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mercoledì 25 giugno 2008

Pride Bologna. Rimorchi? L’hotel ospita il tuo partner gratis ma con tessera Arcigay.

(River-blog) Il pride bolognese si avvicina e, per venire incontro alle esigenze dei partecipanti che dovrebbero arrivare da tutta Italia, una catena di hotel (la Di Giansante) ha lanciato una serie di pacchetti gay-oriented. Tra tutti - ringrazio gabber per la segnalazione - quello destinato ad un eventuale “rimorchio”.

“Arrivi in singola e, per la seconda notte, Di Giansante Hotel ti offre una camera doppia. Ti offriamo il pernottamento del tuo partner appena conosciuto! Dormono 2 e paga solo 1 persona 1+1= 1!”.

Da tutti i pacchetti è esclusa la fornitura di profilattici

Il giorno in cui in Italia si capirà che anche i gay rappresentano una “forza” economica, con un loro potere d’acquisto non irrilevante, molte cose cambieranno.
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Ndr. Ad essere sinceri quelli dell'Arcigay l'hanno capito, e bene, quale forza economica rappresenta il mondo Glbtq e nello svuotare portafogli sono maestri (Aspis)

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Presentato a Bologna il libro "In Italia son tutti maschi". Cronaca semiseria.

(Falcon 82) Alla fine ieri pomeriggio esco presto da lavoro e incontro Matteo per fare due passi in giro per Bologna.

Si aggrega anche il suo ex prof di Matematica e tra una chiacchiera e l’altra, google ci avvisa che da lì a 5 minuti inizia la presentazione di “IN ITALIA SONO TUTTI MASCHI” di Luca de Santis e Sara Colaone.
Si tratta di un’interessantissima graphic novel che racconta della situazione degli omosessuali italiani al confino durante il periodo fascista. L’incontro è moderato dal quel bell’ometto di Massimiliano De Giovanni.

Davanti all’ingresso della libreria troviamo anche Giulio e Nino (che ieri tra l’altro ha compiuto 27 anni di favolosità). Entriamo e cerchiamo da sederci. Io e Matteo ci sediamo di lato e siamo un po’ coperti da una cassa acustica. Dietro di noi Grillini che manda sms (o giocava a Snake?)
Ad un certo punto della discussione arriva questa favolosa vecchina che si piazza accanto a me.

Ed è l’inizio della fine!

Inizia: (continua qui...)

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Milano. Un trans ed una lesbica nella rassegna Nuove Espressioni dal teatro italiano.

(Jula Baldini - Il Giornale) Sarà in scena fino al 30 giugno al Teatro Olmetto la terza edizione del Festival Nuove Espressioni, con la selezione dei lavori di quattro giovani compagnie «Non si tratta solo di una gara - chiarisce subito Eugenio dè Giorgi, ideatore della manifestazione ;- il senso è piuttosto quello di fare il proprio lavoro al meglio per farsi conoscere». Ha selezionato gli spettacoli tra una cinquantina pervenuti, «preferendo produzioni in cui trasparisse anzitutto il valore propriamente spettacolare del teatro».

La giuria, formata da quattro persone, ognuna attiva in un campo specifico (Simona Spaventa è critica, Anning Raimondi e Fabio Banfo registi, Massimiliano Di Miceli drammaturgo), valuterà i lavori, che toccheranno tutte le parti che costituiscono uno spettacolo. A partire dalla drammaturgia, per cui è interessante «L'età che non passa» dei Radice Timbrica Teatro di Varese, che hanno aperto ieri il Festival e sono di scena anche oggi. Si ispira all'omonimo libro di Aldo Nove sul tema dell'infanzia: « È un testo sgrammaticato e difficile, ma bellissimo - dice la regista Chiara H. Savoia -. Vogliamo evocare senza dire tutto: la scena sarà un gran cubo bianco, in cui ognuno potrà mettere la propria immaginazione».

Ciò che accomuna gli altri tre lavori: «Anch'io come te» della compagnia Spazi Vuoti di Monza, il 25 e 26 giugno; «Sette giorni al giudizio» dei bolognesi Giulia D'Amico e Lorenzo Ansaloni, il 27 e 28; «Cereka na abeba (La luna e il fiore)» delle compagnie Anello di Moebius e Attivamente, di Como, il 29 e 30; è che tutti sono ispirati da fatti di attualità.
«Sette giorni al giudizio» è l'elaborazione della strage di Marzabotto: «Abbiamo raccolto materiale che potesse far chiarezza sul fatto - dice la D'Amico - anche andando sul luogo per parlare con i superstiti». «Anch'io come te» parla invece delle difficoltà del sesso (protagonisti sono un transessuale e una lesbica) «per approfondire i problemi che s'incontrano nel fare le scelte nella vita», dice la regista Marta Arosio. Infine «La luna e il fiore», delle compagnie Anello di Moebius e Attivamente, che collaborano nella produzione di spettacoli a tematiche sociali, esplora il disagio dei bambini in Etiopia.
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Festival Nuove Espressioni
Teatro Olmetto, fino al 30 giugno

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Torna di moda il sesso in camporella...

(Germano Milite - Julienews) Secondo una ricerca francese, parecchie donne moderne troverebbero irresistibile l’idea del cosiddetto “green sex”, più comunemente conosciuto come sesso in camporella. Un modo, secondo gli studiosi, per allontanarsi dalla noiosa routine domestica e per aumentare anche l’adrenalina (il rischio di essere scoperti fa salire la tensione e rende tutto ancora più eccitante, no?). Stando alle statistiche, infatti, ben nove rapporti sessuali su dieci si consumano nel “prevedibilissimo” letto e, per questo, proporre alla vostra donna qualche romantica carezza bucolica, potrebbe essere la scelta vincente. Un bel campo di grano, un boschetto o, quando tutto manca, qualche fresca frasca, potranno garantire il giusto mix di poesia e originalità necessarie ad un rapporto indimenticabile. Attenti però, poiché, si sa, spesso la magia di certi momenti viene irrimediabilmente rovinata dalla fastidiosissima realtà.

Scegliete il posto dove amarvi con molta cura e occhio a non rotolarvi troppo su prati verdeggianti, incuranti di ciò che vi circonda. Se vi trovate in un campo fiorito, infatti, potreste finire inavvertitamente con la testa in qualche morbido e altrettanto verde escremento di vacca (sono il tipo di escrementi che si mimettizano meglio nei prati) o, magari, appoggiare la schiena della vostra lei su un nido di formiche rosse. Se decidete di farlo sulla spiaggia, poi, portatevi un telo bello grande, di modo da non trasformare voi e la vostra partner in due clessidre smutandate. Riscoprite il fascino della natura, dunque ma, da bravi amanti attenti e premurosi, oltre all’effetto “nature”, preoccupati anche di evitare quello cattiva sorpresa.

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Gattuso i giornalisti e i gay. E' piu' idiota una risposta o una domanda?

(Insy loan e lo stato delle cose) Per invogliarci a fare qualche domanda, una qualsiasi pur di rompere la cortina di silenzio che regnava durante le sue lezioni, il nostro professore di economia politica all’università, un giorno, ci esortò ad esprimere i nostri dubbi dicendo: “Ragazzi chiedete, senza reticenze perché non esistono domande stupide ma solo risposte stupide”. Di sicuro la frase non era sua anche perché qualche altra volta io ‘sta cosa l’ho sentita ripetere e l’ho sempre condivisa. Ma oggi, leggendo l’esternazione di Gattuso, che mi dicono essere un giocatore dell’Italia (io non li conosco per nome ma solo di faccia e di pacco quando pubblicano le loro foto esultando in mezzo al campo mezzi nudi per una vittoria) e non un docente di morale in qualche istituto universitario, scoprivo la sua avversione ai matrimoni omoricchioni perché crede nell’istituzione del sacramento che è valido solo tra uomo e donna, aggiungendo che a lui le coppie ghei fanno strano.
Ma non è che Rino sia impazzito e durante un’intervista, alla domanda: “che ne pensa della squalifica della Francia agli Europei?” è partito con una filippica sul fatto che per lui le coppie “vere” sono quelle formate da un lui e una lei e non da un lui che vorrebbe essere lei e un altro lui che vorrebbe essere, se possibile, ancora più una lei.
L’intervistatore, latore della curiosità della più vasta popolazione di CT sulla terra, cosa gli va a chiedere? “Cosa ne pensa delle unioni omosessuali?”, che detta così tanto valeva gli chiedesse dove fosse il bagno delle signore.
Quindi per questo oggi mi sono chiesto se non sia vero anche il contrario dell’affermazione del mio professore ovvero: non esistono risposte stupide ma solo domande idiote. Io figuriamoci se voglio difendere l’ignoranza della gente, tanto più che sogno staccionate dipinte di verde intorno al giardino di casa, una stanza per i bambini e una familiare guidata da mio marito, ma mi rendo conto che non ci si può stupire se non esce sangue da una pietra (a meno che questa pietra non sia la Madonna di Civitavecchia che invece fiotta come un ruscelletto).
Io la trovo una dichiarazione del tutto coerente con il personaggio e le vesti lacerate dei rappresentanti ghei che si dicono dispiaciuti per questa dichiarazione perché i giocatori sono esempio per tanti giovani e quindi le loro esternazioni omofobe potrebbe ingenerare razzismo, è una idiozia bella e buona. Non spetta ai giocatori ne agli attori ne ai conduttori dell’Italia sul 2 dare esempi di vita. La gente, per fortuna, è meno idiota di quanto si possa credere.
Non mi pare infatti che ci siano milioni di adolescenti che fumano crack, vanno in giro senza mutande e frequentano ereditiere di facili costumi (scegliete voi quale delle tre cose sia la peggiore) solo perché Britni Spirs lo fa. Il mio mito è la Moroni della Prova del Cuoco eppure io se voglio mangiare una lasagna o me la compro o non c'è verso che me la sappia preparare da solo.

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Spottone pro pride su Repubblica Bologna. C'e' aria di flop. Supererà Roma?

Gaypride lungo 5 chilometri. Trenta camion sfileranno sui viali. Invitato anche Caffarra. Proiezione gratuita del film "Tutto su mia madre" di Almodovar.
(Eleonora Capelli - La Repubblica, edizione di Bologna) Un corteo lungo cinque chilometri guidato dalle parole d´ordine parità, dignità, laicità e libertà, «concetto preferito di gran lunga a quello di sobrietà». Così sabato scenderà in piazza l´orgoglio gay, che ha trovato una madrina d´eccezione nell´astrofisica Margherita Hack e si concluderà con Vladimir Luxuria sul palco di piazza VIII Agosto. Gli organizzatori del Bologna Pride invitano alla manifestazione nazionale anche il Cardinale Carlo Caffarra, che aveva bollato i legami omosessuali come in grado di «inficiare ogni rapporto sociale», a prendere parte al corteo che richiamerà oltre 30 mila partecipanti da tutta Italia. «Venga anche Caffarra insieme a noi - ha detto Marcella Di Folco, portavoce del Pride - tra tanti trans, qualche gonnella in più non può far male». Ironia dissacrante, musica e un lungo percorso per le strade cittadine per rispondere a quella che i vertici nazionali di Arcigay definiscono «un clima davvero pesante». Così se il poeta cattolico Davide Rondoni ha annunciato che leggerà il canto della Divina Commedia di Dante sui sodomiti durante il corteo, una modella della «Maison du Cassero» canterà una canzone di Cindy Lauper dall´altra parte della strada. La creatività irriverente del resto è una delle cifre che da sempre caratterizzano questa manifestazione, che sabato prenderà le mosse da piazza di porta Ravegnana. L´appuntamento per i partecipanti è sotto le due torri alle 14 poi il corteo percorrerà via Castiglione e alle 15.30 ai Giardini Margherita si riunirà con l´anima più ludica, 30 camion che scandiranno il percorso a ritmo di musica. Colonna sonora della sfilata e inno ufficiale del Pride sarà «Tango diverso» di Toto Savio, brano di chiusura di un film importante sull´omosessualità, «La patata bollente « di Steno del 1979. Una volta arrivati ai Giardini Margherita, i partecipanti dovranno farsi coraggio: li attende un percorso di cinque chilometri lungo i viali, da piazza San Mamolo a Porta Saragozza, dove, all´altezza dei giardini di villa Cassarini ci sarà un momento di raccoglimento davanti al monumento per le vittime del nazifascismo. Poi ancora sfilata in musica lungo i viali, toccando piazza Sant´Isaia, porta San Felice, piazza IV Novembre. Una volta arrivato all´attuale sede del Cassero, il corteo imboccherà via Don Minzoni fino all´agognata meta di piazza VIII Agosto, dove l´arrivo è previsto per le 18.30. Sul palco allestito lungo la scalinata della Montagnola, dove farà da moderatore Vladimir Luxuria, niente microfono per le personalità politiche. Gli interventi sono riservati ai leader dei movimenti di gay, lesbiche e transessuali oltre che ai rappresentanti delle associazioni e della società civile, tra cui un rappresentante della Cgil. Un mondo che ha aderito in molte forme alla manifestazione: dall´Anpi nazionale a Libera, da Amnesty International a Arci nazionale. Le adesioni politiche sono quelle previste, da Prc a Pdci, dai Verdi all´Italia dei Valori, dal partito Radicale a quello Socialista, fino al Pd della provincia di Bologna. Il Gay Pride però non è solo un momento politico: dopo gli interventi sul palco si esibiranno gli Alcazar in concerto e dalle 22 per tutta la notte la festa prosegue al Parco Nord con «The official pride party» (Ingresso 15 euro). Un primo appuntamento culturale però è in piazza maggiore giovedì alle 22 con la proiezione gratuita del film «Tutto su mia Madre» di Pedro Almodovar. Una festa che è costata lunghi preparativi, resa più preoccupata dall´arrivo al Cassero di una lettera di minacce con la scritta «Mi dispiace per voi, ma ho sempre scherzato» accompagnata da un cerotto.

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