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venerdì 5 settembre 2008

Isola dei Famosi. Giuseppe Lago:"La lite con Luxuria è pura invenzione".

(Tvblog) Direttamente da Molveno, sede del ritiro dei naufraghi de L’Isola dei Famosi 6, dove hanno soggiornato per tre giorni la scorsa settimana dedicandosi al training per affrontare i “pericoli” in Honduras, ecco la prima intervista ad uno dei concorrenti. Si tratta nello specifico di Giuseppe Lago, ex tronista di Uomini e Donne e partecipante di Vero Amore.

Dopo circa 4 ore di viaggio siamo arrivati ad Andalo. Lì abbiamo preso la bidonvia che ci ha portato a 1.200 Mt presso il rifugio Piccola Baita. Un percorso in salita durato circa 15 minuti mentre alle nostre spalle si stagliava il panorama splendido del Lago di Molveno. E dopo un ...

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mercoledì 27 agosto 2008

Sesso, scende Il 'macho' e sale il 'bravo ragazzo'.

(Adnkronos Salute) Addio sciupafemmine (... ma degli sciupapatte non parlano mai?) dagli addominali scolpiti e l'aria poco affidabile, impegnati a far strage di cuori. Secondo i maschi del 2008 sono più importanti onore, fiducia in se stessi e rispetto degli altri, piuttosto che fascino e successo col gentil sesso. Lo rivela un'indagine condotta dai ricercatori dell'Indiana University (Usa) su un esercito di uomini di otto Paesi del mondo, Italia compresa. Una ricerca che in poche pagine sfata gli stereotipi della virilità. Lo studio, pubblicato sul 'Journal of Sexual Medicine', è stato condotto su 27 mila italiani, tedeschi, americani, britannici, spagnoli, brasiliani, messicani e francesi.

E sembra testimoniare una sorta di rivoluzione per il cosiddetto sesso forte: in barba alle classifiche sugli addominali più hot che impazzano sulla stampa, il vero uomo non è il macho affamato si sesso, ma un bravo ragazzo affidabile e rispettato, attento a famiglia e coppia. Senza troppe differenze fra età e nazionalità, infatti, gli intervistati hanno detto che stare bene in salute, godere di una vita familiare serena e di un buon rapporto con la propria compagna è più importante, per la propria qualità di vita, rispetto ai beni materiali o all'aspetto puramente sessuale. Lo studio, parte del progetto 'Males' (acronimo di Men's Attitude to Life Events and Sexuality), puntava a disegnare le caratteristiche della virilità e della qualità di vita per gli uomini di oggi, con o senza problemi sessuali.

Ebbene, se il 16% del campione ha confessato qualche difficoltà di erezione, sull'idea della virilità sembrano tutti d'accordo. "Molti significati, positivi e negativi, si agganciano al termine virilità - spiega Julia Heiman, direttore del Kinsey Institute dell'Indiana University, fra gli autori dello studio - Chiedere a un vasto campione maschile che cosa voglia dire virilità è molto utile per la ricerca. E i risultati mostrano che dovremmo essere più attenti a chiedere, piuttosto che presumere di sapere".

Insomma, secondo i maschi moderni essere giudicati uomini d'onore è una componente essenziale per la virilità. Mentre l'importanza data al successo con il gentil sesso, più contenuta, non cambia se si hanno problemi nell'intimità. Anzi, pensare di ricorrere a delle cure per trattare questi problemi non modifica l'idea di virilità scolpita nella mente degli uomini.

Ma qual è l'aspetto più importante per i nuovi 'uomini veri'? Italiani, britannici e tedeschi pensano che "avere il controllo della propria vita" sia la caratteristica più importante di un vero macho, mentre per tutti gli altri al primo posto c'è l'essere riconosciuti come uomini d'onore.

L'indagine, infine, punta il dito sul trionfo dei sentimenti: per la maggioranza degli intervistati, il rapporto di coppia supera il piacere sessuale nella classifica delle cose davvero importanti. Insomma, magari le compagne non se ne sono ancora accorte, ma gli uomini moderni hanno messo in cantina il mito della 'sexy-canaglia', per investire nella salute della propria relazione sentimentale. Come dire, per lui amore batte sesso due a zero.

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sabato 23 agosto 2008

Prostituzione maschile. Le savonesi e il gigolò.

(Federico Biglieri - Il secolo XIX) La psiche femminile, in pratica quanto di più imperscrutabile esista nell’universo. Tanto contorta quanto adorabile. Soprattutto quando il discorso scivola su amore e sesso, le due facce della stessa medaglia: quella della seduzione.

Una statistica di qualche giorno fa ha sentenziato l’impennata delle “divise” (Polizia, Carabinieri e Aviazione su tutte) nei sogni proibiti del gentil sesso. La motivazione più diffusa: danno sicurezza.

In un momento particolare della società moderna dunque, dove è l’apparenza a dispensare felicità e autocompiacimento, si scopre che le donne risultano essere sempre più sole, alla disperata ricerca di protezione esterna. Disposte a tutto pur di ottenerla. Anche a pagare.

Quella dei gigolò infatti non è una realtà presente solo nei film di Richard Gere o nelle periferie chic della Milano bene. Anche distinte signore savonesi ricercano prestanti fusti per trascorrere una serata da principesse. Parola di Zac. «Ho una dozzina di clienti “fisse” nella provincia. Più alcune occasionali, quantificabili in una trentina all’anno. Tutte divise tra Savona città e il ponente, soprattutto Alassio e Albenga».

Zac è un ragazzo italotedesco di 33 anni. Arrivato in Italia ventenne e senza un soldo, ha iniziato subito a vendere il proprio corpo . «Ora, se mi va proprio male, mi entrano tremila euro al mese». Alto quasi un metro e novanta, carnagione scura, fisico asciutto e allenatissimo, Zac fa la spola tra Torino e Genova, dispensando piacere a signore di tutto il Nord-Ovest. «Di solito mi chiamano donne tra i 40 e i 60 anni, anche se mi è capitato più volte di incontrare over 70. Uno può pensare all’estetica, al sesso, al piacere carnale: nulla di tutto ciò. Le donne a me chiedono serate da “regine”, un po’ di ascolto e tanta tenerezza. Non cercano solo rapporti sessuali, ma antidoti alla solitudine».

Nulla di più lontano quindi dalla prostituzione femminile, con maschi ingordi che cercano piaceri immediati e a basso costo. «Ho vestiti alla moda, una Mercedes Slk e accessori di gran classe. Passo a prendere i miei “tesori” e poi ci spostiamo, per timore di essere scoperti: di solito verso ponente, Sanremo o Nizza. Frequentiamo ristoranti e locali ricercati, e se c’è la volontà di proseguire l’avventura sotto le lenzuola non noleggiamo certo una losca stanza di motel». Per questo la “tariffa” è così elevata. «Per meno di 150 euro non mi muovo. Poi dipende da cosa mi viene richiesto, dai luoghi che si visitano. Ci sono molte variabili».

Unica costante: la capacità di ascolto. «Spesso sono donne belle, ricche e colte. Ma trascurate dal marito, oppure “scottate” da una storia andata male. Donne che non potrebbero sopportare altri rifiuti, altre delusioni. A loro, io regalo un lieto fine». Molta psicologia dunque. Ma qualche episodio “spinto”, a un gigolò, sarà pur capitato. «Noto abitudini particolari, questo sì. Ad esempio, una signora teneva nella borsetta una cornice con la foto del marito, che prima di spogliarsi appoggiava sul comodino per fissarla durante il rapporto. Diffuse anche le “coincidenze simulate”, durante le quali mi fingo un fattorino o un postino che, casualmente, inizia a sedurre la signora che ha aperto la porta, alias la mia cliente. Ma anche queste ultime fanno parte del discorso sulla paura del rifiuto: imitare situazioni reali sapendo già che tutto finirà per il meglio».

Non è un lavoro (regolare), non è un hobby, non è la follia di un momento. «Per me è semplicemente un piacere. Adoro regalare alle donne quello che non trovano nella vita di tutti i giorni». E le donne savonesi cosa cercano più di tutto? Sorride. «Questo non lo posso dire».

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La sindrome Lolita: ragazzi cresciuti troppo in fretta.

Io sono adolescente - Simone Beri

(Un’immagine della mostra Io sono adolescente )

(Panorama) Televisore acceso, Ipod nelle orecchie, computer collegato, palmare in funzione. “Claudio, quindici anni, sta facendo una ricerca per la scuola su internet. Arriva un messaggio sul telefonino a cui risponde immediatamente. Di lì a qualche minuto invierà a YouTube un video buffo girato in classe, visiterà alcuni blog e si connetterà a una chat dove parlerà con altri ragazzi di musica rap. Prima di andare a dormire, invierà alcune foto scattate con il telefonino su MySpace”.

Claudio è solo uno dei “ragazzi che crescono troppo in fretta” raccontati nell’ultimo libro dalla psicologa Anna Oliviero Ferraris. La sindrome Lolita, aldilà del riferimento letterale, è infatti un fenomeno trasversale. Coinvolge maschi e femmine, centri e periferie senza distinzioni di sorta. Così, storie simili a quella di Claudio, ne esistono a migliaia: piccole femme fatale e giovani latin lover in erba; tredicenni impaurite e ventenni pieni di complessi, e via proseguendo in un piccolo vortice che si trsforma spesso in psicodramma. Con simili premesse, inevitabile che i primi ad entrare in cortocircuito sono proprio i genitori.

La soluzione – suggerisce la Ferraris – nasce dal chiarimento di un equivoco: non è vero infatti che “la libertà delle persone coincide con il fruire di una meteora inesauribile di emozioni”. Il punto è che se è vero che “un’intelligenza senza emozione ci rende simili ad automi”, è altrettanto assodato che “un’emozione senza intelligenza ci lascia troppo esposti ai maghi della suggestione”. Più che i bambini e gli adolescenti, il vero problema riguarda dunque innanzitutto gli adulti, vittime, in queste come in altre circostanze, di una “generazione di transizione”. A loro, la possibilità di sciogliere l’arcano, che con il libro della Ferraris sembrerebbe più a portata di mano.

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giovedì 21 agosto 2008

Strip Tease: A lezione di spogliarello ma...

Se il vostro sogno e’ quello di diventare spogliarellisti professionisti, in Italia esiste una sorta di scuola che propone un corso portato avanti da tale J.T. Stone, a suo dire fatto per non diventare strip men improvvisati e imparare tutto quello che c’e’ da sapere.

Si legge nella presentazione del corso: "Direttamente da "Porta a Porta" il primo ed unico stripman d'Italia ricco di esperienza, più di mille stripshow in Europa e negli States, impartisce lezioni di spogliarello maschile, femminile e strip tease, anche a domicilio. Ottimo per aspiranti professionisti e utile per sorprendere il vostro o la vostra partner!"

Ammettiamo di essere particolarmente dubbiosi circa il risultato finale del corso e le fotografie che campeggiano nel sito non ci aiutano a cambiare idea. Diciamola tutta se il rischio è quello di diventare "coatti"preferiamo non addentrarci in un corso del genere se invece anche voi, come qualcuno in redazione, ci accusa di avere solo dei pregiudizi e di essere snob, accomodatevi e cliccate qui per saperne di più. Noi ci teniamo i nostri dubbi...
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mercoledì 20 agosto 2008

GF8. Thiago dalla Casa...al muro. Con foto sensuali "Ecco il mio calendario per il 2009".

(Emanuela Sandali - TGCom) Sono passati pochi mesi da quando Thiago è uscito dalla porta rossa del Grande Fratello 8, ma è già tempo di bilanci. Tgcom ha incontrato il mouruzinho della Casa di Cinecittà che ha raccontato come sta andando la sua prima estate da vip. In barca a vela in Sardegna Thiago ha anticipato i progetti per l'autunno: "Uscirà un mio calendario per il 2009: le foto sono piuttosto sexy". Ma Benedetta lo sa? "Ancora mia moglie non le ha viste..."

Vacanza in barca a vela, calendario: insomma, non male come inizio di carriera
Si, in effetti sono molto contento: sto girando l'Italia, cosa che prima non ero riuscito a fare perchè d'estate dovevo lavorare, non avevo nè tempo, nè soldi. Adesso invece mi sto davvero godendo le bellezze di questo Paese. Sono stato in Puglia, in Sicilia, ora sto visitando la Sardegna: qui ci sono posti meravigliosi, delle spiagge vergini che mi ricordano le mie in Brasile: da bambino andavo sempre in un'isoletta di 52 spiagge. Vedendo la costa sarda mi sento a casa...

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sabato 16 agosto 2008

Jonas brothers, il ritorno delle boy bands.

Saranno i nuovi U2 oppure i nuovi Backstreet Boys? Resteranno per anni nei cuori delle teenagers di tutto il mondo o saranno soltanto delle comete che dureranno qualche stagione? Ancora nessuno conosce il destino della famosa band formata dai tre fratelli Jonas, ma che, nel frattempo, sta facendo ballare a ritmo di rock tutti gli Stati Uniti e si prepara a far cantare tutte le ragazzine europee le loro più famose canzoni: “S.O.S”, “Hold On” o “When You Look Me In The Eyes”.
Oltre che per la bravura nel canto e nello scrivere canzoni i Jonas Brothers sono conosciuti per le loro collaborazioni, Miley Cyrus, Demi Lovato e Selena Gomez in testa, senza scordare che hanno aperto ogni data del nuovo tour di Avril Lavigne. I giornali da tempo cercano da tempo il pretesto per piazzare i Jonas Brothers sulle prime pagine di cronaca rosa per affibbiargli qualche flirt, ma finora l’unico fidanzamento confermato è stato quello tra Nick Jones e Miley Cyrus, smentendo tutti i vari flirt con Demi Lovato, Selena Gomez o Chelsea Stub. I tre hanno inoltre hanno affermato di non aver mai fumato né bevuto alcolici né assunto sostanze stupefacenti e l’anello, detto “della purezza”, che i tre hanno testimonia l’impegno di arrivare vergini al matrimonio… Cosa ne pensate dei Jonas Brothers??? Vi piacciono??? Riusciranno a sfondare in Europa come negli USA??? E tutti questi presunti flirt, ci sarà un velo di verità?

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venerdì 15 agosto 2008

L'Italia razzista supera ogni limite e, per bocca del prefetto di Roma, lancia una proposta aberrante: perchè non usiamo i ragazzini Rom come schiavi?

(Roberto Malini - Gruppo EveryOne*) I movimenti razzisti hanno sempre fatto uso di immagini simboliche forti, utilizzate nella propaganda per porre in rilievo la presunta superiorità di una razza rispetto a quelle perseguitate. Qualche mese fa divulgai in un forum romano un manifesto publicitario del 1930, che presentava l'immagine di un giovane lustrascarpe nero intento a lucidare gli stivali di un uomo bianco. E' un paradigma, assai conosciuto negli ambienti neofascisti e intolleranti. A Monza, un agente di polizia obbliga i ragazzini Rom - secondo alcune testimonianze - a lustrargli gli stivali, in segno di sottomissione. Poi, li umilia con una mancia. Non mi giunge inattesa la proposta del prefetto di Roma Carlo Mosca: impiegare gli adolescenti maschi di etnia Rom nell'attività di lustrascarpe - "sciuscià" è stata la definizione del prefetto - davanti ai supermercati, simbolo dell'opulenza e del potere d'acquisto dell'italiano. Non dico che Mosca abbia prospettato quest'ipotesi, che umilierebbe i giovani Rom in perpetuo di fronte agli italiani, mettendoli in ginocchio davanti a loro e alla loro opulenza, simili a schiavi, con un proposito apertamente razzista. Affermo però che l'idea di Mosca - figlia naturale della cultura imperante, improntata al'odio razziale - rappresenterebbe la piena realizzazione di un progetto di annientamento morale delle nuove generazioni Rom, progetto che è in corso da tempo, nel nostro Paese. Ve lo immaginate, il ragazzino Rom dalla pelle scura, malvestito, macilento e malinconico prostrato davanti al coetaneo italiano dalla pelle bianca, ipernutrito ad hamburger, patatine e coca-cola e intento a pulirgli le scarpe, con le labbra vicine alla pelle sintetica delle sue Nike? Di fronte alle critiche - per la verità nemmeno troppo accese, di fronte a un abominio di intolleranza inimmaginabile fino a cinque anni fa, che fa il paio con il rilievo delle impronte digitali ai bambini 'zingari' - il prefetto di Roma ha risposto: ''Non mi rimangio una sola parola. L'importante è garantire il diritto di lavorare e creare un senso di responsabilità nuovo e l'idea deve essere condivisa con le comunità Rom. La mia proposta prevede ovviamente il rispetto delle leggi italiane sul lavoro, è una proposta che riguarda solo chi è sopra i 14 anni''.
Incredibilmente, alcune personalità politiche, anche di "sinistra" ("sinistra" oggi andrebbe sempre scritto fra virgolette), difendono l'ipotesi di Mosca. Il ministro ombra della Difesa Roberta Pinotti (Pd) commenta che a suo parere l'idea di Mosca esprime "il buon senso di chi conosce il tema dei Rom e lo ha approfondito". Poi però ci ripensa e afferma che "forse però Mosca ha usato un'immagine folkloristica, per sottolineare un'esigenza che mi sento di condividere: valorizzare le capacità di questi ragazzi che sono da sempre molto bravi nei lavori manuali". Un'affermazione assurda, perché i ragazzi Rom hanno le stesse potenzialità di tutti gli altri tanto nei lavori manuali che in quelli intellettuali e sarebbe opportuno consentire loro di compiere qualsiasi genere di studio, anziché diventare gli "schiavetti" dei bianchi italiani. Ma in quest'Italia che ha perduto anche il minimo rispetto dei diritti umani, persino il presidente della Croce Rossa Massimo Barra definisce l'idea di avvilire al rango di lustrascarpe gli orgogliosi ragazzi Rom come "un fatto positivo, al di là della terminologia, una proposta da apprezzare, quella del comissario straordinario per i Rom, perché l'ozio in cui vivono questi giovani è il padre dei vizi e ciò che lo combatte è sempre positivo. Offrire lavoro, anche se si tratta di impieghi desueti e dimenticati significa andare nella direzione giusta". Che cosa penserebbero, il prefetto, il presidente della Croce Rossa e il "ministro ombra", se qualcuno mettesse in ginocchio i loro figli e li costringesse alla più umiliante delle attività, il lavoro dello schiavo?

*Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
Tel: (+ 39) 334-8429527 – (+ 39) 331-3585406
www.everyonegroup.com :: info@everyonegroup.com

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mercoledì 6 agosto 2008

Inghilterra, appello del governo ai giovani. "Fate più sesso orale".

(Tiscali notizie) Perché cercare di non parlare di alcuni argomenti sé gli stessi fanno poi parte della normale vita dei giovani? Il governo inglese, mettendo al bando inutili moralismi, ha proposto ai liceali del paese di dedicarsi con maggior impegno al sesso orale e alla masturbazione reciproca. Stando a quanto pubblicato sul tabloid The Sun, che non ha certamente mancato di dar spazio alla curiosa notizia, in questo modo si eviteranno gravidanze indesiderate.

Tanti piccoli piaceri senza correr rischi - Il "Chief Medical Officer" britannico Sir Liam Donaldson (nella foto) , figura equivalente a quella del nostro ministro della Salute, si è espresso sul tema con grande entusiasmo: "Pensate a tutte le deliziose cosette sexy che potete fare senza arrivare a 'farlo' per davvero!".
Forse meglio circoscrivere il sesso all'ambito matrimoniale - L'iniziativa, come era di fatto ovvio succedesse, è stata criticata da alcuni gruppi di genitori. "Piuttosto - ha commentato Norman Wells, genitore di un adolescente - avrebbero dovuto sottolineare i benefici nel circoscrivere il sesso all'ambito matrimoniale".
Situazione preoccupante in Inghilterra - Ma anche in questo caso, fa notare Donaldson, è probabile serva una maggiore attenzione da parte delle famiglie. Del resto, se nel 2006 tre mila ragazze di età inferiore ai 16 anni sono rimaste incinta, e 4.700 hanno abortito, un motivo ci sarà: è probabile insomma che pochi giovani siano disposti ad aspettare le nozze per concedersi qualche piacere extra.

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giovedì 24 luglio 2008

Il gay e la fidanzata. Omosessuali si diventa, scherza lei.

(Irene Spagnuolo - La Stampa) Con lui la storia inizia per uno di quegli accordi che forse le convenzioni conoscono fin troppo bene. Lei delusa dall’amore e interessata al benessere economico, lui gay e determinato a celarlo al mondo. Fare coppia è un buon affare per entrambi. La libertà è garantita, le facciate per certi condizionamenti sono salve.

Stanno bene insieme, complici e soci. Non c’è amore. Ma un rispetto incondizionato, emozionante e profondo. Una sintonia che cresce con il tempo e che attenua perfino il meschino disegno iniziale. Trovano una sorta di equilibrio e di felicità insieme.

Lui non ha che rapporti occasionali, nessun romanticismo fuori dalla sua vita con lei, nessun legame. Lei sembra non cercare altro che quella serenità delicata. Fino ad un giorno, uno strano giorno di primavera, di quelli che risvegliano qualche senso e ne impigriscono altri. Scivolano in letargo controllo, sobrietà e docilità, si agitano sogni e desideri.

Lei incontra una giovane collega, esuberante ed energica, fresca e sensuale. Si sente attratta, fortemente. E’ confusa dalla intraprendenza della giovane, dagli approcci espliciti e irruenti. Ma si sente senza difese. E non ha voglia di farsi domande, di scappare, di frenare gli impulsi. Lascia che gli attimi divorino i corpi.

Solo dopo, stretta in un abbraccio morbido, resta a lungo in silenzio. Trattiene il fiato. Vorrebbe andarsene. Pensare. Capire. Ha paura delle parole che potrebbe sentire e ha paura di doverne pronunciare. Ha bisogno di una corsa nel parco, da sola. L’amante meravigliosamente la accarezza e lieve le sussurra comprensione. Poi si alza e si allontana. Lei può sgusciare fuori dal letto tranquilla, infilarsi i vestiti in fretta e sgattaiolare fuori da quella camera ammobiliata. Quasi non ricorda come ci è arrivata lì, dopo l’ufficio.

E’ ormai buio. Ma non si ferma. Corre, corre nel parco. E piange. Fino a quando non ci sono più lacrime. La lucidità arriva improvvisa. Le scappa un sorriso. Rallenta il passo, respira profondamente. E torna alla macchina. Guarda in su, la camera ammobiliata è illuminata. Mette in moto e parte. Ride, ride mentre guida e pensa al suo strano destino. Ride e si sente un’altra donna, con un’altra vita in mano, con un passato delizioso e un presente che finalmente glielo rende chiaro!

E’ stato lui. Si, è stato lui. A mandarle lei. Sapeva che era giunto il momento, sapeva che era pronta. E’ stato lui a farle amare l’amore, a consegnarle l’anima sgombra da quelle catene che la strozzavano. Pensieri rapidi. Troppa eccitazione, troppa euforia, troppi stimoli tutti insieme…Non può mettere in ordine tutto. Arriva a casa e trova lui, in poltrona, un libro in mano che ha l’aria di non leggere, una sigaretta aspirata avidamente, uno sguardo curioso e intimorito. Non si aspettava fosse già rientrato. Ecco, è il momento. Lui leggerà i segni della sua passione nel viso sconvolto, negli occhi sfuggenti, nelle mani nervose.

E’ tradimento? Così le scoppia nel petto qualcosa che le sarebbe sembrato ridicolo fino a qualche ora prima. E’ frastornata. Loro non sono amanti, loro…loro non sono una coppia vera, pensa. Eppure…E quello sguardo curioso e intimorito le si è incollato addosso: un dubbio, una lama, un dolore. Ma sotto la doccia tornano tutte le sensazioni che l’hanno fatta godere nella camera ammobiliata. Sente sulla pelle il profumo e i brividi. Si mette un pigiama e a passo deciso entra in salotto. Lui è ancora immobile, come prima.

Tutto bene? Chiede lui. E adesso il suo sorriso è come una carezza.

A lei sembra di avere la febbre mentre gli racconta tutto, concitata e tremante.

Quella sera fanno l’amore per la prima ed unica volta. E’ un rapporto dolcissimo, quasi irreale. Si addormentano, esausti, stretti uno all’altra. Per l’ultima notte.

Forse una purezza rara. Il gay e la sua fidanzata si commuovono ancora oggi per la loro storia.

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Da Radio Italia un appello: In vacanza fate tanto sesso purché sicuro.

(La Stampa) Protezione, informazione e contraccezione: queste le parole chiave per un’estate in cui il sesso sia senza rischi. A suggerire, soprattutto ai più giovani, di fare attenzione ed essere prudenti in vista delle vacanze e dei viaggi estivi è Giorgio Vittori, presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), con un video ricco di consigli online su You Tube. «Divertitevi e fate sesso sicuro - raccomanda Vittori -. In questo periodo dell’anno è più facile sperimentare nuovi incontri, ma è importante essere sempre responsabili e consapevoli, pena scontare brutte sorprese in autunno. Le infezioni sono in continuo aumento e solo lo 0,3% delle under 19 italiane ha un buon livello di educazione sessuale. La prima volta è senza precauzioni per una ragazza su tre e il 30% continua a sfidare la sorte, senza utilizzare alcun metodo contraccettivo oppure facendo affidamento sul coito interrotto (20%)». Via libera allora alla “doppia barriera”: pillola contraccettiva per lei, ne esistono di molto leggere con progestinici di ultima generazione come il drospirenone, e preservativo per lui».

«Doppia barriera: pillola contraccettiva e preservativo»
Il filmato su You Tube è il primo di una serie di interventi e riflessioni sulla salute e il benessere della donna che verranno messe online da qui al 5 ottobre, data che segna l’avvio del congresso nazionale Sigo di Torino. La Società scientifica è inoltre presente in questi giorni su molte spiagge italiane con il progetto «Scegli Tu», per la promozione della contraccezione consapevole. Le tappe sono quelle toccate dal «Summer Games Tour» di Radio Italia. «Ogni occasione per sensibilizzare e incontrare i giovani è preziosa - conclude il presidente della Sigo -. La nostra più grande sfida è scommettere sull’educazione degli adolescenti di oggi per creare giovani donne e uomini più sereni, informati, consapevoli e sani».
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venerdì 18 luglio 2008

Roma. Rocco, ucciso a 20 anni.


(River-blog) Rocco Trivigno amava la danza. Sognava di poter incontrare il suo mito, Roberto Bolle. Era anche un appassionato della trasmissione “Amici”. Su Myspace declina questi sogni, con le foto e i video. O con gli amici virtuali, da Francesco Mariottini a Pasqualino. Lo vedo sorridere in vacanza a Parigi. Scherzare con gli amici. L’ultima connessione al suo profilo risale a ieri. A Roma viveva da circa un mese nella casa dello studente. Studiava chimica, e da grande voleva fare il ricercatore.

Stanotte Rocco è morto. Un criminale moldavo, in fuga dalla polizia su un furgone rubato, ha investito la sua auto. E lo ha ucciso. Insieme a lui, in auto, c’erano la sorella Valentina e Nicola. Nello stesso incrocio, sulla via Nomentana, dove, il 22 maggio scorso, venne uccisa una coppia di fidanzati. Inutile il suo trasporto al Sandro Pertini. Il papà, fotografo ad Accettura (Matera), è arrivato da poco a Roma, con la madre.

Agli amici, virtuali e non, mando un abbraccio, reale.

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mercoledì 16 luglio 2008

Marco Carta: un tour in tutta l’Italia e poi rotta verso Sanremo.

Marco Carta
(Panorama) Nella classifica dei cd più venduti compare prima di Madonna, Vasco Rossi e Jovanotti. È Marco Carta, vincitore dell’ultima edizione di Amici al top nel gradimento dei teen ager. “Per me è tutto così bello e nuovo, desidero godere questi risultati straordinari senza farmi domande sui motivi di tanto successo. Vivo alla giornata sperando che l’attuale momento magico possa non finire mai. Soprattutto sono felice di avere un buon riscontro anche da solo come interprete e come personaggio”, dice il ventunenne cantante che per tutta l’estate sarà in tour da una capo all’altro dell’Italia. “Da Modena a Reggio Calabria, da La Spezia a Bari, fino alla mia Sardegna, sento che l’entusiasmo dei miei fan aumenta. Sto conquistando anche il pubblico che ascolta musica e non vede la televisione” afferma. “Il mio primo disco, Ti rincontrerò, contiene sette cover e tre inediti. È pubblicato dalla Warner ed è già disco d’oro”. Obbiettivi futuri? “Un altro cd nel quale magari inserire anche brani scritti da me, il disco di platino ed il festival di Sanremo. La manifestazione canora è in cima ai miei pensieri, credo sia la consacrazione per un giovane artista. Ed io farò di tutto per arrivarci”. E poi: “Non mi sono montato la testa, anche se la mia vita e quella della mia famiglia sono cambiate: siamo al centro delle attenzioni del pubblico, riceviamo tante telefonate, la gente ci riconosce. Ed io sono soddisfatto soprattutto perché mia nonna, dopo tanti sacrifici per tirarmi su, adesso è orgogliosa di me”. “Nella via ho realizzato il mio obbiettivo: diventare un cantante apprezzato. Continuerò su questa strada che riconosco come mia, cercando di attenermi ad uno stile personale dopo aver avuto come modelli Alex Baroni e Michail Bolton”. Forse non tutti sanno che Marco si è improvvisato poeta ed autore fin da piccolo, ha un fratello pittore, vive a Roma con Francesco conosciuto proprio ad Amici e soprattutto non ha la fidanzata. “Sono single”, conclude, “in attesa del grande amore”.

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domenica 13 luglio 2008

Iraq: Abusi sessuali su ragazzo 14enne, accuse a soldati britannici.

Nel maggio del 2003 avrebbero costretto un ragazzo di 14 anni a praticare sesso orale a un suo compagno di prigionia. E' la pesante accusa rivolta ad alcuni soldati britannici di stanza presso la base di Camp Breadbasket, a Bassora, in Iraq. Il ministero della Difesa inglese ha confermato di aver avviato un'indagine sulla vicenda. La storia e' stata raccontata proprio dalla vittima, oggi 19enne, al quotidiano 'The Independent'.

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mercoledì 9 luglio 2008

I cattolici rimangono divisi sui profilattici. Ma nel 2000 dopo la GMG ritrovati migliaia di profilattici usati.

(Peter Mayer - Brisbane times via Italia vista dall'estero) La leggenda narra che i netturbini di Roma abbiano fatto una scoperta sorprendente al termine della Giornata Mondiale della Gioventù del 2000.

Centinaia di migliaia di giovani cattolici erano accorsi nella capitale italiana per partecipare alle celebrazioni culminate con la messa presieduta da Papa Giovanni Paolo II. Quando l’evento terminò, i netturbini setacciarono i rifiuti lasciati sul campo trasformato da migliaia di partecipanti in un gigantesco campeggio per la settimana di festa religiosa. La loro scoperta: migliaia di profilattici usati.

I critici della visione dottrinale del controllo delle nascite e del sesso al di fuori del matrimonio - che considera peccato usare il profilattico - hanno brandito la notizia in trionfo. Era la prova, secondo i critici, che molti giovani cattolici si stavano liberando di quegli aspetti della propria fede considerati reazionari, tanto facilmente quanto dello stigma verso i profilattici.

Rappresentanti della Diocesi di Roma, il cui vescovo è il papa, hanno negato furiosamente la notizia. L’hanno definita una “leggenda metropolitana” e hanno accusato i media di “fabbricare prove” riferendosi alle immagini che accompagnavano i servizi televisivi.

Per certi aspetti, la disputa continua ancora oggi in Italia.

Emma Bonino, ex ministro e leader dell’ultra secolare Partito Radicale, vi ha fatto riferimento molte volte durante le campagne - per ora infruttuose - per il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto e omosessuali. I politici cattolici che si oppongono a questa legge, sulla base del fatto che andrebbe contro all’”eredità religiosa” del paese, sono colpevoli della stessa ipocrisia che affligge coloro che hanno deciso di ignorare il campo di Tor Vergata tappezzato di profilattici, ha detto la Bonino. Sebbene la contraddizione sottolineata dalla Bonino e da altri forse non stupisca poi molto, trattandosi dell’Italia, un paese dove il 90% della popolazione si definisce cattolico.

La nudità dominava l’arte del Rinascimento in un’era in cui gran parte del paese era direttamente governata dagli stessi papi responsabili anche della maggior parte delle commissioni di quelle sculture e affreschi. Oggi, ballerine succinte sono una routine nelle tribune televisive assieme ai politici democristiani. Sembra che la Chiesa Cattolica riesca, nel suo paese natale, a coesistere con la sessualità esplicita, per lo meno a un livello superficiale. A livello più sostanziale c’è il fatto che gli italiani hanno uno dei tassi di nascita più bassi del mondo, il che indica che per la maggior parte di loro il sesso è un atto separato dai fini strettamente legati alla procreazione all’interno del matrimonio come definito dal Vaticano.

Questo a dispetto dell’enciclica del 1968 di Papa Paolo VI, che etichettava la contraccezione come un peccato grave, opinione ribadita da Papa Giovanni Paolo II. Tuttavia, problemi moderni come l’AIDS hanno posto nuove sfide al divieto della chiesa sui profilattici, specialmente nei casi in cui l’infezione del virus minaccia persone che altrimenti vivrebbero seguendo le direttive vaticane di mantenere il sesso dentro i confini del matrimonio. Un esempio citato frequentemente riguarda il caso di un partner, colpito dall’infezione durante una trasfusione di sangue, che rischia di contagiare l’altro attraverso un rapporto non protetto.

Giovanni Paolo fu irremovibile, applicando anche in questo caso lo stesso precetto che il Vaticano prevede in caso di sesso al di fuori del matrimonio: astinenza totale.

Sorprendentemente, data la sua reputazione conservatrice, Papa Benedetto XVI ha commissionato, al principio del 2006, uno studio sull’uso dei profilattici nella battaglia contro l’AIDS, alimentando le speranze di molti, incluso organizzazioni sanitarie che operano nelle zone maggiormente colpite dell’Africa, che il divieto della Chiesa sarebbe stato tolto. Due anni dopo, non sembra che le cose siano destinate a cambiare.

Tale situazione ha provocato le proteste degli attivisti che si sono organizzati per distribuire profilattici gratis ai partecipanti della Giornata Mondiale della Gioventù 2008, che si svolge a Sidney dal 15 al 20 luglio. Sacrilegio ancor peggiore, per alcuni osservatori cattolici, sarebbe la decisione di alcuni bordelli di Sidney [dove la prostituzione è legale, N.d.T.] di reclutare personale extra prevedendo buoni affari durante l’evento.

Papa Benedetto ha fatto riferimento all’AIDS in incontri avuti recentemente con ambasciatori africani alla Santa Sede, ma non ha lasciato trasparire alcuna intenzione di modificare la posizione sui profilattici.

Ha detto loro che la Chiesa avrebbe “continuato ad assistere coloro che soffrono di AIDS e le loro famiglie.” Ma il pontefice ha anche detto che, mentre la medicina e l’educazione hanno un ruolo nel combattere la malattia, “la condotta sessuale promiscua è la radice di molti mali morali e fisici e deve essere sconfitta con la promozione di una cultura di fedeltà matrimoniale e integrità morale.”

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lunedì 7 luglio 2008

Alessandro Sperduti il gay della fiction I Liceali: "Sono contento di interpretare Valerio Campitelli".

(Tvblog) Dopo Federico Costantini, è la volta di un altro protagonista de I Liceali ad essere intervistato da TvBlog: si tratta di Alessandro Sperduti che, a differenza di altri suoi colleghi giovani della serie, non è certo alla prima esperienza televisiva di fiction. Alessandro risponde su Liceali e anche su altre fiction di successo da lui interpretate.

Spot pubblicitari a parte la tua prima esperienza in una fiction è stata in Il tesoro di Damasco di Jose Maria Sanchez. Come l’hai vissuta?

Una vera sorpresa. Non mi aspettavo che mi prendessero. Sono stato fortunato poi perchè come primo film ha previsto un viaggio in Tunisia, siamo stati là per 1 mese; un’esperienza intensa per un giovane come me.”

Nonostante la tua giovane età vanti un lungo curriculum, compresa la fiction storica “Orgoglio”, grande successo di Raiuno prodotta dalla Titanus. Che ricordi hai dell’esperienza sul set?

Mi ricordo che ero abbastanza preoccupato per quell’esperienza: avevo 17-18 anni e cominciavo a crescere e a prendermi le mie responsabilità. Da quell’età non sei più seguito sul set, devi farcela da solo e da lì veniva la mia preoccupazione. Ricordo con simpatia la particolarità dei vestiti, le ricostruzioni della Roma di qualche anno fa, il periodo storico. Anche questa è stata una bella esperienza che porterò sempre con me.”

Ci puoi dire cosa hai fatto per arrivare al cinema, sia esso televisivo o cinematografico?

L’inizio è stato casuale, mia sorella mi accompagnò in un’agenzia che faceva provini per spot pubblicitari e film. All’inizio eravamo tutti un po’ scettici, tra l’altro ero anche molto timido. E’ andata bene con i primi spot e poi il primo lavoro e da lì ho incominciato a prendere più confidenza con il mezzo, come si dice. Ho anche frequentato un corso di improvvisazione nella stessa agenzia prima che mi prendessero per Il Tesoro di Damasco. Per fortuna è andata bene e spero che vada avanti così.”

Nei “Liceali”, il tuo ultimo lavoro, interpreti un ragazzo omosessuale che si dichiara ai genitori e inizia una relazione con un giovane falegname. Hai provato imbarazzo nelle scene dei baci? Qual è il tuo rapporto col mondo gay?

All’inizio confesso che ho avuto un certo imbarazzo, non è certo cosa da tutti i giorni baciare sulla bocca un uomo per un etero. Per fortuna conoscevo Edoardo Gabriellini e alla fine in sè la scena è stata tranquilla. Riguardo al rapporto con il mondo gay ho amici omosessuali e sono anche d’accordo con loro su alcuni aspetti e su richiesta di diritti che spesso lo Stato non concede e che invece dovrebbe fare.”

Come sei stato scelto ne I Liceali? Che provino hai dovuto affrontare?

E’ stata la mia agenzia che mi ha proposto per I Liceali. Il primo provino che Lucio Pellegrini, il regista, mi ha fatto fare ha riguardato la scena con Edoardo quando litigammo subito dopo l’incidente che gli avevamo procurato insieme a Rizzo; e poi ricordo che un’altra scena fu con Vittorio Emanuele Propizio (Lucio Pregoni) con il quale parlavamo del compito di latino mentre Cicerino ci chiedeva di Rizzo. Tutte scene inserite nella prima parte della serie.”

Sei soddisfatto del ruolo che il regista ha scelto per te nella serie o avresti preferito qualcos’altro?

Sono contentissimo di questo ruolo perchè è parecchio profondo, ha parecchie variazioni e sfaccettature. E’ stato interessante da affrontare ed era ben scritto; poi nei Liceali ogni personaggio era scritto minuziosamente. Quando ho letto il copione per la prima volta sono rimasto entusiasta e mi ha dato già le sensazioni che avrei vissuto sul set. Sono contento di come è andata.”

Com’è il tuo rapporto con il resto del cast, in prevalenza giovane? Vi incontrate anche fuori dal set?

Capita spesso che ci incontriamo anche fuori dal set. Ogni tanto io e Federico Costantini usciamo, è capitato che siamo andati ad un Festival insieme, così come con Alberto Galetti (Daniele Cook) ci vediamo spesso. A volte facciamo delle rimpatriate con tutti trovandoci a cena e raccontandoci le esperienze vissute. E’ un bel gruppo il nostro“.

In un’intervista che abbiamo realizzato, Lucio Pellegrini ha parlato molto bene di te definendoti molto professionale. Ti fa piacere? Com’è lui sul set?

Lui è un mito, una persona eccezionale, calma e con parecchia pazienza. Puoi immaginarti quanta pazienza ci voglia a gestire dei ragazzi che ogni tanto fanno casino e la concentrazione non è sempre ai massimi. Dal mio punto di vista è bravissimo e ha ottenuto sempre quello che ha voluto; mi ha dato tanti consigli per indirizzarmi bene nella serie. E’ stato un vero piacere lavorare con lui“.

Se dovessi dire tra tutti i progetti in cui hai lavorato quale preferisci, a quale serie ti riferiresti? Quale ti è piaciuta di più interpretare?

Io mi sono affezionato agli ultimi due ruoli, I Liceali e Fuga con Marlene. Due ruoli molto intensi da interpretare. Tra l’altro li ho vissuti anche più approfonditamente visto che non avevo più l’impegno del liceo.”

Liceali 2 parte, hai in programma altri film tv o fiction nella prossima stagione?

A parte I Liceali non ho niente di sicuro, incrocio le dita per un progetto cinematografico. Speriamo.”

Nel film-tv “Fuga con Marlene” sei coprotagonista a fianco di una intensa Monica Guerritore, ti innamori e passi con lei una notte d’amore. Quali ricordi hai di questo lavoro?

E’ stata una bella parte, un ricordo stupendo. Abbiamo girato per la maggior parte del tempo in Calabria, luogo in cui vado da quando ero piccolo. Ho visto posti nuovi, lo si può notare anche dalle inquadrature del film. Poi tra l’altro a livello personale il regista Alfredo Peiretti mi è stato molto d’aiuto, insegnandomi parecchio e non dimentichiamo Monica che ritengo un vero e proprio mostro della recitazione. Tra noi oltretutto si è creato un rapporto bello anche fuori dal set che poi ha reso più facile anche lavorare insieme“.

Tra i prodotti in cui hai partecipato vi sono due stagioni di Distretto di Polizia. Ti piacerebbe tornare ad interpretare ruoli in fiction d’azione come quella?

Ho partecipato alle prime due stagioni. Bene o male comunque a parte Orgoglio e I Liceali, ho sempre avuto ruoli d’azione nelle serie che a cui ho partecipato e quindi sarei ben contento di tornare a seguire quel filone.”

Agli inizi della tua carriera hai partecipato nel videoclip di Marina Rei, T’innamorerò. C’è differenza a realizzare un video rispetto ad una scena di un film o fiction?

Ero giovanissimo, avrò avuto circa 11 anni, non ricordo tantissimo. Ad ogni modo mi ricordo che ero affascinato e allo stesso tempo al settimo cielo quel giorno visto che mi avevano appena comprato la PlayStation. Ero affascinato dalla personalità di Marina Rei e poi dal modo di girare un video rispetto ad un film: si sentivano le musiche a rallentatore per consentire poi di fare gli effetti e di riprendere il labiale della cantante. Per me era una situazione particolare che allora non capivo. Abbiamo girato un’intera giornata per realizzare un video di 3 minuti e mezzo.”

E’ cambiata la tua vita dopo l’uscita dei Liceali?

Ho notato che quando vado in giro ricevo parecchi commenti da persone di tutte le età; ieri anche una professoressa ha fatto dei commenti sui Liceali. Sono sconvolto dal fatto che siano stati creati forum e siti su Internet. E’ una bella soddisfazione, mi piace e ho avuto parecchi feedback positivi.”

A breve inizierai a girare Liceali 2: ci puoi dare qualche anticipazione sul tuo personaggio? Ci sarà un’evoluzione della storia col falegname?

Purtroppo sto leggendo ancora il copione e non posso anticipare nulla.“.

Ti ringrazio e ti auguro altri grandi successi per la tua attività.

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martedì 1 luglio 2008

Roma. Prete arrestato per pedofilia, protetto da anonimato.

Abusi all'oratorio e ai campeggi. Arrestato un sacerdote a Roma. Il prete della parrocchia 'Natività di Maria Santissima' è finito in carcere con l'accusa di violenza sessuale continuata e aggravata: attirava i ragazzi con la promessa di cd, dvd e abbigliamento. Coinvolti anche altri ragazzini?

(Quotidiano.net) Abusi durante le ore d'oratorio, le gite in campagna, i campeggi estivi. Avvenuti negli ultimi dieci anni. Per l'accusa di violenza sessuale continuata e aggravata, è finito in carcere un sacerdote della parrocchia 'Natività di Maria Santissima', in via di Selva Candida, a Roma.

Nei confronti del prete, R.C., 55 anni, è stata emessa una ordinanza di custodia cautelare dal gip Andrea Vardaro, su richiesta del sostituto procuratore Francesco Scavo. Già in passato il prete sarebbe stato rimosso, per un breve periodo, dal suo incarico, dopo alcune voci che lo chiamavano in causa per i fatti oggetto ora dell'inchiesta penale.

Gli abusi sarebbero avvenuti - stando all'atto d'accusa - tra il 1998 e il marzo scorso, a danno di almeno 7 minori. Anche se secondo chi indaga le vittime del sacerdote potrebbero essere di più. A dare il via all'indagine è stata la denuncia di un altro prete. Gli investigatori del nucleo operativo di via In Selci, poi hanno sentito i ragazzi che hanno raccontato le violenze subite quando frequentavano l'oratorio e le altre attività della parrocchia, e che oggi hanno ormai tra i 16 ed i 24 anni.

Gli abusi e le violenze, sarebbero avvenuti, in alcuni casi, nello stesso appartamento del prelato, all'interno della canonica. R.C., dopo esser riuscito ad accattivarsi le simpatie di alcuni bambini, che si stavano preparando a ricevere la prima comunione, li avrebbe invitati a pranzo o a cena, per poi vincerne le resistenze. In altri casi la scusa era quella di impartire lezioni private. Le violenze sarebbero avvenute anche nel corso dei campi estivi che il sacerdote, responsabile dell'oratorio, organizzava in località di montagna.

Il prete, secondo gli atti d'accusa, attirava i ragazzi nella sua dimora dietro la promessa di soldi, cd, dvd, capi d'abbigliamento. Il prete, inoltre, avrebbe fatto vedere ai bambini, prima degli abusi, film pornografici. Questi, inoltre, sarebbero stati trovati addirittura nell'appartamento del sacerdote, nel corso di una perquisizione.

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lunedì 30 giugno 2008

Il 75% dei ragazzi italiani sotto i 19 anni fa sesso e solo lo 0.3% conosce i metodi anticoncezionali

(Affari italiani) Adolescenti e sessualità. Un rapporto davvero difficile. Parole di esperto. Più di un quarto della popolazione al di sotto dei sedici anni, secondo quanto riferiscono gli studiosi, è sessualmente attivo: lo è addirittura il 50 per cento dei giovani al di sotto dei 15 anni e il 75 per cento di quelli sotto i 19 anni. Tuttavia il "mondo" degli anticoncezionali e l'importanza della prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale risulta ai più quasi totalmente sconosciuto. In Italia solo lo 0,3 per cento delle ragazze con meno di 19 anni ha infatti una buona educazione sessuale e soltanto una su quattro si attesta su un livello appena sufficiente.

Secondo i ricercatori l'Italia si trova tra agli ultimi posti per quanto riguarda la contraccezione: il 46,4 per cento dei giovani non utilizza nessun metodo anticoncezionale mentre l'8,5 per cento si affida al coito interrotto. La conseguenza? Delle 356.000 confezioni di pillola del giorno dopo consumate tra il giugno 2006 e il luglio 2007, ben il 55 per cento risulta utilizzato dalle giovani sotto i 20 anni. Inoltre, dato anche lo scarso utilizzo del preservativo vi è un'alta diffusione tra i giovani di malattie sessualmente trasmesse come l'HPV, il citomegalovirus, la sifilide e la clamidia, la cui incidenza negli individui tra i 14 e i 25 anni è in costante aumento.
Ma non tutti i ragazzi accettano passivamente la loro “non conoscenza” e sono quindi costantemente alla ricerca di notizie, conferme, dati che li aiutino a vivere con serenità questo aspetto della vita, che da qualche anno li coinvolge in età sempre più precoce.

Le fonti preferenziali di informazione per i giovani sono internet (blog, forum e siti dove rispondono specialisti) e gli amici. Internet è ormai vista come una vera a propria “fonte del sapere”. Secondo uno studio recentemente pubblicato su Sexologies, infatti, circa il 44 per cento dei giovani ricorre al web per cercare informazioni sui temi della salute e della sessualità. Il web offre infatti il vantaggio dell'anonimato.

Molti giovani, infatti, incontrano grandi difficoltà ad affrontare discorsi legati alla sessualità, e di conseguenza anche legati alla contraccezione, in famiglia. Secondo alcune ricerche almeno il 60 per cento delle giovanissime non parla di contraccezione con la propria madre.

Alcuni adolescenti si avvalgono del sostegno offerto dai consultori e dai centri appositamente istituiti. Infine, tra le altre fonti di informazioni vi sono libri e riviste.

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giovedì 26 giugno 2008

Scopa et labora, il successo dei "sudamerican gigolò" in Svizzera.

(p. berizzi - La Repubblica) Su questa strada silenziosa che dal lago si arrampica verso Vico Morcote, un´oasi di giardini e palmeti super sorvegliati, le ville e i castelletti si chiamano "Casa Annamaria", "Casa Cesira", "Casa Dania". Oppure "La Gioia", "Lo Scorpione". Lungo la panoramica che porta a Figino, laggiù, in mezzo al verde, ecco le cinque stelle dell´Hotel Diamond coi Suv, le Porsche, le Ferrari parcheggiate a picco sulla piscina au bord du lac dove ti servono l´aperitivo in livrea, servizio molto apprezzato dai clienti russi.

Lugano è a cinque minuti d´auto; si vede appena ti lasci alle spalle la prima curva dopo la fondazione Caccia Rusca, una casa di cura per anziani. Gli angoli di Brasile e di Cuba, invece, sono, come dire, un po´ più defilati. Bisogna cercare, ma si trovano. Qui nel Cantone dove i ricchi sono molto ricchi e le banche una specie di arredo urbano, nella Svizzera italiana della finanza e del «non è omertà, è solo riservatezza», l´immigrazione ha una faccia nuova, nascosta.

Come ti coccolano «loro», dicono le signore benissimo-sposate di Lugano (e di Locarno e di Chiasso), non c´è nessuno. Quanto sono premurosi. E che galantuomini, nella loro allegra semplicità. «Loro» sono i jardineiros, come li chiamano scherzosamente - e con una punta di compiaciuta goliardia - le dame annoiate (forse non più, forse meno di prima). Giardinieri, off course. Volendo anche maggiordomi, guardiani.

Le donne agée, soprattutto svizzere, italiane, tedesche, se li stanno importando in nome della globalizzazione, di un welfare "democratico" e, certo, della parità dei sessi. Altro che badanti ucraine. Da dimenticare la vecchia figura del maestro di casa saggio ma anzianotto. I jardineiros sono giovani, atletici. E per niente noiosi. Maglietta, jeans e scarpe da ginnastica. I brasiliani vengono da Bahia o da Belo Horizonte.

I cubani sono esuli non proprio sprovveduti partiti dall´Havana e approdati qui: ufficialmente per studiare. In realtà, per prendersi cura delle "signore". Tengono in ordine il parco, curano le magnolie, lucidano le auto, fanno la spesa. Se necessario, "accompagnano". Comunque sia: tengono compagnia. Chi li assume - quasi sempre in nero, per il Cantone sono turisti o "studenti" - preferisce non mostrarli troppo, e si capisce.

«Stanno in casa con noi, li facciamo studiare così hanno la possibilità di crescere - racconta un´elegante e bionda signora sulla sessantina, moglie di finanziere, una somiglianza fisica e di modi con Marina Doria - . Sono seri e affidabili, e pure simpatici. Rafael - bahiano, figlio di pescatori, guardiano tuttofare della villa incastonata nella collina di Castagnola, sull´altra sponda del lago - mi ha anche insegnato a ballare». Se li tengono stretti, le svizzere, i loro esotici collaboratori domestici.

Perché da queste parti con l´immigrazione e il lavoro nero non si scherza. Anche se hai un forziere al posto del conto corrente. «Nel 2007 abbiamo rilasciato 6029 permessi a persone residenti in maniera permanente (dimora e domicilio) - dice Attilio Cometta, responsabile della sezione immigrazione del Canton Ticino - Se la durata del contratto di lavoro è superiore a un anno viene rilasciato un permesso per 1 anno rinnovabile. Se è per motivi di studio, è rinnovabile ogni anno fino al termine degli studi».

Gli studenti fuori sede a Lugano se la possono prendere comoda. Basta pagare l´onerosa retta e i registri della USI (Università Svizzera Italiana) ti accoglieranno. Anche se ti chiami Emelson e vieni da Natal e anziché spaccarti la testa sui libri guadagni 2400 franchi svizzeri, circa 1500 euro più vitto e alloggio. Ammette una luganese con marito inglese impegnata in iniziative di charity: «Emelson è già il secondo brasiliano che collabora con noi. Ha un cugino che lavorava a Lucerna, una mia amica quando l´ha visto l´ha subito chiamato a lavorare qui da lei».

Come le colf dell´Est europeo, i jardineiros fanno vita ritirata. Sono qui per guadagnare e il guadagno significa essere a totale disposizione della famiglia: sia essa un nucleo tradizionale, marito-moglie-figli, sia essa una donna sola, con disponibilità economiche e un tenore di vita alto. «Esco poco, preferisco accumulare i giorni di riposo e prendermi un periodo per tornare a casa» - dice Juliano, 26 anni, fisico muscoloso ma non palestrato, «ho fatto karate per dieci anni».

Juliano viene dal Tocantins, uno Stato del Brasile al confine tra la foresta amazzonica e la savana costiera. Fa il guardiano in una villone di Morcote. In Brasile lavorava in una rivendita di ricambi per mezzi industriali: nella sua nuova vita - mi racconta davanti a una birra in un bar nel centro della città - «devo moltissimo alla signora, lei sempre brava e gentile». Il sorriso malizioso lo tradisce, ma si toglie subito dall´imbarazzo facendo sfoggio di un tono professionale da consumato gigolò.

«E´ normale, loro ti vogliono, le donne, e tu devi essere disponibile, sempre». E´ prostituzione soffusa, ma guai a chiamarla così («Si fanno mantenere, vengono pagati ma non per la mera prestazione sessuale», dice Michel Venturelli coordinatore di CASI, l´associazione che riunisce i night e i locali a luci rosse del Ticino). I jardineiros si offendono. Chi li assume non vuole nemmeno sentirne parlare. «E´ l´invidia degli svizzeri - ragiona una signora che si fa chiamare "Ceci" e sembra essere parecchio conosciuta nel quartiere di Lugano dove abita anche Megane Gale - . Questi ragazzi sono solari, e hanno voglia di lavorare. Forse perché hanno conosciuto la povertà, quella vera».

L´esegesi sociologica lascia subito spazio alla sincerità: «E poi, scusi, se devo scegliere un collaboratore domestico, meglio che sia bello e sveglio e che abbia i modi giusti. O no?». Già. All´ora dello struscio in piazza dell´Orologio - tra i tavolini dove dicono trovasse ispirazione Hermann Hesse e dove Totò faceva buon viso di fronte a una tazzulella di caffè svizzero - è tutto uno sfoggio di griffe e chiome platinate.

Ci sono le bellezze russe e le veneri sudamericane. Non è difficile distinguere tra quelle che lavorano nei tanti postriboli del Cantone e quelle che hanno già trovato un buon partito dove accasarsi. Poi, sommessamente, spunta qualche jardineiros. Sono un po´ disorientati perché vivono tutti nelle ville della periferia e in centro vengono poco. Con Guillerme ci eravamo dati appuntamento per l´aperitivo. E´ arrivato con mezz´ora di ritardo e solo per dirmi che gli dispiaceva: «Devo lavorare, la signora mi ha chiesto di accompagnarla fuori a cena».

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giovedì 19 giugno 2008

Prostituzione. A Genova un rumeno adesca agente di polizia in borghese.

Il ragazzo rumeno ha dichiarato di mantenersi chiedendo elemosina durante il giorno e prostituendosi durante la notte al costo di circa 50 euro a prestazione.
(Elena Nieddu - Il Secolo XIX) Da zona residenziale, con vista mare e palazzi antichi a pochi scalini dal centro, a quartiere del sesso in tutte le sue declinazioni: prostituzione, scambi di coppia, incontri gay, oscenità all'aperto. Via Mura delle Cappuccine, via Volta, via Milazzo, i giardini intitolati a Francesco Coco: un anello di strade tranquille proprio sopra la questura, terrazze alberate sulla città, che nel corso degli anni si sono trasformate in una sorta di agorà a luci rosse per tutti i gusti.

Proprio qui lunedì sera gli agenti del commissariato Centro, coordinati dal sostituto commissario Franco Scibilia, hanno portato a termine un'azione in borghese che ha permesso di denunciare a piede libero per atti osceni un cittadino rumeno di 22 anni già noto agli archivi della questura. Il giovane è stato colto in flagrante - è proprio il caso di dirlo - mentre offriva i propri "servigi" a un agente in borghese. Tratto in inganno dalla stessa presenza del poliziotto nella zona, lo ha ritenuto un potenziale cliente e gli ha offerto una prestazione sessuale in modo piuttosto esplicito: tramite un'esibizione, cioè, delle proprie parti intime.

Tanto è bastato perché fosse evidente l'occupazione del rumeno, perché il poliziotto in borghese cercasse di catturarlo e perché lo straniero, intuita in un attimo la situazione, si desse a una precipitosa fuga lungo via Innocenzo Frugoni verso via XX Settembre. La corsa del giovane (che, si scoprirà, appartiene al gruppo di stranieri sgomberati dagli spazi dell'ex Mira Lanza e vive oggi in un albergo genovese a spese del Comune), è stata fermata con l'intervento dei due agenti. Prima della conclusione della vicenda (una denuncia a piede libero per atti osceni e resistenza a pubblico ufficiale), c'è stato ancora modo di aggiungere qualche tassello: il ragazzo rumeno ha dichiarato di mantenersi chiedendo elemosina durante il giorno e prostituendosi durante la notte al costo di circa 50 euro a prestazione. Prezzi simili, secondo la polizia, a quelli praticati per le prestazioni femminili.

I fatti dell'altra sera sono solo l'effetto evidente di una situazione che va avanti da qualche tempo e che potrebbe celare risvolti più gravi legati anche alla prostituzione minorile straniera. Con decine di esposti, dicono dal Commissariato centro, gli abitanti inviperiti lamentano una situazione insostenibile: basta rientrare la sera un po' più tardi, parcheggiare l'auto in uno spazio un po' più isolato per imbattersi in coppie di varia composizione che hanno eletto questo spazio ad alcova. Non è raro cogliere le coppie "sul fatto", a bordo di macchine nascoste male o sulle panchine sotto gli alberi. Ma gli effetti di questo tipo di degrado sono evidenti anche durante la giornata, quando per strada si trovano i resti delle nottate di passione, fazzolettini o preservativi usati. Per di più, il numero degli amanti in cerca d'intimità con vista su piazza della Vittoria rischia di aumentare con la stagione estiva. Normalmente è così: sale la temperatura, cadono le inibizioni.

A maggior ragione, in una zona dove si incrociano diverse "correnti" del sesso. Ci sono alcune persone omosessuali che scelgono la zona semplicemente per incontrarsi tra loro, ma si spostano altrove per rimanere da soli: conoscono l'area perchéè segnalata sui siti "dedicati" e la utilizzano semplicemente come spazio per gli appuntamenti. Ci sono poi gli scambisti, gay o eterosessuali che, secondo gli uomini del commissariato Centro consumerebbero i loro rapporti in loco. C'è infine la prostituzione maschile, in prevalenza straniera e di giovane età, con il suo strascico di malessere sociale. Le indagini continueranno proprio per capire se, tra i "prostituti" che quotidianamente cercano clienti nella zona di via Mura delle Cappuccine, ci siano molti minorenni provenienti, in prevalenza, dalla Romania. Le segnalazioni dei cittadini esasperati parlano di visi molto giovani: volti di ragazzi, anelli di una catena di disagio che li ha portati fino alla prostituzione.

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