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martedì 26 agosto 2008

Domenico Riso ricordato dal suo sindaco: "La vita privata di chiunque merita rispetto".

Sapevamo tutti che era gay, ma questo non cambiava la nostra stima nei suoi confronti. Gli intitoleremo una via di Isola delle Femmine.

(AdnKronos) Una strada o un premio culturale per ricordare Domenico Riso, lo steward palermitano dell'Air France morto nel disastro aereo del Mid-82 della Spanair a Madrid. Il Comune di Isola delle Femmine, la cittadina che ha dato i natali all'assistente di volo, pensa gia' ad un modo per onorare la memoria del proprio "illustre concittadino".

"Non dimenticheremo mai Domenico -dice il sindaco Gaspare Portobello-. Era una persona eccezionale e un vanto per la nostra comunita'. Ogni volta che ritornava da Parigi ci affascinava con i suoi racconti di viaggio".

"Valutero' -spiega- con il Consiglio comunale quale sia il modo migliore per onorarne il ricordo. Penso all'intitolazione di una strada o ad un premio culturale, anche perche' era una persona molto colta". Intanto arriveranno oggi pomeriggio all'aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo i resti dello steward. La salma sara' portata direttamente nella chiesa di Isola delle Femmine per i funerali che la famiglia vuole in forma privata. "Ci saro' come sindaco, ma soprattutto come amico. L'intero paese si stringera' intorno alla famiglia. Faremo sentire la nostra vicinanza alle sorelle e al padre, che stanno malissimo e che non riescono ancora a darsi pace".

Sulla vita privata di Domenico Riso e sulla sua omosessualita' il primo cittadino puntualizza: "Sapevamo tutti che era gay, ma questo non cambiava la nostra stima nei suoi confronti. Siamo molto dispiaciuti per l'immagine che alcuni giornali hanno dato di Isola delle Femmine, come di un paese chiuso e retrogrado. La realta' -conclude Gaspare Portobello- e' che la vita privata di chiunque merita rispetto e lo merita ancor di piu' in una situazione tragica come questa".

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venerdì 22 agosto 2008

Morto steward italiano con il compagno e il figlio di tre anni.

Domenico Riso stava andando in vacanza. Lavorava all'Air France, viveva a Parigi. L'ultima telefonata al padre: vado via per un po'. Ma la famiglia non sapeva dove. Il giallo dell'identificazione.

(Giusi Fasano ha collaborato Enzo Mignosi - Il Corriere della Sera) Domenico aveva osato sognare una vita accanto al suo amico più amato, Pierrick. Diceva che «solo chi sa sognare può volare» e chi l'ha conosciuto giura che quelle parole non avevano niente a che fare con la sua professione di steward. Anni e anni passati in volo, prima per l'Alitalia, poi per l'Air France. Domenico Riso, cresciuto sotto il sole e davanti al mare della Sicilia, prendeva più aerei che autostrade, vedeva più nuvole che palazzi. È l'unico italiano morto fra le lamiere e le fiamme dell'Md-82, sulla pista di Barajas. Aveva 41 anni e la pretesa di chi è felice: vivere cent'anni assieme alle persone più amate. Pierrick e il suo bambino di tre anni, Ethan: erano loro quelle persone. Erano la sua «famiglia», le sue vacanze, i suoi sogni, i suoi coinquilini nella bella casa di Parigi, «una piccola reggia accogliente e calda » conferma il cugino dello steward, suo omonimo. Pierrick Charilas ed Ethan erano accanto a lui sul volo della catastrofe. Sono morti seduti l'uno vicino all'altro perché martedì pomeriggio Domenico era fra i passeggeri: non era salito su quell'aereo per servizio. Stavolta si partiva per le vacanze, tutti e tre assieme, come al solito, per qualche giorno di riposo sulle spiagge delle Canarie. Domenico aveva ottenuto dalla Spanair una tariffa agevolata, quella riservata ai bambini. Per questo accanto al suo nome, nella lista dei passeggeri, c'era scritto «niño», bambino, e per questo è stato difficile identificarlo. Nessuno fino a ieri mattina aveva chiesto informazioni su quel passeggero dal nome italiano. Non una chiamata di un parente o di un amico allarmato. Sembrava un giallo. All'ambasciata e alla Spanair hanno capito dopo il perché. Domenico era sempre in volo e spesso non chiamava nemmeno casa per dire dove stesse andando. Un volo per lui era come spostarsi in macchina di pochi chilometri. Aveva telefonato al padre Pietro poche ore prima di partire, martedì. Ma erano state soltanto due parole: «Vado in vacanza per un po'», nessun dettaglio sulla destinazione. Così né il vecchio marinaio Pietro né le sorelle di Domenico (Concetta e Marianna) potevano immaginarlo sull'aereo della morte (la madre è scomparsa qualche anno fa). Lo hanno saputo ieri mattina, a casa Riso. E hanno saputo anche di Pierrick ed Ethan, nomi tante volte sentiti dalla voce di lui. Pierrick una volta era campione di aerobica, ha avuto una storia d'amore poco fortunata con la madre di Ethan e poi ha deciso di vivere con il bambino e Domenico nell'appartamento parigino, come fossero una famiglia fra tante, con il bambino da tirare su assieme. Non che la cosa sia sfuggita alle malelingue di Isola delle Femmine, borgo marinaro alle porte di Palermo che «l'uomo dei cieli» (come lo chiamavano gli amici) aveva lasciato nel 1997 per la capitale francese. Due uomini che vivono assieme, si sa, sono fonte di chiacchiere e in paese non sono certo le chiacchiere che mancano. Se poi c'è di mezzo un bambino piccolo, amatissimo da tutti e due e che per Domenico era come un figlio, si può arrivare fino ai pettegolezzi più velenosi. Ma lui, Domenico, ha sempre tirato dritto per la sua strada. Come fece quella volta che decise di mettersi l'orecchino. Pazienza se qualcuno non gradiva. Se qualche parola di troppo lo irritava respingeva la rabbia cantando, lirica soprattutto, una delle sue tante passioni. Non era tipo che non osasse, Domenico. Lui volava. E «solo chi sa sognare può volare». La vittima italiana Domenico Riso, 41enne siciliano, steward dell'Air France morto nell'incidente aereo. Riso si trovava con il compagno e il figlio di lui.
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SPAGNA: DOMANI FAMILIARI VITTIMA ITALIANA RAGGIUNGONO MADRID.
(Adnkronos) Con volo diretto Palermo-Madrid i familiari di Domenico Riso, lo steward morto nel disastro aereo avvenuto ieri in Spagna, raggiungeranno domani la Fiera di Madrid per il riconoscimento del congiunto. E' ancora incerto se andra' anche il padre di Domenico, Pietro Riso, 82 anni, ma andranno sicuramente le due sorelle dell'assistente di volo dipendente dell'Air France che si trovava sull'aereo con un amico Pierrick Charilas e il figlio di quest'ultimo di 3 anni, Ethan. I 3 stavano andando in vacanza alle Canarie.
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La redazione tutta di Notizie gay esprime il suo cordoglio alle famiglie di Domenico Riso, di Pierrick Charilas e del piccolo Ethan, le cui vite sono state stroncato da un tragico incidente.

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lunedì 11 agosto 2008

Ragazzo trovato morto nella piscina del "Pegaso" Catania.

(Agi) La squadra mobile di Catania ha avviato un'indagine sulla morte di un giovane di 29 anni, Luca Bonanno, il cui corpo e' stato trovato cadavere stanotte nella piscina del locale notturno Pegaso. Il giovane, che era in costume da bagno, sarebbe morto per un malore, ma la polizia vuole accertare le circostanze in cui e' avvenuto il decesso e se al giovane sia stato prestato soccorso. Il locale e' frequentato principalmente da omosessuali.

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martedì 5 agosto 2008

No ai profilattici gratis, nata associazione di "scopo".

(Carmelo Vella - Agrigento notizie) Nasce a Ravanusa il comitato pro-preservativo. Dopo quelli più seri che hanno avuto lo scopo di far aprire il museo o quello per la costituzione di associazioni di volontariato, adesso arriva l'associazione di giovani coppie, amanti e fidanzati "prudenti" che sono in rivolta a seguito della decisione dell'Asl agrigentina di tagliare le spese per l'acquisto di profilattici da distribuire attraverso il consultorio locale.

Una situazione che si registra in tutta la provincia ma che a Ravanusa sta avendo particolare risalto appunto per la scelta di un gruppo di cittadini, che generalmente si rivolgono alla struttura sanitaria per avere i preservativi, di costituire un'associazione di "scopo" (termine non affatto improprio) per poter affermare il proprio diritto alla contraccezione come previsto dalla legge 194.

Al consultorio del viale Lauricella, per la verità non sono in molti ad andare per richiedere i profilattici, ma il fatto che adesso l'Asl viene meno ai propri compiti non va giù ad un energico impiegato, sposato con una intraprendente donna avvocato, che rivendica il diritto ad usufruire gratuitamente di un servizio che la legge impone. Certo non è facile per le coppie entrare in farmacia o in una sanitaria per comprare un pacchetto di "condom" che per alcuni giovani potrebbe essere anche proibitivo visto il prezzo di vendita, ma al consultorio – come spiega il portavoce del comitato pro-preservativo – è più facile perché oltre al fatto che il profilattico è gratis c'è anche la discrezione del personale che è tenuto a rispettare la privacy di chi richiede i condom.

Il primo impegno del comitato pro-preservativo sarà quello di chiedere al direttore generale dell'Asl agrigentina, Giuseppe Di Carlo, il ripristino del servizio. Poi i responsabili dell'associazione di "scopo" firmeranno un documento che, in sintonia con quanto sostenuto dall'Arcigay nazionale, rivolgerà un appello a tutte le strutture alberghiere affinché forniscano gratuitamente ai clienti preservativi da utilizzare nei soggiorni presso hotel, campeggi, villaggi turistici.

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mercoledì 30 luglio 2008

Sorpresa, Sgarbi sceglie Salemi: “Mi dimetto da assessore di Milano”.

Vittorio Sgarbi

(Panorama) Salemi non perderà il suo sindaco. Vittorio Sgarbi stupisce ancora, questa volta però, con una scelta di responsabilità. In una lettera al primo cittadino di Milano Letizia Moratti annuncia le “sue” dimissioni da assessore alla Cultura e rinuncia alla vendetta del ritorno nel capoluogo lombardo. Ieri il Tar lombardo aveva dato ragione a Sgarbi nella sua disputa contro il licenziamento in tronco ricevuto dalla Moratti a maggio. E il vulcanico critico d’arte aveva promesso colpi di scena: “Tornerò in giunta venerdì”. Oggi il dietrofront.

Sgarbi rinuncia a Milano e resta in Sicilia, a Salemi dove è stato eletto sindaco un mese fa. Ma, ci tiene a sottolinearlo, a testa alta: “Ho verificato l’incompatibilità fra due alte cariche nello stesso ordine di amministrazione”. “La soddisfazione di essere riabilitato nella funzione di assessore alla Cultura del Comune di Milano, con l’annullamento del provvedimento del sindaco da parte del Tar, e la prospettiva delle importanti iniziative che quel ruolo consente di realizzare, in una città ricca di potenzialità e di entusiasmo” spiega Sgarbi “non può prevalere sulla responsabilità di aver assunto il nuovo impegno di sindaco di Salemi, eletto direttamente dai cittadini che non è in alcun modo consentito deludere anche di fronte all’inatteso e gradito colpo di scena che mi riporta alla situazione di 3 mesi fa”.

Tutti felici e contenti, quindi? Sgarbi ha ottenuto la vittoria di facciata e Letizia Moratti avrà tirato un sospiro di sollievo e potrà chiudere le sessioni estive del consiglio comunale in tranquillità. Ma occhio al critico, imprevedibile, come sempre. Milano gli è rimasta sullo stomaco e lascia intendere che il suo rapporto con la città potrebbe non finire qui: “Scelgo dunque Salemi con assoluta convinzione, ma non rinuncio alla prospettiva di un ritorno a Milano, a pieno regime, non in virtù di una sentenza riparatrice del Tar, ma attraverso libere elezioni” conclude Sgarbi.

“Il ruolo di Presidente della Provincia o di Assessore (le elezioni sono tra un anno, ndr) è perfettamente compatibile, nella diversità delle amministrazioni, con il ruolo di sindaco. Il ritorno, così clamorosamente annunciato in questi giorni, è dunque soltanto riandato. A presto arrivederci”. Chilometri permettendo.

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martedì 29 luglio 2008

Pozzallo. Scommessa vinta per il primo gay day della provincia di Ragusa. Il video.

(Lucia Fava - Tg10) È stato il piccolo comune marinaro di pozzallo a ospitare ieri sera il primo gay day della provincia di ragusa.
L’evento, organizzato dalla sezione locale dell’Arcigay, nasce con una vocazione diversa rispetto ad altre manifestazioni simili: maggiore dialogo e apertura al confronto, infatti, sono state le linee guida del Day, che ha rinunciato quindi, alla tradizionale parata in cui troppo spesso atteggiamenti ostentati mettono in ombra lo sforzo di accettazione cui auspica la comunità gay.
Stand informativi quindi, mostre di pittura e grafica dal tema: "TUTTI I GENERI DELL''''AMORE", uno spettacolo teatrale e un concerto di musica BLUES.
Nonostante la sobrietà dell’evento ragusano non potevano comunque mancare le DRAG QUEENs, che hanno intrattenuto gli spettatori per buona parte della serata.
Ma il gay day è stato anche altro. La manifestazione nasce infatti dalla necessità di portare avanti e condividere tematiche importanti come la laicità delle decisioni pubbliche, lotta all''''omofobia, unioni civili, piena dignità e parità di diritti. Argomenti importanti che necessitano di leggi specifiche che purtroppo in Italia, più che nel resto d’Europa, stentano ancora a prendere terreno anche se non mancano segnali positivi anche a livello nazionale.

Per la prima volta in Italia un’intera città e le sue istituzioni hanno patrocinato e sostenuto un'iniziativa di questo genere promossa dall'Arcigay. Soddisfatto il sindaco di pozzallo, Giuseppe Sulsenti. Presente alla manifestazione il presidente regionale dell’arcigay, Paolo Patanè.
Una scommessa riuscita per l’arcigay ragusano, che a un anno dalla sua nascita conta già più di 1300 iscritti.
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domenica 27 luglio 2008

Pozzallo, un intero paese mobilitato per il gay day.

Tra gli appuntamenti: concerti, seminari, spettacoli teatrali, esibizioni di Drag Queen, rassegna di pittura ed un evento sorpresa.
(AdnKronos) Il 28 luglio 2008 Pozzallo, piccola citta' in riva al mare in provincia di Ragusa, vedra' le strade animarsi di artisti di strada, spettacoli e musica. Giornata colorata, in pieno stile "rainbow" per il primo Gay Day in questa parte di Sicilia dove la "cultura della diversita'" e' ancora lontana.

Lo comunica Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay, che sottolinea: 'Per la prima volta in Italia un intero paese, le sue istituzioni ed associazioni patrocinano e sostengono un'iniziativa di questo genere promossa dall'Arcigay'.

Tra gli appuntamenti: concerti, seminari, spettacoli teatrali, esibizioni di Drag Queen, rassegna di pittura ed un evento sorpresa.

All'iniziativa parteciperanno, il sindaco di Pozzallo, il presidente della Provincia di Ragusa e diversi sindaci della zona, per la gran parte amministratori del centro destra.
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lunedì 14 luglio 2008

Palermo. Sorpresi nudi a far sesso in strada, coppia denunciata.

(Agi) Due congiugi senza casa hanno usato un marciapiedi come alcova e sono stati denunciati dalla polizia per atti osceni. E' accaduto a Palermo, dove la notte scorsa agenti del commissariato "Zisa" sono intervenuti in viale Regione Siciliana dopo numerose telefonate al 113 che segnalavano un uomo e una donna nudi e in atteggiamenti erotici. Al loro arrivo, gli agenti hanno trovato un uomo di 55 anni, pregiudicato originario di Sciacca (Agrigento) e sue moglie, una donna palermitana di 41 anni, incensurata, impegnati in un rapporto sessuale distesi sul marciapiedi.
Invitati subito a rivestirsi, i due sono stati denunciati malgrado abbiano tentato di giustificarsi spiegando di non avere una casa ne' un altro posto dove appartarsi.

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mercoledì 9 luglio 2008

Sgarbi torna a parlare:"Di Salemi parlerà tutto il mondo, la Moratti è un'imbecille".

(02blog) Lo avevamo lasciato che si scambiava bigliettini affettuosi con Letizia Moratti: ma ora Vittorio Sgarbi torna all’attacco e da Salemi, dove è stato eletto Sindaco, crea una giunta lisergica e rivolge alla sindachessa meneghina l’epiteto “imbecille”.

Ma stiamo sulla giunta: oltre alle chicche come Graziano Cecchini, il “futurista” che tinse di rosso e pallini monumenti romani - e che Gaia smascherò con saggezza qui - nominato Assessore al Nulla*, ci sono Oliviero Toscani, Carlo Petrini, Peter Glidewell - è un mercante d’arte, lo si legge su questo pezzo di guidasicilia - in pratica un consiglio comunale all star più di un Eastern Conference - Western Conference.

Finale di Sgarbi, a margine della conferenza stampa in cui ha presentato gli assessori, una modesta previsione di successo per la Conferenza delle Religioni che organizzerà il 10 ottobre:«Sarà un evento colossale, da far impallidire l’Onu». Grande.

*Non è un modo di dire, l’ha davvero nominato Assessore al Nulla.

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martedì 8 luglio 2008

I video del gaypride di Catania.

Il video reportage dell'ottimo Dall'Orto da Catania.
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domenica 6 luglio 2008

Gaypride. In cinquemila a Catania. Il movimento è a pezzi ma si minimizza.


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Striscione d'apertura del pride contro "Crudelia Carfagna". Tanti cartelli con la scritta "Siamo tutti rom".
(Laura Galesi - Liberazione) Riparte da Catania il movimento glbt. Almeno 5mila i manifestanti che hanno partecipato al Gay Pride etneo organizzato da Arcigay Catania, Open Mind, Glbt e Pegaso's. Un corteo allegro, disteso e senza polemiche che ha riportato Catania al centro della questione dei diritti. «Ci sposeremo in piazza, ecco guarda ho portato le fedi». Due anelli d'oro bianco, alla francese e con le dediche, quelli che durante la serata suggelleranno la storia d'amore di due siciliani di Augusta. Lo racconta Pino, 45 anni, che convive da due con Marco. «Ci amiamo, stiamo bene insieme, vogliamo sposarci ma siamo costretti a fare i clandestini».

Il corteo è aperto da un'automobile decappottata occupata da una eccentrica "carica dei 101": ragazzoni vestiti da Crudelia De Mon che brandiscono il cartello "Crudelia Carfagna". «Il Pride a Catania è particolarmente importante - dice Vladimir Luxuria - Rappresenta l'ultima tappa di un percorso passato anche per Roma e Bologna e si conclude proprio sul tema della vivibilità della città. Un argomento molto sentito anche al sud, dato che molte coppie sono costrette a emigrare a Madrid o Barcellona». "Noi siamo la città" rivendica lo striscione di apertura sorretto dai rappresentati del comitato promotore, che sognano una Catania libera dai pregiudizi e capace di dare spazio alle differenze. «Stiamo costruendo - sottolinea Sara Crescimone dell'Open Mind - un movimento glbt diverso, che consideri i vari percorsi politici delle tante realtà e associazioni». Il Pride è un momento di passaggio, spiega al volo un manifestante, «necessario per sconvolgere la gente e richiedere i diritti». Per "miss Terronia" sono «indispensabili anche la musica e i colori vivaci, fotografia di una Sicilia tutta gay». «Stiamo vivendo una fase di riduzione degli spazi - dice Rita Bernardini, ex segretaria radicale, oggi deputata Pd - sta diventando impossibile gestire la propria vita, ma il primo passo discriminatorio era già stato fatto con l'approvazione della Legge 40».

«Il Pride riparte dal Sud - afferma soddisfatto Riccardo Di Salvo presidente Arcigay di Catania - La città oggi ha riposto in maniera molto positiva, è un corteo splendido e senza polemiche, che vede la partecipazione dei movimenti di tutta Italia». Per Daniele che ha 21 anni e quasi una laurea triennale la sua città per un giorno ha perso il consueto provincialismo. «Sembra di essere ritornati agli anni Settanta - commenta entusiasta - Catania non è molto diversa dalle altre città metropolitane, ci sono posti da evitare ma in genere sei tranquillo. Io non ho mai avuto grossi problemi neanche in famiglia. Quando ho detto ai miei genitori che ero gay avevo 16 anni e l'unica risposta di mio padre è stata quella di stare attento». Anche qui, certamente, capita di scontrarsi con l'omofobia e con il conservatorismo. "Froci sì, fascisti mai" si legge nel provocatorio manifesto di Rifondazione Comunista. «Sì, già da diversi anni maderiamo al Pride - spiega Valerio Marletta, coordinatore Giovani comunisti - E' un atto indispensabile per dare corpo all'interazione coi movimenti avviata dal Prc e soprattutto per lanciare un messaggio forte contro l'omofobia e contro qualsiasi forma di attacco governativo e religioso che mini la libertà di ognuno». E infatti tanti cartelli con lo slogan "Siamo tutti e tutte rom" punteggiano il corteo. Un Pride caldo, a 35 gradi, che ha percorso il centro della città sotto gli occhi incuriositi del popolo dello shopping alle prese con i saldi. Musica esaltante, tante drag queen, tanto colore. Mentre chiudiamo questo articolo dal palco di piazza Università, dapprima negata e ora orgogliosamente invasa dal popolo glbtq, oratrici e oratori cominciano a reclamare una politica diversa capace di salvaguardare laicità, autodeterminazione e libertà per tutte e tutti.
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Ndr. Eccolo un chiaro esempio di disinformazione. Si gonfiano a dismisura i numeri sino a perdere la credibilità, si tende a minimizzare, a non entrare nel problema. Si preferisce fare un articolo "agiografico" anzichè discutere di perchè il movimento gay della sinistra è in crisi e tentare di ricostruirne il tessuto. Nascondendo la testa come gli struzzi e facendo del facile solidarismo non si va da nessuna parte.

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sabato 5 luglio 2008

Catania. Diecimila, no, tremila, anzi cinquemila, al solito i numeri corrono nei gaypride.

GAY PRIDE: MANIFESTAZIONE A CATANIA CON GRILLINI E LUXURIA.
Ad aprire il corteo e' un'auto decappottata con persone vestite come Crudelia De Mon.
(Ansa) Colorato e rumoroso ha preso il via a Catania il corteo del Gay pride che attraversera' la citta' per raggiungere la centrale piazza Universita' dove si terranno incontri e spettacoli fino a notte fonda. Come ogni anno accade la citta' osserva incuriosita, anche con sfotto' e sorrisi, ma con la massima tolleranza. Ad aprire il corteo e' un'auto decappottata con persone vestite come Crudelia De Mon, del cartone animato 'La carica dei 101', che espone un cartello con la scritta 'Crudelia Carfagna'. All'iniziativa partecipano, tra gli altri, il presidente onorario di Arcigay, Franco Grillini, l'ex parlamentare Wladimir Luxuria e il deputato del Pd ed ex segretaria dei Radicali Rita Bernardini. ''Da Catania - ha detto poco prima che il corteo si muovesse Luxuria - dovrebbe partire un movimento di liberta' che investa tutto il Paese''. L'ex parlamentare ha auspicato ''un cambio deciso nella mentalita' degli italiani''.
Diecimila i partecipanti per l'ex on.le Grillini, tra i tre ed i cinquemila, secondo la Questura etnea.
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Con Catania finiscono i pride ma i rapporti restano avvelenati.
(Redazione) Diecimila per gli organizzatori tra i tre ed i cinquemila per la questura. Queste le prime cifre relative all'affluenza del gaypride catanese. Con Catania si chiude la stagione dei pride e si apre quella della resa dei conti all'interno delle organizzazioni glbt stesse ed i rapporti politici tra le stesse.

Il pride bolognose con i suoi maldestri incidenti, sintomo più che altro di mala organizzazione e mancanza di chiarezza, ha avvelenato, e molto, i rapporti tra le varie organizzazioni, associazioni e gruppuscoli che si richiamano all'universo glbt del nostro paese. Oggi, da sinistra a destra, i gay sono tutti contro tutti, sono snobbati e scaricati dalla politica del potere i gay sono soli più che mai con organizzazioni ormai nemiche tra loro e mal gestite oltre che mal governate.

Forse saranno necessari dei congressi straordinari, (ma veri congressi e se c'è da andare a casa, si va a casa...) è la situazione politica stessa a richiederli dopo che le ultime elezioni hanno messo al di fuori dal parlamento quei partiti di sinistra che erano i punti di riferimento di una grande maggioranza dei gay italiani.

Oggi in parlamento i gay non sono affatto rappresentati (ci scusi 'onorevole Concia ma da sola se non qualche comunicato che puo' fare?), di lobby gay non parliamone, è un fatto concreto che quella che c'è pensa soprattutto ai vari interessi personali o di parte che all'interezza omosessuale.

Ricominciare, ripartire, rialzarsi, rifare e resistere una stagione di 5 erre per ridare dignità, speranza, forza e coraggio al nostro mondo e ritornare sulla ribaltà dei diritti negati.

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Pozzallo. Il Gay day non s'ha da fare? Scritte spray contro l´evento.

In Vico Garibaldi, a pochi metri dalla “Bottega Solidale”. Per Roberto Meloni si tratta solo di un gesto isolato.

“No al Gay Day”. Atto vandalico, nel cuore della notte, da parte di ignoti che, a ben comprendere, sono contrari alla manifestazione che si terrà il prossimo 28 luglio, nella città di Pozzallo. Una scritta spray (nella foto) di colore azzurro, campeggiava sul muro di una casa, in Vico Garibaldi, a pochi metri dalla “Bottega Solidale”, l’associazione che più si sta “spendendo” per la riuscita della manifestazione.
"Un gesto isolato - ha dichiarato Roberto Meloni, presidente del coordinamento associazioni culturali "Rino Giuffrida" di Pozzallo - che riguarda qualche retrogrado in cerca di pubblicità. Non si provvederà a fare denuncia contro ignoti, vista la “risibilità” dell’accaduto".

Che sia il focolaio attizzato dal comunicato di Forza Nuova, il quale bollava il “gay day” come un appuntamento “inutile e provocatorio? "Non credo – sintetizza Meloni – è chiaro, però, che da una semplice festa per la “diversità” passare alle vie di fatto e censurare il tutto, mi sembra assai esagerato ".

Meloni, nel corso della trasmissione di Radio Pozzallo 1, “Buongiorno in Musica”, ha confermato che, a fine luglio e per alcuni giorni, l’ex presidente dell’Arcigay nazionale, Franco Grillini, sarà a Pozzallo. Nel corso della stessa intervista, Meloni ha spiegato quali saranno le peculiarità dell’evento.

"Una presentazione di un libro, oltre ad alcuni stand – ha detto Meloni - che informeranno sulla diversità in Italia e sulle restrizioni che gli omosessuali subiscono nel resto del mondo. Invitiamo tutti quelli che “sentono” particolarmente le tematiche care al mondo omosessuale a partecipare alla manifestazione. Chi pensa che a Pozzallo ci saranno i carri e le sfilate, rimarrà assai deluso". Intanto, Forza Nuova di Ragusa fa sapere, in una nota, che non farà alcuna “contro-manifestazione” a Pozzallo, per il 28 Luglio.

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venerdì 4 luglio 2008

Si cerca di superare il caso Bertozzo. La proposta e' farla parlare al pride di Catania.

La comunità glbt lacerata dall'arresto dell'attivista di Facciamo Breccia.
(Benedetta Aledda - Liberazione) La coda spiacevole e inaspettata del festoso Pride di Bologna, il fermo dell'attivista di Facciamo Breccia Graziella Bertozzo, continua a far discutere il movimento lgbt. Secondo il Comitato promotore, «la signora Bertozzo» durante la manifestazione di sabato scorso «ha ripetutamente e arrogantemente tentato di accedere al palco rivendicando una titolarità che non aveva» e «ha assunto atteggiamenti pesantemente offensivi e fisicamente violenti (...) costringendo una delle volontarie a richiedere il supporto delle forze dell'ordine». Affermazioni a cui Marcella Di Folco, una dei portavoce del Pride, non ha apposto la propria firma: «E' un comunicato troppo duro», spiega la presidente del Mit che, come organizzatrice, dice di sentirsi in parte responsabile per un episodio sfuggito di mano al servizio d'ordine.

Si dicono stupiti e addolorati dell'atteggiamento di Di Folco Aurelio Mancuso e Francesca Polo, i due presidenti nazionali che firmano una «presa di posizione di Arcigay e di Arcilesbica nei confronti di Facciamo Breccia»: l'accusa a Bertozzo è di aver «creato un incidente di cui è la sola responsabile»; le negano ogni solidarietà e annunciano di chiudere ogni rapporto politico con Facciamo Breccia, a sua volta accusata di comportamenti sleali.

Per il Comitato promotore del corteo di Bologna, invece, i due episodi, il fermo di Bertozzo e la corsa dei suoi compagni per srotolare lo striscione durante l'intervento di Porpora Marcasciano (che parlava per il Mit), sono distinti. Il primo viene letto come «improvvisa e incomprensibile violenza (...) espressa da una lesbica all'interno di un contesto pacifico come il pride»; il secondo come una scelta «incoerente, irrispettosa e prevaricante» da parte di chi non ha condiviso il documento politico della manifestazione. Il presidente Flavio Romano e i portavoce Paola Brandolini ed Emiliano Zaino si dicono certi che «entrambe le situazioni avrebbero potuto essere discusse e risolte con modalità diverse», senza il ricorso alla polizia e alla presa del palco. «Falso parlare di polzia sul palco», ribattono a Facciamo Breccia, perché gli agenti erano «nel backstage». I No-Vat replicano dal loro sito: «L'uso della polizia per la gestione del dissenso interno ad un movimento è la fine della politica, significa scivolare verso lo stato di polizia». Il risvolto più grave della vicenda è dal loro punto di vista l'attacco personale a una lesbica tramite l'arma tipica della repressione misogina: «l'accusa di isteria violenta».

Perché c'era la polizia in borghese vicino al palco e perché l'agente che ha bloccato Bertozzo non si è identificato come poliziotto? Sono le domande che i parlamentari del Pd Marco Beltrandi e Matteo Mecacci porranno al ministro degli Interni, chiedendogli di verificare cosa sia successo in piazza VIII agosto.

In una lettera Porpora Marcasciano si dichiara incredula che il servizio d'ordine abbia preso una esile donna cinquantenne per Schwarzenegger. «Questo il clima dell'Italia che dà i suoi frutti», prova a interpretare Marcasciano: la voglia di festeggiare viene intepretata come un pericolo.

Sul sito di Fb si moltiplicano gli attestati di solidarietà a Graziella. All'interno delle associazioni che hanno organizzato il Pride emerge qualche posizione dissonante: Eva Mamini, della segreteria nazionale di Arcilesbica, per esempio, si dissocia dal comunicato ufficiale sostenendo che la critica legittima al comportamento di Fb non giustifichi il ricorso alla polizia e non debba far venir meno la «solidarietà a una lesbica arrestata durante un pride».

Sabato 5 l'orgoglio omosessuale e transessuale sfilerà a Catania, dove il comitato promotore alla fine ha ottenuto di concludere, come tradizione, nella piazza dell'Università, inizialmente negata dal Comune. Perché non invitare Graziella Bertozzo a parlare dal palco di Catania, a chiarire quello che è successo a Bologna? E' l'invito rivolto al comitato catanese da Saverio Aversa, responsabile nazionale Diritti e culture delle differenze del Prc, e Sergio Rovasio, segretario dell'Associazione Radicale Certi Diritti: sarebbe un modo, si augurano, «per riprendere serenamente e rafforzati la difficile e lunga battaglia per i diritti negati».
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Ndr. Incredibile, fatti, parole e slogan che ci riportano indietro di almeno trent'anni, al periodo degli anni di piombo e dei movimentini extraparlamentari sempre in lotta tra loro. Siamo ancora alle "piattaforme" ed ai documenti politici e poi pretendiamo di portare a casa qualcosa con quest'aria di omostalinismo. Quando andate a casa?

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martedì 1 luglio 2008

Il proclama di Vuam Sgarbi a Salemi.

(Ideateatro) Sulle tracce di Garibaldi che emanò un proclama a Salemi con cui dichiarava di assumere la dittatura in nome di Vittorio Emanuele II, anche Vuam (Vittorio Umberto Antonio Maria) Sgarbi dichiara di assumere legittimamente la dittatura della cittadina siciliana con gli aggiornamenti metodologici e culturali che gli sono congeniali.

Il grande critico, che non è siciliano, ha già deciso di infilare le pale eoliche nel retrocarica di chi vorrebbe installarne tante altre.
Il grandissimo critico, che è stato adottato come un quasi siciliano, ha deciso che tutti i suoi assessori saranno intelligenti e “quasi siciliani” come Peter Glidewell che si occuperà di Cultura e Agricoltura, come dire: Zappa e Divina Commedia; come Oliviero Toscani, che non è siciliano ma che si occuperà di Comunicazione meglio di un siciliano (noi siamo abituati agli antichi pizzini); come Alain Elkann che non è siciliano ma farà l'assessore alla Religione e ai Diritti umani; che ci siano guerre di religione mediorientali a nostra insaputa a Salemi?; ma quella pace trireligiosa che già esiste in comune sarà d’esempio ai combattenti in terra di Palestina come viatico di interiori stati d’animo non più conflittuali e portatrice di benessere psicofisico, anche per le pance del popolo siciliano, che come ben si sa, sanno discernere tra una fame (concreta) atavica e una fame di cultura (di là da venire).

Salemi, quindi, punta di diamante della Sicilia nel campo della cultura internazionale, altro che mafia; avanguardia della ipermodernità, mostruosamente satura di cultura millenaria; ma la gente lo sa che sta per laurearsi?

La cultura che cala dall’alto, la cultura con la C maiuscola che prenderà il sopravvento, quella che farà grande Salemi e, per riflesso tutta la Sicilia, che non vede l’ora di autodeterminarsi come primo popolo non aggiogato dal colonialismo straniero.
Questa è la scelta culturale, LEGITTIMA PERCHÉ VOTATA, di una terra usa e avvezza all’altrui titillamento colonialista.
Ben ci sta.

Ma per onestà morale, bisognerebbe fare un’indagine e chiedere a tutti i cittadini salemitani se sanno chi sono questi che li governeranno e quali benefici ne otterranno: direi che è nel loro diritto di sapere, visto che li hanno votati. Ma non basta “l’immenso dio di cultura” a trasformare l’asservimento culturale di un popolo in qualche cosa di luminoso! Ci vuole ben altro, quindi...
al grido di Salemi meglio di Milano, avanti tutta con il neocolonialismo sgarbiano.

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Gaypride. Catania, il comune cede piazza dell'università.

Vittoria del Comitato Catania Pride.
(Ansa) L'Amministrazione Comunale di Catania ha accolto la richiesta del Comitato Catania Pride di far concludere in piazza Universita' il corteo del Gay Pride il prossimo 5 luglio. Lo ha reso noto lo stesso Comitato al termine di un incontro, svoltosi stamane in municipio, con il segretario generale, durante il quale il Comitato ha manifestato 'la propria determinazione e fermezza nel ritenere piazza Universita' come l'unico possibile punto di arrivo del corteo e luogo per la conclusione della festa'. Nei giorni scorsi l'amministrazione comunale aveva dato la disponibilita' di piazza Dante.

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sabato 28 giugno 2008

I gaypride e le piazze negate. Dopo Roma, Biella e Bologna tocca a Catania.

(Elfobruno) Il biglietto da visita del nuovo governo e delle amministrazioni comunali che si riconoscono in esso è scritto coi caratteri della discriminazione e della carenza di democrazia.
Non bastano le impronte ai rom. Si negano le piazze alle manifestazioni democratiche, civili e pacifiche come i Pride. E' già successo a Biella e a Roma. Il sindaco Stancanelli, neoeletto nel Pdl, vuole estendere questa pratica pure a Catania.

Tipi strani i maggiordomi del cavaliere. Chiamano il loro partito con un nome che inneggia alla libertà, ma poi nei fatti la vietano. Non mi pare strano, poi, che tale partito sia stato votato dalla maggioranza degli italiani, un popolo razzista, omofobo, misogino e mafioso. Un popolo di merda, per dirla in quattro parole.

Faccio notare due cose.

1. La piazza era già stata concessa dalla questura e non sono state presentate da parte dell'amministrazione comunale validi motivazioni per impedire il corteo e lo stanziamento. Il Catania Pride, che si celebra in città dal 2000, è una manifestazione civile e pacifica, per cui non ci sono ragioni di ordine pubblico. Aspettiamo di vedere cosa si inventeranno;

2. Vogliono farci andare a piazza Dante - noi avevamo richiesto piazza dell'Università - che si trova in cima a una salita angusta e dove risiedono alcune associazioni di ultrà di estrema destra. Come mandare le pecore nella tana del lupo.

Adesso capiamo pure che la cultura politica del sindaco si rifà a quella del manganello. Però, come abbiamo già dichiarato nel comunicato stampa, noi non ci faremo intimidire e andremo ugualmente in piazza dell'Università. In modo allegro, pacifico e civile.

Poi ognuno si prenderà le proprie responsabilità.

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venerdì 27 giugno 2008

Sicilia, a Pozzallo la destra contro il gay day in nome di valori ormai astratti.

(Radiortm) Il 28 Luglio, a Pozzallo, si svolgerà il Gay Day. Forza Nuova si oppone. "Un evento inutile e provocatorio - dicono quelli del Movimento - che gli organizzatori hanno battezzato con il nome di “Gay Day”. Forza Nuova, da sempre impegnata a difesa della famiglia tradizionale, si schiera in modo forte e deciso contro tale evento. Oggi sembra proprio che si cerchi in ogni modo di esaltare, di propagandare e pubblicizzare tutto ciò che è trasgressivo e amorale, trascurando colpevolmente tutto ciò che è conforme agli insegnamenti della Nostra Tradizione e, soprattutto, alle leggi della Natura. In questo senso, la famiglia tradizionale (padre, madre, figlio/figli) che scaturisce dal matrimonio, unico modello familiare previsto dalla nostra Costituzione, è oggi penalizzata e dipinta come un modello superato, obsoleto e inadeguato alla vita moderna. Ma oggi, più di ieri, occorrono alla nostra società certezze e valori, e i Valori di riferimento di una società sana non possono essere che Tradizione, Disciplina Sociale, Identitarietà, Morale, Etica".

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mercoledì 25 giugno 2008

‘Io, prete innamorato di un uomo’ inchiesta su I Love Sicilia.

“Quando mi sono innamorato di un altro uomo ho dovuto mettere in discussione la mia identità sessuale e di prete. È stato un periodo molto travagliato, dal quale sono uscito grazie all’aiuto di un padre spirituale molto valido e di una brava psicologa. È grazie a loro se oggi sono ancora prete, nel pieno rispetto, s’intende, del voto di castità”. Questa la “confessione” di un sacerdote dell'entroterra occidentale siciliano, pubblicata dal mensile I love Sicilia, che nel numero in edicola dal 27 giugno dedica la copertina a un'ampia inchiesta sul mondo omosessuale nell'Isola.
Il prete, che preferisce mantenere l'anonimato (“perché se dico chi sono, il parroco non me lo fanno più fare”) racconta di essere diventato consapevole del proprio orientamento sessuale intorno ai quarant’anni. Il sacerdote è tra i firmatari della lettera che il 24 dicembre del 2005 fu pubblicata da Adista (l’Agenzia d’informazione sul mondo cattolico e le realtà religiose) in risposta al documento del Vaticano che chiudeva le porte dei seminari ai gay. A firmare la lettera – chiedendo di mantenere l’anonimato per evitare ritorsioni – furono trentanove preti: 26 diocesani e 13 religiosi, provenienti da tutta Italia.
Nell'inchiesta di I love Sicilia anche un viaggio nei luoghi di ritrovo della comunità omosessuale siciliana, dall'Exit di Palermo al Pegaso's e alle Terme di Achille di Catania, i luoghi di ospitalità a Siracusa, le attività dell'Arcigay nelle altre province dell'Isola, i racconti degli attivisti delle comunità omosessuali sulle battaglie contro omofobia e discriminazione. E ancora, le testimonianze raccolte dall'Agedo, l'associazione dei genitori di omosessuali, e il programma del Gay pride di Catania, in programma dal 3 al 6 luglio.

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venerdì 20 giugno 2008

Estate. Teatro, un festival tra due mari.

(Elena Beninati - Panorama) Alle pendici del monte dedicato alla Madonna di Tindari, che guarda a est allo Jonio e al nord al mar Tirreno, prosegue il ciclo di spettacoli classici del Festival del Teatro dei due Mari, diretto da Edoardo Siravo. Ancora due gli appuntamenti previsti al teatro antico di Tindari: venerdì 20 giugno alle 21.00 Le conseguenze del potere del regista Stefano Molica, una estrema rivisitazione del “potere”, in chiave rappresentativa, ispirata ai testi di Albert Camus, Pier Paolo Pasolini, William Shakesperare, Albert Camus e David Mamet. Gli attori sono Maria Scafidi, Marco Conti Gallenti, Tony Bellone, Michele Zanghì, Rosetta Di Dio Masa, Pietro Abramo e Morena Casella, scelti fra i giovanissimi del comune di Patti e portati in scena a seguito di un lungo e farraginoso laboratorio.
Sabato 21, sempre alle 21.00 e nella cornice antica di Tindari, va in scena Edipo stanco. Una produzione curata sin nei minimi particolari dal regista Marco Grossi, che alla classica tradizione della tragedia antica unisce la comicità della commedia dell’arte.
Dichiaratamente riferito alla comicità pungente plautina, o all’oscenità vivace di Aristofane, lo spettacolo coniuga lo spirito latino al colore meridionale, creando un personaggio quanto mai ironico, l’Edipo stanco, le cui gesta vengono annunziate da un semplice nunzio plebeo (Marco Grassi). Dall’incomunicabilità della tragedia si scivola all’equivoco tipico della commedia latina, creando una dimensione di surreale ironicità, tanto lontana dall’una quanto dall’altra tradizione.

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