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martedì 8 aprile 2008

Milano. Stazione Centrale, arrestato algerino per violenza sessuale su minore.

Lo straniero clandestino, già detenuto nel carcere di Bollate, aveva un provvedimento di espulsione.

(Cronaca qui) "Questa notte la Polizia Municipale ha arrestato un algerino di 43 anni clandestino, responsabile di violenza sessuale a danno di un minorenne italiano in condizioni di minoranza fisica e psicologica". Lo comunica il vice sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato.

Il fatto è avvenuto alle ore 19.20 nel sottopasso ferroviario di via Tonale, nei pressi della Stazione Centrale. Una pattuglia della zona 2 della Polizia Municipale, in servizio nell'area della Centrale, ha visto la scena di violenza da parte dell'algerino nei confronti del minore ed è subito intervenuta, arrestando lo stupratore e riconsegnando il minore alla famiglia. Quest'ultima aveva già sporto denuncia di scomparsa ai Carabinieri, il giorno prima.

L'extracomunitario arrestato aveva precedenti per spaccio, rissa, furto e atti contrari alla pubblica decenza. Già detenuto in Sardegna e a Bollate, su di lui pendeva un ordine di espulsione.

"L'emergenza clandestini - prosegue De Corato - responsabili nella nostra città della maggior parte dei reati violenti e predatori, come ha sottolineato il vice Ministro degli Interni Minniti, ha di nuovo il volto orribile degli stupri (386 i procedimenti avviati dalla Procura nel 2007). Questa volta addirittura ai danni di un minore con problemi mentali. Un fatto orrendo che ci auguriamo venga condannato con la giusta fermezza e che purtroppo conferma un trend evidenziato anche nella relazione dell'anno giudiziario. Ovvero, un rilevante incremento di episodi di violenza sessuale commessi nelle pubbliche strade da parte di stranieri, soprattutto irregolari".

"L'arresto compiuto prontamente dalla Polizia Municipale - aggiunge ancora De Corato - dimostra l'efficacia del piano sicurezza in Centrale. Grazie a 8 agenti della Polizia Locale, più un Security Point, oltre ai dieci uomini tra Carabinieri e Polizia di Stato, e la presenza di 78 telecamere, l'area è super controllata 24 ore su 24. Ma resta significativo il dato della Polizia Municipale, rilevato tra settembre e dicembre 2007, ovvero che gli stranieri denunciati o arrestati a Milano dai vigili sono stati complessivamente 776. Uno ogni 4 ore".

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Gentilini: "Via gay, lesbiche e Dc".

Show dello Sceriffo alla presentazione dei candidati di Lega e Pdl.

(Alessandro Zago - La Tribuna di Treviso) Gentilini show alla presentazione dei candidati di Lega e Pdl per le prossime elezioni comunali. Il prosindaco ha tuonato: non voglio democristiani (dimenticando che del Pdl fa parte anche la Dc di Rotondi). Lo Sceriffo ha dettato le regole ai candidati leghisti e alleati ed è tornato ad attaccare gay e lesbiche.

E ha avvertito i futuri assessori: «In giunta non si scaldano sedie, perché sotto ci metto i punteruoli di acciaio e vi buco il culo». Gobbo si è detto convinto della vittoria fin dal primo turno: «La nostra compagine sarà senz'altro quella che governerà Treviso per i prossimi cinque anni - ha detto - è la quarta volta che la Lega si presenta alla città, vinceremo». Intanto Paolo Camolei ha rilanciato la proposta di affiancare ai vigili urbani degli ausiliari stranieri, come mediatori con gli immigrati. Blitz della Sinistra Arcobalento con Nicola Atalmi, infine, contro il park Vittoria.

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Torino, omosessuale torturato dal convivente. Carabinieri arrestano banda di rumeni.

(TGCom) Un 60enne di Torino è stato rapinato, seviziato, torturato dal 21enne con cui aveva una relazione e che aveva accolto a vivere con sé un mese e mezzo prima. I carabinieri, grazie alla segnalazione della vittima, hanno arrestato quattro rumeni, tra cui anche Andrei Cristian Strachina, il giovane che aveva conosciuto nei giardini di Piazza Carlo Felice a Torino e con cui, dice la vittima, era nata una relazione sentimentale.

"Ho fatto amicizia con lui - ha raccontato il sessantenne - l'ho ospitato una prima volta, poi gli ho detto che poteva stare da me quanto voleva perchè mi aveva detto di non avere un'abitazione. Per un mese e mezzo è andato e venuto da casa mia ed è sempre stato gentilissimo".

"Quella sera - ha spiegato riferendosi al 22 maggio 2007 quando è stato aggredito - e' arrivato alle ore 23, da solo. Gli ho fatto da mangiare e poi sono andato a dormire, perche' non mi sentivo bene. Dopo circa mezz'ora è venuto a controllare come stavo,mi ha fatto girare per farmi un massaggio e a quel punto ho visto solo tanti mani addosso a me".

"Mi hanno legato, imbavagliato, messo uno straccio sugli occhi. Poi mi hanno picchiato, rotto due costole e una mandibola. Ogni volta checercavo di muovermi mi picchiavano di più. E' durato fino alle sei del mattino, quando sono riuscito a liberarmi", ha proseguito l'uomo.

"Ho deciso di raccontare la mia storia ai mezzi di informazione - ha detto - perché noi omosessuali non dobbiamo avere paura e dobbiamo denunciare fatti di questo genere quando capitano", ha concluso

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Polemiche per un pessimo articolo di "Pride". Oliari: "Quando l'obbiettività è polenta".

(Enrico Oliari*) Leggendo l'intervista che è stata rivolta a me e ad altri esponenti di GayLib sul numero di aprile del mensile omosessuale Pride, ho provato una profonda delusione. Sarà che, con il cambiamento del direttore si è alla ricerca di una nuova linea editoriale, sarà che siamo sotto campagna elettorale, ma quello che è certo è che con oggi si interrompe la mia collaborazione con la rivista milanese, un lavoro portato avanti con entusiasmo per anni partecipando alla rubrica "Voci dell'altra sponda" e ad altri servizi, ovvero le mie interviste ad Alina Castro, la figlia del Leader Maximo, a Marco, un omosessuale italiano condannato per sodomia in Tunisia, a Khalid, un giovane omosessuale in fuga dall'Afghanistan dei talebani, a Giovanni, un omosessuale diversamente abile (una delle prime interviste del genere), a Marcello Veneziani, a Ercolina Milanesi, a Paolo Karatossidis, e si potrebbe continuare a lungo.

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Amici di Maria. Polemica bollente. 180mila sms a serale. Adoc: potremmo chiedere sospensione programma.

(River-blog) I dati che seguiranno sono unici e sono tutti merito del lavoro dell’Adoc, l’associazione per la difesa dei consumatori, che sta seguendo la regolarità dello svolgimento della trasmissione Amici. Da diverse settimane il presidente, Carlo Pileri, ha un chiodo fisso: scoprire il giro d’affari dietro ad ogni puntata. Tirare fuori dei numeri non è stato facile, perché la produzione di Amici non ha mai fornito alcun dato. In ogni caso, secondo le stime dell’Adoc - che sono molto arrotondati per difetto - il televoto ha una media di 180mila sms a serale. A questi si aggiungono i voti infrasettimanali. Il risultato? Un volume di entrate tra i 2 milioni e mezzo e i tre milioni di euro per l’intera serie. Ripeto: “sono dati al ribasso” e quelli ufficiali potrebbero essere ben più alti. Spiega Pileri: “Questa cifra rappresenta circa il 20 per cento di tutte le entrate per televoto che in un anno raccolgono i vari programmi che prevedono questo strumento di partecipazione. Nel caso di Amici è rilevante anche il fatto che il televoto continua a riguaradre minorenni, e che vi sono casi segnalati di spettatori che hanno speso oltre 230 euro in una sera”.

Ma a questo punto c’è una seconda notizia. Giorni fa l’Adoc aveva richiesto, tramite i suoi legali, copia del regolamento della trasmissione. Nisba. Dalla produzione nessuna risposta. A questo punto, l’associazione dei consumatori è pronta a prendere una decisione drastica: “Stiamo valutando - anticipa a river-blog Carlo Pileri - la possibilità di chiedere un intervento urgente al Giudice per sospendere la puntata finale qualora non sia stata fatta chiarezza sul regolamento e sui termini del televoto”.

Ricapitolo: se l’Adoc non potrà visionare il regolamento, chiederà di non mandare in onda la puntata finale. Penso che sia la prima volta nella storia del programma che qualcuno pretenda di andare fino in fondo sulla questione del regolamento.

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Liz Taylor sostiene la causa per prevenire i suicidi dei gay.

(Queerblog) Liz Taylor, la grandiosa attrice statunitense vincitrice di ben due oscar, ha 76 anni. Una regina del cinema, ma anche del gossip e della cronaca, basti pensare ai suoi sei mariti e a tutte le disgrazie che l’hanno colpita durante la sua vita, come un delicata operazione all’anca e al cervello.

Ma eccola giovedì scorso immersa nell’impegno sociale come non mai, oltre alla sua fondazione amfAr, che sostiene la difesa dei diritti individuali, e la sua lotta continua per la ricerca e la cura dell’Aids. La foto è stata scattata all’Abbey di Hollywood in California, celebre gay bar oggi punto di ritrovo non solo omosessuale.

La causa che Liz è andata a sostenere la scorsa settimana è quella della Trevor Fund, che sostiene i giovani in difficoltà. La serata aveva come obbiettivo la raccolta di fondi per la prevenzione del suicidio degli omosessuali. E alcuni di noi, sani e in forma, se va bene andiamo giusto al Pride senza sapere il perchè.

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