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martedì 29 luglio 2008

Fiction e Mediaset. La censura taglia i turbamenti omosessuali di Alex.



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La fiction "Summer Dreams" censurata la puntata del 25 luglio censurata.
(Blog a puntate) E sono due. La censura italiana dopo aver tagliato la proposta di Victoria a Mattéo di un menage a trois, questa volta taglia i turbamenti omossessuali di Alex (Shafik Ahmad) nei confronti di un nuovo personaggio: l’angelico Nils.

Si fa, dunque, sempre più intrigante Summer Dreams - Coeur Ocean (in onda su Italia 1), che affronta questa volta un argomento delicato come quello dell’omosessualità. Il personaggio coinvolto è Alex che invece, fin qui, si è sempre contraddistinto per essere un allupato di ragazze. Ma come fa notare Mattéo a Pierre: “lui sbava ma non conclude”. Tranne forse che nel caso di Cinthya.

Ad essere state tagliate due scene che riguardano nel primo caso la partita di beach volley dove appunto si affrontano Nils e Alex contro Pierre e Mattéo: durante la gara si vede Nils che abbraccia Alex e si intuisce che si tratta di un corteggiamento; la seconda scena tagliata riguarda Alex che dopo essere stato preso in giro da Mattéo e Pierre, e dopo essere andato all’appuntamento con Nils al bar e aver provato turbamento e attrazione per il ragazzo, lo aggredisce dicendogli che è una checca e di non cercarlo più. Ma poco dopo è proprio Alex ad andare al campeggio e a osservarlo di nascosto.

Il punto è che la tormentata relazione tra Alex e Nils si avvia e durerà altri cinque episodi in cui in almeno due si vedranno tre baci omosex: due tra Alex e Nils e uno tra un’altra coppia omo: quanto e cosa la censura ha tagliato ancora? Perchè Summer Dream-Coeur ocean, affronta e affronterà tematiche di questo tipo per tutta la prima serie. Nella seconda non ci saranno né Alex né Nils e sembra che proprio Shafik Ahmad non abbia voluto proseguire in quanto si sentiva stretto nei panni di Alex.Di Nils non sono riuscita a trovare molte notizie e tra l’altro proprio grazie alla ricerca del nome dell’attore che lo interpreta che ho scoperto la censura. Ma non ancora il suo nome.

Riassunto dell’episodio. Etienne (Mathieu Tribes) rientra con Daphne (Caroline Guérin) e Pierre (Raphaël Goldman) chiede: ” Ma siete stati assieme a fare le ricerche?”. I due negano e dicono solo ch si sono incontrati per la strada. Pierre chiede scusa a Daphne: ” Penso che sarei dovuto rimanere con te per fare le ricerche”. Risponde una seccata Daphne: ” Bè oramai è fatta”.

Lena (Charlotte Désert) e Cinthya (Cyrielle Voguet) sono diventate amiche inseparabili. Laurent (Veronique Varlet ) e Robin (Alexis Roque) discutono se sia il caso o meno di andare a riprendere Lena alla villa di Cinthya. Pierre si confida con Daphne e le dice che si sente di averla trascurata e che da quando è arrivato Etienne non si sente libero. Daphne ribatte: ” Ma tra noi non è mai stato il massimo della follia!” E Pierre ne approfitta per baciarla.

Oramai Lena e Cinthya si danno alla vita assieme. Questa volta tocca ad una passeggiata su un quad. Pierre e Daphne raggiungono l’albero dell’amore e la leggenda dice che se gli innamorati si baciano lì sotto al tramonto allora supereranno tutte le tempeste indenni proprio come l’albero.

Intanto Lena e Cinthya incontrano un altro ragazzo in quad e fanno una scommessa: il giro della spiaggia per recuperare un asciugamano e chi vince sceglie il premio. Cinthya decide di imbrogliare e prende una scorciatoia e recupera l’asciugamano. Alex Pierre e Mattéo (Mickaël Trodoux) sono in spiaggia e stanno provando ad organizzare alla loro maniera una partita di beach volley. Ma manca il quarto giocatore e Alex riprende Pierre:” Se non fossi così con Etienne ora ci sarebbe lui”. Ma si propone un altro ragazzo un biondino molto muscoloso ma dal viso angelico: Nils.

Daphne va incontro ad Etienne che sta sistemando una barca, per restituirgli la felpa che le ha dato al mattino. Dice Etienne, la puoi tenere. Ma Daphne rifiuta: ” E’ troppo grande”.I due si avvicinano e parte il bacio. Ma Daphne si ritira: “Smettila, basta! Ma cosa credi? Ha ragione Pierre, non saresti mai dovuto tornare”.

La partita sulla spiaggia prosegue alla grande. E vince Alex in compagnia di Nils. Ma Mattéo e Pierre mettono in dubbio che Nils possa essere gay e che abbia giocato solo per corteggiarlo. Alex va al bar da Victoria. E incontra di nuovo Nils e prendono appuntamento per un aperitivo al Porto alle sette. Daphne raggiunge Pierre alla spiaggia e Mattèo li lascia soli.
“Senti -dice Daphne - devo dirti una cosa”. Ma Pierre la ferma e le dice: “Aspetta anche io devo dirti una cosa: Daphne ti amo. E quando ti ho vista arrivare con la felpa di Etienne sono stato uno schifo”.

Lena e Cinthya sono ancora sul quad. E Lena le dice “Avrei voluto una sorella come te”. Però decide di tornare a casa. Cinthya e Lena danno una spiegazione un po’ di fantasia sul perchè Lena sia sparita. Ma alla fine un po’ tutti accettano le motivazioni e Laurent ringrazia Cinthya. Daphne si confida con Cinthya dell’indecisione tra Pierre e Etienne, anche se è palese che vuole Etienne e Cinthya generosamente le dice: “Vuoi tornare alla villa? Sarà il regno della solitudine, ma almeno non sarai tra Caino e Abele”. Scena censurata di Alex che aggredisce Nils per la sua omosessualità e che dopo lo va a cercare di nascosto al campeggio.

Daphne e Pierre al tramonto vanno all’albero dell’amore. Ma Daphne gli rifiuta il bacio. E Pierre capisce: ” E’ per via di Etienne?” Ma Daphne non ha il coraggio di dirgli la verità e gli dice solo: “Ritorno da Cinthya, è così depressa”.

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Il Consiglio Ue censura l’Italia: “Raid violenti contro i nomadi”.

Censimento dei nomadi

(Panorama) Era venuto in Italia il 19 e 20 giugno scorsi per discutere della nuova politica italiana in materia di immigrazione e della situazione dei nomadi. E in occasione di quella visita Thomas Hammarberg, commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa ha steso la sua relazione.

Dura. Nei toni e nei concetti: “Le misure attuate in Italia non tengono conto dei diritti umani e dei principi umanitari e potrebbero fomentare altri episodi xenofobi”. Nel rapporto, reso noto oggi e composto da una ventina di pagine, Hammamberg osserva che “il ripetuto ricorso a misure legislative d’emergenza” per affrontare i problemi legati all’immigrazione sembra indicare “una incapacità di affrontare un fenomeno non nuovo” che dovrebbe quindi essere gestito attraverso leggi ordinarie e altre misure. Hammarberg guarda anche con “forte preoccupazione” ai provvedimenti che nel pacchetto sicurezza sembrano essere mirati in particolar modo ai Rom e per la volontà espressa dal governo di estendere a tutto il territorio italiano lo stato di emergenza già in vigore in tre regioni.
Hammarberg sottolinea come “la decisione di rendere la presenza illegale in Italia una aggravante nel caso in cui la persona commetta un reato, potrebbe sollevare serie questioni di proporzionalità e di discriminazione”. Anche le espulsioni di cittadini Ue condotte sulla base di motivazioni di pubblica sicurezza potrebbero sollevare, secondo il commissario, “seri dubbi di compatibilità con la Convenzione dei diritti umani”, su cui si basano le sentenze della Corte di Strasburgo.
Il commissario si è detto anche “estremamente preoccupato” per tutti gli atti di violenza avvenuti in Italia ai danni di campi nomadi “senza che vi fosse una effettiva protezione da parte delle forze dell’ordine che a loro volta” accusa Hammarberg “hanno condotto raid violenti contro gli insediamenti” di questi gruppi. Nonostante gli sforzi delle autorità, secondo il commissario, “sono stati fatti pochi progressi nell’effettiva protezione dei diritti umani dei Rom e dei Sinti“.
Hammarberg ricorda che le autorità hanno il dovere di investigare efficacemente su questi fatti e che lo Stato deve garantire la sicurezza di Rom e Sinti. “L’approvazione, diretta o indiretta, di questi atti da parte di certe forze politiche, singoli politici e da parte di alcuni organi di informazione è particolarmente preoccupante” afferma il commissario nel suo rapporto.

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Libri. Arriva l'Invasione degli ultragay.

Il nuovo romanzo di Corrado Farina.
(Viviana Pentangelo . TGCom) Scivola veloce spinta dall'ironia la lettura di L'Invasione degli Ultragay di Corrado Farina. Una storia di uno scrittore che partorisce, come dichiara il sottotitolo, un romanzo politicamente scorretto. Corradino Piersanti, scrittore di genere, nel suo romanzo racconta la lotta dell'ultimo eterosessuale sulla Terra per sfuggire all'invasione dei gay. Impianto grottesco su un tema serio, ne abbiamo parlato con l'autore.

Il romanzo è una provocazione o cosa?
Questa è, o vorrebbe essere, prima di tutto una storia interessante in cui si alternano due vicende diverse, quella di uno scrittore, Corradino Piersanti e quella del protagonista del romanzo che Piersanti scrive. Le due storie si intervallano. L’idea di fondo del libro viene da uno dei molti riferimenti cinematografici. Si tratta di un film degli anni ’70 con Jean Paul Belmondo, Come si distrugge la reputazione del più grande agente segreto del mondo, che è una presa in giro della saga di 007, ma anche un film in cui il protagonista è uno scrittore in crisi. Da qui è nata l’idea di far interferire la vita di Piersanti, che è uno scrittore “di genere”, abituato a inventare situazioni paradossali, con la realtà della presenza degli omosessuali nella società di oggi. Così lui risvolta in chiave grottesca un romanzo degli anni Cinquanta, Io sono leggenda, di Richard Matheson, sostituendo gli omosessuali ai vampiri di Matheson, e ipotizzando che il mondo sia nelle loro mani e che l’ultimo etero rimasto sulla faccia della Terra sia braccato da loro.

Lei scrive in maniera molto ironica.
L’impianto del mio romanzo è quello tipico della commedia; una commedia grottesca, il cui scopo è di mettere a fuoco certe contraddizioni sociali. A me non interessava scrivere un libro sui gay, ma sul rapporto tra la società di oggi e i gay, e l’ironia mi è sembrata la chiave migliore per farlo.

L’aspetto più politicamente scorretto del suo romanzo?
Politicamente scorretto è il romanzo di Piersanti. Fargli scrivere un libro in cui si equiparano i gay ai vampiri, ai mostri mi è sembrato il modo migliore per affrontare in chiave satirica un discorso serio sull’intolleranza nei confronti dei “diversi”.

A parte il nome, cosa c’è di Corrado Farina in Corradino Piersanti?
Molto. Del resto, ogni scrittore mette qualcosa se non tutto se stesso nelle cose che scrive. Come diceva Flaubert: “Madame Bovary c’est moi”. Piersanti nello scrivere di omosessuali deve trovare un equilibrio tra le spinte libertarie e i condizionamenti della società in cui è cresciuto, cercando di essere il più oggettivo possibile. Come me, probabilmente, anche se lui fa più fatica.
Si è ispirato a qualche figura reale per i suoi personaggi?
E’ inevitabile che in un discorso sulla società contemporanea si alluda a personaggi pubblici che di questa società fanno parte. Ma non è così importante identificarli, sono solo tasselli di un mosaico più vasto. Questo è un libro di denuncia, ma stemperato con l’ironia e il sorriso.

Lei ha fatto scegliere al suo protagonista il 2030 come collocazione temporale dell’invasione gay. E’ una data relativamente vicina.
Piersanti è uno scrittore di fantascienza ed è abituato a scrivere di un ipotetico futuro, a immaginare i possibili scenari futuri e fare ipotesi sul divenire della società. E’ seguendo codici della cosiddetta fantascienza sociologica, molto in voga tra gli anni 50 e 60, che Piersanti immagina l’invasione degli omosessuali.

In alcuni punti emerge una critica ai media.
Nel libro, a parte il rapporto tra omosessuali e non, nel romanzo ci sono che è il tema principale, ci sono naturalmente dei sottotemi. La frenesia dei media e dei politici che alimentano “il caso intorno al romanzo di Piersanti è un aspetto della nostra società, dove la presenza dei media è ossessiva, non tanto quella dei giornali, quanto quella delle tv. La figura del conduttore che irrompe da Piersanti e ruba delle immagini senza rispettare alcuna norma etica e in barba alla legge sulla privacy è una metafora di questa invadenza.

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Paolo Ferrero intervistato da sky tg24. Nulla di nuovo, la solita aria fritta.

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I gay postfascisti difendono la Mussolini per bocca di un suo "Ministro penombra"...

(Redazione) Questa destra vergognosa, impresentabile ed incapace di governare, trova nella Mussolini una spalla degna dello spirito di revisionismo che la anima. Dopo le risibili dichiarazioni dell'on.le Mussolini (e che comunque non hanno aggiunto ne tolto nulla alla violenta dittatura di Mussolini), autoelettasi "Presidente del Governo penombra", sul duce ed i gay, ecco saltar fuori i gay postfascisti che con il loro solito comunicatino dove solidarizzano con la Mussolini condividendone pensieri e parole. Probabilmente le bordate di critiche mosse contro l'on.le Mussolini da ogni parte, hanno obbligato quelli di GayLib a prendere carta e penna tentando di buttar giù qualche parola di solidarietà, che, al solito, han fatto più male che bene alla causa omosessuale. Il giorno che impareranno a tacere su certi temi ed a riflettere maggiormente, è ancora lontano a quanto sembra. Al solito l'Oliari (tra l'altro eletto dalla Mussolini ministro del governo penombra...) dimentica quel "grido di battaglia" lanciato dalla nipote del duce e di Sophia Loren.. : "Meglio fascista che frocio"! Come dire... "Camerati a noi!
E la Mussolini per attirare l'attenzione è maestra, usa tutti i mezzi proprio come suo nonno... Un comunicato, quello di GayLib, che si commenta da solo, zeppo di inesattezze, mistificazioni e faziosità.
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SBAGLIATO MINIMIZZARE LE APERTURE DI ALESSANDRA MUSSOLINI IN MATERIA DI ADOZIONI E DI COPPIE GAY.
“Sbaglia chi minimizza le aperture della Mussolini alle adozioni e alle coppie di fatto: i diritti civili non sono monopolio delle sinistre e trovo puerili le reazioni denigratorie alle sue coraggiose dichiarazioni“. Lo afferma in una nota Enrico Oliari, presidente di GayLib (gay di centrodestra), il quale sostiene che “l’intervista rilasciata a Klauscondicio denota il grado di sensibilità dell’on. Alessandra Mussolini e tutti sappiamo quanto siano importanti tali posizioni espresse nel centro-destra: essere europei significa anche rimuovere le discriminazioni per le coppie omoaffettive, non solo percepire contributi economici”. Oliari ha poi concluso sostenendo che “con le solite, volute, esagerazioni nell’intervista si è parlato di 10.000 omosessuali confinati durante il fascismo: trovo francamente ingiusto che si strumentalizzino i drammi personali ai fini dialettico-politici arrivando a inventare la storia. Gli omosessuali confinati erano infatti circa trecento, quasi sempre per motivi riconducibili ad altri reati (prostituzione, ricatto…) e l’Italia restò, anche durante il Ventennio, l’unico Paese a non avere una legge contro i gay, mentre negli altri Paesi vi erano le prigioni, i Lager ed i Gulag (gli ultimi condannati in Russia sono del 1993)”.

Enrico Oliari

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Pdl, Mazzocchi alla Mussolini sulle adozioni ai gay: "Rispetta il programma".

"Abbiamo un dovere ben preciso di rispettare il programma elettorale grazie al quale siamo stati eletti".
“Non mi risulta che nel programma elettorale che ha permesso tanto al sottoscritto, quanto all’On.Alessandra Mussolini di essere eletti, sia presente il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto o le adozioni per le stesse.

Abbiamo fatto anni di battaglie contro ogni forma di pacs, dico e cus che permettessero di creare famiglie alternative a quella naturale fondata sul matrimonio; ora una volta al Governo dovremmo addirittura riconoscergli il diritto d’adozione. Come cattolici non possiamo accettare questo discorso ed anzi ci opporremo proponendo le identiche battaglie che hanno fermato queste stesse proposte durante il Governo Prodi”.

Con queste parole Antonio Mazzocchi, deputato del Popolo della Libertà e Presidente dei Cristiano Riformisti, ha commentato le dichiarazioni dell’On.Mussolini sulle adozioni ai single”.

“Proprio perché questo sistema elettorale non vede una elezione diretta di collegio, ma vede da parte della gente un voto al simbolo, al programma ed ai valori della coalizione, abbiamo un dovere ben preciso di rispettare il programma elettorale grazie al quale siamo stati eletti, che deve essere una vera e propria stella polare nell’azione dei 5 anni di Governo. E penso sinceramente - conclude Mazzocchi - che le priorità, anche della commissione infanzia, in questo momento debbano essere altre, dal censimento degli orfanotrofi alla lotta alla pedofilia”.

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