"Il primo e piu' urgente obiettivo politico oggi e' quello di colmare un vuoto legislativo".
(Ansa) ''Si torna un'altra volta a parlare di Gay Pride, dove farli, come farli, con chi. E scoppiano di nuovo le polemiche, come se tutta la politica sui diritti dei Gay si fermasse ai Pride che in Italia, purtroppo, sono sempre piu' spesso autoreferenziali e rappresentativi piu' di chi li organizza che delle aspettative di una popolazione Gay molto piu' matura degli oppositori''. Lo afferma Imma Battaglia, leader storica del movimento lgbt e presidente di Di'Gay Project.
Per questo, secondo Battaglia ''il primo e piu' urgente obiettivo politico oggi e' quello di colmare un vuoto legislativo e arrivare a definire una prima legge sui diritti lgbt''. In questo senso, spiega, ''la proposta Brunetta/Rotondi, come qualunque altra proposta che vada nel senso di definire un quadro normativo, va colta come una nuova opportunita', rendendosi disponibili a un confronto democratico e costruttivo''.
martedì 9 settembre 2008
Imma Battaglia: Il movimento gay è sempre più autoreferenziale.
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Kylie Minogue: 'Potrei diventare gay'. E' incerta sul suo orientamento sessuale?
Kylie Minogue non sta vivendo un momento felice in amore: molti hanno parlato del suo ritorno di fiamma con Oliver Martinez ma la cantante australiana ha sempre smentito. Di recente, poi, ha dichiarato che potrebbe cambiare orientamento sessuale... Troppo delusa dagli uomini?
Pare che Kylie sia rimasta particolarmente affascinata dalla figura di Tallulah Bankhead, icona bisessuale del grande schermo scomparsa nel 1968 all'età di 66 anni: "Avrei potuto diventare gay per lei. Era così affascinante, una donna di una bellezza esotica. Ha vissuto una vita piena, forse anche troppo. Voglio avvicinarmi il più possibile al suo modo di essere. Dio sa che non posso diventare un uomo ma per una persona così potrei cambiare orientamento sessuale". Ha dichiarato la pop-star...
domenica 7 settembre 2008
Aggressione a Napoli. Quell'ultrà di Piazza Bellini era sul treno per l'Olimpico.
Le associazioni gay pensano a organizzare una manifestazione nazionale in città.
(La Repubblica) Pallone e violenza. La coesistenza stretta fra questi due mondi è confermata dall´arresto ieri di un uomo ritenuto fra i responsabili dell´aggressione, avvenuta una settimana fa, a tre ragazze lesbiche in piazza Bellini. Il punto è che l´arrestato è un ultrà del Napoli, che ha ammesso di aver partecipato alla disgraziata spedizione di domenica scorsa a Roma. L´episodio ai danni delle ragazze lesbiche avvenne nella notte fra il 29 e il 30 agosto. Tre giovani furono affrontate a male parole e una di esse venne sfregiata con un bicchiere. La polizia si è messa subito sulle tracce del gruppo di aggressori, anche grazie alla collaborazione delle vittime e delle associazioni gay. Si è giunti così ieri all´arresto di Luigi Del Bono, 36 anni, con l´accusa di tentata violenza sessuale e lesioni aggravate in concorso con altre persone che naturalmente sono ancora in fase di identificazione. Del Bono è stato catturato all´interno di un albergo di via Mezzocannone, dove aveva trovato rifugio. Ad arrestarlo sono stati gli uomini del commissariato Decumani, guidati dal vicequestore Maurizio Casamassima. Ultrà dichiarato, Del Bono è anche pregiudicato con precedenti in tema anche di devastazioni e saccheggi. I reati tipici insomma degli ultras in trasferta. E infatti era sul treno per Roma domenica scorsa anche se ha negato di aver partecipato a incidenti. Circostanza che naturalmente è ora al vaglio della Digos.
Di sicuro da ieri Del Bono è accusato anche di un atto di tipica violenza urbana, che si inscrive nel clima di crescente omofobia in varie città italiane. L´Arcigay di Napoli aveva già denunciato a luglio una aggressione a due giovani gay all´interno di un convoglio della Circumvesuviana. E nessuno ha dimenticato le aggressioni dell´agosto 2007 ai danni di ragazzi gay, sempre a piazza Bellini (nella foto sopra una manifestazione contro l´intolleranza). Episodi a cui fa esplicito riferimento la nota con la quale Arcilesbica Napoli commenta l´arresto di ieri: «Un anno è trascorso, ma non inutilmente. É stato infatti un periodo pieno d´iniziative finalizzate al coinvolgimento della cittadinanza nella lotta all´omofobia. Riconfermiamo la nostra denuncia nei confronti di autorità statali e locali, che mancano di portare a realizzazione pratica uno stato sociale di diritto in grado di garantire pari diritti e pari dignità a tutti i cittadini, siano donne, immigrati, omosessuali o transessuali». E, mentre analoga soddisfazione viene espressa dall´avvocato Elena Coccia per la «Associazione giuristi democratici» che assiste le tre vittime, si lavora a una manifestazione nazionale da tenersi a Napoli, come rivela l´assessore comunale Valeria Valente: «Domani dovremmo avere un incontro con le associazioni LGBT (è la sigla che racchiude i sodalizi lesbian, gay, bisexual e transgender, ndr) per approntare una piattaforma comune».
Probabile che la convocazione della manifestazione scatti per fine settembre. D´altro canto negli ambienti gay napoletani si lavora anche alla possibilità di convocare il gay-pride del 2009 a Napoli. Intanto Valente plaude alle forze dell´ordine: «A loro va il compito della repressione, che è una delle strade da perseguire. A noi spetta l´altra, quella della prevenzione, per promuovere l´integrazione, far sì che le differenze siano percepite come un valore, non un problema. Spero che così la parte migliore di Napoli dia alla città il ruolo che merita e continui a relegare i protagonisti di questi episodi lì dove sono, in una ristretta minoranza».
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sabato 6 settembre 2008
Napoli. Individuati e fermati gli aggressori di Piazza Bellini.
Riceviamo un comunicato stampa da Arcilesbica Napoli che pubblichiamo.
LE VITTIME DI PIAZZA BELLINI E ARCILESBICA NAPOLI DENUNCIANO LE VIOLENZE.
Oggi, sei settembre duemilaotto, il commissariato di polizia presso via San Biagio dei Librai ha individuato e fermato, con l’accusa di tentata violenza sessuale, lo scellerato protagonista della violenta aggressione omofoba dello scorso ventinove agosto in piazza Bellini.
Il soggetto è stato segnalato alle forze dell’ordine in seguito alla coraggiosa denuncia delle vittime, rappresentate dall’avvocato Elena Coccia e sostenute dall’ associazione Arcilesbica Napoli, che ha a sua volta sporto querela per essere venuta a conoscenza dei fatti.
Esprimono soddisfazione per l’ottimo risultato ottenuto l’avvocato Coccia per l’associazione Giuristi Democratici e Arcilesbica Npoli per il Coordinamento Campano LGT, formato da i-Ken onlus e M.I.T. Napoli, nato proprio in seguito agli episodi di violenza omofoba verificatisi nell’agosto duemilasette sempre in piazza Bellini.
Un anno quasi esatto è trascorso dall’episodio di violenza omofoba che tanto scosse ed indignò la comunità omosessuale napoletana ed eccoci costretti a dover assistere ad una nuova ondata di brutalità dove, stavolta, si è infierito contro ragazze poco più che maggiorenni,profittando del medesimo “palcoscenico”: quella piazza napoletana che ancor oggi appare più come luogo votato al conflitto che alla socializzazione e all’incontro di gruppi differenti.
Un anno è trascorso, ma non inutilmente. E' stato infatti un periodo pieno d’iniziative finalizzate al coinvolgimento della cittadinanza nella lotta all’omofobia. Forte dell’azione portata dunque avanti, riconfermiamo oggi la nostra denuncia nei confronti delle Autorità statali e locali, che mancano di portare a realizzazione pratica uno “ stato sociale di diritto” in grado di garantire a tutti i cittadini, siano essi donne, immigrati, omosessuali o transessuali, pari diritti e pari dignità, a partire dalla libertà di aggregazione e dalla coesistenza di realtà sociali e culturali diverse.
Quest’atto di denuncia, oltre alla manifestazione di un grande coraggio personale, è forse anche il risultato di una politica per i diritti su cui molto abbiamo lavorato e lavoreremo e che rende il senso più profondo del nostro ruolo di associazioni; tuttavia, ciò non può impedirci –anche in un momento di soddisfazione- di ricordare come restino gravi le innumerevoli mancanze dell’organizzazione pubblica, che per prima dovrebbe apportare gli strumenti di sicurezza e integrazione necessari a che tra i cittadini –non solo omosessuali- fiorisca un senso di sicurezza e una cultura delle differenze.
In qualità di associazioni a tutela dei diritti civili non ci tireremo mai indietro di fronte a questi obiettivi ma siamo nelle condizioni di dovercene assumere tutto il carico, quando il perseguimento di questi dovrebbe essere prima di tutto compito dello Stato.
Insieme intendiamo continuare a lavorare per una società diversa da questa, in cui non esistano cittadini “minori” capro espiatorio dell’ignoranza e della violenza del branco. Una società dove il branco non esista. E dove la donna sia sempre persona. Ovunque. E non bastonata comunque.
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venerdì 5 settembre 2008
E' Rachel Weisz la star più desiderata dalle lesbiche. La top ten.
(Quotidiano.net) L'attrice britannica Rachel Weisz è la più desiderata dalle lesbiche inglesi. Lo rivela un'indagine divulgata dal tabloid 'The Sun', che stila una vera e propria classifica delle 10 dive di Hollywood che riscuotono maggior successo tra le donne omosessuali.
La vincitrice è risultata essere appunto la protagonista de 'La Mummia', già vincitrice nel 2006 del premio Oscar come migliore attrice non protagonista per il suo ruolo in 'The Constant Gardener - La cospirazione'. Alle sue spalle si piazza un'altra attrice il cui fascino non conosce confini di genere, ovvero Nicole Kidman.
Medaglia di bronzo per l'attrice e cantautrice Minnie Driver, protagonista di 'Will Hunting - Genio ribelle'. Primo posto fuori dal podio per l'ex 'naufraga' di 'Titanic' Kate Winslet, alle cui spalle si piazzano Naomi Watts, Keira Knightley, Thandie Newton, Emily Blunt, Catherine Zeta-Jones e infine Cate Blanchett.
martedì 2 settembre 2008
Aggressione a Napoli, Dopo quattro giorni la posizione di Arcigay e Arcilesbica in un comunicato.
Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato.
Le associazioni napoletane per la difesa dei diritti degli omosessuali Arcilesbica, Arcigay e i Ken denunciano il gravissimo episodio di violenza avvenuto a Napoli venerdì 29 agosto in piazza Bellini, riportato dal quotidiano Il Napoli nell’edizione del primo settembre.
Vittima dell’accaduto è una ragazza diciannovenne che sostava nella piazza insieme ad un gruppo di amici e per il sol fatto d’essersi intrattenuta teneramente con la compagna si è trovata a subire insulti, molestie sessuali e lesioni sotto gli occhi terrorizzati dei presenti, rimasti impotenti di fronte a tanta violenza. La giovane non ha sporto denuncia nei confronti dell’aggressore, nel frattempo allontanato dai suoi amici, perché dissuasa da alcuni dei presenti che, probabilmente, avevano tutto l’interesse a non avere “questioni in sospeso” con certe frequentazioni -purtroppo abituali- del posto.
Questi i fatti. Di seguito le dichiarazioni delle associazioni.
Arcilesbica Napoli esprime vicinanza e solidarietà nei confronti di chi ha dovuto subire questa ignominiosa aggressione, invitando lei e chiunque si sia trovato a patire abusi e brutalità del genere a rivolgersi senza paura a chi di dovere e alle associazioni di genere perché vengano tutelati i diritti e le libertà di ciascuno.
Oltre a manifestare sdegno di fronte al vergognoso perpetrarsi di simili episodi di violenza ai danni dei cittadini omosessuali di questo paese, Arcilesbica Napoli intende esprimere seria preoccupazione verso l’indifferenza generale -e in particolare delle amministrazioni- nei confronti di un conflitto sociale che lungi dall’essere affrontato con interventi mirati, viene incalzato e legittimato da una politica nazionale che troppo spesso esprime intolleranza verso ogni manifestazione dell’ “altro”, alimentando così nella società che dovrebbero educare, fenomeni di discriminazione e di esclusione.
Come Organizzazione al servizio della cittadinanza per la difesa dei diritti delle persone omosessuali, Arcilesbica Napoli chiede a viva voce che i governi locali e nazionali acquisiscano la responsabilità necessaria al fine di realizzare interventi immediati volti ad una reale integrazione della società civile che parta dall’affermazione dei diritti, delle libertà e della dignità di tutte e tutti.
Arcigay Napoli oltre ad esprimere sdegno per il ripetersi di tali atti di inciviltà ed intolleranza è vicina a quanti subiscono ogni giorno situazioni discriminatorie e di violenza che ripetute, scarsamente contrastate anche da chi ha il dovere di vigilare sul rispetto di tutti gli individui e purtroppo da taluni ostentate portano poi al verificarsi di tragici eventi come questo.
L'ennesima aggressione in quella piazza che da tutti è riconosciuta come luogo di incontro della comunità lesbica gay bisex e trans napoletana è il sintomo inequivocabile che esiste un'emergenza omofobia a Napoli; non esistono alibi per transigere sui diritti e la legalità.
Arcigay Napoli invita tutte le persone omosessuali bisessuali e transessuali oggetto di violenza omofoba a denunciare immediatamente i fatti o a rivolgersi per ogni supporto alle associazioni napoletane.
L’Associazione i Ken ONLUS di Napoli invita tutti e tutte le cittadini napoletani a vigilare sulla piazza e a proteggere chi subisca una violenza chiamando tempestivamente il 112 o il 113.
Si ritiene che a 12 mesi esatti dalle ultime aggressioni di piazza Bellini, la comunità napoletana ( non solo omosessuale e ovviamente non solo a piazza Bellini) debba manifestare con solidarietà il sostegno a chiunque, in pace, viva la propria libertà di amare e di essere amata o amato.
Con cinismo occorre dire che questo da solo non basta!
Occorre che chi subisca la violenza sporga denuncia presso le autorità di Pubblica Sicurezza e alle associazioni Gay e Lesbiche di Napoli perchè è sbagliato lasciare alla cronaca del giornali costruire fobie ed odi inutili.
Ci rifiutiamo d immaginare che l’esercito risolva il problema vivibilità e chiediamo con decisione una maggiore attenzione alle troppe violazioni della legalità verso persone e verso il patrimonio a cui piazza Bellini è abbandonata. La Napoli che ci meritiamo non questa è ben altra.
Le associazioni Arcilesbica, Arcigay e i Ken chiedono all’assessore Valeria Valente ed al Sindaco Rosa Iervolino Russo una riunione del gruppo di lavoro del Tavolo per le Pari Opportunità LGT per discutere del grave fatto accaduto in piazza Bellini.
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Ndr. Formidabile i tutori dei diritti Lgbt scoprono i fatti dai giornali e tre giorni dopo e ne fanno il solito "minestrone" ideologico ... (Aspis)
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lunedì 1 settembre 2008
Napoli: Ragazza lesbica sfregiata da un ultras.
In piazza Bellini l'anno scorso un episodio analogo: le associazioni manifestarono. Un giovane si toglie le mutande e insulta alcune ragazze gay. Poi ne ferisce una con un bicchiere.
(Amalia De Simone) Le ha tagliato la faccia colpendola con un bicchiere dopo averla insultata e molestata spogliandosi dei jeans e delle mutande: "lo vuoi il pisello? Lo vedi lesbica di merda?". È successo ad una ragazzina non ancora ventenne rea di aver rivolto un gesto affettuoso alla sua innamorata in una delle più note e affollate piazze della movida napoletana. Un episodio gravissimo di omofobia che arriva, quasi come fosse un vergognoso rituale di fine estate, a "celebrare" l'anniversario della sassaiola contro i gay da parte di un gruppo di ragazzi simpatizzanti di un'organizzazione di tifosi del Napoli, avvenuta proprio un anno fa. Allora l'episodio scatenò polemiche e ben due manifestazioni pubbliche contro l'omofobia. Non è bastato. L'onta della discriminazione e dell'intolleranza sporca ancora una volta piazza Bellini, la bellissima agorà amata dagli stranieri
che da anni riunisce davanti ai decumani diverse realtà di studenti, musicisti, magistrati, scrittori, intellettuali, gruppi di tifosi e tradizionalmente anche gay, grazie ad una serie di iniziative culturali e di socializzazione di arcilesbica.
Erano le due della nottata tra venerdì e sabato: la piazza, secondo il racconto di alcuni testimoni, era ancora viva, e tra i tanti giovani c'era una tavolata di una decina di amici. tra loro, anche due ragazze inequivocabilmente innamorate che partecipavano alla serata occhi negli occhi. Un abbraccio di troppo ha inspiegabilmente infastidito un giovane che sostava con alcuni amici nei pressi delle rovine archeologiche. "Era fuori di testa, si vedeva lontano un miglio
- ha raccontato un ragazzo presente in piazza con la sua comitiva - si è staccato dal suo gruppo e come una furia si è avvicinato a quelle ragazze. Io lo vedevo di spalle: si è abbassato i pantaloni e le mutande e ha cominciat ad urlare insulti e volgarità". "Qualcuna si è alzata dal tavolo spaventata - aggiunge un'altra testimone - e lui ha provato addirittura ad inseguirla.
Poi alcune ragazze del gruppo hanno risposto alle provocazioni e lui, completamente invasato, le ha aggredite fino ad afferrare un bicchiere e scaraventarlo contro una di loro chiamandola "lesbica di merda". La ragazza, giovanissima, sanguinava: aveva un taglio profondo tra il naso e la fronte e un altro sopra la bocca. A quel punto sono intervenuti alcuni amici dell'aggressore che, capita la gravità della situazione, hanno cercato di calmare le acque, hanno immobilizzato il loro amico e lo hanno portato via". Secondo i presenti in piazza, la vittima dell'aggressione avrebbe voluto allertare le forze dell'ordine ma sarebbe stata dissuasa da alcune persone che le avrebbero chiesto di non creare scompiglio in zona e suggerito inoltre che non sarebbe stato opportuno "mettere i suoi affari in piazza". Non è chiaro quindi se successivamente le ragazze si siano rivolte alla polizia. "L'assenza di denuncia è uno degli elementi più sconcertanti di questa vicenda. - commenta la presidente di Arcilesbica Napoli Giordana Curati - È grave che anzichè supportare queste ragazze, i presenti le abbiano scoraggiate soprattutto se è successo per ragioni "commerciali". Sarebbe stato utile anche un esposto in forma anonima: la polizia ha già in passato monitorato la piazza per episodi analoghi. Siamo rimaste qui cercando un incontro e senza provocazioni. A questo punto ci facciamo carico noi dell'associazione di denunciare questo gravissimo fatto all'opinione pubblica. Cercheremo le vittime dellaggressione perché l'arcilesbica esiste anche per essere al fianco delle ragazze omosessuali che si trovano a dover affrontare situazioni più grandi di loro.
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La ragazza sfregiata a Napoli da un ultras. Le dichiarazioni di Arcilesbica.
Ecco l'omofobia legittimata "La politica è responsabile".
La deriva omofoba arriva alla vigilia di una manifestazione (già programmata) di Arcilesbica, arcigay, I Ken e Mit contro l'intolleranza e l'ignoranza.
«Sono molto preoccupata - confessa la presidente di arcilesbica Giordana Curati - e mi inquieta questa diffusa convinzione dell'inutilità della denuncia.
Un atto come quello capitato venerdì non può restare impunito. soprattutto perchè i "personaggi" della piazza li conoscono tutti e quindi l'autore di questo episodio che sfiora la molestia sessuale oltre che le lesioni, può essere individuato. In genere sono ragazzi che a loro volta vivono situazioni di marginalità e disagio. Inoltre va detto che all'assenza di qualsiasi forma di intervento politico per l'integrazione si sono aggiunti tanti interventi pubblici contro i gay che
hanno creato anche un senso di legittimazione a compiere violenze del genere. Eppure
la ministra per le pari opportunità in una delle sue prime uscite disse che l'omofobia non esiste"».
venerdì 29 agosto 2008
E' morta Del Martin, simbolo della lotta per i diritti Lgbt.
Ciao Del, non scorderemo la tua lotta.
Del Martin, simbolo della lotta per il riconoscimento legale delle nozze gay negli Usa e protagonista di uno dei primi matrimoni tra donne nella storia della California, e' morta in un ospedale di San Francisco.
(L'Unità) Come Davina e la sua compagna, anche lei si era già "sposata" una prima volta dopo il via libera di Newsom e in quella occasione Liberi tutti ne fece un ritratto a tutto tondo. Alla sua compagna esprimiamo partecipazione, ricordando la statura di Del. La notizia della sua scomparsa e' stata data ai media americani dal National Center for Lesbian Rights di San Francisco. Del Martin aveva 87 anni e soltanto due mesi fa - dopo l'apertura ufficiale della California alle unioni gay - era riuscita a coronare il sogno per il quale aveva lottato una vita intera: unirsi civilmente alla sua compagna, Phyllis Lyon.
Nel 2004, quando il sindaco di San Francisco Gavin Newsom apri' le porte alle nozze gay in quello che fu ribattezzato l'inverno dell'amore' in citta', la coppia fu la prima di tutta la California a correre all'altare: ma quelle nozze, in un secondo momento, furono annullate. Cosi, per coronare il suo sogno, la Martin ha dovuto aspettare fino al 16 giugno scorso, il giorno in cui si e' unita legalmente alla donna che le e' stata accanto per piu' di cinquant'anni. A Martin e Lyon viene riconosciuto, da gay americani, il merito di aver fondato la prima associazione nazionale di lesbiche, la 'Daughters of Bilitis' e il primo giornale lesbico, 'The Ladder'. Conosciutesi nel 1950 a Seattle (nello stato di Washington) le due donne erano andate a vivere insieme il giorno di San Valentino del 1953 decidendo di lottare fianco a fianco per veder coronato il proprio sogno d'amore e i diritti delle coppie nella loro situazione. Attualmente, negli Usa, le unioni gay sono riconosciute in due Stati: la California e il Massachusetts.
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mercoledì 27 agosto 2008
Indossa T-shirt lesbica, allontanata dagli uffici pubblici.
Era andata all'agenzia delle entrate per prendere la carta sanitaria del figlio, ma è stata bloccata da un responsabile della sicurezza. Motivo? La maglia indossata dalla donna, una semplice t-shirt con scritto Lesbian.com.
La spiacevole situazione è capitata a Van Nuys, in California, alla 31enne Lapriss Gilbert. La donna ha dichiarato: "Come afroamericana e come lesbica ho sempre subito diverse discriminazioni, ma stavolta è stato davvero scioccante". La semplice scritta "Lesbian.com" è stata giudicata "offensiva".
L'ufficio per l'immigrazione ha preso le distanze dall'episodio: "Il gesto della guardia è stato inappropriato e inaccettabile", si è limitata a dichiarare Lori Haley, portavoce federale.
Secondo Lapriss, la guardia avrebbe motivato la decisione di allontanare la donna basandosi su un documento ufficiale ("The Rules and Regulations Governing Conduct on Federal Property"), che in realtà non indica alcun tipo di abbigliamento appropriato o non. Un testimone dell'accaduto ha raccontato che l'agente della sicurezza ha avuto anche un modo di fare molto brusco, mentre la "vittima" è sempre rimasta calma. Il caso è stato amplificato anche da Tanya Gilbert, madre della ragazza discriminata e da tempo attivista per i diritti degli omosessuali, che ha bollato come "incredibile" l'intera vicenda.
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Ellen Degeneres e Portia De Rossi: Noi sposate per allegria".
Intervista sul settimanale "A".
(Apcom) E' stato il matrimonio gay dell'estate, il più rinomato da quando la California ha legalizzato le unioni omosessuali, nello scorso mese di maggio. Le attrici Ellen DeGeneres e Portia De Rossi, sua compagna da quattro anni, si sono sposate in una cerimonia privata nella loro villa di Beverly Hills. "Tutte le ragazze, in fondo, sognano di sposarsi, con un abito o bianco o rosa. Noi l`abbiamo fatto" dice al numero di "A" in edicola dal 27 agosto Ellen DeGeneres, attrice ed entertainer televisiva americana di grande successo.
"Non è stato unicamente per me che un giorno ho deciso di fare coming out e raccontare la mia verità" spiega la DeGeneres, pilastro della comunità gay-lesbica di Los Angeles, "a volte mi sento vergognosamente felice e privilegiata per la bellezza della mia compagna, per il successo nel mio lavoro. E allora cerco di dare al mondo quello che ho, impegnandomi in opere civili, non escludendo domani di aiutare a crescere bambini che hanno bisogno di genitori sereni, e che dalla vita, a differenza di me, hanno avuto poco o nulla".
Aggiunge Portia De Rossi: "Questo matrimonio è anche un segno forte per tutta la nostra famiglia e la comunità alla quale siamo entrambe legate". Ma sottolinea: "La parola lesbian non fa assolutamente parte del mio vocabolario, se proprio dovessi darmi un'etichetta, allora preferisco quella di girlfriend...".
Per Ellen DeGeneres "La nostra è stata una scelta affettiva, al di là di ogni implicazione legale. Sicuramente, comunque, la possibilità del matrimonio è stato un grande passo avanti: a prescindere dal fatto che qualcuno decida di usare questa opportunità, oppure no. Ha un valore simbolico. Noi ci siamo sposate per allegria e per felicità. Sperando, come tutti si augurano, che sia per sempre. Quando ci siamo incontrate non eravamo due adolescenti... Avevamo alle spalle le nostre vite, i nostri incontri, i ricordi delle nostre giovinezze non sempre facili. Tra me e Portia c`è stata subito grande affinità per un progetto di vita in comune. La seduzione tra noi è stata immediata e reciproca".
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martedì 26 agosto 2008
Olimpiadi: tutte le atlete lesbiche sul podio.
Gro Hammerseng e Katja Nylberg sono una delle coppie lesbiche sportive più forti che esistano. E anche una delle più belle.
Gayaweb ci da conto del successo ottenuto dalle 13 atlete dichiaratamente lesbiche che hanno gareggiato alle Olimpiadi di Pechino. Sei di loro sono salite sul podio. Qui trovi tutte le foto e le medaglie degli sport nelle quali hanno prevalso: calcio, pallamano e softball. Un solo atleta dichiaratamente omosessuale, Matthew Mitcham, lo ricordiamo, è medaglia d'oro nei tuffi.
mercoledì 20 agosto 2008
Usa. Medici, vietate discriminazioni contro gay e lesbiche.
La Corte Suprema della California condanna due dottori che si erano rifiutati di inseminare artificialmente una donna omosessuale .
(La Stampa) Vietata qualsiasi discriminazione contro gay e lesbiche nel trattamento medico, anche se le procedure sono in contrasto con le credenze religiose dei dottori. La Corte Suprema della California dà torto a due medici cristiani che si erano rifiutati di inseminare artificialmente una lesbica per motivi religiosi. Il sesso, secondo i giudici, non può essere una discriminante. La decisione trae origine da una querela presentata da Guadalupe Benitez, una lesbica di Oceanside che vive insieme a un’altra donna e che desiderava una donazione di sperma per restare incinta. Benitez si era rivolta a un legale dopo che la dottoressa Christine Brody, ostetrica e ginecologa presso il North Coast Women’s Care Medical Group, si era detta contraria a effettuare l’ inseminazione intrauterina. La Benitez ha affermato che Brody sosteneva che il suo credo religioso le impediva di effettuare il trattamento a una lesbica. Brody si è difesa sostenendo che lei si rifiuta di effettuare l’intervento sulle donne non sposate, indipendentemente dal fatto che possano essere eterosessuali o omosessuali. Guadalupe ora ha 36 anni ed è madre di tre figlie: “Questa non è solo una vittoria per me, ma per tutte le donne lesbiche - ha dichiarato – E’ una vittoria per tutti, perché i medici non possono decidere se intervenire o meno su certi gruppi di persone in base ai loro credo religiosi”.
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martedì 19 agosto 2008
Love & sex. Quelle fantasie inconfessabili che non oseremo mai mettere in pratica o rivelare.
(Img press) L'orgasmo clitorideo non è un orgasmo. Non fa media. Gli uomini che durano poco, vogliono punire le donne non facendole godere. Lo fanno perché hanno dei conflitti irrisolti con la mamma. Quest'anno va di moda farlo con psicologia. E sono guai. Che se già è difficile a cose normali con tutte queste improvvise e bizzarre rivelazioni diventa ancora più complicato. Lesbo, gay o banalmente etero sono in aumento single e coppie che si sdraiano sul lettino dello psicanalista alla ricerca del perché e per come nella propria vita qualcosa non quadra. E la causa ultima è sempre quella: il sesso. C'è anche chi essendone già consapevole salta lo specialista e si butta nel fai da te. Abbuffate su abbuffate di manuali con spiegazioni e consigli pronti all'uso. Le premesse sono sempre quelle: meglio per amore, se ti fa soffrire, non è quello giusto e nell'intimità è fondamentale essere rilassati. L'effetto contrario in pratica di quello che suscitano questi libri. Ansiogeni per definizione e a volte anche un po' moralisti. Del tipo che non c'è piacere se non c'è sentimento. E poi attaccano con una serie infinita e anche un po' sconsolante di divieti che mettono all'indice tutto ciò che si fa più spesso. Per esempio pensare a qualche fantasia erotica particolare durante la penetrazione. Che non significa immaginare di farlo con qualcun altro, ma mettere a fuoco location o posizioni o contesti particolari capaci di scatenare l'eccitamento. Fantasie inconfessabili che non oseremmo mai mettere in pratica o rivelare ad anima viva. Eppure o forse proprio per questo fanno uscire fuori di testa. Soprattutto le donne, che si autocensurano di più e sono anche molto più cerebrali. Hanno sempre bisogno di uno stimolo mentale. Fra i più gettonati c'è il pensiero (stupendo) di fare sesso con più uomini insieme, a pagamento (il mito della donna oggetto che non sempre dispiace), con uno sconosciuto o magari con un lui e una lei insieme a ruoli interscambiabili. C'è anche chi sostiene che l'orgasmo vero sia quello vaginale. Mentre quello clitorideo non conta. Ovviamente a dirlo sono degli uomini. Una donna non potrebbe mai farlo. In primo luogo perché la maggior parte di quelle già fortunate che ci arrivano, provano solo quello. E poi perché è già un patire godere nell'intimità che quando ci si riesce non si va tanto per il sottile. O l'uno o l'altro fa lo stesso. Basta che ci sia. È innegabile e chi lo conosce lo sa, che quello vaginale sia di livello nettamente superiore. Ma da questo a scrivere che il clitorideo di fatto vale zero, ce ne corre. Ci vogliono anche insegnare quali sono i punti in cui dobbiamo avere più sensibilità. Quando la cura è peggiore del problema. Si cerca di dire addio ai tabù con l'aiuto dell'esperto e ci si ritrova impantanati in paranoie e complessi mai sperimentati prima. Che ti fanno passare direttamente la voglia di sesso o che ti portano a farlo come un robot. Tentando invano di scacciare pensieri erotici e concentrando tutta l'attenzione sulle zone del tuo corpo in cui ti senti in dovere di essere particolarmente ricettivo. Altro che rilassamento e piacere. E il bello è che a chiusura di tutti questi discorsi, dicono anche che è assolutamente out ricorrere ai tempi supplementari. Lui non deve portarti manualmente al dunque, se tu non hai quagliato durante la penetrazione. Se queste sono le vie per il piacere di coppia, si capisce perché sempre più persone scelgano l'autoerotismo. L'unica via (pare) per essere liberi di dire, fare e pensare quello che ci va. E ci fa godere
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domenica 17 agosto 2008
Nozze gay: Ellen Degeneres ha sposato la compagna Portia de Rossi.
(Apcom) L'attrice statunitense Ellen de Generes avrebbe sposato la compagna Portia de Rossi in quello che sarebbe il matrimonio gay di più alto profilo da quando la California ha legalizzato le unioni omosessuali, nello scorso mese di maggio: è quanto riportano le riviste People e Us Magazine.
Secondo le fonti la 50enne DeGeneres e la 35enne De Rossi, sua compagna da quattro anni, si sarebbero sposate ieri notte in una cerimonia privata nella loro villa di Beverly Hills.
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giovedì 14 agosto 2008
Oprah Winfrey sposerà Ellen Degeneres e Portia deRossi?
(Gossipblog | Via: BackSeatCuddler) E’ ormai prossimo il matrimonio tra Ellen Degeneres e Portia de Rossi e sembra che Oprah Winfrey celebrerà il matrimonio. Oprah è una delle invitate ma Ellen vorrebbe tanto che fosse lei ad officiare la cerimonia. Vedremo. Sarà sicuramente uno dei matrimoni dell’anno!
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martedì 5 agosto 2008
Nozze gay: Il padre non accompagnerà all'altare Lindsay Lohan.
(L'Unione sarda) Le nozze gay sono legali in California ma Michael Lohan, padre dell'attrice americana Lindsay Lohan, non sarebbe pronto a condurre la figlia all'altare nel caso in cui si trattasse di un matrimonio omosessuale con la compagna Sam Ronson. Durante un'intervista all'emittente Msnbc, l'uomo ha spiegato le sue considerazioni sulla relazione della figlia con la famosa deejay e cantante inglese di 10 anni più grande. La giovane coppia, da qualche mese inseparabile, fino ad ora non ha espresso il desiderio di convolare a nozze, ma la recente legge sui matrimoni gay in California, potrebbe invogliare Lohan e compagna a fare il grande passo. "Non credo che Lindsay mi chiederebbe mai di accompagnarla all'altare - ha raccontato il padre dell'attrice - mia figlia sa che non sono contrario alla sua relazione con Sam, ma conosce anche le mie radici cattoliche".
domenica 3 agosto 2008
Lindsay Lohan al capo della polizia di Los Angeles: Se sono lesbica sono fatti miei.
Il poliziotto stava discutendo della misura anti-paparazzi a Los Angeles.
(Apcom) L'attrice americana Lindsay Lohan ha risposto a tono a un poliziotto di Los Angeles che le ha dato della lesbica: "I capi della polizia non dovrebbero occuparsi degli affari altrui quando si tratta della vita privata. E' inadeguato", ha dichiarato la star di "Mean Girls" e "Il super maggiolino.
Il poliziotto William Bratton, intervistato dal tg del canale Knbc sui problemi di Los Angeles con i paparazzi, stava spiegando perchè non appoggia le misure straordinarie proposte dalla città per combattere i fotografi divenuti troppo aggressivi: "Se fate caso, da quando Britney ha cominciato a vestirsi e a comportarsi come si deve, Paris è fuori città e non dà noia a nessuno, grazie a Dio, e evidentemente Lindsay Lohan è diventata lesbica, pare che non abbiamo molto di cui preoccuparci". Ma Lohan gli ha servito la risposta in un video postato sul sito di gossip Tmz.
Si mormora da un bel po' che l'attrice 22enne sia legata sentimentalmente alla dj trentenne Samantha Ronson, sorella del produttore britannico Mark Ronson. La portavoce di Lohan, Leslie Sloane, in precedenza ha smentito che l'attrice abbia una relazione con "Sam" Ronson, spiegando che le due sono "carissime amiche".
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giovedì 31 luglio 2008
Usa, coppia lesbica: mamme nello stesso giorno, ognuna di due gemelli.
Ha dell’incredibile la vicenda di Karen Wesolowski e Martha Padgett. Compagne di vita, desideravano così tanto avere dei figli “insieme” che… ora si ritrovano ad avere in un giorno solo quattro bambini. Una coppia di gemelli! Andrew e Sienna sono nati da Karen Wesolowski, e Sophia e Alex da Martha Padgett: un maschio e una femmina per ciascuna. Tutti e quattro nati nello stesso giorno e tutti e quattro fratelli. Sì, perché i bebè sono stati concepiti dagli ovuli di Martha e dallo sperma di un donatore, con fecondazione in vitreo. Due embrioni erano stati impianti in Karen, due in Martha.
La storia di scienza e amore arriva da Riverside, California. Le due donne si erano incontrate e innamorate in un centro di assistenza infermieristica di Hemet nove anni fa. Hanno desiderato un figlio da subito, nonostante Martha avesse già Julia, di dieci anni, nata dalla relazione col suo ex marito. “Volevamo solo un bambino” racconta la donna, infermiera di 38 anni. “Ma quando il medico ci disse, con il sorriso in viso, che eravamo rimaste incinta entrambe, abbiamo contenuto a stento la gioia”. “Sapevamo che c’era la possibilità di un parto multiplo, ma all’epoca ne ridemmo”.
Era da tre anni che la coppia lesbica provava ad aver figli, inutilmente. E per Karen, fisioterapista di 42 anni, l’orologio biologico stava facendosi martellante. “Avevamo provato per tre anni ed eravamo esauste” dice. “Abbiamo tentato con i miei ovuli e con lo sperma di un donatore e abbiamo cercato di impiantare in me gli ovuli di Martha”. “Abbiamo provato letteralmente di tutto e speso tanti soldi. Quindi quando Martha mi ha detto che avremmo dovuto impiantare entrambe i suoi ovuli, ho pensato ‘perché no?’.”
La prima a partorire è stata Martha. A distanza di ventidue ore Karen, che così descrive l’ennesima coincidenza: “Ero tornata a casa da poco, lasciando Marta, Sophia e Alex in ospedale. Poche ore più tardi siamo di nuovo diventate mamme”.
“Adesso abbiamo quattro bambini che sono tutti fratelli e sorelle” afferma Karen. “La nostra famiglia è completa”.
E ha ben ragione di dirlo. Tra l’altro anche Julia, la primogenita di Martha, vive con le due donne. E per le feste canoniche come Natale e compleanni si unisce anche David, l’ex marito della Padgett, da sempre favorevole alla nuova vita della ex compagna.
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mercoledì 30 luglio 2008
Diritti Glbtq. L'Italia che cambia da sola.
(Susanna Marzolla - La Stampa) Innovativo riconoscere in Italia il valore di un Pacs stipulato in Francia da due cittadine francesi? Sicuramente; ma ancor più innovativo ciò che è avvenuto, con discrezione, in uno studio legale di Milano. Che ha ottenuto per una donna italiana, il risarcimento dei danni "affettivi e morali" causati dalla morte della sua compagna, italiana pure lei. Un risarcimento "congruo" tal quale sarebbe stato se a morire fosse stato un compagno: la società di assicurazione dell'ospedale ha considerato i rapporto omosessuale al pari del tradizionale "more uxorio".
E non lo ha fatto ieri - magari spinta dalla notizia di quanto le Generali avevano deciso per la coppia gay francese di Venezia - lo ha fatto intorno a Pasqua. E le avvocatesse Elisabetta Arrigoni e Laura Granata, dopo aver assistito la vedova, avevano tranquillamente archiviato quel dossier. Consce, sì, di aver ottenuto un risultato importante, ma non ritenendolo talmente innovativo da renderlo pubblico. Ma proprio l'eco del risarcimento veneziano le ha spinte a segnalare all'Arcigay quanto avvenuto alla coppia di donne milanesi. "Ed è una novità assoluta - dice Aurelio Mancuso - presidente dell'associazione - perché qui, lo sappiamo, non c'è nessun pacs, nessuna legge. La società si mostra molto più avanti della politica e si adegua alla realtà".
La realtà è quella di due signore che stanno assieme per quasi vent'anni, condividendo casa e vita affettiva. Non sono più giovani: la più anziana ha quasi settant'anni quando viene ricoverata in uno dei "più importanti e noti ospedali di Milano". Non ci sono nomi in questa vicenda perché, spiegano Arrigoni e Granata, "si è trattato di un accordo extragiudiziale; non c'è una sentenza e tutto quindi deve restare coperto dalla privacy". Ma la storia c'è tutta, ed è quella di "un errore medico che, dopo un'operazione, provoca complicazioni che portano alla morte della paziente". I familiari della donna si rivolgono allo studio legale; comincia una trattativa e, per evitare una causa, l'ospedale riconosce l'errore; l'assicurazione, "una primaria compagnia nazionale", paga il risarcimento.
A tutti: i parenti "di sangue" (una sorella, nipoti) e anche alla sua compagnia. Rimasta sola a 55 anni, privata della persona con cui aveva passato buona parte della sua vita. E non c'entra se ci fosse o meno un lascito della morta a suo favore: "L'assicurazione - sottolinea Laura Granata - ha riconosciuto il danno affettivo e morale patito, dando valore alla convivenza ventennale tra le due donne, che noi abbiamo dimostrato attraverso le testimonianze".
Non c'era, non poteva esserci un foglio di carta a certificare quella che è stata comunque riconosciuta come una "comunione patrimoniale e morale" tra due persone. Il risarcimento è venuto di conseguenza: "Ed è stato congruo; cioè - spiega Elisabetta Arrigoni - non è stato per nulla pregiudicato dal fatto che si trattasse d una coppia omosessuale". La donna rimasta sola ha ottenuto così il riconoscimento - sebbene postumo - di una lunga convivenza affettiva: "prossima congiunta" per la compagnia di assicurazione; "vedova" della sua compagna per amici e parenti; ma ancora niente per lo stato civile.
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martedì 29 luglio 2008
Convivente gay risarcita per danno morale.
Un caso analogo a Venezia, con due cittadini francesi. L'assicurazione di un ospedale milanese ha riconosciuto come «congiunta» la compagna di una donna morta per cure errate.
(Il Corriere della Sera) Una donna è stata risarcita dall'assicurazione di una struttura ospedaliera milanese per la morte della compagna, vittima di un errore di cura. Lo riferisce il portavoce del tavolo Lgtb (Lesbico gay bisessuale transgender) del Pd, Marco Volante. Si tratta di un caso simile a quello reso noto alcuni giorni fa a Venezia, dove un ottantenne francese ha ottenuto un indennizzo per la morte del compagno in un incidente stradale. «La scorsa primavera a Milano - ha affermato Volante - un'altra grande compagnia assicurativa ha concordato transattivamente un risarcimento di danni morali e patrimoniali patito da una donna, convivente da più di 20 anni, per la morte della compagna a causa di un errore di cura. L'assicurazione dell'ospedale ha liquidato alla donna, assistita dai legali Granata e Arrigoni del Foro di Milano, il danno in via stragiudiziaria senza pretendere altra documentazione che quella comprovante l'effettiva convivenza».
RISARCIMENTO CONGRUO - «Non possiamo riferire né il nome della compagnia assicuratrice né quella dell'ospedale, che comunque è una struttura pubblica molto nota - ha detto il legale Elisabetta Arrigoni -. Possiamo dire che il risarcimento è stato congruo, esattamente come se si fosse trattato di una coppia cosiddetta normale». A differenza della coppia francese, che aveva contratto una forma di unione in Francia, le due donne, precisa Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay, «non avevano alcun titolo neppure contratto all'estero, in quanto in Italia non esiste una legge che riconosca diritti e dovere alle coppie». «L'assicurazione - commenta Mancuso - ha deciso che si trattava comunque di una comunione morale e patrimoniale, ritenuta come essenziale per considerare due persone come prossimi congiunti meritevoli del risarcimento».
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