(Agenzia Radicale) E' uno degli argomenti che i corrispondenti di lingua tedesca da Roma e dal Vaticano amano non trattare: la ruggine che divide mons. Joseph Clemens e Mons. Georg Gänswein. I due ecclesiastici hanno diversi tratti in comune: sono entrambi tedeschi, hanno frequentato il cardinale Joseph Ratzinger. Il primo, mons. Clemens, per dodici anni come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Il secondo è stato al fianco di Joseph Ratzinger molto meno e lo ha visto eletto dall'aprile 2005 al ruolo ben più impegnativo di pontefice.
Certamente mons. Clemens è un vescovo, titolo non concesso a mons. Georg Gänswein (papa Wojtyla ha nominato vescovo il suo segretario mons. Stanislaw Dziwiz, ma nella fase finale del suo lungo pontificato). Mons. Clemens attualmente è segretario del Pontificio Consilum pro Laicis.
Alla sua ordinazione episcopale, sotto papa Wojtyla e impartitagli dallo stesso Ratzinger, era presente tra gli altri Raffaele Vignali, il presidente del network di piccole e medie imprese, diffuso anche all'estero, Compagnia delle Opere, nato da una costola in origine collocata dentro l'alveo di Comunione e Liberazione, il movimento facente capo a mons. Luigi Giussani, scomparso nel 2005 e sempre seguito con attenzione dal cardinale Ratzinger.
Mons. Clemens, assicurano i beni informati, anche dopo l'elezione a papa del suo ex superiore ha raccontato che ''mai '' lui aveva immaginato che potesse uscire dal Conclave del dopo Wojtyla vestito di bianco, come, nella realtà, è accaduto.
La bizzaria imprevedibile della storia, anche se letta in una chiave di fede cristiana, unita a una certa comprensibile invidia di mons. Clemens nei confronti del più giovane e più fortunato mons. Gänswein, aiutano a capire perché molti dei ''boatos'' che periodicamente puntano a mettere in difficoltà il segretario personale di Benedetto XVI, trovano la loro radici in circoli vicini a mons. Clemens o a funzionari della Curia Romana che si presentano in giro come suoi ''amici''.
Quel che c'è da sperare è che col 2008 queste interessati api impollinatrici trovino più difficoltà a essere credute all'ombra delle Mura Vaticane.
domenica 30 dicembre 2007
Vaticano: perché c'è ruggine tra mons. Joseph Clemens e mons. Georg Gänswein.
Storie d’Italia: noi, che lottiamo perché i nostri figli disabili non siano come isole.
“Nessuno di noi è stupito da quello che è successo a Fano”, confessa Pietro Stefani, referente per la Lombardia del Coordinamento. “Purtroppo l’esasperazione di quella madre la conosciamo bene. Una frustrazione che nasce non certo dalle gravissime menomazioni dei nostri cari né dalle cure che dedichiamo loro senza sosta, ma dal fatto che non possiamo contare sui più elementari diritti”. Una prigione fatta di indifferenza da parte delle istituzioni, di disorganizzazione da parte di chi dovrebbe fornire i servizi, di regole che cambiano da città a città, di silenzio da parte dei media.
Pietro Stefani è un ex carabiniere di 43 anni. Lui e la moglie, impiegata, hanno una figlia di 21 anni, disabile grave da quando ne aveva 3. Accanto a lei deve esserci qualcuno 24 ore su 24, un impegno che diventa inconciliabile con un’attività lavorativa a tempo pieno. “O meglio”, precisa Stefani, “che non lo sarebbe se i datori di lavoro rispettassero la legge, che in caso di ’stato di gravità’ di un familiare (articolo 3 comma 3 della legge numero 104 del 1992, ndr) prevede alcune agevolazioni. Dopo anni di permessi non concessi, orari rigidi e trasferimenti, sette mesi fa sono stato invitato a lasciare l’Arma. Allo stesso modo il 90 per cento dei genitori di disabili gravi è costretto a rinunciare al lavoro”.
I propri figli li chiamano “figli della Basaglia, quelli nati dopo la legge che ha giustamente chiuso i manicomi, ma che non è stata applicata nelle misure alternative che prevedeva e ci ha lasciati completamente soli”, continua il referente lombardo dei genitori. “Il problema non sono tanto i soldi o la pensione di accompagnamento. Non ci serve l’assistenzialismo, ma vogliamo poter decidere dei nostri ragazzi. Per noi la risorsa più preziosa è il tempo”. Dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 13, ci sono le scuole e gli istituti. Molti Comuni appaltano a cooperative a associazioni questo tipo di servizi. Ma il bello viene dopo. Non solo le visite mediche continue e la spola tra Asl e uffici. Ci sono il corso di nuoto, il provare a partecipare a un lavoro, un salto in biblioteca, una passeggiata in centro, ogni tanto una visita al parco giochi. “Cerco di far fare esperienze sempre nuove a mia figlia, trovare degli stimoli che le facciano fare progressi nel relazionarsi col mondo esterno. L’alternativa è seppellirla in casa. E noi con lei”, spiega Stefani e conclude: “Il mio sogno sarebbe poter inserire i nostri ragazzi nelle realtà cittadine, biblioteche, circoli, associazioni, negozi, uffici pubblici, magari affiancati da un genitore. Acquisterebbero più autonomia e il mondo sarebbe costretto a confrontasi con loro. Si parla tanto di integrazione…”.
La battaglia delle famiglie dei disabili gravi oggi ha un obiettivo preciso. L’equiparazione giuridica del loro impegno ai lavori usuranti e la possibilità di prepensionamento. Katia Bellillo ha presentato una proposta di legge che potrebbe rientrare nella legge sul welfare. Intanto il Coordinamento dei genitori ha raccolto 110 mila firme.
Per l’Istat sono circa 7 milioni le persone disabili in Italia, ma il dato è calcolato sulle pensioni erogate dall’Inps e comprende invalidi, anziani non autosufficienti, disabili di ogni tipo. Mentre le famiglie con figli disabili gravi e gravissimi sono circa 1 milione e 300 mila. “Siamo una minoranza”, dicono i rappresentanti, “ma mai come nel nostro caso è necessario prendere in considerazione l’intero nucleo familiare e non il singolo assistito. Noi siamo tutt’uno coi nostri figli, il disabile non è un’isola”.
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Fegiz svela i partecipanti a Sanremo, il 15 l'annuncio ufficiale. La Tatangelo e la canzone di D'Alessio sui pregiudizi contro gli omosessuali.
(Tvblog) Comincia l’attesa per conoscere i nomi dei concorrenti del prossimo Festival di Sanremo ed in attesa dell’annuncio ufficiale previsto non prima del 15 Gennaio, gran cerimoniere il solito Pippo Baudo, Mario Luzzatto Fegiz delinea oggi una prima attendibile lista di candidati ad entrare nella lista dei 20 che si sfideranno per vincere il Festival e usufruire della visibilità connessa alla manifestazione.
Non mancano nomi di una certa importanza fra gli aspiranti, anche se si conferma l’inevitabile assenza dei veri Big della musica italiana, quelli alla Vasco Rossi per intenderci che non hanno bisogno nemmeno del Festival di Sanremo 2008 per promuovere la loro musica. Raf, Gianluca Grignani, Ron, Loredana Bertè, Anna Oxa, Toto Cutugno, Samuele Bersani, Gerardina Trovato, Pacifico, Paola Turci, Max Gazzè, Simone Cristicchi, Alex Britti, Matia Bazar, Francesco Renga e Marco Masini sono in piena corsa, ma ci sono anche Massimo Ranieri e Peppino Di Capri pronti con un pezzo già inviato per provare ad entrare nella rosa dei concorrenti.
Quasi certo di partecipare il concittadino di Baudo e cantante jazz Mario Biondi, al quale è stata richiesta una canzone proprio dallo storico conduttore del Festival, così come il duetto Povia-Francesco Baccini, Anna Tatangelo (che propone un pezzo scritto con Gigi D’Alessio sui pregiudizi contro gli omosessuali) e Manuela Villa, fresca vincitrice dell’Isola dei Famosi che cerca così di rientrare nel giro della musica. Incuriosisce la proposta dei Quintorigo, già protagonisti qualche anno fa nella categoria giovani e orfani di John De Leo, che lavorano con la Banda Osiris per un pezzo molto particolare dal titolo “Isterica”. Non ci resta che attendere la lista dei 20 candidati e le solite polemiche aizzate dagli illustri esclusi.
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Giornalismo. Per Adnkonos la scrittrice Reay Tannahill muore due volte...
LETTERATURA: ADDIO A TANNAHILL, SCRITTRICE INGLESE CON LA PASSIONE DELLA STORIA.
Londra, 30 dic. - (Adnkronos) - La scrittrice inglese Reay Tannahill, autrice di ''Storia dei costumi sessuali'' e ''Storia del cibo'', bestseller internazionali tradotti in italiano da Rizzoli, e' morta a Londra all'eta' di 78 anni. La notizia della scomparsa e' stata diffusa dalla famiglia a funerali avvenuti con annunci sui giornali britannici. Dopo quasi vent'anni di ricerche, nel 1980 pubblico' ''Storia dei costumi sessuali. L'uomo, la donna, l'evoluzione della societa' di fronte al sesso'', in cui si proponeva di dimostrare come la sconcertante varieta' delle pratiche sessuali e delle idee che le varie civilta' hanno assunto nei confronti del sesso fosse un riflesso delle ideologie dominanti, ma anche come, parallelamente, la realta' del sesso avesse sempre contribuito in modo determinante a interferire nelle vicende storiche di ogni civilta'.
In precedenza aveva pubblicato ''Storia del cibo'' (1973), una delle prime grandi ricostruzioni sulla materia, un affresco storico documentato e scritto in maniera brillante dell'evoluzione della civilta' gastronomica: dai banchetti degli antichi Romani ai festosi pranzi del Rinascimento, fino all'introduzione dell'ora del the' in Inghilterra. ''Storia del cibo'' ha avuto tre diverse edizioni, l'ultima delle quali, aggiornata fino all'introduzione degli ogm nell'alimentazione, le e' valso nel 2002 il Premio letterario internazionale Chianti Ruffino Antico Fattore, attribuito a Firenze. Tannahill ha pubblicato tra gli altri saggi divulgativi ''Carne e sangue'' (1975), una storia del cannibalismo, ''Regency England'' (1964) e ''Parigi durante la Rivoluzione'' (1966).
Come narratrice, Tannahill ha prediletto il romanzo storico: ''A Dark and Distant Shore'' (1983) racconta una saga familiare che combina elementi di capolavori come ''Via col vento'' e ''Guerra e pace''; ''Il mondo, la carne e il diavolo'' (1985) e' ambientato nel Medioevo tra la Scozia, la Francia e Roma; ''Fatal Majesty'' (1998) e' dedicato alla regina Maria di Scozia.
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La stessa notizia venne diffusa dalla medesima agenzia di stampa il 1 dicembre scorso e da noi ripresa. Insomma quante volte è morta la signora Tannahill? Sono i brindisi in redazione per festeggiare il nuovo anno che fa combinare questi pasticci alla Adnkronos?
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Capodanno gay al sud.
(Napoligaypress) Numerosi sono gli appuntamenti per chi volesse allontanarsi di qualche chilometro per festeggiare l’inizio del nuovo anno. La Puglia in particolare è il luogo ideale per salutare l’anno vecchio, infatti è la location di una delle feste più interessanti.
In provincia di Bari, al Nautilus di Giovinazzo si festeggia con La Wanda Gastrica e Sophie Cointreau al “Red Party” organizzato da Novantagradi: dress code obbligatorio e risata assicurata!
A Roma invece ci sarà “Euphoria” il party di fine anno di autofinanziamento del Circolo Mario Mieli in collaborazione con Gaydar alla discoteca Qube: tre piani, 10 ore di musica, 13 dj, 5 live show (con imperdibili drag e peep show), 18 dancer e gogo e mega dark room.
Per chi si vuole allontanare un po’ di più, a Catania troverà “l’unico grande veglione di San Silvestro” al Pegaso Circus organizzato dal Gruppo Pegaso
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Spagna, due milioni al Family Day. Per il cardinale Rouco Varela il matrimonio omosessuale è una marcia indietro per i diritti umani.
(Wikinews) Sono oltre due milioni i partecipanti alla Manifestazione per la famiglia che si è tenuta oggi a Madrid, la capitale della Spagna, in plaza de Colón. La versione iberica del "family day", dedicata alla "Famiglia Cristiana", ha visto una partecipazione di massa dei cattolici del paese, con moltissime critiche alla politica del governo, guidato da José Luis Rodríguez Zapatero; l'arcivescovo di Madrid, il cardinale Antonio María Rouco Varela, intervenendo alla manifestazione, ha detto che il matrimonio tra persone dello stesso sesso e il divorzio veloce (in discussione anche in Italia) rappresentano una marcia indietro per i diritti umani.
Anche il cardinale di Valencia, Agustín García-Gasco Vicente (creato cardinale nel concistoro del 24 novembre scorso), ha attaccato alcune consuetudini sociali, come la cultura del laicismo, una frode che conduce ad atti come l'aborto, mentre il porporato di Toledo, Antonio Cañizares, ha parlato di gravi attacchi per il futuro della società.
Nel corso della manifestazione sono stati trasmessi alcuni video di Giovanni Paolo II, per poi seguire in diretta l'Angelus di papa Benedetto XVI da Piazza San Pietro, alle ore 12:00; nel corso della preghiera, Ratzinger, mentre si rivolgeva nelle varie espressioni linguistiche, ha salutato tutti i partecipanti all' acto por la Familia Cristiana.
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