banda http://blografando.splinder.com

lunedì 24 marzo 2008

Lina paga cara il "lavoro di mano" fatto a Roberto. Interviene anche Ordine dei medici. Il video.

Sesso al Gf8: Lina rischia sanzioni. Dopo una notte bollente con Roberto.
(TGCom) Un momento di leggerezza rischia di costare la carriera alla dottoressa Lina Carcuro, la concorrente napoletana del Grande Fratello 8. Lo rivela Tv Sorrisi. Durante una notte "allegra" la Carcuro si è "lasciata andare" a letto con Roberto Mercandalli, tanto che le telecamere del reality sono state oscurate. Il comportamento della Carcuro, iscritta all'Ordine dei Medici di Napoli, potrebbe aver violato il rigido Codice deontologico.

Codice che all'articolo 1 impone una condotta decorosa anche al di fuori dall'esercizio della professione. Buona parte dell'episodio "incriminato" è andato in onda su Mediaset Premium e Mai dire Grande Fratello di Italia 1.

"Ci hanno segnalato l'accaduto e qualche collega ha sollevato una questione di tipo etico. Secondo qualcuno sta screditando la categoria perché una dottoressa non può compiere certi gesti in pubblico". Lo spiega a Tv Sorrisi e Canzoni Gabriele Peperoni, vicepresidente dell'Ordine di Napoli. "Abbiamo chiesto a Mediaset la cassetta con il video -aggiunge il presidente Giuseppe Scalera- Il Consiglio direttivo visionerà il materiale e decideremo insieme le eventuali misure da prendere, senza pregiudizi né senza fare sconti, tenendo presente che le sanzioni disciplinari vanno dal richiamo, alla sospensione per qualche mese, fino alla radiazione dall'Ordine".
---

Il voyeurismo dell'Ordine dei Medici a proposito del sesso tra Lina e Roberto Gf 8.
(Temis) L'Ordine dei medici avrebbe aperto una istruttoria sulle nottate di sesso tra Lina e Roberto nella casa del Grande Fratello (vedi video). Lina è un medico e l'Ordine sta valutando se la sua vita sessuale sotto le telecamere possa aver violato il codice deontologico della professione che impone ai medici di mantenere il decoro anche nella vita personale. Ci auguriamo, per la credibilità dell'Ordine dei medici (già scossa dallo scandalo del falso documento sulla legge 194), che il procedimento venga immediatamente archiviato. Quale è la colpa che viene attribuita a Lina? di aver fatto sesso con Roberto. Ma perchè un medico non può avere esperienze sessuali? quello che ci lascia perplessi è che l'Ordine si sia attivato per l'attività sessuale di Lina e non per la sua partecipazione al Grande Fratello. E' ovvio che se un medico partecipa al Grande Fratello, le telecamere registreranno la sua quotidianità in tutti i suoi aspetti, più o meno intimi. A Lina non può essere attribuita la responsabilità di aver amato Roberto perchè amare è proprio dell'uomo. A ben vedere, ciò che potrebbe offendere il decoro della professione è la partecipazione del medico al Gf, la sua partecipazione ad uno spettacolo fine a se stesso, nel quale non è richiesta alcuna abilità ma solo la disponibilità ed attitudine ad essere oggetto di voyeurismo. Il che di per sè è concesso a chiunque e quindi anche a Lina a condizione, però, di non rivendicare, cosa che invece la napoletana ha più volte e ostentatamente fatto, di essere un medico. Perchè in quato caso è Lina il medico che agisce e le sue azioni sono destinate a ripercuotersi sull'intera categoria. Questo è stato l'errore di Lina. Ma ancora più grande è l'errore dell'Ordine dei medici, che ha tollerato che ciò accadesse. Il procedimento disciplinare doveva essere aperto non perchè Lina ha fatto sesso sotto le telecamere (inevitabile al Gf), ma perchè ha partecipato al Gf, ossia ha posto in essere una condotta che, come è puntualmente accaduto, l'ha esposta a condotte censurabili quanto all'obbligo di decoro che ogni professionista è tenuto ad avere. Ciò detto, siamo fermamente convinti che l'Ordine dovrebbe lasciar cadere la questione e rimeditare se ha ancora senso che il medico sia chiamato a rispondere per pregiudizio del decoro per la sua vita personale.

Sphere: Related Content

Grande Fratello 8, anticipazioni della decima puntata.

Grande Fratello(Tvblog) Domani sera (oggi) alle 21.10 su Canale 5 andrà in onda la decima puntata di Grande Fratello, il reality show prodotto in collaborazione con Endemol Italia e condotto da Alessia Marcuzzi. Aria di festa per tutti i concorrenti e sorprese, belle e meno belle.

Pasquetta nella Casa del Grande Fratello domani sera. Per festeggiare i ragazzi a poco più di un mese dalla conclusione dell’avventura, la produzione ha preparato una serata ricca di sorprese. Saranno proprio i parenti dei concorrenti ad intervenire in puntata e a far avere loro i regali che hanno preparato con cura per ciascuno. Ognuno di loro, anche Teresa che nei giorni scorsi si era lamentata di essere stata dimenticata dagli autori, riceverà delle sorprese che verranno portate direttamente nella Casa dai rispettivi sostenitori.

La settimana appena passata è stata ancora ricca di litigate, di scontri, di chiarimenti e di riappacificazioni; verranno mostrate le immagini salienti e commentate con i ragazzi. Pasquetta al GF porterà anche una sorpresa meno gradita: una doppia eliminazione. In nomination come noto sono Roberto, Fabio, Gian Filippo, Raffaella, Silvia e Francesco: uno di loro attraverso il televoto del pubblico a casa dovrà abbandonare il gioco ma non sarà l’unico.

Ci sarà infatti una nuova eliminazione che verrà attuata attraverso il voto palese tra i ragazzi; da tale voto usciranno dei candidati che verranno sottoposti al televoto e chi riceverà il maggior consenso negativo dovrà lasciare il gioco e la possibilità di vincere 500.000 Euro.

La prova della settimana è creare dei costumi da bagno particolari in vista dell’estate: i ragazzi impegnatisi parecchio con questa sfida creativa hanno realizzato dei capi molto eccentrici. Verranno divisi a coppie, uno descriverà l’abito e l’altra sfilerà su una passerella posizionata nel giardino della casa. Si prevedono quadretti suggestivi e allo stesso tempo divertenti.

Opinionista unico della serata come sempre Alfonso Signorini che non mancherà di stuzzicare con i suoi giudizi piccanti e sinceri i momenti del programma e porrà le prime domande agli esclusi della serata. Chiuderanno come sempre le nuove nomination che indicheranno i candidati al televoto per la prossima puntata.

Sphere: Related Content

sabato 22 marzo 2008

Un campione dei diritti Glbt nell'Udc. Ci dobbiamo credere?

Ufficializzata la candidatura del cantante-regista Maximo De Marco al comune di Roma al fianco di Casini per Ciocchetti sindaco.

(Comunicato stampa) Il discusso "cantante ribelle", nonche' pluripremiato regista del film "Petali di Rosa", interpretato da Claudia Koll e che ha iniziato da qualche anno, come la stessa attrice, un cammino di conversione, ha accettato la candidatura per portare alla "citta' eterna" , nel caso venisse eletto, una ventata di internazionalita' e di rinnovamento, non solo per il mondo artistico,ma sopratutto per valorizzare il talento e le capacita' dei giovani, in una citta' che e' ricca di Arte e di cultura da sempre.

Continua su Il voto gay.

Sphere: Related Content

Amsterdam a luci rosse. Un distretto con 142 bordelli, con in tutto 500 vetrine, più night-club, topless-bar, sex-shops.

(Enrico Franceschini - La Repubblica) Passo un week-end ad Amsterdam, dove ero stato di passaggio solo una volta, brevemente, trent’anni fa. Barconi e house-boats sui canali, caffè strapieni, parcheggi con migliaia di biciclette, poche auto per strada, gabbiani, raggi di sole inframezzati a pioggia, tanti turisti, tanti giovani, jeans, stivaloni, baveri rialzati, birra, un’atmosfera casual, un’aria sorridente, che uno sarebbe tentato di definire “di sinistra”. Ci arrivo nei giorni un cui un nuovo regolamento municipale prescrive che, da quest’estate, nei parchi cittadini saranno consentiti gli atti sessuali in pubblico, tra eterosessuali e tra omosessuali, a patto che avvengano di sera, che sia usato il preservativo e che quest’ultimo sia poi gettato via accuratamente negli appositi bidoncini della spazzatura. “Perchè dovremmo vietare qualcosa che è impossibile vietare, che causa minimo disturbo al prossimo e che è fonte di grande piacere per alcuni?”, si è chiesto il sindaco nell’approvare il provvedimento. Tutti contenti, tranne i proprietari dei cani, i quali fanno notare che nel nuovo regolamento su quello che si può e non può fare nei parchi continua a rimanere in vigore l’obbligo di portare i cani al guinzaglio. “Sondaggi e richerche indicano che molta gente ha paura dei cani senza guinzaglio”, replica il sindaco. Per cui, come titolano i giornali di qui, “nei parchi di Amsterdam si può fare l’amore ma si deve tenere il cane al guinzaglio”.

Buffo, no? Strana città. Simpatica città. Con al suo centro, circondata da cattedrali e shopping-center, il famoso quartiere a luci rosse, un fazzoletto di strade e canali nei quali la prostituzione e le droghe leggeri sono legali, con le ragazze seminude in vetrina che mostrano la mercanzia ai passanti e le botteghe di semi di marijuana, funghi allucinogeni e pipe di ogni dimensione. Il sesso del quartiere (142 bordelli, con in tutto 500 vetrine, più night-club, topless-bar, sex-shops) produce un giro d’affari da 70 milioni di euro l’anno. Anche qui, però, c’è qualche novità. Nonostante sporadiche pressioni di movimenti femministi e associazioni religiose, il “red lights district” ha finora resistito a ogni regolamentazione. Bordelli e prostitute, tuttavia, non sono più quelli di una volta. Le meretrici in pensione che un tempo dirigevano i locali del sesso sono state rimpiazzate in tempi recenti da gangster dell’Europa orientale, russi, bulgari, rumeni. Le donne che vi lavorano includono ora parecchie ragazze slave. La polizia sospetta traffici di riciclaggio di denaro o peggio. Ma la possibilità di un cambiamento del quartiere non viene dalle forze dell’ordine: viene dal denaro. Il quartiere a luci rosse, infatti, è il centro geografico della città. Include sette antiche chiese e decine di edifici di valore architettonico. Investitori e speculatori immobiliari ci hanno messo gli occhi addosso, da quando il boom del mattone ha portato alle stelle il prezzo delle case anche qui: affittare un appartamentino di 60 metri quadri, affacciato a un canale, costa 2000-2500 euro al mese. Così, tra le vetrine delle ragazze in reggiseno e mutandine, stanno cominciando ad aprire boutique, ristoranti alla moda, alberghi di lusso, gallerie d’arte; le casette sopra i bordelli vengono restaurate; e un nuovo genere di pubblico si trasferisce a viverci. In gergo, si chiama “gentrificazione”, e succede in tante parti del mondo, il risanamento di una zona povera, depressa o malfamata, invasa poco per volta dalla classe media. E’ già accaduto a un altro celebre “red light district” che era al centro di una città: Times Square e la 42esima strada, a New York. Piano piano, potrebbe accadere anche ad Amsterdam, forse senza eliminare del tutto le vetrine con le ragazze in mostra, che rappresentano anch’esse, a modo loro, una delle attrattive e particolari caratteristiche di questa Venezia del nord. Di questa buffa, strana, affascinante città sull’acqua.

Sphere: Related Content

Milano. "Sei stilista, quindi gay non ti do in affitto la casa".

Milano, incredibile rifiuto a Coveri jr."E io non sono omosessuale".

(Paolo Berizzi - La Repubblica) Al netto dell'equazione "se lei è stilista allora è gay", si è sentito dire: "Ci dispiace, la casa non gliela possiamo affittare". Francesco Martini Coveri pensava di essere caduto in un tranello di Scherzi a Parte. Ha guardato stupito con un sorriso d'incredulità. Poi, quando ha capito che il tono dell'agente immobiliare era tutt'altro che ironico, il giovane stilista ha proseguito altrove la ricerca di una casa nel Quadrilatero della moda.

Di argomenti, volendo, ne avrebbe pure avuti, Coveri jr - che ha preso le redini dello zio Enrico (morto nel '90) e guida, assieme alla madre Silvana, la Maison Coveri - visto che, "pur essendo stilista", non è omosessuale. Ma per fortuna non è nemmeno omofobo, ed essendo allergico ai pregiudizi ha pensato bene di girare i tacchi e andarsene.

"Una roba pazzesca", ha subito commentato con la fidanzata Michela, "ma siamo nel 2008 o nel medioevo...?", è sbottato. Quell'appartamento in via del Gesù, una delle strade più eleganti del centro di Milano, se lo erano già immaginato arredato. Lo stilista non aveva battuto ciglio nemmeno di fronte al canone d'affitto, non proprio popolare (12 mila euro al mese) ma comunque congruo, vista la zona, per un pentavani di oltre 200 metri quadrati dalle finiture eleganti. Ma tant'è. Nell'annuncio dell'agenzia - una delle più referenziate di Milano e che tratta, manco a dirlo, immobili di fascia alta - non figurava nessuna richiesta sull'orientamento sessuale del cliente (ce n'è una on line, gettonatissima, www. affitto. it che in una scheda facoltativa chiede ai privati di precisare scegliendo tra tre opzioni: eterosessuale, gay, bisessuale).

L'affare sembrava dunque avviato sulla buona strada. Sarebbe anche andato in porto - racconta Martini Coveri - "ma quando ho sentito quella frase assurda non ne ho più voluto sapere. Non è importante il fatto che io non sia gay, il punto è un altro: è inspiegabile che, nel terzo millennio, nella Milano della moda, ci sia qualcuno che pone come discriminante per l'affitto di una casa i gusti sessuali di chi vuole andarci a abitare". Non è dato sapere se il veto sia stato posto dall'agenzia o, più probabilmente, dal proprietario dell'abitazione.

C'erano una volta i cartelli con su scritto "non si affitta ai meridionali": erano gli anni Sessanta, migliaia di uomini arrivavano al Nord dalle regioni del Sud inseguendo il boom economico-industriale. Trovavano subito lavoro, gli immigrati, ma spesso sbattevano contro l'ostilità razzista, che si esprimeva anche attraverso quei non benevoli avvisi. Correvano gli anni Settanta quando un giovane stilista fiorentino di nome Enrico Coveri faceva le sue prime apparizioni sulla scena del pret-à-porter parigino, guadagnandosi il titolo di enfant prodige della moda italiana. Da lì in poi il marchio Coveri ha iniziato a imporsi sulla scena internazionale. Sei anni dopo la prematura scomparsa del fondatore, a soli 22 anni in passerella ha debuttato il nipote Francesco, che ha dato continuità al talento creativo tutto colore e paillettes dello zio.

Francesco Martini Coveri, 34 anni, due metri d'altezza, è allergico alla mondanità e alla vita notturna. Tra le sue passioni, oltre ai viaggi "non banali", il basket e la musica (è anche produttore), c'è il modellismo e in particolare le macchinine radiocomandate (fa gare e campionati in Italia e all'estero). Da buon collezionista dice: "La casa dove abito adesso scoppia da tanta roba c'è, per questo ne cerco una più grande". L'aveva trovata. Peccato sia stilista, che per la proprietà transitiva, per qualcuno, vuol dire gay. "Magari - scherza Coveri - fosse stata solo colpa delle macchinine".

Sphere: Related Content

I 70 anni di Nureyev. Biografia del genio rivoluzionario del balletto.

(Giuseppe Distefano - Il sole 24ore) Rudolf Hametovic Nureyev nasce il 17 marzo del 1938. Dopo una formazione a Ufa con l'insegnante Anna Udeltsova, passa un'audizione a Mosca, ma rifiuta l'ammissione alla scuola del Bolshoi per entrare, a 17 anni, all'Accademia Vaganova di Leningrado. Vincitore assoluto al Concorso nazionale di Mosca accede, nel 1955, nella prestigiosa scuola di ballo del Kirov di Leningrado. E l'anno dopo entra nella compagnia con la quale danza alcuni balletti del repertorio quali "Il lago dei Cigni", "Esmeralda", "Il papavero rosso". Qui è protagonista insieme con partners famose quali Natalia Dudinskaya, Alla Shelest Irina Kolpakova, Alla Sizova nei balletti "Don Chischiotte", "La Bayadère", "Raimonda". E, nel 1959, per la prima volta in "Giselle".
Ben presto il suo nome sarà conosciuto in tutto il mondo dopo che il 17 giugno del 1961, in tournée a Parigi col Kirov, invece di rientrare in Russia scappa dall'aeroporto e chiede asilo politico in Francia. Inizia così la sua carriera in Occidente. Subito dopo alcuni giorni si esibisce ne "La Bella Addormentata" allestito dall'International Ballet del Marquis De Cuevas, danzando in seguito anche "La Sylphide" e "Infiorata a Genzano" di Auguste Bournonville. A Parigi dà vita successivamente a un piccolo gruppo di ballerini formato da Erik Bruhn, Rosella Hightower e Sonia Arova, col quale ben presto ottengono grande successo e un invito a New York. Lo stesso anno viene insignito del Premio Nijinsky.
Dopo Copenaghen, dove studia con Vera Volkova, debutta a Londra nel "Cigno nero"; si esibisce nel 1962 negli Stati Uniti con il Chicago Opera Ballet; e, su invito di Margot Fonteyn, danza con il Royal Ballet "Poème Tragique", "Antigone" di John Cranko, "Giselle", "Il Principe lgor", "Il Lago dei Cigni". Da lì in avanti, a 24 anni, diventa principale "guest artist" della prestigiosa compagnia inglese e, soprattutto, formerà con la Fonteyn la leggendaria coppia per cui numerosi coreografi, tra i quali Frederic Ashton, Kenneth MacMillan, Martha Graham, creano nuovi ruoli. Debutta negli Stati Uniti con il Chicago Opera Ballet, e partecipa allo spettacolo "The bell telephone hour" per la televisione tedesca.
Oltre che grande danzatore classico Nureyev fu anche coreografo per quella voglia di sperimentare che lo ha sempre animato. Crea così, nel 1963, la sua versione di "La Bayadère, e lo stesso anno è a Spoleto, dove, su commissione del Festival dei Due Mondi cura la ripresa coreografica di "Raymonda". L'anno dopo è la volta del suo "Il lago dei cigni" che allestisce e interpreta allo Staatsoper di Vienna insieme a Margot Fonteyen. Successivamente sarà la volta della coreografia "Tancredi", sempre per l'Opera di Stato di Vienna, e de "La Bella Addormentata" per il Teatro alla Scala di Milano.
Ma Nureyev volle cimentarsi anche con altri stili e coreografi innovativi. Il primo a creare su di lui fu Roland Petit che realizza "Paradise Lost" con accanto Margot Fonteyn, e "L'estasi". L'anno dopo, nel 1970, sarà Rudy van Dantzig a creare per lui "The ropes of time", cui seguiranno "Dances at a gathering" di Jerome Robbins, "Big Berta" di Paul Taylor, "Chant du compagnon errant" e "Le Sacre du Printemps" di Béjart, "Field figures" di Glen Tetley , "Aftermoon of a faune" di Robbins, "Sideshow" di MacMillan, "Laborintus" di Paul Taylor.
Nei primi anni Settanta danza ne "Il Figliol Prodigo" di Balanchine e "La Pavana del Moro" di Josè Limon, il "Don Giovanni" di John Neumeier, e , per la prima volta, con Natalia Makarova – anche lei fuggita dal Kirov di Leningrado - ne "La Bella Addormentata". Non si contano i numerosi premi e riconoscimenti. I primi importanti furono, nel 1973, il Dance Magazine Award a New York e il Prix Marius Petipa a Parigi.
Continuano, nel 1974, le sue incursioni nella danza moderna, ed eccolo a fianco di Carolyn Carlson in "Tristano" di Glen Tetley, e in "Lucifero" con la Martha Graham Dance Company. Continua anche la furia creativa, ed ecco nascere "La Bella Addormentata" per il London Festival Ballet, e un'altra nuova coreografia di "Romeo e Giulietta".
Nel 1977 nasce, con sedi a New York e Londra, un "Comitato per sostenere Nureyev" con lo scopo di promuovere delle petizioni che sollecitino le autorità sovietiche a dare un permesso alla famiglia del grande ballerino per lasciare l'URSS. L'anno dopo forma una propria compagnia chiamata "Nureyev and Friends" con la quale si esibisce in Europa con coreografie prevalentemente moderne. Nutrendo una grande passione per il cinema, non resiste al fascino della Settima Arte, e debutta sul grande schermo interpretando la parte di Rodolfo Valentino nel film "Valentino" con la regia di Ken Russell. A questo faranno seguito, nel 1981, un film per la televisione "Venezia, carnevale, un amore" di Mario Lanfranchi, accanto a Carla Fracci; e il ruolo di violinista in un film drammatico dal titolo "Exposed" di James Tobak accanto a Natassja Kinsky. Approdò anche nel musical americano "The King and I", nel 1989, in coppia con Liz Robertson. Tra i partners celebri c'è ancora da segnalare Mikhail Baryshnikov col quale danza nel 1981 in "From the sea to shining sea" di Paul Taylor.
Dopo essere diventato cittadino austriaco nel 1982, l'anno successivo viene nominato direttore artistico della Compagnia di Balletto dell'Opéra di Parigi, che guiderà fino al 1987. Nei fruttuosi anni della sua direzione rimonterà e creerà molti balletti fra cui "Washington Square" e "Cendrillon".

Data storica è il suo ritorno in Russia nel 1987, che avverrà grazie a Michail Gorbaciov e alla sua glasnost, per poter riabbracciare la madre morente. Successivamente, nel 1989, invitato dal governo russo, tornerà a danzare sul palcoscenico del Kirov ne "La Sylphide".
La Francia gli tributa varie onorificenze quali la nomina di Cavaliere della Légion d'Honneur dal Presidente della Repubblica Mitterand nel 1989, e due anni dopo il titolo di "Commandeur de l'Ordre des Arts et des Lettres". Nonostante la malattia, la sua inesauribile curiosità lo vedrà cimentarsi con la direzione d'orchestra. Alla fine del 1990 inizia a studiare per poi deuttare sul podio come direttore a Vienna, Ravello, Atene, Budapest. Fino ad arrivare al Metropolitan di New York, nel 1992, con la bacchetta in mano per "Romeo e Giulietta". E, due mesi dopo, a San Francisco. Fu il suo ultimo concerto. A cui seguì l'ultima apparizione, trasportato su una poltrona, all'Opèra di Parigi per la quale aveva creato la sua versione finale dell'intero balletto "La Bayadère".
Muore di Aids il 6 gennaio del 1993. Il suo corpo è sepolto nel piccolo cimitero russo di Saint Gènevieve Des Bois a Parigi.

Sphere: Related Content