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sabato 6 settembre 2008

Napoli. Individuati e fermati gli aggressori di Piazza Bellini.

Riceviamo un comunicato stampa da Arcilesbica Napoli che pubblichiamo.

LE VITTIME DI PIAZZA BELLINI E ARCILESBICA NAPOLI DENUNCIANO LE VIOLENZE.
Oggi, sei settembre duemilaotto, il commissariato di polizia presso via San Biagio dei Librai ha individuato e fermato, con l’accusa di tentata violenza sessuale, lo scellerato protagonista della violenta aggressione omofoba dello scorso ventinove agosto in piazza Bellini.
Il soggetto è stato segnalato alle forze dell’ordine in seguito alla coraggiosa denuncia delle vittime, rappresentate dall’avvocato Elena Coccia e sostenute dall’ associazione Arcilesbica Napoli, che ha a sua volta sporto querela per essere venuta a conoscenza dei fatti.

Esprimono soddisfazione per l’ottimo risultato ottenuto l’avvocato Coccia per l’associazione Giuristi Democratici e Arcilesbica Npoli per il Coordinamento Campano LGT, formato da i-Ken onlus e M.I.T. Napoli, nato proprio in seguito agli episodi di violenza omofoba verificatisi nell’agosto duemilasette sempre in piazza Bellini.

Un anno quasi esatto è trascorso dall’episodio di violenza omofoba che tanto scosse ed indignò la comunità omosessuale napoletana ed eccoci costretti a dover assistere ad una nuova ondata di brutalità dove, stavolta, si è infierito contro ragazze poco più che maggiorenni,profittando del medesimo “palcoscenico”: quella piazza napoletana che ancor oggi appare più come luogo votato al conflitto che alla socializzazione e all’incontro di gruppi differenti.

Un anno è trascorso, ma non inutilmente. E' stato infatti un periodo pieno d’iniziative finalizzate al coinvolgimento della cittadinanza nella lotta all’omofobia. Forte dell’azione portata dunque avanti, riconfermiamo oggi la nostra denuncia nei confronti delle Autorità statali e locali, che mancano di portare a realizzazione pratica uno “ stato sociale di diritto” in grado di garantire a tutti i cittadini, siano essi donne, immigrati, omosessuali o transessuali, pari diritti e pari dignità, a partire dalla libertà di aggregazione e dalla coesistenza di realtà sociali e culturali diverse.

Quest’atto di denuncia, oltre alla manifestazione di un grande coraggio personale, è forse anche il risultato di una politica per i diritti su cui molto abbiamo lavorato e lavoreremo e che rende il senso più profondo del nostro ruolo di associazioni; tuttavia, ciò non può impedirci –anche in un momento di soddisfazione- di ricordare come restino gravi le innumerevoli mancanze dell’organizzazione pubblica, che per prima dovrebbe apportare gli strumenti di sicurezza e integrazione necessari a che tra i cittadini –non solo omosessuali- fiorisca un senso di sicurezza e una cultura delle differenze.
In qualità di associazioni a tutela dei diritti civili non ci tireremo mai indietro di fronte a questi obiettivi ma siamo nelle condizioni di dovercene assumere tutto il carico, quando il perseguimento di questi dovrebbe essere prima di tutto compito dello Stato.

Insieme intendiamo continuare a lavorare per una società diversa da questa, in cui non esistano cittadini “minori” capro espiatorio dell’ignoranza e della violenza del branco. Una società dove il branco non esista. E dove la donna sia sempre persona. Ovunque. E non bastonata comunque.

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A proposito di "Un altro pianeta". Polemiche non cercate.

Abbiamo ricevuto questo commento all'articolo: "Venezia: "Un Altro Pianeta" di Tummolini miglior film gay. Ma ha vinto il marketing." a cui diamo volentieri una risposta.

Marco scrive:
Saremmo felici di sapere in cosa dovrebbe consistere questa fantomatica "operazione di marketing ideata e pianificata a tavolino"; l'applauso, durante la consegna dei premi collaterali, che ha accolto l'annuncio del Queer Lion a Un altro pianeta (applauso fatto da na platea di gay, etero, maschi femmine.. comunque TUTTA gente che il film lo aveva visto) metterebbe a tacere qualunque malalingua.
Sul fatto che il premio sia stato consegnato da un politico, è vero, se ne poteva fare a meno; ma non mi pare davvero una motivazione sufficiente per inficiare il lavoro di una giuria che ha lavorato in maniera seria, del tutto autonoma ed indipendente.
Quando i gay impareranno a lasciare la politica fuori della porta? ...e quando impareranno a non vedere trame e cospirazioni anche dove non ce ne sono?
Ah.. per inciso.. da cinefilo frequentatore di Venezia che a visto tutti e 15 i film concorrenti al Queer Lion: sì, il documentario su Valentino è molto bello; no, non meritava di vincere.
Marco
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Caro Marco,
una risposta a questo commento se la merita, soprattutto per stemperare la sua acidità.
Prima però vorrei farle una domanda: come mai utilizza il plurale?
Quel "saremmo felici" cosa significa? Chi siete? Quanti siete? Chi rappresentate e se nessuna risposta vien data a queste domande, perchè lei si esprime in questo modo? In fin dei conti rappresenta se stesso. Oppure parla per l'intero corpus Lgbtq italiano? E se ècosì non le sembra di essere un filo rindondante ma, soprattutto, immodesto?
Almeno noi il "pluralis" lo utilizziamo in quanto siamo una redazione e quindi rappresentiamo un gruppo di lavoro che concorda all'unanimità ciò che fa.

Ma prima di risponderle sgombriamo il campo da qualsiasi ambiguità, noi non crediamo che il regista abbia messo in moto scientemente qualsiasi operazione di marketing, a quello ci pensano gli uffici stampa e molte volte ci pensano i media stessi senza essere imboccati. Ne facciamo parte anche noi e sappiamo che mondo di furbacchioni è.

E ora entriamo nel dettaglio. Abbiamo cominciato a parlare di questo film in tempi non sospetti, ovviamente appena sono comparsi i primi pezzi sui giornali. Articoli, quelli sui giornali, che all'inizio calcavano l'onda, e molto, sul quanto poco fosse costato produrlo. Siamo onesti, il risparmio è un tema a cui gli italiani sono particolarmente sensibili per cui era ovvio che attirasse l'attenzione, eccome!

Un titolo che suonava del tipo "Come fare un film con mille euro" attraeva e di molto e soprattutto attraeva maggiormente quei giovani operatori del settore il cui sogno è fare un film e di colpo si ritrovavano ad avere un personaggio, anzi, in questo caso due, da idealizzare quali Tummolini il regista e Merrone l'interprete di "Un altro pianeta" film a bassissimo costo, secondo le loro dichiarazioni. E questo crea aspettative.

Punto secondo. Le stesse interviste di alcuni protagonisti, facevano intravedere che questo film avesse delle connotazioni di "low porn", altra materia che interessa agli italiani ed a cui i giornali danno particolare rilievo. E questo crea morbosità curiosità e, ovviamente, aspettative.
Chi abbia fatto intravedere la "materia porno" non è dato sapere ma, per onestà Antonio Merone dichiara: “Un equivoco nato da una chiacchierata con un giornalista -spiega , il protagonista- gli avevo detto che all’inizio del film c’era una scena di sesso forte”.

Concorderà che gli ingredienti ci sono tutti. E questo secondo lei non è "marketing" vuole chiamarle coincidenze o strumentalizzazioni operate da parte dei media? Faccia lei, ma i fatti sono fatti e probabilmente lei di marketing, ovverosia come vendere un prodotto, ci capisce poco o niente.

In quanto alla querelle sulla consegna del premio da parte di un politico, non può dirsi d'accordo con noi nel biasimarlo e poi criticare le nostre parole. Per quel che ci riguarda non ci siamo mai sognati di inficiare l'operato della giuria, tanto di cappello, ne tantomeno intravedervi dei complotti. Queste cose le ha tirate fuori lei, segno che "vedere trame e cospirazioni anche dove non ce ne sono" guardacaso è proprio lei e solo lei...
Possiamo muovere un appunto. Non le sembra particolarmente provinciale chiamare un premio "Queer Lion"? Ma lingua di Dante fa proprio così schifo?

Noi pensiamo che forse meritava di più il film su Valentino ma si sa ... de gustibus.
E lasciamo stare qualsiasi altra motivazione.

Notizie gay
Federico Salvati.

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Venezia. Il regista iraniano di "Khastegi" rifiuta il premio degli atei.

Il regista iraniano Bahman Motamedian, autore di Khastegi, ha rifiutato di ricevere il Premio Brian, assegnato dagli atei italiani al film più laico tra quelli presentati alla Mostra del Cinema di Venezia.
L’UAAR, nel ribadire il valore di un film che ha saputo trattare delicatamente il tema dell’identità sessuale in un contesto difficile come quello della società iraniana, non nasconde la propria amarezza: «è la dimostrazione che, quando si deve agire in un ambito fortemente intriso di religione, il rispetto e il dialogo possono venire meno, anche da parte di chi ha saputo esprimere questa sensibilità sul grande schermo».
La vicenda, concludono gli atei italiani, finisce per evidenziare una volta di più la necessità di affermare a ogni livello i valori della laicità e li incoraggia a proseguire il loro impegno. Per questo motivo, l’UAAR sarà lieta di assegnare il Premio Brian anche il prossimo anno.

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Milano. Venti di guerriglia urbana sull'apertura di "Cuore nero".

Dalle ore 15 i ragazzi del Torchiera tengono un presidio contro il circolo di estrema destra.

(Cronaca qui) Venti di guerriglia urbana aleggiano su Milano. Il pretesto è l’inaugurazione, oggi pomeriggio alle 17, della nuova sede di Cuore Nero, il centro sociale di ispirazione neofascista che sorgerà in via Pareto, quartiere Certosa, a soli 300 metri dalla cascina occupata Torchiera, frequentata da militanti “antifascisti”.

La base operativa sarà “Il sogno di Lohan”, ex negozio di lapidi mortuarie “regolarmente acquistato con il solo contributo dei simpatizzanti” - si legge in un comunicato. Dopo l’attentato dinamitardo che lo scorso anno distrusse il negozio, i rapporti tra le due frange militanti ora rischiano di diventare davvero esplosivi.

«Attenzione agli assembramenti di antifascisti in piazza Cimitero Maggiore» - si avverte sul sito ufficiale. I rivali del Torchiera, infatti, hanno annunciato un presidio contro l’apertura del circolo.

GUERRIGLIA URBANA
Gli scontri tra i due gruppi militanti hanno origini lontane. Nella notte del 16 marzo 2003 un giovane di nome Dax, frequentatore del centro sociale Orso (Officina di resistenza sociale), rimase ucciso dopo una lite violenta con alcuni militanti di estrema destra. Nel 2006 in corso Buenos Aires, un presidio nato per impedire il corteo di Fiamma Tricolore si concluse saccheggi e devastazioni. 26 persone, furono arrestate e 18 di loro condannati con rito abbreviato.

CUORE NERO
Cuore Nero nasce dall’idea di aprire un circolo culturale di estrema destra a Milano. Tra i suoi fondatori, Alessandro Todisco, ex irriducibile dell’Inter e Roberto Jonghi Lavarini. Il luogo prescelto non è casuale: l’ex negozio di lapidi è a due passi dal cimitero Musocco. Vicinissimo, non solo simbolicamente, al Campo X, dove sono sepolte le spoglie di un certo numero di SS, tra cui il comandante delle Brigate Nere Alessandro Pavolini.

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Il caso del vigile Caiazza su Clubbing: Troppi omissis e poche verità.

(Redazione) C'è molta confusione ed un fiume di parole sul caso del vigile Fabrizio Caiazza portato alla ribalta per la sua partecipazione, si dice in divisa d'ordinanza, ad un concorso di bellezza gay. Si fa fatica a capire il vero motivo per cui sia stato chiamato dinnanzi ad una commissione disciplinare. Non crediamo che Caiazza abbia partecipato a tale concorso in divisa è lui stesso il primo a negarlo e gli crediamo. Crediamo che sia ormai assennato e che quindi non abbia mai partecipato a tale concorso in divisa anche perchè il giovane vigile è già sotto inchiesta dinnanzi alla commissione disciplinare del Corpo dei Vigili Urbani di Milano per una precedente analoga leggerezza di cui è lui stesso a darcene conto in un'intervista rilasciata a Gay.it e di cui potete leggere l'estratto qui sotto:
Ora sfrucugliando meglio nel web abbiamo fatto una scoperta particolarmente importante a cui si è messa la sordina che potete vedere qui sotto. Guardate attentamente il nostro simpatico vigile cosa sfoglia:

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La foto menzionata nel servizio, pubblicata sul Calendario del Corpo dei Vigili Urbani di Milano 2008, e quindi di loro proprietà, è la stessa utilizzata anche per la copertina di "Clubbing" di maggio di cui parla nell'intervista a Gay.it lo stesso Caiazza e che ha portato quindi il nostro vigile ad essere convocato dinnanzi ad una commissione disciplinare.

Probabilmente ci sono dei corresponsabili di questo sgradevole fatto, in primis l'editore e il Direttore Responsabile di Clubbing, rei della stessa leggerezza di Fabrizio Caiazza che hanno pubblicato una foto di proprietà del Corpo dei Vigili Urbani di Milano per il loro calendario senza alcuna liberatoria o autorizzazione, anche perchè se fossero in grado di produrre uno di questi due documenti il nostro vigile non sarebbe al centro dell'inchiesta e non saremmo qui a parlarne.

Il vice-sindaco De Corato, ha dichiarato che l'omosessualità di Caiazza non centra nulla, e gli crediamo ma siamo meno propensi a credere che la sua obiettività restera ferma quando saprà della foto-copertina di Clubbing e che il direttore della rivista è Felix Cossolo, suo acerrimo nemico, e che sta raccogliendo firme pro lettera aperta al Sindaco del Comune di Milano e proprio contro un decreto da lui (il De Corato) fortemente voluto per la chiusura di alcuni locali in via Sammartini alle 22 perchè rei, secondo un'ordinanza forse esagerata, di tutti i mali possibili.

Vi chiederete perchè a questa notizia è stata messa la sordina, è nostra opinione che sia stata, diciamo, accuratamente nascosta per non pregiudicare la raccolta delle firme pro lettera aperta anti ordinanza e in secondo luogo per non evidenziare la terribile gaffe e lo "sgarbo" fatto da Clubbing e quindi dal suo editore e dal suo direttore responsabile al Comune di Milano.
Il perchè Gay.it non sia andato in fondo alla cosa non lo sappiamo, abbiamo solo scoperto che uno dei vice-direttori di Clubbing è anche il "direttore dei contenuti" di Gay.it, Daniele Nardini, lo stesso che firma l'intervista a Fabrizio Caiazza. Non ci permettiamo di arrivare a nessuna conclusione, polemica od opinione, vi diamo conto di un fatto.

Concludendo, siamo dell'opinione che Fabrizio Caiazza non debba essere lasciato solo (se occorre saremo in piazza con lui), se ci sono delle responsabilità che vadano equamente distribuite e che si ci sono delle scuse da fare, che vengano fatte da tutti gli attori di questa farsa ed in primo luogo che vengano fatte al Comune di Milano da cui dipende il Corpo dei Vigili Urbani . E' sconcertante che questo fatto non compaia sul sito ci Clubbing! Che storia imbarazzante inoltre per i firmatari della lettera aperta al sindaco Moratti e immaginatevi che sorriso a settantadue denti mostrerà De Corato...

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Pizzicati a far sesso in strada due anziani omosessuali.

Savona, le telecamere svelano il terzo episodio nel giro di otto giorni. Anziani a luci rosse allarme al Prolungamento. Classe 1926 uno e classe 1934 l’altro.

(Marco Raffa - Il Secolo XIX) Ci risiamo. Ancora una volta, e in pieno giorno, il tratto terminale della passeggiata Trento e Trieste si è trasformato in un’alcova a cielo aperto, obbligando una pattuglia di vigili urbani a intervenire con la massima urgenza per evitare imbarazzanti «incontri» tra i focosi protagonisti delle sedute di sesso spinto ed eventuali, incauti passanti. Ancora una volta è scattata una denuncia a piede libero per atti osceni in luogo pubblico, ancora una volta - dettaglio marginale ma forse non troppo - ad essere sorpresi in atteggiamenti inequivocabili sono stati due anziani savonesi, entrambi di sesso maschile (classe 1926 uno, classe 1934 l’altro) che evidentemente non hanno trovato di meglio, ieri poco dopo le undici del mattino, che appartarsi (si fa per dire) sotto il bastione del Priamar, vicino alla ringhiera che divide la passeggiata dalle sottostanti aree ex Italsider. A pochi passi c’è il cancello con il camminamento che porta al Priamar (e sono numerosi i turisti e i residenti in visita alla fortezza che scelgono di uscire da qui e scendere verso il Prolungamento). E il belvedere affacciato sulla spiaggia: non ci sono panchine, forse volutamente, ma è comunque un punto panoramico aperto al pubblico. Tanto aperto che ieri mattina un ragazzino in bicicletta e un anziano che, passeggiando, si era spinto fin quassù, hanno visto la scena e hanno fatto una precipitosa marcia indietro. Ancora una volta la telecamera di sorveglianza posizionata sul bastione del Priamar e collegata con la sala operativa della polizia municipale si è rivelata preziosa. Da qualche giorno questa «schermata» viene tenuta d’occhio con una certa attenzione. Anche ieri il dietrofront di ciclista e anziano hanno insospettito il vigile di turno che, zoomando (la telecamera, anche se dista una ventina di metri, è in grado di restituire dettagli di nitidezza «imbarazzante») ha centrato una scena tanto «hard» quanto, ormai, quasi consueta. Del resto non erano passate neppure ventiquattr’ore da quando, in circostanze identiche, nella tarda mattinata i vigili avevano «pizzicato» un’altra coppia omosessuale nel bel mezzo di un rapporto in piena regola: un tunisino di 43 anni e un savonese di 55, a loro volta denunciati per atti osceni in luogo pubblico .

Soltanto pochi giorni prima, il 28 agosto, più o meno nella stessa zona erano stati sorpresi altri due anziani, anche loro savonesi e classe 1926, intenti a masturbarsi reciprocamente e sempre in pieno giorno.

Difficile capire se si tratta di provocazioni (improbabili in anziani che hanno superato l’ottantina) oppure di coincidenze, o se viceversa questa zona sia storicamente luogo di incontri omosessuali e soltanto ora, grazie anche alle nuove tecnologie, si stia riuscendo a cogliere in flagrante i protagonisti delle avventure hard. «Anni fa si veniva qui con la fidanzatina per una passeggiata, per scambiare qualche bacetto e qualche carezza, con la scusa del belvedere affacciato sulla spiaggia - raccontano i savonesi con i capelli grigi - e magari dare un’occhiata a qualche ragazza in topless sulla spiaggia». Oggi la passeggiata può concludersi, invece, con immagini di sesso spinto tra anziani che potrebbero essere i nostri nonni.

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