(TGCom) Un "Un calendario? Perchè no". Gianni Sperti si racconta a Tgcom e rivela: "Sono più single che fidanzato, del resto non è facile trovare la persona giusta". Della ex moglie, Paola Barale, tornata single, preferisce non parlare: "Non ci sentiamo da sei anni, mi spiace se ha sofferto". Poi dice la sua sugli amori nati sul trono: "Ci credo come in quelli reali. Le coppie nascono e scoppiano anche lontano dai salotti tv". Gianni ne sa qualcosa. Nel 2002, dopo 4 anni di matrimonio, è finita bruscamente la sua relazione con Paola Barale. Lei si è consolata con il bel Raz Degan, lui ha tenuto la sua vita privata lontana dai riflettori. Ma niente ...
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lunedì 8 settembre 2008
Dopo Raz anche Sperti risponde alla Barale: "Paola? Mi dispiace".
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11:22:00
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domenica 7 settembre 2008
Il wrestler decadente di Aronofsky trionfa a Venezia.
The Wrestler vince il Leone d'oro, a Orlando va la Coppa Volpi.
(Chiara Renda - Mymovies.it) Come previsto dagli ultimi pronostici è il film di Aronofsky The Wrestler a vincere questa 65^ edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Il wrestler sconfitto di Mickey Rourke, dopo anni costretto a lavorare in un grande magazzino praticando il wrestling nelle palestre dei licei, ha conquistato la Giuria presieduta da Wim Wenders. All'interno di un festival che negli ultimi anni ha privilegiato l'Oriente, è stato forse proprio merito del regista tedesco ormai naturalizzato americano se a spuntarla quest'anno è stato un film targato USA. Il regista Aronofsky, che già nel corso della sua non lunghissima carriera aveva esplorato il tema del fallimento, ha stavolta dato prova (dopo il troppo sperimentale L'albero della vita, a Venezia due anni fa) di saper raccontare gli angoli più bui dell'animo di un uomo decaduto.
Se il Premio Speciale per la Regia è andato al russo Paper Soldier di Aleksei German jr. (vincitore anche dell'osella per la miglior fotografia), e il Gran Premio della Giuria a Teza di Haile Gerima (anche osella per la miglior sceneggiatura), il cinema italiano è riuscito a portare a casa due premi: la Coppa Volpi come miglior attore protagonista a Silvio Orlando (per il film di Pupi Avati Il papà di Giovanna) e Il Premio De Laurentiis miglior opera prima alla rivelazione Pranzo di ferragosto di Gianni Di Gregorio. La Coppa Volpi come miglior attrice protagonista è andata invece a Dominique Blanc per il film L'Autre di Patrick Mario Bernard e Pierre Trividic, anche se molti avrebbero preferito la "ragazza interrotta" Anne Hathaway per il Rachel Getting Married.
A Inju, la bête dans l'ombre di Barbet Schroeder è andato il Leone speciale per l'insieme dell'opera, mentre alla giovane Jennifer Lawrence del film di Arriaga (The Burning Plain) è andato il Premio Mastroianni come miglior emergente.
Vista la difficoltà nel concordare i premi tra i membri della giuria, Wim Wenders ha chiesto di riconsiderare le regole di premiazione, che proibiscono la sovrapposizione tra i tre premi maggiori. Il suo era un riferimento all'impossibilità di premiare Mickey Rourke con la Coppa Volpi.
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venerdì 5 settembre 2008
Milano. Roberto Bolle torna alla Scala per Petit.
(Affari italiani) La Scala rende omaggio al grande coreografo francese Roland Petit. Per dieci serate, dal 6 al 17 settembre anrdrà in scena un Tributo a un mito della danza. La Serata Petit riflette lo specialissimo rapporto che lega la Scala al maestro francese. Lo spettacolo è un excursus nel lavoro coreografico di Roland Petit, attraverso figure femminili potenti ed emblematiche che ammaliano il protagonista maschile: la donna fatale di Le Jeune homme et la Mort, capolavoro esistenzialista su libretto di Cocteau; la esplosiva e trasgressiva Carmen nell'omonimo titolo del 1949, che torna alla Scala sette anni dopo le ultime rappresentazioni; l'invisibile presenza che ossessiona Frederi in L'Arlésienne, balletto del 1974 ispirato al lavoro letterario e teatrale di Alphonse Daudet, che entra ora per la prima volta nel repertorio della Scala.
Bolle è entrato giovanissimo alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala: il primo a notare il suo talento è stato proprio Rudolf Nureyev, che lo ha scelto per interpretare il ruolo di Tadzio nel balletto Morte a Venezia di Flemming Flindt. Nel 1995 vince i primi premi ( Premio Danza e Danza, sia il Premio Positano). Dal 1996, alla sola età di 21 anni, si è proposto a livello internazionale e da allora ha calcato i palcoscenici più prestigiosi del mondo. Dal 1998 è artista ospite residente al Teatro alla Scala. La sua consacrazione nella stagione 2003-2004 quando gli viene riconosciuto il titolo di étoile del Piermarini.
Ma la passione per il balletto nasce davanti alla tv. Fin da bambino Roberto rimaneva incantato davanti ai varietà in tv e provava le piroette nel salotto di casa. Bolle candidamente ha rivelato che da piccolo ballava davanti alla tv vedendo Heather Parisi: "In questo modo cominciai a manifestare la mia voglia di danzare". Il novello Nureyev ha anche un suo sito, robertobolle.com, sommerso di messaggi di ammirazione
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Isola dei Famosi. Giuseppe Lago:"La lite con Luxuria è pura invenzione".
(Tvblog) Direttamente da Molveno, sede del ritiro dei naufraghi de L’Isola dei Famosi 6, dove hanno soggiornato per tre giorni la scorsa settimana dedicandosi al training per affrontare i “pericoli” in Honduras, ecco la prima intervista ad uno dei concorrenti. Si tratta nello specifico di Giuseppe Lago, ex tronista di Uomini e Donne e partecipante di Vero Amore.
Dopo circa 4 ore di viaggio siamo arrivati ad Andalo. Lì abbiamo preso la bidonvia che ci ha portato a 1.200 Mt presso il rifugio Piccola Baita. Un percorso in salita durato circa 15 minuti mentre alle nostre spalle si stagliava il panorama splendido del Lago di Molveno. E dopo un ...
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Il trailer di Milk, nuovo film di Gus Van Sant. E a Milano nasce un circolo gay col suo nome.
(Cineblog) E’ uno dei film più attesi della prossima stagione, e tra i più contesi dai vari festival internazionali, e oggi ci regala il primissimo trailer. Parliamo di Milk, ritorno in sala di Gus Van Sant, con Sean Penn, Emile Hirsch, James Franco, Diego Luna e Josh Brolin. In uscita nei cinema americani il prossimo 5 dicembre, il film, costato solo 15 milioni di dollari, sarà un biopic su Harvey Milk, primo politico apertamente omosessuale ad essere stato eletto in un incarico pubblico negli Usa, per essere poi ucciso nel 1978 assieme al sindaco di San Francisco da un omofobo.
Ad interpretare Harvey Milk un trasformato Sean Penn, per molti serio candidato ai prossimi Oscar grazie proprio a questa interpretazione. Sarà così? Nell’attesa di sapere quando anche noi italiani potremo vedere il film in sala, cliccate pure su continua, c’è lo splendido trailer di Milk che vi aspetta. E diteci… che ve ne pare? A mio avviso qui si sente profumo di nominations…
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Un'altra notizia particolarmente importante è la nascita di un circolo culturale gay non facente parte dell'Arcigay. Si chiama Milk appunto ed è nato da una costola del Cig Arcigay milanese in quanto i fondatori sono un gruppo dissidente del Cig appunto. Che sia nato finalmente un Mario Mieli milanese che sia più attivo dell'attuale Comitato provinciale dell'Arcigay? Staremo a vedere, per il momento in bocca al lupo.
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mercoledì 3 settembre 2008
Radcliffe sogna di fare la drag queen.
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16:30:00
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martedì 2 settembre 2008
La pornoprof torna, boccia la Gelmini e diventa una docu-fiction.
Anna Ciriani a Prata. "Il voto in condotta non serve contro il bullismo".
Promosso Brunetta: "Sull’assenteismo sta lavorando bene".
(Chiara Benotti - Il Messaggero Veneto) Anna Ciriani, l’insegnante pordenonese conosciuta in Italia come la “pornoprof” (anche se a lei piace di più sexy-prof), è tornata a scuola: ieri ha ripreso servizio a Prata nella scuola media Ungaretti. Saluto rapido ai colleghi in transito nei corridoi, incontro ufficiale con il dirigente Roberto Mauceri e bye-bye a tutti. Fino a stamattina, quando alle 9 scatterà il rientro ufficiale, nel primo collegio docenti 2008-2009. «E’ titolare di una cattedra di italiano nel Centro territoriale permanente per adulti (Ctp) – hanno confermato dall’Ufficio scolastico provinciale che ha sciolto la sospensione semestrale in cattedra, comminata nel 2007-2008 –. Deve rigare dritto: basta con clamori nude-look». Un rientro sottotono e senza clamori, ieri a Prata. Per “Madameweb”, che nei mesi scorsi ha spopolato sul web e media internazionali, con la video-passerella senza veli nel festival dell’eros a Berlino 2007, occhi sempre puntati addosso, anche nella sua seconda vita a scuola. «Naturale, bella e sexy come sempre, in jeans, maglietta nera con lustrini – è stato il racconto di una fonte interna all’istituto –. Tacchi che slanciavano... anche i desideri di chi l’ammirava. Tutti a fare finta di nulla sul passato: ci è sembrata tranquilla, a proprio agio. Ha insegnato a Prata qualche anno fa e ha contribuito ad aumentare le iscrizioni nei corsi serali per stranieri. Non ha detto granchè». La sexy-prof ha parlato, invece, ai microfoni dei media e dà la pagella alla classe politica. «Il ministro Brunetta sta lavorando bene – ha rotto il silenzio estivo – e la sua battaglia contro i fannulloni deve essere appoggiata. Io in cattedra mi sono sempre comportata in maniera impeccabile: pochissime, le mie assenze. E’ importante allontanare i fannulloni e premiare i docenti che lavorano con professionalità, scrupolo, preparazione e aggiornati». Promosso Brunetta, “sospesa” in pagella il ministro dell’Istruzione: la sexy-prof ha bacchettato Mariastella Gelmini. «Non serve a nulla il voto in condotta contro il bullismo – è il Ciriani-pensiero in docimologia, la scienza della valutazione –. Per combatterlo, serve dialogare con i ragazzi e le famiglie: sarebbe troppo facile arginare il bullismo con qualche voto. La scuola da sola, non può fare nulla». I suoi fan, sono d’accordo. La sexy-prof ha fedelissimi nell’altro Emisfero («sono stata intervistata da Marie Claire Australia) e sul web («nel mio blog www.madameweb.wordpress.com»). «E’ in arrivo il documentario firmato dal regista Roberto D’Onofrio – ha anticipato – sulla mia vicenda. Sarà in onda sul canale Sky Cult».
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Etichette: educazione, erotismo, personaggi, scuola, sesso
lunedì 1 settembre 2008
Beccato dai paparazzi. Kevin Spacey se la spassa con un ragazzo.
Gira che ti rigira. alla fine è stato beccato dai soliti paparazzi ficcanaso.Sono anni che si spettegola sulla sua presunta omosessualità ma lui non ha mai ufficialmente confermato nulla ma senza neppure negare. L'oggetto della paparazzataè Kevin Spacey, due volte Premio Oscar, per I soliti Sospetti e American Beauty, fotografato in un pub croato dove è permesso di tutto, con molta libertà. Qui, il nostro Kevin, è stato "colto in flagrante" a divertirsi con un ragazzo sulle proprie ginocchia (foto sotto), con tanto di sbirciatina nemmeno troppo velata al "culetto" del giovane. Ovviamente il pettegolezzo che circola sulla sua presunta omosessualità è ripartito a razzo, grazie a questo scoop fatto dal sito croato 24sata e naturalmente, ha fatto il giro del mondo... Tutte le "paparazzate" hardcore.
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10:37:00
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domenica 31 agosto 2008
Venezia Festival. Il giorno imperfetto di Ozpeteck.
(Alberto Crespi - L'Unità. "Un giorno perfetto" di Ferzan Ozpetek ha aperto la serie dei registi nostrani in concorso. Bravi Valerio Mastandrea e Isabella Ferrari a interpretare una coppia separata con figli, ma è un melodramma con troppa carne al fuoco
Verso la metà di Un giorno perfetto, il film di Ferzan Ozpetek passato ieri a Venezia (primo italiano in concorso), Stefania Sandrelli - la mamma della protagonista - fa le carte a una vicina. «Vedo un uomo, un fidanzato… ce l'hai il fidanzato?». E quella risponde di sì, che ce l'ha, fa il ballerino, ma non la porta mai a ballare perché preferisce andarci con un suo amico che fa il camionista. La Sandrelli la scruta, perplessa, e mormora: «Ho capito… sì, ho capito». La scena durerà un minuto e mezzo, è estranea alla trama - che parla di tutt'altro, come fra poco vedremo - e sembra raccontare un altro film di Ozpetek, magari il prossimo, più vicino alle sue atmosfere consuete. Un giorno perfetto, invece, è una decisa virata rispetto all'Ozpetek delle Fate ignoranti e di Saturno contro, l'Ozpetek dell'Ostiense, del gasometro e delle cene fra amici, l'Ozpetek che se non mette Serra Yilmaz in un film si sente male (e infatti la mette pure qui, ma in un passaggio finale di circa 10 secondi).
Un giorno perfetto è una storia disperata, tratta da un romanzo di Melania Mazzucco che squaderna uno spaccato familiare dolorosissimo. Emma (Isabella Ferrari) e Antonio (Valerio Mastandrea) sono separati, hanno due figli. Lui fa il poliziotto, è di servizio come scorta ad un politico inquisito, passa le notti sotto casa della sua ex; lei è andata a vivere con la madre e i bambini, si arrabatta facendo tre lavori - tutti precari - e va in giro vestita in un modo di cui la figlia maggiore, ormai quasi signorina, si vergogna. Lui vorrebbe tornare con lei, lei lo teme perché l'uomo, apparentemente dolce, nasconde improvvisi scoppi di violenza. Il film si apre con il sospetto di una tragedia: la polizia arriva a casa di Antonio perché qualcuno, nella notte, ha sentito degli spari. Dopo la scritta «24 ore prima», viene narrato il «giorno perfetto» in cui Antonio insegue Emma, la implora di ripensarci, quasi la stupra sull'argine del Tevere e infine va a riprendersi i bambini che non vede da moltissimo tempo. Ci fermiamo qui: raccontarvi il finale sarebbe delittuoso.
Il nucleo drammatico del rapporto fra Emma e Antonio è denso e ben raccontato, anche grazie alla bravura dei due attori: spinti a lavorare su toni assai più cupi del solito, sia Valerio Mastandrea che Isabella Ferrari sfidano la propria immagine e la sconfiggono. I difetti del film stanno altrove: soprattutto nel coro di personaggi che circondano Emma e Antonio e che spesso si riducono a semplici bozzetti.
È come se Un giorno perfetto raccontasse un giorno con più di 24 ore, o contenesse altri film che per forza di cose rimangono solo abbozzati. Ozpetek, si sa, ha talento per il melodramma: e il mélo è un genere in cui si deve anche esagerare. Ma qui c'è troppa carne al fuoco, con l'ambizione di dire troppe cose sull'Italia di oggi. Valga, per tutte, la famiglia dell'onorevole: con una moglie morta suicida, un figlio che odia il padre e vuole fuggire in Spagna, una nuova moglie giovanissima (una velina?) che scopre di essere incinta e sembra accettare la corte del figliastro… Forse Un giorno perfetto doveva intitolarsi Molti giorni perfetti. Titolo impossibile, perché i giorni perfetti sono merce rara.
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17:19:00
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venerdì 29 agosto 2008
A Venezia entusiasma tutti l'ultimo imperatore Valentino.
A Venezia 65 critici e pubblico d'accordo nell'acclamare il documentario di Matt Tyrner sullo stilista Valentino un film perfettamente riuscito. Parte importante del film il suo sodalizio di una vita con Giancarlo Giammetti.
(Cinemagay) Valentino Garavani, in arte solo Valentino, l'aveva promesso: "costruirò un evento sul mio film", e così è stato alla presentazione, in anteprima mondiale, del documentario "Valentino, The Last Emperor" del giornalista-regista Matt Tyrner, al secondo giorno della Mostra del cinema di Venezia.
La maggior parte pensava però che sarebbe stato solo un evento mondano, un'ennesima celebrazione di ricchezza e alta moda, la celebrazione di un artista, oggi 76enne, che ha appena abbandonato il suo impero (ma non il suo attivismo: in questi giorni ha appena terminato di allestire la sua seconda retrospettiva delle sue creazioni al museo del Louvre e si appresta a una storica rivisitazione dei costumi impiegati nell'opera classica italiana).
Invece ci siamo trovati davanti ad un vero film, che ha richiamato nelle recensioni di alcuni critici opere come "Prêt-à-porter" e "Gosford Park" di Altman, a volte impietoso e quasi ironico verso il protagonista, con scene che sembravano provenire da tagli a "Il vizietto" e momenti che di primo acchito potrebbero lasciare perplessi (dei collaboratori gli avevano chiesto di tagliare alcune sequenze troppo imbarazzanti ma Valentino ha replicato che erano importanti perché facevano "spettacolo"). Marco Mueller, il direttore della Mostra, aveva visto giusto affermando che questo documentario era in realtà una delle più belle opere di fiction che aveva visto in questi ultimi anni.
Anche se il tema del film, che segue passo passo Valentino negli ultimi due anni di lavoro (250 ore di registrazione) è soprattutto un'acuta analisi di come lo stilista consideri la moda e il suo mondo, non viene trascurato l'aspetto privato e umano del protagonista, colto in momenti di intima vita domestica, mentre ad esempio spazzola i denti dei suoi amatissimi Carlini (sono cinque, Milton, Maude, Monty, Margot, Molly, sempre sostituiti ad ogni decesso, magnifici nella loro "bruttezza") o battibecca col suo compagno di sempre Giancarlo Giammetti (che gli fa notare di avere preso un'abbronzatura troppo pesante e al quale replica di pensare piuttosto alla sua pancia). Il film è infatti anche una preziosa testimonianza dell'amore che ha unito per cinquant'anni Valentino e Giancarlo, conosciutisi quando erano ancora ragazzi, che fa dire a Natalia Aspesi nell'articolo su Repubblica di oggi che il "film racconta non solo la straordinaria carriera di uno dei più grandi couturier del mondo ... Ma anche una storia di complicità, complementarità, sopportazione, comprensione, rispetto e autoironia che fa del lungo legame (quasi 50 anni) di Valentino e Giammetti, l´esempio più ammirevole di come dovrebbero essere un matrimonio felice e un´autentica, libera, fortunata storia d´amore."
Il film ha tutte le carte in regola per piacere ad un vasto pubblico, anche a quello allergico all'alta moda o agli ambienti simil-aristocratici (Valentino possiede appartamenti, ville e castelli nei luoghi più belli del mondo), perché ci fa capire che ciò che interessa a Valentino non è la ricchezza ma la bellezza, l'armonia, la purezza, e la spontaneità. Nel film abbiamo anche i "cattivi", quelli che invece pensano solo ai soldi e che per questi sono disposti a mettere in discussione tutto, a costruire e non a creare, a rincorrere le aspettative del pubblico piuttosto che a indirizzarle. Alla fine del film, uno di questi "cattivi", Matteo Marzotto, il socio che ha in pratica costretto Valentino ad abbandonare la società, verrà pagato con la stessa moneta.
Purtroppo, sembra volerci dire Valentino, con noi sparisce un'epoca, quella dei sarti artisti, che erano una cosa sola con l'azienda e le loro creazioni, estromessi dalla finanza e dai meccanismi delle "borse" che devono guardare più al successo commerciale che alla creatività artistica.
Il film sarà distribuito da Medusa a dicembre 2008.
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20:57:00
Etichette: festival del cinema di venezia, moda, personaggi, stilisti, tendenze
E' morta Del Martin, simbolo della lotta per i diritti Lgbt.
Ciao Del, non scorderemo la tua lotta.
Del Martin, simbolo della lotta per il riconoscimento legale delle nozze gay negli Usa e protagonista di uno dei primi matrimoni tra donne nella storia della California, e' morta in un ospedale di San Francisco.
(L'Unità) Come Davina e la sua compagna, anche lei si era già "sposata" una prima volta dopo il via libera di Newsom e in quella occasione Liberi tutti ne fece un ritratto a tutto tondo. Alla sua compagna esprimiamo partecipazione, ricordando la statura di Del. La notizia della sua scomparsa e' stata data ai media americani dal National Center for Lesbian Rights di San Francisco. Del Martin aveva 87 anni e soltanto due mesi fa - dopo l'apertura ufficiale della California alle unioni gay - era riuscita a coronare il sogno per il quale aveva lottato una vita intera: unirsi civilmente alla sua compagna, Phyllis Lyon.
Nel 2004, quando il sindaco di San Francisco Gavin Newsom apri' le porte alle nozze gay in quello che fu ribattezzato l'inverno dell'amore' in citta', la coppia fu la prima di tutta la California a correre all'altare: ma quelle nozze, in un secondo momento, furono annullate. Cosi, per coronare il suo sogno, la Martin ha dovuto aspettare fino al 16 giugno scorso, il giorno in cui si e' unita legalmente alla donna che le e' stata accanto per piu' di cinquant'anni. A Martin e Lyon viene riconosciuto, da gay americani, il merito di aver fondato la prima associazione nazionale di lesbiche, la 'Daughters of Bilitis' e il primo giornale lesbico, 'The Ladder'. Conosciutesi nel 1950 a Seattle (nello stato di Washington) le due donne erano andate a vivere insieme il giorno di San Valentino del 1953 decidendo di lottare fianco a fianco per veder coronato il proprio sogno d'amore e i diritti delle coppie nella loro situazione. Attualmente, negli Usa, le unioni gay sono riconosciute in due Stati: la California e il Massachusetts.
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mercoledì 27 agosto 2008
La talpa 3, Barale vs Sperti: non lo vuole come opinionista. E la Pellegrini da forfait.
(Reality and show) Sul cast de La talpa 3 ci sono ancora molte incertezze. La redazione è consapevole che bisogna puntare su grossi nomi o su vip che abbiano fatto parlare di sè (possibilmente per motivi penali...) per poter competere con il gruppo - ben amalgamato e di forte impatto - che è stato selezionato per L'isola dei famosi. E così ha provato a convincere in ogni modo Federica Pellegrini, la fresca vincitrice della medaglia d'oro alle Olimpiadi di Pechino nei 200 sl e che a Ok Salute ha rivelato di essersi fatta un piercing al seno. La nuotatrice, però, secondo Diva & Donna, ha declinato l'invito e, dopo le vacanze in Sudafrica con il fidanzato Luca Marin, si dedicherà di nuovo agli allenamenti. Quello della Pellegrini, che fino al 15 settembre si gode le sue vacanze, è un no categorico ai reality. Secondo Chi, invece ...Continua su Telereality
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17:57:00
Etichette: personaggi, polemiche, reality, televisione
La 7 incontra Oliviero Toscani. Il video integrale.
(La7) Il fotografo Oliviero Toscani racconta le sue visite a sette bracci della morte statunitensi in un'intervista realizzata da Edoardo Camurri che andrà in onda, in sintesi, domenica 31 agosto alle 21.30 nel corso di ISTANTANEA, programma condotto da Rula Jebreal.
Il programma propone al suo interno il documentario "Finché morte non ci separi - La storia di Kenneth Foster", un ritratto del ragazzo afro-americano che ha attirato l’attenzione e il rispetto dell’opinione pubblica di tutto il mondo per la sua estenuante lotta per la vita contro il governo del Texas che l’ha condannato a morte per un delitto mai commesso.
Nella stessa puntata Rula Jebreal intervista Emma Bonino.
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16:33:00
Etichette: gayfriendly, interviste, la7, personaggi, televisione
Tinto difende i gay, ma il suo "corto" è molto etero.
(Il Giornale) Che ci fa Tinto Brass alla Mostra? Il presidente di giuria. Mica quella ufficiale, presieduta da Wenders. E neanche delle minori. Però, insieme al padovano Massimo Benvegnù e all'olandese Boyd van Hoeij, assegnerà a fine Mostra il Queer Lion Award al «miglior film con tematiche omosessuali». L'offerta, lì per lì, lo lasciò stupito.
Proprio lui, il «cinecologo», l'uomo che alle forme femminili, con particolare riferimento al lato B, ha dedicato una speciale «poetica», chiamato a scegliere, tra i film della Mostra, il più intonato alla sensibilità omosex? «Sospetto sia un'iniziativa di Müller, che è un raffinato sinologo. Deve aver saputo che in Cina sono un'icona gay. Del resto, i miei film abbondano di scene lesbiche, di sesso e strusciate tra donne, da Caligola a Tra(sgre)dire, passando per Salon Kitty. Sicché...».
A 75 anni, Brass è il Tinto di sempre. Rimasto vedovo dell'amata Tinta, non s'è fatto schiantare dalla depressione. Anzi, in attesa di girare in Croazia l'annunciato Ziva, starring una disinibita psicoanalista junghiana, il regista di Miranda ha preparato per Circuito Off (proiezioni all'isola di San Servolo) un cortometraggio di 14 minuti, Kick the cock, qualcosa che potremmo tradurre «prendi a calci l'uccello». Dove lui, con inseparabile sigaro, mette alla prova una procace cuoca-cameriera dagli abiti succinti in un tripudio di ortaggi di forma fallica e smaneggiamenti vari, con contorno di musiche mozartiane (del padre Leopold).
«Ormai il sesso lo fanno più gli omosessuali che gli etero, ne sono sicuro. E si divertono. Non è il sesso triste e punitivo che si vede in tanti film da festival. Ne ricordo uno di Chéreau, una tristezza», teorizza alla sua maniera, appena sceso dall'aereo. Lui preferisce inscenare un erotismo spigliato e gioioso, anche se il mercato s'è ristretto (il suo ultimo film, Mon(a) amour, è uscito solo in dvd). «Sono curioso di venire al Lido, sul tema gravano tanti pregiudizi, spero di smantellarne qualcuno».
Intanto ricorda le sue Mostre, quando girava film d'avanguardia, accolti nel programma ufficiale. Chi lavora è perduto nel 1963, Col cuore in gola nel 1967, La vacanza nel 1971. «A dirla tutta, partecipai anche alla contestazione del '68. Ma non ero granché convinto. Stavo con Chiarini. Infatti non mi prendevano sul serio. Forse perché avevo uno spirito anarchico».
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Etichette: cinema, festival del cinema di venezia, omosessualità, personaggi
Ellen Degeneres e Portia De Rossi: Noi sposate per allegria".
Intervista sul settimanale "A".
(Apcom) E' stato il matrimonio gay dell'estate, il più rinomato da quando la California ha legalizzato le unioni omosessuali, nello scorso mese di maggio. Le attrici Ellen DeGeneres e Portia De Rossi, sua compagna da quattro anni, si sono sposate in una cerimonia privata nella loro villa di Beverly Hills. "Tutte le ragazze, in fondo, sognano di sposarsi, con un abito o bianco o rosa. Noi l`abbiamo fatto" dice al numero di "A" in edicola dal 27 agosto Ellen DeGeneres, attrice ed entertainer televisiva americana di grande successo.
"Non è stato unicamente per me che un giorno ho deciso di fare coming out e raccontare la mia verità" spiega la DeGeneres, pilastro della comunità gay-lesbica di Los Angeles, "a volte mi sento vergognosamente felice e privilegiata per la bellezza della mia compagna, per il successo nel mio lavoro. E allora cerco di dare al mondo quello che ho, impegnandomi in opere civili, non escludendo domani di aiutare a crescere bambini che hanno bisogno di genitori sereni, e che dalla vita, a differenza di me, hanno avuto poco o nulla".
Aggiunge Portia De Rossi: "Questo matrimonio è anche un segno forte per tutta la nostra famiglia e la comunità alla quale siamo entrambe legate". Ma sottolinea: "La parola lesbian non fa assolutamente parte del mio vocabolario, se proprio dovessi darmi un'etichetta, allora preferisco quella di girlfriend...".
Per Ellen DeGeneres "La nostra è stata una scelta affettiva, al di là di ogni implicazione legale. Sicuramente, comunque, la possibilità del matrimonio è stato un grande passo avanti: a prescindere dal fatto che qualcuno decida di usare questa opportunità, oppure no. Ha un valore simbolico. Noi ci siamo sposate per allegria e per felicità. Sperando, come tutti si augurano, che sia per sempre. Quando ci siamo incontrate non eravamo due adolescenti... Avevamo alle spalle le nostre vite, i nostri incontri, i ricordi delle nostre giovinezze non sempre facili. Tra me e Portia c`è stata subito grande affinità per un progetto di vita in comune. La seduzione tra noi è stata immediata e reciproca".
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martedì 26 agosto 2008
Venezia ai piedi di Brad Pitt.
Brad Pitt è sbarcato a Venezia con i figli Maddox e Pax Tien per la 65^ Mostra del cinema di Venezia. Anche lo scorso anno, Venezia ha ospitato l'attore americano che vi aveva portato il suo film su Jesse James. Il "red carpet" aspetta il bel Brad in due occasioni, il 27 agosto e il 7 settembre.
Stasera Brad Pitt e George Clooney saranno le star di un ricevimento di beneficenza a favore delle vittime del Darfur come ci racconta Natalia Aspesi.
Per chi vuol vedere le foto dello sbarco veneziano di Brad Pitt, cliccare qui.
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19:49:00
Etichette: attori, feste, festival del cinema di venezia, personaggi, solidarietà
lunedì 25 agosto 2008
Gabriel Garko: "Io single? No, era solo una crisi".
(Affari italiani) Io single? No, ero solo in crisi con la donna di cui mi sono innamorato due anni fa, Sara, incontrata per caso a una cena e che non fa parte del mondo dello spettacolo. Adesso ci siamo riuniti. Siamo in fase decisionale". Così al settimanale "Grazia", diretto da Vera Montanari, in edicola martedì 26 agosto, l'attore Gabriel Garko smentisce le voci che circolavano sulla sua vita privata.
E sul rapporto con la collega Isabella Orsini, con cui ha girato alcune scene calde nell'ultima fiction di Canale 5 "Il sangue e la rosa", chiarisce: "Capita che sia io sia la mia partner ci si innamori del personaggio che stiamo recitando, e quindi si venga trasportati da un sentimento suscitato dall'immedesimazione, dal sentirsi calati nella storia. Con Isabella Orsini non è successo nulla, perché io sono fidanzato".
Infine, Gabriel Garko fa autocritica: "Sono geloso e forse permaloso. Il brutto è che lo dimostro dopo, non subito. Se mi sento offeso da qualche atteggiamento di una donna, sto zitto e a distanza di tempo la ricambio con la stessa moneta".
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venerdì 22 agosto 2008
Il ritorno di Liza Minnelli in Italia parte da Roma.
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L'artista, accompagnata da una 'big band' di dodici elementi con quattro ballerini-cantanti, si esibirà in giro per il nostro Paese con uno show di due ore tra canto e ballo.
(Quotidiano.net) Reduce dal suo tour in Gran Bretagna, Liza Minnelli è ora pronta a portare le sue "due straordinarie ore di ballo e di canto" in Italia nel periodo autunnale, fra ottobre e novembre. La tournée italiana partirà da Roma il 29 ottobre con il concerto, voluto dall'Accademia di Santa Cecilia, all'Auditorium Parco della Musica, per poi fare tappa a Firenze, Malta, Bari, Torino e Campione per finire a Milano verso la metà di novembre.
In programma molti dei suoi più grandi successi, pezzi storici come 'Cabaret', 'Maybe This Time',' And The World Goes 'Round', oltre naturalmente a 'New York New York', e un tributo canoro a Kay Thompson, arrangiatrice e vocal coach di personaggi come Judy Garland, Frank Sinatra e Vincente Minnelli, il padre di Liza con i pezzi del 'Thompson's act', compresi numeri famosi come 'I Love a Violin', 'Clap Ò Your Hands', 'Jubilee Time' and 'Hello Hello'.
La Minnelli si esibisce accompagnata da una 'big band' di dodici elementi con quattro ballerini-cantanti. Queste, nel dettaglio, le date del tour: 29 ottobre a Roma (Auditorium Parco della Musica), 1 novembre a Firenze (Maggio Musicale Fiorentino), 7 novembre a Bari (Teatro Team), 10 novembre a Torino (Teatro Regio), 12 novembre a Campione (Nuovo Casinò di Campione), 14 novembre a Milano (Teatro degli Arcimboldi).
E' caccia al gay. Ricky Martin, un padre omosex lo dice "Libero".
Ricky s'è comprato 2 gemelli.
Il divo della musica latina è diventato papà. Ha affittato l'utero di una sconosciuta per 10mila dollari e ora - annuncia - per almeno un anno starà lontano dalle scene per fare il genitore modello.
(Libero news) «So per certo che Ricky è gay. In questi giorni è un po' più disponibile a parlarne di un tempo... anche se non so se abbia un fidanzato» aveva sentenziato lo scorso dicembre Ole Henriksen, amico intimo del divo latino e visagista di Hollywood. Una rivelazione. Sì certo, il re è nudo, ma nessuno aveva mai detto apertamente che Ricky Martin è omosessuale. Meno che mai Ricky stesso, che semplicemente tace. Però - diciamolo - lo sapevano tutti. Adesso è arrivata la notizia: Ricky Martin è diventato papà. «Si tratta di una gravidanza surrogata» scrive il suo ufficio stampa in una nota pubblicata sul sito dell'artista.
Ora è padre di una coppia di gemelli, due maschietti, nati il 6 agosto scorso. Niente fidanzate, Ricky (36 anni) ha fatto tutto da solo grazie a un utero in affitto. Il cantante ora è barricato nella sua casa di Fisher Island, a Miami. E i suoi portavoce confermano: «Ricky è orgoglioso e felice di cominciare questo nuovo capitolo della sua vita e si terrà fino alla fine dell'anno lontano dalle scene per dedicarsi completamente ai bambini». Martin ha pagato diecimila dollari per garantirsi l'assoluta riservatezza: la madre, gli è stato assicurato, non saprà mai chi è il padre dei bambini che ha partorito, nè la sua nazionalità.
Due osservazioni sorgono spontanee: ma 10mila dollari non sono una cifra irrisoria? E soprattutto: ma quale anonimato? Quante madri ci saranno che il 6 agosto hanno partorito due gemelli maschi e li hanno dati in adozione incassando 10 bigliettoni? In ogni caso, auguri al neopapà. Sui nomi scelti per i gemellini aleggia ancora il mistero. Non li chiamerà mica Ricky e Martin?!
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Ndr. Al solito un articolo non firmato e particolarmente volgare. Ormai è caccia al gay, un'aperta competizione tra Affari Italiani, gay.it e per ultimo Libero news. Che poi i personaggi lo siano o non lo siano è un dettaglio, l'importante è infrangere il muro della privacy con la scusa di "sputtanare" le velate? Che siano dei frustrati questi giornalisti? (Aspis)
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Etichette: cantanti, musica, omosessualità, outing, personaggi, web
mercoledì 20 agosto 2008
Venezia. Tinto Brass nudo il 2 settembre per la giornata dedicata all’orgasmo al femminile.
In anteprima mondiale sugli schermi di Circuito Off .
“La pornografia sta all’erotismo come la pippa alla masturbazione”: esordisce così Tinto Brass per introdurre il suo ultimo cortometraggio Kick the Cock, che verrà presentato in anteprima mondiale la sera del 2 Settembre a Circuito Off. Un’altra grande occasione, dunque, che il Festival offre agli amanti del Cortometraggio, arricchendo un già nutrito e variegato programma di proiezioni, retrospettive e side events.
Attraverso il gioco tra una maliziosa soubrette e il suo burbero boss, interpretato dal regista stesso, Tinto Brass si mette a nudo per la prima volta nel vero senso della parola, giocando con se stesso e con il concetto di autoerotismo: “un puro esercizio di stile per non perdere la mano, propedeutico al mio prossimo lungometraggio, una burlesca botta di allegria” - queste le parole del regista. Il maestro dell’erotismo all’italiana, famoso in tutto il mondo, sarà dunque ospite del Festival di Cortometraggi più conosciuto in Italia e tra i più rinomati in Europa, e la sua presenza si innesterà in una giornata interamente dedicata all’erotismo.
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