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martedì 26 agosto 2008

Finirò all’inferno? “Sister Italia”: sacerdote promotore blocca l’iniziativa.

(Uaar) Padre Antonio Rungi, che ha lanciato poco tempo fa il concorso di bellezza per suore “Sister Italia 2008″, ha deciso di bloccare questa iniziativa “per tutelare me e le suore che avrebbero partecipato”. Nonostante il successo nella raccolta delle adesioni, sono arrivate anche le critiche; così padre Rungi chiarisce: “Credo che ci sia stata solo una grande confusione. Ma quale “miss suora”? Chi ha capito male forse non è in buona fede. Il concorso per la suora più bella aveva l’unico scopo di far raccontare sul web la vita nei conventi, di far raccontare la vita più bella delle religiose. Tutto qui”. Il sacerdote continua: “ci sono state delle persone che volutamente hanno frainteso ed hanno deciso di speculare su una iniziativa innocente, anche pesanti ingiurie. Qualcuno mi ha detto che io finirò all’inferno”.

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venerdì 11 gennaio 2008

Minacce a Bertrand Delanoe il sindaco gay di Parigi.

Il sindaco di Parigi e gay dichiarato Bertrand Delanoe, è oggetto di email intimidatorie inviate da un sito islamico radicale.


(Ap) Il sito e la persona che ha inviato le e-mail non sono ancora stati identificati dalle forze dell'ordine, le quali parlano in condizione di anonimato non essendo autorizzate a discutere pubblicamente dell'argomento. Esse affermano che il messaggio è partito da un sito web gestito da Salafiti, o fondamentalisti islamici. Il sindaco Bertrand Delanoe in una intervista alla radio RTL afferma di essere stato informato dei fatti dalle autorità sabato. Successivamente in una intervista TV sul canale iTele ha affermato 'Sono calmo. Ho tutte le informazioni di cui necessito ed ho completa fiducia nel lavoro delle forze di polizia in merito al terrorismo in particolar modo, e sulla protezione del sindaco di Parigi',
Forze nazionali e locali anti terrorismo stanno lavorando insieme sul caso.

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venerdì 4 gennaio 2008

GayLib, Arcigay Roma e Fabrizio Marrazzo.

Negli ultimi tempi Arcigay Roma si è distinta per un'imbarazzante mancanza di serietà.
Il 15 novembre Marrazzo si stracciava le vesti per un 22enne suicidatosi per via della sua omosessualità, cosa smentita dalla famiglia, la quale aveva poi promesso battaglia.

Un mese dopo la giunta comunale di centro-sinistra, guidata da Walter Veltroni, bocciava il Registro delle Unioni civili ed Arcigay Roma si faceva notare per non aver partecipato alla protesta e per avere incassato quale "risarcimento" (così disse il consigliere Guidi di AN) una sede al Testaccio grazie ad una via preferenziale.

A questo punto la prudenza è d'obbligo: SE Fabrizio Marrazzo ha ricevuto minacce di morte al telefono, merita tutta la mia solidarietà.

Enrico Oliari, Presidente nazionale GayLib.

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A Gay.it Fabrizio Marrazzo racconta la vicenda che lo vede implicato.

Non siamo mai stati troppo accondiscendenti con Fabrizio Marrazzo, lo ammettiamo ma purtroppo era lui stesso che ce ne dava ragione con atti o dichiarazioni che spronavano persone dotate di buon senso a criticarlo. Data la delicatezza del caso, non desideriamo fare commenti, basta una virgola di troppo per essere accusati di omofobia, come spesso fanno Fabrizio Marrazzo (che ci sta pure simpatico) e l'Arcigay il più delle volte fuori luogo.

Vi invitiamo solo ad ascoltare per intero questa registrazione fatta da Daniele Nardini di Gay.it e rifletterci sopra.
Probabilmente dopo una attenta riflessione, anche voi come noi avrete vi porrete parecchie domande . Il nostro pensiero su questa vicenda è tale e quale a quella espressa dal blogger River che ha egregiamente riassunto i suoi (e i nostri..) dubbi su tutta questa storia. Ormai Fabrizio Marrazzo ci ha troppo abituati a i suoi "colpi di teatro" (eccovi una piccola antologia delle "mar-azzate" della fine del 2007) per cui stentiamo a credere che una minaccia di morte come quella che dice di aver ricevuto sia trattata con tale leggerezza e superficialità senza alcun riguardo per la riservatezza e soprattutto per il segreto istruttorio che dovrebbe essere alla base di qualsiasi indagine.

Molti sono i punti di domanda che restano inevasi. Non solo Marrazzo è poco riservato ma addirittura da indicazioni su dove presumibilmente provenivano gli sms. Probabilmente quello di Fabrizio è un atteggiamento dettato dal nervosismo, dalla giovane età e dall'emotività. Forse ci si deve trovare in mezzo per capire quali possono essere le angosce che attanagliano la ragione. Ma il silenzio caro Fabrizio, in questi casi, crediamo sia il miglior investigatore.

Certamente porremo la dovuta attenzione su questa vicenda e se le indagini porteranno a qualche risultato che permetteranno all'individuazione del o dei responsabili saremo vicini solidali e quant'altro a Marrazzo ed all'Arcigay romana con tutte le nostre pur esigue forze, ma se solo un sospetto porterà l'interà comunità gay a credere si tratti di una "patacca" non potremo far altro che chiedere conto ai "creativi" di questa puzzetta mediatica.
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giovedì 3 gennaio 2008

Il "caso" Marrazzo. Quando le minacce fanno ridere.

(River-blog) Sulla base della mia esperienza lavorativa, posso dire che ci sono tre tipi di minacce di morte: quelle vere, quasi mai “pubblicizzate”, ma segnalate alle autorità competenti, che, in silenzio, lavorano a rintracciare, se possibile, i loro autori e a proteggere l’oggetto di quelle attezioni; quelle “firmate” da un mitomane o, comunque, uno non sano di testa, che lasciano il tempo che trovano, perché la persona non ha gli strumenti per portarle a termine; infine, quelle palesemente finte, spedite dalla stessa persona cui sono dirette o, comunque, da qualcuno in sintonia con il ricevente.

Quando leggo di questo o quel politico che annuncia sconvolto alle agenzie o ai giornali di aver ricevuto minacce di morte sento sempre puzza di bruciato. Insomma: il Sud è pieno di persone che, ogni giorno, rischiano la vita, e che di segnali così ne ricevono a centinaia. Non esagero. Ho saputo di gente minacciata di morte, che non si è mai sognata di fare un comunicato stampa. Ecco perché credo che chi venga minacciato sul serio farebbe bene a mantenere un basso profilo.

Poco fa l’ArciGay di Roma ha diramato un comunicato stampa (vedi) per annunciare che il suo presidente, Fabrizio Marrazzo, ha ricevuto via sms e via telefono delle minacce di morte. Prima considerazione: tutti gli sms sono “registrati” nella centrale del gestore telefonico. Chi l’ha mandato non doveva essere furbo. In questi sms si scriveva che “l’Arcigay deve fallire miseramente e che il suo presidente verrà assassinato e non avrà sepoltura decente se non si dimette dall’Arcigay“. A me un sms così avrebbe già fatto sorridere. Ma il nostro presidente va oltre, e dichiara: “Le minacce che mi sono state fatte, sicuramente hanno turbato a me ed alle persone a me care queste giornate che dovevano essere di festa, ma non ci fanno indietreggiare di un passo nell’azione che da anni svolgiamo per contrastare l’omofobia nella città di Roma“. Bene, bravo, bis. Ma non ha mai sentito parlare di “attendibilità” di una minaccia?

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Denuncia. Fabrizio Marrazzo dichiara: "Ho ricevuto minacce di morte".

E' stata presentata dall'Arcigay di Roma una denuncia contro ignoti, per minacce di morte giunte, in questi giorni, al presidente dell'associazione, Fabrizio Marrazzo.

Lo rende noto lo stesso Fabrizio Marrazzo, precisando che le minacce sono arrivate tramite ripetute telefonate ed sms. 'Le minacce che mi sono state fatte, ha dichiarato, sicuramente hanno turbato, per me e per le persone a me care, queste giornate che dovevano essere di festa, ma non ci fanno indietreggiare di un passo, nell'azione che da anni svolgiamo per contrastare l'omofobia nella citta' di Roma.' Marrazzo, che ha assicurato di riporre grande fiducia nell'azione investigativa delle forze dell'ordine, ha ricordato che,in questi anni, Arcigay ha fatto molte manifestazioni per i diritti civili di lesbiche gay e trans, ed ha trattato molti casi delicati, come l'omicidio di Paolo Seganti, l'omicidio di Roberto Chiesa e migliaia di denunce che ci sono pervenute tramite il nostro numero verde.'Nessuna azione - ha concluso - potra' fermare il nostro impegno'.

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