(TGCom) Nonostante l'invito di Pippo Baudo in qualità di superospite italiano al prossimo Festival di Sanremo, Eros Ramazzotti non ci sarà "per impegni promozionali assunti all'estero", ha comunicato l'ufficio stampa. Nel frattempo il cantautore festeggia la sua ultima fatica "e2", risultato "il disco italiano più venduto nel 2007" con oltre 1.500.000 copie vendute in Europa, di cui circa 600mila in Italia, che gli hanno fruttato il disco di diamante.
Il doppio cd di Eros ha debuttato al primo posto della classifica iTunes e digital download e ha ottenuto le prime posizioni nelle classifiche europee: n.1 Svizzera e Grecia, n.2 in Germania e Belgio, n.3 in Austria, Spagna e Lussemburgo, al n.4 in Ungheria, al n.5 in Olanda e Danimarca, al n.6 in Francia. L’album è tuttora in classifica in diversi paesi dell’ Est-europeo. Secondo le classifiche di Billboard è attualmente uno dei 10 album più venduti in Europa dove per alcune settimane ha anche raggiunto la seconda posizione.
Intanto Eros Ramazzotti non sarà tra i superospiti del Festival di Sanremo 2008. L'annuncio arriva dall'ufficio stampa dell'artista: "Contrariamente alle numerose segnalazioni apparse sui giornali nei giorni scorsi, l'artista quest'anno non parteciperà come superospite alla prossima edizione del festival di Sanremo per impegni promozionali assunti all'estero".
L'artista era stato già ospite della kermesse nel 2006 quando era stato nominato commendatore e aveva proposto il medley "Terra promessa", "Una storia importante" e "Adesso tu". Poi con Anastacia aveva eseguito "I belong to you".
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Ennesima polemica sulla presunta omosessualità del cantante. "Ramazzotti non sei gay? Meglio per noi!". Aurelio Mancuso contro Eros Ramazzotti.
Mancuso "sgrida" Ramazzotti e Caldarola lo difende. Dichiararsi etero non è una colpa: Parità va bene, supremazia no.
venerdì 11 gennaio 2008
Eros, no a Sanremo e vendite record. e2 disco italiano più venduto nel 2007.
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Il Papa mette in croce Veltroni: per il degrado di Roma e la 194.
Di tradizionale, però, c’è stato solo l’appuntamento. Perché, durissime e inusuali, le parole del Pontefice sono andate di traverso a tutto il gotha dell’amministrazione capitolina, presente all’udienza: il sindaco della capitale Walter Veltroni, la giunta comunale, il presidente della Provincia, Enrico Gasbarra, e il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo.
Quello di Ratzinger, che di Roma è anche vescovo, è stato insomma un monito serio e circostanziato: “Un evento tragico come l’uccisione, a Tor di Quinto, di Giovanna Reggiani, ha posto bruscamente la nostra cittadinanza di fronte al problema non solo della sicurezza, ma anche del gravissimo degrado di alcune aree di Roma; specialmente qui” ha spiegato Ratzinger “è necessaria, al di là dell’emozione del momento, un’opera costante e concreta, che abbia la duplice finalità di garantire la sicurezza dei cittadini e di assicurare a tutti, in particolare agli immigrati, almeno il minimo indispensabile per una vita onesta e dignitosa”.
In un continuo crescendo, il Papa ha poi messo in guardia gli amministratori sull’aumento di situazioni di disagio sociale: “I prezzi degli alloggi, le sacche persistenti di mancanza di lavoro, e anche i salari e le pensioni spesso inadeguati rendono davvero difficili le condizioni di vita di tante persone e famiglie”, ha aggiunto Benedetto XVI, che ha voluto spingersi anche nella denuncia di quella che ha chiamato “emergenza educativa”. “Sembra sempre più difficile proporre in maniera convincente alle nuove generazioni solide certezze e criteri su cui costruire la propria vita”, si è lamentato Ratzinger, criticando “un contesto sociale e culturale impregnato di relativismo e anche di nichilismo”.
Infine, l’affondo. Sui Dico, inevitabilmente. Benedetto XVI ha infatti chiesto con forza che “le pubbliche amministrazioni non assecondino” attacchi “insistenti e minacciosi” contro l’istituzione della famiglia. “Come ho scritto nel recente messaggio per la Giornata mondiale della Pace” ha aggiunto il Pontefice, “la famiglia naturale, quale intima comunione di vita e d’amore, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, costituisce il luogo primario dell’umanizzazione della persona e della società, la culla della vita e dell’amore” ha aggiunto Sua Santità. E qui a tutti è parso chiaro il riferimento del Pontefice alle discussioni sul registro per le unioni civili avvenute nella giunta comunale di Roma e alla più recente prese di posizione di Veltroni, da leder del Pd, sulla 194.
Colpito da tante critiche, proprio il sindaco Veltroni ha accolto le parole del Papa come “domande che per ogni persona di buona volontà sono inevitabilmente suonate come un’esortazione. Una dolorosa e pressante esortazione. Ad avere occhi per vedere, cuore per condividere, mente per pensare, per progettare e lavorare in concreto in favore degli invisibili”.
Minacce a Bertrand Delanoe il sindaco gay di Parigi.
Il sindaco di Parigi e gay dichiarato Bertrand Delanoe, è oggetto di email intimidatorie inviate da un sito islamico radicale.
(Ap) Il sito e la persona che ha inviato le e-mail non sono ancora stati identificati dalle forze dell'ordine, le quali parlano in condizione di anonimato non essendo autorizzate a discutere pubblicamente dell'argomento. Esse affermano che il messaggio è partito da un sito web gestito da Salafiti, o fondamentalisti islamici. Il sindaco Bertrand Delanoe in una intervista alla radio RTL afferma di essere stato informato dei fatti dalle autorità sabato. Successivamente in una intervista TV sul canale iTele ha affermato 'Sono calmo. Ho tutte le informazioni di cui necessito ed ho completa fiducia nel lavoro delle forze di polizia in merito al terrorismo in particolar modo, e sulla protezione del sindaco di Parigi',
Forze nazionali e locali anti terrorismo stanno lavorando insieme sul caso.
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Siti pornografici e video hot sui telefonini : così trasgrediscono i sudditi di sua Maestà. Contrordine: tanto sesso, siamo inglesi.
Aumentano nel Regno Unito gli uomini ossessionati dalla libido. E che la sfogano anche per 8 ore al giorno...
(Il Corriere della Sera) Niente sesso siamo inglesi? Una volta, forse. Perché adesso i sudditi di Sua Maestà al sesso ci pensano parecchio. Tutti i giorni. Più volte al giorno. Di più: in tutto il Regno Unito sono in aumento gli uomini letteralmente «drogati di sesso», che manifestano la loro dipendenza soprattutto collezionando in maniera ossessiva immagini e filmati pornografici sui loro computer o telefonini.
OTTO ORE NEL PORNO - Un comportamento apparentemente innocuo, ma che in realtá mette a dura prova la relazione con la partner. A fotografare il fenomeno è un'indagine di Bbc News effettuata su 43 terapisti specializzati, l'80% dei quali assicura: si tratta di un fenomeno reale e in crescita, che spinge le persone a stare più di otto ore al giorno su siti vietati ai minori.
SFOGO A BASSO COSTO - La navigazione «a luci rosse» - spiegano gli esperti britannici - è oggi un sistema poco caro e sicuro per dare sfogo alle proprie manie di sesso: rispetto ai rapporti occasionali o al ricorso alla prostituzione, è un metodo che per così dire «tranquillizza» i sesso-dipendenti. Ma in realtá va a minare più a fondo i rapporti con la compagna, che si sente tradita e la maggior parte delle volte abbandona il partner per scarsa fiducia. Ancora diffusa è anche la «classici» dipendenza da sesso, che si manifesta con la necessitá di avere più rapporti, fino a 10-12 al giorno: una mania a cui la pornografia sembra sempre più accostarsi, amplificandola con risultati ancora più negativi.
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L’Europa guarda Napoli. E vede Bassolino che si comporta come un turista.
A farlo è il giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung che non usa mezzi termini per descrivere l’operato del governo campano e del suo presidente: “Il vero capolavoro di Bassolino e del suo predecessore sono gli sforzi per l’introduzione di un sistema di raccolta differenziata. Senza procedure concorsuali, e quindi con una semplice chiamata diretta sono stati assunti 2000 spazzini e comprate apparecchiature e camion per 65 milioni di euro. I camion sono scomparsi. Gli spazzini ammettono di non aver mai raccolto nemmeno un chilo di spazzatura. Le prime norme sull’emergenza, continua Tobias Piller, corrispondente dall’Italia dell’autorevole giornale tedesco, “sono del 1992. Nel 1993 Bassolino viene eletto sindaco. Un anno dopo viene dichiarato lo stato di necessità e nominato il primo dei nove commissari straordinari”. Da allora è tutto un trascinarsi di crisi in crisi. “E ancora politici come Bassolino propongono norme straordinarie in deroga ai principi del diritto per trattare direttamente con i candidati più desiderabili alla realizzazione degli impianti di smaltimento. E questo è il bello per chi tira i fili della politica: se bisogna trattare alla svelta, diventa molto più facile favorire amici di affari e protetti di partito senza badare troppo alla trasparenza”.
Ma il quotidiano tedesco è solo l’ultimo di periodici, giornali e televisioni ad aver ritratto a tinte forti la Campania e i suoi politici. Giappone, Arabia Saudita, Brasile, Inghilterra, Stati Uniti e molte altre nazioni ancora: all’appello non manca nessuno. E nessuno assolve i politici nazionali e locali (Bassolino in primis, ma anche il sindaco Rosa Russo Iervolino, il ministro Alfonso Pecoraro Scanio e il premier Romano Prodi) dallo status quo partenopeo.
Aveva cominciato Le Monde annunciando il 4 gennaio “duemila tonnellate di spazzatura nelle strade della città”, l’aveva seguito El Pais e l’Indipendent con la fotografia dei manichini di Bassolino e della Iervolino impiccati.
Fino a ieri, quando, in un’editoriale in prima pagina, il maggior quotidiano finlandese, Helsingin Sanomat descriveva il caos dei rifiuti di Napoli come “una vergogna per l’Italia” aggiungendo che “il colpevole maggiore è l’inerzia sia dell’amministrazione comunale che dei politici napoletani”.
A fargli eco sono anche i principali quotidiani israeliani, da Yediot Aharonot ad Haaretz.
Non meno dura l’emittente televisiva Cbs che ha accusato della crisi “amministratori corrotti e malavita organizzata”.Giorni prima, l’emittente araba Al Jazeera accostava il caso Napoli ad altre catastrofi naturali come inondazioni, terremoti ed eruzioni. E dal resoconto di tutte le altre testate, insieme alla cronaca impietosa delle inefficienze dei politici partenopei, sembra emergere la stessa fatalità e impotenza delle più gravi tragedie naturali.
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Musical. Ritorna "A chorus line" della Compagnia della Rancia.
(Tuzone) “A Chorus Line”, il re dei musical, torna in Italia in una nuova edizione prodotta dalla Compagnia della Rancia. Lo spettacolo debutta al Teatro Alfieri di Torino dal 17 al 20 gennaio per poi proseguire il tour a Milano, Roma e Assisi. Anche questa nuova edizione di “A Chorus Line” vedrà la regia associata di Baayork Lee e Saverio Marconi, curatori già delle precedenti edizioni. “A Chorus Line” è soprattutto un omaggio al teatro, all’etica del “si va in scena”, dei sacrifici occulti che gli attori sostengono e dei traumi che vivono, perché ogni volta che si apre il sipario ciascuno porta alla ribalta un pezzo della propria vita.
Poche scene, anzi nessuna, solo uno specchio sullo sfondo, ed un gioco “elettrico” che cambia continuamente voltaggio tra finzione e realtà. Lo spettacolo che ha vinto 9 Tony Awards ed il premio Pulitzer, ha rivoluzionato il musical, perché davvero, per la prima volta, adopera sullo stesso piano il testo, la musica, la coreografia ed il personale carisma degli attori, che diventano subito amici e nostri complici, portandoci per mano in una visita guidata tra illusioni e delusioni del teatro moltiplicati all’infinito dallo specchio.
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