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venerdì 16 novembre 2007

Abbracciamoci tutti insieme appassionatamente sul bus.

(Queerblog) Immaginate un autobus pieno di maschi che si abbracciano tra loro. Non è la scena di un film camp, ma la forma di protesta scelta ieri da alcuni attivisti gay e da membri del partito socialista scozzese, i quali hanno organizzato diversi hug-in (una sorta di sit-in dove, invece di stare seduti con le mani in mano, ci si abbraccia) a bordo dei bus della ditta Stagecoach tra Dundee, Glasgow ed Edimburgo.

Questa iniziativa vuole essere una risposta alla spiacevole vicenda che ha visto per protagonista una coppia gay poco tempo fa. Un passeggero dell’autobus che andava da Aberdeen a Old-meldrum si è lamentato del comportamento dei due piccioncini, i quali asseriscono che avevano semplicemente il braccio dell’uno intorno al collo dell’altro. Il conducente ha quindi minacciato i due teeneager di farli scendere e poi li ha obbligati a sedersi a debita distanza.

Vi pare possibile? Se così stanno i fatti, certo che no. Ecco dunque pronta la reazione delle associazioni, che stavolta hanno preferito essere originali, invece che limitarsi a gridare all’oltraggio con pubblici sdegni e la solita pappa. Non ci si può abbracciare sui sedili di un bus? Col cavolo, ci abbracceremo tutti insieme e vediamo un po’ se avrete qualcosa da ridire.

Personalmente sono a favore di queste forme di protesta “performative”, provocatorie e anche un po’ ironiche. Hanno più eco e sono meno vittimiste. Sempre meglio dei piagnistei luxuriosi fini a se stessi, non credete?

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