Un leader politico sì, ma non come Platinette.
(Asca) 'Sono favorevole a contrastare le discriminazioni, ma non credo nei programmi ghetto.
Bisogna avere una cultura del rispetto e della tolleranza nei confronti di coloro che sono rispettosi e tolleranti verso gli altri. Dovremmo pensare a delle scelte che insegnino a ciascuno a non imporre le proprie tendenze.
Gia' in passato dissi che non c'erano problemi se una persona omosessuale veniva messa a capo di uno schieramento politico, se ne ha le capacita' e se non va in giro vestita come Platinette. Lo stesso varrebbe se un tipo macho andasse in giro con mutande aderenti. Sarebbe poco credibile e non si potrebbe candidare come leader di uno schieramento politico'.
Lo afferma il presidente dei senatori Pdl in una intervista a Klauscondicio, sul tema della richiesta avanzata dagli elettori omosessuali di Forza Italia e AN che sollecitano un maggior impegno della Rai contro le discriminazioni nelle sue trasmissioni.
mercoledì 25 giugno 2008
Censura. Niente ostentazione gay in tv. Lo dice Gasparri.
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18:48:00
Etichette: destra, ghettizzazione, questione omosessuale, televisione
Governo maldestro. “Il decreto sicurezza salva i pedofili”, la denuncia di Telefono Arcobaleno.
L’ultima caccia ai pedofili online è finita stamattina: quarantuno persone arrestate in tutta la Spagna. Più di cento hard disk e un migliaio di supporti digitali requisiti. La Polizia spagnola ha diffuso un comunicato, in cui si dà il merito della scoperta (e della segnalazione) della rete pedofila proprio a Telefono arcobaleno. Sono loro, i cacciatori dei pedofili online. “Abbiamo fatto più di 21mila segnalazioni di siti nei primi sei mesi del 2008″ dice Maria Clara Marchi, responsabile dell’ Ong “e prevediamo un aumento dei casi del 30% nel corso dell’anno”. Numeri alti, per un fenomeno sommerso: “Siamo un’equipe di sei persone” spiega Marchi, “seguiamo le tracce del mercato pedopornografico sulla rete”. M a non c’è il rischio di finirci impigliati, nella rete? “Beh, ovviamente abbiamo delle regole di operatività molto ferree, non scarichiamo materiale, non ci immischiamo. Il trucco è entrare nella testa di queste persone, seguire le loro tracce. Poi ogni volta che si scopre un sito, si scopre una rete di contatti. E facciamo partire le denunce”. Una procedura che, secondo Telefono Arcobaleno, va a colpo sicuro: “Non gettiamo fango su gente che non c’entra. le denunce sono circostanziate, precise, con la prova di materiale scaricato che poi viene regolarmente rinvenuto dalla polizia nelle case delle persone arrestate. Questi sono collezionisti, si muovono con circospezione, con password criptate, siti ultranascosti, è un mondo abbastanza underground, in cui è assai improbabile che si capiti per caso”.
Il Telefono arcobaleno funziona dal 1996. Dodici anni di monitoraggio e segnalazioni anche grazie a un numero verde, 800 025 777, a disposizione dei minori vittime di abusi. Secondo il report diffuso dall’associazione, il numero di siti pedofili on line è triplicato dal 2005 al 2007, passando dai 13.315 del 2005 ai 39.418 del 2007. E c’è anche una vera e propria “sottocultura” pedofila sommersa, che considera legittimo l’amore “consenziente” con i minori rifacendosi a paraventi letterari come Lolita o i grandi filosofi greci dell’antichità. E nascondendosi la realtà di brutale sfruttamento del turismo sessuale pedofilo diffuso in Stati come la Thailandia. “Così” denuncia Telefono Arcobaleno, “nascono iniziative come il “boy love day” proclamato su internet per la giornata di ieri, il 24 giugno”. “È importante contrastare radicalmente queste rivendicazioni pseudo-culturali” dice il presidente Giovanni Arena “e devo dire che in questo senso in Italia c’è la giusta sensibilità e i siti di questo tipo accessibili sono stati sequestrati”. La maggior parte di quelli attivi, dice Arena, si trovano in Olanda, Svezia, Germania e Usa. Il discorso normativo è diverso in altri Paesi: “In Olanda, ad esempio, c’è secondo me un’eccessiva tutela alla libertà di espressione su un tema così delicato e si arriva a permettere proclami deliranti di questi che sono mercanti dell’abuso”.
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18:39:00
Etichette: centrodestra, giustizia, governo, legge, minori, pedofilia, silvio berlusconi
Pride Bologna. Rimorchi? L’hotel ospita il tuo partner gratis ma con tessera Arcigay.
“Arrivi in singola e, per la seconda notte, Di Giansante Hotel ti offre una camera doppia. Ti offriamo il pernottamento del tuo partner appena conosciuto! Dormono 2 e paga solo 1 persona 1+1= 1!”.
Da tutti i pacchetti è esclusa la fornitura di profilattici
Il giorno in cui in Italia si capirà che anche i gay rappresentano una “forza” economica, con un loro potere d’acquisto non irrilevante, molte cose cambieranno.
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Ndr. Ad essere sinceri quelli dell'Arcigay l'hanno capito, e bene, quale forza economica rappresenta il mondo Glbtq e nello svuotare portafogli sono maestri (Aspis)
Presentato a Bologna il libro "In Italia son tutti maschi". Cronaca semiseria.
(Falcon 82) Alla fine ieri pomeriggio esco presto da lavoro e incontro Matteo per fare due passi in giro per Bologna.
Si aggrega anche il suo ex prof di Matematica e tra una chiacchiera e l’altra, google ci avvisa che da lì a 5 minuti inizia la presentazione di “IN ITALIA SONO TUTTI MASCHI” di Luca de Santis e Sara Colaone.
Si tratta di un’interessantissima graphic novel che racconta della situazione degli omosessuali italiani al confino durante il periodo fascista. L’incontro è moderato dal quel bell’ometto di Massimiliano De Giovanni.
Davanti all’ingresso della libreria troviamo anche Giulio e Nino (che ieri tra l’altro ha compiuto 27 anni di favolosità). Entriamo e cerchiamo da sederci. Io e Matteo ci sediamo di lato e siamo un po’ coperti da una cassa acustica. Dietro di noi Grillini che manda sms (o giocava a Snake?)
Ad un certo punto della discussione arriva questa favolosa vecchina che si piazza accanto a me.
Ed è l’inizio della fine!
Inizia: (continua qui...)
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18:13:00
Etichette: bologna, discriminazioni, fascismo, letteratura, libri, persecuzioni, questione omosessuale
Milano. Un trans ed una lesbica nella rassegna Nuove Espressioni dal teatro italiano.
(Jula Baldini - Il Giornale) Sarà in scena fino al 30 giugno al Teatro Olmetto la terza edizione del Festival Nuove Espressioni, con la selezione dei lavori di quattro giovani compagnie «Non si tratta solo di una gara - chiarisce subito Eugenio dè Giorgi, ideatore della manifestazione ;- il senso è piuttosto quello di fare il proprio lavoro al meglio per farsi conoscere». Ha selezionato gli spettacoli tra una cinquantina pervenuti, «preferendo produzioni in cui trasparisse anzitutto il valore propriamente spettacolare del teatro».
La giuria, formata da quattro persone, ognuna attiva in un campo specifico (Simona Spaventa è critica, Anning Raimondi e Fabio Banfo registi, Massimiliano Di Miceli drammaturgo), valuterà i lavori, che toccheranno tutte le parti che costituiscono uno spettacolo. A partire dalla drammaturgia, per cui è interessante «L'età che non passa» dei Radice Timbrica Teatro di Varese, che hanno aperto ieri il Festival e sono di scena anche oggi. Si ispira all'omonimo libro di Aldo Nove sul tema dell'infanzia: « È un testo sgrammaticato e difficile, ma bellissimo - dice la regista Chiara H. Savoia -. Vogliamo evocare senza dire tutto: la scena sarà un gran cubo bianco, in cui ognuno potrà mettere la propria immaginazione».
Ciò che accomuna gli altri tre lavori: «Anch'io come te» della compagnia Spazi Vuoti di Monza, il 25 e 26 giugno; «Sette giorni al giudizio» dei bolognesi Giulia D'Amico e Lorenzo Ansaloni, il 27 e 28; «Cereka na abeba (La luna e il fiore)» delle compagnie Anello di Moebius e Attivamente, di Como, il 29 e 30; è che tutti sono ispirati da fatti di attualità.
«Sette giorni al giudizio» è l'elaborazione della strage di Marzabotto: «Abbiamo raccolto materiale che potesse far chiarezza sul fatto - dice la D'Amico - anche andando sul luogo per parlare con i superstiti». «Anch'io come te» parla invece delle difficoltà del sesso (protagonisti sono un transessuale e una lesbica) «per approfondire i problemi che s'incontrano nel fare le scelte nella vita», dice la regista Marta Arosio. Infine «La luna e il fiore», delle compagnie Anello di Moebius e Attivamente, che collaborano nella produzione di spettacoli a tematiche sociali, esplora il disagio dei bambini in Etiopia.
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Festival Nuove Espressioni
Teatro Olmetto, fino al 30 giugno
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17:56:00
Etichette: cultura, lesbismo, milano, omosessualità, spettacolo, teatro, transessuali
Torna di moda il sesso in camporella...
Scegliete il posto dove amarvi con molta cura e occhio a non rotolarvi troppo su prati verdeggianti, incuranti di ciò che vi circonda. Se vi trovate in un campo fiorito, infatti, potreste finire inavvertitamente con la testa in qualche morbido e altrettanto verde escremento di vacca (sono il tipo di escrementi che si mimettizano meglio nei prati) o, magari, appoggiare la schiena della vostra lei su un nido di formiche rosse. Se decidete di farlo sulla spiaggia, poi, portatevi un telo bello grande, di modo da non trasformare voi e la vostra partner in due clessidre smutandate. Riscoprite il fascino della natura, dunque ma, da bravi amanti attenti e premurosi, oltre all’effetto “nature”, preoccupati anche di evitare quello cattiva sorpresa.
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