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lunedì 8 settembre 2008

Sesso all'Isola? Forse si. Tra Veridiana e Leonardo è già amore.

(Gossipblog) In ogni reality che si rispetti (ehm, si fa per dire!) c’è una storia d’amore che crea interesse e fa aumentare l’auditel. La nuova edizione dell’Isola dei Famosi ancora non è cominciata, ma a quanto pare una coppia si è già formata. A svelarlo è il settimanale Star+Tv, che oltre a pubblicare le foto della presunta coppia, riporta alcune dichiarazioni rivelatrici dei due...

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Isola dei Famosi, parla Luxuria: "Spero di aver visto più risse in Parlamento che in questa edizione dell’Isola...”.

(da Tvblog) Come affronti questa esperienza particolare all’Isola dei Famosi?

Siamo un gruppo molto assortito, proveniamo da esperienze diverse. Cercherò di essere me stessa e di non prevaricare sugli altri. Sarà soprattutto gioco e divertimento.”

Hai qualche concorrente preferito o col quale hai già più feeling rispetto ad altri?

Non ho preferiti. Sono tutti allo stesso piano. Tra l’altro ci hanno fatto dormire non da soli in un lettone, ma insieme a qualcuno e stamattina, l’idea di svegliarmi e di dire buongiorno ad una ragazza mi ha fatto tornare in mente il passato quando stavo con mia sorella. Sembra un flashback infantile e la cosa è decisamente gradevole.”

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domenica 7 settembre 2008

Torna L’isola dei famosi, tra sorperese e amarcord.

(Panorama) Sono 18 i naufraghi della sesta edizione de L’isola dei famosi, al via lunedì 15 settembre, in diretta su Raidue. Dieci i personaggi famosi, otto i non famosi selezionati per tenere testa ai colleghi noti. I Vip arruolati sono la modella Belen Rodriguez, l’ex velina di Striscia la notizia Veridiana Mallman, l’attore Massimo Ciavarro, Giucas Casella, l’ex deputato di Rifondazione Comunista Vladimir Luxuria, Flavia Vento (alla sua seconda esperienza, dopo “La Talpa”), l’ex calciatore Antonio Cabrini, Michi Gioia il nuotatore Leonardo Tumiotto, l’ex tronista Giuseppe Lago. Inviato in Honduras, a Cayo Cochuinos dove si svolgerà per il terzo anno consecutivo il reality show è il nuotatore Filippo Magnini. Il montepremi finale a disposizione del vincitore verrà dimezzato: il 50% infatti, per regolamento, sarà devoluto in beneficenza ad un ente indicato dalla stesso primo classificato.

In studio, a Milano, con Simona Ventura, storica padrona di casa, due opinionisti fissi presenti in tutte le undici puntate previste: Mara Venier e Luca Giurato. Ci sarà anche una puntata speciale dedicata all’amarcord dell’avventura. I concorrenti partiranno il dieci settembre, separatamente: famosi e non famosi non si dovranno incontrare se non sull’isola solo quando lo decideranno gli autori. Nel 2007 si incontrarono dopo una settimana di permanenza. Le otto persone comuni, selezionate attraverso casting, provengono un po’ da tutt’Italia: ci sono professionisti e donne in carriera, tutti naturalmente di bell’aspetto e dal carattere forte. Anche il pubblico li conoscerà soltanto a trasmissione iniziata: forse nella seconda o terza puntata. La puntata d’esordio si aprirà, come al solito con il traghettamento dei naufraghi sull’isola: dall’elicottero ad uno ad uno saranno catapultati in mare. Il regolamento è simile, almeno nelle prime puntate, a quello dello scorso anno, ma gli autori si riservano di inserire novità ed elementi spettacolari nel corso delle settimane.

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Festivaletteratura di Mantova tra esordienti e grandi nomi.

Carlo Lucarelli

(Panorama) La città dei Gonzaga celebra la letteratura internazionale, quella nota e quella meno nota fino al 7 settembre. Il folto elenco degli ospiti (qui in pdf) del Festivaletteratura di Mantova n. 12 rischia di accontentare tutti. Gli amanti del fantasy possono essere soddisfatti con Licia Troisi, autrice de Le cronache del mondo emerso, e Shimon Adaf, ritenuto l’iniziatore del fantasy in lingua ebraica. Chi cerca nomi nuovi ha a disposizione gli spagnoli Bernardo Axtaga e Julio Llamazares, il romeno Mircea Cartarescu, l’islandese Guðrún Eva Mínervudóttir… E per un po’ di giallo dal sapore glaciale ci sono gli scandinavi Maj Sjöwall, autrice con il marito Per Wahloo della serie di polizieschi con protagonista il commissario Martin Beck, Jo Nesbø, Håkan Nesser e il maestro del giallo svedese Leif GW Persson.

Il programma è ricco, e non poteva non includere anche un omaggio a Cesare Pavese, nell’anno del centenario della nascita. Per celebrare lo scrittore torinese si susseguiranno un reading collettivo dei poeti ospiti, una lezione che Eraldo Affinati dedicherà a La casa in collina e lo spettacolo Non fate troppi pettegolezzi portato in scena da Fabrizio Gifuni e Cesare Picco.
Per la prima volta presenti al Festival Jonathan Safran Foer, Nicole Krauss, William
Langewiesche
, Eugenio Scalfari, Paolo Villaggio e Sebastian Faulks, nuovo autore delle storie di James Bond. E anche l’inventore del legal thriller, Scott Turow.
Festivaletteratura si apre anche al Medio Oriente, con al centro il Libano, con autrici come Najwa Barakat, Joumana Haddad, Nisrine Ojeil, Rania Zghir. E anche Yael Lerer, coraggiosa editrice di una collana di testi arabi in Israele.
Naturalmente saranno a Mantova anche nomi più immediatamente riconoscibili: Hans Magnus Enzensberger, Gianrico Carofiglio, Daniel Pennac, Michele Serra, Corrado Augias, Carlo Lucarelli, Eric-Emmanuel Schmitt, Jeanette Winterson, Alberto Arbasino, Piergiorgio Odifreddi.

Qui il programma completo del Festival (in pdf).


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Tutto esaurito al Teatro Arcimboldi di Milano per il concerto di Antony and the Johnsons, l'evento più atteso del festival MiTo.

(Affari italiani) Una voce meravigliosa e una presenza conturbante hanno fatto di Antony un fenomeno di culto osannato in tutto il mondo. E infatti per il concerto del newyorkese Antony & the Johnsons, mercoledì 10 settembre nell'ambito del Festival MiTo, si annuncia un Teatro Arcimboldi di Milano tutto esaurito: le prenotazioni, fanno sapere gli organizzatori ad Affaritaliani, sono arrivate da tempo non solo dall'Italia, ma da tutta Europa, per ammirare questo talento di prima grandezza della musica internazionale. Tanto che stona il fatto che su molti media, evidentemente più attenti ai fenomeni d'immagine che alla sostanza artistica, l'evento trovi scarso spazio.

Al MiTo, in prima europea, Antony and the Johnsons presenta, con l'Orchestra Milano Classica, un'anticipazione del nuovo disco in un concerto tra i più attesi della stagione.
Antony è un transessuale che canta in modo esplicito della sua condizione: per alcuni, la sua voce sembra unire Nina Simone e Brian Ferry. Ha anche molti fans celebri come Philip Glass, Marc Almond, Rufus Wainwright, Devendra Banhart, Diamanda Galás ("Every emotion in the planet is in that gorgeous voice" - "Ogni emozione nel pianeta è in quella voce meravigliosa"), Lou Reed and Boy George, entrambi ospiti in "I Am a Bird Now", il suo cd più recente. Il Village Voice ha, comunque, criticato Antony per non riuscire ad unire con l'estrema emozione l'ironia o lo humor.
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Antony canta "If It Be Your Will".

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Antony (nome completo Antony Hegarty) debuttò nel 2000 con l'album "Antony and the Johnsons", ma la consacrazione arrivò dopo l'incontro con Lou Reed (guarda caso, altra grande star di questa edizione del MiTo), che lo reclutò per il suo progetto "The Raven".
Il secondo album di Antony, "I Am a Bird Now" (2005), ha ottenuto recensioni entusiastiche e una maggiore attenzione da parte del panorama mainstream, vincendo un Mercury Music Prize per il miglior album del 2005. Un disco chè è diventato un "must have", uno di quei cd che gli esperti consigliano assolutamente di tenere nella propria ristretta selezione di album ai quali non è possibile rinunciare.

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sabato 6 settembre 2008

Un giorno perfetto, per un film imperfetto di Ferzan Ozpetek.

Un giorno perfetto

(Panorama) C’era attesa per la prima di Ferzan Ozpetek alla Mostra del cinema di Venezia. E anche curiosità di vedere il regista di origini turche alle prese con una storia cruda e drammatica e a maneggiare un’opera non sua. Ed entrambe sono state deluse. Un giorno perfetto (nelle sale italiane il 5 settembre), tratto dall’omonimo libro di Melania Mazzucco, commissionato ad Ozpetek da Domenico Procacci, non tocca le corde richieste dalla storia drammatica interpretata da una poco credibile Isabella Ferrari e Valerio Mastandrea, ovvero Emma e Antonio.
La relazione tra i due, sposi separati, precipita vertiginosamente verso un baratro di angoscia e malattia, ma questa caduta libera non si respira e non si vive scorrendo la pellicola. Non c’è tensione, né i ripetuti primi piani corrono in soccorso a creare intensità. E anche la storia parallela del parlamentare incurante della sua famiglia, a cui dà il volto Valerio Binasco, rimane asettica e quasi incollata malamente. In un collage che non trova fluidità, a cui poco regalano i piccoli cammei della splendida Angela Finocchiaro, personaggio aggiunto da Ozpetek rispetto alla trama del libro.
Molto critica verso Un giorno perfetto anche la stampa tedesca. La Frankfurter scrive che il regista di origine turca “rappresenta le macerie di un grande amore con una tristezza kitsch a fronte della quale un lavoro teatrale di Strindberg sembra una commedia”. Con l’affondo: “Senza sufficiente motivo Ozpetek viene definito da anni la speranza del cinema italiano”.
Il trailer da YouTube:
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“È partito tutto da Domenico Procacci che mi ha mandato la prima sceneggiatura scritta da Sandro Petraglia, dicendo che aveva i diritti ed era un progetto che gli piaceva molto” . Così Ozpetek racconta la genesi del film. “Dopo averla letta ho subito accettato. Poi però ho avuto dei ripensamenti perché ho capito che era difficile raccontare una storia del genere. Ma mi ha talmente affascinato la passione che il personaggio di Antonio ha verso Emma, che quello è stato il movente per entrare veramente nel progetto”.

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Mtv, torna Trl con Santarelli e Pastore. Oggi ospite Marco Carta e l'8 Giusy Ferreri.

(Tvblog) Sarà Genova la città che darà il via alla nuova edizione (la decima) di Trl - Total Request Live. Da domani, 6 settembre, alle 14.00 il capoluogo ligure ospiterà Elena Santarelli, Carlo Pastore e tutto il carrozzone del programma di Mtv. A dare il bentornato al pubblico saranno dei personaggi di tutto rispetto: Marco Carta, che dopo la vittoria ad Amici colleziona un successo di piazza dopo l’altro e Domenico Nesci, protagonista di un altro reality ma questa volta oltreoceano, That’s Amore (del quale abbiamo parlato in più occasioni). Con loro, per gli amanti dei motori, Andrea Dovizioso.

Marco Carta si esibirà dal palco di Mtv sulle note delle sue hits Ti rincontrerò e Ti pretendo. Domenico Nesci, invece, direttamente dai set americani dei reality usa A Shot at Love with Tila Tequila e That’s Amore, racconterà al pubblico italiano la sua esperienza televisiva che l’ha portato a corteggiare una ragazza bisex in tv e a farsi corteggiare poi da 20 scatenate ragazze americane: ai telespettatori di TRL Domenico rivelerà tutte le notizie più “succose” relative alla sua compagna di reality, la webstarlette bisex Tila Tequila. Andrea Dovizioso poi, dai circuiti di MotoGp arriverà in Piazza Caricamento a Genova per salutare tutto il pubblico di Mtv Italia e tutti i numerosi ragazzi liguri presenti in piazza.

Per una settimana Trl rimarrà in quel di Genova in una sorta di staffetta che passerà poi il testimone all’Mtv Day 2008, che quest’anno si svolge proprio nella bella città di mare. Oltre ai tre ospiti già citati, si alterneranno sul palco di Trl molti altri artisti: l’8 settembre Giusy Ferreri e i Sonohra; mercoledì 10 settembre i Lost e venerdì 12 settembre Max Pezzali e i Dari.

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venerdì 5 settembre 2008

Pranzo di ferragosto, la bella sorpresa di Venezia.

ferragosto2

(Panorama) È stato una delle più belle sorprese italiane della mostra del cinema di Venezia. E non è giunto dalla selezione in concorso, ma dalla Settimana internazionale della Critica. È Pranzo di ferragosto di Gianni Di Gregorio, che arriva nelle sale italiane il 5 settembre, con un cast fresco e brillante dove, in quattro personaggi, fanno in tutto 355 anni. Sono le quattro vecchiette protagoniste, nessuna attrice professionista, Marina Caciotti (85 anni), Valeria De Franciscis (93), Grazia Cesarini Sforza (90), Maria Calì (87). Con loro lo stesso regista, già sceneggiatore di Matteo Garrone, che ha prodotto la pellicola.
La storia divertente e drammatica di queste quattro signore ha avvinto il Lido, tanto che sono servite proiezioni supplementari per cercare di accontentare tutti.
Ecco la trama. Gianni, un uomo di mezz’età, figlio unico di madre vedova, vive con sua madre in una vecchia casa nel centro di Roma. Tiranneggiato da lei, nobildonna decaduta, trascina le sue giornate fra le faccende domestiche e l’osteria. Il giorno prima di Ferragosto l’amministratore del condominio gli propone di tenere in casa la propria mamma per i due giorni di vacanza. In cambio gli scalerà i debiti accumulati in anni sulle spese condominiali.
Gianni è costretto ad accettare. A tradimento, l’amministratore si presenta con due signore, perché porta anche la zia che non sa dove collocare. Gianni, travolto e annichilito dallo scontro fra i tre potenti caratteri, si adopera eroicamente per farle contente.
Il trailer da YouTube:

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“È una situazione che ho parzialmente vissuto” dice Di Gregorio. “Comunque ho voluto con questo lavoro togliere la retorica del tipo ‘cuore di mamma’ e mostrare queste vecchiette per quelle che sono. E soprattutto volevo parlare di quei sessantenni come me che, avendo ancora una mamma, si sentono come dei ragazzini”.

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Venezia. Al film sui trans iraniani il premio degli atei italiani.

Mostra del cinema di Venezia: il premio Brian a un film iraniano.
(Uaar) Sarà assegnato a Khastegi, del regista persiano Bahman Motamedian, il premio Brian, il premio degli atei italiani per il film che più degli altri porta i valori del laicismo sul grande schermo, assegnato per la terza volta dagli atei italiani in visita alla Mostra internazionale di arte cinematografica di Venezia.

Dopo Le ragioni dell’aragosta di Sabina Guzzanti e Azul oscuro, casi negro di Daniel Sanchez Arevalo, gli atei hanno premiato un film che “affronta la problematica dell’identità sessuale di ragazzi e ragazze che, nella difficile realtà dell’Iran contemporaneo, non accettano il ruolo assegnato loro dalla società in base al sesso biologico”, si legge nelle motivazioni. “Il tema è affrontato in modo asciutto, senza semplificazioni, toni retorici o slogan, dunque con quello che riteniamo un approccio autenticamente laico”.

Il premio è una scultura d’oro opera del maestro Giovanni Corvaja. La giuria era composta dal notaio Paolo Ghiretti e dalle professoresse Maria Chiara Levorato, dell’università di Padova, e Maria Turchetto, dell’università Ca’ Foscari di Venezia, direttrice del bimestrale L’Ateo.

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Raz Degan risponde alla Barale. "Cara Paola non ti ho mai tradita!".

(Io leggo) «Io non ho tradito Paola, mai, mai, mai. Ciò che è accaduto non è stato programmato. Non bastano due baci a bruciare un amore». Così Raz Degan, in un'intervista a due voci, insieme alla compagna Paola Barale, pubblicata da «Chi», parla della loro crisi di coppia e commenta alcune immagini nelle quali bacia l'attrice Kasia Smutniak, compagna di Pietro Taricone e sua partner nel film «Barbarossa», pubblicate dal settimanale nello scorso numero. «Io e Raz, a maggio, abbiamo deciso di prenderci una pausa di riflessione -interviene la conduttrice- era inevitabile che, prima o poi, uscisse qualcosa su di noi. È capitato a lui. L'unico appunto che posso muovergli è la scelta del posto -conlude la Barale a »Chi«- la casa dove abbiamo passato tanti anni insieme».

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Milano. Roberto Bolle torna alla Scala per Petit.

(Affari italiani) La Scala rende omaggio al grande coreografo francese Roland Petit. Per dieci serate, dal 6 al 17 settembre anrdrà in scena un Tributo a un mito della danza. La Serata Petit riflette lo specialissimo rapporto che lega la Scala al maestro francese. Lo spettacolo è un excursus nel lavoro coreografico di Roland Petit, attraverso figure femminili potenti ed emblematiche che ammaliano il protagonista maschile: la donna fatale di Le Jeune homme et la Mort, capolavoro esistenzialista su libretto di Cocteau; la esplosiva e trasgressiva Carmen nell'omonimo titolo del 1949, che torna alla Scala sette anni dopo le ultime rappresentazioni; l'invisibile presenza che ossessiona Frederi in L'Arlésienne, balletto del 1974 ispirato al lavoro letterario e teatrale di Alphonse Daudet, che entra ora per la prima volta nel repertorio della Scala.

Bolle è entrato giovanissimo alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala: il primo a notare il suo talento è stato proprio Rudolf Nureyev, che lo ha scelto per interpretare il ruolo di Tadzio nel balletto Morte a Venezia di Flemming Flindt. Nel 1995 vince i primi premi ( Premio Danza e Danza, sia il Premio Positano). Dal 1996, alla sola età di 21 anni, si è proposto a livello internazionale e da allora ha calcato i palcoscenici più prestigiosi del mondo. Dal 1998 è artista ospite residente al Teatro alla Scala. La sua consacrazione nella stagione 2003-2004 quando gli viene riconosciuto il titolo di étoile del Piermarini.

Ma la passione per il balletto nasce davanti alla tv. Fin da bambino Roberto rimaneva incantato davanti ai varietà in tv e provava le piroette nel salotto di casa. Bolle candidamente ha rivelato che da piccolo ballava davanti alla tv vedendo Heather Parisi: "In questo modo cominciai a manifestare la mia voglia di danzare". Il novello Nureyev ha anche un suo sito, robertobolle.com, sommerso di messaggi di ammirazione

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giovedì 4 settembre 2008

Venezia. Arriva un esilarante Gassman dall'orgasmo precoce di Pappi Corsicato.

(Affari italiani) Si annuncia come un altro cult della Mostra del Cinema di Venezia: la scena dell'orgasmo "ritardato" di Iaia Forte nel film di Pappi Corsicato "Il seme della discordia". A differenza di altre sequenze "scabrose" passate al Lido, però, in questo caso siamo nel campo della commedia pura: si tratta di una sequenza volutamente esilarante, che - assicura il regista - strapperà risate agli spettatori.

La commedia è liberamente tratta da un romanzo di Heinrich von Kleist e racconta le gesta di un uomo e una donna sposati e lanciatissimi in due carriere sfolgoranti: lui è un rappresentante di fertilizzanti, lei una commerciante che ha ereditato una boutique dalla madre e che è in procinto di inaugurare un concept store. Un piccolo dramma squarcia la stabilità della loro relazione costringendoli a rimettere in discussione anche le loro apparentemente forti personalità: lei rimane incinta mentre al marito viene diagnosticata l'infertilità.

La scena in questione, ambientata in un negozio di fiori, vede protagonisti Iaia Forte e Alessandro Gassman: una donna afflitta dal problema dell’orgasmo ritardato mentre lui ha quello dell’orgasmo precoce. "Non abbiamo avuto difficoltà a copulare in piedi contro la porta di un bagno", ha detto la Forte in un'intervista... Nel cast è presente anche la bella Martina Stella, oltre alle "predilette" di Corsicato Cinzia Mirabella e Paola Iovinella.

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mercoledì 3 settembre 2008

Marco Carta e Francesco Mariottini: da "Amici" a conviventi...

I due reduci dall'ultima edizione di "Amici" di Maria De Filippi hanno preso casa insieme a Roma come rivela in settimane TV Sorrisi e Canzoni.

Finite le vacanze estive in molti sono alla ricerca di una nuova casa. Studenti fuori sede, lavoratori a tempo determinato, stagisti ultime ruote del carro e fuggitivi di casa senza arte nè parte. Partiamo tutti alla disperata ricerca di una stanza, una doppia, una singola, un bilocale in condivisione, cercando da Facebook alle Pagine Gialle dei coinquilini. Speriamo in cuor nostro che ad aprirci la porta di casa sia un roomate bello da morire. Uno che durante la nostra assenza ci ha stirato le camicie e ci ha preparato la cena, uno che esca dalla doccia solo con uno striminzito asciugamanino in vita come Dante in "Sex and the City". In fondo sono queste le gioie della convivenza: quel "vedo non vedo", quel "mi chiudo nella mia stanza a fare chissà cosa"...

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Radcliffe sogna di fare la drag queen.

Daniel Radcliffe on Details.

(River-blog) Daniel Radcliffe è sul numero di ottobre della rivista Details, in un’intervista in cui continua a volersi scrollare di dosso l’immagine dell’eterno pupo harrypotteriano. Nella foto di copertina mi sembra vagamente truccato intorno agli occhi. Il massimo è quando dichiara che professionalmente vorrebbe interpretare una drag queen: “Solo perché sarebbe una scusa per ricoprirmi di trucco”. Tanto per alimentare ancora di più il gossip secondo il quale sarebbe gay. Qui l’intervista completa.
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Gattinoni, il made in Italy nel mondo con i materiali di recupero.

Beautiful Recycle Garbage

(Panorama) Si chiama Beautiful Recycle Garbage, l’abito di Guglielmo Mariotto per Gattinoni che verrà esposto alla mostra Gothic: Dark Glamour, organizzata e curata dal direttore del FIT Fashion Institute of Technology di New York City dal quattro settembre 2008 al 21 febbraio 2009. L’abito, realizzato con materiali di riciclo, è uno dei pezzi forte della Maison Gattinoni che partecipa in qualità di ambasciatrice del Made in Italy alla mostra statunitense. Annunciata la partecipazione di tutto il gotha della moda internazionale, già presente all’esclusivo opening inaugurale di domani 4 settembre, in concomitanza con l’apertura del Fashion Week della Grande Mela. Grande l’interesse internazionale per la singolare mise in esposizione. L’eleganza della Maison Gattinoni sarà protagonista anche in Grecia, ospite della manifestazione “Cinquant’anni di moda italiana” tutta dedicata allo stile made in Italy. Palcoscenico Salonicco, in occasione della “Expò Salonicco” che si apre l’otto settembre. Lo stesso giorno, al Palais des Sport si inaugura la mostra il cui fine è raccontare la storia dei protagonisti del made in Italy attraverso una singolare esposizione di capi storici. In questo contesto, per la prima volta nella città greca, sarà possibile ammirare anche il leggendario abito indossato da Audrey Hepburn nel film del 1956 Guerra e pace. La Maison Gattinoni realizzò per la pellicola diretta da King Vidor tutti i costumi di scena e conquistò una nomination all’Oscar, sfiorando la conquista della statuetta. In passerella, a Salonicco, anche la collezione Gattinoni haute couture per l’autunno inverno 2008-2009. L’ultima sorpresa sarà l’abito “Omaggio alla Grecia”, con morbidi drappeggi e plissé su candidi chiffon. La mise vuole rappresentare il proprio omaggio alla cultura ellenica da parte della Maison Gattinoni fondata da Fernanda Gattinoni nel 1946.

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lunedì 1 settembre 2008

Venezia. Ozpetek: Criticato per aver sostituito gay con una donna e non convince.

Il regista parla del suo ultimo film 'Un giorno perfetto'.
(Apcom) Ferzan Ozpetek parla del suo ultimo film 'Un giorno perfetto', criticato da alcuni perché troppo distante dal suo stile abituale. "Qualcuno si è arrabbiato perché ho sostituito un gay con una donna. Ho fatto questa scelta perché non mi sembrava facesse bene all'ambiente gay. Mi sembrava banale. Invece - ha dichiarato al settimanale 'Grazia', in edicola domani - mi interessava il rapporto tra le due donne (interpretate da Isabella Ferrari e Monica Guerritore, ndr) e mi attirava il fatto che parlassero di uomini. Le due donne hanno una comunicazione particolare tra di loro".

Il film parla di una feroce storia d'amore che separa e unisce i due innamorati. Ozpetek confessa di aver vissuto una situazione simile. "Mi ha ricordato l'ossessione che ho avuto per una certa persona. Per fortuna durò solo sei mesi. E poi mi interessava il tema della violenza sulle donne. Quando in un paese le cose non vanno bene - spiega - lo capisci da come vengono trattate tutte le donne".

Ma Ozpetek non ama le donne "quando vogliono il potere maschile e diventano dure" e conclude: "In realtà le donne riescono sempre a cambiare le cose. Per questo escono sempre vincitrici nei miei film".
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Non proprio Un giorno perfetto per Ozpetek al Lido.
(Pasquale Colizzi - L'Unità) I colpi sono rimasti in canna: il tiro al piattello del titolo italiano, lo sport estivo preferito dai giornalisti in trasferta al Lido, deve passare il turno. Arriva il primo titolo di casa nostra in concorso, Un giorno perfetto di Ferzan Ozpetek: nessuno spargimento di sangue ma l'attesa per l'apripista dei nostri autori in questa edizione è andata delusa. Sappiamo che ripartirà la questione: meritava di essere invitato in una competizione di cinema internazionale?

Il regista italo-turco si confrontava con un film su commissione (del produttore Domenico Procacci), tratto dallo stesso romanzo di Melania Mazzucco, sceneggiato da Sandro Petraglia. Con interventi del regista, che ha aggiunto donne (Angela Finocchiaro e Monica Guerritore, in due piccolissimi ruoli) ed eliminato un professore gay. Insomma un tentativo di allontanarsi dai grandi ensemble sentimentali a cui ci aveva abituato e la prima prova con una storia d'amore che fu passionale e che ritroviamo in una sola giornata, quella definitiva della violenza.

Alla proiezione mattutina per la stampa c'è stato uno stentato applauso, poi in conferenza stampa uno più caloroso (potenza delle claque organizzate?). La storia: Isabella Ferrari, una donna separata, che vive con i figli dalla madre (piccolo ruolo per Stefania Sandrelli), è intimorita, e a ragione, dal marito Valerio Mastandrea, che fa la scorta di un politico laido e inguaiato con la giustizia (Valerio Binasco). Il ragazzo per cui aveva provato una forte passione si è trasformato in una ossessione: rivuole lei, i suoi figli, la vecchia vita. Gli altri personaggi sono un contorno, anche poco efficace.

La storia gira come in un tipico affresco italiano sotto il cielo della capitale: genitori infelici (e figli infelici), politici corrotti, piccole evasioni. L'ambiente è medio borghese o benestante ma poco cambia. Quanto alla violenza, che esplode improvvisa e sanguinaria, Ozpetek e Petraglia tentano di farla respirare nell'ambiente. Ma spiegano altrettanto poco, rendendola così poco comprensibile. Due i momenti clou. Uno è l'aggressione di un marito respinto alla moglie intimorita. La scena nel canneto lungo il Tevere è venuta in mente al regista "pensando a Rocco ei suoi fratelli. Nel libro era ambientata in macchina, un luogo brutto dove è difficile girare".

Isabella Ferrari racconta di "aver rimosso molto di quei momenti". Davanti aveva un Valerio Mastandrea fuori di se, che però l'ha guidata: "Ho avuto fiducia in quello che stavo facendo solo guardando negli occhi l'attore straordinario che avevo di fronte". L'interprete romano, che ha affrontato un duro programma in palestra per risultare l'uomo muscoloso che il libro descriveva, è stato forse quello più efficace: "Non giudico il mio personaggio, la sua spinta violenta", ha spiegato. Poi smorzando i toni abbastanza seriosi dell'incontro ha aggiunto: "Un film è una cosa seria ma cerchiamo di prenderlo nella giusta maniera".

Come si colloca il film di Ozpetek in mezzo ai titoli già visti in concorso? Su cinque proposte, forse nessuno per ora può aspirare ad un premio: Takeshi Kitano ha già vinto e appare in attesa di idee migliori, Christian Petzold ha costruito un triangolo troppo gelido, Arriaga è stato del tutto professionale, Barbet Schroder col suo horror giapponese ha esplorato un genere con molti rischi e Plastic City di Yu Lik-wai traborda dai confini che si era preposto. Ma tra tutti, quello italiano è un "prodotto tipico" che non serve Tarantino per farci comprendere quanto debole.

E infatti, al netto di premi e incassi italiani, ci sono possibilità di esportarlo? Il produttore Procacci va cauto ma fa l'esempio di Respiro, il suo migliore risultato all'estero, che però partiva in sordina: "Difficile fare previsioni". Quanto all'aver commissionato il film, pratica invisa a molti autori italiani che vogliono sempre dirigere proprie storie, ha risposto: "Forse gli autori stanno cambiando, adesso accettano di girare testi non loro, come nel caso di Gomorra o Caos calmo. Ma non abbiamo inventato niente di nuovo".

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domenica 31 agosto 2008

Venezia Festival. Il giorno imperfetto di Ozpeteck.

(Alberto Crespi - L'Unità. "Un giorno perfetto" di Ferzan Ozpetek ha aperto la serie dei registi nostrani in concorso. Bravi Valerio Mastandrea e Isabella Ferrari a interpretare una coppia separata con figli, ma è un melodramma con troppa carne al fuoco
Verso la metà di Un giorno perfetto, il film di Ferzan Ozpetek passato ieri a Venezia (primo italiano in concorso), Stefania Sandrelli - la mamma della protagonista - fa le carte a una vicina. «Vedo un uomo, un fidanzato… ce l'hai il fidanzato?». E quella risponde di sì, che ce l'ha, fa il ballerino, ma non la porta mai a ballare perché preferisce andarci con un suo amico che fa il camionista. La Sandrelli la scruta, perplessa, e mormora: «Ho capito… sì, ho capito». La scena durerà un minuto e mezzo, è estranea alla trama - che parla di tutt'altro, come fra poco vedremo - e sembra raccontare un altro film di Ozpetek, magari il prossimo, più vicino alle sue atmosfere consuete. Un giorno perfetto, invece, è una decisa virata rispetto all'Ozpetek delle Fate ignoranti e di Saturno contro, l'Ozpetek dell'Ostiense, del gasometro e delle cene fra amici, l'Ozpetek che se non mette Serra Yilmaz in un film si sente male (e infatti la mette pure qui, ma in un passaggio finale di circa 10 secondi).
Un giorno perfetto è una storia disperata, tratta da un romanzo di Melania Mazzucco che squaderna uno spaccato familiare dolorosissimo. Emma (Isabella Ferrari) e Antonio (Valerio Mastandrea) sono separati, hanno due figli. Lui fa il poliziotto, è di servizio come scorta ad un politico inquisito, passa le notti sotto casa della sua ex; lei è andata a vivere con la madre e i bambini, si arrabatta facendo tre lavori - tutti precari - e va in giro vestita in un modo di cui la figlia maggiore, ormai quasi signorina, si vergogna. Lui vorrebbe tornare con lei, lei lo teme perché l'uomo, apparentemente dolce, nasconde improvvisi scoppi di violenza. Il film si apre con il sospetto di una tragedia: la polizia arriva a casa di Antonio perché qualcuno, nella notte, ha sentito degli spari. Dopo la scritta «24 ore prima», viene narrato il «giorno perfetto» in cui Antonio insegue Emma, la implora di ripensarci, quasi la stupra sull'argine del Tevere e infine va a riprendersi i bambini che non vede da moltissimo tempo. Ci fermiamo qui: raccontarvi il finale sarebbe delittuoso.
Il nucleo drammatico del rapporto fra Emma e Antonio è denso e ben raccontato, anche grazie alla bravura dei due attori: spinti a lavorare su toni assai più cupi del solito, sia Valerio Mastandrea che Isabella Ferrari sfidano la propria immagine e la sconfiggono. I difetti del film stanno altrove: soprattutto nel coro di personaggi che circondano Emma e Antonio e che spesso si riducono a semplici bozzetti.
È come se Un giorno perfetto raccontasse un giorno con più di 24 ore, o contenesse altri film che per forza di cose rimangono solo abbozzati. Ozpetek, si sa, ha talento per il melodramma: e il mélo è un genere in cui si deve anche esagerare. Ma qui c'è troppa carne al fuoco, con l'ambizione di dire troppe cose sull'Italia di oggi. Valga, per tutte, la famiglia dell'onorevole: con una moglie morta suicida, un figlio che odia il padre e vuole fuggire in Spagna, una nuova moglie giovanissima (una velina?) che scopre di essere incinta e sembra accettare la corte del figliastro… Forse Un giorno perfetto doveva intitolarsi Molti giorni perfetti. Titolo impossibile, perché i giorni perfetti sono merce rara.

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giovedì 28 agosto 2008

Obama consacrato candidato con la benedizione dei Clinton.

Bill Clinton a Denver

Bill Clinton a Denver

(Panorama) Barack Obama è il re dei democratici. Incoronato nella convention di Denver un giorno prima del previsto, il senatore dell’Illinois ha guadagnato in poco più di tre giorni il sostegno dei Clinton e l’unità dell’Asinello. Solo John McCain, che oggi annuncerà il nome del suo vice, potrà fermare la corsa del senatore dell’Illinois verso la Casa Bianca.
La notte di Denver sarà ricordata nella storia del partito democratico americano, che tra le lacrime di gioia dei fan di Obama e quelle, intrise di rabbia, dei riluttanti fan di Hillary Clinton, aveva un bisogno impellente di curare le ferite la passione politica indispensabile per conquistare la presidenza. Se n’è accorta la stessa Hillary, che dopo l’intervento incandescente di ieri, ha interrotto la votazione, pur simbolica, sul candidato che lei stessa aveva chiesto in precedenza. Quando è toccato a lei Hillary si è sostituita a Nancy Pelosi, presidente del Congresso e della Convention, e ha chiesto la rottura del protocollo: “Dichiariamo insieme, cun una voce sola, che Barack Obama è il nostro candidato e sarà il nostro presidente”.
È stata ovazione, più che acclamazione. Lacrime, abbracci, urla, tripudio per il primo candidato democratico afroamericano nella storia degli Stati Uniti, simbolo della globalizzazione, nato a Honolulu, da padre africano del Kenya e madre americana del Kansas, cresciuto tra l’Indonesia e le Hawaii. A dargli l’endorsement finale, anche se tardivo, è stato, a nomination conclusa, Bill Clinton: “Barack Obama è l’uomo giusto per questo lavoro”. È pronto per guidare l’America e restaurare la leadership americana. Barack Obama è pronto per fare il presidente degli Stati Uniti d’America”.
Come Obama, anche il vice presidente prescelto, Joe Biden, è stato nominato candidato ufficiale dei democratici per acclamazione. E se per Obama la richiesta di fermare la conta dei voti è partita direttamente da Hillary Clinton, per Biden è stata avanzata in modo piuttosto informale dalla Pelosi. “Se volete la nomina per acclamazione dite ‘hi’”, ha incalzato la Pelosi”. Nessun contrario, ovviamente. Presa la parola, da Biden è arrivato l’affondo per McCain, da veterano della politica a veterano dell’esercito: “La scelta in questa elezione è chiara. I tempi che stiamo vivendo richiedono qualcosa di più di un buon soldato, richiedono un saggio leader”. Biden è stato presentato da suo figlio Beau, che presto partirà soldato per l’Iraq.
Lui, re Obama, sale a sorpresa sul palco, mentre Biden conclude il suo discorso. “Hello democratici” ha esclamato “sono qua perché ho una piccola cosa da dire. Voglio che tutti sappiano che sono orgoglioso di avere Joe Biden e tutta la sua famiglia al mio fianco per riprenderci l’America”. Poi, ammiccando al pubblico come una star: “La convention fino a questo punto mi sembra che sia andata bene, Michelle Obama è stata molto brava, che ne dite?” E se “Hillary ha fatto traballare i muri ieri sera -ha proseguito- Clinton ci ha ricordato cosa succede quando alla guida c’è un presidente che mette la gente al primo posto”. Per i saluti, prima della consueta benedizione, è accorsa sul palco tutta la famiglia di Biden, rappresentata da quattro generazioni, dalla madre ai nipotini. Sulle note di We are family di Sister Sledge i riflettori si sono spenti in vista del gran finale di oggi allo stadio Invesco, da 80.000 posti. Nel giorno del 45 anniversario del I have a dream di Martin Luther King.

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Isola dei famosi 6. Il cast definitivo, comincia il training!

(Marikka) Ormai l’autunno è alle porte, e con la caduta delle foglie ci cadono pure i coglioni pensando al palinsesto televisivo che Mediaset e Rai ci propongono.
A breve comincerà Amici. Ma la De Filippi si è fatta battere sul tempo dalla Ventura e dalla sua Isola dei famosi, arrivata alla sesta edizione.

La seguiremo? Sporadicamente, credo, e solo se noterò qualcuno in grado di attirare la mia attenzione.
Per iniziare vi voglio svelare che, come l’anno scorso, verrà riproposta la formula VIP/NIP: concorrenti famosi (che coraggio!) sfideranno ragazzi comuni...

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mercoledì 27 agosto 2008

La 7 incontra Oliviero Toscani. Il video integrale.

(La7) Il fotografo Oliviero Toscani racconta le sue visite a sette bracci della morte statunitensi in un'intervista realizzata da Edoardo Camurri che andrà in onda, in sintesi, domenica 31 agosto alle 21.30 nel corso di ISTANTANEA, programma condotto da Rula Jebreal.

Il programma propone al suo interno il documentario "Finché morte non ci separi - La storia di Kenneth Foster", un ritratto del ragazzo afro-americano che ha attirato l’attenzione e il rispetto dell’opinione pubblica di tutto il mondo per la sua estenuante lotta per la vita contro il governo del Texas che l’ha condannato a morte per un delitto mai commesso.

Nella stessa puntata Rula Jebreal intervista Emma Bonino.
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