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mercoledì 10 settembre 2008

Procedura contro Sabina Guzzanti per vilipendio al Papa al "No cav day".


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L'iniziativa in base all'articolo 290 del codice di procedura penale e del concordato tra Italia e stato del Vaticano. Gli inquirenti hanno chiesto l'archiviazione per le frasi di Beppe Grillo su Napolitano.

(Quotidiano.net) La Procura di Roma ha chiesto al ministro della giustizia l'autorizzazione ad avviare un procedimento a carico di Sabina Guzzanti, per quanto dichiarato dall'attrice l'8 luglio scorso, in occasione della manifestazione "No Cav Day", svoltasi in piazza Navona. La showgirl è indagata per il reato di vilipendio.

L'iniziativa dei pm Angelatonio Racanelli, Sergio Colaiocco e del procuratore capo Giovanni Ferrara, è presa in base all'articolo 290 del codice di procedura penale e del concordato tra Italia e stato del Vaticano che equipara, e quindi protegge, che la figura del pontefice a quello del Capo dello Stato.

Gli inquirenti hanno poi chiesto l'archiviazione del fascicolo riguardante le frasi pronunciate da Beppe Grillo, nella stessa occasione, e che riguardavano il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Secondo l'interpretazione dei magistrati quelle del comico genovese erano delle battute in cui non erano contenute offese o frasi irriguardose, ma solo comiche.

La posizione di Grillo è stata valutata sotto il profilo della satira e del diritto di critica. Le parole, invece, della Guzzanti sono state valutate estremamente irriguardose nei nei confronti del Papa. L'autorizzazione al ministro è un passaggio necessario per instaurare il procedimento nei confronti dell'attrice, che comunque è stata iscritta sul registro degli indagati per l'ipotesi di reato di vilipendio. I magistrati in questi casi hanno proceduto d'ufficio.
Per quel che riguarda invece le parole della Guzzanti per Mara Carfagna, per avviare un fascicolo servirebbe una querela dello stesso ministro delle Pari opportunità. Ma ad oggi, a piazzale Clodio, non è stata ancora posta all'attenzione degli inquirenti una denuncia.

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Le donne sono predisposte alla bisessualità?

Secondo una ricerca condotta in Canada per le donne un nudo maschile è eccitante quanto un bel paesaggio. Risulta invece più eccitante un nudo femminile: siamo quindi predisposte alla bisessualità?

(Girlpower) E’ vero: un corpo femminile nudo è più armonioso a vedersi, più piacevole e dolce da guardare, anche per una donna eterosessuale. Ma che addirittura per una donna non lesbica, un corpo femminile nudo sia più eccitante di un uomo nella stessa condizione, proprio non me lo aspettavo. E’ quanto è risultato da una ricerca del Center for Addiction and Mental Health dell'Università di Toronto, volta proprio a scoprire cosa può risultare eccitante per una donna.

La ricerca ha evidenziato tendenze assolutamente inaspettate dell’inconscio e del conscio femminile: "Per le donne eterosessuali - afferma la dottoressa Meredith Chivers, che ha guidato la ricerca - guardare un uomo nudo che passeggia sulla spiaggia è eccitante quanto ammirare un paesaggio". Ma il fatto secondo me è che dipende da qual è il paesaggio. E forse anche dai soggetti presi in esame.

In pratica, un gruppo di signore è stato sottoposto alla visione di diversi filmati, erotici e non; nel contempo le signore sono state monitorate dal punto di vista dell’eccitazione genitale. Come? Con un apparecchio molto sofisticato chiamato foto pletismografo, si spera più affidabile della macchina della verità dei nostri canali televisivi. Dalle trascrizioni del suddetto aggeggio, è emerso quindi che una donna eterosessuale ammirante un bel fascio di muscoli che fa yoga senza veli, si eccita come quando contempla un paesaggio innevato dell’Himalaya. E allora cos’è che eccita queste donne così pretenziose? A quel che dice il misterioso foto pletismografo, sarebbero altre donne nude, che nella fattispecie dell’esperimento, fanno ginnastica (?!?).

donne-e-bisessualitaOk, cerchiamo di riordinare le idee: un uomo con una bella tartaruga sulla pancia e dei bicipiti da urlo, in affascinante atteggiamento da yoga e senza un brandello di tessuto addosso, è paragonato a una montagna innevata, perché considerato in un atteggiamento poco “erotico”; una donna qualunque che fa ginnastica è invece eccitante, perché in una situazione più accattivante. Qualcosa non mi quadra.

Tuttavia la dottoressa Chivers sembra convinta dei risultati della sua ricerca e sostiene che "alle donne ciò che importa veramente non è il sesso dell'attore nel video ma il grado di sensualità emanato dalla scena stessa. Le donne - precisa l'esperta - sono più stimolate da video di autoerotismo, ed ancora di più da scene grafiche di coppie, etero o gay, che hanno rapporti sessuali". Come a ripetere la solita frase da manuale “la donna ama il contenuto e non l’involucro”.

Inoltre lo studio confermerebbe certe convinzioni che ultimamente pervadono gli studi dei sessuologi americani, sulla presunta bisessualità latente o predisposizione naturale alla bisessualità, delle donne; la Chivers però tiene a sottolineare che concludere dal suo studio che ogni donna è predisposta alla bisessualità per natura, sarebbe riduttivo e fuorviante, in quanto la psicologia femminile è più profonda, sottile, individuale: "Concludere che tutte le donne siano bisessuali in base alle loro reazioni in questo studio, trascurerebbe la complessità e multidimensionalità della sessualità femminile". L'apparente flessibilità delle donne, secondo la ricercatrice dimostra semplicemente "una maggiore predisposizione alla bisessualità rispetto al mondo maschile".

Ammetto che il contatto fisico tra donne eterosessuali è più facile; ammetto che la donna non soffre di quello che per l’uomo è un grande problema e che si indica come omofobia; ammetto anche che vedere un bel corpo femminile, anche per una donna etero, può essere piacevole (oltre che scatenare crescenti invidie) e potrebbe addirittura suscitare fantasie bisessuali. Ma per favore non ditemi che un bronzo di Riace o un fisico asciutto ma tonico (a seconda dei gusti) non suscitano nulla in una donna etero e senza problemi con la propria sessualità, perché a quel punto si tratterebbe soltanto di ipocrisia.

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Luxuria: "Ho amato una donna!" Fotografata nuda per la grancassa pubblicitaria.

(TGCom) "Mi piacciono gli uomini, ma anni fa ho amato una donna, Sarah, con cui ho condiviso tutto": Vladimir Luxuria non smette di stupire e, prima di partire per "L’Isola dei famosi" non solo si fa fotografare per la prima volta senza veli, ma confessa al settimanale Chi la sua passione per una lei. Oltre al nome, Luxuria rivela la nazionalità, inglese, e una caratteristica fisica, la sua grande bellezza.

Una storia di coinvolgimento totale, quella raccontata dall’ex deputato di Rifondazione che proprio nei giorni scorsi ha ammesso di aver avuto delle avances anche in Parlamento.

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Il Papa a Parigi. Facciamo Breccia aderisce a Remballe ton Pape.

(Facciamo breccia) Remballe ton papeNei giorni 12, 13, 14 Settembre prossimi Joseph Ratzinger sarà per la prima volta in Francia, invitato da Nicolas Sarkozy. La visita si situa indubbiamente nell’ambito del progetto “radici cristiane dell’Europa” rispetto al quale, falliti i primi tentativi effettuati direttamente a livello di Unione Europea, il Vaticano sta proseguendo con la tecnica dell’”accerchiamento”. Le posizioni di Sarkozy, in particolare per quanto riguarda le politiche sociali (o “non-sociali”), si sposano perfettamente con la proposta “etica” del Vaticano di far gestire alla “famiglia” (cioè al lavoro gratuito delle donne) l’attuale crisi economica che si intende risolvere con l’eliminazione di tutti i servizi sociali.Se il tentativo egemonico vaticano ha mire globali (ricordiamo la recente visita di Ratzinger a Sidney) l’Europa è il “vecchio continente” da cui storicamente si è dipanata la colonizzazione cattolica, e dove si rende necessario per Ratzinger essere in posizione di forza. Ancora una volta i soggetti che si ribellano a questa crescente “ingerenza”, che è qualcosa di più della semplice imposizione di una delle tante religioni ma svolge un ruolo di controllo sociale che si va via via delineando con maggior chiarezza, sono proprio i soggetti che in questo nuovo panorama sono i più negati ed oppressi: donne, lesbiche, gay, trans. Ecco allora che se in Italia c’è Facciamo Breccia e No Vat, in Australia è nata la scorsa estate, in occasione della visita ratzinghiana la “No to Pope Coalition (http://www.notopope.com/)”, un coordinamento analogo al nostro che sosteniamo nell’ambito di un reciproco riconoscimento, in Francia nasce per l’occasione “Remballe ton pape!” (http://remballe-ton-pape.over-blog.com/) che lancia un appello per restituirci Ratzinger. Se da un lato ci dispiace che neppure ad Avignone lo vogliano più, dall’altro Facciamo Breccia saluta e appoggia con entusiasmo la manifestazione parigina REMBALLE TON PAPE del 12 settembre. Di seguito l’adesione di Facciamo Breccia a Remballe ton pape.

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Gianfranco Rotondi: "Ma io, cattolico, difendo i gay". E va dritto per la sua strada.

(Susanna Turco - Liberal) «Sono un politico di ispirazione cristiana che non prende ordini e non si fa spaventare dagli anatemi». Non perde l’abituale ironia e dice che alla fine avrà gli applausi «sia della Cei che dell’Arcigay», ma ci va giù duro, Gianfranco Rotondi. Nel giorno in cui Avvenire lo chiama in causa con un corsivo, accusandolo di incoerenza per l’annunciato progetto di legge sulle unioni civili, il segretario della Nuova democrazia cristiana dedica l’ora di pranzo a ribaltare l’argomentazione contro il quotidiano dei vescovi. Di più: arriva anche a toccare le ragioni personali per le quali non ritiene incoerente il suo agire, anche in difesa dei diritti dei gay: «Mi sono sposato in chiesa, ma tutto ciò che è al di fuori di questo patto eterno davanti a Dio, per me che sono cristiano, è interessante solo su questa terra», spiega. E aggiunge: «Per me occuparmi dei diritti dei gay è come parlare dei diritti dei divorziati e dei loro figli. Non tutti i peccati sono reati».

Non avverte su di sé l’incoerenza di cui l’accusa il quotidiano della Cei?
Avverto l’incoerenza giornalistica di Avvenire. Nei giornali le fonti si verificano sempre. Loro no: lanciano un anatema preventivo senza sapere cosa voglio fare. La mia sfida sarà preparare un testo nel quale anche il quotidiano della Cei si troverà d’accordo.

Ma i valori? Gli appelli di Benedetto XVI? La famiglia come nucleo portante della società?
Senta, io sono un indegnissimo erede di De Gasperi, Moro e Sullo, contro cui pii corsivi furono indirizzati per fermare l’alleanza coi partiti laici, il centrosinistra, la riforma urbanistica. E mi dispiace che siamo tutti caduti in miseria, ma il metodo rimane lo stesso: aderire ai principi, non obbedire ai corsivi. Così potrà crescere quella nuova classe dirigente auspicata da Benedetto XVI.

Ma si ricorda il putiferio che è venuto giù tra Pacs, Dico e Cus?

Il politico cristiano deve risolvere i problemi di tutti. Non mi invento io i figli delle coppie di fatto e i conviventi senza diritti.
All’epoca, il centrosinistra ha adottato una soluzione ideologica, dal presupposto inaccettabile: equiparare le convivenze alla famiglia. Non è certo il nostro obiettivo.

Intendete tutelare anche le unioni gay?
Ma perché mai i gay non dovrebbero aver diritto ad assistersi reciprocamente nella malattia o a succedere nel contratto di affitto? Fare una legge che, agendo sui diritti soggettivi, garantisca questo significa risolvere questioni pratiche. Questioni che la saggia Dc avrebbe chiuso con un compromesso e una leggina, magari a Ferragosto.

Due anni fa Prodi ha fatto un buco nell’acqua. Perché ricominciare?
Dirò una cosa molto dura, ma è ora di farlo. Sono un cristiano, mi sono sposato prima in municipio e poi in chiesa. La sera prima delle nozze a mia moglie ho detto pensaci bene, siamo cristiani, per noi è per sempre. Tutto quello che è fuori da questo patto eterno davanti a Dio, per me che sono cristiano, è interessante solo su questa terra; ed io, come legislatore, i diritti dei mortali li amministro solo su questa terra: quindi per me occuparmi dei diritti dei gay è come parlare dei diritti dei divorziati e dei loro figli. E un affare terreno, doveroso per chi, pur da cristiano, deve legiferare per tutti e tenendo unita la società. Come disse Rocco Buttiglione - incompreso - a Strasburgo non tutti i peccati sono reati e viceversa. È una distinzione che fonda la cultura liberale e spiega perché uno come me, che in quarant’anni non ha mai perso una messa, si affatichi tanto per le vedovanze fuori sacramento.

E’ ottimista sui risultati?
Brunetta ha un geniaccio tale che alla fine applaudiranno sia la Cei che l’Arcigay.

La proposta di legge a che punto è?
Nero su bianco non c’è ancora nulla. L’importante è che sarà a costo zero per lo Stato.

Non ci sarà la reversibilità della pensione?
Esatto: così abbiamo chiuso la polemica sull’ipotesi che si tratti di una famiglia alternativa. Vogliamo invece introdurre diritti nelle cure, nella successione nel contratto di affitto e nella proprietà della casa. Proponiamo una sorta di contratto unico valido davanti allo Stato, limitatamente alle questioni accennate e restando nell’ambito del diritto privato.

Chi sarà della partita?
Ci sono altri colleghi attenti al tema: questo corsivo di Avvenire è stato coli rapido perché si sa che cattolici eminenti e anche eminenze hanno approvato le mie dichiarazioni.

Come rassicurerà i cattolici?
Il testo nascerà da un dibattito culturale che partirà dal mondo cattolico. Sentirò anzitutto colleghi come Pezzotta, Binetti,Volontè ed altri. Ed è chiaro che l’iniziativa avrà successo solo se ci sarà più o meno l’unanimità. Altrimenti non partiamo neanche.

E perché un Parlamento di centrodestra dovrebbe venirvi dietro?
I veri conservatori sono quelli che al momento giusto sanno salvare il minimo indispensabile: altrimenti la rivoluzione li travolge.

Il Pdl travolto da masse di coppie di fatto?
Voglio dire che se lasciamo il problema irrisolto e, per un malaugurato accidente, il governo dovesse cadere... La Chiesa lo sa come risolverebbe il problema la sinistra tornata al potere?

Lo dica lei.
Alla Zapatero. Perciò, qua giù nelle retrovie c’è un manovale cristiano al lavoro.

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La destra minimizza. Ministra Meloni "Non si può dire che a Roma i gay siano in pericolo".

"E' una citta' tranquilla verso gli omosessuali".

(AdnKronos) Non si puo' dire che i gay a Roma siano in pericolo: questa e' una citta' che per tutta l'estate ha ospitato manifestazioni gay, che ha una strada a loro dedicata. E' una citta' tranquilla verso gli omosessuali. Dipingere Roma come insicura per i gay mi pare una forzatura". A parlare e' il ministro per le Politiche giovanili, Giorgia Meloni, che in un'intervista al 'Corriere della Sera' ha commentato l'aggressione della coppia gay a Roma.

"Voler dire che Roma sia intollerante mi sembra ingiusto verso Alemanno e anche verso i romani - ha aggiunto la Meloni - Io credo nella responsabilita' di chi amministra se ci sono degrado, abbandono, quartieri lasciati senza niente. Ma non e' questo il caso. E mai, mai c'e' stata disponibilita' da parte di Alemanno verso la violenza o la discriminazione di qualunque tipo".

"Non mi pare proprio che ci sia un ritorno ad un clima pesante - ha concluso il ministro - invece mi sembra che, come accade ovunque, esistono degli episodi terribili. Si eviti di trasformarli in elementi di contrapposizione politica, e di strumentalizzarli. Determinati episodi si devono combattere tutti assieme".

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