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mercoledì 10 settembre 2008

Il Papa a Parigi. Facciamo Breccia aderisce a Remballe ton Pape.

(Facciamo breccia) Remballe ton papeNei giorni 12, 13, 14 Settembre prossimi Joseph Ratzinger sarà per la prima volta in Francia, invitato da Nicolas Sarkozy. La visita si situa indubbiamente nell’ambito del progetto “radici cristiane dell’Europa” rispetto al quale, falliti i primi tentativi effettuati direttamente a livello di Unione Europea, il Vaticano sta proseguendo con la tecnica dell’”accerchiamento”. Le posizioni di Sarkozy, in particolare per quanto riguarda le politiche sociali (o “non-sociali”), si sposano perfettamente con la proposta “etica” del Vaticano di far gestire alla “famiglia” (cioè al lavoro gratuito delle donne) l’attuale crisi economica che si intende risolvere con l’eliminazione di tutti i servizi sociali.Se il tentativo egemonico vaticano ha mire globali (ricordiamo la recente visita di Ratzinger a Sidney) l’Europa è il “vecchio continente” da cui storicamente si è dipanata la colonizzazione cattolica, e dove si rende necessario per Ratzinger essere in posizione di forza. Ancora una volta i soggetti che si ribellano a questa crescente “ingerenza”, che è qualcosa di più della semplice imposizione di una delle tante religioni ma svolge un ruolo di controllo sociale che si va via via delineando con maggior chiarezza, sono proprio i soggetti che in questo nuovo panorama sono i più negati ed oppressi: donne, lesbiche, gay, trans. Ecco allora che se in Italia c’è Facciamo Breccia e No Vat, in Australia è nata la scorsa estate, in occasione della visita ratzinghiana la “No to Pope Coalition (http://www.notopope.com/)”, un coordinamento analogo al nostro che sosteniamo nell’ambito di un reciproco riconoscimento, in Francia nasce per l’occasione “Remballe ton pape!” (http://remballe-ton-pape.over-blog.com/) che lancia un appello per restituirci Ratzinger. Se da un lato ci dispiace che neppure ad Avignone lo vogliano più, dall’altro Facciamo Breccia saluta e appoggia con entusiasmo la manifestazione parigina REMBALLE TON PAPE del 12 settembre. Di seguito l’adesione di Facciamo Breccia a Remballe ton pape.

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domenica 7 settembre 2008

Papa: ai giovani, attenti a false idee e forme di famiglia.

(Ansa) La famiglia, intesa come matrimonio uomo-donna, puo' essere una sola: e' tornato a denunciare il Papa incontrando i giovani a Cagliari. Benedetto XVI ha sottolineato come oggi domini 'una mentalita' diversa', abusando il termine famiglia 'per unioni che famiglia non sono'. Il Papa ha anche avvertito i giovani a guardarsi dagli idoli del 'guadagno e del successo', imposti dalla societa' consumistica evitando l'errore di 'dar valore solo a chi ha fatto fortuna e ha una notorieta''.
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venerdì 22 agosto 2008

Il Papa ricorda vescovo Bressanone morto improvvisamente ma dimentica la pedofilia.

Oggi i funerali. Di recente le vacanze di Benedetto XVI.
(Apcom) La morte improvvisa del vescovo di Bolzano e Bressanone è stata "una perdita dolorosa" per il Papa, che ha incontrato mons. Wilhelm Egger durante le recenti vacanze trascorse proprio a Bressanone.
"Non solo la Diocesi di Bolzano-Bressanone, ma anche l'intera Chiesa ha perso con il Vescovo Wilhelm Egger un Pastore tanto erudito quanto amabile e pio, che instancabilmente ha portato alla gente la Buona Novella di Cristo, a lui affidata in modo particolare nell'Ordinazione sacerdotale ed episcopale", scrive Benedetto XVI in un messaggio inviato in occasione dei funerali del presule, che si sono svolti oggi nel duomo brissinese.
"Anche per me personalmente la morte di Mons. Wilhelm Egger, che mi è stato caro amico e che ancora una settimana fa in occasione del mio congedo da Bressanone ho potuto salutare, significa una perdita dolorosa", ha aggiunto il Papa. Mons. Egger, che era anche segretario speciale del Sinodo che si svolgerà ad ottobre in Vaticano aveva, per il Papa, "un rapporto profondo con la Sacra Scrittura, che ha totalmente pervaso e plasmato la sua vita".
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Il vescovo Egger e i processi per pedofilia contro due preti della sua diocesi.
Il vescovo Egger passerà alla storia anche per aver violentamente attaccato la magistratura in occasione dei processi che hanno visto la condanna di due preti in processi per pedofilia.

Nel procedimento contro don Giorgio Carli (foto a fianco), prete di Bolzano condannato dalla Corte di appello di Trento a 7 anni e 6 mesi per violenze su una bambina dai 9 anni ai 15 anni, il vescovo Egger, durante le indagini si avvalse della facoltà di non rispondere (segreto professionale):

Nel corso del processo aveva testimoniato sulla buona reputazione di don Carli (come se il suo giudizio sulla sua reputazione nel clero lo scagionasse dalle accuse).

Dopo la sentenza il vescovo ha attaccato la magistratura, rea di aver condannato il prete. Un giudizio ribadito lo scorso 30 luglio "Ho detto al papa che don Carli è innocente".

Nel caso di mons Hansjoerg Rigger, decano dei teologi e docente del seminario di Bressanone, condannato a 1 anno e 6 mesi per possesso di materiale pedopornografico, il vescovo ha attaccato la magistratura per non essere stato avvisato delle indagini e perché, secondo il vescovo, il teologo era in buona fede nel detenere immagini pedopornografiche.

Don Rigger (foto a fianco), tra l'altro, non si è mai difeso dalle accuse, essendosi fatto difendere dall'avvocato di ufficio nel processo al Tribunale di Siracusa in cui è stato condannato.

In tutto ciò nemmeno una parola di pietà per le vittime.

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giovedì 21 agosto 2008

The Guardian, sul neofascismo Famiglia Cristiana ispirata da Papa.

Italia: Silvio Berlusconi sotto attacco dopo che il Papa sembra lanciare l’allarme sul ritorno del fascismo.
I ministri sulla difensiva dopo la condanna al razzismo dell’angelus.
Una rivista critica gli attacchi ai Rom ed agli immigrati.

(John Hooper - The Guardian | via Italia dall'estero)) Ieri il governo di Silvio Berlusconi è stato molto occupato nel limitare i danni, dopo che papa Benedetto si era mostrato propenso a condividere come autorità morale i timori riguardanti il pericolo di un ritorno del fascismo in Italia, sotto la guida della politica fortemente orientata a destra del magnate.

Nella sua tradizionale omelia domenicale, il pontefice cattolico ha espresso la preoccupazione nei confronti dei “recenti esempi di razzismo” ed ha ricordato ai cattolici che é loro compito guidare il prossimo nella società lontano da “razzismo, intolleranza ed esclusione [degli altri]“.

In un qualsiasi altro momento le sue osservazioni avrebbero potuto essere considerate come nient’altro che una riaffermazione della dottrina cattolica. Ma sono capitate proprio nel bel mezzo di un furioso dibattito riguardante un editoriale pubblicato dal settimanale cattolico più venduto in Italia, Famiglia Cristiana.

Nell’editoriale di venerdì, dove si condannavano le recenti azioni del governo contro gli immigrati ed i Rom, il settimanale ha detto che bisogna sperare che il fascismo non stia “riemergendo nel nostro paese sotto nuove forme”. La critica è stata accolta come un’offesa dai sostenitori di Berlusconi, molti dei quali sono ferventi cattolici.

Il capogruppo parlamentare al Senato, Maurizio Gasparri, ha annunciato di voler fare causa al sacerdote e direttore resonsabile di Famiglia Cristiana, mentre il sottosegretario alle politiche per la famiglia, Carlo Giovanardi, ha accusato la rivista di “pregiudizio” ideologico.

In uno sforzo per calmare le acque il portavoce del Vaticano ha sottolineato che Famiglia Cristiana non era autorizzata a parlare a nome del papa o della la Conferenza Episcopale Italiana - cosa che il giornale non ha mai preteso di fare, come riporta lo stesso editore. Le osservazioni del Papa sono state interpretate dai critici di Berlusconi come un segnale che indica come il Vaticano non voglia prendere le distanze dalle opinioni di Famiglia Cristiana. Benedetto ha citato nel suo angelus la storia tratta dai vangeli che racconta del’incontro di Gesù con una donna pagana e di come egli superò le sue esitazioni iniziali compiendo un miracolo per sua figlia.

Il Papa ha detto: “Una delle più grandi conquiste dell’umanità è il superamento del razzismo. Purtroppo, però, di esso si registrano in diversi paesi nuove manifestazioni preoccupanti, legate spesso a problemi sociali ed economici, che tuttavia mai possono giustificare il disprezzo e la discriminazione razziale”.

Il sottosegretario alle politiche per la famiglia di Berlusconi, Giovanardi, ha respinto l’idea che le parole di Benedetto fossero dirette al governo. “Il Papa ha una prospettiva globale” ha detto. “Non stava parlando dell’Italia”.

Il direttore di Famiglia Cristiana, don Antonio Sciortino, ha ammesso che il Papa “stava senza dubbio parlando al mondo intero”. Ma ha aggiunto: “E quindi anche all’Italia in cui, mi spiace dirlo, ci sono molti segnali di razzismo che ci turbano e che non si possono nascondere”.

Incalzato dagli alleati della Lega Nord anti-immigrazione, Berlusconi ha ordinato la linea dura contro il crimine e contro coloro che il suo Governo ritiene principalmente responsabili per esso, gli immigrati clandestini. Questo mese il governo di Berlusconi ha inviato le truppe per le strade per combattere una presunta ondata di crimine di cui ritiene responsabili soprattutto gil immigrati clandestini ed i Rom. Le cifre del Ministero degli Interni indicano che più di un terzo degli arresti effettuati dalla polizia lo scorso anno erano di stranieri.

L’immigrazione clandestina è stata resa un reato, ai sindaci sono stati dati nuovi poteri sulla sicurezza e le espulsioni sono state aumentate. In giugno Famiglia Cristiana ha definito “indecente” il programma di governo per rilevare le impronte digitali dei bambini Rom. Finora i rappresentanti della chiesa sono stati molto più schietti del partito di opposizione di centro sinistra nel criticare le politiche del governo.

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martedì 22 luglio 2008

Costretto a difendere i minori dalla sua gente. Ecco i dolori del Papa.

Ratzinger e gli abusi sessuali dei preti australiani: la tecnica delle scuse come politica di governo.
(Brett Neilson* - Il Manifesto) A un certo punto, durante la sua visita per la Giornata mondiale della gioventù, il pontefice ha indossato un berretto della polizia del Nuovo Galles del Sud, lo stato dell'Australia di cui Sydney è la capitale. La foto-op, scattata durante la benedizione da un poliziotto malato in fase terminale, ha rapidamente invaso i media. Secondo i giornali australiani, con questo gesto scherzoso il papa ha dato un suo tocco personale alla cerimonia. Ma per chi non è contento della blindatura della città per la presenza di Ratzinger e dei suoi 250.000 pellegrini, quella foto ha un altro significato.

Pochi giorni prima dell'arrivo del pontifice a Sydney, il tribunale federale dell'Australia aveva bocciato una legge speciale promulgata dal governo del Nuovo Galles del Sud con lo scopo di impedire qualsiasi interruzione della grande festa dei cattolici da parte dei contestatori della biopolitica vaticana. La legge prevedeva un'estensione dei poteri di polizia e multe fino a 5.500 dollari per chi importunasse i pellegrini. Nonostante la bocciatura, il tribunale federale ha sottolineato che le leggi generali contro il turbamento della quiete pubblica rimangono in vigore, facendo riferimento alle misure che sono state decise nel contesto della «guerra al terrore», come in occasione degli scontri anti-musulmani a Cronulla nel sud di Sydney nel 2005 e della visita di George W. Bush durante il vertice Apec nel settembre 2007.

La bizzarria di quel berretto da poliziotto al posto dello zucchetto papale va letto in questo quadro. Un quadro che mostra lo sbiadire della distinzione fra il «potere pastorale» identificato da Foucault come base della governance moderna e il potere poliziesco che suggella le nuove forme della sovranità. Altro che gli scontri medievali fra papa e imperatore: oggi va emergendo un amalgama in cui governance e sovranità diventano due lati della stessa medaglia. Per un verso avanzano processi di depoliticizzazione, decostituzionalizzazione, mediatizzazione. Per l'altro verso, la violenza sovrana aumenta avvalendosi del richiamo ai valori e al culto dell'autorità e con l'aiuto della spettacolarità. Più lo stato moderno cede il suo potere sovrano alla tecnica e all'amministrazione, più si aggrappa a un supplemento teologico che gli fornisce l'ultima giustificazione mentre le altre svaniscono. Detto altrimenti, il papa ha bisogno della polizia e la polizia ha bisogno del papa.

Vale la pena di ricordare che per Foucault l'oggetto del «potere di polizia» era la regolazione del traffico prodotto dalla circolazione di persone, beni e merci. Per la maggioranza degli abitanti di Sydney, il problema della visita del papa non era la sua posizione sull'aborto, la contraccezione, l'omosessualità, la posizione delle donne nella Chiesa, ma il traffico, gli ingorghi e a mobilità ridotta in città. Tantissimi infatti se ne sono andati al mare. Fra quelli che sono rimasti, una minoranza piccola ha dato vita a un collettivo «no-to-pope», una specie di esercito di omosex, trans, queer e altri alieni che ieri, il giorno della grande processione verso la messa all'ippodromo, hanno lanciato preservati gonfiati verso i pellegrini e fatto il controcanto ai loro slogan. Una manifestazione molto politicizzata, che per qualche ora ha conteso i titoli dei giornali alle scuse di Ratzinger alle vittime degli abusi sessuali dei preti australiani.

Significativamente, il papa ha molto insistito sul fatto che come pastore di queste vittime ne condivide il dolore e la sofferenza. Anche qui però si vede l'intreccio fra il pastore e il poliziotto. Negli anni '90, la tecnica delle scuse come tecnica di governo ha avuto i suoi pionieri fra i leader dei paesi più potenti e liberisti del mondo. Nel '97, Clinton si scusò con le vittime dell'esperimento di Tuskegee e Blair per la grande fame di patate dell'800 in Irlanda; e all'inizio di quest'anno il premier australiano Kevin Rudd - per questo molto elogiato ora da Ratzinger - si è scusato (finalmente, dopo il silenzio di Howard) per la sottrazione dei bimbi indigeni alle loro famiglie. Le scuse di Ratzinger sono un'eco ritardata di queste voci precedenti, il gesto del nuovo leader che enuncia quello che il vecchio leader non poteva dire.

Ovviamente questi gesti di contrizione pubblica sono importanti perché cambiano la percezione del significato di eventi passati e il modo in cui se ne può pubblicamente parlare. Tuttavia, le scuse restano pur sempre un gesto del sovrano. La pubblica richiesta di perdono per l'imperdonabile non comporta mai una perdita di potere per chi lo detiene; anzi lo rinforza e ne giustifica la continuità. Le scuse di Ratzinger non diminuiranno né correggeranno il potere della chiesa che ha protetto per decenni i preti pedofili, come le scuse di Rudd non hanno diminuito il potere sovrano dello stato australiano e la finzione legale della terra nullius che l'ha sostenuto fin dal primo atto della colonizzazione inglese nel '700.

C'è chi vede nella scelta di Sydney per la giornata mondiale della gioventù un tentativo di rovesciare le sorti alquanto misere della chiesa cattolica in un paese molto laico e culturalmente diversificato. Senza dubbio uno degli aspetti rilevanti di questa giornata mondiale della gioventù sono stati i tanti eventi inter-religiosi in cui i giovani cattolici hanno incontrato musulmani, hindu, ebrei, buddisti, ecc. Anche qui però è importante tenere presente la complessità del rapporto fra potere sacro e potere secolare.

Il multiculturalismo australiano - che, non va dimenticato, è una politica ufficiale promossa dal governo - fornisce l'antidoto perfetto allo scandalo delle parole sui musulmani pronunciate da Ratzinger a Ratisbona nel 2006. D'altra parte è probabile che lo stato australiano, secolare e multiculturale, abbia bisogno del mistero spettacolare offerto dalla visita del papa come la chiesa ha bisogno di questa visita in un paese che gode fama di esser tollerante per migliorare la sua posizione a livello globale. Del resto, la tolleranza multiculturale comporta sempre una frattura di potere fra quelli che tollerano e i tollerati, esattamente come le scuse sono una tecnica di governance che mantiene la frattura di potere fra vittime e persecutori. Anche l'ateismo laico e tollerante occidentale è marcato da una storia inseparabile dal contesto dell'eredità monoteistica.

(*Università di West Sydney)
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Scuse papali
«Provo vergogna per gli abusi sessuali sui minori da parte di alcuni sacerdoti o religiosi in Australia» Lo ha detto papa Benedetti XVI parlando ieri nella cattedrale di Sidney durante la messa con i vescovi (in occasione della giornata mondiale della gioventù) intervendendo sulle violenze contro minori commessi da appartenenti al clero cattolico in diverse nazioni del mondo, compresa l'Australia dove lo scandalo ha suscitato proteste e accusa contro la Chiesa da parte dell'opinione pubblica.

Non bastano
Le parole di rincrescimento espresse da Benedetto XVI non hanno però soddisfano neanche un po' i gruppi di sostegno delle vittime dei preti pedofili: «Il papa - hanno detto gli operatorid el gruppo di supporto Broken Rites - deve chiedere scusa di persona alle vittime, le quali avrebbero dovuto essere inviatate alla messa, e senza la loro presenza le scuse restano senza significato». Per Anthony e Christine Foster, le cui due figlie furono ripetutamente stuprate da un prete da bambine, e una delle quali si è poi suicidata - tutte le arcidiocesi dovrebbero offrire sostegno pratico e illimitato alle vittime e smettere di bloccare le azioni legali».
Preservativi Gay
Poco prima della messa papale nella cattedrale di Sidney, centinaia di esponenti del movimento «No To Pope Coalition, hanno manifestato a esponendo magliette con scritte contro Ratzinger lanciando anche preservativi contro i pellegrini che stavano raggiungendo l'ippodromo di Randwick, dove Ratzinger ha poi officiato la veglia di preghiera con i giovani. Un pellegrino è stato arrestato per aver aggredito uno dei manifestanti.

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venerdì 18 luglio 2008

Sydney. Il papa non si scusa con le vittime di abusi da parte di preti pedofili.

(Uaar) Chris MacIsaac, portavoce di un gruppo di sostegno a persone abusate da sacerdoti cattolici, ha oggi esplicitamente accusato il papa di non essersi scusato in maniera significativa con le vittime.
Sull’argomento, il clima ha iniziato a surriscaldarsi martedì, quando ad ABC TV sono intervenuti i genitori di due ragazze ripetutamente violentate da un prete negli anni ‘90: una di esse è poi finita nel tunnel dell’alcolismo, mentre l’altra si è suicidata all’inizio di quest’anno. La coppia ha dichiarato di aver inutilmente chiesto di essere ricevuti dal papa e dall’arcivescovo di Sydney. Il vescovo Anthony Fisher, coordinatore della GMG, commentando la vicenda ha affermato che l’attenzione dei mass media sui casi di pedofilia ecclesiastica sarebbe diretta “a sminuire l’importanza del raduno” in corso in Australia. Il padre ha ribattuto che le parole del vescovo Fisher “attestano una completa mancanza di comprensione verso le vittime”.

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Papa: sesso permissivo è falsa divinità, porta la morte.

Apcom) L'"approccio permissivo alla sessualità" che "molte voci nella nostra società sostengono" significa "adorare una falsa divinità" che "invece di portare la vita, porta la morte": dura condanna di Papa Benedetto XVI a quelli che definisce "falsi 'dèi". Nel discorso rivolto a un gruppo di giovani disadattati nella comunità di recupero dell'Università di Notre Dame, a Sydney, il Papa sottolinea come sia "facile essere ingannati dalle molte voci che nella nostra società sostengono un approccio permissivo alla sessualità".
"L'amore autentico è certamente qualcosa di buono", sottolinea il Pontefice. "Ma quanto facilmente l'amore può essere trasformato in una falsa divinità! La gente sovente pensa di amare quando in realtà tende a possedere l'altro o a manipolare l'altro. La gente a volte - prosegue - tratta gli altri come oggetti per soddisfare i suoi propri bisogni piuttosto che come persone da apprezzare e amare. Quanto è facile essere ingannati dalle molte voci che nella nostra società sostengono un approccio permissivo alla sessualità, senza prestare riguardo alla modestia, al rispetto di sé e ai valori morali che conferiscono qualità alle relazioni umane! Questo è adorare una falsa divinità. Invece di portare la vita, porta la morte", conclude Benedetto XVI.

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mercoledì 16 luglio 2008

The Indipendent. Il Papa in aiuto del vescovo anglicano Williams per scongiurare lo scisma.

Benedetto XVI ha inviato tre cardinali alla Conferenza di Lambeth.
(Apcom) Papa Benedetto XVI corre in aiuto dell'Arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, per scongiurare lo scisma della comunità anglicana. Così titola oggi in prima pagina il quotidiano britannico Independent, nel giorno in cui a Canterbury si apre la Conferenza di Lambeth, l'incontro decennale che riunisce gli 800 vescovi anglicani.

L'evento - che prende il nome dal castello di Lambeth, un tempo quartier generale della Chiesa inglese creata da re Enrico VIII, ormai presente in tutto il globo col nome di Comunione anglicana - si svolge a pochi giorni dal primo 'sì' ufficiale all'ordinazione episcopale delle donne, e dopo una recente riunione di vescovi conservatori che hanno prospettato uno scisma come reazione alle posizioni troppo progressiste dell'insieme delle chiese anglicane.

Per evitare che la minaccia si concretizzi, scrive oggi l'Independent, il Papa ha inviato tre cardinali a Canterbury, tra cui uno dei suoi più stretti collaboratori, ha preso pubblicamente posizione contro un eventuale scisma e ha sostenuto dietro le quinte tutte le iniziative dell'Arcivescovo Williams volte a preservare l'unità della Chiesa anglicana. I tre cardinali sono Ivan Dias, capo della Congregazione vaticana per l'evangelizzazione dei popoli; Walter Kasper, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani, definito "l'uomo chiave" per rafforzare i rapporti tra le due Chiese, e Cormac Murphy O'Connor, capo della Chiesa cattolica in Inghilterra e Galles, che nei giorni scorsi si era recato a Sidney, dove il Papa presiede la Giornata mondiale della gioventù.

Proprio durante il viaggio verso l'Australia, il Pontefice è intervenuto sulla vicenda. "Non possiamo e non dobbiamo intervenire nelle loro discussioni, rispettiamo la loro propria responsabilità e il nostro desiderio è che possano essere evitati scismi o nuove fratture e che si trovi una soluzione nella responsabilità davanti al nostro tempo, ma anche nella fedeltà al Vangelo".

Sono due i motivi dell'intervento del Papa, secondo le fonti dell'Independent: innanzitutto la posizione assunta dalla gerarchia cattolica, secondo cui è nell'interesse della Chiesa anglicana rimanere unita; quindi lo stretto rapporto personale che lega Benedetto XVI all'Arcivescovo di Canterbury. "Vanno d'accordo, sono entrambi teologi", ha detto una fonte.

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lunedì 14 luglio 2008

Sidney: Giallo sull’irruzione nella residenza del Papa.

Ratzinger

(Panorama) Riposo obbligato e blindato per il Papa a Sidney in una residenza dell’Opus Dei. Ma scoppia il giallo su un tentativo di irruzione che sarebbe stato sventato dalla polizia. E si sparge la voce che Benedetto XVI avrebbe intenzione di ricevere le vittime dei sacerdoti pedofili australiani. Appena giunto in Australia, per la Giornata mondiale della gioventù, il Papa si è trasferito a Kenthurst, a 40 chilometri da Sidney (circa un’ora di macchina), con il panorama delle suggestive Montagne Blu, dove si trova il Kenthurst Study Center, la residenza dell’Opus Dei, costruita con le caratteristiche di una casa di campagna, circondata da 10 ettari di terreno, più un campo da tennis, una piscina e una cappella privata dedicata alla Nostra Signora della Famiglia.

Il Papa (81 anni) si riposerà tre giorni per recuperare la fatica del viaggio e le otto ore di differenza di fuso orario. Accanto a lui ci sono solo i suoi due segretari e il personale della casa (in tutto dodici persone). Il seguito papale, compreso il Segretario di Stato, Tarcisio Bertone, è alloggiato invece in un hotel in centro. Il Papa ha iniziato la giornata con una Messa in privato nella cappella, alla presenza del personale della residenza. Dopo colazione ha passeggiato nel giardino, quindi si è ritirato nello studio per rivedere gli undici discorsi che pronuncerà nei prossimi giorni. Alle tredici sono arrivati il cardinale George Pell, arcivescovo di Sidney e monsignor Anthony Fisher, vescovo coordinatore della Gmg, che hanno pranzato con il pontefice per aggiornarlo sui preparativi e i partecipanti alla Giornata. Dopo pranzo la consueta passeggiata con i segretari per la recita del rosario. Successivamente il pontefice è tornato a lavorare nello studio. Alle 17 ha assistito ad un concerto organizzato per lui nella villa, con musiche di Schumann, Mozart e Schubert, suonato da sette componenti del Sydney Symphony Fellows. Nella residenza è rimasto il pianoforte a coda utilizzato per il concerto, qualora il pontefice volesse suonare come fa nel tempo libero in Vaticano. Alle 19 Ratzinger ha cenato ed è andato a dormire.

Il portavoce del papa, padre Federico Lombardi ha tenuto a sottolineare che “il Papa si riposa e la sua salute è molto buona”. Resterà tra i boschi delle Montagne Blu fino al 16 luglio, quando si trasferirà nell’arcivescovado di Sidney per partecipare alle celebrazioni della Giornata mondiale della Gioventù. Nel frattempo è scoppiato un giallo: un poliziotto dell’Unità di Operazione Tattica, di guardia alla residenza del pontefice, la scorsa notte è stato ricoverato al Westmead Hospital di Sidney con un dito fratturato, tagli ed escoriazioni sul braccio. Ha dichiarato di essersi ferito con uno “strumento del suo equipaggiamento personale”. Ma non tutti sono convinti di questa versione dei fatti: c’è chi ipotizza che vi sia stato un tentativo di irruzione nella residenza del Papa sventato dalla Polizia. Un’ipotesi che il portavoce del Papa ha smentito. Nei giorni scorsi c’erano già state proteste in piazza della “No Pope Coalition” e il governo dello Stato di New South Wales ha promulgato una legge che punisce con l’arresto chi protesta in piazza contro il pontefice. In Australia molti attendono infine un importante gesto di riconciliazione da parte del pontefice, poiché si sono verificati diversi casi di minori abusati da sacerdoti. La Chiesa australiana sta correndo ai ripari ma nei prossimi giorni si parla di un possibile incontro tra il Papa e le vittime, come è avvenuto anche negli Stati Uniti quale gesto di riconciliazione.
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domenica 13 luglio 2008

Australia e preti pedofili. Per associazione 'Broken Rites' le parole del Papa non bastano.

"Le vittime di abusi sessuali da parte della Chiesa vogliono azioni, non solo parole". L'associazione 'Broken Rites', che tutela le vittime di preti pedofili in Australia, non si ritiene soddisfatta per le parole espresse da Benedetto XVI sulla questione. Ieri il pontefice, nel corso di una conferenza stampa sull'aereo che lo portava in Australia, aveva dichiarato che "essere prete e' incompatibile con gli abusi sessuali". L'associazione risponde: "Il Papa deve scusarsi per le coperture perpetrate dai vescovi australiani".

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sabato 12 luglio 2008

Il Papa chiedera' scusa per gli abusi sessuali di cui si sono macchiati i sacerdoti cattolici in Australia.

(Agi) Lo ha annunciato lo stesso benedetto XVI in volo verso Sydney dove partecipera' alla Giornata mondiale della gioventu'. La pedofilia, ha aggiunto il pontefice conversando con i giornalisti, e' "incompatibile" con il sacerdozio. Le dichiarazioni che fara' in Australia, ha anticipato il Papa, saranno simili a quelle che ha gia' fatto negli Stati Uniti in aprile, quando le scuse per gli scandali che sono costati alla Chiesa credibilita' e ingenti risarcimenti furono al centro della sua visita pastorale.

"E' essenziale per la Chiesa rappacificare, prevenire, aiutare e vedere la colpa insita in questo problema" ha detto Benedetto XVI, "deve essere chiaro che il vero sacerdozio non e' compatibile" con gli abusi sessuali "perche' i preti sono al servizio di nostro Signore".

Per il pontefice, e' il nono viaggio internazionale, il piu' lungo mai realizzato finora, perche' la distanza tra Roma e Sidney e' di 16.418 chilometri e il volo durera' 21 ore (ma e' previsto uno scalo a Darwin, per riposare). All'aeroporto Benedetto XVI e' stato salutato -tra gli altri- dal decano del collegio cardinalizio, il cardinale Angelo Sodano, e dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta a nome del governo italiano. Il papa viaggia accompagnato da una delegazione formata dal segretario di Stato vaticano, cardinale Tarciso Bertone, e da vari porporati, oltreche' dal suo medico personale, Renato Buzzonetti; inoltre il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, uomini della sicurezza della Santa sede e oltre 40 persone tra giornalisti, fotografi e cameraman. Subito dopo l'arrivo a Sydney, Benedetto XVI si trasferira' nella residenza dell'Opus Dei chiamata 'Centro Kenthurst'. a circa 40 chilometri dalla citta', dove si riposera' fino a giovedi', il 17, quando comincera' ufficialmente il viaggio: una pausa per riprendersi dal fuso orario in cui potra', oltreche' passeggiare e pregare, anche suonare il piano. A partire da giovedi', poi, la fitta agenda di incontri: prima con le autorita' locali, poi i giovani, ma anche i rappresentanti di altre religioni e un gruppo ristretto di bambini in rappresentanza dei 5 continenti. Ma i momenti piu' importanti della XXIII Giornata Mondiale della Gioventu' saranno venerdi' 18, quando seguira' nella cattedrale di Sydney la 'Via Crucis' preparata da migliaia di giovani; sabato 19 quando si incontrera' con migliaia di bambini e domenica 20, quando officera' la Messa solenne che conclude l'incontro, prima di rientrare a Roma nella notte del 21 luglio. L'Australia e' un Paese fortemente laico dove i cattolici sono una minoranza. L'arcivescovo di Sydney , George Pell ha detto che anche se nel Paese c'e' "meno ostilita'" rispetto agli Stati Uniti, c'e' anche "meno entusiasmo". Oltre a chiedere perdono per gli abusi sessuali commessi da alcuni sacerdoti, papa benedetto XVI dovrebbe anche affrontare il rapporto intessuto negli anni dalla chiesa con gli aborigeni, con cui lo stesso governo australiano sta ancora facendo i conti. A questa Giornata Mondiale della Gioventu' assisteranno, secondo gli organizzatori, 250mila persone, delle quali meta' saranno giovani provenienti da 77 Paesi (25mila in arrivo dagli Stati Uniti, 10mila dall'Italia).

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Papa verso Sydney dichiara; "Essere prete è incompatibile con abusi sessuali".

Appello ai politici, dopo il G8: "Accettino sfida ecologica".
(Il Corriere della Sera) Benedetto XVI vola verso l'Australia a bordo dell'aereo che lo conduce a Sydney. Lì tutto è ormai pronto per dare ufficialmente il via alla 23/ma Giornata Mondiale della Gioventù. E ancora prima di atterrare Ratzinger coglie l'occasione per lanciare un duro monito contro i preti pedofil. «Essere prete - spiega il Pontefice - è incompatibile con gli abusi sessuali, con questo comportamento che contraddice la santità» dichiara Ratzinger rispondendo ai giornalisti che gli domandano se ha intenzione di chiedere scusa per gli abusi sessuali commessi da alcuni sacerdoti in Australia, come ha fatto recentemente negli Stati Uniti. Benedetto XVI non si tira indietro e ricorda che negli Usa è stato «portato a parlare degli abusi per la centralità del tema in America», aggiungendo che «anche in Australia sarà lo stesso».

LA SFIDA ECOLOGICA - Interpellato dai giornalisti sui risultati del recente G8 circa i cambiamenti climatici e l'ecologica, Ratzinger ha anche invitato politici e tecinici a «rispondere alla grande sfida ecologica», essendo all'altezza di tale sfida. Le questioni ambientali, ha detto il Papa, «saranno molto presenti» alla Gmg di Sydney «perché lo Spirito Santo è creazione e c'è una nostra responsabilità nei confronti della Creazione: non ho la pretesa di intervenire su questioni tecniche e politiche, ma la Chiesa deve dare gli impulsi essenziali perché la politica sia capace di rispondere a questa grande sfida» ha detto Ratzinger. «Dobbiamo riscoprire la nostra responsabilità - ha aggiunto - e trovare la capacità etica per uno stile di vita, necessario se vogliamo cambiare e risolvere e trovare soluzioni positive. Dobbiamo risvegliare le coscienze, vedere il grande contesto - ha concluso - ma le risposte le devono trovare la politica e gli specialisti».

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giovedì 10 luglio 2008

Il papa a Sydney. Si protesta indossando una t-shirt con i nomi di 107 preti pedofili.

Nella maglia elenco dei 107 sacerdoti accusati di abusi sessuali.
(Apcom) Le vittime di abusi sessuali da parte di religiosi accoglieranno il Papa che arriva a Sydney la prossima settimana con una t-shirt con cui si condanna lo scandalo dei preti pedofili. La protesta contro la visita del Papa in Australia parte dall'associazione 'Broken Rites Australia', che raccoglie le famiglie e le vittime di abusi sessuali.

La maglietta riprodurrà i nomi dei 107 preti cattolici australiani che sono stati condannati dalla corte per casi di pedofilia e abusi sessuali, raccolti dall'associazione dal 1993, anno della sua istituzione. "Ma la maglietta è così grande da contenere tutti i 107 nomi?", si domanda provocatoriamente l'associazione. Sotto i nomi, la t-shirt riprodurrà la scritta "107 preti condannati per crimini sessuali".

Intanto, a pochi giorni dall'arrivo di Benedetto XVI previsto domenica, lo scandalo dei preti pedofili si abbatte come un ciclone su Sydney. Il cardinale George Pell è stato accusato di aver coperto casi di abusi sessuali, secondo un reportage della tv Abc. In una conferenza stampa, il porporato ha negato di aver coperto alcun caso di pedofilia.

Anthony Jones ha accusato padre Terrence Goodall di aver abusato di lui nel 1982, quando Jones aveva 28 anni ed era coordinatore dell'istruzione religiosa a Sydney. Jones ha riferito le accuse alla chiesa australiana nel 2003 che ha aperto le indagini che hanno dimostrato "comportamenti omosessuali" tra padre Goodall e Jones, secondo quanto riporta la Abc.

Ma l'arcivescovo Pell non ha seguito le raccomandazioni previste durante le indagini e ha persino scritto a Jones dicendogli che non era stato possible provare la denuncia di "tentata violenza sessuale aggravata". Pell ha sottolineato che mentre la sua lettera a Jones è stata "mal scritta", non c'è stata violenza sessuale, perchè "l'atto è stato consensuale".

Il report di Abc riferisce che anche un secondo uomo, non ben identificato, ha denunciato di abusi sessuali padre Goodall. Un'altra lettera di Pell, segnata nello stesso giorno di quella a Jones, ha informato il secondo uomo che le accuse di abusi sessuali non erano sufficienti. "Non ho intenzione di ingannare", ha detto Pell alla conferenza. "La Chiesa ha preso tutte le azioni contro Goodall basate sulle accuse delle due vittime".

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mercoledì 9 luglio 2008

Sydney. Per la visita del papa gay e lesbiche pronti alla contestazione.

Saranno in 15mila a manifestare contro le "idee omofobiche e antiquate" di Benedetto XVI.
(AdnKronos - foto Rizzardi) I gay e le lesbiche australiani sono pronti a contestare la visita del Papa che sara' a Sydney il mese prossimo per le Giornate mondiali della Gioventu' in programma dal 13 al 21 luglio. Stando all'annuncio della 'NoToPope Coalition', saranno in 15mila a manifestare contro le "idee omofobiche e antiquate" di Benedetto XVI, distribuendo preservativi tra i 500 mila fedeli attesi per la messa del Papa.

"Siamo convinti che i giovani cattolici saranno molto interessati a sentire cio' che abbiamo da dire", ha affermato Rachel Evans, portavoce della coalizione che ha gia' chiesto alle autorita' l'autorizzazione a manifestare.

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martedì 8 luglio 2008

Sydney. Cardinale George Pell accusato di coprire la verità su preti pedofili.

(Apcom) Lo scandalo dei preti pedofili si abbatte come un ciclone a Sydney, proprio a pochi giorni dalla visita del Papa in territorio australiano.
Il cardinale George Pell, arcivescovo di Sydney, è alle prese con l'imbarazzante scandalo dei preti pedofili. Pell ha negato di aver coperto casi di abusi sessuali da parte di sacerdoti. Il porporato ha risposto a un report televisivo della Abc in cui si sosteneva che Pell avesse dato informazioni fuorvianti a un uomo che accusava un prete di abusi sessuali più di 25 anni fa.
Anthony Jones ha accusato padre Terrence Goodall di aver abusato di lui nel 1982, quando Jones aveva 28 anni ed era coordinatore dell'istruzione religiosa a Sydney. Jones ha riferito le accuse alla chiesa australiana nel 2003 che ha aperto le indagini che hanno dimostrato "comportamenti omosessuali" tra padre Goodall e Jones, secondo quanto riporta la Abc.
Ma l'arcivescovo Pell non ha seguito le raccomandazioni previste durante le indagini e ha persino scritto a Jones dicendogli che non era stato possible provare la denuncia di "tentata violenza sessuale aggravata". Pell ha sottolineato che mentre la sua lettera a Jones è stata "mal scritta", non c'è stata violenza. La sua conclusione è che l'atto è stato consensuale. "Accetto tutti i documenti, e l'investigazione interna alla chiesa, incluso il comportamento omosessuale, ma l'accusa di violenza è insufficiente".
Il report di Abc riferisce che anche un secondo uomo, non ben identificato, ha denunciato di abusi sessuali padre Goodall. Un'altra lettera di Pell, segnata nello stesso giorno di quella a Jones, ha informato il secondo uomo che le accuse di abusi sessuali non erano sufficienti. "Non ho intenzione di ingannare", ha detto Pell, che ha riferito come la Chiesa abbia preso tutte le azioni contro Goodall basate sulle accuse delle due vittime. Non c'è alcuna copertura. Le accuse contro padre Goodall sono state verificate sia dalla Chiesa che dalla Polizia e padre Goodall è stato rimosso dall'incarico. Le autorità ecclesiastiche - conclude il porporato - hanno cooperato ad ogni stadio".

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lunedì 7 luglio 2008

Il papa a Sydney. Cardinale Pell: "Mi attendo scuse del Papa per abusi sessuali".

Benedetto XVI sarà in Australia dal 15 al 20 luglio.
L'arcivescovo di Sydney, il cardinale George Pell, ha dichiarato oggi di attendersi le scuse di Papa Benedetto XVI per gli abusi sessuali commessi in passato dai sacerdoti, durante la sua partecipazione alla Giornata mondiale della gioventù.
Parlando alla Abc Radio, l'arcivescovo ha sottolineato come il Papa abbia già trattato l'argomento in maniera ineccepibile durante la recente visita negli Stati Uniti, affermando di aspettarsi che lo faccia anche in Australia. Il Papa sarà a Sydney per la Giornata mondiale della gioventù dal 15 al 20 luglio.

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Spagna. La chiesa all'angolo: Zapatero la sfida sui crocifissi e sull'aborto.

Il Psoe: «Un diritto l'interruzione di gravidanza». Laicità al centro del 37esimo Congresso dei socialisti. Che chiedono anche l'abolizione dei funerali religiosi di Stato.

(Elisabetta Rosaspina - Il Corriere della Sera) Arrivano tutte insieme, anche se non proprio inattese, le cattive notizie per il presidente della Conferenza Episcopale spagnola, cardinale Antonio María Rouco Varela: secondo i socialisti, al governo, la Spagna non è ancora abbastanza laica. Ed è anche arrivata ora di rimettere mano alla legge sull'aborto, ormai più che ventenne; mentre si comincia a parlare, seppure sommessamente, di eutanasia. Il 37esimo congresso del Psoe, che conclude oggi tre giorni di lavori a Madrid, traccia le linee di un futuro che non concilierà il sonno dei vescovi più conservatori della Chiesa iberica: via i crocifissi da scuole e uffici pubblici; niente più giuramenti ufficiali sulla Bibbia, niente più funerali di Stato secondo il rito cattolico. Il partito di maggioranza non prevede una tabella di marcia serrata e, dopo molte discussioni e ripensamenti, ha deciso di aggiungere l'avverbio «progressivamente» nel comunicato (non vincolante per il Governo) in cui riassume i suoi propositi di riforma della Legge organica sulla libertà religiosa. Ma «la Chiesa cattolica deve essere cosciente che la Costituzione non le riconosce privilegi », si legge nella nota.

Pur ammettendo che «democrazia e religione non sono incompatibili », i socialisti spagnoli si impegnano a realizzare «la laicità che la Costituzione conferisce allo Stato». E citano i passi già compiuti in questa direzione, più o meno gli stessi che, sei mesi fa, avevano spinto la Conferenza episcopale spagnola a chiedere agli elettori cattolici di non votarli: l'educazione civica nelle scuole, il riconoscimento dei matrimoni omosessuali, lo snellimento delle pratiche per il divorzio, l'impulso alla ricerca biomedica.
La questione più dibattuta è stata quella dei funerali di Stato: se non saranno celebrati secondo il rito cattolico, quale liturgia alternativa può proporre un sistema perfettamente laico e aconfessionale? Nella versione definitiva del testo, la segreteria del Psoe ha preferito sfumare il tenore iniziale considerando piuttosto «indispensabile una legislazione che stabilisca nuovi criteri di collaborazione tra confessioni religiose e amministrazioni pubbliche e assicuri a tutte le confessioni un trattamento uguale». Pur senza ritoccare gli accordi raggiunti nel 1979 tra Stato e Santa Sede, come reclamava invece l'ala oltranzista, rappresentata da Izquierda Socialista.

Ieri il Segretario organizzativo del Psoe, José Blanco, ha aggiunto altre spine nel fianco dei vescovi annunciando che la legge sull'aborto dovrà essere rivista. Proposito confermato dalla numero due del Governo, Maria Teresa Fernández de la Vega, che ha parlato di una «riforma avanguardista in difesa dei diritti delle donne». Una commissione di esperti studierà la situazione in Europa per ispirarsi alle leggi più avanzate, prima di formulare modifiche alla normativa del 1985. Durante la campagna elettorale il Premier e Segretario del partito (riconfermato ieri col 98,53% dei voti), José Luis Rodríguez Zapatero, interrogato sull'argomento, aveva preferito mantenersi vago, sostenendo che non c'era urgenza né necessità di modificare la legge.

Un'altra donna, infine, entra nella direzione del Psoe: Leire Pajín, basca, 32 anni, attuale Segretaria di Stato per la Cooperazione internazionale, è la nuova numero tre del partito.

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mercoledì 2 luglio 2008

Il papa a Sydney in Italia diventa un caso. Papaboys contro il Corriere a causa di un bordello.

E il bordello apre le porte ai "Papa boys".
Nuove ragazze nello staff per soddisfare tutti. Ma i prezzi non sono popolari. Sydney, aumentato l'organico del club «Xclusive» in vista delle Giornate mondiali della gioventù.
(Alessandro Sala - Il Corriere della Sera) Saranno anche dei «Papa boys», ma per la responsabile dell'«Xclusive», un bordello di lusso del quartiere Bondi Junction, a Sydney, sono soprattutto dei «boys», adolescenti e giovani, nel pieno del loro vigore ormonale. E, per questo, potenziali clienti di cui occuparsi in occasione delle Giornate mondiali della gioventù, il tradizionale appuntamento organizzato dalla Chiesa cattolica che quest'anno si svolgerà in terra australiana. Sarà la capitale del Nuovo Galles del Sud ad ospitare, dal 15 al 20 luglio prossimi, la grande kermesse culturale e religiosa, un evento in grado di richiamare centinaia di migliaia di ragazzi e ragazze dai cinque continenti.
LE NUOVE LADIES - Ed è proprio ai maschietti che guarda con interesse Sindy, così si firma la tenancière del club, che nel sito web della propria casa di piacere spiega che sono state inserite nello staff nuove «ladies» per fare fonte alla maggiore richiesta di prestazioni a cui presumibilmente il locale sarà chiamato. «In questo modo - si legge nell'annuncio - i nostri clienti tradizionali non saranno delusi». Nessun rischio, insomma, di lunghe attese o di tutto esaurito, grazie ai «rinforzi» di cui l'Xclusive si è ultimamente dotato. La ricerca di personale, peraltro, è continua. «Cerchiamo ragazze di tutte le nazionalità per completare il nostro organico - si spiega nella sezione "work opportunities" -. Offiramo potenziali guadagni illimitati, ambiente sicuro, una lounge per le ragazze con armadietti e docce, turni flessibili e un training completo». Alle aspiranti operatrici del sesso - a cui è richiesto di essere donne, carine, pulite, vivaci e motivate - viene garantito anche un accesso Internet via Adsl, considerato evidentemente un benefit in questo privé «a sei stelle» caratterizzato da un «management al femminile» e da un «ambiente amichevole».
PIACERI SENZA FRONTIERE - «Siamo aperti da pochi mesi ma ci siamo già conquistati una grande reputazione per la soddisfazione che garantiamo al cliente, per le nostre belle e sexy ragazze e per le nostre fantastiche camere». Che in effetti ricordano molto da vicino quelle dei grandi hotel di lusso, con bagni ricoperti di marmi, televisori maxischermo, letti king-size e altre amenità all'insegna del confort e del lusso. Ed è proprio in questi luoghi di «perdizione» che nelle intenzioni dello staffi di Xclusive dovrebbero confluire molti «Papa boys». «Altri bordelli hanno deciso di non prepararsi a questo evento - dice ancora Sindy -. Devono essere matti. Noi invece siamo così eccitati all'idea che tante persone dall'Australia e dal mondo possano godere dei piaceri che siamo in grado di offrire». Piaceri senza frontiere: «Le nostre ragazze parlano diverse lingue, tra cui inglese, coreano, greco, thailandese, italiano, nepalese e cinese». E presto le loro foto saranno disponibili online così i potenziali clienti potranno anche consultarle in anticipo e, eventualmente, procedere con una prenotazione.
PREZZI NON POPOLARI - Ma forse non saranno probabilmente poi così tanti i giovani cattolici che busseranno alle porte del lussuoso «brothel» di Bondi Junction. Il popolo che partecipa alle giornate della gioventù, principi morali a parte, di solito compie questi pellegrinaggi all'insegna della spartanità, alloggiando presso famiglie che ospitano volontariamente i ragazzi o in campeggi, ostelli o alberghi low cost. Una filosofia decisamente lontana dal tariffario dell'Xclusive dove, tanto per fare un esempio, intrattenersi per tre quarti d'ora in una «standard suite» costa la bellezza di 235 dollari, a cui aggiungere eventuali extra per l'utilizzo di attrezzature erotiche, per l'acquisto di giochi e materiale trasgressivo, per l'utilizzo della spa o del centro massaggi.
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I Papa boys: «Nessuno andrà in quel bordello di Sydney».
«I ragazzi reputano schiave le donne che sono costrette a prostituirsi».
(Il Corriere della Sera) L'associazione «Papa boys» italiana reagisce indignata alla notizia di un bordello che, a Sydney, in Australia, intende aumentare il numero di prostitute in occasione della Giornata mondiale della gioventù che si terrà, in presenza del Papa, questa estate (ndr. vedi sopra). «Non soltanto i ragazzi non andranno in questo bordello a Sydney, ma non vanno nemmeno in altri bordelli, non vanno nemmeno sulle strade della prostituzione, perché reputano quelle ragazze, che sono lì a prostituirsi, schiave», afferma il presidente dei Papa boys Daniele Venturi in un videomessaggio pubblicato sul blog dell'associazione.
ETICA - «Smettete di trattare le donne come schiave e merce di scambio e probabilmente riscoprirete qualche cosa di importante, l'etica, la capacità di fare libera informazione, svincolata da tutti i vostri potentati e poteri economici, politici e tutto ciò che volete aggiungere, e ritrovate la strada dell’etica e della verità», afferma Venturi, che critica chi presenta le prostitute come «merce, merce in vendita, merce di piacere, merce di libero scambio».
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Il papa a Sydney. I papaboys invitano a non comprare più il Corsera.

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martedì 24 giugno 2008

Contro il Papa. Preservativi gratuiti alla Giornata mondiale della gioventù di Sydney.

(Ansa) Ai pellegrini che si raccoglieranno a Sydney per Giornata mondiale della gioventu' del 15-20 luglio, saranno distribuiti preservativi. La No To Pope Coalition, che comprende membri di comunita' atee, gay e ambientaliste, ha annunciato che sfilera' a fianco dei giovani lungo il percorso di pellegrinaggio per protestare contro l'opposizione del Papa alla contraccezione. E intanto gli organizzatori della Gmg assicurano che sono in arrivo 197 mila giovani cattolici.

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lunedì 23 giugno 2008

I Gesuiti di Milano sollecitano il riconoscimento giuridico delle coppie gay.

(Adista) Un’apertura che farà discutere quella di Aggiornamenti Sociali, mensile promosso dai gesuiti dei Centri Studi Sociali di Milano e di Palermo. Sul numero di giugno, infatti, la rivista diretta da p. Bartolomeo Sorge ha pubblicato i risultati di una ricerca condotta dal proprio Gruppo di studio sulla bioetica in merito alla possibilità di riconoscere giuridicamente le unioni omosessuali. Scopo del contributo, tentare di “delineare criteri che consentano (non solo ai credenti) di procedere alle mediazioni politiche e legislative sempre più richieste da un contesto pluralista”, attraverso la riflessione sulla possibilità di “istituire una disciplina giuridica di un legame tra due persone dello stesso sesso, non basandosi specificamente sulla sua connotazione omosessuale, quanto piuttosto sul suo significato per la vita sociale”.

Riconosciuto che le cause che concorrono a determinare un orientamento omosessuale sfuggono alla volontà del soggetto, Carlo Casalone, vicedirettore del mensile, afferma che “il compito dell’etica non sta nell’insistere per modificare questa organizzazione psicosessuale, ma nel favorire per quanto possibile la crescita di relazioni più autentiche nelle condizioni date”. La richiesta di riconoscimento giuridico da parte di coppie omosessuali è elevata: infatti, come sottolinea Giacomo Costa, caporedattore, “in assenza di alternative, il modello matrimoniale, pur compreso in senso limitato come ‘riconoscimento pubblico di una relazione affettiva’, rimane un punto di riferimento giuridico, oltre che simbolico per le convivenze omosessuali perché, alla base della rivendicazione, sta un desiderio di riconoscimento tout court della propria dignità”. Uno degli aspetti vissuti con maggiore difficoltà dagli omosessuali è infatti l’essere “socialmente invisibili”: “La lotta per il riconoscimento dei diritti civili e sociali – continua Costa – costituisce di fatto uno sforzo per entrare con il proprio progetto di vita nel ‘ciclo di vita’ della società nel suo insieme”.

Analizzando le argomentazioni che nella riflessione etico-teologica conducono ad una valutazione morale negativa sulle relazioni omosessuali, Massimo Reichlin, professore di Etica della vita all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, conclude che “è dubbio che tali argomenti giustifichino il rifiuto di qualunque disciplina legislativa delle unioni omosessuali”. “Nella misura in cui non le equipari al matrimonio - continua Reichlin -, ma riconosca alcuni diritti, fondati sulla continuità di una convivenza e di una relazione affettiva, pare difficile sostenere che un simile riconoscimento costituirebbe una svalutazione dell’istituzione matrimoniale o una modificazione radicale dell’organizzazione sociale”. Proprio la continuità e la stabilità della relazione costituiscono, come ricorda Angelo Mattioni, professore di Diritto costituzionale all’Università Cattolica di Milano, “il dato cui la Corte Costituzionale ricollega il necessario riconoscimento di un rapporto che dà fondamento all’esercizio di diritti e all’adempimento di doveri”. La Corte, escludendo l’estensione delle norme che configurano la condizione giuridica della famiglia, di cui all’art. 29 della Costituzione, ad altre forme di convivenza, ha ritenuto loro fondamento costituzionale l’art. 2 che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo che nelle formazioni sociali in cui si svolge la sua personalità. Come rileva Mattioni, “risultano sostanzialmente irrilevanti le caratteristiche dei membri che fanno parte di tale formazione sociale”: infatti, riconoscendo “nella stabilità la fonte di questi diritti e doveri, risulterebbe contrario al principio di uguaglianza escludere da queste garanzie certi tipi di convivenze”. “Non spetta al legislatore - evidenzia Mario Picozzi, professore di Medicina legale all’Università degli Studi dell’Insubria - “indagare in che modo la relazione viene vissuta sotto altro profilo che non sia quello impegnativo dell’assunzione pubblica della cura e della promozione dell’altro e di altri”. “Invaderebbe campi che non le appartengono una scelta politica che volesse stabilire a priori forme accettabili di espressione di quel legame e in base ad esse riconoscere e garantire determinate tutele”. “Il riconoscimento giuridico del legame tra persone delle stesso sesso - continua Picozzi - trova la sua giustificazione in quanto tale relazione sociale concorre alla costruzione del bene comune”. “Prendersi cura dell’altro, stabilmente, è forma di realizzazione del soggetto e al tempo stesso contributo alla vita sociale in termini di solidarietà e condivisione”. In questo quadro, la scelta di riconoscere un siffatto legame, “senza mettere in discussione il valore della famiglia ed evitando così indebite analogie” appare, secondo Picozzi, “giustificabile da parte di un politico cattolico”. Essa rappresenta infatti “un’opzione confacente al bene comune, di promozione di un legame socialmente rilevante, di un punto di equilibrio in un contesto pluralista in cui potersi riconoscere, di risposta praticabile a una esigenza presente nell’attuale contesto storico”.

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