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martedì 9 settembre 2008

Beckham è un superdotato, ecco la prova!

((TGCom) I maligni quando lo avevano visto disteso in mutande sui cartelloni pubblicitari di Armani avevano detto: "Ma sarà tutta roba sua?". La moglie con una imbarazzante gaffe aveva confermato le misure da Guinness del marito calciatore. E ora anche una radio australiana ne ha le prove: David Beckham è superdotato. Un dj racconta un incontro ravvicinato con l'asso britannico e non ha dubbi sulle sue doti naturali.
Le immagini appese nelle grandi città di David avevano fatto scalpore. Un fisico scultoreo – i suoi addominali sono stati definiti da una rivista i più belli del pianeta – e una bellezza proverbiale, ma soprattutto a colpire erano state le dimensioni del campione che appariva disteso in posa da modello.

La moglie Victoria, durante le sfilate milanesi, si era lasciata sfuggire una dichiarazione “grossa”, quando aveva indicato le misure del marito in ben sette metri. Ora, però a fugare ogni dubbio, arriva il commento di un dj australiano che per caso si è trovato in bagno con Beckham.

Secondo l’edizione inglese di Metro, il dj Kyle Sandilands, dopo aver passato una notte in un club di Los Angeles, avrebbe condiviso il bagno con il campione. "Il bagno era decisamente piccolo e non ho potuto fare a meno di dargli un'occhiata – ha dichiarato Sandilands. - Per la prima volta in vita mia mi sono sentito davvero in imbarazzo. Ora posso giurarlo a tutti: quello che si vede nelle pubblicità non è opera di un ritocco al computer".

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lunedì 8 settembre 2008

Moratti, il petrolio, l'Inter e l'antipatia.


(Riccardo Bonacina - Vita) Lo scorso 1 settembre, alle 24, è finito il calciomercato con suo seguito di spese folli per la compravendita di giocatori e i relativi ingaggi. Tutti contenti? Tutti sintonizzati con 90° minuto e le varie trasmissioni che ci informano minuto per minuto? Sì, però qualche chiosa è opportuno farla. Allora, in un mese il prezzo del petrolio è calato di 42 dollari al barile. Il problema è, come notano giustamente le associazioni di conumatori, è che noi cittadini non ce ne siamo accorti, alla pompa di benzina i prezzi restano quelli di un mese fa, o pochissimo meno.Quindi, i petrolieri continuano ad ingrassare sulle nostre spalle. Anche il petroliere made in Italy, Massimo Moratti che è anche presidente dell'Inter.
Moratti, come è noto, ha ereditato dal padre Angelo la Saras, gruppo che opera nel settore della raffinazione del petrolio (15 milioni di tonnellate l'anno di petrolio grezzo trattato) e oggi nei è amministratore delegato. È anche proprietario dell'azienda Sarlux, con sede a Cagliari, la cui attività si concentra sulla produzione di energia elettrica proveniente dagli scarti petroliferi che beneficia di copiosi finanziamenti statali grazie al famigerato provvedimento Cip6 per cui tutti noi paghiamo sino 10% in più in bolletta pensando di contribuire alla diffusione di energia pulita. Invece l'80% di quei contributi finisce a impianti come quello dei Moratti. Che così si intasca più di 3 miliardi di euro l'anno. Ovvio che i conti delle due società vadano benissimo con incrementi di utili del 40-50% negli ultimi tre anni.
Soldi che, per buona parte, Massimo Moratti butta nel suo personalissimo giocattolo: l'Inter. Società che è quest'anno responsabile di più di 1/3 del debito prodotto dal calciomercato appena chiuso (61 milioni di euro su 164 di rosso). In 14 campagne acquisti, Moratti (ci informava ieri un'inchiesta ben fatta di Repubblica) ha “buttato 675 milioni di euro raccogliendo magri risultati”. Altrettanti li ha buttati in ingaggi d'oro agli effettivi giocatori della rosa e a quelli sparsi in giro in prestito di cui continua ad accollarsi gli oneri, magari per anni e anni). Mancini, cui è subentrato Mourihno, tanto per dire continua a percepire 12 milioni netti d'ingaggio dall'Inter. Insomma, quasi 1,5 miliardi di euro sperperati in 15 anni di presidenza.
L' Inter, ci informa un sondaggio Demos per La Repubblica sulla radiografia aggiornata del tifo al via del campionato 2008/09, ha ormai di gran lunga superato la Vecchia Signora nella graduatoria delle antipatie. Te credo!

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Berluscono ha salvato il mondo dalla guerra. Lo dice Kaladze del Milan.

Il mondo non lo sa, ma è stato Silvio Berlusconi a fermare la guerra in Georgia. Per questo gli dico grazie.”
Nel secondo giorno del vertice straordinario dell’Unione Europea sulla crisi Russia-Georgia, il difensore del Milan e capitano della nazionale caucasica, Kakha Kaladze, interviene sul ruolo del Presidente del Consiglio italiano nelle trattative di pace.

Berlusconi è da sempre molto vicino al primo ministro russo Vladimir Putin - ha spiegato all’ANSA il giocatore rossonero, in partenza per raggiungere i compagni di nazionale in ritiro per la gara casalinga con l’Irlanda, che precede quella del 10 a Udine con l’Italia di Lippi. - I due sono molto amici. E’ stato proprio l’intervento di Berlusconi a fermare la guerra tra la Georgia e la Russia. So che il premier italiano ha trascorso oltre cinque ore al telefono con Putin per cercare di mediare questa delicatissima situazione. Anche in questa occasione - conclude Kaladze - il presidente Berlusconi si è dimostrato persona sensibile e abile nei rapporti diplomatici, un vero ambasciatore di pace che non smetterò mai di ringraziare.”

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domenica 7 settembre 2008

Mondiali 2006 truccati? I tedeschi insinuano.

(Calcioblog) Il quotidiano tedesco Bild ha pubblicato alcuni giorni fa un’intervista nella quale il giornalista canadese Declan Hill insinua sospetti circa la presunta irregolarità di alcuni match (di cui uno dell’Italia) dell’ultimo Mondiale, disputato in Germania due anni fa e vinto proprio dagli Azzurri di Marcello Lippi.

Secondo Hill, che ha ribadito le sue accuse ieri sera nella trasmissione televisiva Beckmann dove è stato invitato come ospite per fornire ulteriori dettagli sulla sua presunta scoperta, almeno tre incontri sarebbero stati “truccati” per favorire un giro di scommesse clandestine, legato alla criminalità organizzata asiatica.

Più precisamente si tratterebbe delle partite degli ottavi di finale Inghilterra-Ecuador e Brasile-Ghana e del quarto di finale Italia-Ucraina, conclusosi col successo degli uomini di Lippi per 3-0. Le presunte combine sarebbero state scoperte in seguito a dichiarazioni rilasciate da alcuni ex nazionali del Ghana, che avrebbero ammesso di essere stati “comprati” per permettere il successo del Brasile con più di due reti di scarto.

Per ora dal numero uno della Fifa, Joseph Blatter, non è arrivata nessuna dichiarazione ufficiale, anche se un suo portavoce ha dichiarato che lo stesso dirigente svizzero ha incontrato Hill e che “si riserverà di rilasciare commenti solo dopo aver ottenuto maggiori dettagli sulla viceda“.

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lunedì 1 settembre 2008

Calcio. L'Inghilterra è campione del mondo grazie alla Nazionale gay.


Gli Stonewall Lions hanno conquistato il “Gay World Football Championship”, replicando il successo del 2002 e del 2006, dopo che un mese fa si erano aggiudicati anche “l’European Gay Football Championship”.

(Simona Marchetti - La Gazzetta dello Sport) C’è un’Inghilterra del calcio che vince, anzi stravince, e conquista addirittura il titolo mondiale, dopo aver vinto anche quello Europeo. Il miracolo si è compiuto lo scorso weekend al Matchroom Stadium di Londra grazie alla squadra degli Stonewall Lions FC che, battendo gli argentini del Safgay, si è aggiudicata il “Gay World Football Championship”, replicando il successo del 2002 e del 2006, dopo che un mese fa aveva portato a casa anche “l’European Gay Football Championship”.

MEGLIO DI BECKHAM E CO. - Insomma, ben altri risultati rispetto alla nazionale etero di Beckham & co., che nell’ultima amichevole contro la Repubblica Ceca ha messo in mostra tutto tranne che gli attributi che pretendeva il tecnico Fabio Capello, senza contare che i Tre Leoni non vincono un titolo che è uno dal lontanissimo 1966. “Spero che la formazione di Capello riesca ad avere un pizzico della magia degli Stonewall Lions – ha detto Peter Tatchell, storico attivista per i diritti gay, al sito ukgaynews.org.uk –. Di certo, con questa vittoria, gli Stonewall hanno vendicato la triste prestazione offerta dalla nostra nazionale contro i cechi. Ancora una volta, le squadre inglesi hanno dimostrato di essere le migliori al mondo nel campionato per gay ed è stato davvero grandioso vincere il trofeo”.

40 LE SQUADRE PARTECIPANTI - Organizzato dall’International Gay & Lesbian Football Association (IGLFA) e con l’appoggio della Football Association, il torneo ha visto la partecipazione di 40 squadre, provenienti da Inghilterra, Stati Uniti, Canada, Messico, Argentina, Irlanda, Islanda, Danimarca, Sudafrica, Repubblica Ceca, Svezia, Giappone e Australia. Alla fine, se la sono giocata i Lions contro i colleghi argentini, stracciandoli con un perentorio 5 a 0 (il punteggio più alto mai registrato in una finale dal 1997, anno in cui si è disputato il primo campionato a Washington DC). “Questo torneo incoraggia gli omosessuali a farsi coinvolgere maggiormente nel calcio – ha concluso Tatchell – sfidando il machismo e l’omofobia che è spesso associata a questo genere di sport. Del resto, i calciatori gay stanno facendo moltissimo per abbattere stereotipi e pregiudizi che ancora esistono e diventando ambasciatori dell’uguaglianza omosessuale, migliorano anche l’accettazione di gay e lesbiche”.

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domenica 31 agosto 2008

Matt Mitcham all'Eur: "Io gay alle olimpiadi".

(Il Corriere della Sera) A Roma per un viaggio di riposo dopo le fatiche di Pechino, il tuffatore australiano Matthew Mitcham, che è stato il primo atleta a fare outing alle Olimpiadi dichiarando di convivere con il suo compagno Lachlan, sarà stasera al Gay Village dell'Eur per incontrare i ragazzi della comunità omosessuale romana. Matt, 20 anni, racconterà le sue Olimpiadi da gay - anche se, sottolinea, «vorrei solo essere ricordato come un tuffatore australiano che ha fatto bene i Giochi» - tra gioie e speranze, fatiche e conquiste. Mitcham ha portato i gay sul gradino più alto delle Olimpiadi vincendo l'oro nella piattaforma da 10 metri: 537,95 punti contro i 533.15 del cinese Zhou Luxin.

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venerdì 29 agosto 2008

Per il rugby... ci vuole un fisico bestiale.

Le nuove speranze azzurre si affidano alle tecniche dell'atletica per una miglire preparazione.
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martedì 26 agosto 2008

Federica Pellegrini: "Sono fiera del piercing al capezzolo".

L'intervista: i tatuaggi, il rapporto con i genitori e l'esperienza del piercing al capezzolo. La nuotatrice, fresca dell'oro all'Olimpiade di Pechino, si racconta al mensile Ok Salute.

(Il Corriere della Sera) «Sono fiera del mio piercing al seno e lo rifarei senza pensarci su». Così Federica Pellegrini, fresca campionessa olimpica nei 200 sl, si confessa sul numero di settembre di «Ok - La salute prima di tutto» (in un testo raccolto da Francesca Turi) . La nuotatrice veneta racconta la sua «trasgressione» fatta, dopo aver chiesto il permesso ai genitori, per ricordare un altro traguardo: il record europeo nei 200 stile libero ai campionati del mondo di Melbourne, nel marzo 2007. «Da qualche mese pensavo a un piercing, mi piaceva l'idea, ma non sul naso, sulla lingua o sul sopracciglio - spiega Federica -. Banale, ormai ce l'hanno un sacco di miei coetanei. No, il capezzolo era quello che ci voleva per fare una cosa trasgressiva».

«LUCA NON È ENTUSIASTA» - A Ok - La salute prima di tutto, la Pellegrini parla del rapporto con i suoi genitori («Il loro parere è importante per me»), dei suoi cinque tatuaggi, il primo a 14 anni e qualche mese fa l'ultimo sul piede destro: la scritta Balù, che è il soprannome del suo fidanzato e collega, Luca Marin, che del piercing sul capezzolo «non è entusiasta. È una questione di gusti» spiega la campionessa, che senza fatica ammette: «Sono vanitosa e adoro guardare allo specchio queste decorazioni che caratterizzano il mio corpo».

«NON HO SENTITO DOLORE» - «Pensavo facesse molto più male, dato che si tratta di una zona delicata - prosegue la nuotatrice, 20 anni lo scorso 5 agosto, parlando del suo piercing al capezzolo -. Ho voluto seguire attentamente le varie fasi, non mi sono coperta gli occhi e ho guardato tutto. Lorenzo (il tatuatore ndr) ha stretto il capezzolo del seno sinistro in una pinza con due fori. In quei buchi ha infilato l'ago che ha attraversato la carne e subito dopo ha infilato una piccola asta di metallo con due palline alle estremità».

I TATUAGGI - Nell'intervista a Ok, Federica racconta per filo e per segno gli accorgimenti adottati dopo aver fatto il piercing. «Ogni giorno, per una settimana, ho dovuto disinfettare il capezzolo e proteggerlo, per evitare che sfregasse contro gli indumenti. In acqua, durante gli allenamenti, usavo un cerotto. Mi ero informata sulle possibili complicanze, ma non ho avuto fastidi particolari e così è stato». Facile per una campionessa già «veterana dei tatuaggi» . «Ne ho cinque. Il primo l'ho fatto a 14 anni, è un draghetto sulla caviglia destra: rappresenta il mio segno nell'oroscopo cinese. È stato il pegno di una scommessa fatta con mio padre, prima di una gara: lui sosteneva che non ce l'avrei fatta, e invece ho vinto... Non credo di farmi un altro piercing - rivela - ma con i tatuaggi di sicuro non ho ancora finito - dice Federica - Ci penserò, magari, dopo Pechino...».

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lunedì 25 agosto 2008

Calcio & Omosessualità. I giocatori viola: "Per noi non esistono gay". Che autogol!

Calcio e omosessualità. Ne parlano i giocatori viola in un articolo che comparirà sul settimanale 'GQ'. Ecco alcuni pareri...

Donadel: "Magari qualcuno ci sarà pure, però io credo di non averlo mai incontrato".

Gamberini: "Per me, qualcuno ci sarà pure".

Frey: "Però, sai, visto che l’argomento principale nello spogliatoio è quell’altro là… Insomma, se c’è, deve dissimulare proprio bene". Gamberini: "Okay, ma se qualcuno tirasse fuori il problema, cambierebbe anche l’atteggiamento di tutti gli altri, no?".

Frey: "Scherzi? In questo mondo dove la tifoseria già ti attacca mogli e fidanzate, figurati se uno si dichiara gay. Lo massacrano. Striscioni, cori. Un inferno".

Donadel: "Comunque, negli sport Usa ci sono molti che hanno fatto coming out e sono stati accettati tranquillamente".

Pazzini: "Verissimo. Però, magari mi sbaglio, ma la mia sensazione è di non aver mai incontrato un calciatore gay".
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La Fiorentina si spoglia "Nessun gay nel calcio".
Il mensile GQ entra nel luogo proibito del calcio, lo spagliatoio, e vive tre giorni con i giocatori. Il presidente Andrea Della Valle lancia l'invito: "Caro Toni, ti aspettiamo tra due anni". I giocatori dichiarano sicuri: "I gay nel calcio? Non esistono".

(La Gazzetta dello sport) GQ nel suo nuovo numero in edicola dal 26 agosto, propone un particolare Speciale Fiorentina, grazie a un evento straordinario nel calcio moderno: aver infiltrato i suoi inviati nel luogo solitamente più inaccessibile di una società di calcio, lo spogliatoio. Lo scopo? Capire come si passa dalla C2 del fallimento alla Champions League in soli 6 anni. Per GQ, infatti, sono proprio i viola la squadra più cool del momento. Una lunga marcia separa la squadra viola da quella del fallimento. Il presidente Andrea Della Valle ha fatto incorniciare una foto scattata nel settembre 2002, prima di Sangiovannese – Florentia Viola: "Sono io con tre amici davanti alla nostra panchina, sembra una foto fatta in vacanza, è l’inizio del campionato di C2. Sei anni, ma sembra passata una vita". Da allora non è cambiata solo la ragione sociale, la categoria, la rosa, le ambizioni: sono cambiati, molto in meglio, anche i tifosi, un tempo tra i più aggressivi d’Italia, perchè, sono parole del Presidente: "Il patto con la città è chiaro: la violenza è l’unico motivo per cui la famiglia Della Valle se ne va in 24 ore". Il d.s. Pantaleo Corvino s’accontenterebbe di placare una piazza mediatica: "Se la stampa ti spara 200 giorni l’anno è critica, ma se lo fa 365 quando pure arrivi in Champions c’è qualcosa che non quadra. Ma io mica m’arrendo, lo farò soltanto quando alla mattina invece di alzarmi per andare a lavoro mi verrà da girarmi dall’altra parte. Solo così capirò che le energie dovrò dedicarle ad altro". Ma è negli spogliatoi che si scopre la vera anima della Fiorentina, questa è un’estrema sintesi dell’esclusiva chiacchierata che i big viola (Donadel, Frey, Gamberini, Gilardino e Pazzini) hanno fatto con GQ.

CALCIO E OMOSSESSUALITA' -GQ: "Luciano Moggi, in una sua recente uscita, ha dichiarato che il calcio non è per i gay".
Donadel: "Magari qualcuno ci sarà pure, però io credo di non averlo mai incontrato".
GQ: "Statisticamente mi pare improbabile".
Gamberini: "Per me, qualcuno ci sarà pure".
Frey: "Però, sai, visto che l’argomento principale nello spogliatoio è quell’altro là… Insomma, se c’è, deve dissimulare proprio bene". Gamberini: "Okay, ma se qualcuno tirasse fuori il problema, cambierebbe anche l’atteggiamento di tutti gli altri, no?".
Frey: "Scherzi? In questo mondo dove la tifoseria già ti attacca mogli e fidanzate, figurati se uno si dichiara gay. Lo massacrano. Striscioni, cori. Un inferno".
Donadel: "Comunque, negli sport Usa ci sono molti che hanno fatto coming out e sono stati accettati tranquillamente".
Pazzini: "Verissimo. Però, magari mi sbaglio, ma la mia sensazione è di non aver mai incontrato un calciatore gay".
VOGLIA DI PREMIERSHIP -GQ: "Perché Premier e Liga hanno più fascino della serie A?"
Gilardino: "Chi lo dice? Il nostro è il campionato migliore d’Europa".
Pazzini: "Be’, dai, il contorno, la tifoseria, gli stadi, il modo di vivere il calcio là sono un’altra cosa".
Donadel: "L’Italia paga lo scotto di una tassazione troppo sfavorevole. I club di Premier e Liga pagano molte meno tasse e hanno un potere contrattuale troppo forte".
Frey: "Però poi i campioni tornano tutti qui".
Donadel: "La vera differenza con la Premier è che lì non c’è un giornale che dia un voto. Vero, Gambero?".
Gamberini: "Io difficilmente guadagno l’attenzione della stampa, ed è giusto così: le prime donne sono gli attaccanti, gli Adrian Mutu, gli Jovetic, il nostro nuovo fenomeno".
Pazzini: "Be’, guarda che essere primedonne va considerato nel bene, ma anche nel male".
Frey: "Ma dai, nell’ultima amichevole c’è stato uno di noi che è stato una vergogna. Prima pagina: 'Questo giocatore da sballo'. Gamberini per 90 minuti si fa il mazzo? È un difensore e non lo vede nessuno".
Frey: "Prendete con l’Everton, abbiamo fatto barricate per 120’. Ci siamo fatti un mazzo così, poi uno tocca un pallone e fa gol. Il titolo è: 'Grande difesa'? No, è: 'Tizio trascina la Fiorentina'. Noi difensori ci mettiamo a ridere e amen".
E fuori dagli spogiatoi GQ incontra Andrea Della Valle, che racconta come in realtà col calcio italiano è dura fare soldi.
Presidente Della Valle, quale molla vi ha spinto a prendere una patata bollente come la Fiorentina, al tempo del fallimento?
"Senza un po’ di incoscienza, pure nel mondo dell’imprenditoria certi traguardi non li raggiungi. Ma qui si trattava di salvare la squadra di una delle città più belle e famose del mondo. Poi c’è chi ci ha letto una scelta legata alla nostra azienda, ma in realtà i nostri prodotti di lusso hanno poco a che fare con il mass-market del calcio".
Sinceramente: quanto guadagnate col calcio?
"Sfatiamo il mito: non si guadagna un bel niente. L’Italia è ben diversa da Inghilterra e Spagna".
Su quali aspetti si deve lavorare per ridurre il gap?
"Molti: la fiscalità è troppo pesante, c’è poca sensibilità verso i settori giovanili, troppe barriere tra società e tifosi. Quest’ultimo aspetto proprio non lo capisco: costa così poco essere educati. Io e mio fratello cerchiamo di esserlo sempre: è l’impronta che ci ha dato mio padre, e a lui mio nonno. La Fiorentina è una famiglia con 25 ragazzi? Credo di sì, con gli inevitabili problemi di tutte le famiglie".
Come, per esempio, i figli che vogliono andarsene di casa prima del tempo. Mutu però ha capito che i contratti hanno un valore.
"Non mi do pace per questa cultura contrattuale. Ma come, i contratti valgono dappertutto fuorché nel calcio? Non è mentalità italiana, è europea, si pensi al caso Cristiano Ronaldo. A noi era già successo con Luca Toni, però gli sono bastati 5 minuti per capire e rinunciare ai tanti soldi che gli aveva promesso l’Inter. E io gli dico: guadagna più che puoi al Bayern e poi torna da noi fra un paio d’anni".
La trasformazione più straordinaria riguarda la tifoseria.
"Il patto con la città è chiaro: la violenza è l’unico motivo per cui la famiglia Della Valle se ne va in 24 ore. Aspetto con ansia il giorno in cui potremo abbattere le barriere allo stadio. Mi piacerebbe fosse tra tre anni".
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Ndr. Una reltà terrbilmente cruda come le risposte dei supermilionari gladiatori in mutande. Omertosi più che mai, hanno in testa solo le palle a cui corron dietro. Quanto hanno dichiarato è superficiale e pazzesco e magari la loro intenzione era quella di dimostrarsi aperti, tolleranti e disinibiti, mentre invece risultano infastiditi ed impreparati. Ma il loro ufficio stampa dov'era? Che autogol! (Aspis)

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Si spegne la fiaccola a Pechino. E i cinesi sperano di non tornare indietro.

cerimonia di chiusura

(Panorama) Alle 21,30 in punto la fiamma olimpica si è spenta sopra lo stadio nazionale di Pechino. E una anziana volontaria addetta alle pulizie dei bagni del secondo piano si è appoggiata a uno stipite e si è commossa. Centinaia di giovani colleghi, pure loro con gli occhi lucidi , si sono fatti fotografare in mille pose diverse con lo stadio sullo sfondo. Per loro non finiscono solo le Olimpiadi, ma anche il periodo di maggiore libertà che abbiano conosciuto da quando sono nati. Ora non possono prevedere se con quella fiamma si sia spento anche il «sogno» annunciato da migliaia di cartelli in tutta la capitale in questi giorni. Poche ore prima, il regista Zhang Yimou, direttore artistico delle cerimonie di apertura e chiusura dei giochi, con le sue parole, sembrava aver cercato di rassicurarli: «Stanotte la fiamma olimpica sarà spenta a Pechino. Alla Cerimonia di chiusura speriamo di dirvi attraverso il nostro spettacolo: “In realtà la fiamma olimica non è spenta, ma brucerà nel cuore di ciascuno di noi». Resta da capire se le sue siano solo parole o una concreta speranza per tutti i cinesi che si augurano che dopo queste Olimpiadi non si possa più tornare indietro sulla strada delle riforme. Alla fine, verso le 22,30, tutto era già impacchettato, la spazzatura raccolta. E fuori dallo stadio, nei prefabbricati dove per almeno un mese hanno vissuto volontari e responsabili della security si sentivano per la prima volta risate e gridolini. Mentre il pubblico defluiva, un ventenne con la maglia del comitato organizzatore si lavava i denti in strada. Essì, perché su Pechino 2008 è sceso il sipario e la festa è finita. Ma è stata bella.

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domenica 24 agosto 2008

Cammarelle mette ko la Cina, l’Olimpiade italiana si chiude con l’oro più bello.

Roberto Cammarelle

(Panorama) L’ultima giornata dei Giochi era cominciata male per l’Italia. Delusione dopo delusione: maratona, volley maschile, ginnastica ritmica. Ma a far dimenticare le amarezze della mattinata ci ha pensato Roberto Cammarelle, il gigante buono del pugilato azzurro che ha strappato l’oro proprio alla Cina mandando al tappeto il suo avversario. L’Italia chiude le Olimpiadi di Pechino con 28 medaglie (8 ori, 10 argenti, 10 bronzi), quattro in meno rispetto ai Giochi del 2004.

Il finale dei Giochi era iniziato con la maratona, vinta dal keniota Samuel Wanjiru, che ha visto Stefano Baldini finire in dodicesima posizione, Ruggero Pertile quindicesimo e Ottaviano Andriani ventitreesimo. I maratoneti azzurri hanno complessivamente disputato una buona prova: a livello di squadra l’Italia è stata battuta solo dal Kenya. Ma Baldini non ha nascosto la propria delusione: “Questa era la mia ultima maratona”, ha detto al termine l’oro di Atene 2004. “Mi è sembrato giusto chiudere la mia carriera con un’Olimpiade. Ero venuto per fare molto meglio, ma sono stato condizionato da mille cose in questo periodo”.

Amarezza, proteste e lacrime per il risultato (quarto posto) delle ragazze della ritmica (Elisa Blanchi, Fabrizia D’Ottavio, Marinella Falca, Daniela Masseroni, Elisa Santoni e Anzhelika Savrayuk), in una gara vinta dalle russe, seguite dalle cinesi e dalle bielorusse. Dopo il primo esercizio alle funi, in cui l’Italia aveva totalizzato 17 punti, lo staff azzurro aveva fatto ricorso giudicando eccessivamente penalizzante lo score, ma i giudici dopo aver rivisto il filmato hanno confermato il punteggio.

Nella pallavolo un altro quarto posto. Un 3-0 rifilato dalla Russia agli azzurri, che non sono riusciti a continuare la striscia olimpica di medaglie degli ultimi Giochi: pur non avendo mai vinto l’oro, l’Italia nelle ultime tre edizioni aveva conquistato 2 argenti e 1 bronzo.

Intorno alle 10.30 è salito sul ring Roberto Cammarelle. Il supermassimo lombardo, campione mondiale in carica della categoria e bronzo ad Atene, ha sconfitto il cinese Zhang Zhilei nell’ultima gara azzurra di questa 29esima edizione dei Giochi. Un colpo potente in avvio del quarto round ha posto fine all’incontro, confermando un ampio pronostico che dava vincente Cammarelle. La prima ripresa si era chiusa già con un vantaggio per l’italiano: 6 a 1; nella seconda 5 a 2 per l’azzurro, mentre la terza era risultata più equilibrata, 2 a 1 per Cammarelle. Infine il colpo del ko che ha spinto l’arbitro a dichiarare concluso l’incontro e a decretare la vittoria di Cammarelle. Era dalle Olimpiadi di Seoul, nel 1988, che l’Italia non vinceva un oro nella boxe. Al termine dell’incontro, Cammarelle è stato letteralmente sommerso dall’abbraccio del team azzurro e dai dirigenti del Coni, in testa il presidente Gianni Petrucci e il segretario generale e capo delegazione italiano a Pechino, Raffaele Pagnozzi.

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Olimpiadi. E' gay la medaglia d'oro di tuffi! Vince Matthew Mitcham.


(Ansa) L'australiano Matthew Mitcham ha vinto la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Pechino nei tuffi, nel trampolino da 10 metri. Nella finale ha fatto segnare 537.95 punti precedendo il cinese Zhou Luxin, medaglia d'argento con 533.15, e il russo Gleb Galperin, bronzo con 525.80. Fuori dal podio l'altro cinese, Huo Liang, che ha chiuso con il quarto posto frutto di 508.40 punti. A seguire Cuba, Australia, Gran Bretagna, Messico, Germania, Stati Uniti, Colombia e nuovamente Usa.
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sabato 23 agosto 2008

Stampa omofoba? L'Ansa non riferisce che un gay ha vinto una medaglia d'oro.

Questo articolo dell'onorevole del Pd Anna Paola Concia, il cui titolo è a nostro parere semplicemente vergognoso ("Questo è l’appello, firmato da me e da altri, che ha scatenato l’ira omofoba di Francesco Merlo su “la Repubblica” di oggi."), assieme all'articolo precedente a questo che informa della vittoria dell'atleta australiano Matthew Mitcham della medaglia d'oro nei tuffi, dove il cronista omette di scrivere che l'atleta è gay (ed è un omosessuale dichiarato, non vittima di un outing), ci ha spinti a credere che anche all'Ansa (agenzia che diramato il pezzo) ci sia una cricca di omofobi. Una gang che omette particolari importanti e significativi sulla vita dell'atleta e cioè che è omosessuale. Quindi dobbiamo credere che anche una buona notizia per lo sport e per il popolo Lgbt, in fondo sia un atto di omofobia? Ma, dannazione, dove stiamo andando a finire? E soprattutto dov'è il buon senso? Al monte dei pegni?
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venerdì 22 agosto 2008

The Sun, è Cristiano Ronaldo la vera icona dei gay inglesi.

Il tabloid inglese The Sun, ha recentemente messo online un sondaggio chiedendo al popolo Lgbt quale fosse secondo loro l'icona gay. Le risposte sono state tremila e vincitore è risultato essere Cristiano Ronaldo, calciatore del Manchester United. La bellezza la bravura, la simpatia ed il modo di fare del giocatore portoghese hanno affascinato i gay inglesi che alla fine l'hanno eletto loro "reginetta"...

La classifica del sondaggio:
1. Cristiano Ronaldo

2. Kylie Minogue

3. Judy Garland

4. Elton John

5. Liza Minnelli

6. The Village People

7. David Beckham

8. George Michael

9. John Barrowman

10. Paul O'Grady

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giovedì 21 agosto 2008

Olimpiadi. Il "voluminoso" pacco di Alexandre.







(Scorpioitalia) Lo stiamo vedendo in quesi giorni alle Olimpiadi di Pechino ed è una leggenda vivente. Sto parlando di Alexandre "Mr.Pacco" Despatie.

Alexandre è nato l'8 giugno 1985 a Montreal (Canada) ed ha cominciato a praticare tuffi dall'età di 5 anni. A soli 13 anni vince i Giochi del Commonwealth ed entra nel Guinnes dei Primati per la sua giovane età.

Quarto posto olimpico a Sydney 2000, medaglia d'argento ai Mondiali di Fukuoka 2001, medaglia d'oro ai Giochi del Commonwealth 2002 e a molte manifestazioni sportive che si sono susseguite.

Di lui colpiscono sicuramente il suo viso da ragazzino, i suoi dolci occhioni, le sue labbra carnose, la flessibilità e l'armonia dei movimenti del suo corpo ma, soprattutto, il suo vistosissimo pacco!!

Voi che cosa ne pensate? Vincerà qualche medaglia importante anche a queste Olimpiadi o comunque l'importante è partecipare? Di sicuro la sua presenza è un motivo in più per seguire le gare con molta attenzione ;).
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Aggiornamento.
PECHINO 2008: TUFFI, MARCONI FUORI DA FINALE TRAMPOLINO.
(Adnkronos) Nicola Marconi non e' riuscito a qualificarsi per la finale del trampolino alle Olimpiadi di Pechino. L'azzurro nelle semifinali ha totalizzato 444,55 punti, 14esimo punteggio complessivo. L'atleta romano si era qualificato con il 18esimo posto delle eliminatorie (430,90) e ha migliorato notevolmente il 26esimo posto ottenuto alle Olimpiadi di Sydney 2000. Dodicesimo ed ultimo degli ammessi alla finale, il tedesco Pavlo Rozenberg con 454,30 punti. Miglior punteggio con 547,25 del 21enne cinese Chong He, bronzo iridato a Montreal 2005 alla prima Olimpiade della carriera. Al secondo posto il 23enne canadese Alexandre Despatie, campione del mondo nel 2005, con 518,75 punti. Al terzo posto l'altro cinese, il 22enne Kai Qin, campione del mondo in carica con 508,50 punti. La finale e' in programma stasera alle 20.30 locali, le 14.30 italiane.

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mercoledì 20 agosto 2008

Olimpiadi. Ma i trans sono atleti "dopati"?

Niente affatto: la transizione dal genere maschile a quello femminile è un handicap, non un aiuto.

(Sandra Tognarini - Affari italiani) La trentesima puntata di “Generi” è dedicata alle Olimpiadi di Pechino. O, meglio, alla querelle che riguarda la partecipazione alle varie gare delle persone transessuali (molti giornalisti sportivi continuano a definirle, chissà perché, “ermafroditi”...).

C’è chi ritiene che la condizione transessuale costituisca un “aiuto”, una sorta di doping. Ciò non corrisponde alla realtà.
Se si considera l’abnorme sviluppo muscolare delle atlete della ex Germania Est, imbottite negli anni Settanta di testosterone (quasi certamente sempre contro la loro volontà), è ovvio che una donna genetica, sottoposta a una cura mascolinizzante, subirebbe uno sviluppo muscolare impensabile per la condizione femminile standard. Tale sviluppo, però, a parità di peso, sarebbe sempre inferiore a quello di un uomo genetico sottoposto allo stesso tipo di allenamento.
In occasione delle Olimpiadi di Pechino, si parla soprattutto dei casi della judoka brasiliana Edinanci Silva e della keniana Pamela Jelimo, regina annunciata degli 800 metri nell’atletica (che, dicono, non rilascia mai interviste perché “avrebbe” una voce da uomo).

Nel caso di Pamela Jelimo, si è in presenza di un pettegolezzo: l’ipotesi di transessualità si basa soltanto sulla sua voce. Un pregiudizio duro a morire, per il quale tutte le transessuali “devono” conservare una voce da baritono. Sì, certo, di voci baritonali se ne sentono ancora. Ma meno di prima. Chi transiziona in giovanissima età, ha adesso ottime possibilità di non scurire la voce. E poi ci sono dei nuovi corsi di fonetica che aiutano a femminilizzare la propria tonalità. Insomma, non è valida l’equazione trans = voce cavernosa. Anche perché ci sono moltissime donne genetiche con la voce più maschile di molte transessuali. E anche di molti uomini. Il “gossip” in questo caso è soltanto virtuale: Pamela Jelimo potrebbe essere vittima dell’invidia delle avversarie per i suoi successi sportivi. Con tanti saluti a De Coubertin.

La transizione di Edinanci Silva è invece stata ammessa dalla diretta interessata. Il fatto è che, dal punto di vista delle prestazioni sportive, la transizione dal genere maschile a quello femminile costituisce un handicap, non un aiuto. Almeno per quanto riguarda gli sport che richiedono sforzi prolungati.
Se un soggetto maschile (per DNA) viene infatti sottoposto a cura estrogenica, si assiste con il tempo a una redistribuzione dell’adipe, ma, se l’attività fisica rimane costante rispetto al passato, anche a una inevitabile riduzione della massa muscolare. Tutto questo su uno scheletro che non subisce alcun cambiamento. Ciò significa che una transessuale, a parità di peso con una donna genetica, ha una “zavorra” ossea maggiore e raggiunge con più difficoltà una massa muscolare tale da poter “tenere in piedi” lo scheletro.

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martedì 19 agosto 2008

Olimpiadi. Michael Phelps, la gallina dalle uova d'oro per il marketing.

Sports Illustrated ha dedicato la copertina del suo prossimo numero a Michael Phelps, vincitore di ben 8 medaglie d'oro alle Olimpiadi di Pechino 2008.
Dopo l'ottava vittoria a Pechino 2008, che lo rende il nuotatore olimpico di maggior successo di tutti i tempi, Michael Phelps deve fare i conti con la gigantesca macchina di marketing che si è messa in moto alle sue spalle.

Gli strateghi del marketing che circondano l'atleta hanno infatti già pronta una strategia per capitalizzare la sua rinnovata fama, anche se Phelps, 23 anni, non è parso per nulla turbato dalla popolarità acquisita. "Non è una questione di soldi. Faccio quello che faccio perché lo amo e per questo sono qui", ha detto il campione in un'intervista a Reuters organizzata da uno dei suoi sponsor, la società erogatrice di carte di credito Visa. "Mi vedo come una persona normale, e lo stesso ragazzo che ero quattro anni fa, e sto vivendo un sogno".

Visa, che sponsorizza Phelps dal 2002, ha detto che il successo di Phelps alle Olimpiadi di Pechino ha aumentato la sua visibilità e consentirà una campagna mondiale con il suo nome.
"Michael Phelps lascia Pechino come un'icona mondiale dello sport. Ora è alla pari di personaggi come Michael Jordan, Tiger Woods e Roger Federer e si è meritato ogni briciolo del suo successo", ha detto Michael Lynch, che gestisce la sponsorizzazione di Visa.
Gli occhi del marketing sono puntati su Phelps da quando ha vinto sei medaglie d'oro ai Giochi di Atene nel 2004, ma il successo del 2008 lo ha elevato ad una categoria più alta, con un record di 14 medaglie, e Phelps sembra ben avviato a diventare il nuotatore olimpico più ricco di tutti i tempi.
Prima di Pechino, è stato stimato che gli accordi di sponsorship di Phelps gli fruttassero circa 5 milioni di dollari all'anno, anche se il consulente finanziario dell'atleta non ha confermato questa cifra. Alcuni esperti di marketing pronosticano che il valore del nuotatore potrebbe aumentare in futuro fino a 30 milioni di dollari all'anno.

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Calcio, Tabloid Inglese: Milan Vende Kakà per 102 Mln.

(Agi) Il Milan non considera più incedibile Ricardo Kakà e se Roman Abramovich metterà sul piatto 70 milioni di sterline, ovvero 102 milioni di euro, il magnate russo se lo porterà al Chelsea: è quanto scrive il tabloid inglese "Daily Star", secondo il quale però Felipe Scolari preferirebbe al fuoriclasse rossonero un altro brasiliano, ovvero Robinho del Real Madrid, prima scelta per il nuovo manager dei Blues. Sempre secondo il "Daily Star", però, la pista Robinho è quella più praticabile, nonostante il Real attraverso il presidente Calderon lo abbia tolto dal mercato rifiutando l'offerta di 35 milioni di sterline (circa 51 milioni di euro) presentata da Abramovich.

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Olimpiadi, caccia al gay. Solo 10 atleti dicono di esserlo e Mitcham entra in semifinale.

Solo 10 su 10.500 atleti in gara alle Olimpiadi di Pechino sono apertamente gay, secondo uno studio di un sito omosessuale.

(Reuters) Alcuni atleti gay temono che fare coming out possa portare loro la disapprovazione dei fan e dei compagni di squadra, spiega Outsports.com. Anche l'attenzione dei media su questo aspetto potrebbe distogliere l'attenzione dalle loro performance, aggiunge il sito.

Nove degli atleti gay citati da Outsports sono lesbiche e i loro sport variano dalla scherma al ciclismo. C'è solo un uomo, il tuffatore australiano Matthew Mitcham (passato alle semifinali nei tuffi ndr).

Outsports dice che il bilancio dei gay è lontano dal dato vero e sostiene che una stima più accurata possa raggiungere i 1.000.

"Per quello che sappiamo, c'è un canottiere o un giocatore di badminton da qualche parte conosciuto come gay all'interno del suo sport ma non in un contesto sportivo più ampio".

Outsports sostiene che il dato sia deludente, soprattutto dopo gli sforzi di tenniste come Martina Navratilova e Amelie Mauresmo di essere più aperte sulla loro sessualità.

Ma Eli Portnoy, del Portnoy Group, società americana di consulenza specializzate nel branding, spiega che essere apertamente gay possa ancora causare danni agli atleti.

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lunedì 18 agosto 2008

Pechino 2008, decima giornata: boxe da medaglia, anelli amari.

Roberto Cammarelle

(Panorama) La canoa azzurra va e l’Italia piazza due barche in finale: il K4 1000 di Antonio Rossi, Franco Benedini, Alberto Ricchetti e Luca Piemonte e il K2 1000 di Antonio Scaduto e Andrea Facchin. Meno bene le azzurre del K4 500 (Stefania Cicali, Fabiana Sgroi, Alice Fagioli e Alessandra Galiotto) che in batteria non sono riuscite, anche se per un soffio, a piazzarsi nelle prime tre posizioni ed ora dovranno passare attraverso la semifinale.

Nel pugilato, dopo Clemente Russo anche Roberto Cammarelle si assicura una medaglia a Pechino 2008 nella categoria super-massimi di boxe. L’azzurro ha sconfitto il colombiano Oscar Rivas per 9-5 nei quarti di finale del torneo olimpico e si è qualificato per la semifinale. C’è ancora un pugile italiano, Vincenzo Picardi (51 kg) che può arrivare alla semifinale: giovedì sfida con il tunisino Walid Cherif. Per Cammarelle non è stato un incontro facile. O meglio, il pugile italiano non si è imposto con facilità, trovando a fatica la chiave del confronto. Soltanto nel finale ha saputo imporsi in modo deciso. “È soltanto un passaggio del turno”, ha detto alla fine. “Posso fare meglio di Atene e voglio provarci”. Quattro anni fa Cammarelle arrivò nelle stesse condizioni: accesso in semifinale. Ma non riuscì ad arrivare alla finale. Il bronzo, anche stavolta, l’ha conquistato. Ma adesso vuole qualcosa di più prezioso.

Polemiche e proteste nella ginnastica. Negli anelli gli azzurri reclamano almeno una medaglia di bronzo che i giudici, con le loro decisioni, gli hanno tolto. Nel caso specifico ad Andrea Coppolino, uno dei due italiani (l’altro è Matteo Morandi) in gara nella prova degli anelli nella ginnastica vinta dal cinese Yibing Chen . “Non capisco. Il mio esercizio era da podio. Mi hanno derubato”, dice. La valutazione dei giudici invece è diversa. Coppolino è quarto e molto deluso.

Maurizio Allievi, tecnico della nazionale, la prende male: “C’è delusione perchè sicuramente la medaglia ci stava”, dice ai microfoni Rai. “Andrea e Matteo hanno fatto due esercizi uno più bello dell’altro. Non mi sta bene la classifica perché un italiano doveva stare sul podio. Non sono d’accordo con la seconda posizione del cinese Wei Yang. Se guardiamo al rallentatore si capisce che i valori che gli hanno assegnato non sono giusti. Eseguendo una ‘rondine’ non ha rispettato le regole passando da un appoggio a una posizione statica. Anche l’ucraino Oleksandr Vorobiov, medaglia di bronzo, non ha fatto un bella uscita”.

Matteo Morandi aveva avuto comunque la sensazione che le cose sarebbero andate così. “Quando ho visto i punteggi di Yang e Vorobiov, ho capito che non si passava davanti a loro. Siamo delusi dalla giuria, ma contenti e soddisfatti dei nostri esercizi. Noi abbiamo la coscienza pulita altri non so”. L’Italia attende ora Igor Cassina alla prova della sbarra domani. Il campione di Atene vuole a confermarsi, sperando che gli sia assegnato il punteggio che saprà meritare.

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