(Uaar) Padre Antonio Rungi, che ha lanciato poco tempo fa il concorso di bellezza per suore “Sister Italia 2008″, ha deciso di bloccare questa iniziativa “per tutelare me e le suore che avrebbero partecipato”. Nonostante il successo nella raccolta delle adesioni, sono arrivate anche le critiche; così padre Rungi chiarisce: “Credo che ci sia stata solo una grande confusione. Ma quale “miss suora”? Chi ha capito male forse non è in buona fede. Il concorso per la suora più bella aveva l’unico scopo di far raccontare sul web la vita nei conventi, di far raccontare la vita più bella delle religiose. Tutto qui”. Il sacerdote continua: “ci sono state delle persone che volutamente hanno frainteso ed hanno deciso di speculare su una iniziativa innocente, anche pesanti ingiurie. Qualcuno mi ha detto che io finirò all’inferno”.
martedì 26 agosto 2008
Finirò all’inferno? “Sister Italia”: sacerdote promotore blocca l’iniziativa.
domenica 24 agosto 2008
"Sister Italia", nasce il concorso della suora più bella.
(La Repubblica) Dopo la "Clericus Cup" benedetta dalle alte sfere vaticane, nasce anche "Sister Italia 2008", un concorso on-line lanciato in coincidenza con "Miss Italia" per eleggere "La Suora d'Italia del 2008". L'iniziativa vuole "sfatare il pregiudizio che a farsi suore sono solo ragazze non belle o non avvenenti", mostrando "nel rispetto del pudore e della vita di consacrazione al Signore, anche i volti belli dei monasteri e dei conventi: religiose che provengono da Paesi ove la bellezza e' una costante nelle donne ma anche italiane doc". Eta' richiesta: 18-40 anni. Stato religioso: novizia o professa. "In futuro non escluderei l'ipotesi - annuncia padre Antonio Rungi, teologo morale e promotore dell'iniziativa - di far partecipare, rivedendo le norme attuali del Concorso Miss Italia, a latere, delle Suore, molte delle quali sono davvero belle, intelligenti, preparate, colte, con un fascino spirituale ed umano che cattura l'interesse dei giovani e dei grandi". "Nell'immaginario collettivo - spiega il sacerdote passionista -passa un'idea di suora e monaca triste, delusa della vita, non realizzata nel matrimonio o nei sentimenti, a volte delusa anche professionalmente e socialmente: tutto l'opposto della realta' e della verita' entro le quali si muovono le scelte di consacrazione di donne davvero eccezionali, belle soprattutto nell'animo, ma sempre piu' frequentemente anche belle nella loro fisicita'. Percio' - conclude - vengano fuori e si rendano visbili le suore che possono legittimamente aspirare al titolo di Sister Italia 2008".
martedì 15 aprile 2008
Anna, la suora ex cubista che prega ballando. Dalle discoteche al convento.
Al pattinodromo l’esibizione della religiosa, in trecento restano a bocca aperta.
(Monica De Panfilis - Il Centro) Il momento di preghiera è terminato. La suora che lo ha condotto, portando la propria testimonianza di fede, sparisce dietro l’altare. La tonaca scivola via. Il capo si scopre, giù i lunghi capelli castani. Un minuto dopo, pantaloni bianchi e tunica rossa, una bella ragazza con gli occhi scuri ed il sorriso luminoso danza a piedi nudi sul palco.
«La mia voce sale a te», dicono le note su cui volteggia armoniosa, esibendo piedi e gambe da ballerina.
Suor Anna Nobili ha 38 anni ed un passato da cubista. Ieri mattina è arrivata a Pescara per raccontare la sua conversione ai trecento giovani intervenuti alla 45esima Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni, ospitata al pattinodromo dei Colli.
La sua preghiera danzante interpreta così lo slogan che la diocesi di Pescara-Penne ha scelto per l’appuntamento di quest’anno, «Corro per la via del tuo amore», organizzato dalla Pastorale vocazionale di don Andrea Di Michele e dalla Pastorale giovanile guidata da don Valentino Iezzi, in collaborazione con la Corale regionale del rinnovamento dello Spirito.
I 300 giovani che guardano questa provetta ballerina stentano a credere ai propri occhi: via gli arredi sacri, una fila di fiori bianchi e fucsia fa da scenografia all’esibizione che lascia tutti a bocca aperta, ammirati ed estasiati. Suor Anna la danza ce l’ha nel sangue, e non perché si dimenava sui cubi a ritmo di musica. Anna ha studiato danza ed ha lavorato come ballerina in diversi programmi televisivi. La passione per il ballo che continua a coltivare oggi arriva da qui.
La danza è rimasta una costante della sua vita. Ad essere cambiati sono i messaggi che lanciano i movimenti armoniosi del suo corpo. Sublimati dall’atto finale della sua esibizione: sopra la tunica rossa e i pantaloni bianchi, che non le nascondono le gambe allenate, suor Anna infila una tonaca bianca, simile alle vesti battesimali di un tempo. Questa veste è il segno dell’incontro con il Signore, spiegherà poi ai giovani pronti ad applaudirla.
E’ in questo modo che la suora che per anni ha animato i balli sfrenati delle discoteche italiane gira l’Italia per raccontare la fede e annunciare Dio ai ragazzi: con il linguaggio del corpo, che loro conoscono.
Sono passati quasi quindici anni da quando questa bella ragazza lombarda ha smesso minigonne, bustini e tacchi alti ed è scesa dai cubi. Una vita sregolata, all’insegna degli eccessi. Alla quale Anna, 23enne, mette il punto finale durante un incontro di preghiera, a cui prende parte dopo che la madre l’ha avvicinata alla fede. Lì cambia tutto: a quella di ragazza-immagine nei templi del divertimento notturno, subentra un’altra identità. Anna diventa una suora della Congregazione delle Operaie della Famiglia di Nazareth. E comincia a incontrare i giovani d’Italia. Lascia il Nord e si trasferisce nella comunità di Palestrina, dove oggi si dedica alle sue attività di religiosa.
sabato 5 aprile 2008
Si chiamava Marco. Cambia sesso e diventa suora: Adesso veglia per i gay.
«Sono francescana e vetero-cattolica. La castità non mi pesa, la solitudine sì». No della Curia.
(Vera Schiavazzi - Il Corriere della Sera) Cristina ha 40 anni, l'abito lungo e nero, il velo che le incornicia il viso. Si sveglia all'alba per le Lodi e prega molto, fino a sera, alternando il raccoglimento con l'assistenza e il lavoro. È suora francescana, castità, obbedienza e povertà, ma ha dovuto cercarsi una chiesa che la accogliesse perché la sua, quella cattolica romana, le ha «chiuso le porte»: quando è nata, Cristina era maschio, Marco, ma a 20 anni ha cambiato sesso, per poi trovare la sua vocazione. Un caso unico, difficile da accettare per i vescovi fedeli al Papa.
Ora è una religiosa della Riconciliazione, la piccola comunità monastica nata in Italia dalla chiesa vetero-cattolica, vicina a quella anglicana. È stata sua, ieri sera, la testimonianza più toccante alla veglia di preghiera torinese per le vittime di omofobia e transfobia. La serata avrebbe dovuto svolgersi nella chiesa cattolica di San Pietro a Cavoretto, ma ieri alle 18 è arrivato il contrordine: «Mi hanno comunicato che l'appuntamento era annullato — dice don Paolo Fini —. Avevo dato volentieri la chiesa, poi le stesse persone hanno preferito rinviare, non era più opportuno. Volevano che tutto avvenisse nella discrezione ma questa condizione è mancata». La veglia si è svolta nella chiesa vetero-cattolica. «Sono nata a Sezze e cresciuta dalle suore — dice Cristina — perché mamma e papà lavoravano. Fin da piccola mi sono sentita femmina. Il ricordo più brutto? Quando mi hanno sequestrato la Barbie. A 13 anni ho parlato a mia madre, mi ha accettato. Appena maggiorenne mi sono operata». Cristina si commuove di fronte alle immagini di San Francesco: «Il Cantico delle Creature è il primo testo che ho imparato, e non lo dimentico. Ma la mia vita da cattolica è diventata un inferno. Ho seguito un corso ad Assisi per le vocazioni, ho frequentato le Clarisse, poi mi hanno indirizzata al mio vescovo, a Latina. Saputa la verità ha detto parole terribili: "Sei nata uomo, non potrai né sposarti né prendere i voti". Sono scappata in Inghilterra, in un monastero anglicano. Oggi sono suora francescana e vetero-cattolica. Parlo con Dio, assisto, nel mio cuore resta il sogno di contemplare il Signore in monastero. La castità non mi pesa, la solitudine sì».
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lunedì 10 marzo 2008
Ostuni. «Superiora in fuga d'amore con la novizia».
E' stato il fratello della - ormai ex - superiora di Ostuni a raccontare questa vicenda durante un processo. L'uomo ha fatto causa a sua sorella per una questione immobiliare.
(La Gazzetta del Mezzogiorno) Oggi abita a Bari con la donna della quale pare si sia innamorata, e rischia un processo per truffa. Ma tre anni fa era superiora in un convento di suore ad Ostuni: un convento che sembra abbia lasciato, per amore, insieme a una novizia.
La storia è stata raccontata dal fratello della ex superiora, ieri, in un’aula di tribunale, ed è riportata oggi dal quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno.
Il processo in corso riguarda il fatto che la ex superiora avrebbe fatto acquistare per 82.000 euro ad un fratello disabile, una casa che però sarebbe inutilizzabile perchè ricade in un fondo patrimoniale. Il processo è stato intentato da un altro fratello della ex superiora il quale afferma che, di fatto, la casa è stata comprata perchè appartiene ai parenti della ex novizia con la quale è avvenuta la fuga d’amore.
Così ieri il fratello che aveva promosso la causa ha raccontato che un giorno lui e la madre si erano visti comparire dinanzi la sorella, invece che nel castigatissimo abito monacale, “in minigonna, con i capelli alla moda e tinti di rosso”. A loro la ex superiora raccontò – secondo quanto riferisce il quotidiano – che non voleva più saperne del convento perchè aveva trovato l’amore. Di qui, i sospetti dell’uomo sull'acquisto di un appartamento inutilizzabile e la testimonianza dinanzi a giudice e avvocati in tribunale.
Della fuga d’amore i magistrati che hanno compiuto le indagini pare non fossero a conoscenza: per questo, sotto processo per truffa sono finiti solo i venditori della casa, e per l’ex superiora è stata disposta l’archiviazione, perchè sembrava che anche lei fosse stata ingannata dai venditori. Sulla base di quanto ieri in aula ha raccontato il fratello della ex superiora, però, non si esclude che i giudici possano ritenere che ci sia stata una complicità della donna nell’utilizzazione dei beni del fratello disabile e decidere che anche lei debba essere giudicata.
venerdì 4 gennaio 2008
Le Orsoline guardano ad Amici e aprono una scuola per talenti. Tra i docenti Claudia Koll.
(Il Giornale) Le suore Orsoline si adattano ai tempi e agli interessi dei giovani, per questo a Roma nasce la Star Rose Academy, i cui corsi partiranno il 14 gennaio (dopo gli esami di ammissione sabato 12), con docenti di nome, che vanno dall’attrice Claudia Koll (direttrice artistica) alla cantante Tiziana Rivale, dal cantante regista Maximo De Marco (che ne è il direttore) al coreografo Mauro Mosconi. L’accademia sarà affiancata da un’Agenzia che cura l’immagine di personaggi affermati e di volti nuovi.
lunedì 10 dicembre 2007
La santa Sede e la "maternità" per i sacerdoti, lanciata dalla Congregazione per il Clero.
(Zenit.org).- La Congregazione vaticana per il Clero ha lanciato una campagna di adorazione eucaristica e di "maternità" per la santità dei sacerdoti del mondo.
L'iniziativa è stata convocata con una lettera datata 8 dicembre, solennità dell'Immacolata Concezione, firmata dal Cardinale Cláudio Hummes e dall'Arcivescovo Mauro Piacenza, rispettivamente prefetto e segretario della Congregazione.
La campagna, spiega il testo, vuole creare "un movimento spirituale che, facendo prendere sempre più coscienza del vincolo ontologico tra Eucaristia e sacerdozio e della speciale maternità di Maria nei confronti di tutti i sacerdoti, faccia nascere una catena di adorazione perpetua, per riparare alle mancanze e per la santificazione dei chierici".
In particolare, l'iniziativa propone alle "anime femminili consacrate", seguendo l'esempio di Maria, di adottare "spiritualmente sacerdoti per aiutarli con la donazione di sé, la preghiera e la penitenza".
L'iniziativa vuole "affidare a Maria, la Madre del Sommo ed Eterno Sacerdote, tutti i sacerdoti, suscitando nella Chiesa un movimento di preghiera che ponga al centro l'adorazione eucaristica perpetua".
Lo scopo è che "in ogni angolo della terra si elevi sempre a Dio, incessantemente, una preghiera di adorazione, ringraziamento, lode, supplica e riparazione, con l'obiettivo principale di suscitare un numero sufficiente di sante vocazioni allo stato sacerdotale".
La lettera è indirizzata a tutti i Vescovi diocesani affinché le diocesi che lo desiderano si uniscano a questa campagna, incaricando un sacerdote della questione con l'indicazione dei luoghi e delle modalità scelti per l'adorazione.
La lettera, una nota esplicativa e sussidi sul significato della maternità spirituale dei sacerdoti possono essere letti su www.clerus.org/pregate.
[Traduzione di Roberta Sciamplicotti]
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Ndr. Lo ammettiamo siamo ignoranti in materia ed è forse per questo che continuiamo a ridere. Senza offesa alcuna, s'intende, rispettando la religione ed i credenti tutti ma ammetterete che per chi è estraneo a questo mondo tutto è alquanto "ambiguo".
Il passo poi (...) "In particolare, l'iniziativa propone alle "anime femminili consacrate", seguendo l'esempio di Maria, di adottare "spiritualmente sacerdoti per aiutarli con la donazione di sé, la preghiera e la penitenza".(...) ammetterete che connota in se addirittura il reato di favoreggiamento a qualcosa di poco chiaro. Almeno così pare a degli ignoranti in materia e relativisti quali noi siamo. Qualcuno ci spiega?
giovedì 15 novembre 2007
“Siamo suore, non colf” E il vescovo le licenzia.
(La Stampa) Da spose di Cristo a serve del parroco: il vescovo di Albano «licenzia» le suore che non vogliono fare le colf. Tre suore missionarie di Santa Gemma, impegnate nei servizi della catechesi e della pastorale giovanile nella parrocchia dei Santi Pietro e Paolo di Aprilia, sono state cacciate per non aver accettato di fare da colf al parroco ed al viceparroco. La diocesi, nel cui territorio si trova il «Vaticano bis», la residenza pontificia di Castel Gandolfo, è retta dal vescovo Marcello Semeraro, 60 anni, presidente del cda di «Avvenire», originario della provincia di Lecce, sacerdote dal 1971. Ha insegnato teologia in diversi istituti e facoltà fino ad occupare la cattedra di ecclesiologia all’Università Lateranense. Dal 1998 al 2004 è stato vescovo di Oria (Brindisi) e nel 2001 Giovanni Paolo II lo ha nominato segretario speciale della decima Assemblea generale del Sinodo dei vescovi. Monsignor Semeraro aveva subordinato il rinnovo della convenzione di collaborazione (che prevedeva una retribuzione di 800 euro al mese da dividere in tre) ad una precisa condizione: le suore dovevano prestare servizio «materiale» ai due anziani sacerdoti presenti nella parrocchia. La richiesta è stata giudicata «inaccettabile» dalla superiora della casa generalizia di Lucca, e così il vescovo ha dato il benservito alle tre sorelle, nonostante i parrocchiani gli avessero chiesto, con una petizione che ha raccolto 1500 firme, di ritornare sui propri passi. […]
Molto dura è stata a questo punto la reazione dei parrocchiani di Aprilia. «Le suore sono state cacciate - hanno riferito all’agenzia cattolica Adista - E’ un’affermazione dura e scomoda, che infastidisce il vescovo Semeraro, ma noi sappiamo che è l’unica che descrive esattamente quanto è accaduto ed è inutile affannarsi a dire o ripetere meccanicamente, come fa il vicario foraneo, don Giuseppe Billi, che le suore hanno scelto di andarsene». Una protesta finora senza esito. «Nessuno in Curia sembra aver considerato che le suore rappresentano un punto di riferimento spirituale per la vita delle persone. La loro presenza è un completamento della testimonianza del Vangelo, che viene portata avanti in comunione da sacerdoti, religiose, laici nel pieno rispetto di quanto disposto nel Concilio Vaticano II - lamentano i fedeli in un comunicato - Abbiamo avuto di fronte una gerarchia ecclesiastica che riconosce un ruolo all’interno della comunità alle donne consacrate se queste prima passano per la casa del parroco e fanno le casalinghe; poi possono finalmente permettersi di scendere e prestare il loro servizio a favore del popolo di Cristo». E i parrocchiani difendono le suore.
