((TGCom) I maligni quando lo avevano visto disteso in mutande sui cartelloni pubblicitari di Armani avevano detto: "Ma sarà tutta roba sua?". La moglie con una imbarazzante gaffe aveva confermato le misure da Guinness del marito calciatore. E ora anche una radio australiana ne ha le prove: David Beckham è superdotato. Un dj racconta un incontro ravvicinato con l'asso britannico e non ha dubbi sulle sue doti naturali.
Le immagini appese nelle grandi città di David avevano fatto scalpore. Un fisico scultoreo – i suoi addominali sono stati definiti da una rivista i più belli del pianeta – e una bellezza proverbiale, ma soprattutto a colpire erano state le dimensioni del campione che appariva disteso in posa da modello.
La moglie Victoria, durante le sfilate milanesi, si era lasciata sfuggire una dichiarazione “grossa”, quando aveva indicato le misure del marito in ben sette metri. Ora, però a fugare ogni dubbio, arriva il commento di un dj australiano che per caso si è trovato in bagno con Beckham.
Secondo l’edizione inglese di Metro, il dj Kyle Sandilands, dopo aver passato una notte in un club di Los Angeles, avrebbe condiviso il bagno con il campione. "Il bagno era decisamente piccolo e non ho potuto fare a meno di dargli un'occhiata – ha dichiarato Sandilands. - Per la prima volta in vita mia mi sono sentito davvero in imbarazzo. Ora posso giurarlo a tutti: quello che si vede nelle pubblicità non è opera di un ritocco al computer".
martedì 9 settembre 2008
Beckham è un superdotato, ecco la prova!
lunedì 8 settembre 2008
Moratti, il petrolio, l'Inter e l'antipatia.
domenica 7 settembre 2008
Mondiali 2006 truccati? I tedeschi insinuano.
(Calcioblog) Il quotidiano tedesco Bild ha pubblicato alcuni giorni fa un’intervista nella quale il giornalista canadese Declan Hill insinua sospetti circa la presunta irregolarità di alcuni match (di cui uno dell’Italia) dell’ultimo Mondiale, disputato in Germania due anni fa e vinto proprio dagli Azzurri di Marcello Lippi.
Secondo Hill, che ha ribadito le sue accuse ieri sera nella trasmissione televisiva Beckmann dove è stato invitato come ospite per fornire ulteriori dettagli sulla sua presunta scoperta, almeno tre incontri sarebbero stati “truccati” per favorire un giro di scommesse clandestine, legato alla criminalità organizzata asiatica.
Più precisamente si tratterebbe delle partite degli ottavi di finale Inghilterra-Ecuador e Brasile-Ghana e del quarto di finale Italia-Ucraina, conclusosi col successo degli uomini di Lippi per 3-0. Le presunte combine sarebbero state scoperte in seguito a dichiarazioni rilasciate da alcuni ex nazionali del Ghana, che avrebbero ammesso di essere stati “comprati” per permettere il successo del Brasile con più di due reti di scarto.
Per ora dal numero uno della Fifa, Joseph Blatter, non è arrivata nessuna dichiarazione ufficiale, anche se un suo portavoce ha dichiarato che lo stesso dirigente svizzero ha incontrato Hill e che “si riserverà di rilasciare commenti solo dopo aver ottenuto maggiori dettagli sulla viceda“.
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lunedì 1 settembre 2008
Calcio. L'Inghilterra è campione del mondo grazie alla Nazionale gay.

Gli Stonewall Lions hanno conquistato il “Gay World Football Championship”, replicando il successo del 2002 e del 2006, dopo che un mese fa si erano aggiudicati anche “l’European Gay Football Championship”.
(Simona Marchetti - La Gazzetta dello Sport) C’è un’Inghilterra del calcio che vince, anzi stravince, e conquista addirittura il titolo mondiale, dopo aver vinto anche quello Europeo. Il miracolo si è compiuto lo scorso weekend al Matchroom Stadium di Londra grazie alla squadra degli Stonewall Lions FC che, battendo gli argentini del Safgay, si è aggiudicata il “Gay World Football Championship”, replicando il successo del 2002 e del 2006, dopo che un mese fa aveva portato a casa anche “l’European Gay Football Championship”.
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domenica 31 agosto 2008
Matt Mitcham all'Eur: "Io gay alle olimpiadi".
(Il Corriere della Sera) A Roma per un viaggio di riposo dopo le fatiche di Pechino, il tuffatore australiano Matthew Mitcham, che è stato il primo atleta a fare outing alle Olimpiadi dichiarando di convivere con il suo compagno Lachlan, sarà stasera al Gay Village dell'Eur per incontrare i ragazzi della comunità omosessuale romana. Matt, 20 anni, racconterà le sue Olimpiadi da gay - anche se, sottolinea, «vorrei solo essere ricordato come un tuffatore australiano che ha fatto bene i Giochi» - tra gioie e speranze, fatiche e conquiste. Mitcham ha portato i gay sul gradino più alto delle Olimpiadi vincendo l'oro nella piattaforma da 10 metri: 537,95 punti contro i 533.15 del cinese Zhou Luxin.
venerdì 29 agosto 2008
Per il rugby... ci vuole un fisico bestiale.
Le nuove speranze azzurre si affidano alle tecniche dell'atletica per una miglire preparazione.
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martedì 26 agosto 2008
Quegli atleti superdotati che turbano i cinesi.
Ora che le Olimpiadi sono finite, si cominciano a tirare le somme con dei temi sempre più svariati. I giornali soprattutto si chiedono chi siano stati le atlete e gli atleti più belli.
Oggi il giornale cinese New Express prova a stilare una sorta di classifica. In cima mette il tennista spagnolo Rafael Nadal Parera, controparte femminile è la paraguayana Leryn Franco.
Altri atleti che troviamo in elenco sono Kobe Bryant, americano, giocatore di basket, Stephanie Rice nuotatrice australiana, Timo Boll, giocatore di ping-pong tedesco e poi ancora la russa Yelena Isinbayeva, lo sprinter jamaicano Usain Bolt, la ginnasta americana Anastasia Liukin, il campione pluripremiato di nuoto americano Micheal Phelps e il giocatore cinese di beach-volley Xue Chen.
Diverso il parere dei blogger gay, sempre cinesi che hanno eletto loro campione assoluto Alexandre Despatie, che probabilmente deve ringraziare per questa attenzione gli "effetti speciali" che cela negli slippini ma che non sono passati inosservati. E neppure noi siamo rimasti insensibili.
Olimpiadi: tutte le atlete lesbiche sul podio.
Gro Hammerseng e Katja Nylberg sono una delle coppie lesbiche sportive più forti che esistano. E anche una delle più belle.
Gayaweb ci da conto del successo ottenuto dalle 13 atlete dichiaratamente lesbiche che hanno gareggiato alle Olimpiadi di Pechino. Sei di loro sono salite sul podio. Qui trovi tutte le foto e le medaglie degli sport nelle quali hanno prevalso: calcio, pallamano e softball. Un solo atleta dichiaratamente omosessuale, Matthew Mitcham, lo ricordiamo, è medaglia d'oro nei tuffi.
Federica Pellegrini: "Sono fiera del piercing al capezzolo".
L'intervista: i tatuaggi, il rapporto con i genitori e l'esperienza del piercing al capezzolo. La nuotatrice, fresca dell'oro all'Olimpiade di Pechino, si racconta al mensile Ok Salute.
(Il Corriere della Sera) «Sono fiera del mio piercing al seno e lo rifarei senza pensarci su». Così Federica Pellegrini, fresca campionessa olimpica nei 200 sl, si confessa sul numero di settembre di «Ok - La salute prima di tutto» (in un testo raccolto da Francesca Turi) . La nuotatrice veneta racconta la sua «trasgressione» fatta, dopo aver chiesto il permesso ai genitori, per ricordare un altro traguardo: il record europeo nei 200 stile libero ai campionati del mondo di Melbourne, nel marzo 2007. «Da qualche mese pensavo a un piercing, mi piaceva l'idea, ma non sul naso, sulla lingua o sul sopracciglio - spiega Federica -. Banale, ormai ce l'hanno un sacco di miei coetanei. No, il capezzolo era quello che ci voleva per fare una cosa trasgressiva».«LUCA NON È ENTUSIASTA» - A Ok - La salute prima di tutto, la Pellegrini parla del rapporto con i suoi genitori («Il loro parere è importante per me»), dei suoi cinque tatuaggi, il primo a 14 anni e qualche mese fa l'ultimo sul piede destro: la scritta Balù, che è il soprannome del suo fidanzato e collega, Luca Marin, che del piercing sul capezzolo «non è entusiasta. È una questione di gusti» spiega la campionessa, che senza fatica ammette: «Sono vanitosa e adoro guardare allo specchio queste decorazioni che caratterizzano il mio corpo».
«NON HO SENTITO DOLORE» - «Pensavo facesse molto più male, dato che si tratta di una zona delicata - prosegue la nuotatrice, 20 anni lo scorso 5 agosto, parlando del suo piercing al capezzolo -. Ho voluto seguire attentamente le varie fasi, non mi sono coperta gli occhi e ho guardato tutto. Lorenzo (il tatuatore ndr) ha stretto il capezzolo del seno sinistro in una pinza con due fori. In quei buchi ha infilato l'ago che ha attraversato la carne e subito dopo ha infilato una piccola asta di metallo con due palline alle estremità».
I TATUAGGI - Nell'intervista a Ok, Federica racconta per filo e per segno gli accorgimenti adottati dopo aver fatto il piercing. «Ogni giorno, per una settimana, ho dovuto disinfettare il capezzolo e proteggerlo, per evitare che sfregasse contro gli indumenti. In acqua, durante gli allenamenti, usavo un cerotto. Mi ero informata sulle possibili complicanze, ma non ho avuto fastidi particolari e così è stato». Facile per una campionessa già «veterana dei tatuaggi» . «Ne ho cinque. Il primo l'ho fatto a 14 anni, è un draghetto sulla caviglia destra: rappresenta il mio segno nell'oroscopo cinese. È stato il pegno di una scommessa fatta con mio padre, prima di una gara: lui sosteneva che non ce l'avrei fatta, e invece ho vinto... Non credo di farmi un altro piercing - rivela - ma con i tatuaggi di sicuro non ho ancora finito - dice Federica - Ci penserò, magari, dopo Pechino...».
lunedì 25 agosto 2008
Calcio & Omosessualità. I giocatori viola: "Per noi non esistono gay". Che autogol!
Calcio e omosessualità. Ne parlano i giocatori viola in un articolo che comparirà sul settimanale 'GQ'. Ecco alcuni pareri...
Donadel: "Magari qualcuno ci sarà pure, però io credo di non averlo mai incontrato".
Gamberini: "Per me, qualcuno ci sarà pure".
Frey: "Però, sai, visto che l’argomento principale nello spogliatoio è quell’altro là… Insomma, se c’è, deve dissimulare proprio bene". Gamberini: "Okay, ma se qualcuno tirasse fuori il problema, cambierebbe anche l’atteggiamento di tutti gli altri, no?".
Frey: "Scherzi? In questo mondo dove la tifoseria già ti attacca mogli e fidanzate, figurati se uno si dichiara gay. Lo massacrano. Striscioni, cori. Un inferno".
Donadel: "Comunque, negli sport Usa ci sono molti che hanno fatto coming out e sono stati accettati tranquillamente".
Pazzini: "Verissimo. Però, magari mi sbaglio, ma la mia sensazione è di non aver mai incontrato un calciatore gay".
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La Fiorentina si spoglia "Nessun gay nel calcio".
Il mensile GQ entra nel luogo proibito del calcio, lo spagliatoio, e vive tre giorni con i giocatori. Il presidente Andrea Della Valle lancia l'invito: "Caro Toni, ti aspettiamo tra due anni". I giocatori dichiarano sicuri: "I gay nel calcio? Non esistono".
(La Gazzetta dello sport) GQ nel suo nuovo numero in edicola dal 26 agosto, propone un particolare Speciale Fiorentina, grazie a un evento straordinario nel calcio moderno: aver infiltrato i suoi inviati nel luogo solitamente più inaccessibile di una società di calcio, lo spogliatoio. Lo scopo? Capire come si passa dalla C2 del fallimento alla Champions League in soli 6 anni. Per GQ, infatti, sono proprio i viola la squadra più cool del momento. Una lunga marcia separa la squadra viola da quella del fallimento. Il presidente Andrea Della Valle ha fatto incorniciare una foto scattata nel settembre 2002, prima di Sangiovannese – Florentia Viola: "Sono io con tre amici davanti alla nostra panchina, sembra una foto fatta in vacanza, è l’inizio del campionato di C2. Sei anni, ma sembra passata una vita". Da allora non è cambiata solo la ragione sociale, la categoria, la rosa, le ambizioni: sono cambiati, molto in meglio, anche i tifosi, un tempo tra i più aggressivi d’Italia, perchè, sono parole del Presidente: "Il patto con la città è chiaro: la violenza è l’unico motivo per cui la famiglia Della Valle se ne va in 24 ore". Il d.s. Pantaleo Corvino s’accontenterebbe di placare una piazza mediatica: "Se la stampa ti spara 200 giorni l’anno è critica, ma se lo fa 365 quando pure arrivi in Champions c’è qualcosa che non quadra. Ma io mica m’arrendo, lo farò soltanto quando alla mattina invece di alzarmi per andare a lavoro mi verrà da girarmi dall’altra parte. Solo così capirò che le energie dovrò dedicarle ad altro". Ma è negli spogliatoi che si scopre la vera anima della Fiorentina, questa è un’estrema sintesi dell’esclusiva chiacchierata che i big viola (Donadel, Frey, Gamberini, Gilardino e Pazzini) hanno fatto con GQ.
Donadel: "Magari qualcuno ci sarà pure, però io credo di non averlo mai incontrato".
Gamberini: "Per me, qualcuno ci sarà pure".
Frey: "Però, sai, visto che l’argomento principale nello spogliatoio è quell’altro là… Insomma, se c’è, deve dissimulare proprio bene". Gamberini: "Okay, ma se qualcuno tirasse fuori il problema, cambierebbe anche l’atteggiamento di tutti gli altri, no?".
Frey: "Scherzi? In questo mondo dove la tifoseria già ti attacca mogli e fidanzate, figurati se uno si dichiara gay. Lo massacrano. Striscioni, cori. Un inferno".
Donadel: "Comunque, negli sport Usa ci sono molti che hanno fatto coming out e sono stati accettati tranquillamente".
Pazzini: "Verissimo. Però, magari mi sbaglio, ma la mia sensazione è di non aver mai incontrato un calciatore gay".
Gilardino: "Chi lo dice? Il nostro è il campionato migliore d’Europa".
Pazzini: "Be’, dai, il contorno, la tifoseria, gli stadi, il modo di vivere il calcio là sono un’altra cosa".
Donadel: "L’Italia paga lo scotto di una tassazione troppo sfavorevole. I club di Premier e Liga pagano molte meno tasse e hanno un potere contrattuale troppo forte".
Frey: "Però poi i campioni tornano tutti qui".
Donadel: "La vera differenza con la Premier è che lì non c’è un giornale che dia un voto. Vero, Gambero?".
Gamberini: "Io difficilmente guadagno l’attenzione della stampa, ed è giusto così: le prime donne sono gli attaccanti, gli Adrian Mutu, gli Jovetic, il nostro nuovo fenomeno".
Pazzini: "Be’, guarda che essere primedonne va considerato nel bene, ma anche nel male".
Frey: "Ma dai, nell’ultima amichevole c’è stato uno di noi che è stato una vergogna. Prima pagina: 'Questo giocatore da sballo'. Gamberini per 90 minuti si fa il mazzo? È un difensore e non lo vede nessuno".
Frey: "Prendete con l’Everton, abbiamo fatto barricate per 120’. Ci siamo fatti un mazzo così, poi uno tocca un pallone e fa gol. Il titolo è: 'Grande difesa'? No, è: 'Tizio trascina la Fiorentina'. Noi difensori ci mettiamo a ridere e amen".
"Senza un po’ di incoscienza, pure nel mondo dell’imprenditoria certi traguardi non li raggiungi. Ma qui si trattava di salvare la squadra di una delle città più belle e famose del mondo. Poi c’è chi ci ha letto una scelta legata alla nostra azienda, ma in realtà i nostri prodotti di lusso hanno poco a che fare con il mass-market del calcio".
"Sfatiamo il mito: non si guadagna un bel niente. L’Italia è ben diversa da Inghilterra e Spagna".
"Molti: la fiscalità è troppo pesante, c’è poca sensibilità verso i settori giovanili, troppe barriere tra società e tifosi. Quest’ultimo aspetto proprio non lo capisco: costa così poco essere educati. Io e mio fratello cerchiamo di esserlo sempre: è l’impronta che ci ha dato mio padre, e a lui mio nonno. La Fiorentina è una famiglia con 25 ragazzi? Credo di sì, con gli inevitabili problemi di tutte le famiglie".
"Non mi do pace per questa cultura contrattuale. Ma come, i contratti valgono dappertutto fuorché nel calcio? Non è mentalità italiana, è europea, si pensi al caso Cristiano Ronaldo. A noi era già successo con Luca Toni, però gli sono bastati 5 minuti per capire e rinunciare ai tanti soldi che gli aveva promesso l’Inter. E io gli dico: guadagna più che puoi al Bayern e poi torna da noi fra un paio d’anni".
"Il patto con la città è chiaro: la violenza è l’unico motivo per cui la famiglia Della Valle se ne va in 24 ore. Aspetto con ansia il giorno in cui potremo abbattere le barriere allo stadio. Mi piacerebbe fosse tra tre anni".
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Ndr. Una reltà terrbilmente cruda come le risposte dei supermilionari gladiatori in mutande. Omertosi più che mai, hanno in testa solo le palle a cui corron dietro. Quanto hanno dichiarato è superficiale e pazzesco e magari la loro intenzione era quella di dimostrarsi aperti, tolleranti e disinibiti, mentre invece risultano infastiditi ed impreparati. Ma il loro ufficio stampa dov'era? Che autogol! (Aspis)
Si spegne la fiaccola a Pechino. E i cinesi sperano di non tornare indietro.
Lo spettacolo, con le sue luci, le sue acrobazie e i suoi 4 mila costumi, ha sorpreso per visionarietà anche questa volta. E il caldo è stato meno opprimente, i fuochi d’artificio più colorati, le delegazioni degli atleti più disordinate e chiassose come per un ultimo giorno di scuola (gli italiani erano pochi, la maggior parte di loro erano già in vacanza). Uno dei momenti più solenni (insieme con lo spegnimento della torcia olimpica) è stato il passaggio di testimone con l’ospite dei prossimi Giochi: Londra. Dopo 8 anni le Olimpiadi tornano nella Vecchia Europa e vedere sventolare insieme le bandiere cinese, greca e britannica è stato un momento dall’alto contenuto simbolico. Tutto è riuscito perfettamente, come da copione (il press kit dei giornalisti conteneva un dettagliatissimo programma rispettato al minuto), Peccato che il biglietto da visita degli inglesi ricordi una cartolina ingiallita di quelle che si trovano ancora nei mercatini di Notting Hill. I creativi di Londra per raccontare la capitale inglese non sono riusciti a scegliere niente di meglio che un autobus a due piani, ombrelli per la pioggia, un punk, una figlia del meltingpot inglese sempre meno modello, un quasi ex calciatore (David Beckam), la vincitrice di un progrmma tv (Leona Lewis) e un pezzo di archeologia della musica rock (Jimmy Page, dei Led Zeppelin). È come se l’Italia avesse scelto per farsi rappresentare in mondovisione pizza, mandolino, Costantino, Bobo Vieri e Roby Facchinetti dei Pooh. Speriamo che per il 2012 qualcosa di nuovo succeda Oltremanica.
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domenica 24 agosto 2008
Cammarelle mette ko la Cina, l’Olimpiade italiana si chiude con l’oro più bello.
Il finale dei Giochi era iniziato con la maratona, vinta dal keniota Samuel Wanjiru, che ha visto Stefano Baldini finire in dodicesima posizione, Ruggero Pertile quindicesimo e Ottaviano Andriani ventitreesimo. I maratoneti azzurri hanno complessivamente disputato una buona prova: a livello di squadra l’Italia è stata battuta solo dal Kenya. Ma Baldini non ha nascosto la propria delusione: “Questa era la mia ultima maratona”, ha detto al termine l’oro di Atene 2004. “Mi è sembrato giusto chiudere la mia carriera con un’Olimpiade. Ero venuto per fare molto meglio, ma sono stato condizionato da mille cose in questo periodo”.
Amarezza, proteste e lacrime per il risultato (quarto posto) delle ragazze della ritmica (Elisa Blanchi, Fabrizia D’Ottavio, Marinella Falca, Daniela Masseroni, Elisa Santoni e Anzhelika Savrayuk), in una gara vinta dalle russe, seguite dalle cinesi e dalle bielorusse. Dopo il primo esercizio alle funi, in cui l’Italia aveva totalizzato 17 punti, lo staff azzurro aveva fatto ricorso giudicando eccessivamente penalizzante lo score, ma i giudici dopo aver rivisto il filmato hanno confermato il punteggio.
Nella pallavolo un altro quarto posto. Un 3-0 rifilato dalla Russia agli azzurri, che non sono riusciti a continuare la striscia olimpica di medaglie degli ultimi Giochi: pur non avendo mai vinto l’oro, l’Italia nelle ultime tre edizioni aveva conquistato 2 argenti e 1 bronzo.
Intorno alle 10.30 è salito sul ring Roberto Cammarelle. Il supermassimo lombardo, campione mondiale in carica della categoria e bronzo ad Atene, ha sconfitto il cinese Zhang Zhilei nell’ultima gara azzurra di questa 29esima edizione dei Giochi. Un colpo potente in avvio del quarto round ha posto fine all’incontro, confermando un ampio pronostico che dava vincente Cammarelle. La prima ripresa si era chiusa già con un vantaggio per l’italiano: 6 a 1; nella seconda 5 a 2 per l’azzurro, mentre la terza era risultata più equilibrata, 2 a 1 per Cammarelle. Infine il colpo del ko che ha spinto l’arbitro a dichiarare concluso l’incontro e a decretare la vittoria di Cammarelle. Era dalle Olimpiadi di Seoul, nel 1988, che l’Italia non vinceva un oro nella boxe. Al termine dell’incontro, Cammarelle è stato letteralmente sommerso dall’abbraccio del team azzurro e dai dirigenti del Coni, in testa il presidente Gianni Petrucci e il segretario generale e capo delegazione italiano a Pechino, Raffaele Pagnozzi.
Olimpiadi. E' gay la medaglia d'oro di tuffi! Vince Matthew Mitcham.

(Ansa) L'australiano Matthew Mitcham ha vinto la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Pechino nei tuffi, nel trampolino da 10 metri. Nella finale ha fatto segnare 537.95 punti precedendo il cinese Zhou Luxin, medaglia d'argento con 533.15, e il russo Gleb Galperin, bronzo con 525.80. Fuori dal podio l'altro cinese, Huo Liang, che ha chiuso con il quarto posto frutto di 508.40 punti. A seguire Cuba, Australia, Gran Bretagna, Messico, Germania, Stati Uniti, Colombia e nuovamente Usa.
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sabato 23 agosto 2008
Stampa omofoba? L'Ansa non riferisce che un gay ha vinto una medaglia d'oro.
Questo articolo dell'onorevole del Pd Anna Paola Concia, il cui titolo è a nostro parere semplicemente vergognoso ("Questo è l’appello, firmato da me e da altri, che ha scatenato l’ira omofoba di Francesco Merlo su “la Repubblica” di oggi."), assieme all'articolo precedente a questo che informa della vittoria dell'atleta australiano Matthew Mitcham della medaglia d'oro nei tuffi, dove il cronista omette di scrivere che l'atleta è gay (ed è un omosessuale dichiarato, non vittima di un outing), ci ha spinti a credere che anche all'Ansa (agenzia che diramato il pezzo) ci sia una cricca di omofobi. Una gang che omette particolari importanti e significativi sulla vita dell'atleta e cioè che è omosessuale. Quindi dobbiamo credere che anche una buona notizia per lo sport e per il popolo Lgbt, in fondo sia un atto di omofobia? Ma, dannazione, dove stiamo andando a finire? E soprattutto dov'è il buon senso? Al monte dei pegni?
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giovedì 21 agosto 2008
Olimpiadi. Il "voluminoso" pacco di Alexandre.
Alexandre è nato l'8 giugno 1985 a Montreal (Canada) ed ha cominciato a praticare tuffi dall'età di 5 anni. A soli 13 anni vince i Giochi del Commonwealth ed entra nel Guinnes dei Primati per la sua giovane età.
Quarto posto olimpico a Sydney 2000, medaglia d'argento ai Mondiali di Fukuoka 2001, medaglia d'oro ai Giochi del Commonwealth 2002 e a molte manifestazioni sportive che si sono susseguite.
Di lui colpiscono sicuramente il suo viso da ragazzino, i suoi dolci occhioni, le sue labbra carnose, la flessibilità e l'armonia dei movimenti del suo corpo ma, soprattutto, il suo vistosissimo pacco!!
Voi che cosa ne pensate? Vincerà qualche medaglia importante anche a queste Olimpiadi o comunque l'importante è partecipare? Di sicuro la sua presenza è un motivo in più per seguire le gare con molta attenzione ;).
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Aggiornamento.
PECHINO 2008: TUFFI, MARCONI FUORI DA FINALE TRAMPOLINO.
(Adnkronos) Nicola Marconi non e' riuscito a qualificarsi per la finale del trampolino alle Olimpiadi di Pechino. L'azzurro nelle semifinali ha totalizzato 444,55 punti, 14esimo punteggio complessivo. L'atleta romano si era qualificato con il 18esimo posto delle eliminatorie (430,90) e ha migliorato notevolmente il 26esimo posto ottenuto alle Olimpiadi di Sydney 2000. Dodicesimo ed ultimo degli ammessi alla finale, il tedesco Pavlo Rozenberg con 454,30 punti. Miglior punteggio con 547,25 del 21enne cinese Chong He, bronzo iridato a Montreal 2005 alla prima Olimpiade della carriera. Al secondo posto il 23enne canadese Alexandre Despatie, campione del mondo nel 2005, con 518,75 punti. Al terzo posto l'altro cinese, il 22enne Kai Qin, campione del mondo in carica con 508,50 punti. La finale e' in programma stasera alle 20.30 locali, le 14.30 italiane.
mercoledì 20 agosto 2008
La vita di David Beckham diventerà un musical.
Lo spettacolo comincia con un una canzone che ripercorre l’ascesa sportiva di David degli anni novanta:
Talk about football coming home,
And then one night in Rome,
We were strong, we had grown,
And now I see Ince ready for war,
Gazza good as before,
Shearer certain to score,
And Psycho screaming.
Mentre il primo incontro con Victoria, sarà rappresentato da un brano intenso, che recita versi d’amore:
A change has come around,
As I worship this ground,
With you in my life,
We’re turning the world upside down.
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David Beckham: The best ever
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16:49:00
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Olimpiadi. Ma i trans sono atleti "dopati"?
Niente affatto: la transizione dal genere maschile a quello femminile è un handicap, non un aiuto.
(Sandra Tognarini - Affari italiani) La trentesima puntata di “Generi” è dedicata alle Olimpiadi di Pechino. O, meglio, alla querelle che riguarda la partecipazione alle varie gare delle persone transessuali (molti giornalisti sportivi continuano a definirle, chissà perché, “ermafroditi”...).
C’è chi ritiene che la condizione transessuale costituisca un “aiuto”, una sorta di doping. Ciò non corrisponde alla realtà.
Se si considera l’abnorme sviluppo muscolare delle atlete della ex Germania Est, imbottite negli anni Settanta di testosterone (quasi certamente sempre contro la loro volontà), è ovvio che una donna genetica, sottoposta a una cura mascolinizzante, subirebbe uno sviluppo muscolare impensabile per la condizione femminile standard. Tale sviluppo, però, a parità di peso, sarebbe sempre inferiore a quello di un uomo genetico sottoposto allo stesso tipo di allenamento.
In occasione delle Olimpiadi di Pechino, si parla soprattutto dei casi della judoka brasiliana Edinanci Silva e della keniana Pamela Jelimo, regina annunciata degli 800 metri nell’atletica (che, dicono, non rilascia mai interviste perché “avrebbe” una voce da uomo).
Nel caso di Pamela Jelimo, si è in presenza di un pettegolezzo: l’ipotesi di transessualità si basa soltanto sulla sua voce. Un pregiudizio duro a morire, per il quale tutte le transessuali “devono” conservare una voce da baritono. Sì, certo, di voci baritonali se ne sentono ancora. Ma meno di prima. Chi transiziona in giovanissima età, ha adesso ottime possibilità di non scurire la voce. E poi ci sono dei nuovi corsi di fonetica che aiutano a femminilizzare la propria tonalità. Insomma, non è valida l’equazione trans = voce cavernosa. Anche perché ci sono moltissime donne genetiche con la voce più maschile di molte transessuali. E anche di molti uomini. Il “gossip” in questo caso è soltanto virtuale: Pamela Jelimo potrebbe essere vittima dell’invidia delle avversarie per i suoi successi sportivi. Con tanti saluti a De Coubertin.
La transizione di Edinanci Silva è invece stata ammessa dalla diretta interessata. Il fatto è che, dal punto di vista delle prestazioni sportive, la transizione dal genere maschile a quello femminile costituisce un handicap, non un aiuto. Almeno per quanto riguarda gli sport che richiedono sforzi prolungati.
Se un soggetto maschile (per DNA) viene infatti sottoposto a cura estrogenica, si assiste con il tempo a una redistribuzione dell’adipe, ma, se l’attività fisica rimane costante rispetto al passato, anche a una inevitabile riduzione della massa muscolare. Tutto questo su uno scheletro che non subisce alcun cambiamento. Ciò significa che una transessuale, a parità di peso con una donna genetica, ha una “zavorra” ossea maggiore e raggiunge con più difficoltà una massa muscolare tale da poter “tenere in piedi” lo scheletro.
martedì 19 agosto 2008
Olimpiadi. Michael Phelps, la gallina dalle uova d'oro per il marketing.
Sports Illustrated ha dedicato la copertina del suo prossimo numero a Michael Phelps, vincitore di ben 8 medaglie d'oro alle Olimpiadi di Pechino 2008.
Dopo l'ottava vittoria a Pechino 2008, che lo rende il nuotatore olimpico di maggior successo di tutti i tempi, Michael Phelps deve fare i conti con la gigantesca macchina di marketing che si è messa in moto alle sue spalle.
Gli strateghi del marketing che circondano l'atleta hanno infatti già pronta una strategia per capitalizzare la sua rinnovata fama, anche se Phelps, 23 anni, non è parso per nulla turbato dalla popolarità acquisita. "Non è una questione di soldi. Faccio quello che faccio perché lo amo e per questo sono qui", ha detto il campione in un'intervista a Reuters organizzata da uno dei suoi sponsor, la società erogatrice di carte di credito Visa. "Mi vedo come una persona normale, e lo stesso ragazzo che ero quattro anni fa, e sto vivendo un sogno".
Visa, che sponsorizza Phelps dal 2002, ha detto che il successo di Phelps alle Olimpiadi di Pechino ha aumentato la sua visibilità e consentirà una campagna mondiale con il suo nome.
"Michael Phelps lascia Pechino come un'icona mondiale dello sport. Ora è alla pari di personaggi come Michael Jordan, Tiger Woods e Roger Federer e si è meritato ogni briciolo del suo successo", ha detto Michael Lynch, che gestisce la sponsorizzazione di Visa.
Gli occhi del marketing sono puntati su Phelps da quando ha vinto sei medaglie d'oro ai Giochi di Atene nel 2004, ma il successo del 2008 lo ha elevato ad una categoria più alta, con un record di 14 medaglie, e Phelps sembra ben avviato a diventare il nuotatore olimpico più ricco di tutti i tempi.
Prima di Pechino, è stato stimato che gli accordi di sponsorship di Phelps gli fruttassero circa 5 milioni di dollari all'anno, anche se il consulente finanziario dell'atleta non ha confermato questa cifra. Alcuni esperti di marketing pronosticano che il valore del nuotatore potrebbe aumentare in futuro fino a 30 milioni di dollari all'anno.
Calcio, Tabloid Inglese: Milan Vende Kakà per 102 Mln.
(Agi) Il Milan non considera più incedibile Ricardo Kakà e se Roman Abramovich metterà sul piatto 70 milioni di sterline, ovvero 102 milioni di euro, il magnate russo se lo porterà al Chelsea: è quanto scrive il tabloid inglese "Daily Star", secondo il quale però Felipe Scolari preferirebbe al fuoriclasse rossonero un altro brasiliano, ovvero Robinho del Real Madrid, prima scelta per il nuovo manager dei Blues. Sempre secondo il "Daily Star", però, la pista Robinho è quella più praticabile, nonostante il Real attraverso il presidente Calderon lo abbia tolto dal mercato rifiutando l'offerta di 35 milioni di sterline (circa 51 milioni di euro) presentata da Abramovich.
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Olimpiadi, caccia al gay. Solo 10 atleti dicono di esserlo e Mitcham entra in semifinale.
Solo 10 su 10.500 atleti in gara alle Olimpiadi di Pechino sono apertamente gay, secondo uno studio di un sito omosessuale.
(Reuters) Alcuni atleti gay temono che fare coming out possa portare loro la disapprovazione dei fan e dei compagni di squadra, spiega Outsports.com. Anche l'attenzione dei media su questo aspetto potrebbe distogliere l'attenzione dalle loro performance, aggiunge il sito.
Nove degli atleti gay citati da Outsports sono lesbiche e i loro sport variano dalla scherma al ciclismo. C'è solo un uomo, il tuffatore australiano Matthew Mitcham (passato alle semifinali nei tuffi ndr).
Outsports dice che il bilancio dei gay è lontano dal dato vero e sostiene che una stima più accurata possa raggiungere i 1.000.
"Per quello che sappiamo, c'è un canottiere o un giocatore di badminton da qualche parte conosciuto come gay all'interno del suo sport ma non in un contesto sportivo più ampio".
Outsports sostiene che il dato sia deludente, soprattutto dopo gli sforzi di tenniste come Martina Navratilova e Amelie Mauresmo di essere più aperte sulla loro sessualità.
Ma Eli Portnoy, del Portnoy Group, società americana di consulenza specializzate nel branding, spiega che essere apertamente gay possa ancora causare danni agli atleti.
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