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venerdì 19 ottobre 2007

Kylie Minogue tra Dolce & Gabbana e i gay inglesi.

Kylie Minogue in occasione della Premiere del film “White Diamond” al VUE Cinema Leciester Square (Londra, 16 ottobre), ha indossato un abito lungo trasparente, ornato di cristalli Swarovski e diamanti e una sottoveste in seta color crema. Si tratta di uno special piece Dolce&Gabbana.
Curiosità: White Diamond è il film/documentario sulla vita privata e pubblica di Kylie Minogue.
Il film ripercorrerà le tappe dell’intensa e dolorosa battaglia contro il cancro della “venere in miniatura”; sullo sfondo, i suoi successi musicali, il ritorno sulle scene dopo la sconfitta della malattia, la storia d’amore con Olivier Martinez. Diretto dall’amico regista William Baker.

La comunita' gay inglese ha chiesto l'autorizzazione per costruire una statua di bronzo in onore di Kylie Minogue. Lo rivela il 'Daily Star', spiegando che, una volta ottenuto il permesso, "la cantante vivra' in eterno su un arco di Old Compton Street, in piena Londra". La scelta di non erigere la statua in una zona piu' centrale, come ad esempio Piccadilly Circus, e' stata presa sia per tenere il 'monumento' lontano da possibili vandali, sia perche' Old Compton Street, nel quartiere di Soho, e' da sempre una delle vie piu' frequentate dalla comunita' omosessuale londinese. E Kylie Minogue non restera' sola a lungo: a farle compagnia saranno le altre icone della 'gay culture', visto che i promotori dell'iniziativa sono intenzionati ad occupare tutta la strada londinese con gli altri loro idoli.

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Un Partito degli immigrati alle Provinciali 2009. A quantdo un partito dei gay?

(Giacomo Susca - Il Giornale Nuovo) I «nuovi» italiani non credono nei «vecchi» partiti. E così ne hanno fondato un altro: «Nuovi Italiani Partito Immigrati». Con un traguardo immediato. Prendere parte alla corsa per le Provinciali 2009, subito dopo per le Europee. Ieri è stato presentato a Milano nome e simbolo del movimento, cinque mesi dopo lo sbarco nella Capitale. La neonata formazione si definisce «progressista, riformista, democratica». Al centro dell’azione «la vita e le condizioni della persona». Anzi degli immigrati, arrivati in Italia con l’anelito della rappresentatività e presto delusi dai partiti italiani e dai suoi esponenti «occupati a difendere soltanto i propri interessi».
La parola magica spunta dopo una manciata di minuti. Parla il vicepresidente Marco Angelelli: «Tre milioni di stranieri regolarmente residenti in Italia e, tra loro, i circa 400mila della Provincia di Milano, sono stufi della casta». Per questo, «intendiamo dare risposte sincere alla popolazione di nuovi italiani che, pagando le tasse e rispettando le leggi, hanno tutto il diritto di concorrere attivamente alla vita politica del Paese». L’ennesimo partito, allora. «Certo, anche se a entrare nei ranghi tradizionali ci avevamo provato alle scorse elezioni nazionali - ammette Angelelli (che come riportato giovedì dal «Giornale» è un ex dell’Italia dei Valori «tradito» dalla dirigenza, ndr) -. Eravamo riusciti a candidare nelle liste dell’Idv due cittadini italiani di origine marocchina, oltre al rappresentante dei musulmani in Italia. Il risultato, invece, fu che coi voti della seconda generazione d’immigrati a Torino in Senato c’è andata Franca Rame. Li avevano messi in fondo alle liste». Eppoi, altro che Pd: «Alle Primarie hanno ammesso il voto degli immigrati senza alcuna garanzia sui brogli. Siamo stati usati».
Il desiderio di far sedere nelle assemblee legislative eletti provenienti da tutto il mondo non è però passato. L’ambizione è di far confluire nel Nipi il maggior numero di nazionalità ed etnie possibili. Nell’organigramma figurano già rappresentanti di Egitto, Sierra Leone, Brasile, Tunisia, Marocco e Romania. Aggiunge il coordinatore milanese Fabio De Lumè: «Una delle prime mosse che faremo è stringere rapporti con la comunità cinese di via Sarpi; del resto, il dialogo è stato intrapreso con Stati Uniti, Australia e Pakistan». Giurano che è possibile mettere attorno a un tavolo candidati così eterogenei per area geografica e obiettivi d’integrazione. Il portavoce romeno, ad esempio, vorrebbe poter trovare un partner nella comunità rom «per far uscire finalmente quel popolo dalla discriminazione e dall’emarginazione». Tranquilli, «basta far riferimento a un corpus di valori comuni, che nel nostro caso è la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea», promettono. «E la Costituzione italiana, ovvio».
Qualcuno pensa sin d’ora alle possibili alleanze in vista delle urne. «Ma gli immigrati sono di destra o di sinistra?». Domanda ingenua, semplicemente evasa: «Di sicuro siamo moderati, staremo alla larga dagli estremismi. Stando così le regole della competizione elettorale, è chiaro che dovremo accordarci con chi di volta in volta sarà compatibile con il nostro programma». A proposito di programma, sul sito del partito risulta «in allestimento». Eppure, ecco le priorità dichiarate alla prima uscita milanese: «Cittadinanza italiana agli immigrati subito, lotta alla criminalità, una legge per risolvere la questione dei clandestini e...la pace tra i popoli».

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Bangkok, arrestato il pedofilo «Vico».

In manette Christopher Paul Neil, 32enne canadese.
Era ricercato dall'Interpol per aver messo online le foto che lo riprendevano mentre abusava di bambini.

È stato arrestato in Thailandia il pedofilo canadese di 32 anni soprannominato «Vico». L'uomo era ricercato dall'Interpol dopo aver messo su Internet fotografie che lo riprendevano mentre abusava di bambini. Christopher Paul Neil, 32 anni, originario di Maple Ridge, nei sobborghi di Vancouver, nell'ovest del Canada, e accusato dall'Interpol di aver sessualmente aggredito 12 bambini, è stato arrestato dopo che anche la magistratura thailandese aveva emesso govedì un mandato d'arresto nei suoi confronti.
FACEVA L'INSEGNANTE - Neil, 32 anni, faceva l'insegnante di inglese nella Corea del Sud ed era stato visto l'ultima volta al suo arrivo all'aeroporto di Bangkok l'11 ottobre scorso. L'Interpol aveva diffuso dieci giorni fa in tutto il mondo la fotografia del pedofilo. Tre giorni fa le autorità thailandesi avevano diffuso il nome dell'uomo, la cui identità è stata confermata anche dall'ufficio dell'Interpol in Cambogia. A facilitare l'identificazione è stata la testimonianza di un ragazzo thailandese, oggi 17enne, che ha riferito di essere stato vittima di Neil, diversi anni fa.

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Cinema: Il padrino Francis.

Dal nonno appassionato di musica a tre generazioni di artisti. Un documentario ripercorre la saga dei Coppola. E il regista racconta i progetti italiani.

(Marisa Ranieri Panetta - L'Espresso) Qual è il fischio della tua famiglia?, chiede Francis Ford Coppola avvicinando gli abitanti di Bernalda (Matera). Lui conosce sin da bambino il suono con cui il nonno chiamava a raccolta figli e nipoti, ma è stata una sorpresa scoprire che nel paese lucano anche altre famiglie continuano a riconoscersi con questo richiamo. È il luogo d'origine, diventato un mito nella sua memoria: un flusso di emozioni che il regista del 'Padrino' custodisce come un tesoro fin dal primo pellegrinaggio a Bernalda, nel 1962, alla ricerca delle radici. "Mi sono sentito come Michael Corleone quando va in Sicilia e ripercorre le strade dei suoi nonni", racconta nel documentario dedicato a un'altra saga familiare italo-americana: la sua. Il filmato, titolo provvisorio 'Ritorno di luce', sarà proiettato a Roma durante la Festa del cinema. È un viaggio nella memoria, che ripercorre tre generazioni di Coppola, lungo una storia di emigrazione e musica.

È da tre anni che Michele Russo, attore-regista che ha studiato alla scuola di Giorgio Strehler al Piccolo di Milano, segue le tracce di questa storia familiare unica. A cominciare da Agostino Coppola, nonno paterno del regista, sulla cui figura ruota il documentario. Era appassionato di chitarra Agostino: "Seguite la vostra strada, ma non perdete mai la musica", ripeteva ai sette figli. Un genio versatile: a lui si deve la realizzazione, a New York, del 'vitaphone', il primo ingranaggio di sincronizzazione tra suono e immagini che influirà nella nascita del sonoro cinematografico.

Poi, uno dei figli di Agostino, Carmine, il padre di Francis, è diventato primo flauto nell'orchestra sinfonica di Arturo Toscanini e ha scritto la colonna sonora del 'Padrino' parte seconda conquistando l'Oscar; altri due, ancora viventi, Michele e Antonio (intervistati nel documentario), sono rispettivamente un famoso realizzatore di modelli meccanici esposti nei musei americani e un apprezzato autore di opere liriche: l'ultima, dedicata a 'Sacco e Vanzetti', è stata messa in scena in Florida due anni fa con gran successo. Poi i figli di Carmine e le loro vite intrecciate con il cinema: Francis, il regista; Agostino, scrittore e filosofo, padre di Nicolas Cage; Talia Shire, l'attrice che è stata la moglie di Stallone in 'Rocky' e Connie nella serie del 'Padrino'. E gli stessi figli di Francis Ford: Roman, regista e produttore; Sophia, vincitrice dell'Oscar per la sceneggiatura con 'Lost in Translation' e regista del recente 'Marie Antoinette'.

Tra i parenti rimasti a Bernalda c'è proprio Michele Russo con i suoi fratelli Gaetano e Riccardo (uno scultore, l'altro musicista): gli unici ad aver seguito la strada artistica. In attesa di trasformare il documentario in un progetto più ampio di docu-fiction, nella Masseria Culturale Fortificata a Metaponto stanno dando vita a una Scuola di arti visive e musicali. Francis Ford Coppola ha abbracciato l'iniziativa e ha promesso di sostenerla con la sua American Zoetrope.

Perché ora, sul corso che il nonno Agostino Coppola ha attraversato l'ultima volta nel 1904 con la licenza elementare in tasca e in procinto di imbarcarsi per gli Stati Uniti, il regista ha acquistato palazzo Margherita, che sta trasformando in un resort, concepito come casa e albergo. Quando torna in Basilicata, dice di "respirare l'aria della Magna Grecia. Qui mi sento nella mia vera casa". Descrive le persone anziane sedute lungo le vie che parlano il dialetto stretto e non nasconde la passione per i lampascioni, gli agri bulbi selvatici che paiono cipolline. Del resto, la sua residenza abituale è nell'unico angolo di California che gli ricorda il sud Italia: Napa Valley, a nord di San Francisco, dove produce vino e altri doni della terra, come pomodori e melanzane. Tutti contrassegnati dalla spiga di grano delle antiche monete ellenistiche di Metaponto. Perché, come diceva don Vito Corleone, "un uomo che dimentica la famiglia non sarà mai un vero uomo".

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Ugly Betty, la guest star Kirstie Alley porterà sul set anche John Travolta?

(Televisionando) E’ già diventato “ugly” in Hairspray (vedi foto), ma John Travolta potrebbe apparire anche nella celebre serie della ABC: l’attrice Kirstie Alley, già partner di Travolta in “Senti chi parla” e prossima guest star in Ugly Betty, starebbe infatti cercando di convincere la star di “Hairspray” e del “La febbre del sabato sera” a prendere parte ad una puntata della serie.

Nella serie la Halley sarà un’agente di modelle non proprio ortodossa che ‘truffa’ tutte le sue giovani clienti, ma sembra che l’attrice non voglia apparire da sola, e (secondo quanto riporta Variety) avrebbe anche in mente il partner ideale: si tratta appunto di Travolta, che però non ha dato ancora conferme (né, in ogni caso, smentite), e per cui non esiste ancora un ‘ruolo’ definito. Pare comunque che la Alley e Travolta siano in buoni rapporti…e quindi mai dire mai! Oltre alla Alley, in questa seconda stagione di Ugly Betty appariranno e/o sono apparsi Marlo Thomas, Victoria Beckham, Freddy Rodriguez (come guest star ricorrente), James Van der Beek, Rick Fox e Kenneth Cole.

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Estati romane e notti milanesi, quanto costa ai Comuni far festa-

(Panorama) Sempre più concerti, mostre, spettacoli teatrali. In Italia l’industria degli eventi non subisce rallentamenti e anzi incrementa il suo fatturato complessivo, offre sempre maggiori possibilità d’intrattenimento e rende le città più vivibili. Città che ogni anno spendono molte decine di milioni di euro per offrire a residenti e turisti un’ampia scelta di svago.
Ma quali sono quelle che più di tutte hanno investito in eventi? A svelarlo è una ricerca elaborata dalla Camera di commercio di Milano sulla base dei dati forniti dalla Siae e dall’Istat. Secondo lo studio è proprio il capoluogo lombardo quello nei dodici mesi passati si è impegnato di più negli eventi: con una spesa complessiva che supera i 102 milioni di euro, Milano si piazza al primo posto per l’esborso pro-capite, che raggiunge i 79 euro per abitante. Un costo che è servito a organizzare sul territorio comunale 47.286 eventi - tra cui il concerto di Ennio Morricone in piazza Duomo il 16 dicembre scorso - in tutto il 2006. Anno in cui è stata Roma la città che più a speso a livello complessivo e che più ha offerto appuntamenti a turisti e abitanti. Nella Capitale sono stati impegnati 114,500 milioni di euro per 100.238 spettacoli, ma la spesa pro-capite in questo caso è stata quasi la metà di quella del capoluogo lombardo: 45 euro a persona. Un impegno che fa scivolare Roma (che pure ha organizzato decine di concerti solo nell’ambito dell’estate romana) dietro Firenze, Bologna e Torino, che hanno pagato rispettivamente 74, 67 e 66 euro per residente nell’organizzazione degli avvenimenti.
Ma se i primi posti della classifica stilata dalla Camera di commercio sono occupati dai capoluoghi del nord e del centro, c’è anche una buona notizia per il sud: è infatti Napoli la quarta città che ha organizzato più concerti, spettacoli e manifestazioni di tipo sportivo in tutta l’area meridionale. Nel capoluogo partenopeo, dove la notte di capodanno, in piazza del Plebiscito, si è esibito Massimo Ranieri, sono stati investiti oltre 27 milioni di euro per dar vita a 22.819 eventi, che sono stati organizzati - oltre che dall’amministrazione cittadina - da 1.491 imprese di settore e che hanno fatto registrare una crescita del 43,2 per cento rispetto a sei anni prima

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