3 della Costituzione". "L'asserzione del Comune di Firenze e' priva di fondamento" affermano i legali della coppia. "Tra i requisiti di validita' del matrimonio, all'articolo 84 del Codice Civile non c'e' alcuna traccia di un riferimento alla necessaria diversita' di sesso degli sposi, e tale circostanza non viene smentita ne' dal Tribunale di Firenze, ne' dal Comune. "Il Comune di Firenze si e' limitato a ribadire che le espressioni 'marito' e 'moglie' in alcune norme del Codice rinviano implicitamente alla diversita' di sesso dei contraenti. Queste norme sono del tutto inconferenti a desumere una diversita' di sesso dei coniugi", ribattono, "in quanto sono state scritte in un periodo in cui non era immaginabile dal punto di vista giuridico un matrimonio tra persone omosessuali, al contrario della societa' attuale, dove e' invece ben concepibile". "Il giudice non avrebbe alcuna difficolta' a operare un'interpretazione evolutiva delle norme che regolamentano l'istituto del matrimonio". "Nessun Paese al mondo, fino a qualche decennio fa, aveva creato norme che prevedevano l'unione di persone dello stesso sesso, e negli Stati che hanno ampliato il matrimonio agli omosessuali - o in quelli che hanno creato istituti equivalenti con il solo nome diverso - vi erano norme che usavano termini analoghi a quelli italiani di 'marito' e 'moglie'". Quanto alla circolare ministeriale che vieterebbe la trascrizione e la richiesta di pubblicazioni di un matrimonio omosessuale, i legali affermano che "una circolare ministeriale non si puo' assolutamente ritenere produttiva di norme: a fondare un divieto dev'essere una norma di legge, non un provvedimento amministrativo. Dunque "questa circolare non ha alcuna efficacia esterna". Infine, "visto che si parla di 'contrarieta' dell'ordine pubblico' nell'azione di Matteo e Francesco, ci si dovrebbe chiedere come sia possibile al giorno d'oggi che lo stare insieme di due persone omosessuali sia ritenuto una minaccia per la societa' italiana".
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19:24:00
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