Secondo una ricerca condotta in Canada per le donne un nudo maschile è eccitante quanto un bel paesaggio. Risulta invece più eccitante un nudo femminile: siamo quindi predisposte alla bisessualità?
(Girlpower) E’ vero: un corpo femminile nudo è più armonioso a vedersi, più piacevole e dolce da guardare, anche per una donna eterosessuale. Ma che addirittura per una donna non lesbica, un corpo femminile nudo sia più eccitante di un uomo nella stessa condizione, proprio non me lo aspettavo. E’ quanto è risultato da una ricerca del Center for Addiction and Mental Health dell'Università di Toronto, volta proprio a scoprire cosa può risultare eccitante per una donna.
La ricerca ha evidenziato tendenze assolutamente inaspettate dell’inconscio e del conscio femminile: "Per le donne eterosessuali - afferma la dottoressa Meredith Chivers, che ha guidato la ricerca - guardare un uomo nudo che passeggia sulla spiaggia è eccitante quanto ammirare un paesaggio". Ma il fatto secondo me è che dipende da qual è il paesaggio. E forse anche dai soggetti presi in esame.
In pratica, un gruppo di signore è stato sottoposto alla visione di diversi filmati, erotici e non; nel contempo le signore sono state monitorate dal punto di vista dell’eccitazione genitale. Come? Con un apparecchio molto sofisticato chiamato foto pletismografo, si spera più affidabile della macchina della verità dei nostri canali televisivi. Dalle trascrizioni del suddetto aggeggio, è emerso quindi che una donna eterosessuale ammirante un bel fascio di muscoli che fa yoga senza veli, si eccita come quando contempla un paesaggio innevato dell’Himalaya. E allora cos’è che eccita queste donne così pretenziose? A quel che dice il misterioso foto pletismografo, sarebbero altre donne nude, che nella fattispecie dell’esperimento, fanno ginnastica (?!?).
donne-e-bisessualitaOk, cerchiamo di riordinare le idee: un uomo con una bella tartaruga sulla pancia e dei bicipiti da urlo, in affascinante atteggiamento da yoga e senza un brandello di tessuto addosso, è paragonato a una montagna innevata, perché considerato in un atteggiamento poco “erotico”; una donna qualunque che fa ginnastica è invece eccitante, perché in una situazione più accattivante. Qualcosa non mi quadra.
Tuttavia la dottoressa Chivers sembra convinta dei risultati della sua ricerca e sostiene che "alle donne ciò che importa veramente non è il sesso dell'attore nel video ma il grado di sensualità emanato dalla scena stessa. Le donne - precisa l'esperta - sono più stimolate da video di autoerotismo, ed ancora di più da scene grafiche di coppie, etero o gay, che hanno rapporti sessuali". Come a ripetere la solita frase da manuale “la donna ama il contenuto e non l’involucro”.
Inoltre lo studio confermerebbe certe convinzioni che ultimamente pervadono gli studi dei sessuologi americani, sulla presunta bisessualità latente o predisposizione naturale alla bisessualità, delle donne; la Chivers però tiene a sottolineare che concludere dal suo studio che ogni donna è predisposta alla bisessualità per natura, sarebbe riduttivo e fuorviante, in quanto la psicologia femminile è più profonda, sottile, individuale: "Concludere che tutte le donne siano bisessuali in base alle loro reazioni in questo studio, trascurerebbe la complessità e multidimensionalità della sessualità femminile". L'apparente flessibilità delle donne, secondo la ricercatrice dimostra semplicemente "una maggiore predisposizione alla bisessualità rispetto al mondo maschile".
Ammetto che il contatto fisico tra donne eterosessuali è più facile; ammetto che la donna non soffre di quello che per l’uomo è un grande problema e che si indica come omofobia; ammetto anche che vedere un bel corpo femminile, anche per una donna etero, può essere piacevole (oltre che scatenare crescenti invidie) e potrebbe addirittura suscitare fantasie bisessuali. Ma per favore non ditemi che un bronzo di Riace o un fisico asciutto ma tonico (a seconda dei gusti) non suscitano nulla in una donna etero e senza problemi con la propria sessualità, perché a quel punto si tratterebbe soltanto di ipocrisia.
mercoledì 10 settembre 2008
Le donne sono predisposte alla bisessualità?
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Etichette: donne, eccitazione, lesbismo, ricerche, sessualità, studi
domenica 7 settembre 2008
Tutu: "Chiesa ossessionata da gay"
Per il premio Nobel prima viene lotta alla povertà.
(TGCom) "Dio sta soffrendo nel vedere tutto questo affanno sul tema della sessualità e giustamente la Chiesa viene vista da molti come irrilevante nella lotta alla povertà". Lo ha detto l'Arcivescono africano Desmond Tutu a Londra per una conferenza organizzata dalla "Tearfund", un'ente di beneficenza cristiana britannica. Il premio Nobel ha affermato di vergognarsi per quello che ha chiamato una "concentrazione ossessiva" sul tema della omosessualità.
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15:03:00
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martedì 2 settembre 2008
Ogni anno in 100 cambiano sesso. L'uomo che diventa donna prova più piacere.
(Agi) Cambiare sesso conviene, almeno a livello di piacere fisico. Contrariamente a quanti si pensa, infatti, la chirurgia plastica e' arrivata a un tale livello di perfezione che l'uomo che diventa donna non solo riesce ad avere una vita sessuale completa, ma spesso prova piu' piacere persino di una donna "vera". E' quanto spiega il professor Aldo Felici, direttore della Struttura complessa di Chirurgia plastica e ricostruttiva del S.Camillo-Forlanini di Roma. "In Italia si fanno in media 100 interventi l'anno per cambiare sesso. Di questi, i due terzi sono uomini che diventano donne, un terzo donne che diventano uomini". Un'operazione molto complessa, ma che, almeno per gli uomini, ha ormai raggiunto livelli di perfezione incredibili: "Il cambiamento maschio-femmina - conferma Felici - da' risultati molto soddisfacenti. Vengono utilizzate le strutture sessuali maschili, che hanno un enorme potere erogeno, per ricreare una vagina. E questo da' piu' piacere alle "nuove" donne che alle donne biologiche: i maschi trasformati in femmine riescono ad avere piu' orgasmi delle femmine naturali". Spesso, confessa il chirurgo, "il risultato e' cosi' perfetto che gli uomini che si sono operati non dicono neanche ai partner di essere stati maschi: e' difficile accorgersene".
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Etichette: chirurgia, donne, sessualità, transessuali, uomini
mercoledì 27 agosto 2008
Sesso, scende Il 'macho' e sale il 'bravo ragazzo'.
(Adnkronos Salute) Addio sciupafemmine (... ma degli sciupapatte non parlano mai?) dagli addominali scolpiti e l'aria poco affidabile, impegnati a far strage di cuori. Secondo i maschi del 2008 sono più importanti onore, fiducia in se stessi e rispetto degli altri, piuttosto che fascino e successo col gentil sesso. Lo rivela un'indagine condotta dai ricercatori dell'Indiana University (Usa) su un esercito di uomini di otto Paesi del mondo, Italia compresa. Una ricerca che in poche pagine sfata gli stereotipi della virilità. Lo studio, pubblicato sul 'Journal of Sexual Medicine', è stato condotto su 27 mila italiani, tedeschi, americani, britannici, spagnoli, brasiliani, messicani e francesi.
E sembra testimoniare una sorta di rivoluzione per il cosiddetto sesso forte: in barba alle classifiche sugli addominali più hot che impazzano sulla stampa, il vero uomo non è il macho affamato si sesso, ma un bravo ragazzo affidabile e rispettato, attento a famiglia e coppia. Senza troppe differenze fra età e nazionalità, infatti, gli intervistati hanno detto che stare bene in salute, godere di una vita familiare serena e di un buon rapporto con la propria compagna è più importante, per la propria qualità di vita, rispetto ai beni materiali o all'aspetto puramente sessuale. Lo studio, parte del progetto 'Males' (acronimo di Men's Attitude to Life Events and Sexuality), puntava a disegnare le caratteristiche della virilità e della qualità di vita per gli uomini di oggi, con o senza problemi sessuali.
Ebbene, se il 16% del campione ha confessato qualche difficoltà di erezione, sull'idea della virilità sembrano tutti d'accordo. "Molti significati, positivi e negativi, si agganciano al termine virilità - spiega Julia Heiman, direttore del Kinsey Institute dell'Indiana University, fra gli autori dello studio - Chiedere a un vasto campione maschile che cosa voglia dire virilità è molto utile per la ricerca. E i risultati mostrano che dovremmo essere più attenti a chiedere, piuttosto che presumere di sapere".
Insomma, secondo i maschi moderni essere giudicati uomini d'onore è una componente essenziale per la virilità. Mentre l'importanza data al successo con il gentil sesso, più contenuta, non cambia se si hanno problemi nell'intimità. Anzi, pensare di ricorrere a delle cure per trattare questi problemi non modifica l'idea di virilità scolpita nella mente degli uomini.
Ma qual è l'aspetto più importante per i nuovi 'uomini veri'? Italiani, britannici e tedeschi pensano che "avere il controllo della propria vita" sia la caratteristica più importante di un vero macho, mentre per tutti gli altri al primo posto c'è l'essere riconosciuti come uomini d'onore.
L'indagine, infine, punta il dito sul trionfo dei sentimenti: per la maggioranza degli intervistati, il rapporto di coppia supera il piacere sessuale nella classifica delle cose davvero importanti. Insomma, magari le compagne non se ne sono ancora accorte, ma gli uomini moderni hanno messo in cantina il mito della 'sexy-canaglia', per investire nella salute della propria relazione sentimentale. Come dire, per lui amore batte sesso due a zero.
Sphere: Related Contentlunedì 25 agosto 2008
Sesso, una ricerca sdogana il sadomaso: "Chi lo pratica è felice". Video.
Lo studio dell'università australiana del Nuovo Galles del Sud.
Le pratiche sessuali sadomaso e bondage non sono dannose per la salute mentale. A sdoganare cuoio, frustini e veneri in pelliccia è una ricerca dell'università del Nuovo Galles del Sud, in Australia, pubblicata sul Journal of Sexual Medicine. Sul campione di 20mila australiani adulti esaminato, è risultato che il 2% prende parte in ruoli sessuali di sadomasochismo, dominazione o sottomissione. Ma contrariamente agli stereotipi, questo non dipende da abusi o mancanze sessuali...
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Attenzione, contiene video vietati ai minori.
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giovedì 21 agosto 2008
Il bidello diventa bidella. E la scuola lo appoggia.
(River-blog) Brian Bonin è un bidello che, il prossimo autunno, si trasformerà in Brianna Bonin. Dopo 55 anni vissuti da uomo, Brian, che ha due figli, ha deciso di diventare donna. La scuola del Massachusetts in cui lavora lo ha supportato dall’inizio alla fine del suo processo. “E’ stato un impiegato modello per molti anni, e crediamo che continuerà a esserlo anche dopo questo cambiamento”, ha detto il preside dell’istituto. Lo stesso ha anche messo in guardia i genitori dei bambini: “Li abbiamo informati in tempo, per non farli trovare impreparati. E’ la vita di Brian. Non tollereremo alcun tipo di pregiudizio, perché noi insegniamo ai nostri bambini tolleranza e comprensione”. Chi non l’ha presa bene è l’ex moglie di Brian, che ha deciso di trasferirsi in Florida. “Si sente ferita - ha detto l’ex marito - ma deve capire che Brian non esiste più”.
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Etichette: diritti, scuola, sessualità, solidarietà, transessuali
martedì 19 agosto 2008
Alle donne inglesi piace alto, spalle larghe, proporzionato. "E' questa la formula del macho".
I ricercatori britannici hanno provato a individuare gli elementi che ci rendono attraenti. Con l'aiuto di un super scanner. I parametri? 24. E una indicazione: piccolo non è poi così bello.
(Benedetta Perilli - La Repubblica) Nella botte piccola non c'è il vino buono. E se vi siete consolati per anni con il famoso detto popolare, sfoggiandolo ogni qual volta un aspetto fisico non proprio giunonico veniva messo in discussione, ora anche la scienza dice la sua. Il partner perfetto è alto, ha le spalle larghe, il fisico tornito, le proporzioni equilibrate e le movenze sinuose. Secondo uno studio della Brunel University West London condotto dal dottor William Brown in collaborazione con i dipartimenti di scienze sociali e di ingegneria e design, quello che rende un corpo umano attraente all'altro sesso sono forme e caratteristiche fisiche armoniche, proporzionate e ben visibili.
Ben vengano allora i seni grandi, le curve mozzafiato e le dimensioni statuarie per quanto riguarda le donne, mentre per gli uomini ci vogliono toraci sviluppati, braccia possenti e spalle larghe ma contano anche l'ampiezza di nuca e avambraccio. Basta donne scheletriche e modelli efebici, il partner ideale, quello capace di portare alla riproduzione perfetta, deve essere ben visibile, e conquistare l'attenzione dell'altro sesso con un fisico accattivante.
Lo sapevano già le belle Monica Bellucci e Angelina Jolie, più volte indicate come donne più sexy del pianeta, così come era già noto alle tante fans di Brad Pitt e Daniel Craig, ma ora a confermare la teoria che forme, altezza e muscoli rendono un corpo assolutamente irresistibile arriva lo studio dell'Università inglese di Brunel.
Per affermare che l'uomo è bello se muscoloso e la donna sexy se formosa il team di ricercatori britannici ha messo a punto uno speciale scanner ottico tridimensionale capace di catturare a grandezza naturale le caratteristiche topografiche di un corpo umano. Immaginate dunque un macchinario molto simile ai comuni scanner da ufficio ma grande come un uomo. Al suo interno non passano fogli e documenti ma volontari. Per la precisione quaranta uomini e trentasette donne che hanno prestato i loro corpi per la ricerca. A stabilire quanto fossero attraenti ci hanno pensato ottantasette volontari impiegati nella visione delle immagini, tutte riprodotte in colori neutrali (così da cancellare ogni tipo di colorazione della pelle) e senza la presenza della testa, catturate dal super scanner.
Come risultato della ricerca gli scienziati hanno messo a punto una particolare formula che, definendo un "indice di mascolinità", include una serie matematica di circa ventiquattro parametri: dalla maggiore altezza all'ampiezza delle spalle ampie, dalla grandezza dei seni piccoli alla lunghezza delle gambe. Per i volontari esaminati sono dunque più attraenti le donne che hanno sviluppato misure corporee più lontane da quelle dell'indice di mascolinità, mentre gli uomini che sfoggiano misure vicine ai parametri dell'indice sono, per le donne esaminate, molto attraenti.
Rispetto agli studi condotti in precedenza quello del dottor William Brown può vantare, proprio grazie al prodigioso macchinario, una precisione assoluta nei dati di misurazione dei corpi, soprattutto per quanto riguarda le dimensioni e i contorni. "È ormai dimostrato che gli esseri umani sono attratti l'uno dall'altro in base ad una serie qualità genotipiche e fenotipiche - ha spiegato William Brown - in altre parole gli uomini, proprio come molte altre specie animali, individuano come possibile partner quello che può garantire una migliore riproduzione".
Ecco spiegato dunque perché altezze e forme piacciono tanto. Gli essere umani, proprio come gli animali, al momento della scelta del partner pensano alla prole e preferiscono un compagno le cui caratteristiche fisiche possono garantire una genia sana e robusta. Ma non tutto quello che è perfettamente visibile è anche attraente. Secondo William Brown un altro aspetto importante dell'attrazione corporea è la simmetria: "I miei studi precedenti - spiega - dimostravano che la simmetria non era propriamente l'aspetto più rilevante dell'essere attraente. Ora però, con questi dati più precisi, possiamo affermare che ci sono delle relazioni tra forma del corpo e attrazione: le proporzioni, la forma, la statura sono segnali che comunicano all'altro un buono sviluppo fisico e buone condizioni di salute. In molte specie la simmetria è associata a sviluppo, salute e successo nella riproduzione".
Ma, dato che la simmetria corporale non è un aspetto facilmente percepibile ad occhio nudo, William Brown conclude: "Per decifrare le qualità del partner, l'evoluzione ha messo così a punto un sistema di segnali più prominenti, come la larghezza delle spalle, la sinuosità delle curve e dei movimenti e l'ampiezza dei fianchi".
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Etichette: bellezza, classifiche, donne, inghilterra, maschi, ricerche, sessualità, studi
domenica 17 agosto 2008
La bisessualità potrebbe essere legata ai geni. Viene ereditata dalla mamma.
Lo suggerisce uno studio italiano pubblicato dal Journal of Sexual Medicine.
(Il Corriere della Sera) Una nuova ricerca scientifica potrebbe rivoluzionare gli studi sugli orientamenti sessuali. Anche la bisessualità, come già ipotizzato per l'omosessualità, potrebbe infatti avere una base genetica. Lo suggerisce uno studio italiano pubblicato dal Journal of Sexual Medicine, secondo cui sarebbe una combinazione presente nel cromosoma X, e quindi ereditata per via materna, a determinare l'orientamento.
LA RICERCA - Lo studio parte dall'osservazione, fatta qualche anno fa dal gruppo di ricerca di Andrea Camperio Ciani dell'università di Padova, che le mamme di omosessuali tendono a fare più figli. Questo fenomeno, che spiega anche come mai un eventuale gene dell'omosessualità riesca a «sopravviver» anche senza riproduzione, è stato legato proprio alla presenza di un set genetico nel cromosoma X. I ricercatori questa volta hanno intervistato 239 uomini sulle loro preferenze sessuali e sulla loro famiglia. Il risultato è stato che sia mamme e nonne di bisessuali che di omosessuali hanno in media più figli. «Più che un 'gene gay' - spiega il ricercatore al settimanale New Scientist - si tratta di una serie di fattori genetici che promuovono l'attrazione verso gli uomini sia nei maschi che nelle femmine».
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sabato 16 agosto 2008
Come si costruisce l'identità di "uomo" in un corpo femminile.
(Lorenzo Bernini - Liberazione) In questo articolo racconterò brevemente la mia esperienza in un gruppo di autocoscienza maschile di Milano, senza pretendere di riassumere nella mia voce quelle degli altri uomini che ne fanno parte. Il gruppo non si è convocato sul tema della violenza, ma più in generale su quello dell'identità maschile. Il suo progetto è antecedente alla manifestazione lesbica e femminista contro la violenza sulle donne del novembre 2007 e risale almeno al 2003, anno di nascita del movimento italiano degli uomini transessuali e transgender. Attualmente è frequentato da due uomini trans, un uomo etero, e due uomini gay (uno dei quali sono io), accomunati dalla volontà di mettere in discussione la propria mascolinità.
Nel piccolo campione di uomini gay che hanno frequentato, saltuariamente o stabilmente, il gruppo di autocoscienza, la mia posizione di genere - che già sapevo non essere molto popolare tra i gay del movimento antagonista italiano, prosecutori del pensiero di Mario Mieli e della sua critica radicale della mascolinità - è risultata minoritaria. Io, infatti, pur essendo gay, nel mio percorso di vita non ho decostruito ma anzi ho costruito la mia identità di "uomo". Nel 2003, ho sentito che in qualche modo le parole del nascente movimento degli uomini trans mi riguardavano, perché per me, come per loro, la mascolinità non è stata affatto un "dato" immediato di natura, ma il risultato di un "processo" che ha richiesto un'autonoma ridefinizione tanto della mia mascolinità quanto della mia omosessualità.
L'identità maschile tradizionale è caratterizzata non solo e non tanto dagli attributi del corpo maschile, ma anche e soprattutto dalla negazione simbolica di tutto ciò che viene ricondotto al femminile: per il desiderio e la sottomissione del femminile e per il disprezzo dell'omosessualità e del transgenderismo. Ma l'esperienza del nostro gruppo di autocoscienza maschile dimostra che è possibile sentirsi uomini pur essendo nati con corpi femminili, pur non provando desiderio verso le donne, pur combattendo il maschilismo, l'omofobia e la transfobia. A chi, a questo punto, volesse sapere da me "che cosa" resta della soggettività maschile quando si mettano in discussione maschilismo, omofobia e transfobia, risponderei, però, che la domanda è mal posta, perché non ha alcun senso chiedere a un soggetto "che cosa è la tua soggettività?". Come insegna Hannah Arendt, a un soggetto si può chiedere solo "chi sei?", disponendosi ad ascoltare la sua storia confusa: accettando che egli non è sovrano sulle sue identificazioni, perché esse dipendono dal riconoscimento degli altri e da un mondo di significati culturali di cui egli non è padrone. Ma da cui neppure è completamente padroneggiato.
Uno di questi significati è, appunto, il genere. Nessuno, infatti, sceglie di venire al mondo in una realtà in cui la sessualità è regolata da una logica binaria e gerarchizzante che distingue tra uomini e donne. E tuttavia ogni soggetto è libero di agire almeno parzialmente sul binarismo sessuale a cui è assoggettato, "dislocando" (per usare un termine caro a Judith Butler) il genere di cui si sente portatore. È possibile, ad esempio, che alcuni uomini poco tradizionali riflettano assieme su quel che resta in loro del maschilismo, dell'omofobia e della transfobia tradizionali, cercando di non lasciarsene determinare e di rendere così praticabili, prima di tutto a loro stessi, nuove declinazioni della mascolinità. È questo appunto, almeno io credo, il significato politico del lavoro che stiamo facendo nel gruppo di autocoscienza maschile di Milano.
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Etichette: gender, lifestyle, sessualità, transessuali
giovedì 14 agosto 2008
Judo: Morico sconfitta da ermafrodita brasiliana.
(Ansa) L'azzurra del judo Lucia Morico, bronzo ad Atene 2004, è stata battuta per ippon dalla brasiliana Edinanci da Silva in un match della categoria 78 kg. donne.
Edinanci ha dominato il combattimento infliggendo all'avversaria anche un koka e wazari.
Da Silva è un ermafrodita, e in caso di bronzo (deve vincere altri due combattimenti) sarebbe la prima volta nella storia dei Giochi moderni che un atleta di questa condizione dichiarata sale sul podio olimpico.
La judoka che combatte nella categoria dei 78 kg. si è operata prima dei Giochi di Atlanta '96, e non lo ha mai nascosto, anche se non le piace parlarne. L'anno scorso Edinanci ha vinto l'oro ai Giochi Panamericani di Rio.
lunedì 4 agosto 2008
Ban Ki-moon: Vanno vinti i pregiudizi sull'Aids per combatterlo.
Per il segretario generale delle Nazioni Unite è ancora lunga la strada che molti Paesi devono percorrere in tema di prevenzione.
(L'Unione sarda) Solo vincendo pregiudizi e discriminazione si potrà garantire l'accesso alle cure contro l'Aids a tutti coloro che ne hanno bisogno. Lo ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, nella cerimonia di apertura della conferenza mondiale sull'Aids di Città del Messico. "La maggior parte dei Paesi - ha detto - hanno ancora una lunga strada da percorrere prima di rendere effettive la prevenzione" e realizzare così l'obiettivo fissato nel 2005 dalle nazioni Unite, dell'accesso globale a prevenzione e cure per il 2010. "In molti Paesi - ha aggiunto - lo stigma contro le persone sieropositive rimane una grande sfida. Un terzo dei Paesi non ha ancora leggi per proteggere le persone che vivono con il virus Hiv e nella maggior parte dei Paesi sono ancora legali forme di discriminazione contro le donne, gli omosessuali, la prostituzione, la tossicodipendenza e le minoranze etniche. Tutto questo deve cambiare". Ban Ki-Moon ha quindi lanciato un appello ai politici di tutto il mondo perché si impegnino nel contrastare ogni forma di discriminazione. "Non proteggere questi gruppi - ha concluso - non soltanto non sarebbe etico, ma non ha senso ai fini della tutela della salute, con conseguenze che si ritorcerebbero contro la stessa società".
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Etichette: aids, discriminazioni, omosessualità, onu, prevenzione, sessualità, società
venerdì 1 agosto 2008
Sesso: scoperto gene transex, fa sentire la donna un uomo.
(Adnkronos Salute) Scoperto il gene che fa sentire le donne un uomo. La variante associata al transessualismo femminile è in un gene che codifica un enzima chiamato citocromo P17, che sovrintende al metabolismo degli ormoni sessuali. La presenza della mutazione si traduce in una concentrazione più alta del normale di ormoni sessuali, sia maschili che femminili, nei tessuti. Con conseguenze nello sviluppo cerebrale sin dalle prime fasi di vita.
Il transessualismo, in genere, viene considerato una condizione frutto di un complesso di interazioni: geni, ambiente e fattori socioculturali. Ma ora i ricercatori dell'università di Vienna affermano convinti di essere riusciti a trovare "la base genetica che fa sentire le donne appartenenti all'altro sesso". Lo studio è pubblicato su Fertility and Sterility.
La variante genetica transex è stata scoperta incrociando i patrimoni genetici di 49 transessuali donna-uomo, 102 transessuali uomo-donna e 1.669 persone con identità sessuale, fisica e mentale corrispondente. Così facendo, i genetisti austriaci hanno scoperto che la modificazione genetica è molto più comune tra gli uomini. Ma nel sesso maschile le percentuali non differiscono tra chi è transex e chi no. Al contrario, la mutazione nelle donne è presente nel 44% delle transessuali e nel 31% di quante si sentono bene nel loro corpo.
Queste differenze spiegherebbero, ipotizzano gli scienziati, la condizione di quelle donne che si sentono in un corpo sbagliato e invece vorrebbero essere uomo. "Colpa della variante genetica che fa aumentare la concentrazione degli ormoni sessuali, compreso il testosterone. E degli effetti che questi squilibri hanno sul cervello anche nelle primissime fasi di vita", concludono.
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Etichette: gender, scienza, scoperte, sessualità, transessuali
martedì 29 luglio 2008
Sette minuti è il tempo giusto di un rapporto sessuale. Lo dice il sessuologo.
(Tulife) Chi non vanta prestazioni sessuali da maratoneta non deve farsene un cruccio. Il sesso migliore, infatti, è quello breve. Perlomeno stando a quanto sostenuto da uno studio basato sulle informazioni rilasciate da un campione di 33 sessuologi americani e canadesi. Secondo loro, appunto, per essere appagante e di qualità un intercorso sessuale non deve durare troppo a lungo. Anzi. Più precisamente, per gli esperti che hanno partecipato allo studio - pubblicato sul Journal of Sexual Medicine - il rapporto ottimale, diciamo desiderabile, è quello che dura dai 7 ai 13 minuti. Preliminari e coccole finali escluse dal conteggio. Troppo breve, invece, un incontro intimo che dura meno di 3 minuti, mentre da 3 a 7 è adeguato. Oltre i 13 minuti, poi, diviene stancante, e mezz’ora è decisamente troppo. Ma fortunatamente i sessuologi in questione sottolineano anche che la cosa migliore è tenere il cronometro fuori dalla camera da letto: tutto dipende dalla coppia, ogni individuo è diverso, le informazioni fornite dalla ricerca sono più che altro indicative, servono a rassicurare quanti vivono con frustrazione l’incapacità di «durare abbastanza a lungo». Insomma, l’intento è di ridimensionare le aspettative poco realistiche di chi è convinto che se un rapporto sessuale dura poco, o se l’uomo interessato non riesce a reggere per ore e ore tra le lenzuola, allora c’è qualcosa che non va. Certo ognuno ha bisogni e desideri diversi, non è possibile generalizzare e creare una regola che valga come standard. Infatti, da un sondaggio condotto tra la popolazione americana è emerso che per molte donne un rapporto di 7 minuti è troppo breve, ma vi sono anche quelle per le quali è più che sufficiente. Per gli uomini invece è quasi sempre auspicabile la maggiore durata possibile. In realtà - sostiene Sandra Byers, sessuologa e presidente del dipartimento di psicologia presso l’Università di New Brunswick - la durata ideale è quella che permette a entrambi i partner di divertirsi. Non si può prescindere dal contesto, dal momento, dall’intesa e dalla comunicazione tra i componenti della coppia: non è la durata che conta, ma la qualità del rapporto.
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Etichette: durata, rapporti sessuali, ricerche, sesso, sessualità, studi
giovedì 24 luglio 2008
Cambia sesso ma non dovrà rompere con la moglie. Lo ha deciso il tribunale.
(Adnkronos/Dpa) Un cittadino tedesco che ha cambiato sesso diventando donna non sara' costretto a rompere il matrimonio con la moglie, ha stabilito oggi la corte costituzionale di Karlsruhe. Il ricorrente, 79 anni, ha chiesto il riconoscimento legale del suo nuovo sesso ma allo stesso tempo si era rivolto alla Suprema Corte contro la legge che di fatto avrebbe provocato lo scioglimento del suo matrimonio. Ai giudici ha spiegato di sentirsi donna da molti anni, ma di non voler rompere il matrimonio con la moglie che e' durato 56 anni e gli ha dato tre figli. La corte ha stabilito che non e' giusto obbligare allo scioglimento del matrimonio, che e' protetto dalla costituzione, per poter avere altri diritti legali. Per questo motivo il parlamento dovra' cambiare l'attuale legislazione entro l'agosto 2009, permettendo la conversione del matrimonio in una unione fra persone dello stesso sesso. I giudici hanno sottolineato che tutti i diritti acquisiti durante gli anni di matrimonio dovranno essere mantenuti.
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Etichette: gender, germania, sentenze, sessualità, transessuali, tribunale
mercoledì 23 luglio 2008
Sesso: Il Viagra funziona anche con le donne, lo dice una ricerca.
Il Viagra funziona anche nelle donne. Assumendo la pillola blu, le disfunzioni intime tipiche delle pazienti in terapia contro il "male oscuro", come la difficoltà nel raggiungere l'orgasmo o la scarsa lubrificazione vaginale, sembrano scomparire. Lo dimostra uno studio condotto da esperti dell'università americana di Albuquerque, nel New Mexico. Alla metà delle donne sottoposte a sperimentazione è stato detto di assumere per 8 settimane il Viagra: il risultato ha visto superare i problemi dalle donne che avevano preso il Viagra, le quali hanno sperimentato una migliore funzionalità sessuale rispetto alle altre. Gli effetti collaterali sono stati pochi e leggeri mal di testa, vampate, indigestioni.
venerdì 18 luglio 2008
Papa: sesso permissivo è falsa divinità, porta la morte.
Apcom) L'"approccio permissivo alla sessualità" che "molte voci nella nostra società sostengono" significa "adorare una falsa divinità" che "invece di portare la vita, porta la morte": dura condanna di Papa Benedetto XVI a quelli che definisce "falsi 'dèi". Nel discorso rivolto a un gruppo di giovani disadattati nella comunità di recupero dell'Università di Notre Dame, a Sydney, il Papa sottolinea come sia "facile essere ingannati dalle molte voci che nella nostra società sostengono un approccio permissivo alla sessualità".
"L'amore autentico è certamente qualcosa di buono", sottolinea il Pontefice. "Ma quanto facilmente l'amore può essere trasformato in una falsa divinità! La gente sovente pensa di amare quando in realtà tende a possedere l'altro o a manipolare l'altro. La gente a volte - prosegue - tratta gli altri come oggetti per soddisfare i suoi propri bisogni piuttosto che come persone da apprezzare e amare. Quanto è facile essere ingannati dalle molte voci che nella nostra società sostengono un approccio permissivo alla sessualità, senza prestare riguardo alla modestia, al rispetto di sé e ai valori morali che conferiscono qualità alle relazioni umane! Questo è adorare una falsa divinità. Invece di portare la vita, porta la morte", conclude Benedetto XVI.
martedì 15 luglio 2008
Fuggita dalla Turchia è stata operata alle Molinette. "Io, rifugiata politica per diventare donna".
"Mia madre e le mie sorelle si sono vergognate di me, non potevo più studiare".
(Marco Accossato - La Stampa) Jasmine, finalmente, è una donna felice. Realizzata e serena, dopo essersi liberata di un corpo che non sentiva suo e di una famiglia, di un Paese, che l’hanno rifiutata e costretta a fuggire.
Soltanto la voce è quella di un tempo. Voce di donna fumatrice. Laureata in Chimica a Istanbul, rifugiata politica nel nostro Paese dal 2005, Jasmine Emily Tayfun, 36 anni, ha completato a Torino la sua trasformazione: ha cambiato sesso, ottenuto una nuova identità, conquistato un’altra vita. E’ diventata donna. Come sentiva di essere già a 20 anni, in Turchia, quando ha iniziato da sola, di nascosto, la terapia ormonale per far crescere il seno.
Dodici anni di tormenti vissuti con l’unica certezza di non voler diventare uomo e la consapevolezza di sfidare tutti, non solo la religione. Lo scontro con la realtà è stato terribile: «Mia madre, per sfuggire a una vergogna simile in un Paese che rifiuta i transessuali, appena ha visto il mio corpo cambiare mi ha portata in ospedale e lì mi hanno operata, togliendomi tutto, come avessi un cancro». Tutto, «purché tornassi piatta», purché restasse uomo fuori.
Jasmine non ha accettato, «ho sofferto moltissimo, ma non ho potuto oppormi». Finché a 29 anni ha trovato la forza di fare le valige: ha lasciato il proprio Paese dopo la laurea ed è partita per l’Olanda. E di qui in Italia, dove è stata indirizzata alla Clinica urologica diretta dal professor Dario Fontana, che negli ultimi tre anni ha eseguito trenta interventi identici, trasformazioni da uomo a donna (28 casi) e da donna a uomo (2 casi).
Padre pensionato, madre agguerrita contro il suo desiderio di diventare donna, Jasmine ha vissuto anche il trauma del rifiuto delle sorelle, che non hanno mai appoggiato la sua scelta: «La più grande, che ha 33 anni e vive in Germania - dice Jasmine - ripete ancora oggi che non avrà mai il coraggio di presentarmi al suo fidanzato. Che si vergogna di me e della mia trasformazione».
Jasmine è una donna forte. Ha resistito a chi si opponeva e non è caduta nella trappola della prostituzione, per ottenere i soldi necessari a scappare: «Le umiliazioni - ricordano - non erano solo quelle in casa: all’Università i professori mi dicevano che con il seno non avrei più potuto entrare in aula. Che non mi avrebbero più permesso di studiare. Anche la polizia, quando mi fermava in strada, mi maltrattava».
Jasmine è riuscita a completare gli studi, ha persino insegnato Chimica in una città ad Est della Turchia. Ma il suo sogno, il suo primo e unico desiderio, si è realizzato il giorno in cui è partita per arrivare in Italia: «A Roma ho conosciuto don Ciotti e l’associazione Libera. Mi hanno accolta senza giudicarmi. Mi hanno aiutata a trovare una casa, e soprattutto a non vergognarmi, ad andare avanti».
Il tribunale ha detto sì. In Italia il cambiamento di sesso è regolamentato dalla legge, poiché l’asportazione degli organi della riproduzione è vietata, senza patologie. Ma non c’è stato alcun ostacolo: Jasmine è stata portata in sala operatoria per un intervento durato cinque ore. I suoi organi, ora, sono quelli di una donna. Fiera di dirlo: «In Italia sono rinata».
L’intervento è stato eseguito dall’équipe della seconda clinica urologica alle Molinette, diretta dal professor Dario Fontana. Ma Jasmine è stata seguita anche dagli specialisti dell’Endocrinologia diretta dal professor Ezio Ghigo e da quelli della clinica psichiatrica del professor Filippo Bogetto. «Mia madre e le mie sorelle non sanno ancora dell’operazione. E non lo sapranno finché non avrò ottenuto la cittadinanza italiana e la riconversione della laurea». Soltanto allora sarà iniziata pienamente la sua seconda vita.
Il centro
Il Centro Interdipartimentale per i Disturbi dell’Identità di Genere, alle Molinette, ha compiuto tre anni e ha ottenuto ieri il riconoscimento di centro di riferimento regionale. Ha permesso a molte persone provenienti da diversi Paesi del mondo di realizzare il sogno di cambiare sesso. Le sale operatorie sono state visitate da chirurghi francesi, americani, inglesi, iraniani e ogni anno gli interventi vengono seguiti dagli urologi che frequentano il Master universitario di Andrologia diretto dal dottor Luigi Rolle.
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venerdì 11 luglio 2008
Sì, caro, stanotte ancora: Addio coppie in bianco...
(Antonella Piperno - Panorama) Segnare il sesso in agenda, come un deprimente appuntamento dal dentista, spingerebbe chiunque a infilarsi sotto le lenzuola con un buon sonnifero per dimenticare il partner, però, non certo con la voglia di acrobazie erotiche. Ma gli americani sono avvezzi alle americanate e non deve stupire l’esperimento di due coppie, Charla e Brad Muller, autori del libro 365 nights, e Annie e Douglas Brown, che hanno appena dato alle stampe Just do it. Per rinfrescare il loro avvizzito ménage coniugale si sono imposti di fare l’amore tutte le sere per 1 anno, magnificando i risultati nei due libri. Sebbene i Brown abbiano gettato esausti la spugna al centesimo giorno, quando, nonostante un attacco di vertigini di lui, la moglie pretendeva comunque l’amplesso, giurano che la loro intimità sia rifiorita.
Liquidare l’esperimento con una risata sarebbe troppo facile. C’è poco da scherzare, le due coppie americane rappresentano un vasto universo di inappetenti in cerca di stimoli. Protagonisti di pellegrinaggi dai sessuologi, di passaparola tra amiche, di spese nei negozi di intimo e di affannose ricerche di pozioni magiche.
Non tanto il Viagra, che può risolvere problemi di erezione ma non agisce sul desiderio, quanto erbe africane, tipo lo yohimbe, raccomandato per la libido in Riaccendi il desiderio (Sperling & Kupfer) dai due autori, il ginecologo Andrew Goldstein e la psicologa Marianne Brandon, del Sexual wellness center del Maryland. La testimonianza di una paziente è quasi uno spot: “Beviamo ogni sera la tisana, è come se mi andasse in fiamme la vagina e mio marito fa l’amore come se avesse 15 anni in meno”.
Per fortuna anche tra le 40 coppie su 100 che, volendo dar credito a una recente ricerca di Mente & cervello, si astengono, e fra i tanti maschi il cui calo del desiderio (Rapporto 2008 sugli italiani a letto) è triplicato rispetto a 3 anni fa, non tutti si siano arresi alla pace dei sensi. Provocata, secondo una tesi, da stress e iperbombardamento di stimoli erotici.
A fronte degli 800 italiani iscritti al forum della castità Aven (Asexuality visibility and education network), la maggioranza delle coppie in crisi cerca di ritrovare l’appetito. “Le più preoccupate sono le donne, abituate ai loro ‘mal di testa’ ma oggi spiazzate da quelli dei mariti. Sono loro a trascinarli per un consulto implorando la prescrizione del Viagra” racconta Chiara Simonelli, vicepresidente della Federazione europea di sessuologia.
Arrivano dopo averle provate tutte, indossano baby doll, mandano i figli dai nonni per una cenetta a due… Simonelli consiglia “di uscire dall’ansia di dover sedurre. Perché il potere è nelle mani del non desiderante”. Franco Califano, maître à penser del genere con il suo Kalisutra (Castelvecchi), la pensa diversamente: il disinteresse maschile si deve alla rinuncia a gonne e calze autoreggenti a favore dei jeans. “Poggiare la mano su una coscia nuda ha tutt’altro effetto sulla libido che accarezzare una stoffa ruvida”.
Più che il reggicalze (”va bene, purché non diventi un travestimento) la sessuologa Marinella Cozzolino invita a ripristinare l’atmosfera giocosa: “Una donna che accoglie l’uomo a casa lamentandosi per la lavatrice rotta ha un effetto deprimente, così come il marito che le rovescia addosso le frustrazioni da ufficio”. Consiglia quindi “di scappare un giorno dal lavoro e andarsene al mare, o anche di fumarsi di nascosto insieme una sigaretta, interrompendo l’astinenza salutista: da complici”.
È un po’ il metodo di Simona Izzo e Ricky Tognazzi, sposati da 14 anni, insieme da 24: “All’inizio del nostro rapporto tenevo il conto dei nostri incontri sessuali, adesso la passione si è trasformata, lui non mi salta addosso urlando ‘ti voglio’ e io non gli dico certo ’sei il mio Tarzan’” scherza lei. Li stuzzica invece una giornata insieme a leggere, oppure una cena preparata da Tognazzi (”a rendere più afrodisiaca la bruschetta alla bottarga è il fatto che lui la prepari solo per me”).
Complicità cara anche a Michelangelo Tortalla, sessuologo del Progetto Amos, associazione cattolica di volontariato: ai fedeli inappetenti consiglia le cosiddette mansioni, esercizi per recuperare la tenerezza, con carezze sparse.
Per chi preferisce invece andare dritto alla meta non c’è che l’imbarazzo della scelta: dal “dirty talking” (il dirsi porcherie a letto), consigliato da Valeria Marini nel suo nuovo Lezioni intime (Cairo editore), a coadiuvanti come il rabbit pearl, vibratore a forma di coniglietto magnificato in Sex and the city e illustrato da Sesso a test di Silvia Bencivelli (Apha test). Fino al “gioco della prostituta”, con gli euro per la prestazione sul comodino, raccomandato dalla sessuologa spagnola (ed ex escort di lusso) Valerie Tasso nel suo Antimanual del sexo, esaurito in Spagna e in arrivo in Italia a novembre.
C’è chi si spinge oltre, verso i corsi di Bdsm (bondage, disciplina, sadismo e masochismo) organizzati a Roma con kit per esercitarsi a casa. Ha tratto molti vantaggi dal sadomaso la signora che firmandosi “concubina di mio marito” solleva il tono del capitolo “Sesso lesso”, dedicato all’eros matrimoniale, nel libro di Massimo Gramellini Cuori allo specchio (Longanesi): racconta di essere rinata quando il marito le ha regalato un paio di stivaloni alti, reggicalze e manette.
Non sono da scartare, però, le maratone del sesso, esasperazioni americane, puntualizza il sessuologo Emanuele Jannini, di un esperimento messo in atto dieci anni fa dal suo gruppo dell’università dell’Aquila e pubblicato dal New Scientist: “Due rapporti alla settimana scatenano la produzione di testosterone. È un meccanismo psicoendocrino, l’attività stimola il desiderio”.
Strategia antitetica rispetto alla “focalizzazione sensoriale”, adottata dai sessuologi di opposta scuola: sesso vietato per un mese a favore di cenette romantiche e carezze in zone neutre.
Chissà chi ha ragione. Ma forse bisogna prenderla con più filosofia, come la stilista Luisa Beccaria che, sposata da 25 anni con il nobiluomo siciliano Lucio Bonaccorsi, dice “che il desiderio va e viene come un’onda”. Bisogna sedersi sulla spiaggia e aspettare quella giusta.
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mercoledì 9 luglio 2008
Egitto: approvata la legge contro l’infibulazione, ma la pratica non scompare.
Fuori legge. La madre di Rania esce di scena, lasciando soli i giovani sposi, avvolti nella penombra del loro nuovo rifugio. Ha consegnato sua figlia e adesso non le resta che mostrare al villaggio la garza macchiata di sangue. Le urla delle donne esplodono all’improvviso e la festa ha inizio. Forse non ci capiterà più di ascoltare i ricordi sconvolgenti di queste donne davanti ad una tazza di tè alla menta. Perché di fatto questi fatti, “legalmente”, non potranno più esistere. Il 7 giugno scorso il Parlamento egiziano ha approvato la nuova legge contro l’infibulazione, una lunga battaglia che ha visto i Fratelli Musulmani osteggiare il governo. Con infibulazione, o “Mgf” (mutilazione genitale femminile), s’intendono le mutilazioni dei genitali femminili praticate in molti Paesi in forme più o meno estreme: dalla cliteridectomia parziale o totale (un semplice taglio della punta del clitoride o l’asportazione del clitoride con taglio totale o parziale delle labbra) fino, a volte, all’infibulazione propriamente detta: la cucitura della vulva, con l’apertura di un foro per permettere la fuoriuscita dell’urina e del sangue mestruale. La donna diventa quindi un oggetto sessuale incapace di provare piacere, ha difficoltà a partorire e può contrarre infezioni. La sua verginità è garantita. Viene consegnata solo al futuro sposo, che se n’assicura durante la prima notte di nozze.
Nel 2005 il più grande quotidiano in lingua araba, l’egiziano Al-Ahram, dedica un dossier fortemente critico nei confronti della mutilazione genitale e dimostra l’infondatezza di tale pratica in base alle fonti islamiche classiche (il Corano e i detti del Profeta). Lo scorso anno la morte di una giovane donna, alla quale era stata praticata la Mgf per soli 8 euro, ha spinto il Ministero della Salute egiziano ad emanare un decreto che dichiarava illegali le mutilazioni genitali in tutti gli ospedali e nelle cliniche private del Paese. Dopo un ennesimo incidente avvenuto qualche settimana fa, in cui ha perso la vita un’altra adolescente, il Parlamento è stato costretto a studiare una linea più dura. In base alla nuova legge, l’escissione è punibile oggi con una pena da 3 mesi a 2 anni di reclusione o con una multa compresa fra mille e 5 mila Lire egiziane (118-590 euro). Da un lato la legge vieta e sanziona chi la infrange, dall’altro però prevede un cavillo, un’eccezione: la Mgf può essere applicata in caso di “necessità medica”. Un passo in avanti e uno indietro.
La testimonianza della ginecologa egiziana. Dice a Panorama.it Emma Bonino, da tempo impegnata nella battaglia contro la circoncisione femminile insieme alla diplomatica egiziana Moushira Khattab: “Francamente non mi preoccupa tanto il ‘cavillo’ quanto piuttosto che le leggi in Egitto, come spesso accade anche da noi, rimangano un po’ lettera morta”. Bonino si augura che la nuova legge venga difesa ed applicata, che anche le Ong continuino la campagna come “stiamo facendo noi un po’ in solitudine ” sottolinea “con NPWJ in Liberia, Eritrea, Djibouti”. Poi aggiunge “L’esempio egiziano ci aiuta!”
Casi di mutilazioni genitali arrivano anche in Italia con gli emigrati. Ce ne parla Mona Mansour, ginecologa egiziana che lavora all’ospedale S.Paolo di Milano. “La donna araba è cresciuta pensando che la sessualità fosse un territorio inavvicinabile” ci spiega. “È più un dovere che un piacere”. La dottoressa ci confessa di aver avuto delle richieste da quando lavora qui in Italia. “A chiedermelo sono generalmente le mamme, che hanno figlie e che non possono tornare in Egitto”. Ma lei si è sempre rifiutata. “La vedo come un’abitudine faraonica, dei tempi passati, quando si tentava di eliminare il senso di piacere alla donna per fare in modo che si concentrasse solo sui lavori pesantissimi di allora”. Poi conclude: “La donna è stata creata da Dio con il suo corpo, il suo clitoride e la sua vulva. La sessualità è una cosa che ci appartiene. Perché dovremmo eliminarla?”
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L'uomo italiano non è più uno "sciupafemmine". Ansie da "dimensione" e fragilita'.
(Agi) Addio allo sciupafemmine italiano. Il mito dell’amante latino per eccellenza appartiene oramai al passato.
Stando a quanto emerge dalla campagna ‘Torna ad amare senza pensieri’, promossa dalla Societa’ Italiana di Andrologia (SIA), oggi il giovane maschio italiano e’ “preoccupato, fragile e perennemente in ansia” per la sua vita sessuale.
La campagna ha registrato un successo senza precedenti del numero verde e del sito (www.amaresenzapensieri.it), interamente dedicati alle patologie sessuali. In 40 giorni, fanno sapere dalla SIA, sono state quasi 15.000 le chiamate ricevute dagli oltre 100 specialisti andrologi che hanno risposto al numero verde da sabato 17 maggio.
A chiamare sono stati uomini di tutte le regioni italiane, con una netta prevalenza delle regioni del sud e delle isole, con il 42,3%. Ultimo in classifica il nord est con l’11,4%. Tra le citta’, invece, Roma (1049) batte Milano (835) e Napoli, con 946 telefonate, sorpassa citta’ come Palermo (321) e Firenze (221).
“Tra tutti i dati raccolti nel corso dell’attivita’ del nostro numero verde - spiega Bruno Giammusso, andrologo e coordinatore scientifico della campagna - e’ da sottolineare la netta preponderanza di chiamate da parte di giovani uomini, sicuramente perche’ piu’ inclini all’utilizzo di strumenti quali infoline e siti web. Questo dato, pero’, deve farci riflettere. E’ un chiaro sintomo di come i giovani maschi italiani siano preoccupati, fragili e in ansia relativamente alle diverse tematiche della funzione sessuale, anche in assenza di particolari patologie”.
Le domande piu’ frequenti hanno riguardato “l’eiaculazione precoce e le dimensioni dei genitali”, continua Giammusso, “che ancora oggi rimangono una delle principali fonti d’ansia. Si tratta di una preoccupazione ingiustificata, perche’ essa deriva dalla mancanza di un’adeguata formazione in fatto di educazione sessuale e dal rapportarsi a modelli sbagliati”. Altra categoria di utenti assidui del numero verde SIA sono stati uomini “piu’ avanti con gli anni”, racconta Bruno Giammusso, “specialmente cardiopatici e ipertesi, che sentono il bisogno di tornare ad avere una vita sessualmente attiva e soddisfacente. Per questo, hanno chiesto agli andrologi delucidazioni sui farmaci orali con indicazione per il trattamento della disfunzione erettile (come il Viagra, ndr) e su loro possibili effetti collaterali”.
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