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sabato 6 settembre 2008

Andate ed ammalatevi... La chiesa continua a dire no ai contraccettivi.

L'amarezza di mons. Merisi per il sì dell’Europarlamento a contraccezione e aborto per la salute materno-infantile dei Paesi in via di sviluppo.

(Radio vaticana) Parlamento dell’Unione Europea ha approvato ieri una risoluzione in cui si sostiene il ricorso a contraccezione e aborto come mezzi per tutelare la salute materno-infantile nei Paesi in via di sviluppo. 394 i voti favorevoli e 182 quelli contrari. Il testo fa riferimento ad uno degli otto Obiettivi del Millennio definiti nel 2000 per la lotta a malattie, povertà e sottosviluppo nel mondo ed è stato presentato in vista della conferenza mondiale ONU del prossimo 25 settembre. Preoccupazione e amarezza sono state espresse da mons. Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi e rappresentante dei vescovi italiani presso la COMECE, la Commissione degli Episcopati della Comunità Europea. Adriana Masotti lo ha intervistato:

R. – Anche io sono molto amareggiato e sconcertato, perché su un tema importante come l’Obiettivo di sviluppo del millennio sul miglioramento della salute materno-infantile, accanto a cose positive, vi siano poi queste diverse sottolineature che noi riteniamo del tutto negative. Ed in particolare il fatto di parlare di aborto citandolo come diritto, in riferimento alla salute sessuale riproduttiva. Quindi per noi del tutto negativo, insieme poi con l’altro riferimento sul tema della contraccezione. Io dico che purtroppo nella mentalità corrente – e qui vediamo anche nel Parlamento europeo – è diffusa questa sensibilità che privilegia il tema della libertà individuale rispetto ad altri diritti che per noi vengono prima e che sono quelli generali sul tema della vita, della famiglia. Credo che occorra, quindi, impegnarsi di più per creare sensibilità su queste tematiche essenziali cosicché la gente e le coscienze si ribellino di fronte a queste prospettive.

D. – Per aiutare la salute sia delle madri che dei bambini forse ci sono altri interventi da programmare….
R. – Certo. Non si risponde ad un pericolo o ad una realtà di morte con altri temi che pure dicono morte. Io credo che la salute mateno-infantile in questi Paesi chieda altre attenzioni, altri priorità ed altre strade.

D. – Questa è una risoluzione decisa dall’Europa per quanto riguarda i Paesi in via di sviluppo. Ma non c’è anche un contrasto tra aborto, contraccezione e cultura di questi Paesi, a cui ci si rivolge?
R. – Anzitutto bisogna vedere la conseguenza pratica di queste indicazioni e di questa Risoluzione vista nel contesto delle direttive e delle competenze europee, in rapporto anche a quelle nazionali. Indipendentemente però dall’esito pratico e concreto, siamo certamente di fronte ad una prospettiva che dal nostro punto di vista non aiuta il progresso autentico e vero dei Paesi in via di sviluppo. Tante volte presso la COMECE si è detto che occorre fare in modo che da parte degli organismi, delle aggregazioni di ispirazione cristiana, ci siano un lavoro ed un impegno maggiore, affinché sul campo ed anche presso le istituzioni si dibatta e si facciano presenti i valori autentici e veri.

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mercoledì 27 agosto 2008

Il Cardinale riesumato e il parere de L'Avvenire. "Illazioni sulla sua omosessualità".

Londra Newman riesumato: e c’è chi inventa la polemica.
Alcuni attivisti inglesi contestano la rimozione della tomba con illazioni sulla sua omosessualità. "Sciocchezze", replicano in coro gli studiosi.

(Lorenzo Fazzini - L'Avvenire) "Stupidaggini", "sciocchezze", "assurdità". Così diversi esperti della figura e dell’opera del cardinale John Henry Newman qualificano le insinuazioni che da ambienti legati a gruppi organizzati di omosessuali inglesi sono piovute in questi giorni sul famoso teologo di Oxford di cui – secondo alcune indiscrezioni – sarebbe prossimo l’annuncio della beatificazione. Ieri il quotidiano The Independent è arrivato a dar voce e credito alle accuse di 'omofobia' contro la Chiesa lanciate da militanti dei mivimenti gay britannici secondo cui la scelta di riesumare il corpo di Newman e trasferirlo altrove sarebbe un’incredibile 'mossa' del Vaticano per nascondere l’omosessualità dello stesso cardinale.
Oggi Newman è sepolto, come da suo lascito, accanto a padre Ambrose St. John, un confratello dell’Oratorio di San Filippo Neri (lo stesso cui apparteneva Newman).
«La decisione del Vaticano di muovere la salma di Newman dal luogo dove riposa – ha attaccato l’attivista gay Peter Tatchell – è un atto da ladri di tombe. Viola il desiderio più volte ripetuto di Newman di essere sepolto per l’eternità insieme al partner di una vita».
Nelle scorse settimane il ministero della Giustizia di Londra ha autorizzato la riesumazione e la traslazione del corpo di Newman dal cimitero di Rednal, nei dintorni di Birmingham, nel più centrale Birmingham Oratory, la chiesa dove operò il teologo ammirato da Benedetto XVI, la cui tomba oggi viene visitata da 15 mila devoti ogni anno.

Sin da professore Ratzinger ha espresso più volte il suo debito intellettuale per il teologo cattolico prima anglicano: «La dottrina di Newman sulla coscienza divenne per noi il fondamento di quel personalismo teologico che ci attrasse tutti col suo fascino».

Per Austen Ivereigh, ex consigliere del cardinale Cormac-Murphy O’Connor, primate della Chiesa cattolica in Inghilterra e Galles, le critiche degli ambienti gay sono «sciocchezze». Alla Bbc ha spiegato che l’esumazione del corpo di Newman «è parte del processo che porta alla canonizzazione». Ivereigh ha aggiunto che i resti del futuro beato vanno portati in un luogo adatto «per consentire ai pellegrini di venerarlo». Tempo fa padre Paul Chavasse, postulatore della causa di beatificazione di Newman, aveva chiesto alle autorità di Rednal un intervento «urgente a protezione» della tomba del cardinale per preservarla da «possibili vandalismi»: nel 2003, infatti, anche la casa di Newman era stata sfregiata a più riprese.
«Che dire? Se due persone sono veramente amiche, e qualcuno insinua che si tratta di omosessuali, cosa possiamo farci?». Allarga le braccia padre Edoardo Aldo Cerrato, procuratore generale della Confederazione degli Oratori di San Filippo Neri. «Quello tra Newman e padre Ambrose fu un legame di amicizia che durò tutta la vita. Sono sepolti vicini anche perché si tratta del cimitero degli oratoriani di Birmingham, che è un fazzoletto di terra». Un’idea sul perché di tali insinuazioni Cerrato ce l’ha: «Si tratta di un pretesto con cui propagandare una certa linea anticlericale».
Anche per Joseph Pearce, docente di Letteratura alla Ave Maria University, in Florida, studioso dei 'grandi convertiti' inglesi, «è assurdo insinuare che Newman, un uomo celibe e infaticabile difensore della dottrina morale della Chiesa, fosse un omosessuale praticante. Certamente è stato legato da amicizia con uomini ma considerava peccato un atto omosessuale. L’aver avuto un amico non significa che 'abbia dormito' con lui, e solo la sordida epoca in cui viviamo potrebbe suggerire un simile nonsenso». Ivereigh ribadisce: «È sbagliato leggere con categorie odierne l’era vittoriana quando queste relazioni amichevoli erano molto comuni a Oxford e nella comunità anglo-cattolica».

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martedì 26 agosto 2008

Benedicono coppie gay, il Vaticano minaccia di chiusura una parrocchia.

Fra gli aspetti censurati dal Vaticano l'ammissione di predicatrici donne e le benedizioni di coppie gay.

(Ansa) Una parrocchia cattolica in Australia, St. Mary's di South Brisbane, sta lottando per la sopravvivenza dopo un ultimatum dell' arcivescovo della diocesi, John Bathersby, che le intima di allinearsi a 'pratiche accettabili' dal Vaticano, pena la chiusura. Fra gli aspetti censurati, l'ammissione di predicatrici donne e le benedizioni di coppie gay.

In una lettera di tre pagine consegnata al parroco padre Peter Kennedy, l'arcivescovo descrive la parrocchia di 700 fedeli come 'un'autorita' in se' stessa, che ha stabilito una sua variante della religione'. 'La questione non e' tanto se St. Mary's debba essere chiusa, ma se si chiude da sola, continuando con pratiche che la separano dalla comunione con la Chiesa cattolica', scrive.

Mons. Bathersby e' intervenuto su sollecitazione del Vaticano, che aveva ricevuto lamentele da parrocchiani, secondo cui le parole delle preghiere venivano cambiate e nella chiesa era stata sistemata una statua buddista. Vi erano state anche controversie sulla pratica di consentire alle donne di predicare, e di aver benedetto coppie gay e lesbiche. Se la parrocchia fosse costretta a chiudere, sarebbe il primo caso del genere in Australia.

Padre Kennedy, che guida la parrocchia da quasi 28 anni, ha letto brani della lettera davanti a 300 parrocchiani stupefatti durante la messa domenica scorsa, e ieri sera piu' di 500 fedeli si sono accalcati nella sala parrocchiale per discuterne. Alcuni hanno respinto nettamente la nozione che la parrocchia fosse fuori della comunione con la Chiesa cattolica, parlando con emozione della sua comunita' accogliente e del lavoro con persone svantaggiate. Altri hanno riconosciuto le preoccupazioni del vescovo sulle messe celebrate secondo liturgie non ortodosse.

La parrocchia ha infine deciso di rispondere alla lettera del vescovo, ringraziando dell'invito a considerare il futuro della parrocchia, e annunciando di aver costituito dei gruppi di lavoro per esaminare le questioni sollevate.

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La chiesa farà beato un omosessuale ma lo nega.

Il religioso aveva chiesto di essere seppellito accanto al confratello "Nessuna omosessualità, era amicizia vittoriana".

(Guido Santevecchi - Il Corriere della Sera) Le procedure che preparano la beatificazione del cardinale John Henry Newman, anglicano passato alla Chiesa cattolica nel 1845, hanno aperto in Inghilterra una polemica con i gruppi di pressione per i diritti gay. Il governo britannico ha appena accettato la richiesta delle autorità religiose di riesumare il corpo da un cimitero alla periferia di Birmingham per traslarlo in un sarcofago nell'Oratorio della città. Ma secondo Peter Tatchell, influente attivista anti-discriminazione degli omosessuali, si tratta di «un atto di vandalismo morale degno di violatori di tombe, una dissacrazione religiosa, un segno di omofobia».

L'accusa è basata sul fatto che il cardinale, morto nel 1890, è seppellito da allora assieme a un confratello, il reverendo Ambrose St John. I due avevano condiviso la conversione al cattolicesimo, avevano vissuto insieme per molti anni e Newman aveva lasciato disposizione di essere interrato accanto all'amico che era morto nel 1875. Nell'orazione funebre Newman aveva paragonato il dolore per la perdita di Ambrose a quello «provato da un marito per la moglie o da una moglie per un marito ». Queste parole, secondo Tatchell, proverebbero che il rapporto tra i due era di natura omosessuale: «Sono stati accanto sotto terra per più di cent'anni e ora il Vaticano vuole disturbare la loro pace per coprire il fatto che il cardinale amava un altro uomo».

Ma Austin Ivereigh, ex consigliere del cardinale Cormac Murphy O'Connor, primate cattolico d'Inghilterra e Galles risponde che le critiche e le teorie di mr Tatchell non hanno senso. «La traslazione della salma fa parte del processo di canonizzazione: si sceglie una collocazione dove i fedeli possano venerarla», ha detto alla

Bbc. Il decreto di beatificazione dovrebbe essere firmato dal Papa a novembre. Per quanto riguarda le speculazioni sull'omosessualità, Ivereigh replica: «Nessuno contesta che il cardinale volesse profondamente bene ad Ambrose St John. Ma quel paragone con "l'amore tra coniugi" non significa assolutamente che si trattasse di una convivenza matrimoniale tra gay. È sbagliato leggere con le categorie di oggi rapporti di amicizia del periodo vittoriano, quando queste intense e appassionate relazioni tra gente di cultura erano molto comuni».

Ma se avessero ragione gli attivisti dei diritti gay, e se quella relazione fosse stata più di un'amicizia? «Non c'è prova, ma dal punto di vista del diritto canonico, se fossero stati omosessuali e avessero tenuto sotto controllo la loro condizione restando casti, avrebbero acquisito un titolo di merito», dice il professor Marco Ventura dell'università di Siena.

John Henry Newman, nato nel 1801, era stato ordinato nella Chiesa anglicana nel 1824. Aveva lavorato al riavvicinamento con la Chiesa cattolica; quando le sue teorie furono denunciate, entrò in una sorta di vita monastica e nel 1845 fu accolto nel cattolicesimo. Nel 1876, con un gesto straordinario, Papa Leone XIII elevò quel semplice prete al rango di cardinale. Anche Tony Blair, convertitosi al cattolicesimo l'anno scorso, venera il cardinale Newman, tanto che ha regalato al Papa alcune sue immagini. Padre Paul Chavasse, rettore del Birmingham Oratory, dice che «come grande uomo della Chiesa e devoto ai santi, il cardinale Newman avrebbe obbedito senz'altro alla richiesta del Vaticano ». Sulla pietra del nuovo sarcofago nell'Oratorio sarà posta l'iscrizione Ex umbris et imaginibus in veritatem,

il motto dello stemma cardinalizio di John Henry Newman. Si può tradurre più o meno «Dalle ombre e dalle immagini alla verità» e ora è scolpita sulla pietra della tomba che il cardinale divide con l'amico St John. Ma anche questa frase è oggetto di polemica, perché secondo alcuni avrebbe rappresentato l'outing postumo del religioso.

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lunedì 25 agosto 2008

Inghilterra. I cattolici vogliono riesumare il cardinale gay sepolto accanto al suo compagno.

Polemici con gli anglicani.
(TGCom) E' polemica in Inghilterra per la decisione della Chiesa cattolica di riesumare il corpo di un celebre cardinale, John Henry Newman. Il prelato, anglicano ma poi diventato cattolico, riposa dal 1890 accanto alla tomba dell'uomo che amò e con il quale convisse per gran parte della sua vita. Secondo i gruppi gay, il Vaticano vuole semplicemente spostare Newman per coprire l'omosessualità del religioso.

La Santa Sede respinge le accuse. La decisione di riesumare la salma sarebbe stata presa per avviare il processo di beatificazione. Per gli attivisti gay, invece, si violerebbe in questo modo il desiderio del cardinale di essere sepolto accanto al compagno di una vita.

Contrari alla riesumazione anche molti cattolici britannici. Un sondaggio condotto dalla rivista "The Church Times" ha evidenziato che la maggioranza degli anglicani è contraria a separare il cardinal Newman da padre Ambrose St. John, con il quale visse "come marito e moglie" per lungo tempo.

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sabato 23 agosto 2008

Archivio Vaticano. I Templari non erano eretici. Nessun cenno sulle accuse di omosessualità.

Filippo IV il Bello, Re di Francie, gran persecutore dei templari, in una immagine dell'epoca.

'Osservatore romano': "Processo per mettere mani su patrimonio".

I templari, l'ordine religioso-militare più potente del medioevo, sciolto da Papa Clemente V dopo che il re di Francia Filippo IV il Bello li aveva accusati di eresia, non erano affatto eretici. E' quanto emerge dall'Archivio Segreto Vaticano.

"Grazie a fortunati ritrovamenti di atti originali conservati presso l'Archivio Segreto Vaticano oggi - riferisce l''Osservatore romano' - sappiamo che la disciplina primitiva del Tempio, il suo spirito autentico, nel tempo si erano corrotti entrando in decadenza e lasciando aperta la porta alla diffusione del malcostume; ma i Templari non erano affatto diventati eretici in massa e il processo fu essenzialmente un mezzo per mettere le mani sul loro patrimonio, come del resto disse chiaramente Dante Alighieri nel canto XX del Purgatorio". Nessun cenno viene fatto circa le accuse di sodomia mosse al tempo nei confronti dei templari.

"Accade che gli appassionati, a volte persino gli storici di mestiere, subiscano il fascino della leggenda templare dimenticando di guardare con attenzione i documenti, quelli che contengono la verità", denuncia il quotidiano della Santa Sede, che ripropone un esempio di quei documenti: il testo di una preghiera "bellissima, commovente", che alcuni Templari composero durante i lunghi anni di prigionia nelle carceri di Filippo il Bello. "Fu letta durante il processo, ma gli storici non l'hanno mai valorizzata forse perché essi stessi sono incuriositi soprattutto dagli aspetti misteriosi, diciamo pure oscuri della vicenda". Secondo l''Osservatore romano', invece, "non c'è da stupirsi se poco più tardi, nel Concilio di Vienna del 1312, Papa Clemente V farà mettere agli atti che i Templari non erano eretici; e anche se costretto a chiudere l'ordine per evitare che Filippo il Bello aprisse uno scisma in seno alla Chiesa cattolica, chiarì espressamente che l'ordine del Tempio non poteva essere condannato".

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giovedì 21 agosto 2008

L'opinione: Prelati in movimento. Si cambia alla Cei?

(Lo Svizzero - Vivicentro) Se ne parlava, ma sottovoce, da qualche tempo, sia in Curia sia fuori. Dicevano, i così detti bene informati, che tirava aria di cambiamenti ai piani alti della Conferenza episcopale italiana per motivi piuttosto vaghi, forse per nascondere quello che inevitabilmente pensavano coloro che bene informati non lo erano affatto. E come per un effetto domino, monsignori e previtoccioli si guardavano bene dal fare le solite inevitabili deduzioni. Se n’è compreso il motivo quando si è saputo nome, cognome, incarico di colui che in qualche modo poteva essere sulla graticola delle sacre chiacchiere sul nome così inopinatamente tirato in ballo. Che era nientemeno che quello del segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Betori. È stato per lunghi e agitati anni l’'ombra del cardinale Camillo Ruini, che aveva presieduto il vertice episcopale d’Italia. E dunque, quei tali boatos tiravano inevitabili somme prefigurando chissà quali interpretazioni dalle suddette; le fantasie insomma che tengono banco anche in coloro che vestono il clergyman hanno cominciato a mulinare come trottole impazzite poiché ipotizzavano l’esistenza di un qualche repulisti fra coloro che avevano dato più che tutte e due le mani quando il “Grande Vicario” faceva il bello e il cattivo tempo non soltanto nel mondo ecclesiastico, ma perfino in quello politico, italiano s’intende.

Conclusioni di siffatte elucubrazioni: si cambia registro, riverite eccellenze. La possibile soluzione l’hanno tirata fuori quei “cervelli” di Curia che sono maestri nel risolvere i “pasticciacci brutti” che di tanto in tanto riemergono anche dietro il Portone di bronzo. Costoro hanno colto al volo una occasione tale da fare una frittata senza rompere le uova. Sapevano che il cardinale arcivescovo di Firenze, Ennio Antonelli, è stato ritenuto un porporato sin troppo “buonista” verso qualche pretino della sua diocesi accusato di trascorsi sia pure presunti di pedofilia, così come è capitato a non pochi vescovi e perfino a un cardinale statunitensi, quest’ultimo trasferito poi in Curia a Roma; dunque, un eventuale trasferimento per l’attuale arcivescovo fiorentino non dovrebbe provocare soverchie sorprese. Quanto al suo presunto successore, quegli stessi “cervelli” avrebbero pensato al segretario della Cei Betori, il quale potrebbe legittimamente ambire al cardinalato. Ma siamo ancora alle ipotesi del “cambio della guardia” al vertice della Conferenza dei vescovi italiani, soprattutto perché non si sa se papa Ratzinger sia stato informato dei maneggi nell’intera e complicata questione, per risolvere la quale ci vuole obbligatoriamente il suo placet. Per ora comunque non se ne parla neanche a livello di voci: mezzo Vaticano è in ferie e tutto il resto è silenzio. Da cui emerge la “mano tesa” verso un’Italia “diversa” dai soliti schemi tradizionali, oggi tale da indurre Ratzinger ad affrettare la visita ufficiale al Quirinale del 4 ottobre. È un segnale inequivoco che annuncia l’arrivo di un Tevere più stretto.

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sabato 16 agosto 2008

Nomadi. Monsignor Fisichella: Impronte a bimbi rom non e' discriminatorio.

Monsignor Rino Fisichella (ultimo a destra) assieme al Cardinal Ruini e marcello Pera, ex Presidente del Senato.

Da 'Famiglia Cristiana' solo una provocazione.

(Apcom) Giusto prendere le impronte ai bambini rom. "L'obiettivo delle impronte è di portare i bambini rom a scuola, e le impronte sono l'unico modo per capire chi sono e chi non sono. Questo è conforme alla dignità della persone nel momento che non diventa discriminatorio, se è fatto nei confronti di un solo gruppo": parola di monsignor Rino Fisichella, rettore della Università Lateranense, presidente della Pontificia Accademia per la Vita e cappellano di Montecitorio.

"Purtroppo abbondano le strumentalizzazioni politiche - dice in una intervista al 'Messaggero' - rimprovero alla politica di strumentalizzare la Chiesa. Si tende ad avere dell'insegnamento cattolico una visione parziale e non si vede l'orizzonte globale. Sicchè il contenuto del messaggio alla fine sfuma".

Per Fisichella inoltre "è evidente che l'immigrazione clandestina è un reato; la Chiesa non difende l'immigrazione clandestina come fenomeno in sè. Semmai - spiega - difende le persone che una volta che sono sul territorio hanno dei diritti. Non si possono ributtare in mare, occorre dare loro sostegni".

Il vescovo entra anche nella polemica che da giorni coinvolge 'Famiglia Cristiana' e il Governo. La paura di un ritorno in Italia del fascismo? "Mi pare fuori dalla storia, uno slogan fuori luogo, forse solo una provocazione. È però - conclude Fisichella - un giudizio espresso da una testata che ha tutta la libertà di farlo. Ci può essere chi è d'accordo e chi no. Nel dibattito pubblico ognuno dice la sua e sarà poi il lettore a farsi una sua opinione".

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A proposito di Famiglia Cristiana e il Vaticano.

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giovedì 14 agosto 2008

Il Vaticano scarica Famiglia Cristiana: non parla a nome della Santa Sede.

(Panorama) Non a nome della Santa Sede, né a nome della Cei. Il settimanale Famiglia Cristiana parla per sé: la sua linea non è quella dei vertici cattolici italiani.Così il Vaticano misura la distanza dal settimanale dei Paolini e dai suoi numerosi scontri con il governo di Silvio Berlusconi. A scaricare il periodico cattolico è il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha precisato stamani che il settimanale dei Paolini “non ha titolo per esprimere né la linea della Santa Sede né quella della Conferenza episcopale italiana“.

Certo, precisa padre Lonbardi: si sta parlando di una “testata importante della realtà cattolica”, ma “le sue posizioni sono esclusivamente responsabilità della sua direzione”.
L’ultimo duro intervento di Famiglia Cristiana contro le scelte dell’esecutivo è di ieri, quando è stato anticipato l’editoriale di Beppe Del Colle in cui si augura che “non sia vero il sospetto” che in Italia sta rinascendo il fascismo “sotto altre forme”. Un corsivo che ha scatenato la polemica.

D’accordo con il Vaticano si dice il senatore a vita, Francesco Cossiga, che ha giudicato “chiara ed esemplare” la dichiarazione resa da padre Lombardi. La prende invece come un invito alla riflessione e all’esame di coscienza Pierluigi Castagnetti (area teodem del Pd), presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera: “Diciamoci la verità, cari amici cattolici del centrodestra e del centrosinistra, il bersaglio nemmeno tanto implicito di Famiglia Cristiana siamo noi. È inutile polemizzare su una parola, una immagine o una citazione degli editorialisti della rivista che, da tempo per la verità, ha deciso di essere coscienza critica del potere. Forse perché più pochi ancora lo sono”. Lo afferma . “Può darsi” prosegue Castagnetti “che la colpa, come dice Tremonti, sia del dilagante pensiero unico ’mercatista’, oppure della paura di parte del ceto politico di pronunciare parole e giudizi anticonformisti, sta di fatto che la cultura cristiana in questo paese sta rivelandosi sempre più come la cultura dell’alterità e della difesa dell’uomo. Altro che cattocomunismo”.
Ma non tutti tra i democratici la pensano così: “L’attacco concentrico a Famiglia Cristiana di alcuni esponenti della destra non risolve i problemi che sta attraversando il governo. Non passa attraverso l’accusa di comunisti a tutti quelli che contestano l’azione del governo la soluzione alle difficoltà crescenti denunciate dalle famiglie italiane. Semmai, Gasparri, Bondi e Giovanardi prendano atto che anche nel mondo cattolico c’è un forte pluralismo politico. E chi non la pensa come la destra non è necessariamente un cripto o un proto comunista”, affermae il parlamentare del Pd Giorgio Merlo.

Più che sui contenuti, invece, la critica del ministro dei Beni Culturali è sul tono “che non si addice al settimanale cattolico” e quanto alla sostanza sostiene che i paolini hanno preso “lucciole per lanterne”. Sandro Bondi in un’intervista a Repubblica attacca il settimanale cattolico che “continua ad esprimere opinioni su questioni politiche e sociali che riflettono una cultura che sbrigativamente viene definita catto-comunista. Non capisco perché il suo direttore neghi scandalizzato questa accusa”. “Il filo conduttore - rilancia Bondi - è sempre quello: la simpatia per i cattolici adulti (primo fra tutti Prodi, ndr) e l’antipatia viscerale per Berlusconi”. Famiglia Cristiana, inoltre, si esprime con un linguaggio da “intellettuali che hanno perso il rapporto con il loro popolo, credenti e parrocchie, ma anche lontani dalle esigenze concrete dei cittadini”.

Editoriale dopo editoriale, in realtà, è da mesi che il periodico diretto da Don Antonio Sciortino non lesina attacchi e tirate d’orecchio nei confronti della maggioranza. Prima contro la norma sulle impronte ai bambini rom (”una trovata indecente”, quella del ministro Maroni), poi la “finta emergenza sicurezza” e la querelle “sui cassonetti” contro il sindaco di Roma Alemanno. Senza dimenticare la dichiarazione durissima contro Berlusconi che, secondo il settimanale dei Paolini, sarebbe ossessionato dai giudici.


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giovedì 31 luglio 2008

I cattolici agli anglicani: "Gay e donne vescovo ci preoccupano!

(Apcom) La questione dell'omosessualita' e l'ordinazione di donne vescovo sono altrettanti motivi di preoccupazione per la Chiesa cattolica: lo ribadisce il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell'unita' dei cristiani, intervenendo oggi a Canterbury, alla Lambeth Conference che riunisce ogni dieci anni gli arcivescovi e i vescovi anglicani (16 luglio - 4 agosto).

"Come ben sapete, l'ordinazione delle donne al sacerdozio in alcune province anglicane, a cominciare dal 1974, e all'episcopato, dal 1989, ha complicato molto i rapporti fra la Comunione anglicana e la Chiesa cattolica", afferma Kasper. Quanto ai pastori omosessuali e alla benedizione delle coppie gay, "una dichiarazione chiara da parte della Comunione anglicana - afferma il porporato - ci offrirebbe maggiori possibilità di offrire una testimonianza comune della sessualità umana e del matrimonio, una testimonianza dolorosamente necessaria nel mondo di oggi". Il discorso di Kasper e' stato pubblicato integralmente dall''Osservatore romano'.

Il ministro del Papa per il dialogo con le altre confessioni critsiane auspica "un nuovo ricorso alla tradizione apostolica in una situazione inedita. Non significherebbe rinunciare alla vostra profonda attenzione per le sfide e le lotte umane, al vostro desiderio di dignità e giustizia umane, alla vostra sollecitudine affinché tutte le donne e tutti gli uomini abbiano un ruolo attivo nella Chiesa", prosegue Kasper. "Piuttosto, porterebbe tali istanze e le questioni che ne derivano più direttamente nell'ambito creato dal Vangelo e dall'antica tradizione comune su cui si basa il nostro dialogo".

Un altro cardinale, il prefetto della Congregazione della dottrina della fede William Levada, ha espresso intanto la "seria attenzione" della Santa Sede ad una proposta di un gruppo conservatore anglicano di unirsi alla Chiesa cattolica. "Mentre si avvicinano i mesi estivi, voglio assicurarvi della seria attenzione che la Congregazione presta alla prospettiva di un'unità corporativa presentata in quella lettera", scrive. "Non appena la Congregazione sarà nella posizione di rispondere in modo più definito sulle proposte che avete presentato vi informeremo", afferma il porporato in una lettera resa pubblica dalla stessa Traditional Anglican Communion sul proprio giornale 'The Messanger Journal'.

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venerdì 11 luglio 2008

Anglicani. Gay e donne, due crisi diverse, il ruolo del Vaticano,

(Asca) La Conferenza di Lambeth, il decennale incontro plenario di tutti i vescovi della Comunione Anglicana, in programma dal 16 al 31 luglio prossimi, non poteva cadere in un momento piu' difficile e cruciale per il futuro di quella che e' la seconda Chiesa cristiana (dopo la cattolica) piu' numerosa al mondo, con circa 75 milioni di fedeli. Saranno numerose centinaia i vescovi che non risponderanno all'invito dell'arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, leader morale e spirituale dell'anglicanesimo mondiale, anche se privo di poteri effettivi, che convoca la Conferenza. In disaccordo con la decisione, presa negli ultimi anni, dalle chiese anglicane di Canada e Stati uniti di ammettere vescovi dichiaratamente gay e benedire le unioni omosessuali, circa 300 vescovi dissidenti si sono ritrovati per una Conferenza ''parallela'' a Gerusalemme dal 23 al 29 giugno.

In quest'atmosfera di scisma imminente e' arrivata la notizia del voto del Sinodo Generale della Chiesa anglicana di Inghilterra, la scorsa settimana, di avviare l'iter per ammettere all'episcopato le donne, da oltre un decennio gia' ammesse al sacerdozio. Si tratta di un passo che rischia di influire negativamente soprattutto sul dialogo ecumenico tra anglicani e cattolici: se infatti le donne-vescovo sono gia' una realta' consolidata e non controversa in molte Chiese anglicane (a cominciare da quella statunitense, presieduta dal reverendo Katharine Schori), il voto del Sinodo inglese e' simbolicamente significativo perche' la Chiesa d'Inghilterra, guidata dall'arcivescovo di Canterbury, e' la Chiesa-madre di tutto l'anglicanesimo.

Inoltre, la consacrazione di donne vescovo provochera' probabilmente un esodo di decine o centinaia di pastori anglicani verso il cattolicesimo, come gia' avvenne nel '92 con l'ordinazione delle donne-prete. A guidare l'ondata dei transfughi potrebbe essere il vescovo anglicani di Ebbsfleet, il reverendo Andrew Burnham, che ha chiesto dalle colonne del giornale cattolico conservatore britannico Catholic Herald un ''gesto magnanimo'' da parte della gerarchia cattolica inglese nei confronti di chi volesse tornare nel seno di Roma.

Di fronte a questi sommovimenti, molti anglicani ora aspettano con ansia di capire quale sara' l'atteggiamento tenuto dal Vaticano. ''E' impossibile sapere ora cosa fara' Roma'', spiega il reverendo William Franklin, vicedirettore della American Academy di Roma. ''In ambienti cattolici, e anche sull'Osservatore Romano, si tende a confondere le due questioni, quella dell'ordinazione delle donne e quella del ruolo degli omosessuali nella Chiesa. Ma si tratta di due questioni separate''.

Sul piano mondiale, molto dipendera' dal clima che si instaurera' alla Conferenza di Lambeth e in particolare dal consenso che raccogliera' una proposta per tenere unite a livello mondiale le Chiese anglicane nota con il nome di Anglican Covenant. ''Teologicamente - spiega Franklin -, deve molto al percorso di avvicinamento tra Chiesa cattolica e anglicanesimo. Se il Covenant raccogliesse un vasto sostegno da parte di vescovi e Chiese nazionali, il rapporto con il Vaticano ne risulterebbe sicuramente migliorato''.

Le cose, pero', potrebbero anche andare diversamente. Di norma, di fronte alle divisioni interne all'anglicanesimo mondiale, la Santa Sede, pur criticando gli ''errori' teologici, ha sempre adottato un approccio prudente affermando di non voler interferire in questioni interne di un'altra Chiesa. C'e' pero' il precedente della Chiesa episcopaliana statunitense: in occasione delle sue divisioni interne, il card. Ratzinger scrisse una inusuale lettera di solidarieta' ai tradizionalisti.

E negli Stati Uniti e' in vigore una speciale misura canonica che permette il passaggio degli anglicani al cattolicesimo ''in blocco', anche per intere parrocchie. Molti tradizionalisti inglesi, sia cattolici che anglicani, sperano in un'estensione di questa misura anche all'Inghilterra. Ma sarebbe un provvedimento, secondo Franklin, che avrebbe effetti ''devastanti'' per l'intero anglicanesimo. ''Niente verra' deciso prima della Conferenza di Lambeth'', aggiunge.

Ma dopo la sua conclusione, il futuro dell'anglicanesimo dipendera' in misura significativa anche dal Vaticano.

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mercoledì 9 luglio 2008

Sydney. Per la visita del papa gay e lesbiche pronti alla contestazione.

Saranno in 15mila a manifestare contro le "idee omofobiche e antiquate" di Benedetto XVI.
(AdnKronos - foto Rizzardi) I gay e le lesbiche australiani sono pronti a contestare la visita del Papa che sara' a Sydney il mese prossimo per le Giornate mondiali della Gioventu' in programma dal 13 al 21 luglio. Stando all'annuncio della 'NoToPope Coalition', saranno in 15mila a manifestare contro le "idee omofobiche e antiquate" di Benedetto XVI, distribuendo preservativi tra i 500 mila fedeli attesi per la messa del Papa.

"Siamo convinti che i giovani cattolici saranno molto interessati a sentire cio' che abbiamo da dire", ha affermato Rachel Evans, portavoce della coalizione che ha gia' chiesto alle autorita' l'autorizzazione a manifestare.

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I cattolici rimangono divisi sui profilattici. Ma nel 2000 dopo la GMG ritrovati migliaia di profilattici usati.

(Peter Mayer - Brisbane times via Italia vista dall'estero) La leggenda narra che i netturbini di Roma abbiano fatto una scoperta sorprendente al termine della Giornata Mondiale della Gioventù del 2000.

Centinaia di migliaia di giovani cattolici erano accorsi nella capitale italiana per partecipare alle celebrazioni culminate con la messa presieduta da Papa Giovanni Paolo II. Quando l’evento terminò, i netturbini setacciarono i rifiuti lasciati sul campo trasformato da migliaia di partecipanti in un gigantesco campeggio per la settimana di festa religiosa. La loro scoperta: migliaia di profilattici usati.

I critici della visione dottrinale del controllo delle nascite e del sesso al di fuori del matrimonio - che considera peccato usare il profilattico - hanno brandito la notizia in trionfo. Era la prova, secondo i critici, che molti giovani cattolici si stavano liberando di quegli aspetti della propria fede considerati reazionari, tanto facilmente quanto dello stigma verso i profilattici.

Rappresentanti della Diocesi di Roma, il cui vescovo è il papa, hanno negato furiosamente la notizia. L’hanno definita una “leggenda metropolitana” e hanno accusato i media di “fabbricare prove” riferendosi alle immagini che accompagnavano i servizi televisivi.

Per certi aspetti, la disputa continua ancora oggi in Italia.

Emma Bonino, ex ministro e leader dell’ultra secolare Partito Radicale, vi ha fatto riferimento molte volte durante le campagne - per ora infruttuose - per il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto e omosessuali. I politici cattolici che si oppongono a questa legge, sulla base del fatto che andrebbe contro all’”eredità religiosa” del paese, sono colpevoli della stessa ipocrisia che affligge coloro che hanno deciso di ignorare il campo di Tor Vergata tappezzato di profilattici, ha detto la Bonino. Sebbene la contraddizione sottolineata dalla Bonino e da altri forse non stupisca poi molto, trattandosi dell’Italia, un paese dove il 90% della popolazione si definisce cattolico.

La nudità dominava l’arte del Rinascimento in un’era in cui gran parte del paese era direttamente governata dagli stessi papi responsabili anche della maggior parte delle commissioni di quelle sculture e affreschi. Oggi, ballerine succinte sono una routine nelle tribune televisive assieme ai politici democristiani. Sembra che la Chiesa Cattolica riesca, nel suo paese natale, a coesistere con la sessualità esplicita, per lo meno a un livello superficiale. A livello più sostanziale c’è il fatto che gli italiani hanno uno dei tassi di nascita più bassi del mondo, il che indica che per la maggior parte di loro il sesso è un atto separato dai fini strettamente legati alla procreazione all’interno del matrimonio come definito dal Vaticano.

Questo a dispetto dell’enciclica del 1968 di Papa Paolo VI, che etichettava la contraccezione come un peccato grave, opinione ribadita da Papa Giovanni Paolo II. Tuttavia, problemi moderni come l’AIDS hanno posto nuove sfide al divieto della chiesa sui profilattici, specialmente nei casi in cui l’infezione del virus minaccia persone che altrimenti vivrebbero seguendo le direttive vaticane di mantenere il sesso dentro i confini del matrimonio. Un esempio citato frequentemente riguarda il caso di un partner, colpito dall’infezione durante una trasfusione di sangue, che rischia di contagiare l’altro attraverso un rapporto non protetto.

Giovanni Paolo fu irremovibile, applicando anche in questo caso lo stesso precetto che il Vaticano prevede in caso di sesso al di fuori del matrimonio: astinenza totale.

Sorprendentemente, data la sua reputazione conservatrice, Papa Benedetto XVI ha commissionato, al principio del 2006, uno studio sull’uso dei profilattici nella battaglia contro l’AIDS, alimentando le speranze di molti, incluso organizzazioni sanitarie che operano nelle zone maggiormente colpite dell’Africa, che il divieto della Chiesa sarebbe stato tolto. Due anni dopo, non sembra che le cose siano destinate a cambiare.

Tale situazione ha provocato le proteste degli attivisti che si sono organizzati per distribuire profilattici gratis ai partecipanti della Giornata Mondiale della Gioventù 2008, che si svolge a Sidney dal 15 al 20 luglio. Sacrilegio ancor peggiore, per alcuni osservatori cattolici, sarebbe la decisione di alcuni bordelli di Sidney [dove la prostituzione è legale, N.d.T.] di reclutare personale extra prevedendo buoni affari durante l’evento.

Papa Benedetto ha fatto riferimento all’AIDS in incontri avuti recentemente con ambasciatori africani alla Santa Sede, ma non ha lasciato trasparire alcuna intenzione di modificare la posizione sui profilattici.

Ha detto loro che la Chiesa avrebbe “continuato ad assistere coloro che soffrono di AIDS e le loro famiglie.” Ma il pontefice ha anche detto che, mentre la medicina e l’educazione hanno un ruolo nel combattere la malattia, “la condotta sessuale promiscua è la radice di molti mali morali e fisici e deve essere sconfitta con la promozione di una cultura di fedeltà matrimoniale e integrità morale.”

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martedì 8 luglio 2008

Donne vescovo, si degli anglicani. Ribadita la netta chiusura del Vaticano.

Gerry O'Brian, tra i tradizionalisti: è come ordinare vescovi gay.
(Ansa) La Chiesa d'Inghilterra ha deciso di autorizzare l'ordinazione di donne vescovo nonostante la forte opposizione dell'ala tradizionalista. Secondo i 'media' britannici, il Sinodo generale, l'organo di governo della chiesa madre della Comunità anglicana, ha votato a favore del rivoluzionario progetto in un clima di grande emotività e confusione.

Stando alla BBC, il Sinodo, riunito a York, ha comunque accettato di adottare "non meglio precisate misure" per andare incontro all'ala tradizionalista.

Alla vigilia si era parlato della nomina di 'super-vescovi' di sesso maschile cui potessero fare riferimento quella parte di clero e quei fedeli che non vorranno riconoscere le donne.

Secondo il sito Internet del 'Times', tuttavia, questa proposta è stata bocciata di stretta misura. Prima del Sinodo, circa 1.300 esponenti del clero avevano minacciato di abbandonare la Chiesa di Inghilterra in caso di adozione di decisioni del tutto contrarie alla linea dell'ortodossia.

Il dibatto - accesissimo - si è protratto per oltre sei ore, con uno dei vescovi che a un certo punto della discussione è scoppiato in lacrime. Secondo la BBC, oltre all'ipotesi dei super-vescovi è stata bocciata anche l'idea di dare vita a nuove diocesi per le parrocchie 'dominate' dagli oppositori.

Al voto hanno partecipato le tre 'camere' del Sinodo, i laici, i vescovi e il clero. Tutte hanno votato a favore della consacrazione vescovile delle donne sacerdote.

L'arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, nel corso del dibattito ha detto di essere decisamente a favore del compromesso ma ha messo in chiaro che non avrebbe accettato soluzioni che potessero essere lette come una "umiliazione" per le donne.

Gerry O'Brian, uno dei tradizionalisti più accesi, ha paragonato l'accesso delle donne al seggio vescovile alla decisione della Chiesa episcopale americana, che ha recentemente nominato vescovo Gene Robinson, un gay dichiarato. O'Brian è stato però sommersi dai fischi.

Il Sinodo aveva già detto sì in linea di massima tre anni fa alla consacrazione vescovile delle donne. Il pacchetto di misure di salvaguardia che è stato preannunciato dovrebbe servire a evitare che i tradizionalisti - molto vicini al mondo cattolico, tanto da essere chiamati 'anglo-catholic' - decidano per lo scisma non potendo tollerare una novità a loro giudizio 'eretica', contraria alla lettera e allo spirito del Vangelo.

Nel 1994, quando ha dato via libera all'ordinazione sacerdotale delle donne, la Chiesa anglicana ha perso circa 500 membri del clero passati quasi tutti al campo 'papista'. Per la consacrazione vescovile delle donne l'emorragia potrebbe essere anche più profonda. Si parla di circa 1.300 sacerdoti pronti ad andarsene dalla Chiesa d'Inghilterra.
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Rincrescimento del Pontificio Consiglio per la promozione dell'Unità dei Cristiani dopo il voto della Chiesa anglicana sull'ordinazione delle donne all'episcopato.
(Radio vaticana) “Uno strappo alla tradizione apostolica mantenuta da tutte le Chiese del primo millennio” e “un ulteriore ostacolo per la riconciliazione tra la Chiesa cattolica e la Chiesa di Inghilterra”. E’ il commento del Pontificio Consiglio per la promozione dell'Unità dei Cristiani alla notizia del voto della Chiesa di Inghilterra che apre la strada alla legislazione per l’ordinazione delle donne all'episcopato.
“Per il futuro - si legge nella nota del dicastero pontificio - questa decisione avrà delle conseguenze per il dialogo, che finora aveva portato buoni frutti, come il cardinale Kasper ha chiaramente spiegato quando ha parlato il 5 giugno 2006 a tutti i vescovi della Chiesa di Inghilterra su invito dell'arcivescovo di Canterbury”. La posizione cattolica in merito - precisa il Pontificio Consiglio - è stata “espressa chiaramente" da Paolo VI e da Giovanni Paolo II.

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lunedì 7 luglio 2008

Spagna. La chiesa all'angolo: Zapatero la sfida sui crocifissi e sull'aborto.

Il Psoe: «Un diritto l'interruzione di gravidanza». Laicità al centro del 37esimo Congresso dei socialisti. Che chiedono anche l'abolizione dei funerali religiosi di Stato.

(Elisabetta Rosaspina - Il Corriere della Sera) Arrivano tutte insieme, anche se non proprio inattese, le cattive notizie per il presidente della Conferenza Episcopale spagnola, cardinale Antonio María Rouco Varela: secondo i socialisti, al governo, la Spagna non è ancora abbastanza laica. Ed è anche arrivata ora di rimettere mano alla legge sull'aborto, ormai più che ventenne; mentre si comincia a parlare, seppure sommessamente, di eutanasia. Il 37esimo congresso del Psoe, che conclude oggi tre giorni di lavori a Madrid, traccia le linee di un futuro che non concilierà il sonno dei vescovi più conservatori della Chiesa iberica: via i crocifissi da scuole e uffici pubblici; niente più giuramenti ufficiali sulla Bibbia, niente più funerali di Stato secondo il rito cattolico. Il partito di maggioranza non prevede una tabella di marcia serrata e, dopo molte discussioni e ripensamenti, ha deciso di aggiungere l'avverbio «progressivamente» nel comunicato (non vincolante per il Governo) in cui riassume i suoi propositi di riforma della Legge organica sulla libertà religiosa. Ma «la Chiesa cattolica deve essere cosciente che la Costituzione non le riconosce privilegi », si legge nella nota.

Pur ammettendo che «democrazia e religione non sono incompatibili », i socialisti spagnoli si impegnano a realizzare «la laicità che la Costituzione conferisce allo Stato». E citano i passi già compiuti in questa direzione, più o meno gli stessi che, sei mesi fa, avevano spinto la Conferenza episcopale spagnola a chiedere agli elettori cattolici di non votarli: l'educazione civica nelle scuole, il riconoscimento dei matrimoni omosessuali, lo snellimento delle pratiche per il divorzio, l'impulso alla ricerca biomedica.
La questione più dibattuta è stata quella dei funerali di Stato: se non saranno celebrati secondo il rito cattolico, quale liturgia alternativa può proporre un sistema perfettamente laico e aconfessionale? Nella versione definitiva del testo, la segreteria del Psoe ha preferito sfumare il tenore iniziale considerando piuttosto «indispensabile una legislazione che stabilisca nuovi criteri di collaborazione tra confessioni religiose e amministrazioni pubbliche e assicuri a tutte le confessioni un trattamento uguale». Pur senza ritoccare gli accordi raggiunti nel 1979 tra Stato e Santa Sede, come reclamava invece l'ala oltranzista, rappresentata da Izquierda Socialista.

Ieri il Segretario organizzativo del Psoe, José Blanco, ha aggiunto altre spine nel fianco dei vescovi annunciando che la legge sull'aborto dovrà essere rivista. Proposito confermato dalla numero due del Governo, Maria Teresa Fernández de la Vega, che ha parlato di una «riforma avanguardista in difesa dei diritti delle donne». Una commissione di esperti studierà la situazione in Europa per ispirarsi alle leggi più avanzate, prima di formulare modifiche alla normativa del 1985. Durante la campagna elettorale il Premier e Segretario del partito (riconfermato ieri col 98,53% dei voti), José Luis Rodríguez Zapatero, interrogato sull'argomento, aveva preferito mantenersi vago, sostenendo che non c'era urgenza né necessità di modificare la legge.

Un'altra donna, infine, entra nella direzione del Psoe: Leire Pajín, basca, 32 anni, attuale Segretaria di Stato per la Cooperazione internazionale, è la nuova numero tre del partito.

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domenica 6 luglio 2008

Incontri segreti tra anglicani e cattolici per fermare i matrimoni gay.

Discussione su donne vescovo e matrimoni gay Roma.
(Apcom) Alcuni vescovi della Chiesa anglicana si sono recati in Vaticano per colloqui riservati con alti rappresentanti della Chiesa di Roma sulla crisi scoppiata nella comunità anglicana in merito ai matrimoni tra gay e alla questione delle donne vescovo. Lo riporta il "Sunday Telegraph". L'arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, aggiunge il domenicale britannico, non è stato informato di questi contatti, e questa notizia rischia quindi di ostacolare i suoi tentativi di impedire una scissione della Chiesa d'Inghilterra. In un colloquio strettamente confidenziale - riferisce il "Telegraph" - alcuni vescovi conservatori hanno espresso la loro preoccupazione per la direzione liberale imboccata dalla Chiesa anglicana. Questi vescovi - che hanno richiesto l'anonimato al "Sunday Telegraph" - hanno incontrato alcuni membri della Congregazione per la Dottrina della Fede, con lo scopo anche di stringere rapporti più stretti con la Chiesa di Roma. La rivelazione di questi colloqui giunge alla vigilia di un voto cruciale: il Sinodo Generale - il Parlamento della Chiesa anglicana - si accinge infatti ad esprimersi sulla possibilità che le donne diventino vescovo. Una decisione delicata che rischia di spaccare la comunità anglicana, già profondamente divisa sulla questione dell'omosessualità.

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lunedì 30 giugno 2008

Roma. Successore di Ruini dice d'essere alleato in difesa di generici diritti fondamentali. Non cambia nulla.

(L'Avvenire) "Come pastore e concittadino mi sento vicino, amico e alleato di ogni persona nella promozione e nella difesa dei diritti fondamentali e della dignità di ciascuno" e "mi sono presenti le grandi sfide della modernità, che hanno creato in tanti uomini e donne una situazione di smarrimento spirituale, d'incertezza e di paura rispetto al futuro, quali altrettante provocazioni alla Chiesa...". Così il nuovo vicario di Roma, Agostino Vallini, in una lettera ai fedeli della diocesi quale messaggio di saluto per il suo insediamento. Nel messaggio il cardinale saluta le autorità civili, a cominciare dal presidente della Repubblica, il predecessore Camillo Ruini, "le famiglie, i giovani, gli ammalati, gli anziani, i poveri, le persone sole" e i vari collaboratori ecclesiastici e i rappresentanti delle altre chiese cristiane. Un pensiero speciale ai sacerdoti: "conosco per esperienza personale - dice - le gioie intime e profonde del ministero, ma anche le fatiche nel portarlo avanti, la delusione nel sopportarne gli insuccessi, il peso della solitudine e l'amarezza delle ore oscure e pericolose dell'incomprensione. Soprattutto in questi momenti difficili - spiega - mi piacerebbe essere capace di vicinanza, di amicizia e sostegno". Oltre alle sfide della modernità, il porporato ribadisce la propria attenzione per la "emergenza educativa".

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sabato 21 giugno 2008

Ruini. Finisce l'era del 'Cardinal sottile', al suo posto Vallini.

Wojtyliano di ferro, il porporato non 'va in pensione'.
(Apcom) Cambio di guardia del vicario del Papa per la diocesi di Roma. In attesa della nomina ufficiale, che arriverà nei prossimi giorni, il cardinale Agostino Vallini, attuale Prefetto del Tribunale della Segnatura apostolica, si prepara a subentrare al cardinale Camillo Ruini che lascia l'incarico dopo 17 anni e mezzo di servizio a fianco prima di Giovanni Paolo II e poi di Benedetto XVI. Intanto questa sera, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, il porporato emiliano ha presieduto una solenne messa per ricordare i 25 anni di consacrazione episcopale. Una celebrazione, che ha tutto il sapore di un congedo.

Ha fatto la storia della Chiesa italiana degli ultimi venti anni. Dopo aver lasciato la presidenza della Conferenza episcopale italiana, lo scorso anno, e aver passato il testimone al cardinale Angelo Bagnasco, il cardinale Ruini lascia anche l'incarico di vicario del Papa per la Diocesi di Roma. Ma non esce di scena. Rimane, infatti, presidente del Comitato nazionale per il progetto culturale, progetto da lui voluto nel 1994 a indicare la presenza della Chiesa nella vita culturale del paese, "terreno di incontro - come disse lui stesso - tra la missione propria della Chiesa e le esigenze più urgenti della nazione". Il porporato è anche Gran Cancelliere della Pontificia Università Lateranense.

Wojtyliano di ferro, Ruini ha segnato le tappe più importanti del ruolo della Chiesa dell'ultimo ventennio. Attento a tutte le tematiche della vita socio-politica italiana, il porporato emiliano ha impresso una svolta 'epocale' nella Chiesa, fino a entrare attivamente nei temi più 'caldi' della società e della politica italiana. Dai temi etici - quali l'aborto, la famiglia, il matrimonio e le unioni civili, l'eutanasia, la fecondazione artificiale - fino a quelli più strettamente politici, come dimostrano i suoi numerosi interventi nelle fasi delicate della vita politica del nostro Paese: dalle elezioni, alla legge elettorale, al referendum sulla Costituzione, fino alla devolution.

Ha 'incassato' vittorie personali come l'astensionismo al referendum sulla procreazione assistita, il successo riscosso al 'Family Day', o la giornata di solidarietà al Papa per la mancata visita alla Sapienza, che ha visto in piazza San Pietro decine di migliaia di persone. Da molti considerato un conservatore per la fedeltà ai principi fondamentali della dottrina cristiana, il 'cardinal Sottile' -come viene chiamato simpaticamente in Cei per la sua abilità di ragionamento, paragonabile a quella del filosofo Duns Scoto - non ha mancato tuttavia di aprirsi a vedute quasi progressiste. A cominciare dallo spazio verso i laici, dal dialogo avviato con la società e gli intellettuali, ma soprattutto ha segnato un'apertura verso le donne: dieci anni fa fu il primo Cancelliere dell'Università del Laterano ad avere 'osato' affidare il ruolo di Decano della facoltà di filosofia ad Angela Ales Bello, filosofa della scuola di Husserl, rompendo così una tradizione secolare: quel posto era sempre stato riservato ai maschi.

Nato a Sassuolo il 19 febbraio del 1931, Ruini sembra aver raccolto l'eredità di Papa Montini, portando più di una volta il suo ministero a sovrapporsi - molti dicono ad "interferire" - con la vita politica del Paese. Unico figlio maschio, il padre -medico - voleva che seguisse le sue orme. Ma la vocazione di Ruini nasce presto: già a 12 anni decise che voleva consacrarsi al Signore. Laureato in teologia e filosofia all'Università Gregoriana - profondo ammiratore di Tocqueville - è stato ordinato sacerdote nel 1954; dal 1957 al 1986 ha insegnato teologia dogmatica. Dal 7 gennaio 1991 è vicario di Giovanni Paolo II per la Diocesi di Roma, al posto del cardinale Ugo Poletti. Nel marzo dello stesso anno diventa presidente della Cei, ruolo che viene riconfermato nel marzo del 1996 e nel 2001 per un altro quinquennio. Grande tifoso del Bologna fin da giovane, a chi gli chiede la formazione bolognese del 1940 la sa ancora a memoria. Appassionato anche di ciclismo, tra Bartali e Coppi tifava decisamente per il primo, ma anche per lo svizzero Koblet. Amante dei libri di filosofia e di teologia, legge anche opere di fisica e la pagina che preferisce è il supplemento scientifico del 'Corriere della Sera'.

Ruini gode di un grande prestigio sia in Italia che all'estero. Parla 5 lingue (tedesco e francese alla perfezione), uomo dig rande cultura riconosciuta da tutti (è Gran Cancelliere della Pontificia Università Lateranense), molto attivo e attento verso le diocesi cardinalizie del Terzo Mondo che aiuta destinando una gran parte dell'8 per mille. Nel 2005, in occasione dei referendum abrogativi della legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita e la ricerca scientifica sulle cellule staminali, il porporato si fece portavoce dell'istanza ufficiale della Cei invitando i cattolici a non presentarsi alle urne con lo scopo di non raggiungere il quorum del 50%, in difesa del 'diritto alla vita'. Da quel momento la Cei è entrata sempre più nel mirino dei politici che accusano i vescovi di ingerenza e di violazione del Concordato. "Non possiamo tacere su questioni che riguardano la vita", ha sempre risposto Ruini. "Abbiamo il diritto e il dovere di intervenire", ha detto più volte il numero uno dei vescovi. Il giorno dopo i risultati del referendum, che fallì per il mancato raggiungimento del quorum, il cardinale Ruini commentò: "Sono favorevolmente colpito dalla saggezza del popolo italiano".

Nel settembre 2005 venne aspramente contestato e criticato da un gruppo di studenti del collettivo Farfalle Rosse, a Siena, che lo fischiarono e lanciarono slogan con la scritta "Libero amore in libero Stato", "Siamo tutti omosessuali", "Vogliamo fare Pacs in avanti nei diritti", "Un Pacs in avanti". Ruini ha più volte difeso a spada tratta il valore della famiglia, e respinto qualsiasi riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali e delle coppie di fatto. Interventi che hanno subito una escalation in seguito alla discussione del ddl sui 'dico'.

Ulteriori polemiche ha suscitato, nel dicembre 2006, la decisione del Vicariato di Roma di negare le esequie religiose a Piergiorgio Welby, l'uomo ammalato di sclerosi multipla che aveva manifestato pubblicamente la richiesta che venisse sospeso ciò che egli considerava accanimento terapeutico nei suoi confronti.

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domenica 8 giugno 2008

Il gaypride romano visto dall'estero.

La parata del gaypride in centro a Roma contro il governo e la chiesa.
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