banda http://blografando.splinder.com
Visualizzazione post con etichetta germania. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta germania. Mostra tutti i post

domenica 27 luglio 2008

Nozze gay per Udo Walz il parrucchiere delle stelle. Da 14 anni vive con il compagno Carsten Thamm.

(Apcom) - Il suo motto è "La vita non è una prova generale", e così ha fatto il gran salto. Dopo 14 anni di amore e convivenza, a Berlino si è celebrata l'unione del celebre "parrucchiere delle stelle" Udo Walz con il compagno Carsten Thamm, manager della catena dei suoi negozi, di 25 anni più giovane; la festa di "nozze" si è svolta all'Hotel Brandenburger Hof, i due sposi si sono uniti con due braccialetti d'argento, dono dell'amica e modella Barbara Becker (ex moglie del tennista Boris). Testimoni anche l'attrice Bettina Zimmermann e la stilista Mads Roennborg.

Dopo il matrimonio civile i testimoni hanno innaffiato Walz e Thamm di riso; la serata del sabato è passata in celebrazioni con 200 ospiti al "Club Cina" della capitale. La star dei parrucchieri domani festeggerà di nuovo: compirà 64 anni.

Walz ha dichiarato che "non è cambiato nulla. Carsten e io sappiamo da 14 anni cosa c'è fra noi". Non è "un matrimonio" ma "il rafforzamento del nostro legame", e il motivo è sostanzialmente pratico. In aprile, Walz spiegava "Me ne andrò prima di Carsten. Voglio sistemare le cose perché non debba pagare tante tasse. E non voglio che scoppi una lotta sul mio patrimonio con mia sorella".

Nato a Waiblingen (Baden-Wuerttemberg), il celebre parrucchiere ha nove saloni con 90 dipendenti a Berlino, Potsdam, ma anche a Maiorca e sulla SM Deutschland, la "barca dei sogni". Fra i suoi 200.000 clienti del passato e di oggi anche Marlene Dietrich, Romy Schneider, Claudia Schiffer, Placido Domingo, l'attuale cancelliere Angela Merkel e il suo predecessore Gerhard Schroeder.

In Germania gay e lesbiche possono sottoscrivere una unione civile (Lebenspartnerschaftsrechts) che tutela i reciproci diritti pensionistici, ereditari, regola le separazioni e consente anche l'adozione del figlio del compagno o della compagna.

Sphere: Related Content

giovedì 24 luglio 2008

Cambia sesso ma non dovrà rompere con la moglie. Lo ha deciso il tribunale.

(Adnkronos/Dpa) Un cittadino tedesco che ha cambiato sesso diventando donna non sara' costretto a rompere il matrimonio con la moglie, ha stabilito oggi la corte costituzionale di Karlsruhe. Il ricorrente, 79 anni, ha chiesto il riconoscimento legale del suo nuovo sesso ma allo stesso tempo si era rivolto alla Suprema Corte contro la legge che di fatto avrebbe provocato lo scioglimento del suo matrimonio. Ai giudici ha spiegato di sentirsi donna da molti anni, ma di non voler rompere il matrimonio con la moglie che e' durato 56 anni e gli ha dato tre figli. La corte ha stabilito che non e' giusto obbligare allo scioglimento del matrimonio, che e' protetto dalla costituzione, per poter avere altri diritti legali. Per questo motivo il parlamento dovra' cambiare l'attuale legislazione entro l'agosto 2009, permettendo la conversione del matrimonio in una unione fra persone dello stesso sesso. I giudici hanno sottolineato che tutti i diritti acquisiti durante gli anni di matrimonio dovranno essere mantenuti.

Sphere: Related Content

domenica 13 luglio 2008

Germania: I luterani dicono no a elezione vescovo gay.

Aveva presentato candidatura puntando sulla sua popolarita'.
(Ansa) Il pastore luterano tedesco Horst Gorski non ce l'ha fatta a diventare il primo vescovo omosessuale in Germania. Il sinodo della Chiesa luterana dell'Elbia settentrionale gli ha preferito oggi l'altro candidato, il pastore Gerhard Ulrich. Appena rieletto alla sua carica ad Amburgo, l'omosessuale dichiarato e fondatore di una associazione per la tutelare degli interessi dei pastori protestanti gay, aveva presentato la sua candidatura contando sulla sua popolarita'.

Sphere: Related Content

martedì 1 luglio 2008

A Capri ripaperta la via Krupp. Nel 1901 i socialisti tedeschi lo accusarono di essere omosessuale.

(Il mattino di Napoli) Capri. Una giornata storica. Non solo per i capresi. Perchè via Krupp è conosciuta nel mondo ed è rimasta chiusa per trentadue infiniti anni, a causa di una frana staccatasi dal costone roccioso che fiancheggia la lunga e sinuosa sequenza dei tornanti. Anni di impasse. Di amarezza. Di aspre polemiche per un angolo di bellezza stratosferica che sembrava per sempre perduto. «Onore a noi che non ci siamo mai arresi», sussurrano i capresi. Nuda la cronaca. Tortuoso come quei tornanti l'iter dei finanziamenti. Nel 2004 il Comune di Capri viene incluso in graduatoria e ottiene dalla Regione sei milioni di euro. La Regione successivamente stanzia altri 800mila euro (fondi Por) destinati agli interventi ultimativi, al rifacimento dell'assetto stradale e dei muretti di contenimento. Alla fine, il restauro - firmato dall'ingegner Gianluca Salvia - si presenta curatissimo, raffinato, credibile. Insomma, all'altezza della strada «più bella del mondo». Una consolazione dopo le terribili e ripetute paure che il serpentone scavato nella roccia ha più volte suscitato. Ottobre 2005, per esempio. Quando, dopo tre giorni di pioggia, uno smottamento fa tremare via Krupp nell’area ancora transitabile, dove già esiste per fortuna la rete paramassi. Intervengono i vigili del fuoco. Si procede a sgomberi. Si spera nel futuro. È un percorso magico, stagliato nella roccia. Un groviglio di giravolte. Un invito a nozze per il turismo colto che da sempre arriva a Capri per ripercorrere strade e suggestioni del mitico Grand Tour. La suggestione è assicurata: sono le stesse stradine frequentate, per esempio, da Lenin e da Gorky, che qui aveva casa e trascorreva lunghi periodi di riflessione e riposo. La strada dei sogni. A realizzarla, insieme a molte altre opere assai ardite, fu all'alba del '900 un ingegnere-architetto napoletano dal cognome forestiero, Emilio Mayer, che contribuì con la sua straordinaria creatività a trasformare e a modernizzare Capri. Fu lui a progettare le vie provinciali per collegare Marina grande con il centro dell'isola. Fu lui a collegare Capri ad Anacapri. Dal sito che oggi occupa la mitica Piazzetta, l'ingegnere fece sloggiare il carcere. E così nacque quello che oggi è il «salotto del mondo». Per via Krupp il «miracolo» fu possibile solo grazie a quelle 46mila lire che costituivano il costo inizialmente previsto per l'opera. A sborsare il denaro fu colui che all'epoca era l'uomo più ricco d'Europa, il tedesco Friedrich Alfred Krupp, titolare delle officine di famiglia che a Essen si estendevano per 400 ettari e occupavano 40mila operai. Rotaie, vagoni ferroviari, ancore e scafi. I Krupp erano definiti «i re dei cannoni». Perchè ne fabbricavano di ogni tipo. Alfred Fritz Krupp, sposato e papà di due bambine, non era solo un capitano di industria, ma anche cultore di scienze e in particolare di biologia marina. Lui era di salute cagionevole: soffriva di vertigini, pressione alta, asma. I medici perciò gli imposero di trascorrere buona parte dell'anno sul mare. Fu per questo che nel 1898 sbarcò a Capri. Dove portò il suo yacht «Maya», che mise a disposizione dell'Acquario di Napoli. Krupp restò a Capri per quattro anni, tra allontanamenti e ritorni. La strada, la via Krupp, doveva essere lunga 1346 metri e 60 centimetri. L'incarico operativo all'ingegner Mayer fu affidato nel 1900. E fu subito polemica. Violenta e senza esclusione di colpi, specie da parte del giornale di sinistra di Napoli, «La propaganda», che - convinto che Krupp fosse schierato sul versante opposto - mise in giro voci su una sua presunta omosessualità. Veleni giunti fino al paese natale di Krupp: l'organo del partito socialista tedesco, il «Vorwarts», scrisse che «l'uomo più ricco di Germania indulge a pratiche omosessuali con giovani capresi». Oscura e carica di dubbi fu la morte di Fritz Krupp: era il 1902 quando lo ritrovarono morto nella sua villa una mattina di novembre. Infarto, la spiegazione ufficiale. Ma nessuno vide il cadavere. E in tanti pensarono che l'industriale si fosse tolto la vita.

Sphere: Related Content

domenica 15 giugno 2008

Un vescovo omosessuale in Germania?

(NEV/ENI) - La Federazione luterana mondiale (FLM) non interverrà nella disputa sull'elezione del nuovo vescovo di Schleswig, in Germania, nata dalla presenza di un candidato, il pastore Horst Gorski, apertamente omosessuale. La questione, ha dichiarato il segretario generale della FLM, Ishmael Noko (nella foto), riguarda unicamente la Chiesa evangelica luterana della regione tedesca del Nord Elba. "Non è mio compito prendere posizione sull'argomento", ha aggiunto Noko, ricordando che al momento la questione dell'omosessualità è in discussione in molte delle singole chiese che compongono la FLM. Nel caso venisse eletto il prossimo 12 luglio, Gorski sarebbe il primo omosessuale dichiarato a divenire vescovo in Germania. La sua candidatura ha visto l'opposizione del "Movimento ecclesiastico per la Bibbia del Nord Elba", il cui presidente, Ulrich Rüss, ha affermato che l'elezione di Gorski lascerebbe "senza casa spirituale" molti cristiani fedeli alla Bibbia e alle tradizioni della chiesa.

Sphere: Related Content

giovedì 29 maggio 2008

Il "caso Brecht" nel web. Prima di tutto vennero a prendere le bufale...

(Webnews) In questo cupo periodo d’isterismi mediatico-xenofobi, sta facendo il giro del web una poesia attribuita al poeta e drammaturgo tedesco Bertolt Brecht (nella foto) che così recita:

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.

(Bertolt Brecht)

Il testo, riferito in origine allo scivolamento della società tedesca nel nazismo, rappresenta un efficace invito a, come dire, drizzare le orecchie e a ricordarsi di quanto possa essere banale e impercettibile l’instaurarsi del Male.

Testo efficace: ma letterariamente falso.

Infatti quel testo:
1) non è una poesia
2) non è di Bertolt Brecht
3) è una parafrasi, un rimaneggiamento (l’ultimo di una lunga serie).

La paternità del testo va certamente attribuita al pastore luterano e teologo tedesco Martin Niemöller (1892-1984; vedi anche qui), prima sostenitore poi oppositore del nazismo, spedito su ordine di Hitler in persona in campo di concentramento in seguito ad un sermone antinazista.

Sopravvissuto a nove anni di internamento e a Dachau, Niemöller negli anni ‘40 e ‘50 svolse un’intensa opera di predicazione a favore del pacifismo e della riconciliazione. E fu proprio durante i suoi discorsi e sermoni che enunciava il testo in questione, egli stesso variandolo alla bisogna. Testo la cui forma originale, non essendo esso mai stato fissato su stampa ma solo declamato, è tutt’ora oggetto di discussione fra gli studiosi.

Questa incertezza sulla forma iniziale, unitamente alla struttura sintetica e flessibile degli enunciati che permette di variare facilmente i soggetti (di volta in volta ebrei, comunisti, cattolici, zingari, omosessuali, sindacalisti, disabili etc etc), spiega la peculiare natura proteiforme e perennemente in fieri che ha assunto nei decenni la citazione: la quale, dagli anni ‘50 ad oggi, è rimersa un numero imprecisato di volte, e ogni volta variata e adattata all’occasione.

L’attribuzione a Brecht, invece, è probabile farina del web (pare sia cominciata in area webispanica). Viralità e non controllo delle fonti hanno fatto il resto.

Questione di lana caprina? Forse. Certo, è ancora vivo nella memoria il perculamento blogosferico massiccio cui venne sottoposto Mastella per la sua toccante interpretazione di una poesia di Neruda che non era di Neruda. E allora, forse, val la pena fare un po’ i precisini e distinguersi.

Fatto ciò, caro lettore, mi auguro che se mai verranno a prendere te o me, ci sia rimasto qualcuno a protestare. Nel primo caso cercherò di esserci, nel secondo ovviamente no.

[LA STORIA CONTINUA QUI]

Sphere: Related Content

venerdì 9 maggio 2008

A Berlino un bordello per vergini o meglio la casa che ti inizia al sesso. Ed è tutto legale.

(Claudia Resta - Consigli d'amore) La prima volta è... la prima volta. Per tutti.
Fino ai primi anni cinquanta lo svezzamento spesso avveniva in un bordello, magari riuscendo a entrare con l’inganno ancora prima dei 18 agognatissimi anni. In Germania c’è qualcosa che riporta la nostra memoria a quegli usi: un bordello per vergini.
Artemis, così si chiama, è a Berlino, nella zona rossa di Kreuzberg (tra i teutonici la prostituzione è legale), vicinissimo allo stadio. Gestito da prostitute istruite nell’arte di “aiutare” il cliente che ancora non l’ha mai fatto, le benefattrici si sono sottoposte a training di sensibilità. C’è persino al suo interno la piscina, la sauna, la jacuzzi e un cinema. Insomma tutto per farvi rilassare ed arrivare al momento fatidico preparati psicologicamente e fisicamente: 60 euro per mezz’ora la tariffa.

Sphere: Related Content

mercoledì 23 aprile 2008

Germania. 35 figuranti nudi a teatro per "Un ballo in maschera" di Verdi.

Dopo il bel (e muscoloso) tenore nudo nelle vesti di un Ercole vivaldiano a Spoleto, è ora la volta della Germania. Ha fatto scalpore a Erfurt per "Un ballo in maschera" di Giuseppe Verdi: 35 i figuranti impegnati , tra uomini e donne di più di 50 anni, nudi sul palco. L'insolita messa in scena è stata elaborata dal regista-coreografo austriaco Johann Kresnik. A coprire i figuranti solo le maschere di Topolino, lo sfondo è quello delle rovine del World Trade Center. Nonostante l'appello di un politico locale a boicottare lo spettacolo, tutti i posti sono prenotati.

Johann Kresnik, regista austriaco di 69 anni non nuovo a questo genere di provocazioni, secondo quanto affermato dal direttore del teatro di Erfurt, Guy Montavon, ha ricevuto oltre 60 candidature al suo annuncio per i 35 figuranti necessari allo spettacolo. Tuttavia, essi non si presentano totalmente nudi poiché indossano delle maschere di Topolino durante tutto lo spettacolo. "Si tratta di uno spettacolo molto bello e poetico. L'idea è un po' critica nei confronti dell'America: un mondo in cui ci sono abitanti molto ricchi e altri molto poveri e poi denuncia la guerra e tutti gli eccessi di oggi", ha dichiarato Montavon.

Sphere: Related Content

lunedì 18 febbraio 2008

Il "caso Guti" del Real porta ad una svolta della Federcalcio Tedesca. "Calciatori gay fate coming-out" è l'appello del Presidente Theo Zwanziger.

L´appello del presidente della Dfb: uno stop alle discriminazioni Dalla politica allo spettacolo, molti hanno fatto coming out. Ma nello sport è tabù.

(La Repubblica) È giunto il momento che i calciatori omosessuali escano allo scoperto e trovino il coraggio di fare outing; tutto il mondo del calcio ne trarrebbe giovamento. Non lo ha detto un attivista o un leader dei movimenti per i diritti dei gay, lo ha affermato in pubblico Theo Zwanziger, presidente del Deutscher FussballBund (Dfb), cioè la Federcalcio tedesca. E il problema del silenzio per paura di essere discriminati dei calciatori gay esplode, esce allo scoperto, denunciato con coraggio grazie alla franchezza del numero uno del calcio.

«Sicuramente è auspicabile che qualcuno abbia il coraggio di parlare delle sue tendenze e del suo privato», ha detto Theo Zwanziger. Per il suo appello al mondo dello sport ha scelto una tribuna particolare: L-Mag, la più importante rivista del movimento lesbico tedesco. «Io vi assicuro - ha aggiunto - che il Dfb appoggerà contro ogni discriminazione o insulto qualsiasi calciatore o calciatrice che si decida all´outing come gay o lesbica. Il nostro statuto parla chiaro: la Federazione calcistica tedesca è contro ogni tipo di discriminazione. E anche in futuro io continuerò a sollevare il tema dell´omofobia nel mondo del calcio». Non è tutto: la speranza concreta, ha sottolineato il presidente della Federcalcio tedesca, è che «io credo che un giorno anche un calciatore tedesco si farà avanti e dirà "sì, io sono omosessuale"».

L´appello di Theo Zwanziger ha smosso onde lunghe, nel mondo del calcio e in generale dello sport tedesco. E nella società intera, visto che la Repubblica federale è uno dei paesi più aperti al diritto degli omosessuali di vivere liberi e fare carriera senza discriminazioni: i sindaci-governatori delle due maggiori città del paese (Berlino e Amburgo), celebri conduttrici, attori comici di grido, altri politici di rango, sono gay dichiarati. Anche nell´economia e nelle forze armate, la discriminazione degli omosessuali è tabù.

Resta il calcio, l´ultima fortezza dei maschilisti irriducibili. Il calciatore è ancora, nell´immaginario collettivo, il macho per eccellenza. Appena dieci anni fa, Lothar Matthaeus disse che «un frocio non può giocare a calcio». Il clima resta di intimidazione e pregiudizi, per questo Theo Zwanziger è intervenuto. Qualche partita fa, Tim Wiese, portiere del Brema, è stato fischiato quasi a morte dagli spalti per essere entrato in campo con una maglietta rosa, e ha dovuto chiedere di interrompere la partita per cambiarsi.

«Io sono realista, so che il mondo non può essere capovolto dall´oggi al domani», precisa il presidente del Dfb. Ricorda l´appello contro la discriminazione nel mondo del calcio, sottoscritto dalla federazione. A una manifestazione, però, cui vennero i rappresentanti di pochissimi squadre. Brema, Herta Berlino, più Energie Cottbus e Carl Zeiss Jena, due team dell´est.

«Forse nessuno ha il coraggio dell´outing, o teme le conseguenze, il calcio è un mondo arcaico», ha detto Philipp Lahm, uno dei più giovani giocatori della nazionale. L´esempio di Theo Zwanziger è il Regno Unito. Ma solo in parte. Là è vero che già nell´ottobre 1990 il calciatore Justin Fashanu confessò «I am a gay». Ma poi, accusato di sesso con un diciassettenne, s´impiccò in un garage.

Sphere: Related Content

lunedì 28 gennaio 2008

Germania. Approvati monumenti per zingari e omosessuali vittime dei nazisti.

(Adnkronos) - Verranno eretti a Berlino due monumenti in memoria degli zingari e degli omosessuali uccisi dai nazisti. Lo ha annunciato oggi il ministro tedesco della Cultura Bernd Neumann, dopo l'approvazione formale della commissione affari culturali. I lavori per la costruzione del monumento in memoria dei 500mila Sinti e Roma massacrati nei campi di sterminio nazisti, cominceranno il mese prossimo presso il parco del Tiergarten a Berlino, vicino alla sede del Parlamento. Il governo tedesco e i leader delle comunita' Sinti e Rom hanno concordato nel 2006 la costruzione di un monumento a forma di fontana, ma il progetto si era arenato sul testo dell'iscrizione. Ora il monumento sara' scolpito dallo scultore israeliano Dani Karavan con una iscrizione del poeta rom italiano Santino Spinelli. Il monumento per gli omosessuali uccisi verra' invece costruito in primavera presso la porta di Brandeburgo. Sotto il regime nazista vennero arrestati 54mila omosessuali, 7mila dei quali morirono in campo di concentramento.

Sphere: Related Content

mercoledì 12 dicembre 2007

Unione Europea sempre più restrittiva. Il divieto di Stato al sesso fra adolescenti. Se ne discute in parlamento dopo una direttiva ue.

Berlino, offrire il cinema può diventare un reato.
«Legge ambigua per proibire tutto».


(Danilo Taino - Il Corriere della Sera) Svolta nei costumi dei più giovani: «Vogliamo ostacolare lo sfruttamento dei minori» Ma il Paese insorge. Se un sedicenne tedesco comprerà un bratwurst a una coetanea e poi tenterà di baciarla, rischierà di commettere un reato penale. Non tanto per via della salsiccia, ma per il fatto che una legge in discussione al Bundestag, il Parlamento della Germania, interviene pesantemente sui comportamenti sessuali, ma anche sulle semplici effusioni, dei teenager. Il progetto sta suscitando critiche e opposizioni fortissime, al punto che ha mandato in confusione il governo di Angela Merkel: sul provvedimento i deputati dovevano votare domani, ma la coalizione cristiano-socialdemocratica, di fronte alle proteste, ieri pomeriggio ha deciso di rinviare tutto.

La vicenda nasce da una direttiva- cornice dell'Unione europea che impone ai Paesi membri di adeguare le legislazioni alla lotta contro la prostituzione giovanile e la pornografia infantile. La ministra della Giustizia tedesca, Brigitte Zypris, socialdemocratica, ha dunque preparato un progetto per mettere il Paese in linea con le indicazioni di Bruxelles e cercare di creare ostacoli allo sfruttamento sessuale dei minori. La novità più importante sta nel fatto che la legge in questione prevede di abbassare l'età in cui si è punibili penalmente da 18 a 16 anni nei casi di prestazioni sessuali (ma anche effusioni spinte) nelle quali intervenga qualche forma di compenso materiale. A legislazione vigente, se un maggiorenne (o una maggiorenne, ovviamente) «adesca» una minorenne usando denaro o un regalo è perseguibile. Con le nuove norme, l'età viene abbassata di due anni, con il risultato che nel rapporto tra ragazzi viene gettata la minaccia concreta del reato penale. Se la legge passasse, due sedicenni, per esempio, dovrebbero guardarsi da se stessi ma, probabilmente, soprattutto dalla non impensabile reazione di genitori contrari alle effusioni di uno dei due teenager.

Si aprirebbero le porte a ingerenze senza fine. Secondo l'ex giudice federale Wolfgang Neskovic, del partito Die Linke (Sinistra), la riforma «criminalizza il corteggiamento dei teenager», che finora è stato libero. Jerzy Montag, rappresentante dei Verdi, dice che il progetto è ambiguo perché non chiarisce se un giovane si rende colpevole di un reato quando invita a cena o al cinema una ragazza nella speranza di un «avvicinamento sessuale ». Ancora più netti i liberali: Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, che fu ministro della Giustizia, dice che la nuova legge «è in linea con le idee dei cristiano-democratici e dei socialdemocratici di proibire tutto e di regolare tutto». Al di là delle reazioni delle opposizioni politiche, però, anche gli esperti sono critici. Helmut Graupner, un sessuologo citato ieri dal quotidiano Berliner Morgenpost, sostiene che, oltre al diritto di esser protetti dal pericolo della prostituzione, i giovani hanno soprattutto «il diritto di esprimersi anche sessualmente: ma questo progetto limita la loro possibilità di decidere».

Insomma, mentre finora si è punito il «vantaggio» di cui è portatore il maggiorenne rispetto al minorenne, ora si passerebbe a punire l'autodeterminazione. A parere di Graupner, si tratta di un comportamento irrazionale dei politici: «Nessuno vuole essere sospettato di favorire abusi sessuali, ma questa riforma è la semplice traduzione di norme degli Stati Uniti, un misto di pruderie e di panico i fronte al problema della pornografia in relazione ai giovani». Anche l'Italia dovrà adeguarsi alla direttiva. Almeno in questo caso, però, il modello tedesco non è per ora il migliore: ogni gesto di cavalleria, un invito a cena, un anellino tra ragazzini, diventerebbe tabù.

Sphere: Related Content

martedì 11 dicembre 2007

È tutto Merkel quello che luccica.

Angela Merkel
(Walter Rahue- Panorama) Per un attimo Angela Merkel dimentica la sua proverbiale modestia e con un orgoglio quasi sfrontato dichiara ai deputati del Bundestag: «La große Koalition ha fatto i suoi compiti, eccome se non li ha fatti». Per dimostrarlo il cancelliere non ha bisogno di fare lunghi discorsi, ma al dibattito parlamentare per l’approvazione del prossimo bilancio, giovedì scorso a Berlino, ha tirato fuori dalla cartella un foglio di appunti colmo di dati, statistiche e numeri.

In appena 2 anni di cancellierato il numero dei disoccupati è sceso in Germania da 5,2 a 3,3 milioni, il disavanzo pubblico è rientrato nuovamente al di sotto del 3 per cento ed entro il 2011 verrà azzerato per la prima volta dal 1967.
L’economia è cresciuta nel 2006 del 2,9 per cento, quest’anno del 2,4 e l’anno prossimo dovrebbe avanzare nuovamente del 2 per cento. Lo stato è tornato a investire nel futuro, devolvendo il 3 per cento del bilancio alla ricerca e alle università e gli scienziati tedeschi hanno ripagato in anticipo aggiudicandosi i Nobel di quest’anno per la chimica e la fisica, le stesse materie nelle quali Merkel si laureò nel 1978 all’Università di Lipsia.
Nei prossimi anni il governo metterà a disposizione delle famiglie 2 milioni di nuovi posti in asili nido, entro il 2020 la Germania ridurrà del 40 per cento le sue emissioni di anidride carbonica e coprirà il 20 per cento del suo fabbisogno energetico con fonti rinnovabili.
La grande coalizione si è distinta anche per misure coraggiose e poco popolari, come l’aumento dell’età pensionabile da 65 a 67 anni e dell’iva dal 16 al 19 per cento, l’incremento della tassa sugli interessi bancari e sui guadagni in borsa, portata al 25 per cento, o l’abrogazione degli incentivi per pendolari e acquirenti di immobili. Ciononostante, a metà legislatura è ancora «tutto Merkel ciò che luccica», visto che solo il cancelliere vola nei sondaggi.
L’ultima indagine dell’istituto Forsa per conto della rete tv Rtl e del settimanale Stern indica come il 67 per cento dei tedeschi si dichiara soddisfatto per «l’ottimo» lavoro svolto da Merkel nei suoi primi due anni di guida del governo, mentre solo il 38 per cento si dichiara soddisfatto del lavoro dell’Unione cristiano-democratica (Cdu), il partito del cancelliere. Per la ragazza venuta dall’Est, che solo con la caduta del Muro di Berlino ha scoperto il suo istinto per il potere, il problema non è da poco. Per vincere le prossime elezioni del 2009 la Cdu dovrà superare il tetto del 40 per cento. Solo così potrà evitare una rivolta dei patriarchi conservatori del partito contro la sua svolta moderata e pragmatica, e soprattutto scongiurare altri 4 anni di matrimonio forzato con la Spd.
Ma il prossimo traguardo è tutto privato. Dopo 2 anni per Angela Merkel sta per arrivare il momento di riposarsi. «Sono contenta che Natale sia alle porte» ha confessato con insolita naturalezza a Stern. «Andrò sulle Alpi, farò sci di fondo, qualche passeggiata sulla neve con mio marito Joachim Sauer e cucinerò un’oca».
Difficile immaginarsi la politica più potente d’Europa alle prese con fornelli, pentole e decorazioni per l’albero. Ma potere e popolarità non sembrano avere dato alla testa ad Angela Merkel, che al contrario di altri suoi colleghi è sempre rimasta con i piedi per terra. A Berlino si può ancora incontrare il cancelliere fare la spesa con il carrello (e le guardie del corpo) nel supermercato vicino al suo piccolo appartamento, nel vicolo Am Kupfergraben di fronte all’Isola dei Musei.
Pettegolezzi e paparazzi non trovano spazio nella sobria e laboriosa «Merkel-Republik». La concessione più trasgressiva all’estetica metropolitana è il nuovo (ma già collaudato) look curato dal parrucchiere di grido berlinese Udo Walz.
La meta turistica più esotica scelta da cancelliere e consorte per le ferie è Ischia, l’appuntamento più mondano dell’anno quello della prima del festival wagneriano di Bayreuth, dove il cancelliere ha osato indossare un abito da sera leggermente scollato. Quanto basta per conquistare la simpatia di un’attrice cosmopolita come Cate Blanchett, che recentemente ha confessato di «adorare» Merkel per via della sua politica estera e del suo impegno a favore dei diritti umani e dell’ambiente.
Doti che mandano in tripudio anche l’opposizione francese frustrata da Nicolas Sarkozy, che pur di vendere un paio di centrali nucleari e un centinaio di nuovi Airbus al regime cinese tergiversa sui problemi in materia di democrazia, diritti civili, rispetto dell’ambiente e del copyright.
Angela Merkel, invece, a settembre ha voluto ricevere di persona nel Palazzo della cancelleria il Dalai Lama, mandando su tutte le furie il governo cinese, che è ancora irritato con lei, ma in fondo ha imparato a rispettarla. Come Vladimir Putin, grande amico di tanti statisti occidentali ma trattato con aperto scetticismo dal cancelliere. Al contrario del predecessore socialdemocratico Gerhard Schröder e dell’ex ministro degli Esteri pacifista Joschka Fischer, nella sua visita a Mosca Merkel non ha frequentato solo i saloni del Cremlino, è andata in un freddo appartamento di periferia per incontrare dissidenti e oppositori di Putin.
La vera forza di Angela Merkel sta proprio nel suo modo disinvolto ma risoluto, cordiale ma duro di fare politica estera e di rivendicare per la Germania un ruolo sempre più decisivo a livello internazionale.
In politica interna invece è ancora un po’ debole, intenta com’è a tenere insieme Cdu e Spd. Il suo stile appare sommario, le sue convinzioni provvisorie, le sue scelte opportunistiche. Forse attende solo il momento giusto per sbarazzarsi dell’alleato socialdemocratico, come ha insinuato di recente Der Spiegel, un tempo tra i più fervidi sostenitori di Merkel. Ma oggi, con la poltrona del direttore vacante, il settimanale è indeciso se abbracciare di nuovo la sinistra, orfana di un vero candidato per la cancelleria.
Merkel, pur fra tanti successi e riconoscimenti, deve ancora dimostrare di saper vincere davvero un’elezione. Nel 2005 ha battuto Gerhard Schröder solo per una manciata di voti.
In attesa del prossimo test elettorale, che si svolgerà (se la coalizione tiene) nel 2009, resta il voto in tre regioni (Assia, Amburgo, Bassa Sassonia) dove una sconfitta per i conservatori potrebbe per la prima volta scalfire il mito Merkel.
Soltanto il settimanale News-week ha finora osato definire «in declino» la stella di Angela. E questo forse solo perché era entrato in possesso di una foto che ritraeva il cancelliere insolitamente melanconica mentre guardava fuori dal finestrino di un aereo. Magari stava solo pensando all’oca da fare al forno per Natale.

Sphere: Related Content

venerdì 23 novembre 2007

Uomini nudi per salvare i "Respect Gaymes" di Berlino.

I Respect Gaymes di Berlino, sono giochi sportivi homo-friendly di cui la seconda edizione aveva riunito 600 sportivi e 500 spettatori in giugno scorso, potrebbero essere annullati nel 2008, a causa dell mancanza di finanziamenti. La Fondation Deutsche Klassenlotterie che li finanziava interamente, non ha non rinnovato il suo sostegno per la prossima edizione. Per fare fronte alla mancanza di risorse economiche, la Federazione gay e lesbica tedesca (LSVD) che gestisce i Respect Gaymes, ha organizzato per il fine settimana dello scorso 17 novembre una vendita all'astadi opere offerte da artisti berlinesi. Ma solo tre fotografie sono state vendute, sulle 28 opere messe in vendita fruttando appena 1.000 euro di entrate. Si è lontani dai 100.000 euro di bilancio annuale che occorrono per l'evento. Il Consiglio comunale di Berlino, si auspica che la manifestazione si possa tenere ed ha stabilito un finanziamento di cui però non se ne conosce l'ammontare. Alexander Zinn, portavoce del LSVD, ha dichiarao che questa settimana le opere saranno rimesse all'asta su Ebay. Tutte le opere all'asta ed i relativi costi, li trovi qui.

Sphere: Related Content

mercoledì 21 novembre 2007

Atleta si ritira per diventare uomo. Astista Buschbaum, addio alle gare.

(TGCom) L'astista tedesca Yvonne Buschbaum annuncia il ritiro dalle competizioni. Nulla di male se non fosse che, alla base della decisione, ci sia un motivo assolutamente personale. "Mi ritiro. Voglio diventare un uomo - ha annunciato - Per molti anni ho avuto la sensazione di vivere in un corpo sbagliato. Ho reso pubblica la mia scelta, nessuno deve sentirsi ingannato". L'atleta era stata argento agli Europei del 2002.

Di certo non soddisfatta non tanto per la sua carriera sportiva quanto per la vita di tutti i giorni. La notizia è di quelle che lasciano a bocca aperta, tra l'incredulità e lo stupore, ma in fondo, a valutare attentamente la questione non c'è nulla di male in una decisione di certo non comune ma sicuramente legittima. L'astista tedesca Yvonne Buschbaum non gareggerà più nel circuito dell'atletica leggera. La decisione è maturata dopo un'attenta riflessione e non prende le mosse da una valutazione tecnica bensì da una di carattere esclusivamente personale. "Mi sento un uomo, ma devo vivere in un corpo di donna - ha annunciato dal suo sito internet - Voglio diventare un maschio. Sono consapevole che questo sia un argomento controverso, non voglio nascondere nulla. Mi tranquillizza il fatto di intraprendere questo percorso che mi consentirà di raggiungere la serenità".

L'atleta ha rivendicato la legittimità dei risultati ottenuti in pedana aggiungendo: "Non uso doping, tutti i miei successi sportivi sono stati corretti da un punto di vista biologico". A 27 anni e con un argento conquistato agli Europei nel 2002 la Buschbaum ha deciso di riporre l'asta. Nel 2007, l'atleta ha saltato 4,70 m, ottenendo la nona prestazione di tutti i tempi. L'ultima da donna, adesso comincerà un'altra vita.

Sphere: Related Content

Mercatini di Natale in Germania: un gioiello medievale di nome Rothenburg ob der Tauber.

Rothenburg(Travelblog) Anni fa, in uno dei miei viaggi ho scoperto un paese dove sembra che il tempo si sia fermato…

Adagiata sul fiume Tauber, Rothenburg è una splendida cittadina circondata da una cinta muraria su cui si può fare una passeggiata panoramica sul centro storico perfettamente conservato, come intatte sono le porte di ingresso alla città. I turisti giapponesi arrivano qui come a Burg-Elz, luoghi che hanno probabilmente ispirato Walt Disney per le sue fiabe immortali, che mantengono il potere di scaraventare il visitatore fuori dal tempo.

In questo periodo è poi resa ancor più suggestiva dall’atmosfera creata dalle decorazioni e dai mercatini natalizi (che secondo me sono fra i più belli della Baviera, aprono il 28 novembre) allestiti sulla Markplatz.

Una curiosità: sulla facciata della Burgtor, la porta che conduce ai Burggarten (giardini del castello) da cui si gode una splendida vista sulla valle circostante, c’è una bocca di pietra dai lineamenti diabolici attraverso cui si rovesciava pece bollente sui nemici!

Sphere: Related Content

domenica 18 novembre 2007

Germania: giornalista tv fa outing.

I telespettatori tedeschi amano molto Anne Will, che conduce da ben 7 anni, in prima serata la trasmissione "Tagesthemen".

(The instatblog) Anne Will, una famosissima conduttrice della Tv tedesca, ha confessato di fare coppia fissa con una sua collega della televisione privata.

L’occasione per far sapere a tutti i suoi gusti sessuali, è stata una manifestazione a Berlino, al museo dedicato alla storia degli ebrei, si è presentata mano nella mano con la sua compagna con la quale condivide la sua vit da 5 anni.

I telespettatori tedeschi amano molto Anne Will, che conduce da ben 7 anni, in prima serata la trasmissione "Tagesthemen", e dopo tante e tante indiscrezioni sulla sua vita privata ha voluto rivelare a tutti la verità.

Il direttore dei programmi appreso la notizia ha dichiarato: "A noi interessa solamente come svolge il suo lavoro e questo lo fa splendidamente".

Sphere: Related Content