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venerdì 16 novembre 2007

Veltroni, il registro delle Unioni Civili a Roma e la prima vera occasione.

(Wordwrite) La prima settimana di dicembre grazie soprattutto all’azione di Mario Mieli e Radicali romani il Comune di Roma voterà a favore o meno del registro delle unioni civili. Si susseguono le riflessioni soprattutto nel neonato PD e soprattutto tra gli ex margheritini del tutto nuovi a riflessioni del genere, almeno come partito. Il sindaco è anche il segretario del partito appena nato, Veltroni, che si è detto da subito, fin nel discorso al Lingotto, a favore del riconoscimento delle coppie di fatto.

Per Veltroni il primo banco di prova: dimostrare che può quello che Prodi non ha potuto. Sfruttare la forza dei numeri che lo danno vincente persino su Gianfranco Fini, per dimostrare il coraggio di fare, ultimamente una componente politica in difficoltà. Alcuni vedono in questo voto al Comune di Roma una possibile trappola per Veltroni: sia nel caso che la delibera passi, ma spaccando il Pd, sia nel caso che la cosa non passi. Ritengo invece che l’approvazione del Registro, nella città di Roma, la capitale, la città del sindaco candidato premier, può guadagnare l’ultima sponda rimasta perplessa ed estranea a guardare la formazione del PD: la comunità GLBT, che oggi La Stampa stimava in circa 2 milioni di persone. Veltroni ha la prima grande occasione per dimostrare di avere la forza di traghettare il Paese verso la modernità, oggi con il riconoscimento delle coppie di fatto, domani nel risolvere il nodo energetico o quello dello sviluppo e del rinnovamento.

Resta il nodo del senso di questo strumento: quasi nulla, visto che un Comune non può certo legiferare al di sopra dello Stato. E’ molto probabile che non molti omosessuali sfrutteranno questo registro perchè andarsi a registrare attualmente, visto che il riconoscimento effettivo non sussiste, significa solo esporsi senza tutele. Si guardi, in questo caso, ai dati della Spagna: nei primi 8 mesi in cui è stato istituito il matrimonio sono stati 1000 i matrimoni omosessuali officiati. E comunque, come aggiungerebbe il mio amico Andrea Maccarone, sarebbe giusto combattere anche per una sola coppia omosessuale.

Per conto mio continuo sempre di più a convincermi che l’estensione del matrimonio civile sia la cosa più correta, in quanto una legge per le coppie di fatto è di serie B per noi e può rappresentare una scappatoia fiscale per coppie etero o affini. La questione eterosessuale (il matrimonio light) si deve risolvere alla base: il divorzio breve e veloce in caso di assenza di figli o di altri contenziosi. Così ci si sposerebbe di più. Noi, ma anche gli etero.

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