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sabato 23 agosto 2008

La morte di Domenico Riso. Arcigay, Grillini, Benedino e Concia, i blogger non sono d'accordo con loro.

Outing post mortem.
(Tom) Riguardo alla faccenda dello steward morto sull’aereo a Madrid, sono completamente d’accordo con quello che scrive Francesco Merlo oggi su Repubblica, in questo pezzo in cui ne dice quattro all’Arcigay e a Franco Grillini.
L’unico motivo per cui i media da due giorni stanno parlando di Domenico Riso è perché è stato il solo italiano a morire su quell’aereo. Probabilmente era gay. E allora? Cambia qualcosa saperlo? E se i familari di Riso non volessero rendere pubbliche le sue preferenze sessuali, non ne hanno il diritto? E soprattutto, l’omofobia che diavolo c’azzecca?
In Italia ci sono tantissimi personaggi ben più noti del povero Riso che non vogliono dichiararsi, anche se poi praticamente “lo sanno tutti”. Perché accanirsi proprio in questo caso, e sventolare bandiere arcobaleno a sproposito? Arcigay non ha ben altri esempi di reale omofobia per cui indignarsi, e magari cercare anche di fare qualcosa in più per far passare uno straccio di legge a tutela degli omosessuali, di cui in questo Paese siamo tuttora vergognosamente privi?
O forse con la nostra morbosa curiosità per il privato delle persone stiamo arrivando a giustificare l’outing forzato, per giunta post mortem?

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venerdì 22 agosto 2008

E' caccia al gay. Ricky Martin, un padre omosex lo dice "Libero".

Ricky s'è comprato 2 gemelli.
Il divo della musica latina è diventato papà. Ha affittato l'utero di una sconosciuta per 10mila dollari e ora - annuncia - per almeno un anno starà lontano dalle scene per fare il genitore modello.

(Libero news) «So per certo che Ricky è gay. In questi giorni è un po' più disponibile a parlarne di un tempo... anche se non so se abbia un fidanzato» aveva sentenziato lo scorso dicembre Ole Henriksen, amico intimo del divo latino e visagista di Hollywood. Una rivelazione. Sì certo, il re è nudo, ma nessuno aveva mai detto apertamente che Ricky Martin è omosessuale. Meno che mai Ricky stesso, che semplicemente tace. Però - diciamolo - lo sapevano tutti. Adesso è arrivata la notizia: Ricky Martin è diventato papà. «Si tratta di una gravidanza surrogata» scrive il suo ufficio stampa in una nota pubblicata sul sito dell'artista.

Ora è padre di una coppia di gemelli, due maschietti, nati il 6 agosto scorso. Niente fidanzate, Ricky (36 anni) ha fatto tutto da solo grazie a un utero in affitto. Il cantante ora è barricato nella sua casa di Fisher Island, a Miami. E i suoi portavoce confermano: «Ricky è orgoglioso e felice di cominciare questo nuovo capitolo della sua vita e si terrà fino alla fine dell'anno lontano dalle scene per dedicarsi completamente ai bambini». Martin ha pagato diecimila dollari per garantirsi l'assoluta riservatezza: la madre, gli è stato assicurato, non saprà mai chi è il padre dei bambini che ha partorito, nè la sua nazionalità.

Due osservazioni sorgono spontanee: ma 10mila dollari non sono una cifra irrisoria? E soprattutto: ma quale anonimato? Quante madri ci saranno che il 6 agosto hanno partorito due gemelli maschi e li hanno dati in adozione incassando 10 bigliettoni? In ogni caso, auguri al neopapà. Sui nomi scelti per i gemellini aleggia ancora il mistero. Non li chiamerà mica Ricky e Martin?!
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Ndr. Al solito un articolo non firmato e particolarmente volgare. Ormai è caccia al gay, un'aperta competizione tra Affari Italiani, gay.it e per ultimo Libero news. Che poi i personaggi lo siano o non lo siano è un dettaglio, l'importante è infrangere il muro della privacy con la scusa di "sputtanare" le velate? Che siano dei frustrati questi giornalisti? (Aspis)
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domenica 10 agosto 2008

Rieccolo... Franco Grillini: Il 10% dei parlamentari è gay.

(Queerblog) Franco Grillini ogni tanto se ne esce con le statistiche, come in un’intervista rilasciata ad Affaritaliani.it

“Certo che tra i parlamentari ci sono molti omosessuali. Sì, anche in questa legislatura. Sono tutti quelli della scorsa, tranne ovviamente quelli legati alla Sinistra Arcobaleno che non ci sono più. E non c’è alcun dubbio che ce ne siano anche tra i nuovi eletti. La percentuale è leggermente sopra la media nazionale, che è attorno al 5-6%. Secondo me tra i parlamentari si arriva tranquillamente al 10% di gay”.

E ancora:

“Un omosessuale quando non ha famiglia può fare carriera politica molto più rapidamente di un altro; ed era questa la condizione dei vecchi Dc. Tutti, da Giovanardi a Cossiga, dicono che gli omosessuali della vecchia Dc erano pazzi. Sono tanti… ma i nomi non si fanno”.

Quindi conclude:

“Ci sono in tutti i gruppi, compreso l’Udc. E il gruppo che ne ha di più in percentuale è il Popolo della Libertà”.

Già in un precedente sondaggio avevamo chiesto se Grillini dovesse fare i nomi di tali politici che di fatto ci condizionano la vita con il non-legiferare a favore dei nostri diritti. I risultati del sondaggio sono i seguenti:

Risultati del sondaggio su Grillini








E questa dichiarazione fa il paio con quella rilasciata tempo fa dalla Concia.

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venerdì 1 agosto 2008

La telenovela estiva gay. Cavaretta racconta il suo "amore" per Convertini.

Beppe Convertini è gay? Parla il suo ex compagno.

(Affari italiani) L’amore durato cinque anni, le bugie, le lacrime e, dopo una paparazzata di troppo, la fine della storia. Giovanni Cavarretta ha rivelato a Gay.it i dettagli della lunga storia con l’attore Beppe Convertini. Una storia basata sull’amore da una parte e sulla finzione dall’altra.

"Pur di presenziare agli impegni di lavoro mi trascurava - racconta Cavarretta - Sono rimasto solo molte volte nonostante fossero già programmati i nostri appuntamenti di coppia da tempo, alberghi prenotati e così via. Ho sempre sperato, però, che qualcosa cambiasse. Poi è successo un episodio in cui ha superato il limite."

L’ultima paparazzata che ritraeva l’attore in compagnia femminile non gli è andata proprio giù: "Avevamo una appuntamento molto importante, mia nonna è in ospedale e sta molto male. Avevo bisogno di lui. Poi la telefonata: "non posso venire per impegni di lavoro", mi ha detto." E invece "era al mare a farsi fotografare con tutte quelle ragazze."

A proposito dell’outing e delle foto insieme a Convertini, Cavarretta non ha rimorsi: "Beppe ha fatto un calendario insieme a Sara Ricci, - nel 2003 sua fidanzata ufficiale - e ricordo che all' epoca dissero in un'intervista: "Abbiamo fatto l'amore sotto un riflettore e abbiamo goduto molto", testuali parole. Non ho capito il bisogno di mettere in piazza la loro storia, è una scelta che non condivido. Ma alla luce di quel calendario e di quella storia resa pubblica mi chiedo: perché avremmo dovuto vergognarci della nostra storia?"

Alla domanda se è possibile che la loro storia riprenda, Cavarretta risponde: «La nostra relazione nasceva dall'amore, che bisogno c'era di nascondersi? Si tratta di essere onesti con gli altri ma soprattutto con se stessi. Non ha senso piangere in continuazione perché si è costretti a nascondersi e poi tornare a fingere appena arriva una telefonata di lavoro. Pensa che lo scorso otto marzo avevamo già prenotato una vancanza. poi gli hanno chiesto di presenziare a un centro commerciale per la festa della donna. Ha mollato tutto ed è andato. Giuro che quei soldi glieli avrei dati io. Non sapevo che la sua immagine fosse solo questa, l'ho capito tardi. Bisogna essere abbastanza uomini per dire: la mia vita è un'altra e non ho nulla di cui vergognarmi. Chi mette le bombe per strada dovrebbe vergognarsi, non i gay.»
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Ndr. Non so perchè ma sento odore di patacca, di falso e di sciaccallaggio mediatico... e fanno specie quelle foto con il logo di Gay.it, peraltro diffidato. Ma... staremo a vedere. (Aspis)

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lunedì 2 giugno 2008

Sono gay. Ma non faccio outing.

Marco è un ragazzo genovese di 29 anni. Ha rivelato la propria omosessualità solo agli amici più cari. Si è confidato con mentelocale.it
(Francesca Baroncelli- Mentelocale) Lo chiameremo Marco. Un nome di fantasia dietro cui si nasconde tutto un mondo. Lui è un ventinovenne genovese come tanti. La sua omosessualità è un segreto che oggi non si sente di rivelare a nessuno, o quasi.

Quando ti sei reso conto di essere gay?
«A circa vent’anni. Prima avevo avuto qualche segnale, ma inconsciamente continuavo a ricacciarlo: me ne rendo conto solo adesso».

Qual è la prima cosa che hai pensato di fare?
«Mi sono rifugiato in internet. La rete mi ha permesso di affacciarmi, seppur timidamente, su un mondo che non conoscevo, cercare informazioni, capire le reazioni della gente a quello che io consideravo un mio problema. Così ho scoperto le chat, che mi hanno permesso di parlare e confrontarmi in modo anonimo con altri ragazzi omosessuali».

Il nuovo ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna ha dichiarato che gli omosessuali non sono discriminati: sei d'accordo?
«Non ho mai avuto esperienze dirette di discriminazione. In generale mi sembra che spesso i gay siano guardati con una simpatia che troppo assomiglia alla compassione. L’omosessualità dovrebbe essere considerata una delle tante sfaccettature della sessualità, ma siamo ancora ben lontani da questo. In Italia ci sono città in cui i gay preferiscono nascondersi: la chiusura è la prima forma di discriminazione. Non veniamo presi in considerazione dalla Stato e tempo fa il ministro Carfagna ha dichiarato: “Non c'è ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali. I gay sono costituzionalemente sterili”».

Qual è il rapporto con la tua città?
«Genova è ancora troppo chiusa nei confronti dei gay. Non mi fa venire voglia di aprirmi».

Hai mai parlato con i tuoi genitori della tua omosessualità?
«No».

E com’è andata con gli amici?
«Solo quelli più stretti sanno che sono gay: con loro non volevo continuare a recitare una parte. Frequento altre persone a cui potrei parlare, ma temo di rovinare il mio rapporto con loro. Il fatto di non potermi aprire mi ha portato negli anni a chiudermi sempre più in me stesso».

Come vanno le cose nell’ambiente di lavoro?
«Ovviamente non lo sa nessuno. Con gli amici stretti ho la possibilità di rapportarmi, mentre i colleghi non me li sono scelti».

Parliamo d’amore. Il fatto che i gay preferiscano le avventure di una notte alla storia seria è un luogo comune piuttosto diffuso. È tutto vero?
«La spensieratezza delle storie gay fa parte dell’immaginario collettivo. In realtà c’è chi cerca il vero amore e chi invece preferisce le avventure, così come succede tra gli eterosessuali. La mia storia, che ormai va avanti felicemente da qualche anno, ne è la prova».

Cosa provi quando ti confronti con persone che non sanno della tua omosessualità?
«Se si tratta di estranei non ci penso proprio. Ma quando una semplice conoscenza si trasforma in amicizia cominciano i problemi: loro si confidano con me, ma io non posso fare lo stesso e ci sto male».

Il tuo ragazzo ha fatto outing. Cosa pensi della sua scelta?
«Ha fatto bene e lo invidio. Lui ha tanti amici che gli vogliono bene per quello che è. Io invece non ho dato loro la possibilità di esprimersi e di accettarmi per quello che sono».

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venerdì 28 marzo 2008

Rivelazioni. C'è un Gay ad X-Factor.

(Omoeros) Doveva essere un evento televisivo senza precedenti, una vera macchina da guerra capace di estrapolare da un mucchio di mitomani del microfono una vera stella, un cantante capace dis calare tutte le classifiche, un vero artista possessore di quel famigerato fattore X. In realtà si è dimostrato essere un programma moscetto, pseudo-clone del già flop Operazione Trionfo, basato sui litigi dei 3 capisquadra, con un presentatore peggiore del Miguel Bosè di cui sopra e davvero poco spazio per la musica costringendo i concorrenti ad esibizioni sotto i due minuti, condite con litigi e beghe varie.
Questo è finora X-Factor, il format acquistato da Raidue che conta sulla coinvolgente presenza di Simona Ventura nel cast come caposquadra e giurata e che presenta sicuramente ragazzi preparati e alcune belle voci si sono sicuramente sentite, ma di certo non sono state messe in risalto dalle giuste canzoni e dai tempi giusti.

Il tema che voglio toccare però è uno in particolare: per esperienza indiretta ma certissima, posso confermare che uno (beh, diciamo almeno uno) dei concorrenti di X-Factor è gay. Non sono uno di quelli che vuole costringere ai coming out e nemmeno mi va di sputtanare nessuno, non è nel mio stile, ma sono curioso di sapere se voi avete individuato questa persona oppure se è ancora avvolta in un'eterosessuale pellicola trasparente. Domani avrete addirittura un sondaggio per "smascherarlo", ma intanto potete già scrivere qualche vostra idea.

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sabato 26 gennaio 2008

Il senatore "non gay" di An. Nino Strano: Adoro i locali gay ma non sono omosessuale...

Il senatore di An che ha dato della checca a Cusumano: io, un esteta fottuto.
"Amo dannatamente il turpiloquio e le contraddizioni. Con gli uomini mi fermo un attimo prima".

(Antonello Caporale - La Repubblica) Nino Strano è catanese, senatore di An e molto altro ancora: "Esteta fottuto, amico di travestiti, troie e gay".

E' anche amico delle male parole.
"Vorrei essere lieve e soave, vorrei vivere la politica come una passeggiata su una spiaggia della Normandia".

Invece quando entra a palazzo Madama cade in trance.
"Il turpiloquio mi afferra, mi tira per un braccio. A me poi piace il turpiloquio".

Ci ricadrà.
"Temo di non sapervi resistere".

"Checca squallida", ha detto al collega Cusumano.
"Ponevo l'accento sull'aggettivo. Denunciavo lo squallore della sua posizione".

Checca invece stava per cosa?
"Non ci azzecca niente. E ho chiesto scusa a lui".

Le serviva comunque l'epiteto per segnalare all'aula la sua presenza.
"Avevo bisogno di urlare la mia contrarietà a quel bagno d'ipocrisia in cui il collega era immerso. Cusumano non credeva a una sola delle parole che pronunciava".

Ha anche guarnito la sua faccia di lembi di mortadella espulsi dalla bocca oramai incapiente. E tracannato spumante oltre a quello versato sullamoquette.
"Tutto il cinema di Almodovar si nutre della carne viva come scena fondante della propria rappresentazione creativa. In me c'era l'idea di sviluppare anche visivamente il senso della vittoria".

Non è un po' troppo cinematografico il suo senso delle Istituzioni?
"Ho scritto a Marini, naturalmente mi scuso. E devo dire che Prodi ieri ha fatto una bella figura. Evola diceva: a una cosa si badi! A tenersi in piedi in un mondo di rovina".

Senatore: i suoi gusti sessuali sono liberi e anticonformisti. E' credente ma ama i dannati dalla Chiesa. Anche il travestimento personale, le piume.
"Travestimento no".

I maschi.
"Mi squaglio davanti a una creatura di marmo. Ma non ho avuto mai un rapporto sessuale con una persona del mio stesso genere".

Frequenta soltanto.
"Frequento con enorme piacere i locali dove ogni desiderio è possibile e praticabile. Le mie donne sono sempre con me".

Frequenta ma non consuma.
"Mi fermo un attimo prima".

Costringe ad approfondire.
"Stamane ho fatto all'amore. Terminato alle 12,15".

Ah!
"Con una donna, la mia donna. Ho avuto un figlio da un'altra".

Zeffirelli le ha dedicato un grande suo film: Storia di una capinera.
"Zeffirelli è amico di famiglia, nutro immenso affetto, è uno dei più grandi, più grandi, più grandi. Ero assessore alla cultura a Catania, dove quel film è stato girato. Ho fatto di tutto per agevolargli il lavoro".

Per riassumere: lei è un praticante della perdizione.
"Vivo dannatamente di contraddizioni".

S'è chiesto cosa ci faccia in Alleanza Nazionale?
"Bella domanda".

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martedì 18 dicembre 2007

Ricky Martin brizzolato.

Queste sono le foto più recenti di Ricky Martin. Lo ritraggono all'aeroporto di Los Angeles dove s'incontra con alcuni componenti del suo parentado portoricano. Troviamo un Ricky Martin con pizzetto, moltissimi capelli corti e bianchi e con dei jeans a vita bassa che ogni tanto mostrano le "fesse" del sedere quando si china. Dopo il recente ouiting del suo visagista, nell'ambiente è in corso la caccia al suo (... o ai suoi...) bpyfriend. Staremo a vedere. Per ora il bel cantante latino non ha comunque ancora smentito l'amico visagista che ha messo in piazza la sua vita privata. Bell'amico...


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lunedì 10 dicembre 2007

Ricky Martin, outing "involontario". Gaffe del visagista dei divi Henriksen.

(TGCom) La notizia sta rimbalzando su tutti i siti di gossip internazionali e anche Perez Hilton l'ha ripresa. Uno dei migliori amici di Richy Martin, il visagista dei divi Ole Henriksen, ha commesso una piccola gaffe. In un'intervista recente al canale televisivo E! alla domanda 'Con chi passeresti una serata romantica' ha risposto: "Mi piacerebbe con il calciatore svedese Stig Tofting, ma è etero, quindi scelgo il mio cliente Ricky Martin".

Ole Henriksen, che a 55 anni si è dichiarato gay da poco, ha così indirettamente confermato le voci che circolano nello showbiz sulle preferenze sessuali del cantante portoricano. Ma non è finita qui. Henriksen in un'altra dichiarazione al magazine gay svedese Salonk ha confessato: "Lui (Ricky Martin, ndr) è più aperto riguardo la sua sessualità in questi giorni, ma non saprei dirvi se ha un ragazzo al momento". La notizia è giunta come una doccia gelata nel mondo della musica. Chissà come l'avrà presa il cantante di "Livin' La Vida Loca", dal suo entourage non sono ancora giunte smentite.

Henriksen è una celebrità in America, il suo centro di estetica si trova in una zona esclusiva del Sunset Boulevard a Los Angeles. Tra i clienti del visagista: Naomi Campbell, Renée Zellweger, Ralph Fiennes, Charlize Theron, Mark Wahlberg, Julia Stiles, Kylie Minogue, Mathew McConaughey, Linda Evangelista, Lisa Marie Presley, Brendan Fraser, Cher, Christy Turlington e Helena Christensen.

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mercoledì 28 novembre 2007

Luca Zanforlin: «Ad "Amici" nessuna censura». Non la pensano così gli spettatori.

Abbiamo chiesto alla produzione di "Amici" un chiarimento sulla presunta censura per l'outing in diretta. «L'inquadratura cambia automaticamente». E sulla sessualità dei ragazzi: «È affare loro».

Daniele Nardini di Gay.it ha fatto alcune domande a Luca Zanforlin, collaboratore della defunta Gay.tv ed attualmente tornato in forza a Mediaset ed uno degli autori di "Amici". Risposte poco convincenti quelle di Zanforlin, almeno secondo noi ma probabilmente anche per molti spettatori del programma. Profumo, anzi, odore di censura...

Ci spieghi quello che è successo?
Volentieri. Noi abbiamo un sistema tale per cui dopo 20 minuti cambiano i "program". È una cosa che ci richiede Sky. Con 10 ore di diretta sarebbe molto più semplice stare con le inquadrature sempre sulla stessa stanza. È successa una bagarre perché alcuni si sono improvvisamente accorti di questo cambio di inquadrature, ma è una cosa che c'è sempre stata.

E chi decide cosa e chi inquadrare?
Il cambio di ambiente nell'inqudratura è automatico: lo fanno le macchine. Per questo non possiamo garantire il contenuto. Al contrario, su Canale5 sono io che decido cosa mandare in onda.

E riporterai l'episodio su Canale5?
Non mi va di strumentalizzare la vicenda: a noi la sessualità dei ragazzi è l'ultima cosa che ci interessa. Non è certo un requisito che chiediamo nei casting. Poi se loro ne vogliono parlare sono fatti loro. È un programma diverso dal Grande Fratello. Ancora più che è una vicenda trapelata non per volontà di Sebastiano ma per ingenuità di Cassandra.

Che ne pensi di questo outing da parte di Cassandra verso Sebastiano?
I ragazzi parlano in maniera sponanea, come se non fossero in diretta. Escono insieme, vivono situazioni al di fuori della scuola. Poi davanti alle telcamere possono anche riportare quello che si sono confidati fuori dagli studi televisivi, ma devono imparare che se non vogliono far uscire dettagli non li devono dire e basta, proprio perché siamo in diretta e non vogliano né possiamo tagliare nulla.

Come viene vissuta l'omosessualità nel programma?
In maniera molto naturale. Le capacità contano più della sessualità. È una cosa che vale anche per me: nessuna mamma mi è mai venuta a dire «non ti affido mio figlio perché sei gay». E poi abbiamo appena debuttato con lo spettacolo A un passo dal sogno dove la questione gay viene affrontata in maniera molto naturale.
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Cos'hanno detto:

Scandalo! (Solo) un gay ad "Amici"! Zanforlin: "Non parliamone più".

Gli Amici di Maria sempre peggio. Cacciato Marco Carta e Sebastiano messo in sfida d'ufficio.

Amici: Outing di Sebastiano? Due opinioni.

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Scandalo! (Solo) un gay ad "Amici"! Zanforlin: "Non parliamone più".

(Fate) Ieri in diretta su SkyVivo, una delle ragazze di "Amici" (o meglio "Nemici" , come dovrebbe chiamarsi realmente questo programma che scatena le chiacchiere e le bastardate peggiori tra i concorrenti), sobillata dalla prof. di recitazione Fioretta Mari, durante una prova in aula urla ad un ragazzo suo compagno di studi le seguenti parole: "Perché amiamo la stessa persona?" Panico in studio. La prof. Mari (dopo aver chiesto cosa fare al collega a fianco (non chiedetemi chi è, non sono un seguace di "Amici"; forse è uno degli autori) dall'elegante postura (vedi video)) cambia subito esercizio e sostituisce i due ragazzi. Alla di lui richiesta di uscire dall'aula lei da vera signora risponde urlando: "NO! Tu rimani qui! E TIRA FUORI LE PALLE!" Dopodiché le telecamere inquadrano tutto da lontano, si capisce solo che piangono tutti e che i prof e gli autori non sanno che pesci prendere. SkyVivo oscura un po' tutta la vicenda fino a quando i due ragazzi cercano di chiarirsi a mozzichi e bocconi, in un discorso in cui poco si capisce tranne che lui sta cercando in qualche modo (ma nenache così convinto) di allontanare i sospetti di omosessualità su di lui. Ora chiarendo subito che per il giovane ragazzo non dev'essere una situazione facile, probabile che neanche l'abbia detto ai suoi, e che dunque mi dispiace per lui, voglio però fare alcune osservazioni:
1) se uno è gay e va ad un reality e neanche maschera tanto le sue preferenze, dovrebbe essere consapevole (e dunque accettare il rischio) che la sua omosessualità potrebbe uscire fuori;
2) la prof. Mari e gli autori sono degli inetti. In una situazione del genere, la cosa da fare non è nè entrare nel panico, nè mettere tutto a tacere, ma cercare di fare apparire tutto nella sua normalità. Invece no. Prima la prof urla di tirare fuori le palle (si sa, i gay sono atesticolati), poi è tutto un sussurri senza grida e un correre di qua e di là. E' ovvio, mi si risponde, è tv e dunque gli autori tentano di fare il "caso" facendo finta di fare l'opposto. Se non addirittura, mi si dice, è tutto programmato, come da copione. Sia come sia, lì dentro trovarne uno etero è difficile (forse un cameraman); tra questi il più famoso è Luca Zanforlin che su GayTv era un conduttore "militante" e che adesso in questa situazione invece se ne esce con un "non parliamone più". Ma come? Insiste anche lui sulla concezione dell'omosessualità come onta, come cosa da fare in privato, ma guai a parlarne in giro! Capisco che tutto ciò è fatto anche per proteggere il ragazzino, ma insomma non si poteva fare discorsi tranquilli, della serie "Ok, non ha importanza chi ama chi, i sentimenti sono sentimenti, sono questioni private, parlatene tra di voi, ecc..." senza tutto questo molto rumore per nulla??? Non era meglio cogliere la palla al balzo e cercare di mostrare un volto diverso, sciogliere un tabù, parlarne senza drammi? Comunque per i più curiosi qui trovate i video delle varie fasi: http://www.youtube.com/watch?v=JKEIAR1fyPA (dramma) http://www.youtube.com/watch?v=-cSkSnIaYV0 (panico) http://www.youtube.com/watch?v=QRx7KYj634c (chiarimento1) http://www.youtube.com/watch?v=lFO618-oAss (chiarimento2)

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martedì 27 novembre 2007

Amici: Outing di Sebastiano? Due opinioni.

(Amici) Durante una lezione di recitazione di questa mattina, è andato in onda su Sky Vivo il presunto "outing" di Sebastiano. Fioretta Mari ha ripetuto insistentemente a Cassandra di cercare di smuovere Sebastiano (paragonato da parte della ragazza ad un palo), spiegando il motivo della sua affermazione precedente, ovvero che si sentiva ferita da lui. E a questo punto Cassandra gli ha urlato: "Perchè amiamo la stessa persona?!". Tutta l'aula in silenzio. Sebastiano, visibilmente scosso, chiede alla Mari di poter uscire, permesso che tuttavia gli viene negato. Tra le coppie che stanno nascendo in questa edizione di Amici, Sebastiano e Cassandra sono proprio i protagonisti a causa delle loro simpatie nei confronti rispettivamente di Maria Luigia e Francesco.
Evidentemente uno dei due stava "recitando una parte" e, da quello che è successo oggi, sembra che si tratti del ragazzo.

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Amici/ Il triangolo gayo.


(River-blog) Outing in diretta, stamattina, ad Amici: Sebastiano Formica ama la stessa persona che ama Cassandra (video 1). E’ lei ad urlarlo, letteralmente, durante una prova di recitazione con Fioretta Mari. “Amiamo la stessa persona“, ha sbottato Cassandra. Lui chiede di uscire, Fioretta gli dice di mettersi seduto: “Oppure tira fuori le palle”. Chi è l’oggetto di questo amore bisex? Il bel Francesco Mariottini.

La reazione degli autori/regia è stata ridicola. Immagini di repertorio, audio abbassato, confusione voluta, per nascondere quella “confessione”. Persino uno Zanforlin che chiede di non parlarne più. Patetico.

Aggiornamento/ Cassandra alla fine si confida con la Mari e con Patrick, sull’outing. Un po’ si è pentita. E Mari: “Se lo hai detto, vuol dire che doveva succedere. Certo, è successo nel luogo meno adatto“. Ne consegue un chiarimento, abbastanza imbarazzoso, tra Sebastiano e Cassandra.

Alcuni passi salienti del chiarimento (i video 2 e3).

Sebastiano: “E’ vero, io gli sto vicino, tanto. Ma questo non vuol dire niente. Insomma, la cosa non è possibile“. (allude ad una “presunta” eterosessualità di Mariottini). E ancora: “Se avessi saputo che la cosa ti dava fastidio, mi sarei tirato indietro“. E Cassandra: “L’errore non è solo mio, ma anche suo. E poi mi chiede pure: ‘che hai?’ E’ ovvio che se lui continua a fare cosi’, io continuo coi miei film” (riferimento a Mariottini). Ora Cassandra vuole chiarire con l’oggetto del suo amore: “Ci devo parlare. Perché chi prova le cose per lui sono io. So che mi vuole bene, ma non nel mondo in cui gliene voglio io“.
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Video 1

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Video 2

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Video 3

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venerdì 23 novembre 2007

La verità sull’orientamento sessuale di Tom Cruise.

Ve ne avevamo accennato un pao di giorni fa sulle nuove voci inerenti l'orientamento sessuale, reale o presunto di Tom Cruise. Sembra pazzesco ma al giorno d’oggi può succedere di tutto, quindi non dovrei essere così stupita nel leggere che una rivista ha assunto un investigatore privato per scoprire finalmente la verità riguardo a uno dei rumor più longevi della storia del gossip.

La voce in questione è quella sull’orientamento sessuale di Tom Cruise, sul quale da molti anni a questa parte esistono miriadi di insinuazioni riguardanti la sua presunta omosessualità, nonostante le belle donne con cui è sempre stato legato ufficialmente.
In Touch ha deciso di porre la parola “fine” a tutte queste speculazioni, con l’aiuto dell’investigatore professionista Paul Barresi , (ex attore e regista porno) che, dopo aver concluso le sue ricerche, rivela: “Tutto ciò che ho scoperto e tutto ciò che so fa pensare che Tom sia al 100% eterosessuale”. Ma c'è da fidarsi di uno come Barresi? Staremo a vedere.

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giovedì 8 novembre 2007

Grillini fa scuola: Carrara, dichiarazione televisiva con outing gratuito. Caccia al gay velato.

Carrara, Bandoni la spara grossa: "Almeno due gay in consiglio" E già ieri mattina il chiacchiericcio, le allusioni, i sorrisetti hanno invaso non solo il Palazzo ma anche mezza città e anche oltre.

(La Nazione) Stavolta Alessandro Bandoni l’ha sparata davvero grossa: il giovane presidente dell’associazione che porta il suo nome, e che agisce a tutela delle minoranze sessuali, ha scatenato un putiferio affermando prima che «tra i politici carraresi ci sono diversi omosessuali non dichiarati, ne ho la certezza», e dopo — rincarando la dose — sostenendo che «un paio sono anche in consiglio comunale». Naturalmente è cominciata subito la «caccia», inopportuna e discriminante quanto si vuole ma tant’è... Del resto, non si può non registrarla. E già ieri mattina il chiacchiericcio, le allusioni, i sorrisetti hanno invaso non solo il Palazzo ma anche mezza città e anche oltre. Infatti, non è che Bandoni (23 anni, cuoco di professione molto quotato, gay dichiarato da quando ne aveva 19, candidato alle recenti amministrative con l’Ulivo per un seggio alla Circoscrizione 5 e risultato il primo dei non eletti per 5 voti, pur avendo raccolto ben 122 preferenze), non è che Bandoni — dicevamo — si è lasciato andare durante un caffè al bar con un paio di amici. Anzi: ha ha parlato in televisione, su Teleriviera, nel corso de «La Pulce nell’Orecchio», che ha un pubblico di migliaia di persone da La Spezia a Pisa, e poi ha ripreso l’argomento durante il «dopo Pulce», da Ciccio, davanti a una ventina di persone intervenute per proseguire il dibattito che in tv si era sviluppato sull’omosessualità. Tutto è nato a seguito dell’ormai consueta e temuta telefonata a sorpresa che, nel corso della fortunata trasmissione, il conduttore Massimo Binelli a un certo punto tenta di fare a un personaggio noto, in base all’argomento trattato.

E l'altra sera, prendendo spunto da un racconto tratto dal libro «Al largo di strane convinzioni», scritto dalla viareggina Elena Torre, ospite in studio, la discussione è scivolata sulla campagna antidiscriminazioni della Toscana, il cui manifesto del neonato con il braccialetto che riporta la scritta «homosexual» ha fatto molto discutere.

Bandoni, raggiunto mentre era in cucina tra i fornelli del noto ristorante marinello in cui lavora, «intento a preparare un filetto al pepe verde», oltre che nel gustoso piatto il pepe l’ha messo anche nella discussione. Prima ha dichiarato di approvare il messaggio: «L’orientamento omosessuale non è una scelta», che correda l’immagine del neonato, «perché – ha precisato – non si può scegliere di non essere omosessuali, si nasce omosessuali, come lo sono nato io». Poi, incalzato da alcune domande del conduttore, ha spiegato che «chi non ha il coraggio di accettare la propria inclinazione sessuale vive come un represso, e di gay repressi – sono sue parole – nella nostra città ce ne sono tanti, anche nel mondo della politica». E la «tirata» non sarebbe finita lì...

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venerdì 26 ottobre 2007

Un capitolo sui gay nel giornalismo e nella moda nel libro di Toby Young.

(Queerblog) E’ uscito a settembre il corrispettivo al maschile de Il diavolo veste Prada. L’autore di questo nuovo libro che racconta i retroscena delle più grandi riviste americane è Toby Young, ex redattore di Vanity Fair.

In questo romanzo, dal titolo appunto “Un alieno a Vanity Fair” vengono descritti, con nomi e cognomi (e non tramite nomi di fantasia come ha fatto Lauren Weisberger chiamando il suo ex capo, Anna Wintour, Miranda Pristley), le più importanti figure del giornalismo
patinato e modaiolo (tra cui Candace Bushnell, l’autrice della rubrica “Sex&the city”), oltre che fatti noti e meno noti degli anni 90. In questa specie di “sputtanamento” e svilimento di tutto il mondo che ruota intorno alle riviste Condé Nast, abbiamo trovato un capitolo dal titolo “Non sufficientemente gay”. Abbiamo pensato di condividerlo con voi.

In questo capitolo l’ex redattore di Vanity racconta di quella volta che andò ad intervistare l’attore comico Nathan Lane. La prima domanda che pensò di fargli era come mai non avesse mai dichiarato di essere gay. L’attore a questa domanda chiese al giornalista di andarsene e non ha voluto più proseguire l’intervista. Tornando in redazione il direttore di Vanity Fair, il celebre Graydon Carter, gli disse: “Non puoi chiedere a un divo di Hollywood se è gay o ebreo. Dai per scontato che lo sia d’accordo?“. Da questo episodio l’autore del libro inizia un dettagliato resoconto sull’influenza dei gay all’interno di Vanity Fair e anche del numero di gay velati di cui è popolato anche il mondo del giornalismo e della moda (tanto per tornare ai discorsi che facevamo qualche giorno fa). Ecco un abstract:

Vanity Fair e l’ambiente che lo circonda sono popolati da un gran numero di omosessuali, ma sono curiosamente pochi quelli dichiarati. Per la maggior parte di loro è una cosa di cui non si discute e basta, almeno non in presenza di eterosessuali. In qualità di Mafia di Velluto di Hollywood preferiscono conservarlo come un segreto di Pulcinella. Si può star certi che nessun divo gay sarà mai svelato su una rivista Condé Nast. Il personale della Condé Nast dal 1959 non è molto cambiato. L’unico cambiamento significativo degli ultimi 40 anni è l’ascesa degli omosessuali. I direttori sono di norma eterosessuali ma i reparti grafici, fotografici e della moda sono roccaforti gay. E’ soprattutto attraverso le testate della Condé Nast che gli omosessuali esercitano un potere culturale che va oltre la loro consistenza numerica. In larga misura sono loro a stabilire ciò che si ritiene di buon gusto nell’America contemporanea. Uno dei segreti della Condé Nast è la quantità di gay che leggono GQ. Temono che se si venisse a sapere allontanerebbe i lettori etero. Una ricerca su Glamour del 1992 dimostrò che il 18% dei lettori era gay o bisex.

Cose che si sanno e cose che è bene sapere. Cose di cui si è già parlato molto e interessanti pettegolezzi di corridoio. Uno spaccato di una realtà che somiglia molto a quella italiana dove ci sembra che le cose vadano nello stesso modo. I gay direzionano mode e tendenze ma è più vantaggioso non pubblicizzarlo troppo. Tutti lo sanno ma è come un dato di fatto da non sottolineare. Voi cosa ne pensate? (N.B. Anche di questo libro verrà presto realizzato un film).

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martedì 23 ottobre 2007

Disturbi dell'identità di genere, conversazione con Angela Candela.

(Maurizio Mottola - Agenzia Radicale) Venerdì 19 ottobre 2007 si è svolto a Napoli all'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici il corso di formazione "I Transessualismi: narrazioni a più voci", promosso dall'Azienda Sanitaria Locale (ASL) Napoli 1 e dall'Università degli Studi di Napoli Federico II: alla psicologa Angela Candela, della segreteria scientifica, abbiamo posto alcune domande.
Prima di tutto perché "i transessualismi"? Perché, come in qualunque espressione psicopatologica, il ventaglio della sofferenza si apre su un continuum di gravità, qualitativa e quantitativa, dinamicamente oscillabile secondo il singolo caso clinico: non si può accorpare la problematica transessuale sotto l'egida di una diagnostica rigida ed univoca; ciascuna persona transessuale ha la sua storia clinica ed esprime, nella sua unicità, la sua interpretazione del sentirsi straniero nel corpo biologico con cui è nato.

Lei dirige presso il Distretto 44 dell'ASL Napoli 1 l'Ambulatorio dedicato ai disturbi dell'identità di genere, che fornisce all'utenza transessuale un servizio di psicodiagnosi e psicoterapia a livello sovradistrettuale e rappresenta un progetto pilota di sanità territoriale -unico nell'Italia Meridionale- ed in rete con l'Istituzione Universitaria. Ce ne vuol parlare ? L'Ambulatorio dedicato alle sofferte identità di genere, da me diretto, è sovradistrettuale, accogliendo, in psicodiagnosi e psicoterapia, tutte le persone transessuali che ne fanno richiesta, prima, durante o dopo la riassegnazione medico-chirurgica di sesso. Naturalmente, essendo psicoterapeuta di formazione psicoanalitica e membro associato della Società Italiana Psicoterapia Psicoanalitica (SIPP), sollecito, sempre e comunque, le persone transessuali ad avviare almeno un percorso di accompagnamento psicologico (se non di psicoterapia), per qualunque scelta di vita intendano intraprendere. La mia attività è in stretto confronto teorico-clinico con l'Unità di Psicologia Clinica e Psicoanalisi Applicata, diretta da Paolo Valerio e con il Dottorato di Ricerca in Studi di Genere, coordinato da Adele Nunziante Cesaro, entrambi docenti presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II".

Nel contesto nel quale viviamo quali sono i fattori culturali e relazionali od altri che incidono maggiormente sui disturbi dell'identità di genere e quali strumenti di intervento si hanno a disposizione ? Le sofferenze psicologiche, più o meno gravi, connesse all'identità di genere esistono da sempre, non possono essere considerate neopatologie. Sono nuove soltanto le tecniche medico-chirurgiche che colludono pericolosamente, insieme alla connivenza legale, con l'aspettativa magica di rinascere in un corpo di genere diverso da quello di nascita. Ritengo che le problematiche da sofferta identità di genere abbiano innanzi tutto un'origine intrapsichica, caratterizzata da un deficit di organizzatori psichici interni, consequenziale ad un deficit di rispecchiamento per un holding genitoriale non sufficientemente buono. Il principale obiettivo psicoterapeutico è rappresentato dall'agevolare il riconoscimento e l'accettazione non giudicante dei problemi di identità di genere, nella persona che ne soffre e nel suo ambiente familiare e sociale. Tali obiettivi possono essere ottenuti attraverso interventi psicodiagnostici e psicoterapeutici precoci, anche in età evolutiva, con interventi personalizzati per ciascun singolo problema. Anche gli interventi educazionali nelle scuole, su alunni ed insegnanti, possono rivelarsi utili per promuovere culturalmente nella società l'accettazione non giudicante per qualunque forma di sviluppo atipico dell'identità di genere.

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sabato 20 ottobre 2007

Harry Potter e l'amico gay.

L'autrice di Harry Potter, Joanne Kathleen Rowling, a New York, nel corso di un incontro con i suoi fans ha rivelato che il personaggio di Albus Dumbledore è gay. Nel pubblico l'annuncio ha procurato un certo shock ma anche un grande applauso.

L'autrice più importante dei tempi moderni ha parlato dei suoi sette libri che formano appunto la vicenda del maghetto Harry Potter soffermandosi in modo particolare sull'argomento della tolleranza.

Dumbledore è un personaggio significativamente importante nella storia e combatte contro Grindelwald una battaglia tra il bene e il male contro quei maghi "difettosi"che ci sono nella storia.

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giovedì 18 ottobre 2007

Platinette ribadisce l'outing di Tiziano Ferro.

(Queerblog) Noi di Queerblog non amiamo, come molti all’interno della comunità glbt, l’outing* (= dichiarare pubblicamente l’omosessualità di qualcuno che invece la tace). Perché possono essere infiniti e diversificati i motivi che spingono un omosessuale a non dichiararsi. E soprattutto le motivazioni sono assai dolorose in primis per la persona che è costretta a nascondersi.

Siamo altrettanto convinti però che il coming out* (= l’autodichiararsi pubblicamemte gay), soprattutto di personaggi pubblici, faccia bene alla società e sia di stimolo e conforto a tutte quelle persone gay che si sentono sole e isolate. Ciò non di meno non apprezziamo artisti che dell’essere omosessuali hanno fatto una bandiera e una forza e poi lo rinnegano in pubblico (un esempio su tutti Renato Zero).

Ma in questa sede parliamo invece di un artista, Tiziano Ferro, che ci piace tanto e che apprezziamo nonostante sia, come si dice in gergo, “un po’ velato”. Diciamo “solo un po’” perché nel tempo, con più sicurezza, successo e indipendenza da manager e produttori, si sta piano piano, a suo modo, aprendo e lasciando andare. In modo elegante, non plateale, ma incisivo, come abbiamo già detto qui. A fargli l’outing questa mattina durante il suo programma su Radio Deejay è stata Platinette che, in vena di gossip, ha detto:

Che Tiziano Ferro sia gay lo sanno tutti. Ma forse non tutti sanno che ha una passione per gli orsi, non nel senso animale del termine…

Non conoscevamo così a fondo i gusti di Tizianone (e chi siano gli orsi i gay lo sanno benissimo) ma dobbiamo ammettere che sì, soprattutto nell’ambiente gay, che Ferro sia gay si sa da tempo. E nonostante non lo dica pubblicamente è uno di quelli che ci piace lo stesso perché sa comunque come farsi voler bene e farci capire le sue motivazioni. Ci auguriamo comunque che magari un giorno Tiziano sia libero di esprimersi liberamente come meglio crede. Intanto apprezziamo la sua musica, come tanti altri suoi fan, etero, omo, teen, adulti etc etc… Tiziano ti vogliamo bene.

*N.B. Una volta per tutte facciamo chiarezza sulla differenza fra i termini coming out e outing che invece continuano ad essere usati a sproposito da tutti i media italiani.

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