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mercoledì 10 settembre 2008

Le donne sono predisposte alla bisessualità?

Secondo una ricerca condotta in Canada per le donne un nudo maschile è eccitante quanto un bel paesaggio. Risulta invece più eccitante un nudo femminile: siamo quindi predisposte alla bisessualità?

(Girlpower) E’ vero: un corpo femminile nudo è più armonioso a vedersi, più piacevole e dolce da guardare, anche per una donna eterosessuale. Ma che addirittura per una donna non lesbica, un corpo femminile nudo sia più eccitante di un uomo nella stessa condizione, proprio non me lo aspettavo. E’ quanto è risultato da una ricerca del Center for Addiction and Mental Health dell'Università di Toronto, volta proprio a scoprire cosa può risultare eccitante per una donna.

La ricerca ha evidenziato tendenze assolutamente inaspettate dell’inconscio e del conscio femminile: "Per le donne eterosessuali - afferma la dottoressa Meredith Chivers, che ha guidato la ricerca - guardare un uomo nudo che passeggia sulla spiaggia è eccitante quanto ammirare un paesaggio". Ma il fatto secondo me è che dipende da qual è il paesaggio. E forse anche dai soggetti presi in esame.

In pratica, un gruppo di signore è stato sottoposto alla visione di diversi filmati, erotici e non; nel contempo le signore sono state monitorate dal punto di vista dell’eccitazione genitale. Come? Con un apparecchio molto sofisticato chiamato foto pletismografo, si spera più affidabile della macchina della verità dei nostri canali televisivi. Dalle trascrizioni del suddetto aggeggio, è emerso quindi che una donna eterosessuale ammirante un bel fascio di muscoli che fa yoga senza veli, si eccita come quando contempla un paesaggio innevato dell’Himalaya. E allora cos’è che eccita queste donne così pretenziose? A quel che dice il misterioso foto pletismografo, sarebbero altre donne nude, che nella fattispecie dell’esperimento, fanno ginnastica (?!?).

donne-e-bisessualitaOk, cerchiamo di riordinare le idee: un uomo con una bella tartaruga sulla pancia e dei bicipiti da urlo, in affascinante atteggiamento da yoga e senza un brandello di tessuto addosso, è paragonato a una montagna innevata, perché considerato in un atteggiamento poco “erotico”; una donna qualunque che fa ginnastica è invece eccitante, perché in una situazione più accattivante. Qualcosa non mi quadra.

Tuttavia la dottoressa Chivers sembra convinta dei risultati della sua ricerca e sostiene che "alle donne ciò che importa veramente non è il sesso dell'attore nel video ma il grado di sensualità emanato dalla scena stessa. Le donne - precisa l'esperta - sono più stimolate da video di autoerotismo, ed ancora di più da scene grafiche di coppie, etero o gay, che hanno rapporti sessuali". Come a ripetere la solita frase da manuale “la donna ama il contenuto e non l’involucro”.

Inoltre lo studio confermerebbe certe convinzioni che ultimamente pervadono gli studi dei sessuologi americani, sulla presunta bisessualità latente o predisposizione naturale alla bisessualità, delle donne; la Chivers però tiene a sottolineare che concludere dal suo studio che ogni donna è predisposta alla bisessualità per natura, sarebbe riduttivo e fuorviante, in quanto la psicologia femminile è più profonda, sottile, individuale: "Concludere che tutte le donne siano bisessuali in base alle loro reazioni in questo studio, trascurerebbe la complessità e multidimensionalità della sessualità femminile". L'apparente flessibilità delle donne, secondo la ricercatrice dimostra semplicemente "una maggiore predisposizione alla bisessualità rispetto al mondo maschile".

Ammetto che il contatto fisico tra donne eterosessuali è più facile; ammetto che la donna non soffre di quello che per l’uomo è un grande problema e che si indica come omofobia; ammetto anche che vedere un bel corpo femminile, anche per una donna etero, può essere piacevole (oltre che scatenare crescenti invidie) e potrebbe addirittura suscitare fantasie bisessuali. Ma per favore non ditemi che un bronzo di Riace o un fisico asciutto ma tonico (a seconda dei gusti) non suscitano nulla in una donna etero e senza problemi con la propria sessualità, perché a quel punto si tratterebbe soltanto di ipocrisia.

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martedì 2 settembre 2008

Ogni anno in 100 cambiano sesso. L'uomo che diventa donna prova più piacere.

(Agi) Cambiare sesso conviene, almeno a livello di piacere fisico. Contrariamente a quanti si pensa, infatti, la chirurgia plastica e' arrivata a un tale livello di perfezione che l'uomo che diventa donna non solo riesce ad avere una vita sessuale completa, ma spesso prova piu' piacere persino di una donna "vera". E' quanto spiega il professor Aldo Felici, direttore della Struttura complessa di Chirurgia plastica e ricostruttiva del S.Camillo-Forlanini di Roma. "In Italia si fanno in media 100 interventi l'anno per cambiare sesso. Di questi, i due terzi sono uomini che diventano donne, un terzo donne che diventano uomini". Un'operazione molto complessa, ma che, almeno per gli uomini, ha ormai raggiunto livelli di perfezione incredibili: "Il cambiamento maschio-femmina - conferma Felici - da' risultati molto soddisfacenti. Vengono utilizzate le strutture sessuali maschili, che hanno un enorme potere erogeno, per ricreare una vagina. E questo da' piu' piacere alle "nuove" donne che alle donne biologiche: i maschi trasformati in femmine riescono ad avere piu' orgasmi delle femmine naturali". Spesso, confessa il chirurgo, "il risultato e' cosi' perfetto che gli uomini che si sono operati non dicono neanche ai partner di essere stati maschi: e' difficile accorgersene".

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martedì 26 agosto 2008

Benedicono coppie gay, il Vaticano minaccia di chiusura una parrocchia.

Fra gli aspetti censurati dal Vaticano l'ammissione di predicatrici donne e le benedizioni di coppie gay.

(Ansa) Una parrocchia cattolica in Australia, St. Mary's di South Brisbane, sta lottando per la sopravvivenza dopo un ultimatum dell' arcivescovo della diocesi, John Bathersby, che le intima di allinearsi a 'pratiche accettabili' dal Vaticano, pena la chiusura. Fra gli aspetti censurati, l'ammissione di predicatrici donne e le benedizioni di coppie gay.

In una lettera di tre pagine consegnata al parroco padre Peter Kennedy, l'arcivescovo descrive la parrocchia di 700 fedeli come 'un'autorita' in se' stessa, che ha stabilito una sua variante della religione'. 'La questione non e' tanto se St. Mary's debba essere chiusa, ma se si chiude da sola, continuando con pratiche che la separano dalla comunione con la Chiesa cattolica', scrive.

Mons. Bathersby e' intervenuto su sollecitazione del Vaticano, che aveva ricevuto lamentele da parrocchiani, secondo cui le parole delle preghiere venivano cambiate e nella chiesa era stata sistemata una statua buddista. Vi erano state anche controversie sulla pratica di consentire alle donne di predicare, e di aver benedetto coppie gay e lesbiche. Se la parrocchia fosse costretta a chiudere, sarebbe il primo caso del genere in Australia.

Padre Kennedy, che guida la parrocchia da quasi 28 anni, ha letto brani della lettera davanti a 300 parrocchiani stupefatti durante la messa domenica scorsa, e ieri sera piu' di 500 fedeli si sono accalcati nella sala parrocchiale per discuterne. Alcuni hanno respinto nettamente la nozione che la parrocchia fosse fuori della comunione con la Chiesa cattolica, parlando con emozione della sua comunita' accogliente e del lavoro con persone svantaggiate. Altri hanno riconosciuto le preoccupazioni del vescovo sulle messe celebrate secondo liturgie non ortodosse.

La parrocchia ha infine deciso di rispondere alla lettera del vescovo, ringraziando dell'invito a considerare il futuro della parrocchia, e annunciando di aver costituito dei gruppi di lavoro per esaminare le questioni sollevate.

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sabato 23 agosto 2008

Prostituzione maschile. Le savonesi e il gigolò.

(Federico Biglieri - Il secolo XIX) La psiche femminile, in pratica quanto di più imperscrutabile esista nell’universo. Tanto contorta quanto adorabile. Soprattutto quando il discorso scivola su amore e sesso, le due facce della stessa medaglia: quella della seduzione.

Una statistica di qualche giorno fa ha sentenziato l’impennata delle “divise” (Polizia, Carabinieri e Aviazione su tutte) nei sogni proibiti del gentil sesso. La motivazione più diffusa: danno sicurezza.

In un momento particolare della società moderna dunque, dove è l’apparenza a dispensare felicità e autocompiacimento, si scopre che le donne risultano essere sempre più sole, alla disperata ricerca di protezione esterna. Disposte a tutto pur di ottenerla. Anche a pagare.

Quella dei gigolò infatti non è una realtà presente solo nei film di Richard Gere o nelle periferie chic della Milano bene. Anche distinte signore savonesi ricercano prestanti fusti per trascorrere una serata da principesse. Parola di Zac. «Ho una dozzina di clienti “fisse” nella provincia. Più alcune occasionali, quantificabili in una trentina all’anno. Tutte divise tra Savona città e il ponente, soprattutto Alassio e Albenga».

Zac è un ragazzo italotedesco di 33 anni. Arrivato in Italia ventenne e senza un soldo, ha iniziato subito a vendere il proprio corpo . «Ora, se mi va proprio male, mi entrano tremila euro al mese». Alto quasi un metro e novanta, carnagione scura, fisico asciutto e allenatissimo, Zac fa la spola tra Torino e Genova, dispensando piacere a signore di tutto il Nord-Ovest. «Di solito mi chiamano donne tra i 40 e i 60 anni, anche se mi è capitato più volte di incontrare over 70. Uno può pensare all’estetica, al sesso, al piacere carnale: nulla di tutto ciò. Le donne a me chiedono serate da “regine”, un po’ di ascolto e tanta tenerezza. Non cercano solo rapporti sessuali, ma antidoti alla solitudine».

Nulla di più lontano quindi dalla prostituzione femminile, con maschi ingordi che cercano piaceri immediati e a basso costo. «Ho vestiti alla moda, una Mercedes Slk e accessori di gran classe. Passo a prendere i miei “tesori” e poi ci spostiamo, per timore di essere scoperti: di solito verso ponente, Sanremo o Nizza. Frequentiamo ristoranti e locali ricercati, e se c’è la volontà di proseguire l’avventura sotto le lenzuola non noleggiamo certo una losca stanza di motel». Per questo la “tariffa” è così elevata. «Per meno di 150 euro non mi muovo. Poi dipende da cosa mi viene richiesto, dai luoghi che si visitano. Ci sono molte variabili».

Unica costante: la capacità di ascolto. «Spesso sono donne belle, ricche e colte. Ma trascurate dal marito, oppure “scottate” da una storia andata male. Donne che non potrebbero sopportare altri rifiuti, altre delusioni. A loro, io regalo un lieto fine». Molta psicologia dunque. Ma qualche episodio “spinto”, a un gigolò, sarà pur capitato. «Noto abitudini particolari, questo sì. Ad esempio, una signora teneva nella borsetta una cornice con la foto del marito, che prima di spogliarsi appoggiava sul comodino per fissarla durante il rapporto. Diffuse anche le “coincidenze simulate”, durante le quali mi fingo un fattorino o un postino che, casualmente, inizia a sedurre la signora che ha aperto la porta, alias la mia cliente. Ma anche queste ultime fanno parte del discorso sulla paura del rifiuto: imitare situazioni reali sapendo già che tutto finirà per il meglio».

Non è un lavoro (regolare), non è un hobby, non è la follia di un momento. «Per me è semplicemente un piacere. Adoro regalare alle donne quello che non trovano nella vita di tutti i giorni». E le donne savonesi cosa cercano più di tutto? Sorride. «Questo non lo posso dire».

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giovedì 21 agosto 2008

Usa, messe in campo anche le tette per sostenere Obama.

Se anche le tette potessero votare Barack Obama avrebbe vinto da un pezzo. Mi spiego. Continua in America la campagna a sostegno di Barack Obama, il candidato democratico alle presidenziali USA, considerato da una parte dell'America il volto nuovo della politica del cambiamento.
In questi mesi le inziative pro Obama sono state innumerevoli, vedi l'Obama Girl, e alcune molto originali. Quella più stravagante di tutte, secondo noi, è stata la campagna "Boobs for Barack" (Tette per Barack")...

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martedì 19 agosto 2008

Alle donne inglesi piace alto, spalle larghe, proporzionato. "E' questa la formula del macho".

I ricercatori britannici hanno provato a individuare gli elementi che ci rendono attraenti. Con l'aiuto di un super scanner. I parametri? 24. E una indicazione: piccolo non è poi così bello.

(Benedetta Perilli - La Repubblica) Nella botte piccola non c'è il vino buono. E se vi siete consolati per anni con il famoso detto popolare, sfoggiandolo ogni qual volta un aspetto fisico non proprio giunonico veniva messo in discussione, ora anche la scienza dice la sua. Il partner perfetto è alto, ha le spalle larghe, il fisico tornito, le proporzioni equilibrate e le movenze sinuose. Secondo uno studio della Brunel University West London condotto dal dottor William Brown in collaborazione con i dipartimenti di scienze sociali e di ingegneria e design, quello che rende un corpo umano attraente all'altro sesso sono forme e caratteristiche fisiche armoniche, proporzionate e ben visibili.

Ben vengano allora i seni grandi, le curve mozzafiato e le dimensioni statuarie per quanto riguarda le donne, mentre per gli uomini ci vogliono toraci sviluppati, braccia possenti e spalle larghe ma contano anche l'ampiezza di nuca e avambraccio. Basta donne scheletriche e modelli efebici, il partner ideale, quello capace di portare alla riproduzione perfetta, deve essere ben visibile, e conquistare l'attenzione dell'altro sesso con un fisico accattivante.

Lo sapevano già le belle Monica Bellucci e Angelina Jolie, più volte indicate come donne più sexy del pianeta, così come era già noto alle tante fans di Brad Pitt e Daniel Craig, ma ora a confermare la teoria che forme, altezza e muscoli rendono un corpo assolutamente irresistibile arriva lo studio dell'Università inglese di Brunel.

Per affermare che l'uomo è bello se muscoloso e la donna sexy se formosa il team di ricercatori britannici ha messo a punto uno speciale scanner ottico tridimensionale capace di catturare a grandezza naturale le caratteristiche topografiche di un corpo umano. Immaginate dunque un macchinario molto simile ai comuni scanner da ufficio ma grande come un uomo. Al suo interno non passano fogli e documenti ma volontari. Per la precisione quaranta uomini e trentasette donne che hanno prestato i loro corpi per la ricerca. A stabilire quanto fossero attraenti ci hanno pensato ottantasette volontari impiegati nella visione delle immagini, tutte riprodotte in colori neutrali (così da cancellare ogni tipo di colorazione della pelle) e senza la presenza della testa, catturate dal super scanner.

Come risultato della ricerca gli scienziati hanno messo a punto una particolare formula che, definendo un "indice di mascolinità", include una serie matematica di circa ventiquattro parametri: dalla maggiore altezza all'ampiezza delle spalle ampie, dalla grandezza dei seni piccoli alla lunghezza delle gambe. Per i volontari esaminati sono dunque più attraenti le donne che hanno sviluppato misure corporee più lontane da quelle dell'indice di mascolinità, mentre gli uomini che sfoggiano misure vicine ai parametri dell'indice sono, per le donne esaminate, molto attraenti.

Rispetto agli studi condotti in precedenza quello del dottor William Brown può vantare, proprio grazie al prodigioso macchinario, una precisione assoluta nei dati di misurazione dei corpi, soprattutto per quanto riguarda le dimensioni e i contorni. "È ormai dimostrato che gli esseri umani sono attratti l'uno dall'altro in base ad una serie qualità genotipiche e fenotipiche - ha spiegato William Brown - in altre parole gli uomini, proprio come molte altre specie animali, individuano come possibile partner quello che può garantire una migliore riproduzione".

Ecco spiegato dunque perché altezze e forme piacciono tanto. Gli essere umani, proprio come gli animali, al momento della scelta del partner pensano alla prole e preferiscono un compagno le cui caratteristiche fisiche possono garantire una genia sana e robusta. Ma non tutto quello che è perfettamente visibile è anche attraente. Secondo William Brown un altro aspetto importante dell'attrazione corporea è la simmetria: "I miei studi precedenti - spiega - dimostravano che la simmetria non era propriamente l'aspetto più rilevante dell'essere attraente. Ora però, con questi dati più precisi, possiamo affermare che ci sono delle relazioni tra forma del corpo e attrazione: le proporzioni, la forma, la statura sono segnali che comunicano all'altro un buono sviluppo fisico e buone condizioni di salute. In molte specie la simmetria è associata a sviluppo, salute e successo nella riproduzione".

Ma, dato che la simmetria corporale non è un aspetto facilmente percepibile ad occhio nudo, William Brown conclude: "Per decifrare le qualità del partner, l'evoluzione ha messo così a punto un sistema di segnali più prominenti, come la larghezza delle spalle, la sinuosità delle curve e dei movimenti e l'ampiezza dei fianchi".

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giovedì 7 agosto 2008

Stupro. Quando la violenza diventa poi malattia.

La vittima di uno stupro

(Paola Ciccioli - Panorama) “È giusto che la gente sappia cosa vuol dire aver subito una violenza sessuale. Perché non sono soltanto lacrime e botte: quello, purtroppo, è solo l’inizio”. Il dopo è una lunga scia di pena e malattia: su questo chiede di riflettere la madre di Valentina, la ragazza di 29 anni che il 12 luglio si è uccisa a Torino dopo che le erano stati violati “anima e corpo”. Sei anni, per lei, è durato il buio dell’infelicità, diventato un peso insopportabile di cui disfarsi insieme con la vita (vedere il riquadro a destra).

“Che ci sia una relazione molto forte tra la violenza sessuale e il tentato suicidio è certo” afferma Patrizia Romito, docente del dipartimento di psicologia dell’Università di Trieste. Una ricerca recente, ancora in fase di elaborazione e di cui Panorama anticipa le conclusioni salienti, mette in rapporto diretto la violenza sessuale con l’impulso a suicidarsi e alcuni distubi psicologici con cui la vittima deve fare i conti dopo.

E il dopo è malattia, perché essere violati significa “avere una vita resa molto più difficile”, “soffrire per ferite che restano aperte a lungo” e, nei casi più gravi, essere piegati da “danni che non si recuperano”. Tutto questo va sotto il nome di: tentato suicidio o ricorrente desiderio di morte, depressione, attacchi di panico, abuso di alcol, problemi alimentari come bulimia e anoressia. “La nostra ricerca documenta l’effetto diretto dello stupro su ciascuno di tali indicatori di salute” spiega Romito. Lo studio è stato promosso dalla Commisione regionale per le pari opportunità del Friuli Venezia Giulia e ha interessato 627 studenti e studentesse di 14 tra licei, istituti tecnici e professionali della regione.

Tra le ragazze che hanno subito violenza o molestia sessuale l’11 per cento ha tentato di uccidersi, mentre i tentativi di suicidio sono del 3 per cento per chi non ha dovuto affrontare questa esperienza. La fantasia di volersi togliere la vita riguarda ben 48 under 20 su 100, sempre limitandosi a coloro che hanno dovuto affrontare la violenza, mentre le altre pensano a farla finita nel 28 per cento dei casi. Sempre tra le studentesse abusate, il 55 per cento ha dichiarato di avere attacchi di panico (il 38 per cento è la percentuale delle non abusate) e addirittura il 65 per cento dice di soffrire di depressione (la percentuale scende al 43 per le compagne). Il questionario mirava anche a mettere in evidenza quale sia la percezione della violenza in famiglia da parte dei giovanissimi, in tutte le sue declinazioni.

Ne è emerso che l’8 per cento degli intervistati ha visto in più occasioni il padre mentre picchiava la madre. Il 10 per cento delle ragazze con una esperienza di coppia (e il 3 dei loro compagni maschi), poi, ha subito gravi maltrattamenti dal giovane partner. Mentre il 27 per cento delle studentesse, appunto, ha conosciuto su di sé la ferita delle molestie sessuali o dello stupro. “Contrariamente al pregiudizio sociale secondo cui le donne gridano allo stupro quando invece non è successo niente” ammonisce Romito “le ragazze non riescono a riconoscere come tale ciò che invece è reato per il Codice penale”. L’esempio classico? La violenza sessuale compiuta dal fidanzato. “Dato che sto con lui, che ci sono uscita, che l’ho baciato…” si ripete tra sé e sé la vittima, senza però andare fino in fondo al proprio disgusto e dare il giusto nome a un rapporto intimo subito e destinato a creare una voragine nel profondo.

Il pregiudizio accoglie spesso le vittime, che con un comportamento freddo e in apparenza indifferente vanno a farsi visitare al pronto soccorso o si presentano in questura per la denuncia. “Quella freddezza può essere sintomo di una grande forma di sofferenza” mette in guardia Romito, che è autrice del volume Un silenzio assordante. La violenza occultata su donne e minori (Angeli Editore), tradotto in varie lingue.

Tra le conseguenze a breve e lungo termine dello stupro ci sono infatti due sintomatologie di segno opposto: “Da una parte la cosiddetta sindrome post traumatica da stress, che significa ansia, attacchi di panico, impossibilità di liberarsi del ricordo dell’abuso, incubi, agitazione. Il suo opposto, altrettanto grave, è la paralisi delle reazioni e delle emozioni”.

Prima della ricerca condotta sugli studenti medi del Friuli Venezia Giulia, la docente di Trieste ha svolto un altro studio, pubblicato nel 2007 dalla rivista Social science & medicine, per valutare l’impatto sulla salute psicologica della violenza tra gli studenti universitari: 502 gli intervistati, maschi e femmine, al massimo di 25 anni. Dall’indagine è emerso che il 20 per cento delle universitarie ha dichiarato di avere conosciuto lo stupro o di avere subito violenza grave. I maschi, non certo immuni dagli abusi sessuali, come si vede dalla tabella a pagina 60, sembrano reagire meglio al trauma, ma fanno registrare un maggiore ricorso all’alcol (con gli incidenti stradali a esso collegati).

“Siamo arrivati molto tardi a studiare le conseguenze dello stupro” conclude Romito. “Ci è voluta la conferenza dell’Onu sulle donne a Pechino perché, in Europa, si pubblicasse nel 2002 lo studio Enveff (Enquête nationale sur la violence enver les femmes en France) secondo cui nei primi 12 mesi successivi all’abuso sessuale le donne hanno un rischio 26 volte superiore di suicidarsi”.

Sbagliato, però, parlare di ripercussioni permanenti: “Sì, le ferite sono gravi, ma poi la maggior parte delle donne le supera. Gli stupri sono così frequenti che se così non fosse saremmo in tante in una condizione di disabilità. Con l’aiuto di chi ci ama, qualche volta con il ricorso a una guida professionale, di sicuro con il passare del tempo, le ferite possono rimarginarsi”.

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martedì 5 agosto 2008

Anniversari. Il 5 agosto del '62 moriva Marylin.

(Sky tg24) 46 anni fa moriva un mito: Marilyn Monroe. L'attrice icona di bellezza a soli 36 anni veniva ritrovata esanime nella sua casa di Los Angeles. Un cocktail fatale di barbiturici e alcol l'ipotesi più accreditata, ma ancora oggi c'è chi parla di omicidio.
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giovedì 31 luglio 2008

I cattolici agli anglicani: "Gay e donne vescovo ci preoccupano!

(Apcom) La questione dell'omosessualita' e l'ordinazione di donne vescovo sono altrettanti motivi di preoccupazione per la Chiesa cattolica: lo ribadisce il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell'unita' dei cristiani, intervenendo oggi a Canterbury, alla Lambeth Conference che riunisce ogni dieci anni gli arcivescovi e i vescovi anglicani (16 luglio - 4 agosto).

"Come ben sapete, l'ordinazione delle donne al sacerdozio in alcune province anglicane, a cominciare dal 1974, e all'episcopato, dal 1989, ha complicato molto i rapporti fra la Comunione anglicana e la Chiesa cattolica", afferma Kasper. Quanto ai pastori omosessuali e alla benedizione delle coppie gay, "una dichiarazione chiara da parte della Comunione anglicana - afferma il porporato - ci offrirebbe maggiori possibilità di offrire una testimonianza comune della sessualità umana e del matrimonio, una testimonianza dolorosamente necessaria nel mondo di oggi". Il discorso di Kasper e' stato pubblicato integralmente dall''Osservatore romano'.

Il ministro del Papa per il dialogo con le altre confessioni critsiane auspica "un nuovo ricorso alla tradizione apostolica in una situazione inedita. Non significherebbe rinunciare alla vostra profonda attenzione per le sfide e le lotte umane, al vostro desiderio di dignità e giustizia umane, alla vostra sollecitudine affinché tutte le donne e tutti gli uomini abbiano un ruolo attivo nella Chiesa", prosegue Kasper. "Piuttosto, porterebbe tali istanze e le questioni che ne derivano più direttamente nell'ambito creato dal Vangelo e dall'antica tradizione comune su cui si basa il nostro dialogo".

Un altro cardinale, il prefetto della Congregazione della dottrina della fede William Levada, ha espresso intanto la "seria attenzione" della Santa Sede ad una proposta di un gruppo conservatore anglicano di unirsi alla Chiesa cattolica. "Mentre si avvicinano i mesi estivi, voglio assicurarvi della seria attenzione che la Congregazione presta alla prospettiva di un'unità corporativa presentata in quella lettera", scrive. "Non appena la Congregazione sarà nella posizione di rispondere in modo più definito sulle proposte che avete presentato vi informeremo", afferma il porporato in una lettera resa pubblica dalla stessa Traditional Anglican Communion sul proprio giornale 'The Messanger Journal'.

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mercoledì 30 luglio 2008

A Sydney per il "Sexpo" con il record mondiale di orgasmo femminile.

Aspettando il Misex, dove ovviamente andrò, puntiamo l'attenzione sulla fiera del sesso che si sta tenendo a Sidney: il Sexpo. Grande affluenza di pubblico e numerosi spogliarelli, performance di lap dance, partite di strip poker ma anche... la gara per raggiungere il record mondiale di orgasmo femminile... Continua su SessoNews.

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lunedì 28 luglio 2008

Sesso, le donne preferiscono la vasca idromassaggio.

Il 4% non direbbe di no alla palla svizzera 'fitball.' Addio alle cene romanttiche. Un'indagine di 'Men's Health' rivela i desideri erotici femminili. Il 28% vorrebbe fare l'amore in un luogo sconosciuto, ma anche il camerino di un negozio ha un suo appeal.

(Adnkronos/Ign) - E' giunta l'ora di dire addio alle cene romantiche. Meglio trascorrere una serata all'insegna del relax. Il 30% delle donne considera la vasca idromassaggio il luogo ideale per fare l'amore.

Continua su SessoNews.

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Jennifer Beals: il fenomeno L-WORD.

(Carmilla) The L Word [in onda la terza stagione su La7, ndr] è uno show che suscita scalpore: tutti ne parlano, anche chi non l'ha mai visto realmente. Alcuni critici l'hanno definito come una versione lesbo di Sex and the City. Cosa rende questo telefilm così speciale?

Il pubblico si appassiona a The L Word per diversi motivi... Per le donne, lesbiche e etero, è decisamente interessante vedere un gruppo di ragazze così belle, disinibite ed emancipate come quelle rappresentate nella serie. Ed è altrettanto stimolante per quanto riguarda la vita sentimentale e i rapporti di amicizia tra le protagoniste dello show. Poi per i gay è importante essere rappresentati all'interno della cultura pop, attraverso uno show televisivo e ottenere l'attenzione della cultura mainstream. Gli uomini etero, invece, sono inizialmente attirati dal sesso, per curiosità o voyerismo e, perché no, per imparare qualcosa sulle donne e finiscono per appassionarsi alle vicende.

Cosa ti ha fatto decidere di intraprendere questo ruolo,una donna lesbica, forte e determinata come Bette, uno dei personaggi più carismatici di tutta la serie?
E' un personaggio complesso. Bette è forte, diffidente, sofisticata e molto ambiziosa. Mi ha immediatamente affascinato la tensione tra i diversi aspetti della sua personalità.
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Quale impatto ha avuto The L Word sulla tua vita, personale e lavorativa?
Prima di The L Word non ero molto sensibile alle tematiche omosessuali, ai problemi di vita quotidiana e anche politici della comunità gay. Da quando faccio parte dello show, vedo le cose da un diverso punto di vista. Ho imparato tanto: per esempio che le nostre istituzioni non riconoscono alle unioni omosessuali gli stessi diritti e privilegi delle coppie etero. Questa cosa mi ha scioccato: non è per niente giusto, credo sia anticostituzionale. Così ho preso molto a cuore questa causa, sono più consapevole e faccio molta attenzione a quel che dice la gente: mi capita di ascoltare conversazioni tra le persone e cogliere molti riferimenti e commenti spiacevoli, c'è molta discriminazione in giro... A Los Angeles non è così complicato perché la comunità LGBT è molto ampia, ma deve essere molto difficile per chi vive in un paese piccolo, magari in campagna...

Pensi che questo show possa contribuire a cambiare la mentalità delle persone? Aiutarle a capire meglio i problemi e la vita delle coppie omosessuali?
Assolutamente sì e sono felice che lo show abbia un impatto del genere sulla nostra cultura. Chi segue la serie impara a conoscere i personaggi e si identifica con loro: si possono quindi apprendere molte cose utili ed eliminare i pregiudizi. Le protagoniste rappresentano persone e coppie omosessuali in un modo diverso dagli standard televisivi, seguendo le loro vicende sullo schermo si capisce che ci sono molte più similitudini che differenze. Anche un piccolo contributo, come quello di The L Word, aiuta ad abbattere le barriere e gli stereotipi. La comunità gay non è così "diversa" come molti possono pensare: siamo tutti esseri umani,con i nostri problemi nei rapporti di coppia, in famiglia, al lavoro... è questo che conta. The L Word può aiutare a normalizzare, agli occhi del pubblico, questo tipo di rapporti.

Parliamo del tuo personaggio, Bette Porter. Qual è la cosa che ti intriga di più del suo carattere? E' stato difficile, all'inizio, entrare nel ruolo?
Fa parte del mio lavoro entrare nelle parti, anche quelle complicate come nel caso di Bette. Certo, è stato molto stimolante. In questo caso mi intrigava la tensione tra i diversi aspetti del suo carattere, così passionale e concentrata su se stessa, così sicura di sè e allo stesso tempo così diffidente.

Il carattere di Bette ha subito un'evoluzione nel corso della serie. E' una donna benestante e in carriera intenzionata a metter su famiglia insieme alla compagna Tina (con cui ha una solida e fedele relazione da sette anni) nella prima stagione, e man mano che la serie prosegue finisce per fare cose pazzesche: tradisce la fidanzata, rapisce la loro figlia Angelica, viene addirittura messa in prigione. Quali sono i motivi di questo cambiamento?
Tutti cambiamo, fa parte della vita. Bette deve affrontare questo percorso per trovare pace ed equilibrio interiore: non è certo perfetta, ma sta cerando di diventare una persona migliore. E poi si tratta di uno show televisivo... Senza i cambiamenti le serie non sarebbero interessanti.

Quale è la tua scena preferita? E la più odiata, o quella che ti è piaciuta di meno?
Ci sono tante scene diverse che amo. Per esempio, la lite tra Bette e Tina nell'episodio finale della prima stagione. Ma è difficile dire quale sia la mia preferita in assoluto, ce ne sono troppe per poterle elencare. La più odiata... oddio, non saprei, non me ne vengono in mente, ma probabilmente non ce ne sono.

The L Word con i suoi argomenti spinosi e piccanti, il suo linguaggio esplicito e le numerose scene di sesso, è una serie unica e senza precedenti, che forse ha aperto la strada ad altri show che intrecciano le storie proprio sul sesso. Siamo sempre più affamati di sesso o c'è altro?
Forse potrebbero rispondere meglio i produttori e i creatori di queste serie. Secondo me le persone sono da sempre intrigate dal sesso, è una parte fondamentale della nostra vita ed è sempre interessante vederlo rappresentato. Ma in The L Word c'è di più: il sesso è solo un veicolo per rappresentare le vicende sentimentali, e non, delle protagoniste.

LINK

Official site
LWord.it - Fansite italiano
TLW Land - Fansite italiano
Sito di The L Word su LA7

[fonte: SERIES, versione cartacea, giugno 2008]

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mercoledì 23 luglio 2008

Sesso: Il Viagra funziona anche con le donne, lo dice una ricerca.

Il Viagra funziona anche nelle donne. Assumendo la pillola blu, le disfunzioni intime tipiche delle pazienti in terapia contro il "male oscuro", come la difficoltà nel raggiungere l'orgasmo o la scarsa lubrificazione vaginale, sembrano scomparire. Lo dimostra uno studio condotto da esperti dell'università americana di Albuquerque, nel New Mexico. Alla metà delle donne sottoposte a sperimentazione è stato detto di assumere per 8 settimane il Viagra: il risultato ha visto superare i problemi dalle donne che avevano preso il Viagra, le quali hanno sperimentato una migliore funzionalità sessuale rispetto alle altre. Gli effetti collaterali sono stati pochi e leggeri mal di testa, vampate, indigestioni.

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venerdì 18 luglio 2008

Tra le Vip va di moda il superdotato e di colore...

(Jenny Furio - Novella 2000) Le coppie famose somigliano sempre più alle righe della Juventus: una bianca e... un nero. L'ultima della serie è quella della candida Elisabetta Canalis, che si è innamorata del cioccolatino brasiliano Reginaldo Ferreira da Silva, attaccante del Parma. La stella di Controcampo (Italia 1) ha conosciuto il calciatore quasi quattro mesi fa al compleanno del centravanti del Parma Bernardo Corradi, legato alla sua amica Elena Santarelli. Ed è stata subito passione.

Del resto Elisabetta, dopo i fidanzamenti con Christian Vieri e Gabriele Muccino, è stata attratta dall'«uomo nero»: sotto la sua casa di Milano, nel 2007, è stato fotografato il pallavolista cubano del Latina Maikel Cardona. E un anno prima, la Canalis è stata vista uscire dall'Hotel Hassler di Roma dove c'era Didier Drogba, centravanti del Chelsea nato in Costa d'Avorio: i sospetti di una relazione tra loro sono durati mesi. Dunque, l'ex Velina di Striscia la notizia deve avere una passione per gli sportivi di colore. Ma non solo. Basta consultare certi blog che sparlano di lei, come il velenoso Forum.alfemminile.com, dove si può leggere una lunga disquisizione sui ragazzi superdotati.

FAMOSE E NON SOLO
Anche Aida Yespica aspetta un figlio per novembre dal compagno Matteo Ferrari: l'ex difensore della Roma con mamma della Guinea e papà di Ferrara. La star del Bagaglino vive a Milano ma raggiunge il calciatore nella sua casa al quartiere Torrino di Roma ogni fine settimana: prove tecniche di convivenza in vista del matrimonio sussurrato per l'autunno, con testimone l'agente di Aida, Lele Mora.

Mentre è ai preliminari il gioco di squadra tra Debora Salvataggio con Vitor Hugo Gomes Passos, detto Pelè. La soubrette di Scorie (Raidue) è stata fotografata a Milano Marittima (Cervia) con il centrocampista portoghese dell'Inter. Ma dalla coppia, nessuna conferma del flirt caffelatte.

Certo la pelle color cioccolato piace alle italiane, non solo quelle famose. Secondo il rapporto 2006 Eurispes-Telefono Azzurro su Infanzia e Adolescenza, dal 3 al 5 % di single o neodivorziate, va a caccia di gigolo e sceglie mete come Gambia, Senegal, Marocco, Kenya, oltre alle solite Giamaica e Cuba. Nessuna sorpresa quindi se molte donne si innamorano dell'uomo di colore. Come ha fatto Antonella Clerici due anni fa. Allora, però, s'era lamentata: «L'Italia non è ancora un Paese multirazziale».

La conduttrice della Prova del cuoco (Raiuno) era contrariata: la stampa l'aveva messa sotto osservazione per il fidanzamento con Eddy Martens, il manager di tour operator dalla carnagione ambrata. «Evidentemente siamo una coppia che incuriosisce molto», ha detto lei. «Eddy è più giovane di me di 13 anni ed è scuro di pelle». Ma ora, forse, l'Italia è più multirazziale anche grazie alla Clerici. Nessuno fa più caso, infatti, a Andrew Howe e alle sue relazioni con ragazze bianche. Il campione di salto in lungo (8,47 metri: record italiano), in partenza per le Olimpiadi di Pechino, è legato a Giuseppina, nata a Rieti. Ma il figlio della statunitense Renée Felton e del calciatore tedesco Andrew Howe è stato avvistato anche con Sarah, bionda americana.

QUANDO LUI È ITALIANO
Anche Mario Balotelli, attaccante dell'Inter, ha le sue tresche. Nato a Palermo da genitori africani e adottato a due anni da una famiglia di Brescia, Balotelli ha trovato una ragazza proprio in città, ma è stato avvistato con la modella Keyla Espinoza. Che ha detto: «Mario, a letto, è super». Ora con Keyla è finita: con la bresciana non si sa.

Più incerte le relazioni del centrocampista della Lazio Christian Manfredini, nato in Costa d'Avorio: nel 2001 era dato per fidanzato con Monica, impiegata di banca. Da allora, black out molto black. La lista delle coppie black&white si allunga con il flirt tra Chiara Conti e Gary Dourdan: l'attrice della miniserie "Le ragazze di San Frediano" (Raiuno) ha raccontato a "Visto" (del 21 settembre 2007) la storia con il protagonista nero Warrick Brown della serie "C.S.I." Las Vegas, che prima di lei passava per amico speciale di Martina Stella. «Non siamo fidanzati», ha precisato Chiara, «ma fra noi c'è un ottimo rapporto fatto di mail. E a luglio abbiamo passato giorni bellissimi a Roma per il Festival della Fiction»: quando sono uscite foto di lei e Dourdan in baci appassionati.

Mentre la campionessa di pallavolo Veronica Angeloni, nel 2006, sarebbe stata un flirt dell'Imperatore del calcio: il nerissimo Adriano made in Brasile e, allora, in forza all'Inter. Non solo: c'è da elencare il matrimonio del 1994 tra Cristina Pensa e il calciatore olandese Ruud Gullit, allora del Milan. La Pensa, diventata negli anni anche tronista a Uomini e donne (Canale 5), è stata sposata sei anni con Gullit, ora allenatore dei Los Angeles Galaxy, e insieme hanno avuto due bambini.

Ma la coppia vintage più sorprendente è quella dell'autrice di "Bella e d'annata" (Cairo Editore) Januaria Piromallo e Mike Tyson. Racconta la giornalista: «È successo 15 anni fa, quando ero praticante al "Corriere della Sera", a New York. Dovevo intervistare il campione mondiale dei pesi massimi e, quella sera, sono rimasta a dormire da lui. C'era sua madre e non è successo niente. Solo baci appassionati. Lui, Mike, è stato un vero gentiluomo: s'è ritirato al momento giusto. Insomma, un campione di buone maniere che mi ha mandato fiori in ufficio e una limousine bianca a prelevarmi per un secondo incontro.

Ma ho avuto rendez-vous molto più appassionati, tempo dopo, con il campione francese di tennis Yannick Noah: fisico da Bronzo di Riace, la prima notte è stata a Positano, sulla spiaggia con la luna e lui che cantava per me. Un'orchestra di preliminari entusiasmanti che non hanno trovato sintonia con la passione dei momenti più forti. No, a Noah non darei dieci e lode in fatto di sesso: non si applica, pensa troppo a se stesso. Però mi ha regalato un cane che ho battezzato Yannick. Perché sono stata attratta dalla pelle scura? Perché sopra è quasi senza peli e, sotto, ci sono muscoli veri».

INTANTO ALL'ESTERO
Tra gli stranieri, molte le coppie miste che funzionano: Eva Longoria delle Desperate Housewives che il 7-7-2007 ha sposato a Parigi il campione di basket dei San Antonio Spurs, Tony Parker, abbronzato naturale. E poi la stanga slovacca Adriana Sklenarikova ha sposato dieci anni fa Christian Karembeu, ex calciatore della Nuova Caledonia. E la modella tedesca Heidi Klum: dal 2005 è moglie di un cantante britannico, il nerissimo Seal e insieme hanno due figli. Certo, gli Stati Uniti sono stati tra i primi Paesi a rompere il ghiaccio con le coppie in bianco e nero.

Nel 1960, l'attore di colore Sammy Davis Junior aveva sposato la svedese May Britt e aveva fatto scalpore: le unioni miste erano proibite in trenta stati americani. E solo anni dopo l'argomento è stato sdoganato dal cinema con un film del 1967 di Stanley Kramer, Indovina chi viene a cena, dove il nero e splendido Sidney Poitier non è accettato dai genitori della sua ragazza bianca, Katharine Hepburn e Spencer Tracy.

Intanto, nella realtà tutta italiana, si viveva la travagliata storia d'amore tra la contessina Giovanna Agusta, ereditiera dell'impero degli elicotteri, e il calciatore brasiliano José Germano de Sales: coppia avversata dalla famiglia di lei, che alla fine ha lasciato il papà della sua Lulù. Ma adesso, sarebbe possibile avere difficoltà così enormi nel vivere l'amore bicolore in una casata blasonata?

LO DICE LA CONTESSA
Lo abbiamo chiesto alla contessa Marta Brivio Sforza, moglie del marchese Annibale Brivio Sforza e mamma di due gemelli, Giacomo e Giacinta. «Bisogna sempre scegliere chi si ama e non farsi condizionare dal colore della pelle. Io sono di apertura massima, in questo discorso. Anche se sono consapevole che la via migliore è trovare una persona di cultura simile alla nostra, in questo modo si evitano molti dissapori. Molti guai».

Ma se in Italia la strada per l'unione delle razze sembra tracciata, negli Stati Uniti serpeggia un sottile apartheid all'incontrario. Michelle, moglie black del candidato black alla presidenza Barack Obama, ha definito con il termine spregiativo di «whitey» (musi bianchi) un gruppo di americani che contestavano il marito: la cassetta con la registrazione della frase sembra sparita nel nulla, in compenso sono stati aperti molti siti per commentare l'uscita infelice di Lady Obama. Signora in nero che può mandare in bianco l'integrazione.

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martedì 15 luglio 2008

Siffredi: "Le donne della politica? Mi piacerebbe fare sesso e senza tanti complimenti con la Santanchè".

Le trovo terribilmente eccitanti". L'ex attore porno rivela la sua 'passione' per la politica italiana: "La Brambilla è una gatta che se ne farebbe fare di tutti i colori.
(Quotidiano.net) "Sono attratto dalle donne che hanno una forte personalità, che mettono l'essere sexy in secondo piano. Ce ne sono tante in politica che più sento parlare più trovo eccitanti". Così Rocco Siffredi, ex attore porno, confessa a 'Chi', la sua 'passione' per la politica. "Le donne del partito di Berlusconi sono quasi tutte portate a scatenare la mia immaginazione. Tutte le donne che lo accompagnano - sottolinea Siffredi - mi danno l'idea di essere portate per un'attività sessuale frenetica e divertente".

Il regista e produttore di film hard stila la sua personale classifica: "Quella che oggi mi ispira di più è Michela Vittoria Brambilla, una da mettere al centro dell'attenzione, una gatta che se ne fa fare di tutti i colori. E poi è rossa, ha la pelle bianca. Ah, e a proposito di rosse - aggiunge - c'è la Gruber che ha sempre fatto parte dei miei sogni erotici, lei la vedo molto fetish".

"Irene Pivetti, poi, sono anni che mi avvince, il massimo l'ha raggiunto quando si è rasata la testa, sembrava una disposta a tutto. Lei mi piaceva anche col foulard - spiega ancora l'ex attore porno - si capiva che non ce la faceva a reggere la parte dell'ingessatona. Però, la persona con cui proprio mi piacerebbe fare sesso, e senza tanti complimenti, è Daniela Santanchè".

Infine sui suoi rapporti con gli esponenti della politica italiana, afferma: "Ho pranzato e cenato con sindaci di grandi città e con loro si è parlato sempre e solo di sesso e perversioni, ma non lo si è mai fatto".

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Donne e governo. La Carfagna lascia, la Brambilla al posto della Prestigiacomo.

(a fianco, Silvio Berlusconi e Stefania Craxi a Parigi durante i festeggiamenti per il 14 luglio) Clamorosi retroscena dai Palazzi romani del potere. Pare proprio che il ministro Mara Carfagna - nell'occhio del ciclone nelle ultime settimane - abbia confidato a Silvio Berlusconi di essere disposta a lasciare la guida del dicastero delle Pari Opportunità. Ovviamente la decisione finale spetta al presidente del Consiglio. Ma non finisce qui.

Nei corridoi della politica romana si sussurra che il Cavaliere e il presidente della Camera Gianfranco Fini starebbero pensando di mettere Michela Vittoria Brambilla, attuale sottosegretario con delega al Turismo, al posto di Stefania Prestigiacomo al ministero dell'Ambiente. Il motivo? La bionda di Forza Italia si muoverebbe in modo "troppo autonomo", avendo riconfermato praticamente tutti i manager della precedente gestione, quella di Pecoraro Scanio. Perciò, sarebbe pronto per la Prestigiacomo un incarico in Europa, con il quale liberare la poltrona dell'Ambiente per la rossa di Lecco...

Piccolo gossip internazionale per il presidente del Consiglio. Lunedì 14 luglio a Parigi, a margine dei festeggiamenti per l'anniversario della presa della Bastiglia, Berlusconi si è appartato qualche minuto con la moglie del numero uno dell'Eliseo, Carla Bruni. Speriamo che Sarkozy non sia geloso...

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Lo scandalo del "festival" del sesso orale a Zante. I video in rete.

C'è un gran daffare in rete per recuperare quei video che testimoniano la notizia data ieri e relativa alla gara di "blow-job" tenutasi a Zante (isola particolarmente cara alla cultura italiana, il Foscolo, De Chirico, ecc.) che alcune prostitute, ingaggiate appositamente per l'evento a Londra, hanno dato vita in Grecia. E' caccia anche ai nomi delle partecipanti come testimonia la manchette qui sotto e pubblicato dal giornale scandalistico The Sun.
Intanto in redazione ci sono giunte alcune segnalazioni che vi sottoponiamo.
Questi i video che ci hanno segnalato e questi noi vi giriamo se poi siano quelli originali o delle bufale non possiamo saperlo, un'occhiata comunque vale la pena darla...
Buona visione.

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sabato 12 luglio 2008

Sorrento. Donna entra nelle botteghe, si guarda intorno e "palpa" le zone intime degli artigiani.

Turista sexy improvvisa strip nelle botteghe sorrentine.
Una bella turista, sui quarant’anni e con il fascino della pelle scura. E’ diventata il “terrore” del centro storico. Entra nelle botteghe, si guarda intorno e “palpa” le zone intime degli artigiani improvvisando uno strip, poi chiede un’offerta in denaro. Un gesto che lascerebbe a bocca aperta chiunque. Forse anche il più incallito dei play-boy.
Da circa due settimane sta seminando il panico nelle storiche botteghe delle viuzze sorrentine. Nessuno sa come comportarsi, cosa dire o cosa fare. La turista compare all’improvviso. Sceglie un negozio, individua la “preda” e si fionda verso di lui. Poi l’avance, piuttosto cruda. La donna, senza perdere tempo, si concede l’emozione di una palpata. Una carezza che nell’immaginario collettivo riporta alla mente la commedia sexy all’italiana.
La 40enne è stata avvistata per la prima volta circa quindici giorni fa. Si aggirava per le strade del centro storico con eleganza e curiosità. Vestita in modo sportivo e con una sacca da viaggio in spalla. La classica turista che sceglie Sorrento per trascorrere le vacanze estive. Poi la prima sorpresa. E’ entrata in alcuni negozi per chiedere soldi. Giusto qualche moneta da un euro. Ma le cose, nel giro di qualche giorno, sono peggiorate. La donna ha cominciato a visitare le caratteristiche botteghe sorrentine. E non per racimolare qualche soldo. Ma per dare sfogo ad una sua piccola mania. Toccare le parti intime degli artigiani.
La voce si è sparsa in un batter d’occhio e ora la bella 40enne è diventata un incubo per i lavoratori. Da un momento all’altro potrebbe comparire in negozio e creare situazioni davvero spiacevoli. Il suo identikit è ormai noto a tutti. Affascinante, dalla pelle color ebano ed elegante nel portamento. Passeggia sempre da sola e mai in compagnia. Conserva il fare della turista curiosa. Si guarda in giro, è in cerca di monumenti e posa lo sguardo su ogni struttura o edificio che possa attira l’attenzione. Una donna normalissima, ma con la “passione” del palpeggiamento.
Le sentenze in merito, in Italia, si sprecano. Ma sono sempre gli uomini ad “accarezzare” le donne spingendosi al di là del limite. Per trovare un caso curioso è necessario spostarsi in Nord Europa. Recentemente, in Norvegia, è stata condannata un 23enne. La giovane aveva palpeggiato in maniera troppo vigorosa un uomo di 31anni. Alla vittima anche un risarcimento circa 5mila euro. In Scandinavia si tratta del primo caso di condanna del genere. La donna, a quanto pare, si era difesa sostenendo che l’uomo fosse consenziente ma la procura ha giudicato false le sue spiegazioni.
Sorrento, invece, deve fare i conti con la “donna delle carezze”. Si muove per il centro storico sempre di giorno.
Proprio per approfittare del caos. In quelle ore, infatti, le stradine di Sorrento sono letteralmente prese d’assalto da turisti provenienti da ogni parte del mondo. Impossibile dare nell’occhio o attirare l’attenzione. Poi si lascia alle spalle il frastuono e si dirige verso botteghe e negozi caratteristici. Passeggia davanti alle vetrine e, forse a caso, si intrufola nell’esercizio commerciale. Guarda negli occhi la “preda” per qualche secondo. Quasi a voler intimidire l’uomo che ha davanti. E con un gesto fulmineo “accarezza” le parti intime. Più di una volta è stata allontanata. Anche perché potrebbero nascere situazioni delicate e spiacevoli. Proprio davanti a clienti tedeschi, francesi o americani.

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venerdì 11 luglio 2008

I pompini del Re Sole.

(Noirpink) C'era una volta un pompino... La favola porno si è trasformata nella più cruda realtà. L'opinione pubblica, affamata di gossip, ha dato inizio al circo mediatico di intrattenimento che il popolino elettore di Berlusconi da sempre vuole. Cioè i pompini. Questa volta sociali. Chi in questo momento non sta praticando sesso orale alla democrazia e alla Costituzione? Il popolino voleva qualcosa di cui parlare al bar, bevendo cappuccio e mangiando croissants, magari vantandosi che "se lo ha fatto lui, lo posso fare anch'io" (frase recepita uditivamente da chi scrive al bar di Stazione Lambrate, Milano, alle ore 8.40 circa corrente giorno). Eccolo il pompino. Parliamo del pompino. Vero o presunto. Massì. E' questo quello che l'Italia vuole. Presto, lo sentiremo dire che lo ha fatto per noi.
E pazienza che ieri, al solito, la notizia che più doveva far parlare sia rimasta in silenzio. In Parlamento è passato il Lodo Alfano, che permetterà alle quattro più alte cariche dello Stato l'immunità giudiziaria, sospendendo i processi in corso. Che pompino alla Cosituzione, italiana ed europea. Evidentemente, non fa parlare molto perchè il popolino la Costituzione non l'ha mai vista in tv. Così, si forma il Re Sole.
Subito, si è deciso di modificare l'altra norma, quella blocca-processi, in modo tale da renderla meno "scandalosa", così l'invito al Pd: "ora votatela".
In Senato sarà un'altra passeggiata. Di sicuro verrà approvata prima dell'udienza Mills. La quale finirà a Napoli, a marcire assieme agli altri rifiuti.
E così, nasce il Re Sole. Al popolino piace il Re Sole. In fin dei conti, ricorda le atmosfere di Elisa di Rivombrosa, con le damigelle d'onore, il Re intoccabile. Al di sopra della legge.
Che bello, siamo in un film storico. Anzi, in una favola vera e propria. C'è il Re, il Cavaliere senza macchia e senza paura che però non se la fa con Veronica Lario, la principessa sola sperduta nella torre isolata tenuta prigioniera dal drago sputafuoco, c'è poi il giullare di corte che racconta barzellette e fa i giochi di prestigio con le monete dei forzieri, gli sceriffi di Nottingham (diventati due), che varano la Robin Tax e la cattura dei barbari che non hanno il permesso di soggiorno, ci sono i banditi ribelli, una volta al Castello, che litigano per decidere il nome da dare alla banda. E' proprio come una favola... Perchè cambiare?
Infine, quando il Re Sole si stancherà, si riposerà all'ombra del Quirinale. La strada è spianata. Il popolino lo acclamerà gridando "Silvio, Silvio", e lui ci delizierà facendoci assaggiare i suoi pompini.
E vissero tutti felici e contenti.

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Anglicani. Vescovo Sydney: no preti gay e donne vescovo.

(Apcom) Siamo contrari alle donne vescovi ed è inaccettabile che omosessuali praticanti diventino preti": è netta la posizione del vescovo anglicano di Sydney, il reverendo Robert Forsyth, che proprio la prossima settimana incontrerà Papa Benedetto XVI, in occasione della sua visita in Australia per la Giornata Mondiale della Gioventù.

"Qui a Sydney non ci sono donne preti o vescovi, e siamo totalmente contrari. Così come diciamo no agli omosessuali dichiarati. È inaccettabile - dice in una intervista ad Apcom - che omosessuali praticanti diventino preti". Il reverendo Forsyth è appena tornato da una conferenza che si è svolta a Gerusalemme intitolata 'Global Anglican Future Conference', un convegno organizzato da oltre 280 vescovi per protestare contro la presenza, alla "Lambeth Conference", di presuli liberali americani favorevoli alle ordinazioni e alle unioni gay.

"Noi boicottiamo la Lambeth Conference - prosegue Forsyth - proprio per la questione degli omosessuali. Alcuni membri della Chiesa anglicana ammettono preti omosessuali che praticano, ma questo per noi è contro Cristo. È immorale, è contro ciò che vuole Cristo".

Proprio in questi giorni stanno arrivando in Inghilterra molti dei vescovi anglicani che dal 16 al 31 luglio parteciperanno alla 'Lambeth Conference', la riunione di tutti i primati anglicani del mondo che si svolge ogni 10 anni a Canterbury, sede storica dell'arcivescovo di Canterbury. La Conferenza si svolge quest'anno in un clima estremamente delicato e a una settimana dalla decisione presa dal Sinodo Generale della Chiesa di Inghilterra di avviare l'iter per ammettere all'episcopato le donne

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