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mercoledì 9 luglio 2008

I cattolici rimangono divisi sui profilattici. Ma nel 2000 dopo la GMG ritrovati migliaia di profilattici usati.

(Peter Mayer - Brisbane times via Italia vista dall'estero) La leggenda narra che i netturbini di Roma abbiano fatto una scoperta sorprendente al termine della Giornata Mondiale della Gioventù del 2000.

Centinaia di migliaia di giovani cattolici erano accorsi nella capitale italiana per partecipare alle celebrazioni culminate con la messa presieduta da Papa Giovanni Paolo II. Quando l’evento terminò, i netturbini setacciarono i rifiuti lasciati sul campo trasformato da migliaia di partecipanti in un gigantesco campeggio per la settimana di festa religiosa. La loro scoperta: migliaia di profilattici usati.

I critici della visione dottrinale del controllo delle nascite e del sesso al di fuori del matrimonio - che considera peccato usare il profilattico - hanno brandito la notizia in trionfo. Era la prova, secondo i critici, che molti giovani cattolici si stavano liberando di quegli aspetti della propria fede considerati reazionari, tanto facilmente quanto dello stigma verso i profilattici.

Rappresentanti della Diocesi di Roma, il cui vescovo è il papa, hanno negato furiosamente la notizia. L’hanno definita una “leggenda metropolitana” e hanno accusato i media di “fabbricare prove” riferendosi alle immagini che accompagnavano i servizi televisivi.

Per certi aspetti, la disputa continua ancora oggi in Italia.

Emma Bonino, ex ministro e leader dell’ultra secolare Partito Radicale, vi ha fatto riferimento molte volte durante le campagne - per ora infruttuose - per il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto e omosessuali. I politici cattolici che si oppongono a questa legge, sulla base del fatto che andrebbe contro all’”eredità religiosa” del paese, sono colpevoli della stessa ipocrisia che affligge coloro che hanno deciso di ignorare il campo di Tor Vergata tappezzato di profilattici, ha detto la Bonino. Sebbene la contraddizione sottolineata dalla Bonino e da altri forse non stupisca poi molto, trattandosi dell’Italia, un paese dove il 90% della popolazione si definisce cattolico.

La nudità dominava l’arte del Rinascimento in un’era in cui gran parte del paese era direttamente governata dagli stessi papi responsabili anche della maggior parte delle commissioni di quelle sculture e affreschi. Oggi, ballerine succinte sono una routine nelle tribune televisive assieme ai politici democristiani. Sembra che la Chiesa Cattolica riesca, nel suo paese natale, a coesistere con la sessualità esplicita, per lo meno a un livello superficiale. A livello più sostanziale c’è il fatto che gli italiani hanno uno dei tassi di nascita più bassi del mondo, il che indica che per la maggior parte di loro il sesso è un atto separato dai fini strettamente legati alla procreazione all’interno del matrimonio come definito dal Vaticano.

Questo a dispetto dell’enciclica del 1968 di Papa Paolo VI, che etichettava la contraccezione come un peccato grave, opinione ribadita da Papa Giovanni Paolo II. Tuttavia, problemi moderni come l’AIDS hanno posto nuove sfide al divieto della chiesa sui profilattici, specialmente nei casi in cui l’infezione del virus minaccia persone che altrimenti vivrebbero seguendo le direttive vaticane di mantenere il sesso dentro i confini del matrimonio. Un esempio citato frequentemente riguarda il caso di un partner, colpito dall’infezione durante una trasfusione di sangue, che rischia di contagiare l’altro attraverso un rapporto non protetto.

Giovanni Paolo fu irremovibile, applicando anche in questo caso lo stesso precetto che il Vaticano prevede in caso di sesso al di fuori del matrimonio: astinenza totale.

Sorprendentemente, data la sua reputazione conservatrice, Papa Benedetto XVI ha commissionato, al principio del 2006, uno studio sull’uso dei profilattici nella battaglia contro l’AIDS, alimentando le speranze di molti, incluso organizzazioni sanitarie che operano nelle zone maggiormente colpite dell’Africa, che il divieto della Chiesa sarebbe stato tolto. Due anni dopo, non sembra che le cose siano destinate a cambiare.

Tale situazione ha provocato le proteste degli attivisti che si sono organizzati per distribuire profilattici gratis ai partecipanti della Giornata Mondiale della Gioventù 2008, che si svolge a Sidney dal 15 al 20 luglio. Sacrilegio ancor peggiore, per alcuni osservatori cattolici, sarebbe la decisione di alcuni bordelli di Sidney [dove la prostituzione è legale, N.d.T.] di reclutare personale extra prevedendo buoni affari durante l’evento.

Papa Benedetto ha fatto riferimento all’AIDS in incontri avuti recentemente con ambasciatori africani alla Santa Sede, ma non ha lasciato trasparire alcuna intenzione di modificare la posizione sui profilattici.

Ha detto loro che la Chiesa avrebbe “continuato ad assistere coloro che soffrono di AIDS e le loro famiglie.” Ma il pontefice ha anche detto che, mentre la medicina e l’educazione hanno un ruolo nel combattere la malattia, “la condotta sessuale promiscua è la radice di molti mali morali e fisici e deve essere sconfitta con la promozione di una cultura di fedeltà matrimoniale e integrità morale.”

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lunedì 7 luglio 2008

Usa. Un gay italiano sposa un gay americano, il nostro consolato non riconosce matrimonio.

Preannunciata iniziativa legale di "Certi Diritti".
(Agi) Un italiano si sposa a San Francisco con un cittadino Usa e il consolato respinge la richiesta di riconoscimento. Preannunciata iniziativa legale di "Certi Diritti". "La scorsa settimana, a San Francisco, un cittadino italiano, naturalizzato Usa, A.Q., si e' sposato con un cittadino Usa, B.S., una delle parti lese nella causa poi vinta per la decisione della Corte Suprema della California di eliminare la discriminazione che vietava il matrimonio tra persone dello stesso sesso". Lo comunica Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale Certi Diritti. "La causa e' durata quattro anni e finalmente, a seguito della storica sentenza, la coppia ha potuto accedere all'istituto del matrimonio. Il cittadino italiano - aggiunge Rovasio - si e' poi recato presso il consolato italiano per la trascrizione del suo matrimonio nel registro dell'Aire. Dopo due giorni gli uffici consolari italiani gli hanno reso la documentazione con la motivazione che in Italia il matrimonio si puo' fare solo tra persone di sesso diverso. Per lo Stato italiano - conclude - egli e' celibe nonostante sia regolarmente sposato in California. Vista l'intenzione della coppia di vedersi riconosciuti i diritti di uguaglianza incardinando un'azione legale in Italia e in Europa, l'Associazione radicale Certi Diritti preannuncia sin da ora il suo pieno sostegno alla coppia neo sposata".

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sabato 21 giugno 2008

GayLib respinta dagli organizzatori del gaypride di Lubjana. Non sono graditi.

Rifiuto in relazione con la commemorazione, svolta stamani dagli attivisti del movimento, del politico olandese Pim Fortuyn.
(Ansa) La delegazione italiana dell'associazione GayLib (Gay liberali di centro destra) e' stata invitata a non partecipare al Gay Pride in programma oggi a Lubiana (Slovenia).

Lo ha reso noto all'ANSA il presidente dell'associazione, Enrico Oliari (nella foto), al quale e' giunta la comunicazione poco prima di superare il confine di Stato.

Il rifiuto nei confronti dei 'GayLib' sarebbe da mettere in relazione con la commemorazione, svolta stamani dagli attivisti del movimento, del politico olandese Pim Fortuyn, la cui tomba si trova nel cimitero di Provesano di San Giorgio della Richinvelda (Pordenone).

'Quando gli organizzatori del Gay Pride hanno appreso cio' che avevamo fatto - ha spiegato Oliari - ci hanno comunicato che siamo persone non gradite alla loro manifestazione. Noi abbiamo girato le auto senza ribattere, perche' non andiamo certo in ambienti antidemocratici dove le nostre idee non sono ben tollerate. Purtroppo - ha concluso - siamo stati discriminati dai nostri stessi fratelli, ma noi continueremo a batterci per le liberta' degli omosessuali, che sono anche di destra e non solo di sinistra'.

Fortuyn, gay dichiarato, fondatore dell'omonima lista di estrema destra xenofoba, fu assassinato nel maggio 2002 da un militante di sinistra. Fu sepolto in Friuli per sua volonta'.
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GAY LIB ESCLUSA DAL PRIDE DI LUBIANA PERCHÈ ASSOCIAZIONE DI CENTRODESTRA.
(Img press) L'Associazione radicale Certi Diritti esprime piena solidarietà all'Associazione Gaylib (gay liberali di centro destra) in seguito alla loro "esclusione" dal Gay Pride di Lubiana al quale la stessa associazione di omosessuali di centro destra aveva dato la propria adesione accettando in toto la piattaforma politica della manifestazione slovena. La comunicazione di non essere graditi al gay pride, ricevuta dal presidente di Gay Lib, è stata riferita all'Associazione Radicale Certi Diritti che pure ha aderito e preso parte alla commemorazione del politico olandese Pim Fortuyn celebrata questa mattina a Provesano. La presidente di Certi Diritti, Clara Comelli, ha voluto sentire gli organizzatori del gay pride sloveno per avere conferma di questa esclusione. Mitja Blasich, dell'Associazione Slovena Dih e membro del comitato organizzatore, ha confermato alla stessa le motivazioni espresse ad Oliari, riferendo anche che al gay pride di Lubiana sono state invitate tutte le autorità politiche slovene senza esclusione di sorta. Non si capisce perciò - sostiene Clara Comelli - che criterio politico sia stato adottato nell'escludere un'associazione gay italiana anche se schierata nel centro destra. L'essere filoberlusconiani e l'aver commemorato una figura come quella di Pim Fortuyn (sulla cui storia forse ci si dovrebbe documentare di più, prima di bollarlo come xenofobo), non rappresenta certo, secondo Certi Diritti, motivo valido per un'esclusione tanto grave. Difendere i diritti civili delle persone in generale deve restare una priorità cara a ogni persona libera e democratica, a prescindere dal contesto politico in cui si sceglie di agire le proprie rivendicazioni. Certi Diritti , che pure doveva essere presente al gay pride di Lubiana, ha deciso di non presenziare alla manifestazione ritenendo che fosse venuto a mancare lo spirito di libertà e tolleranza necessario.
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Ndr. Probabilmente a Lubjana l'hanno saputo di "sguincio" che arrivano quelli di GayLib con il loro gagliardetto e non dalla viva voce dei nostri eroi, per cui gli han detto di alzare i tacchi e tornarsene al cimitero. Sarà certamente così e che figura di m... (Aspis)

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venerdì 20 giugno 2008

Domani a Firenze sentenza della Corte d'Appello sulla richiesta di matrimonio gay.

(Imgpress) Domani alle ore 11, in via di Mezzo 39/r (zona Sant'Ambrogio) a Firenze, si volgerà una conferenza stampa cui presenzieranno Matteo Pegoraro e Francesco Piomboni, la coppia gay che ha richiesto le pubblicazioni di matrimonio civile al Comune di Firenze il 29 marzo 2007 e ha avviato una procedura legale per affermare il proprio diritto a contrarre matrimonio. Domani alle 9,30 si svolgerà l'udienza presso la Corte d'Appello di Firenze, dove il giudice è chiamato a esprimersi con una sentenza sulla possibilità o meno, per la coppia omosessuale, di sposarsi. In aula saranno presenti anche i legali della coppia, Francesco Bilotta e Paola Pasquinuzzi, e i legali del Comune di Firenze, che si è costituito in giudizio contro Piomboni e Pegoraro per sostenere le motivazioni del diniego al matrimonio addette dall'Ufficiale di Stato civile. Nel corso della conferenza stampa, sarà illustrata la decisione della Corte d'Appello di Firenze, e dunque l'esito dell'udienza con le eventuali sue conseguenze. Inoltre, verranno forniti maggiori dettagli sull'iniziativa dell'Associazione Radicale Certi Diritti, che sta promuovendo, con la collaborazione dei legali della Rete Lenford, un'azione di affermazione civile in tutto il Paese: coppie gay e lesbiche che, come Piomboni e Pegoraro, si rechino nei comuni di residenza, richiedano le pubblicazioni di matrimonio e impugnino poi presso i tribunali competenti i rispettivi dinieghi. Tra le diverse coppie che hanno già aderito all'iniziativa, anche una nuova coppia omosessuale di Firenze.

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mercoledì 18 giugno 2008

Un applauso a Mancuso per il suo insensato registro delle coppie gay.

(Fireman) Quando leggo certe notizie mi incazzo. Come, ad esempio, quando leggo questo post/annuncio di Aurelio Mancuso, presidente in carica di Arcigay Nazionale, mi chiedo che senso ha.

Mi spiego meglio.
Esiste da un po di mesi l'associazione Certi Diritti nel cui manifesto - tra i tanti punti - si legge:

  • a diffondere il Manifesto per l’eguaglianza dei diritti (www.matrimoniodirittogay.it) e forme di collaborazione con le associazioni lgbt;
  • a collaborare strettamente con l’Avvocatura per i Diritti GLBT – “Rete Lenford”, promuovendone e diffondendone l’attività, tesa a formare professionisti del settore nell’ottica di una cultura dell’azione legale in difesa e promozione dei diritti civili.
Ora nel proclama di Mancuso non si parla ne di Rete Lenford, ne di collaborazione con altre realtà pertanto le due iniziative vanno inevitabilmente a sovrapporsi, ed essendo l'azione di Certi Diritti nata prima - lo conferma questa notizia - mi chiedo lo scopo di questa sovrapposizione oltre quello meramente propagandistico.

Ancora una volta ArciGay - ed il suo presidente - si impegnano a mantenere il primato della poca propensione alla collaborazione disperdendo di fatto quelle poche forze che possono esser messe in campo per il perseguimento di un fine comune.
La smania da primadonna della comunità GLBT di ArciGay si conferma ancora una volta quale elemento di disturbo nel complesso mondo dell'associazionismo GLBT. L'annuncio di "nozze gay" da celebrare in 80 città è solo fumo negli occhi dal momento che tali celebrazioni non avranno altra risonanza se non quella di uno show da seconda serata. Inoltre, questo è solo un modo per suscitare clamore e far parlare di se, provocando però un disturbo a chi di fatto cerca di agire all'interno delle regole per svelarne contraddizioni e le discriminazioni insite e da interpretazione.

Ancora un applauso ad ArciGay.

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giovedì 22 maggio 2008

Continua la polemica con la Ministra Carfagna. Gaypride, interrogazione dei deputati radicali al governo.

I deputati radicali eletti con il Pd Marco Beltrandi, Elisabetta Zamparutti, Maria Antonietta Farina Coscioni, Matteo Mecacci annunciano un’interrogazione a risposta scritta al presidente del Consiglio dei ministri e al ministro per le Pari opportunità.
(Il velino) “Il neo ministro per le pari opportunità, Mara Carfagna – spiegano -, ha dichiarato che non è orientata a dare il patrocinio ministeriale al Gay pride nazionale, che quest'anno si svolgerà a Bologna il 28 giugno; viene anche riportata in un articolo sul Corriere della Sera del 19 maggio scorso, una dichiarazione del ministro Carfagna: ‘Io credo che l'omosessualità non sia più un problema. Perlomeno così come ce lo vorrebbero far credere gli organizzatori di queste manifestazioni. Sono sepolti i tempi in cui gli omosessuali venivano dichiarati malati di mente. Oggi l'integrazione nella società esiste...’. Inoltre, con riferimento alla commissione per i diritti dei gay, delle lesbiche e dei trasgender, del ministero per le Pari opportunità, il ministro afferma che: ‘Non ho ancora preso bene visione di cosa sia e a cosa possa servire... La verità è che una volta verificato a cosa serve credo che la userò per occuparmi anche di altro’; il 20 maggio 2008 il Parlamento europeo ha approvato -con 362 voti favorevoli, 262 contrari e 56 astensioni- un rapporto dell'Europarlamentare inglese Liz Lynne, vicepresidente della Commissione europea del lavoro e degli affari sociali”.

“Il rapporto - spiegano nella nota i deputati radicali del Pd - è finalizzato alla proposizione, da parte della Commissione europea, di una direttiva esaustiva che sanzioni la discriminazione nell'accesso ai beni e servizi nelle ipotesi previste dall'articolo 13 del Trattato che istituisce la Comunità europea, e in particolare le discriminazioni nei confronti dei portatori di handicap, per ragioni di età, di religione o fede e di orientamento sessuale”. I deputati radicali chiedono quindi “se il presidente del Consiglio dei ministri consideri propria del governo la posizione espressa dal Ministro per le pari opportunità; quali misure il ministro per le Pari opportunità intenda adottare nei confronti della commissione per i diritti dei gay, delle lesbiche e dei trasgender, del ministero per le Pari opportunità; - se i ministri destinatari intendano regolare, come già è stato fatto in molti paesi europei ed extraeuropei, le convivenze delle persone lesbiche, gay, bisessuali e trasgender e tutelarne il trattamento nei casi di discriminazione, in conformità agli standard europei; - qual è la posizione del governo italiano rispetto alla direttiva anti-discriminazioni annunciata dalla Commissione europea nel suo programma di lavoro per l'anno 2008 previste dall'articolo 13 del Trattato che istituisce la Comunità Europea, e in particolare le discriminazioni nei confronti dei portatori di handicap, per ragioni di età, di religione o fede e di orientamento sessuale”.

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mercoledì 21 maggio 2008

Diritti gay e matrimonio. Italia lontana dall'Europa, Poretti: disegno di legge.

Intervento della senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale - Partito Democratico.
Le leggi italiane continuano a non permettere la regolarizzazione delle convivenze tra persone dello stesso sesso in forme assimilabili al matrimonio. Leggi che sono lontane dalla vita di tutti i giorni, cosi' come dalle legislazioni di California, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Olanda e Belgio. E sono lontane dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea e dalla Costituzione del nostro Paese.
Nella passata legislatura i tentativi di quantomeno discutere qualcosa che prendesse in considerazione questa possibilita', si sono arenati. Fra "Pacs" e "Dico" abbiamo solo assistito ad una genuflessione di maggioranza ed opposizione ai pressanti e potenti condizionamenti del Vaticano. Nell'attuale legislatura non credo che la situazione sara' molto diversa. Ma il tentativo di avviare il confronto e la discussione credo sia doveroso, per la mia coscienza di persona libera e –soprattutto- perche' il mandato parlamentare avuto dagli elettori me lo impone.
Per questo ho depositato, insieme al sen. Marco Perduca, uno specifico disegno di legge che estende il diritto al matrimonio a qualunque persona, indipendentemente dal sesso.
La nostra Costituzione non esclude una regolazione del matrimonio tra persone del medesimo sesso. Per cui l'intervento legislativo per rimuovere gli ostacoli sono solo piccole correzioni a quel codice civile del 1942 che, rispondendo probabilmente alle esigenze della societa' di quel tempo, sicuramente non svolge altrettanta funzione nel nostro tempo.
Oggi non e' garantita la promozione dell'uguaglianza dei cittadini nello sviluppo della propria personalita' (articolo 3, secondo comma, della Costituzione), la salvaguardia della liberta' nella scelta delle forme di convivenza (articolo 2 della Costituzione) e l'instaurazione di una cornice di eguaglianza nel godimento dei diritti senza discriminazione di sesso, opinione o altre condizioni personali o sociali (articolo 3, primo comma, della Costituzione).
L'articolo II 81 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea vieta ogni forma di discriminazione, compresa quella fondata sull'orientamento sessuale. Quale peggiore discriminazione di quella che vieta l'accesso ad un istituto pubblico e all'esercizio del diritto al matrimonio in base alle proprie preferenze sessuali?
Nei cinque articoli del disegno di legge, con l'articolo 1 si introduce l'articolo 90-bis del codice civile in cui si specifica come il matrimonio e' soggetto alle stesse condizioni e produce gli stessi effetti indipendentemente dal fatto che gli sposi siano di diverso o del medesimo sesso. L'articolo 2 dispone una serie di modifiche del Codice Civile, in particolare sostituendo all'espressione "marito e moglie" quella de "i coniugi". L'articolo 3 interviene sulla legge 40/2004 in materia di procreazione assistita, permettendone l'accesso anche alle coppie dello stesso sesso, mentre con gli articoli 4 e 5, in materia di uso dei cognomi, si sostituiscono due articoli del codice civile sull'acquisizione e la possibilita' di utilizzare il cognome dell'altro coniuge.

Qui il testo del disegno di legge e la relativa relazione.

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sabato 17 maggio 2008

Diego Galli, Radio radicale, i risultati della conferenza “Amore civile”.

I lavori proseguono per la riforma globale del diritto di famiglia.
(Tellusfolio) La conferenza “Amore civile” è stata unanimemente considerata un successo per chi vi ha partecipato e per i pochi, sostanzialmente gli ascoltatori di Radio Radicale, che ne hanno potuto conoscere i contenuti. www.radioradicale.it/amorecivile

Intervenendo nel corso del convegno, sabato scorso Luigi Manconi ha detto a proposito dell'espressione “Amore civile” scelta come titolo della conferenza per la riforma del diritto di famiglia:
«Questo titolo, che corrisponde come sapete al titolo del capitolo di un libro che ha dato origine a questo dibattito, l'amore civile, è una definizione che non va considerata come una tra le molte. Penso che sia felicissima come formulazione letteraria e sapientissima come senso politico, perché noi stiamo parlando di quella democrazia dell'intimità che è poi l'esito di una discussione che in Italia e in Europa ha una storia ormai quasi quarantennale, che ha fatto sì che si considerasse la sfera delle relazioni private, l'ambito degli affetti, la dimensione dei rapporti personali, come questione politica decisiva».

Nonostante i molti lanci di agenzia, nessun giornale ha riportato i contenuti della conferenza stampa di presentazione dei risultati della tre giorni di conferenza.

Eppure, intervenendo alla conferenza stampa, il presidente dell'Arcigay, Aurelio Mancuso, ha affermato che «questa conferenza stampa rappresenta per noi un primo buon segnale in una situazione sociale per noi preoccupante», e diversi parlamentari del Partito democratico sono intervenuti per aderire all'impostazione innovativa data dalla conferenza alle tematiche legate ai nuovi diritti civili.

Roberto Giachetti, parlamentare del Partito democratico, ha ad esempio esplicitamente aderito «a un'impostazione, dopo che noi per parecchi anni abbiamo captato nel mazzo una serie di questioni che si sono trasformate in delle vere risse ideologiche, probabilmente provare un approccio complessivo che cerchi di riportare ogni argomento all'interno di un quadro generale che è quello della riforma del diritto di famiglia potrebbe essere un approccio che dà un'impostazione più serena all'analisi e anche più organica».

Amore civile non si è concluso il 12 maggio, giorno dell'anniversario del referendum sul divorzio. Unanimemente i partecipanti, infatti, nel corso dell'assemblea svoltasi la domenica mattina, hanno deciso di costituirsi in “conferenza permanente per la riforma globale del diritto di famiglia”, i cui lavori, che porteranno alla stesura di un progetto di legge organico, sono articolati in una serie di commissioni tematiche:

- Forme di famiglia e loro tutela
Riconoscimento delle unioni civili, dei legami familiari diversi dalla famiglia nucleare, delle comunità intenzionali, del cohousing, equiparazione dei figli nati dentro e fuori del matrimonio
- Separazione, divorzio e mediazione familiare
Convenzioni matrimoniali, regime patrimoniale del matrimonio, prenuptial agreements, divorzio breve, condizione e affidamento dei minori nella separazione e nel divorzio, potestà e responsabilità genitoriale, diritti e doveri nei rapporti tra genitori e figli, riforma della solidarietà post coniugale, introduzione della mediazione familiare
- Procreazione assistita, interruzione della gravidanza
Superamento della legge 40, diritto costituzionale alla salute e diritti del nascituro, definizione di persona secondo la legge vigente
- Violenza in famiglia, violenza contro le donne, discriminazioni di genere
Parità tra individui all'interno delle famiglie, modifica della legge 154/2001, omofobia, tipizzazione dei reati familiari e contro la persona, mobbing familiare
- Filiazione e adozione
Riforma tempi e ostacoli all'adozione, adozione da parte del single, abrogazione adozioni “di serie B”
- Successioni
Riforma dell'istituto della legittima, riforma del testamento

Qui per aderire alla conferenza permanente

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venerdì 16 maggio 2008

Giornata mondiale contro l'omofobia. Depositate oggi in Parlamento dai radicali due proposte di Legge.

In occasione della giornata mondiale contro l'omofobia, sono state oggi depositate due proposte di legge, una contro l'omofobia, prima firmataria la deputata del Pd Anna Paola Concia e la seconda per la difesa dei diritti delle persone transessuali, prima firmataria Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani.
La proposta di legge contro l'omofobia, prima firmataria Anna Paola Concia, già depositata nella scorsa XV Legislatura dal deputato Franco Grillini più altri, frutto del lavoro di Stefano Fabeni, insieme a giuristi ed esperti di Arcigay, ha l'obiettivo di garantire l'attuazione delle direttive sulla parità di trattamento in maniera conforme alle disposizioni europee, con particolare riferimento alla direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, e alla direttiva 2000/43/CE del Consiglio, del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica. Tra gli obiettivi della proposta vi è quello di assicurare che l'ordinamento protegga in modo sostanziale il principio di parità di trattamento garantendo un medesimo livello di protezione a tutti i cittadini e gruppi sociali, indipendentemente dai motivi di discriminazione.

La proposta di legge in materia di correzione dell'attribuzione di sesso, prima firmataria Rita Bernardini, (depositata nella XV Legislatura dal deputato Franco Grillini), ha l'obiettivo di garantire maggior protezione all'identità delle persone transessuali ed è una riforma della legge voluta dai radicali nel 1982 come già avviene in Spagna e nel Regno Unito. L'esperienza di vita delle persone transessuali e transgender, così come la ricerca scientifica in quest'area, hanno ampiamente dimostrato come l'equilibrio psico-fisico della persona transessuale non implichi necessariamente l'adeguamento chirurgico dei genitali, che - al contrario - spesso viene forzato dalla necessità di «regolarizzare» una situazione intermedia che dà luogo a discriminazioni che talvolta portano alla privazione dei diritti fondamentali, tra cui il diritto alla riservatezza dei dati personali sensibili, quali quelli relativi alla salute e alla vita sessuale. L'intervento chirurgico diviene in alcuni casi un «intervento forzato» in assenza del quale la persona è privata della dignità e dei diritti di cittadinanza, costretta ad una «esistenza legale» che non corrisponde all'identità, all'aspetto esteriore e al ruolo sociale che si viene ad assumere. Non a caso negli ultimi anni la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo ha progressivamente riconosciuto l'esistenza di un diritto fondamentale all'identità di genere che, anche sotto l'aspetto del riconoscimento giuridico, non deve necessariamente dipendere dall'intervento chirurgico di riattribuzione dei genitali .

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lunedì 12 maggio 2008

La riforma dei radicali per la famiglia: Matrimoni gay e adozione ai single.

"Diritto di famiglia sia adeguato ai tempi ed europeo".
(Apcom) Matrimonio tra persone dello stesso sesso, registro delle unioni civili, possibilità per i single di adottare bambini, eguaglianza piena fra figli legittimi e naturali. I Radicali riprovano dall'opposizione ad ottenere quello che non non sono riusciti ad avere nei due anni al governo, ovvero una vera e propria riforma del Diritto di famiglia, per renderlo "europeo e adeguato ai tempi". Sette proposte di legge, per ora firmate dalla pattuglia di parlamentari radicali e da qualche collega del Pd: Ileana Argentin, Paola Concia, Franca Chiaromonte, Roberto Giachetti. Ma l'obiettivo, pur difficile, è quello di raccogliere firme 'bipartisan', visto che per Marco Cappato "è possibile, anche con una maggioranza di centrodestra, portare avanti queste riforme".

La prima Pdl del pacchetto mira direttamente al matrimonio omosessuale, grazie alla modifica dell'articolo 91 del codice civile per sancire che "la diversità di sesso tra gli sposi non è condizione necessaria per contrarre matrimonio". Prevista tuttavia una norma transitoria per non applicare alle coppie omosessuali le disposizioni sulle adozioni, in attesa di una direttiva specifica. Sulle adozioni si interviene però con un'altra Pdl, che estende anche ai single la possibilità dell'adozione 'piena', senza le limitazioni a casi particolari previste oggi. Gli interventi normativi proposti riguardano l'estensione ai figli naturali di tutti i diritti previsti per i figli legittimi, il diritto per la madre di trasmettere il proprio cognome ai figli, il divorzio 'breve'.

Ancora, si vuole estendere ai figli naturali tutti i diritti, compresi quelli in materia di successione, e riconoscere alla madre il diritto a dare il proprio cognome (come primo cognome) ai figli, mentre oggi prevale quello del padre. E poi il divorzio 'breve', e infine l'istituzione del registro delle unioni civili per persone di sesso diverso e dello stesso sesso, "per dare forma e sostanza giuridica alle decine di migliaia di coppie di fatto".

Altre due proposte di legge arriveranno sabato prossimo, in occasione della Giornata contro l'omofobia e la transfobia: il "Tavolo di lavoro permanente per la riforma del diritto di famiglia", altra proposta dei Radicali, presenterà altre due Pdl: la prima contro le discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere, e la seconda con "Norme in materia di correzione dell'attribuzione di sesso", un testo che, sulla falsariga delle recenti leggi già in vigore in Gran Bretagna e Spagna, mira al riconoscimento giuridico dell'identità di genere indipendentemente "dall'intervento chirurgico di riattribuzione dei genitali".

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sabato 10 maggio 2008

L'addio a Maria Ornella Serpa. Il ricordo oggi a Roma.

Sono stati fissati per oggi a Roma un laico ricordo di Maria Ornella Serpa.
Un ufficio funebre civile, insieme alle amiche e agli amici, la ricorderà alla Casa Internazionale delle donne, in via della Lungara n. 19 a Roma, a partire dalle 16,30.
Spesso citata dai media come la "sindacalista delle prostitute romane", Maria Ornella è morta improvvisamente venerdì a Roma ed è da da sempre stata una delle maggiori attiviste, femministe radicali. La sua morte a Roma, e non solo, ha suscitato emozione, dolore, ed incredulità.
Alla famiglia ed alle amiche ed a chi gli sono stati più vicini le condoglianze di tutta la nostra redazione. Ciao Ornella!

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lunedì 28 aprile 2008

Prime dichiarazioni. La Binetti a tutto campo, contro i Radicali e contro la Sinistra Arcobaleno.

Pd. Binetti, spero che i Radicali restino fuori dal gruppo in Parlamento.
"Secondo una linea che è a loro congeniale".
(Adnkronos) "Spero che i Radicali scelgano di stare fuori dal gruppo parlamentare del Partito democratico". E' l'auspicio che esprime Paola Binetti, dal comitato elettorale di Rutelli. "Mi auguro che i Radicali, seguendo una linea che peraltro e' a loro congeniale restino fuori dal Pd. Ma il mio -tiene a precisare la Binetti- e' un parere personale, se vogliamo anche molto facile da immaginare...".
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Elezioni Roma. Binetti a Sinistra Arcobaleno, Rutelli-Sansone non morirà con i filistei.
"Ho il dubbio che non l'abbiano sostenuto nel voto per il Campidoglio".
(Adnkronos) "Sinceramente, penso che vi sia stato un disimpegno della Sinistra arcobaleno nell'appoggiare la candidatura di tutto il centrosinistra di Francesco Rutelli a sindaco di Roma". Il dubbio viene espresso dalla parlamentare del Pd Paola Binetti, all'ADNKRONOS, al suo arrivo nella sede del comitato elettorale per Rutelli sindaco.

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sabato 12 aprile 2008

Elezioni: Pannella, "Boselli è il vero socialista di Berlusconi".

(Agenzia radicale) ''I purissimi socialisti di Boselli sono in realtà i socialisti scelti in modo patentissimo da Silvio Berlusconi, a tal punto che Silvio Berlusconi ha totalmente oscurato dalla campagna elettorale i 'suoi socialisti ufficiali'''. È quanto afferma Marco Pannella. ''Mai una volta in un dibattito - sostiene il leader dei radicali - la componente socialista interna al fronte berlusconinao è stata menzionata. Perché? Perché chiarissimamennte il socialismo unificato di Boselli, ha un solo compito, il principale: vedere di far togliere, giocando la carta trasformistica e opportunistica che ininterrottamente Boselli da circa 10 anni assicura, l'uno o il due o il tre o il quattro per cento dei voti a Veltroni''.

Continua su Il voto gay.

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sabato 1 marzo 2008

Nasce a Roma, sabato 1 marzo, l'associazione radicale "Certi Diritti".

Tutela dei diritti civili, liberazione sessuale, lotta alla violenza omofobica e transfobica, iniziative per la riforma del diritto di famiglia.
(Agenzia radicale) Nasce a Roma il 1 marzo 2008 l'Associazione radicale 'Certi Diritti'. L'Associazione oltre a battersi sui temi della liberazione sessuale, caratterizzerŕ il suo impegno nella promozione di iniziative politiche, giuridiche e culturali finalizzate alla tutela dei diritti civili in materia di identitŕ di genere e per la promozione di campagne informative sull'educazione sessuale, contro ogni forma di violenza omofobica, transfobica, contro la penosa, umiliante e discriminatoria legge 40 sulla fecondazione assistita e per promuovere campagne contro la violenza sulle donne.

Con questi e altri obiettivi l'Associazione intende essere protagonista della Conferenza permanente per la Riforma del Diritto di Famiglia e ispirare il suo impegno alle lotte nonviolente di quanti hanno combattuto e vinto il razzismo, la segregazione e la discriminazione per garantire l'importanza dell'affermazione ovunque dei diritti civili.

L'Associazione dedica le sue iniziative alla memoria di Makwan Moloudzadeh (il ragazzo di 21 anni impiccato in Iran il 5 dicembre 2007 perché accusato di aver commesso atti omosessuali) e a coloro che hanno sofferto abusi , discriminazioni e violenze a causa del proprio orientamento sessuale.

I lavori del Congresso costitutivo, che saranno preceduti da una serie di Relazioni sui temi dei diritti civili, ai quali parteciperanno parlamentari e dirigenti radicali, si svolgeranno sabato 1 marzo, a Roma, dalle ore 9.30 alle ore 20, presso la Sala delle Bandiere del Parlamento Europeo, Via Quattro Novembre, 149 (tra Via Nazionale e Piazza Venezia).
In apertura dei lavori sono previste le seguenti Relazioni:

  • Conferenza permanente per la Riforma del Diritto di Famiglia, Bruno De Filippis, Giurista;
  • Le famiglie nella Costituzione, cosa non dice l'art. 29. Trucchi e manipolazioni nel dibattito pubblico; Mario Di Carlo, Avvocato;
  • La rete Lenford, avvocatura per i diritti LGBT Associazione italiana di avvocati che si occupa della tutela giudiziaria delle persone (e coppie) omosessuali. Francesco Bilotta, Avvocato, Docente di Diritto Privato presso l'Universita'di Udine.
  • Il movimento di liberazione sessuale, alcune proposte di azione, Enzo Cucco, Direttore Fondazione Sandro Penna di Torino;
  • L' Europa dei diritti, di Ottavio Marzocchi, radicale, funzionario del Gruppo Alde del Parlamento Europeo;
  • Le adozioni per le persone gay, perché no? di Chiara Lalli;
  • Il no al registro delle unioni civili a Roma , di Massimiliano Iervolino, Segretario Radicali Roma

Per Informazioni certidiritti@radicali.it
Ufficio Stampa: 337-798942

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martedì 26 febbraio 2008

Veltroni in difficoltà. Nel Pd esplode la "bomba" cattolica.

Imbarazzo. Walter Veltroni non lo lascia trasparire pubblicamente. Preferisce ricordare che «serve unità e rispetto reciproco», ma è chiaro che lo scontro tra laici e cattolici rischia di far esplodere il Pd.
(Nicola Imberti - Il Tempo) E il segretario non può certo far finta di niente visto che, a scatenare la bagarre, è stato proprio lui con la sua testarda voglia di ospitare i Radicali nelle sue liste.
Una decisione che ha mandato su tutte le furie addirittura Famiglia cristiana, il settimanale dei paolini considerato in passato vicino a posizioni uliviste. Un segnale chiaro che, stavolta, Veltroni ha passato il segno. Così, in un editoriale dal titolo «Pasticcio veltroniano in salsa pannelliana», la testata cattolica si lancia in una lunga intemerata nei confronti del Pd.
Secondo Famiglia Cristiana «i radicali hanno una concezione "confessionale" della loro identità. Ogni scelta, ogni nome ha valore simbolico. La squadra di candidati, negoziata con Walter Veltroni, ha una forte fisionomia radicale, connotata su battaglie che, come ha detto Emma Bonino, "non si interrompono affatto"».
Quali siano queste battaglie, sottolinea il settimanale, è chiaro: aborto, eutanasia, depenalizzazione della droga, abolizione del Concordato e dell'8 per mille. E, «sopra ogni cosa, un'ideologia libertaria, in salsa pannelliana, alternativa alla storia e ai principi etici, economici e sociali di questo Paese».
Certo, continua Famiglia Cristiana, i cattolici potrebbero «non preoccuparsi della pattuglia di radicali nelle liste del Pd se si potesse esercitare il voto di preferenza. Ma siccome le liste sono bloccate, un candidato o un altro fa la differenza, perché comporta da parte del partito l'assunzione di un progetto ideologico».
Parole dure che scatenano l'immediata reazione dei cattolici democratici. A dire il vero, più che di reazioni, si tratta di rassicurazioni. Tutti, all'unisono, spiegano che non bisogna aver paura perché le componenti cattoliche del Pd «vigileranno» sui Radicali che, fanno notare, dovranno comunque sottoscrivere il programma.
«Siamo più uniti, più determinati e fortemente motivati a evitare qualsiasi slittamento» ricorda la senatrice teodem Paola Binetti. «Manifesto e programma del Pd realizzano una sintesi equilibrata che vincola e garantisce tutti contro eventuali forzature» le fa eco il prodiano Franco Monaco.
Completa il quadro delle anime cattoliche del Pd il popolare Giuseppe Fioroni che non ha dubbi: «I Radicali, quando sottoscrivono il nostro programma e si impegnano a rispettarlo in Parlamento, credo offrano un risultato importante». E mentre il veltroniano Giorgio Tonini sottolinea che «la convergenza è avvenuta su tutto compresi i temi eticamente sensibili», Pierluigi Castagnetti invita Veltroni a chiarire che non sarà rimesso in discussione il manifesto dei valori.
Insomma, il clima all'interno del Pd è incandescente, anche perché la polemica esplode proprio nel giorno in cui il candidato premier presenta il suo programma «realistico e ambizioso» per governare l'Italia. Tra i 12 punti anche il testamento biologico, il riconoscimento dei diritti delle persone stabilmente conviventi, la difesa della legge 194. Su tutti e tre i punti, però, il segretario ha lavorato con la logica del «ma anche». Così, parlando di coppie di fatto, non si citano le unioni omosessuali. Il testamento biologico diventa uno degli strumenti per evitare l'accanimento terapeutico e la legge sull'aborto deve essere sì difesa, «ma anche» attuata in tutte le sue parti. Tra l'altro, nonostante Emma Bonino dichiari di condividere la posizione programmatica del Pd sulla pillola abortiva Ru486, nel testo illustrato dal segretario non se ne trova traccia. Che si tratti di un caso?

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lunedì 18 febbraio 2008

Pd: più vicina intesa con radicali, Bettini media.

(Ansa) Un Pd in “rapida ripresa” nei sondaggi è deciso a portare a casa la ‘partita’ con i Radicali. Un interesse testimoniato dal fatto che il compito di mediare con Bonino e gli altri è stato affidato al braccio destro di Walter Veltroni, Goffredo Bettini. Da giorni il coordinatore del Pd tiene un ‘filo diretto’ con Marco Cappato e Rita Bernardini e questa sera si è tenuto un nuovo incontro con l’europarlamentare radicale. Una riunione che fonti del Pd definiscono interlocutoria ma positiva e che avrebbe determinato passi in avanti per la definizione di un’intesa. Il via libera all’accordo, quindi, potrebbe arrivare già domani, quando, dopo che il Pd l’avrà messa nero su bianco, i radicali saranno chiamati a dire un sì o un no alla proposta dei democratici...

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sabato 22 dicembre 2007

Urgente per i Radicali da parte del Governo Prodi i riconoscimenti delle unioni civili anche omosessuali.

Mozione congiunta della Direzione di Radicali Italiani e della Giunta dell’Associazione Luca Coscioni.
Tenuta oggi, sabato 22 dicembre 2007, presso la sede del Partito radicale a Roma, trasmessa in diretta audiovideo su www.radioradicale.it, con la partecipazione di Emma Bonino e Marco Pannella, e le relazioni introduttive di Rita Bernardini e Marco Cappato.
(Radicali.it) La Direzione Nazionale di Radicali Italiani e la Giunta dell’Associazione Luca Coscioni riuniti a Roma il 22 dicembre 2007 ritengono indispensabile per la prosecuzione della legislatura che Romano Prodi ponga al centro della sua azione l’obiettivo di riforme calendarizzate per lo sviluppo del benessere, la lotta alla povertà e il rientro dal debito pubblico: in particolare l’avvio immediato di una nuova coraggiosa fase di liberalizzazioni, sia a livello nazionale che locale, seguita dal completamento della legge Biagi per la creazione di veri strumenti di welfare per i più poveri e i disoccupati, in sostituzione degli attuali strumenti assistenzialistici e statalisti.

Su questo obiettivo sono pronti a mettersi in gioco, come fino ad oggi hanno dimostrato di volere e di sapere fare, ma ritengono indispensabile che lo stesso Presidente del Consiglio intervenga con urgenza per contribuire ad interrompere – invece che, come finora è accaduto, ad aggravare – la cancellazione violenta e anch’essa suicida del soggetto politico Radicale; tale intervento, come la vittoria storica della moratoria per le esecuzioni capitali ha dimostrato, sarebbe doveroso non solo per il rispetto dei diritti civili e politici di tutti i cittadini italiani, ma per l’immagine del nostro Paese oltre che per il consenso dell’Esecutivo; in particolare propone un’azione volta a:

- consentire al Centro d’ascolto per l’informazione radiotelevisiva – il cui personale ha già ricevuto le lettere di licenziamento in ragione del boicottaggio che la RAI e l’Autorità garante per le comunicazioni hanno praticato da anni, privandosi delle informazioni necessarie al rispetto della legge - di svolgere il servizio pubblico, unico per qualità e quantità, di monitoraggio del sistema televisivo italiano;

- consentire ai Radicali di esercitare responsabilità di Direzione di un settore di comunicazione pubblica, attraverso in particolare la creazione di un settore dedicato finalmente ai diritti umani, finora incredibilmente assenti nella proposta del servizio pubblico;

- consentire una decisione politica e parlamentare che sancisca il rientro alla legalità sulla vicenda degli otto senatore eletti nel 2006 e finora esclusi dal Senato.
PROPOSTE DI RIFORMA ELETTORALE
Conferma il proprio obiettivo di realizzare una riforma “americana” delle istituzioni, attraverso presidenzialismo, federalismo, sistema maggioritario uninominale anglosassone a turno unico.

Constata che tale riforma, approvata all’inizio degli anni ’90 dal voto popolare referendario, non ha diritto di cittadinanza italiana nel confronto politico parlamentare; constata altresì che il sistema maggioritario e presidenzialista cela e pur mantiene margini di consenso nel sistema politico stesso, anche se nella versione del sistema semi-presidenziale a doppio turno alla francese;

Ritiene perciò necessario trovare strumenti e forme di proposizione della riforma maggioritaria e presidenzialisti – anche nell’opzione alla francese – ad esempio con la creazione di una lega per il maggioritario uninominale, e richiede perciò un incontro con Walter Veltroni e con Gianfranco Fini, i quali in diverso modo hanno manifestato aperture al sistema francese (oltre a Valdo Spini, che ha presentato una proposta di legge in tal senso), per proporre un accordo su questo modello e ascoltare le loro proposte.

RADICALI DELLA ROSA NEL PUGNO
Prende atto della decisione dello SDI di imporre il cambio di nome al gruppo della Rosa nel pugno, al fine di rappresentare il Gruppo parlamentare come espressione di un mero accordo elettorale. Conferma l’impegno di Radicali italiani e dell’Associazione Luca Coscioni per la realizzazione del progetto – socialista, laico, liberale e radicale – della Rosa nel pugno. Stabilisce di agire, per gli obiettivi comuni a RI e ALC, come “Radicali della Rosa nel Pugno”, con il simbolo presentato al Congresso di Padova e attraverso le definizione di responsabilità tematiche da definire in vista del Comitato di gennaio di Radicali italiani;

Impegna gli organi dirigenti a verificare, in vista del Comitato di Radicali italiani e sulla base delle esperienze e proposte sulla pubblicità della vita politica a tutti i livelli e sulle proposte locali di iniziative popolare a partire da quella sul registro delle Unioni civili a Roma, la possibilità di presentare alle prossime elezioni amministrative liste “laiche, ambientliste, referendarie di democrazia diretta”.

DIRITTI CIVILI
Considera di fondamentale importanza per le riforme di laicità su diritti civili e libertà individuali l’appuntamento del Congresso dell’Associazione Luca Coscioni, che si terrà a Salerno dal 15 al 17 febbraio; sarà quella l’occasione non solo per rafforzare l’azione parlamentare trasversale agli schieramenti su questioni di grande concretezza e urgenza come il testamento biologico, la fecondazione assistita, la ricerca sulle cellule staminali, le unioni civili, anche omosessuali, la contraccezione e l’informazione sessuale, l’aborto e la RU486, l’uscita dalla guerra violenta contro i consumatori di droghe; sarà anche occasione di rilancio per la lotta politica e giudiziaria su casi individuali, che - come dimostrato dalla vittoria personale e politica di Piergiorgio Welby in materia di diritto all’interruzione delle terapie - e dalle sentenze sulla legge 40 - hanno costituito i principali elementi di novità per le libertà di tutti; a tal proposito sostiene l’iniziativa “soccorso civile” che mira a fornire, dal sito lucacoscioni.it, tutte le informazioni necessarie a realizzare libere scelte su eutanasia, fecondazione assistita e altri dritti negati.

POLITICA INTERNAZIONALE
Si impegna a fornire il massimo sostegno all’obiettivo, deciso dal Consiglio generale del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, di organizzazione del Primo Grande Satyagraha Mondiale per la Pace.

Propone al Governo - di fronte alla sinora vaga e generica idea di “Unione mediterranea”, che rischia di concretizzarsi come istituzione esterna all’Unione europea - di rilanciare l’alternativa del rafforzamento della dimensione politica dell’Unione, degli accordi di cooperazione e della politica di vicinato, nella prospettiva della grande riforma federalista europea che consenta l’allargamento dell’Unione sull’altra sponda del mediterraneo, a partire dal completamento del processo di adesione della Turchia e dalla proposta di avviare il processo di adesione di Israele.

(approvata all’unanimità con una astensione)

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venerdì 14 dicembre 2007

Rita Bernardini: "Ma in che mondo vive Luca Volontè?" Replica sulla omofobia.

(Agenzia radicale) Ma in che mondo vive l'onorevole Volontè? - ha dichiarato Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani -. Affermare che né in Italia, né altrove esista l'omofobia equivale a comportarsi come quei fondamentalisti islamici che negano la Shoah: negare l'esistenza dell'omofobia vuol dire negare l'evidenza. Episodi di discriminazione nei riguardi degli omosessuali, infatti, sono all'ordine del giorno e il nostro paese non solo non è immune da questo fenomeno ma, al contrario, si rivela giorno dopo giorno come uno dei più afflitti dal pregiudizio omofobico, riscontrabile persino in molti atteggiamenti della nostra classe politica.

E' proprio tra i politici alla Volontè che l'omofobia attecchisce meglio, rendendoli incapaci di prendere atto di come la società cambia e si evolve, di ciò che viene comunemente riconosciuto e accettato. In nessun un luogo come in Italia la politica arranca nel tentativo impacciato di colmare la distanza da una società già matura e consapevole. Lo dimostrano la difficoltà che s'incontra ad affrontare il tema delle unioni civili e l'ostruzionismo ideologico dei fondamentalisti cattolici, che tuttora impedisce l'approvazione di una legge che riconosca alle coppie di fatto i diritti più elementari.
Volontè, inoltre, denuncia l'esistenza di una "lobby radicale" che opererebbe tra Roma e Bruxelles allo scopo di "stravolgere princìpi e fondamenti dell'ordinamento italiano". La lobby radicale di cui parla Volontè sarebbe quella, che servendosi dei regolari strumenti di controllo previsti dal Parlamento Europeo (come quello dell'interrogazione), ha consentito a Marco Cappato di chiedere conto alla Commissione del recepimento - o mancato tale - di una direttiva europea contro le discriminazioni per orientamento sessuale da parte degli stati membri, entro i termini previsti?
Bisogna ammettere che è davvero bizzarro sentire illazioni di questo genere da chi risponde pedissequamente alle direttive del Vaticano: l'unica vera lobby che, incurante della laicità dello Stato, insidia l'autonomia di coloro che dovrebbero legiferare in rappresentanza di tutti i cittadini, senza discriminazioni dovute al sesso, alla razza, alla religione, eccetera, come recita l'articolo 3 della Costituzione italiana.

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