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martedì 19 agosto 2008

E' boom di fratture del pene. E l'amore a letto fa crack.

(Affari italiani) Si scrive "frattura del pene", si legge maschi italiani troppo focosi in amore. Soprattutto dal ritorno delle ferie estive. Nella sola provincia di Treviso, stando ai dati diffusi dall'ospedale Ca' Foncello, ogni anno almeno 3-4 uomini vengono ricoverati d'urgenza per frattura del pene, ossia la lacerazione, più o meno grave, dell'involucro rigido chiamato tubica albuginea, dove si gonfiano i corpi cavernosi.

Ci sono dei casi che, pur avendo dell'incredibile, esistono e hanno portato nelle sale di Pronto Soccorso uomini con fratture del pene per "rotolamento nel letto sopra la propria erezione" oppure per "la caduta da una mountain bike" o ancora in seguito alla "caduta delle tavoletta del WC sul pene eretto fino al caso limite di "caduta accidentale notturna dopo essere inciampato sul cane che dorme a fianco del letto".

Storie fantastiche? "Direi proprio di no -spiega Edoardo Pescatori, responsabile dell'unità operativa di andrologia dell'Hesperia Hospital di Modena. - Le lesioni del pene possono avvenire in qualsiasi momento e in qualsiasi circostanza perche', non dimentichiamolo, l'organo genitale maschile, anche se 'rigido', è molto fragile e gli uomini non dovrebbero scordarlo". Se a questo si aggiunge che circa il 7% dei maschi italiani soffre di "curvatura del pene" si puo' notare quanto la sessualita' maschile italiana, nel Terzo Millennio, non brilli in serenità. Si tratta, tipicamente, di traumi derivanti da rapporti sessuali vigorosi nei quali l'uomo "perde il controllo" della situazione. In Italia, sono circa 100 i casi annui di fratture del pene che vengono riscontrati dalle strutture sanitarie. E in estate e' molto piu' facile che i maschi italiani si lascino andare molto piu' che durante l'anno.

"Una precisa casistica nazionale - continua Pescatori - non esiste perchè non vi è un monitoraggio condiviso di tutte le strutture sanitarie. Certo è che i casi di frattura del pene nei maschi italiani sono una realtà. Nella stragande maggioranza dei casi questi sono il risultato di rapporti sessuali vigorosi con bruschi disassamenti del pene durante il coito, piu' frequente in uomini non sposati. Ma, in generale, ogni trauma subito dal pene in erezione è a rischio per determinare una lacerzione dell'albuginea: il pene in erezione infatti è fragile se esposto a traumi: come un palloncino gonfio che, se pestato, esplode". Le soluzioni? "Anche se perdere il controllo durante l'atto sessuale, talvolta, puo' essere appagante, gli uomini non devono dimenticare mai di mantenere saldamente le briglie della situazione".

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Love & sex. Quelle fantasie inconfessabili che non oseremo mai mettere in pratica o rivelare.

(Img press) L'orgasmo clitorideo non è un orgasmo. Non fa media. Gli uomini che durano poco, vogliono punire le donne non facendole godere. Lo fanno perché hanno dei conflitti irrisolti con la mamma. Quest'anno va di moda farlo con psicologia. E sono guai. Che se già è difficile a cose normali con tutte queste improvvise e bizzarre rivelazioni diventa ancora più complicato. Lesbo, gay o banalmente etero sono in aumento single e coppie che si sdraiano sul lettino dello psicanalista alla ricerca del perché e per come nella propria vita qualcosa non quadra. E la causa ultima è sempre quella: il sesso. C'è anche chi essendone già consapevole salta lo specialista e si butta nel fai da te. Abbuffate su abbuffate di manuali con spiegazioni e consigli pronti all'uso. Le premesse sono sempre quelle: meglio per amore, se ti fa soffrire, non è quello giusto e nell'intimità è fondamentale essere rilassati. L'effetto contrario in pratica di quello che suscitano questi libri. Ansiogeni per definizione e a volte anche un po' moralisti. Del tipo che non c'è piacere se non c'è sentimento. E poi attaccano con una serie infinita e anche un po' sconsolante di divieti che mettono all'indice tutto ciò che si fa più spesso. Per esempio pensare a qualche fantasia erotica particolare durante la penetrazione. Che non significa immaginare di farlo con qualcun altro, ma mettere a fuoco location o posizioni o contesti particolari capaci di scatenare l'eccitamento. Fantasie inconfessabili che non oseremmo mai mettere in pratica o rivelare ad anima viva. Eppure o forse proprio per questo fanno uscire fuori di testa. Soprattutto le donne, che si autocensurano di più e sono anche molto più cerebrali. Hanno sempre bisogno di uno stimolo mentale. Fra i più gettonati c'è il pensiero (stupendo) di fare sesso con più uomini insieme, a pagamento (il mito della donna oggetto che non sempre dispiace), con uno sconosciuto o magari con un lui e una lei insieme a ruoli interscambiabili. C'è anche chi sostiene che l'orgasmo vero sia quello vaginale. Mentre quello clitorideo non conta. Ovviamente a dirlo sono degli uomini. Una donna non potrebbe mai farlo. In primo luogo perché la maggior parte di quelle già fortunate che ci arrivano, provano solo quello. E poi perché è già un patire godere nell'intimità che quando ci si riesce non si va tanto per il sottile. O l'uno o l'altro fa lo stesso. Basta che ci sia. È innegabile e chi lo conosce lo sa, che quello vaginale sia di livello nettamente superiore. Ma da questo a scrivere che il clitorideo di fatto vale zero, ce ne corre. Ci vogliono anche insegnare quali sono i punti in cui dobbiamo avere più sensibilità. Quando la cura è peggiore del problema. Si cerca di dire addio ai tabù con l'aiuto dell'esperto e ci si ritrova impantanati in paranoie e complessi mai sperimentati prima. Che ti fanno passare direttamente la voglia di sesso o che ti portano a farlo come un robot. Tentando invano di scacciare pensieri erotici e concentrando tutta l'attenzione sulle zone del tuo corpo in cui ti senti in dovere di essere particolarmente ricettivo. Altro che rilassamento e piacere. E il bello è che a chiusura di tutti questi discorsi, dicono anche che è assolutamente out ricorrere ai tempi supplementari. Lui non deve portarti manualmente al dunque, se tu non hai quagliato durante la penetrazione. Se queste sono le vie per il piacere di coppia, si capisce perché sempre più persone scelgano l'autoerotismo. L'unica via (pare) per essere liberi di dire, fare e pensare quello che ci va. E ci fa godere

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mercoledì 13 agosto 2008

In sala c'è «Sex and the city», coppia fa sesso nei bagni.

Gli spettatori li cacciano via: Durante l'intervallo della proiezione, alcune persone sono andate in toilette e hanno sorpreso i due in effusioni roventi.

(Il Corriere del mezzogiorno) Galeotto è stato il film questa volta. Così è successo che a Minori, in Costiera Amalfitana, mentre una coppia assisteva a un film, fra l'altro normalissimo, "Sex and City", ha pensato bene, presi da improvviso desiderio, di appartarsi nei bagni del cinema. Così, all'intervallo della proiezione, alcuni spettatori si sono recati in bagno. E così hanno sorpreso la coppia intenta in effusioni roventi. Addirittura alcuni astanti, dopo aver bussato con insistenza alla porta del bagno della sala...

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venerdì 8 agosto 2008

Notte di sesso sfrenato e troppo rumoroso con testiera del letto che sbatte contro la parete. Finiscono in tribunale.

(Ansa) Kerry Norris, 29 anni, e il fidanzato Adam Hinton sono stati trascinati in tribunale per aver dato vita a ripetute sessioni di sesso sfrenato - con tanto di grida sconce - ed aver così impedito ai vicini di dormire sonni tranquilli.

Gli esercizi d'amore della coppia, ha detto il pm Len Baten al tribunale di Brighton e Hove, tenevano svegli i vicini di casa sino alle sei del mattino - con la classica testiera del letto che sbatte contro la parete.

"Il loro letto - ha raccontato Richard Powell, 36 anni - martella il muro quando fanno sesso e mi tiene sveglio tutta la notte: ho dovuto prendere dei giorni di ferie a causa della mancanza di sonno". Ancora peggio è andata a Michelle Tyrrel, madre di tre bambini. "Fanno talmente tanto rumore - ha detto - che mia figlia di 4 anni non riesce a prendere sonno. Una mattina poi mi ha chiesto: 'mamma, cosa significa sco....?'. Ora fa la pipì a letto e ha gli incubi".

Ma l'avvocato della Norris, Tony Waller, ha respinto tutte le accuse e ha detto che il rumore resta nella norma. Secondo Waller la sua cliente sta pagando per la confusione fatta dagli inquilini precedenti. Il processo continua.

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martedì 29 luglio 2008

Sette minuti è il tempo giusto di un rapporto sessuale. Lo dice il sessuologo.

(Tulife) Chi non vanta prestazioni sessuali da maratoneta non deve farsene un cruccio. Il sesso migliore, infatti, è quello breve. Perlomeno stando a quanto sostenuto da uno studio basato sulle informazioni rilasciate da un campione di 33 sessuologi americani e canadesi. Secondo loro, appunto, per essere appagante e di qualità un intercorso sessuale non deve durare troppo a lungo. Anzi. Più precisamente, per gli esperti che hanno partecipato allo studio - pubblicato sul Journal of Sexual Medicine - il rapporto ottimale, diciamo desiderabile, è quello che dura dai 7 ai 13 minuti. Preliminari e coccole finali escluse dal conteggio. Troppo breve, invece, un incontro intimo che dura meno di 3 minuti, mentre da 3 a 7 è adeguato. Oltre i 13 minuti, poi, diviene stancante, e mezz’ora è decisamente troppo. Ma fortunatamente i sessuologi in questione sottolineano anche che la cosa migliore è tenere il cronometro fuori dalla camera da letto: tutto dipende dalla coppia, ogni individuo è diverso, le informazioni fornite dalla ricerca sono più che altro indicative, servono a rassicurare quanti vivono con frustrazione l’incapacità di «durare abbastanza a lungo». Insomma, l’intento è di ridimensionare le aspettative poco realistiche di chi è convinto che se un rapporto sessuale dura poco, o se l’uomo interessato non riesce a reggere per ore e ore tra le lenzuola, allora c’è qualcosa che non va. Certo ognuno ha bisogni e desideri diversi, non è possibile generalizzare e creare una regola che valga come standard. Infatti, da un sondaggio condotto tra la popolazione americana è emerso che per molte donne un rapporto di 7 minuti è troppo breve, ma vi sono anche quelle per le quali è più che sufficiente. Per gli uomini invece è quasi sempre auspicabile la maggiore durata possibile. In realtà - sostiene Sandra Byers, sessuologa e presidente del dipartimento di psicologia presso l’Università di New Brunswick - la durata ideale è quella che permette a entrambi i partner di divertirsi. Non si può prescindere dal contesto, dal momento, dall’intesa e dalla comunicazione tra i componenti della coppia: non è la durata che conta, ma la qualità del rapporto.

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