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mercoledì 17 ottobre 2007

Oliari e Mancuso: In piazza si ma "privatamente".

Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto e letto, senza dar loro troppo peso, due comunicati che, curiosamente anche se in forme diverse, dicono la stessa cosa e sottintendono comunque lo stesso disagio che provano i gay di destra e di sinistra quando devono partecipare alle grandi riunioni di partito a cui fanno riferimento.

Il primo è quello di GayLib: (Ap com) Ci saremo anche noi, ma per la prima volta intendiamo aderire non più come singoli partecipanti ma come Associazione di gay liberali di centrodestra alla manifestazione organizzata da Alleanza Nazionale e dal Comitato per le libertà, che si terrà sabato a Roma". Lo afferma in una nota Enrico Oliari, presidente di GayLib, l'associazione gay di centrodestra".

Ma è forse per la paura delle pernacchie che GayLib fa retromarcia? Infatti dopo poche righe il comunicato come se facesse marcia indietro così prosegue:
(…) Non intendiamo, inoltre, sfilare con le nostre bandiere perché la tematica dei diritti delle persone omosessuali non è ancora nel programma del centro destra (gaylib propone le unioni omoaffettive). Siamo orgogliosamente gay, orgogliosamente di destra e altrettanto orgogliosi di scendere in piazza con la bandiera di Alleanza Nazionale.


Il secondo, quello dell’Arcigay, più stringato, più furbo e quindi meno ingenuo di quello di GyLib ha già pensato prima alle pernacchie e dice:
”(Dire) Non l'Arcigay come associazione ma il suo presidente onorario Aurelio Mancuso a titolo personale. Il movimento glbt sara' in piazza il 20 ottobre ma senza adesioni ufficiali da parte della piu' grande associazione che li rappresenta.”


Più onesti ed al solito più seri quelli del Circolo Mieli che dice in un comunicato:
” Apprendiamo adesso da un agenzia della Dire che il Circolo Mario Mieli non adirebbe alla manifestazione del 20 ottobre, facendo la distinzione tra l'associazione e il suo Presidente. In realtà il Presidente del Circolo Mario Meli, Rossana Praitano, è tra i primi firmatari della manifestazione alla quale il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli aderirà compatto, e sarà lì in piazza per rivendicare i contenuti politici della piattaforma”.

Morale: A parte un sonoro "ecchisenefrega come e perchè ci andate" e che sgorga poprio dal cuore, ormai è chiaro a tutti che ognuno (salvo il Circolo Mieli) pensa alla propria convenienza.
Ma soprattuto salta all'occhio in modo palese che entrambi temono l'omofobia e preferiscono un'azione, anzi, un'adesione, di basso profilo, defilata.
Come si dice:"Volare bassi per non pigliare i sassi."

Una domanda a GayLib e all'Arcigay: Quando i diritti per gli omosessuali saranno concretamente in discussione in un programma governativo e politico a sinistra come a destra?

Crediamo che mai come in questo momento in cui i nostri più elementari diritti civili vengono messi in discussione o dimenticati, ai raduni di massa organizzati da partiti o sindacati si debba partecipare con i propri striscioni e le proprie bandiere e non da privati cittadini seppur legittimamente. C'è comunque sempre un'alternativa: dimettersi.
Grillini può piacere o non può piacere ma ad esempio alla manifestazione del 20 ottobre avrebbe portato l'Arcigay in massa perchè non sarà messo in discussione solo il Welfare ma anche le promesse fatte nel programma governativo dell'unione e non mantenute. E fra queste ci sono i pacs, poi cus, poi dico e poi, dimenticati.

Salta all'occhio ed è sempre più chiaro che da una parte come dall'altra le dirigenze sono del tutto inadeguate.

Ndr. Il comunicato di cui parliamo in questo articolo è l'ennesimo maldestro scivolone dopo quello relativo alla solidarietà data al Monsignore gay e poi tolta.

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Is Jake Gyllenhaal gay?


E' la domanda che in molti si vanno ponendo negli Stati Uniti.
Certo le tracce sono molti, la più significativa è il suo rapporto con il sesso femminile infatti non lo si vede mai per più di una o due volte con la stessa ragazza e molte volte alle manifestazioni pubbliche lo troviamo assieme alle partners di lavoro o con la sorella.
In compenso ci sono alcuni indizi che portano a credere che il bel cow-boy di "Brokeback Mountain" sia gay.
Infatti lo troviamo spesso assieme al ragazzo che vedete in foto.
Le ultime sono state scattate ad una manifestazione sportiva e vede il bel Jack e l'altrettanto bell'amico accompagnatore. Foto che tra l'altro ritraggono Gyllenhaal con una faccia da pesce lesso, insomma da innamorato.
E' il suo boyfriend? Qual'è il suo nome? Lo conosce qualcuno?
Queste sono le domande che stanno scervellando i "gossippari" professionisti, e non solo, americani.
Un'altro caso come quello di Keanu Reeves che nel '95 alcuni giornali scrissero che si era sposato con il magnate hollywoodiano David Geffe con le successive smentite del caso?
Salvo poi l'intervento della madre di Keanu Reeves che più volte gli trovò fidanzate di convenienza. Staremo vedere, è certo che comunque i gay americani stanno con gli occhi sbarrati

In compenso, oltre alle foto vi mettiamo online due filmati relativi a "Brokeback Mountain".







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Rio de Janeiro: Più di 800 mila gay a Copacabana per il Pride.

Più di 800.000 persone hanno partecipato alla 12 parata dell'Orgoglio Gay che si è tenuta domenica scorsa a Rio de Jainero.

L'immensa sfilata si è tenuta lungo la nota spiaggia Copacabana per la gioia dei molti turisti. Numerosi i politici presenti tra cui il governatore Sergio Cabral.
Organizzata dalle associazioni omosessuali, lesbiche, transgender e travestiti (Glbt) brasiliane, ha visto tra i promotori anche il Ministero della Sanità e dell'Amministrazione Comunale di Rio.
Malgrado le temperature relativamente fresche molti partecipanti erano vestiti in modo succinto ed hanno ballato per tutto il tempo al suono del samba sventolando le bandiere arcobaleno universalmente riconosciute quale segno distintivo del movimento gay internazionale.
La manifestazione è stata anche l'occasione per protestare contro la lentezza con cui il Congresso sta affrontando alcune iniziative di legge: una che permetta il matrimonio tra membri dello stesso sesso, una contro l'omofobia ed una per il diritto all'autodeterminazione sessuale.
Negli ultimi dieci anni, secondo le associazioni che si occupano di diritti umani, in Brasile sono stati assassinati 2.582 omosessuali.
"Se non facciamo progressi contro l'omofobia la nostra democrazia non si consoliderà" ha dichiarato nel corso della parata il Governatore Cabral.
In giugno, più di tre milioni e mezzo di persone hanno riempito le strade del distretto commerciale di San Paolo per il più grande gay pride al mondo.

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Tv: Arriva la fiction in due puntate dedicata a Moana Pozzi.

Arriva la fiction in due puntate dedicata a Moana Pozzi, la star hard che riuscì a sdoganare il porno grazie a un accorto uso dei mass media. "Moana" sarà prodotto da Sky Cinema e Polivideo: il progetto è stato illustrato oggi durante la presentazione delle nuove iniziative della piattaforma televisiva.

Ancora sconosciuto il nome dell'attrice che dovrà interpretare un personaggio tanto complesso e contraddittorio. "Ringrazio Sky che ha accettato questa sfida", ha detto Alessandra Zingales, amministratore delegato di Polivideo, che vuole raccontare soprattutto la Moana "più personale, quella degli ultimi anni", una donna che ha attraversato indenne "i brutti anni ottanta".

Nella preparazione della fiction è stato coinvolto anche il marito Antonio Di Ciesco, che gli autori hanno consultato per ricostruire gli ultimi mesi di vita della diva, morta prematuramente nel '94.

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Nat Geo Music: un nuovo canale per tutta la musica del mondo.

Concerti esclusivi, videoclip e interviste: tutto sul linguaggio universale delle sette note.

(Alice notizie) Fiocco azzurro nel panorama dei canali satellitari: nasce Nat Geo Music, la nuova rete dedicata al linguaggio universale della musica. Non solo videoclip, ma anche concerti, interviste e documentari per sottolineare l'importanza delle sette note nelle diverse culture.

Tra le iniziative proposte da Nat Geo Music non bisogna dimenticare GEO SESSIONS (ogni lunedì alle 22.00): 30 minuti di concerto acustico di artisti da tutto il mondo appositamente organizzati e registrati da Nat Geo Music. Il debutto è affidato a Ben Harper.

Appuntamento con le playlist d'eccezione di VJ FOR A DAY, dove personaggi della musica, dello spettacolo e della cultura proporranno i loro video preferiti e spiegheranno il significato che la musica ha nella loro vita. Tra i primi a raccontarsi Will.I.Am dei Black Eyed Peas, il trombettista Roy Paci, lo scrittore Sandro Veronesi e il calciatore del Milan Clarence Seedorf.

Profumo di internazionalità con PLACE JAM, che propone tutta la musica di un paese straniero. E ancora: il mercoledì è la volta di WE LOVE, il programma incentrato sui generi e sugli artisti più amati dal pubblico o su un famoso evento musicale: i primi protagonisti saranno Manu Chao, il reggae e Angelique Kidjo. Il giovedì, invece, tocca a FUSIONS, con gli artisti che mescolano sapientemente il flamenco con l’hip hop, il tango con l’elettronica, la salsa con il rock. Se il venerdì FRESH JUICE offre i video più freschi e vivaci della settimana, durante il week end trova libero sfogo la dance music con UNTZ.




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E su You Tube arriva il filtro del copyright.

(Il Corriere della Sera) E' il primo tentativo di far rispettare la normativa sul copyright su You Tube. Google, la casa madre del principale sito di diffusione di video artigianali e non, ha presentato lunedì scorso un sistema che dovrebbe impedire in futuro la pubblicazione su You Tube di filmati, in tutto o in parte, coperti dal diritto d'autore. Una scelta, quella di Google, che è di fatto diventata una necessità, dopo che in marzo la Viacom ha intentato una causa da un miliardo di dollari alla compagnia di Mountain View, proprio per violazione del diritto d'autore. Tanti, troppi filmati apparsi su You Tube appartenevano infatti alla media-company americana.

Il sistema, denominato YouTube Video Identification, richiede però la collaborazione proprio di quelle media company che guardano con sospetto al sito di video-sharing.
In pratica acquisendo tutti i contenuti coperti da diritto d'autore, film, spot videoclip ecc... è possibile creare un'impronta digitale di ogni sequenza. Questa enorme massa di dati verrà inserita in un database che, ogni volta che l'utente tenterà di pubblicare un video, provvederà a comparare il filmato con i contenuti presenti nel database stesso e ad impedire la diffusione in rete di tutti i contenuti coperti dal diritto d'autore. In alternativa se ci sarà invece l'ok del possessore dei diritti, sarà possibile mettere in rete il contenuto, affiancargli della pubblicità e dividere con You Tube gli incassi. Google ha spiegato che attualmente sta già testando il nuovo sistema con 9 diverse media-company, tra cui la Disney, la Time Warner, la Cbs e la Nbc.


Attualmente però non è ancora chiaro quanto potrà essere efficace il sistema. Come ha spiegato l'amministratore delegato di Google Eric E. Schmidt al momento è impossibile raggiungere un'accuratezza del 100%. "La questione è: sarà preciso all'80% o al 90%?" ha detto Schmidt ai giornalisti nel corso di una conferenza stampa.
Non è però solo l'accuratezza di You Tube Identification a preoccupare sia i produttori di contenuti che i semplici utenti. Alcuni produttori di contenuti, come quelli sportivi, sostengono infatti che sarebbe pericoloso consegnare nelle mani di Google tutto il materiale in loro possesso. Si correrebbe il rischio di vedere girare clandestinamente in rete lo stesso i filmati, ma con una qualità molto migliore di quella attuale.

Sospettosi anche i navigatori che temono di essere identificati e citati in giudizio qualora mettessero in rete materiale coperto da diritti di cui magari loro non sono a conoscenza.

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