(Insy loan e lo stato delle cose) Per invogliarci a fare qualche domanda, una qualsiasi pur di rompere la cortina di silenzio che regnava durante le sue lezioni, il nostro professore di economia politica all’università, un giorno, ci esortò ad esprimere i nostri dubbi dicendo: “Ragazzi chiedete, senza reticenze perché non esistono domande stupide ma solo risposte stupide”. Di sicuro la frase non era sua anche perché qualche altra volta io ‘sta cosa l’ho sentita ripetere e l’ho sempre condivisa. Ma oggi, leggendo l’esternazione di Gattuso, che mi dicono essere un giocatore dell’Italia (io non li conosco per nome ma solo di faccia e di pacco quando pubblicano le loro foto esultando in mezzo al campo mezzi nudi per una vittoria) e non un docente di morale in qualche istituto universitario, scoprivo la sua avversione ai matrimoni omoricchioni perché crede nell’istituzione del sacramento che è valido solo tra uomo e donna, aggiungendo che a lui le coppie ghei fanno strano.
Ma non è che Rino sia impazzito e durante un’intervista, alla domanda: “che ne pensa della squalifica della Francia agli Europei?” è partito con una filippica sul fatto che per lui le coppie “vere” sono quelle formate da un lui e una lei e non da un lui che vorrebbe essere lei e un altro lui che vorrebbe essere, se possibile, ancora più una lei.
L’intervistatore, latore della curiosità della più vasta popolazione di CT sulla terra, cosa gli va a chiedere? “Cosa ne pensa delle unioni omosessuali?”, che detta così tanto valeva gli chiedesse dove fosse il bagno delle signore.
Quindi per questo oggi mi sono chiesto se non sia vero anche il contrario dell’affermazione del mio professore ovvero: non esistono risposte stupide ma solo domande idiote. Io figuriamoci se voglio difendere l’ignoranza della gente, tanto più che sogno staccionate dipinte di verde intorno al giardino di casa, una stanza per i bambini e una familiare guidata da mio marito, ma mi rendo conto che non ci si può stupire se non esce sangue da una pietra (a meno che questa pietra non sia la Madonna di Civitavecchia che invece fiotta come un ruscelletto).
Io la trovo una dichiarazione del tutto coerente con il personaggio e le vesti lacerate dei rappresentanti ghei che si dicono dispiaciuti per questa dichiarazione perché i giocatori sono esempio per tanti giovani e quindi le loro esternazioni omofobe potrebbe ingenerare razzismo, è una idiozia bella e buona. Non spetta ai giocatori ne agli attori ne ai conduttori dell’Italia sul 2 dare esempi di vita. La gente, per fortuna, è meno idiota di quanto si possa credere.
Non mi pare infatti che ci siano milioni di adolescenti che fumano crack, vanno in giro senza mutande e frequentano ereditiere di facili costumi (scegliete voi quale delle tre cose sia la peggiore) solo perché Britni Spirs lo fa. Il mio mito è la Moroni della Prova del Cuoco eppure io se voglio mangiare una lasagna o me la compro o non c'è verso che me la sappia preparare da solo.
mercoledì 25 giugno 2008
Gattuso i giornalisti e i gay. E' piu' idiota una risposta o una domanda?
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15:58:00
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Spottone pro pride su Repubblica Bologna. C'e' aria di flop. Supererà Roma?
Gaypride lungo 5 chilometri. Trenta camion sfileranno sui viali. Invitato anche Caffarra. Proiezione gratuita del film "Tutto su mia madre" di Almodovar.
(Eleonora Capelli - La Repubblica, edizione di Bologna) Un corteo lungo cinque chilometri guidato dalle parole d´ordine parità, dignità, laicità e libertà, «concetto preferito di gran lunga a quello di sobrietà». Così sabato scenderà in piazza l´orgoglio gay, che ha trovato una madrina d´eccezione nell´astrofisica Margherita Hack e si concluderà con Vladimir Luxuria sul palco di piazza VIII Agosto. Gli organizzatori del Bologna Pride invitano alla manifestazione nazionale anche il Cardinale Carlo Caffarra, che aveva bollato i legami omosessuali come in grado di «inficiare ogni rapporto sociale», a prendere parte al corteo che richiamerà oltre 30 mila partecipanti da tutta Italia. «Venga anche Caffarra insieme a noi - ha detto Marcella Di Folco, portavoce del Pride - tra tanti trans, qualche gonnella in più non può far male». Ironia dissacrante, musica e un lungo percorso per le strade cittadine per rispondere a quella che i vertici nazionali di Arcigay definiscono «un clima davvero pesante». Così se il poeta cattolico Davide Rondoni ha annunciato che leggerà il canto della Divina Commedia di Dante sui sodomiti durante il corteo, una modella della «Maison du Cassero» canterà una canzone di Cindy Lauper dall´altra parte della strada. La creatività irriverente del resto è una delle cifre che da sempre caratterizzano questa manifestazione, che sabato prenderà le mosse da piazza di porta Ravegnana. L´appuntamento per i partecipanti è sotto le due torri alle 14 poi il corteo percorrerà via Castiglione e alle 15.30 ai Giardini Margherita si riunirà con l´anima più ludica, 30 camion che scandiranno il percorso a ritmo di musica. Colonna sonora della sfilata e inno ufficiale del Pride sarà «Tango diverso» di Toto Savio, brano di chiusura di un film importante sull´omosessualità, «La patata bollente « di Steno del 1979. Una volta arrivati ai Giardini Margherita, i partecipanti dovranno farsi coraggio: li attende un percorso di cinque chilometri lungo i viali, da piazza San Mamolo a Porta Saragozza, dove, all´altezza dei giardini di villa Cassarini ci sarà un momento di raccoglimento davanti al monumento per le vittime del nazifascismo. Poi ancora sfilata in musica lungo i viali, toccando piazza Sant´Isaia, porta San Felice, piazza IV Novembre. Una volta arrivato all´attuale sede del Cassero, il corteo imboccherà via Don Minzoni fino all´agognata meta di piazza VIII Agosto, dove l´arrivo è previsto per le 18.30. Sul palco allestito lungo la scalinata della Montagnola, dove farà da moderatore Vladimir Luxuria, niente microfono per le personalità politiche. Gli interventi sono riservati ai leader dei movimenti di gay, lesbiche e transessuali oltre che ai rappresentanti delle associazioni e della società civile, tra cui un rappresentante della Cgil. Un mondo che ha aderito in molte forme alla manifestazione: dall´Anpi nazionale a Libera, da Amnesty International a Arci nazionale. Le adesioni politiche sono quelle previste, da Prc a Pdci, dai Verdi all´Italia dei Valori, dal partito Radicale a quello Socialista, fino al Pd della provincia di Bologna. Il Gay Pride però non è solo un momento politico: dopo gli interventi sul palco si esibiranno gli Alcazar in concerto e dalle 22 per tutta la notte la festa prosegue al Parco Nord con «The official pride party» (Ingresso 15 euro). Un primo appuntamento culturale però è in piazza maggiore giovedì alle 22 con la proiezione gratuita del film «Tutto su mia Madre» di Pedro Almodovar. Una festa che è costata lunghi preparativi, resa più preoccupata dall´arrivo al Cassero di una lettera di minacce con la scritta «Mi dispiace per voi, ma ho sempre scherzato» accompagnata da un cerotto.
Veltroni contrattacca: “Il buco di Roma? Una bufala: è inferiore a quello di Milano”.
Durante una conferenza stampa il leader Pd ed ex sindaco della capitale ribatte alle accuse lanciategli da Berlusconi e Alemanno: “Il neosindaco di Roma” dice Veltroni “ha subito una campagna decisa dal presidente del Consiglio per attaccare il capo dell’opposizione”.
Al leader Pd non è certo andato giù quell’epiteto, “fallito”, rivoltogli da Berlusconi: “Lui è l’ultimo” dice “a poter parlare, visto che il suo governo ha lasciato 30 miliardi di debito”. Veltroni spiega, mostra tabelle e cifre “il buco è di 6,8 miliardi come certificato dalla Ragioneria generale di Stato, non ci sono dati occulti”.
Secondo l’ex sindaco si tratta di una voragine “accumulata durante decenni e comunque inferiore, nel dato pro-capite, al debito dei cittadini milanesi: 2.480 euro contro i 2.540 per romano”. I problemi di bilancio derivano, secondo Veltroni, “dalla sperequazione dei trasferimenti erariali pro capite (più soldi a Milano) non compensati dal governo, e dai mancati trasferimenti della Regione dovuti al buco della sanità laziale lasciato da Storace”. E la liquidità sarebbe in crisi anche “per l’abolizione dell’Ici” voluta dal governo.
“È molto pericoloso per Roma negare o minimizzare l’esistenza di un’obiettiva e grave emergenza finanziaria che investe il bilancio del Comune”, risponde in una nota di risposta alle parole di Veltroni il sindaco di Roma Gianni Alemanno. “Le affermazioni di Veltroni potrebbero dare nuovi argomenti a coloro che negano la necessità di un forte intervento governativo per risolvere la pesante crisi economico-finanziaria in cui versa il Comune di Roma. L’unico atteggiamento responsabile”, conclude il sindaco, “non è quello di alimentare ulteriori polemiche politiche, ma di attivare una collaborazione politica e istituzionale”.
E il sottosegretario all’Economia Vegas gli dà man forte e ritiene “mostruosa la situazione dei debiti romani”.
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15:40:00
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Chiesa: I gaypride "sono esibizioni finalizzate ad una sorta di presa di potere".
Così Padre Giovanni Bertuzzi , frate domenicano, direttore del Centro San Domenico.
(Il Resto del Carlino) Padre Giovanni Bertuzzi , frate domenicano, direttore del Centro San Domenico, esprime sul Gay Pride un «giudizio personale». Manifestazioni come questa, commenta, «sono esibizioni che mi sembrano più finalizzate a una sorta di presa di potere che a una rivendicazione di diritti». Nel senso, spiega, che «si vuole attribuire alla condizione dell’omosessualità un ruolo sociale positivo, da fare poi riconoscere politicamente». Padre Bertuzzi ricorda però che «la Chiesa non condanna assolutamente gli omosessuali». Anzi, afferma, «li riconosce come suoi membri, li considera persone destinate alla santità, come gli altri esseri umani». Ciò che, invece, la Chiesa «non accetta, perché non conforme al suo magistero», è il fatto che gli omosessuali vogliano «formare delle famiglie con pari diritti rispetto a quelle normali». Poiché «la procreazione, finalità della famiglia, si può raggiungere solo attraverso l’unione di persone di sesso diverso». Padre Bertuzzi ammette che «non si tratta certo di un precetto divino, ma di una tesi sostenuta sul piano della finalità naturale dell’uomo».
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La Danimarca e la Svezia puntano sul turismo gay.
Propongono, in sinergia, offerte ad hoc per il pubblico gay.
(Gabriele Brambilla - Affari italiani) VisitDenmark, l'organizzazione turistica ufficiale della Danimarca, ha fatto sapere dello sforzo congiunto da parte delle due città della regione Oresund, distanti soltanto 35 minuti di treno. Il territorio, che comprende l'area della capitale danese insieme alla Scania (il Sud della Svezia) è da sempre pervaso da un'atmosfera all'avanguardia, rilassata e tollerante.
Molti sono gli eventi che i viaggiatori gay possono frequentare quest'estate. Il prossimo 12 luglio, ad esempio. 2mila passeggeri prenderanno il largo dal porto di Copenaghen per la Crociera Gay che arriverà fino a Stoccolma, passando per Tallin, Helsinki e San Pietroburgo. Sempre a Copenaghen avrà luogo, dall'11 al 16 agosto, l'annuale Copenaghen Pride: sono attesi carri allegorici, sfilate e bandiere arcobaleno. Ad ottobre ci sarà spazio anche per il cinema, con il consueto appuntamento col Gay & Lesbian Film Festival, dal 17 al 26 ottobre, giunto quest'anno alla 13esima edizione.
Dalla parte opposta del ponte dell'Oresund, a Malmoe, si svolgerà invece a settembre il Rainbow Festival: dieci giorni di mostre, danze, esibizioni e drag show non stop.
Nelle due città moltissimi sono i locali frequentati soprattutto da omosessuali. A Copenaghen c'è il Jailhouse CHP (12, Studiestræde), un bar intellettuale, come pure il CODE, ovvero un lounge bar che fa anche da discoteca. Anche a Malmoe vi sono decine di bar molto tolleranti, a partire dal Cafe Gustav Adolf, sito nell'omonima piazza, passando per il Club Trocader, ovvero la versione svedese del celebre Club 54. E gli Enti del turismo non si fermano qui. Sono pronte infatti negli uffici locali delle piantine per omosessuali. E in una sezione del sito di Copenaghen, www.copenaghen-gay-life.dk, si possono trovare informazioni utili per gay e lesbiche.
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Cagliari, censurati dalla destra il manifesto omosex.
Protesta di An e Fiamma contro uno striscione del Mos.
(L'Unione sarda) Non è piaciuto ai militanti della Destra giovanile il 6X3, raffigurante un bacio tra due uomini, affisso in viale Diaz dal Movimento omosessuale sardo. I giovani di AN hanno coperto quell'immagine con uno striscione con la scritta “Sì alla famiglia tradizionale, no alle coppie di fatto”. «Abbiamo voluto dare un segnale contro chi strumentalmente immagini forti per provocare - afferma Simone Spiga, promotore della protesta. «L'omosessualità è una scelta personale è non può essere una provocazione nei confronti di chi non è come loro. Nessuno condanna gli omosessuali ma è necessario far capire che non si possono accettare né provocazioni, né imposizioni. La campagna del Mos è la peggiore promozione che si possa fare per gli stessi omosessuali sardi». Al fianco di Spiga si è schierata anche Sardegna non conforme e Fiamma Tricolore. «Ottima iniziativa - sostiene Andrea Palmas - fortunatamente nell'Italia degli scandali c'è ancora chi crede nei fondamentali valori della vita, della tradizione e della famiglia. Il Movimento omosessuale sardo, attraverso iniziative di pessimo gusto e completamente prive di etica, cerca di trasformare quelle che sono ostentazioni personali in un volere collettivo». Alcune ore dopo l'affissione, lo striscione di AN è stato strappato da ignoti
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