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venerdì 16 novembre 2007

Opinioni: Gegia, "Ma dov'è finito il maschio italiano"?

(Francesco Buja - Lecceprima.it) "Non dissacro voi uomini: io vi massacro". Basterebbe il titolo dell'ultima fatica letteraria di Francesca Antonaci, in arte Gegia, "Brutti, sporchi e cattivi", edizioni Manni, per comprendere l'aria che tira per l'italico maschio. "Siete diventati pesanti - affonda la brillante attrice nata a Galatina - , lo dico per esperienza maturata con mariti, fidanzati e amanti. E lo dicono molte donne". Niente rancore però. "Vi attacco come quando si critica una persona che si ama: la madre - spiega Gegia - sgrida il figlio, ma non accetta che un estraneo lo giudichi". Critica da chi ci vuole bene, insomma, ma spietata. "Sembra che un misterioso virus abbia indebolito il sesso forte. Dopo i dinosauri sta scomparendo l'uomo vero. Siete diventati competitivi, isterici, depressi. E dove andate a parare? Alle mamme, a mogli e amanti, e alla badante".

E già, l'uomo ha bisogno di protezione. "La verità è che non reggete la botta, non accettate - graffia la sempreverde Gegia- che la donna possa essere più brava di voi sul lavoro. Prima stava in casa a pulire il sedere ai bambini". E le mogli desideravano l'uomo che desse una mano in casa e ad accudire la prole. "Ora non accudisce lo stesso ma non ha nemmeno gli attributi di che possedeva quando magari aveva l'amante e gestiva una, due, tre famiglie. Adesso non sa tenere in mano la situazione. Vi ammalate e sembrate morti, in vacanza rompete, in casa ci tormentate". Magari le nuove leve sono diverse. "Macchè - non lascia scampo l'attrice-, i più giovani sembra non vogliano fare nulla. Questo perchè i genitori danno troppo. A 18 anni i ragazzi hanno già l'auto, possono studiare, hanno i soldi. Una volta c'era la guerra, non c'era da mangiare, oggi è tutto bell'e pronto".

Altro che virus allora. "Se sono proposti modelli come Platinette o il mio amico Luxuria che diventano l'uno ricchissimo, l'altro onorevole, è evidente la distorsione delle idee: i giovani pensano che si ottiene più facilmente il successo prendendo la strada sbagliata, perchè c'è chi nasce gay ma esiste anche l'uomo che ci diventa per moda o per convenienza". Allora anche la televisione è nemica dell'uomo inteso come ‘vir’. "Certo, io sono per una riforma della società, sono per la disciplina e per la genuinità, rivolterei il senso delle cose: non creerei falliti, che assaporano il dolce ma non hanno le capacità di far nulla, si illudono di poter rimanere nello spettacolo, si ostinano, e non andranno mai più a zappare la terra. Io ho conseguito la laurea in Lettere e quella in Psicologia, ho fatto la psicologa, ho vinto un reality show ("Ritorno al presente", su Raiuno, nel 2005, ndr), tengo corsi di drammaturgia (anche sulla psicanalisi dell'attore, ndr), lavoro in teatro, scrivo libri. Ma lavorando con umiltà, non infilandomi nel letto di uno importante, sempre che questo non sia dell'altra sponda...". La solita storia delle meteore televisive: guadagnano presto la ribalta sculettando ma spariscono nel dimeticatoio dopo un paio di stagioni. "Servono qualità per lavorare - ammonisce Gegia-. Bisogna studiare, mostrare attitudini: se entro sei mesi non combini nulla vuol dire che devi fare altro".

Gli attori di scarso profilo sono determinanti per la crisi del cinema nostrano? "Il cinema italiano è in crisi da sempre. Avete notato che troviamo un film di successo all'anno? Se pure... Il più recente è stato "L'ultimo bacio" (del 2000), di Gabriele Muccino, che infatti è finito in America". Ma il dramma, secondo l'attrice che negli anni Ottanta recitava con Nino Manfredi nello spot del caffè "Lavazza", il dramma sta nella televisione. "Propina valanghe di porcherie, di ideali sbagliati: una soap opera propone una donna che è andata con il fratello del marito, il suocero, che cambia facilmente uomo. Esempi che non sappiamo quali devianze generano in una ragazzina". Gegia aveva puntato sulla tv dei ragazzi (ricordate "Big", dall'88 al '90, per la Rai? Ndr). "Ora mostrano culi e cronaca nera anche alle cinque del pomeriggio: ma esistono i tg delle 20 per mostrare queste cose....!". Molti si lamentano della televisione, ma nelle alte sfere dei massimi sistemi della telecomunicazione son tutti sordi? "Troppi interessi a certi livelli. C'era Beppe Grillo, c'era quel comico che diceva cose interessanti prima di mettersi a leggere Dante, ora alcuni sono stati banditi, altri si sono adeguati". Insomma, l'uomo non riesce manco nell'amabile gioco del "castigat ridendo mores". Ma quello salentino si discosta almeno un po' dal naufragio nazionale? "Non lo so - confida la dottoressa Antonaci -, ho sposato un veronese e un romano e ho avuto uomini di altre regioni italiane. Con un salentino dovrei provare". Signora Gegia, attendiamo allora il prezioso scoop.

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