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lunedì 21 aprile 2008

Domani Rita Levi Montalcini festeggia 99 anni. Auguri!

(Pinkblog) Una donna al servizio dell’umanità che ha fatto della scienza il suo pane quotidiano e ragione di vita: Rita Levi Montalcini compie domani 22 aprile, 99 anni.

Laureata nel 1936, vittima delle leggi razziali fasciste e costretta ad emigrare in Belgio, docente negli Stati Uniti dal 1947 al 1977, Premio Nobel nel 1986 per aver scoperto il fattore della crescita nervoso, noto come Ngf (Nerve Growth Factor), direttore, superesperta e guest professor di vari Centri di ricerca, presidente dell’istituto dell’Enciclopedia italiana, membro delle più prestigiose accademie scientifiche internazionali, senatrice a vita, tre lauree ad honorem in università italiane ed internazionali, premi e riconoscimenti a non finire, tra cui “Saint Vincent”, “Feltrinelli”, “Albert Lasker“, fondatrice dell’Ebri (European Brain Research Institute).

Mi sento per la seconda volta un po’ Robinson Crusoe. La prima fu negli anni del fascismo. Allora ero più sola, più giovane e meno forte di adesso, eppure il male produsse un bene“.

Una scienziata irriducibile da sempre attiva nelle campagne di interesse sociale (contro le mine anti-uomo o per la responsabilità degli scienziati nei confronti della società), e dal 1992 fondatrice della “Fondazione Levi Montalcini”, in memoria del padre, rivolta alla formazione e all’educazione dei giovani. In particolare al conferimento di borse di studio a giovani studentesse africane, al fine di contribuire a creare una classe di giovani donne che svolgano un ruolo di leadership nella vita scientifica e sociale del loro Paese.

“Dico ai giovani: non pensate a voi stessi, pensate agli altri. Pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello che potete fare, e non temete niente. Non temete le difficoltà.
Meglio aggiungere vita ai giorni che non giorni alla vita”. (Rita Levi Montalcini)

Ai suoi magnifici 99 anni, vanno i nostri migliori auguri.

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Gli ultimi fuochi. Gli ex onorevoli rispondono a Moggi sui calciatori gay.

Grillini, 'Moggi e' omofobo'.
(Calciomercato.com) "Moggi farebbe bene ad andare in pensione e tacere, su gay e calcio ha le fette di salame sugli occhi e scambia la sua volgare omofobia per legge naturale". Il deputato socialista Franco Grillini si scaglia contro Luciano Moggi che, in un'intervista a Klaus Davi, ha detto di essere contrario alla presenza di omosessuali in una squadra di calcio. "Chi ha avuto dei guai con la giustizia come Moggi dovrebbe avere il buongusto di evitare di fare del moralismo e di mettersi in cattedra - continua Grillini -. Moggi è quel rappresentante della grande ipocrisia nazionale del si fa ma non si dice, dei vizi privati e delle pubbliche virtù. L'omosessualità è nel mondo del calcio come in qualunque altro mondo. Sarebbe meglio prenderne atto e smetterla di alimentare un razzismo da quattro soldi e scambiare i propri pregiudizi come verità dei fatti".
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Luxuria replica a Moggi 'Capacità professionale non legato a orientamento sessuale'.
"Dopo il no dei gay nell'Esercito di Del Vecchio, arriva il no ai gay nel calcio da Moggi associandosi a vecchie dichiarazioni di Daniela Fini. Mentre qualcuno già pensa delle riserve indiane per noi ribadisco che la capacità professionale non si misura con l'orientamento sessuale". Così Vladimir Luxuria, deputato di Rifondazione comunista all'ultima legislatura risponde alle ultime affermazioni di Luciano Moggi che, in un'intervista a Klaus Davi, ha detto di essere contrario alla presenza di omosessuali in una squadra di calcio." Il problema non è l'omosessualità nel calcio, che pure esiste - spiega Luxuria - ma che i calciatori gay non trovano nè nella tifoseria nè nella squadra quel clima adatto a potersi dichiarare".

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Anche per quest'anno niente Gaypride a Mosca. Lo dice il sindaco Luzhkov.

Un'accesa discussione durante il Gaypride non autorizzato dello scorso.

Anche quest'anno le Autorità cittadine vieteranno il Gay Pride a Mosca. Lo ha detto il sindaco Yurij Luzhkov rispondendo a una domanda di Apcom sulla possibilità a fine maggio di una manifestazione per le strade della Capitale russa dell'orgoglio omosessuale.

"La nostra posizione è chiara e non è cambiato nulla", ha affermato il primo cittadino di Mosca, senza lasciare spazio a nessun cambio di direzione dopo che lo scorso maggio si erano verificati numerosi scontri di piazza tra coloro che avevano tentato di organizzare la manifestazione e un gruppo ultra-ortodossi. Con il successivo intervento delle Forze speciali Omon che avevano tentato di portare la situazione alla normalità pur utilizzando la mano pesante.

Secondo altre fonti per la fine di maggio ci sarà un gruppo di deputati europei ed è possibile anche la presenza di politici italiani: da Marco Pannella a Marco Cappato, sino all ex deputato "transgender" Vladimir Luxuria che l'anno scorso è stato aggredito e successivamente allontanato dai disordini.

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Karim Capuano chiede scusa: "Ero ubriaco".

(Quotidiano.net) "E' stata una ragazzata. Scusate. Ho chiesto scusa a tutti. Ho fatto perdere del gran tempo a tutti quanti". Lo dice Karim, al secolo Antonio Capuano, ex tronista della trasmissione 'Uomini e donne' quando lascia del Palazzo di Giustizia di Milano al termine del processo per direttissima nel corso del quale il giudice, nonostante l'accusa avesse chiesto per lui la misura degli arresti domiciliari, ha disposto l'obbligo di firma giornaliera rinviando il 'caso' ad un'udienza successiva fissata per l'11 giugno. Dentro e fuori la piccola Aula, Capuano si è giustificato raccontando di aver fatto solo "una ragazzata".

Quindi ha riferito, al pm e al giudice, la sua versione dei fatti su quanto è accaduto sabato notte quando, con un amico, è salito a bordo di un taxi. "Ero ubriaco", avrebbe detto Capuano. E quando il conducente dell'auto gli ha intimato di scendere immediatamente dal suo taxi in compagnia dell'amico, è scattata la reazione. L'ex tronista è accusato ora di lesioni e tentata rapina dell'autovettura.

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Sotto i vestiti vedo nudo. Polemiche in Usa per i nuovi body-scanners ai terminal. Si vede tutto... ma proprio tutto.

A Los Angeles i controlli in aeroporto mettono troppo a nudo i passeggeri.
Il "Whole Body Imaging Technology" solleva problemi di privacy dovuti all'alta risoluzione delle immagini.

(Alessandro Carboni - Il Corriere della Sera) In nome della sicurezza nazionale, l'International Airport di Los Angeles si attrezza con speciali scanner in grado di «perquisire» da testa a piedi i passeggeri in modo molto più approfondito rispetto a quanto è possibile fare con i normali sistemi di controllo. Peccato però che tanta perizia vada a scapito della privacy dei viaggiatori, che si vedono praticamente messi a nudo dalla sofisticata tecnologia in questione.

LO SGUARDO SOTTO I VESTITI – Il sistema di screening, battezzato "Whole Body Imaging Technology", scansiona infatti il corpo della persona e ne traduce le forme in un'immagine digitale tridimensionale – come fosse nudo, appunto – che viene visualizzata su un monitor per essere quindi osservata e analizzata, alla ricerca di armi e altri oggetti proibiti. Nulla sfugge alle onde radio dello scanner, nemmeno il minimo particolare, anche fisico.

TROPPO INVASIVO? – In poche parole, il dispositivo spoglia i corpi e ne offre i segreti allo sguardo degli addetti alla sicurezza. E secondo i difensori della privacy e dei diritti civili è un sistema di controllo troppo invasivo, anche se il sistema prevede la possibilità di oscurare il volto dei soggetti, in modo che le immagini – qualora stampate, salvate o copiate e magari illecitamente riversate online – non consentano di risalire all'identità delle persone. «Non credo che la gente sia realmente consapevole di quanto accurata e dettagliata è l'immagine del loro corpo nudo che appare in video», dice Peter Bibring dell'American Civil Liberties Union di Los Angeles, preoccupandosi di tutelare i diritti degli ignari viaggiatori, siano essi anonimi cittadini o personaggi famosi. Ma alla Transportation Security Administration (Tsa) federale questa tecnologia piace e ha già programmato di acquistare altri 30 scanner indiscreti (al costo di circa 150 mila dollari l'uno) da posizionare in altri aeroporti.

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Moggi e i calciatori gay. Difesa d'ufficio dell'Arcigay: "Moggi sa bene, che sono tanti i giocatori professionisti di calcio omosessuali".

L'Arcigay replica a Luciano Moggi, secondo cui il calcio non è un mondo per omosessuali. "Le dichiarazioni odierne di Luciano Moggi, secondo cui un omosessuale non può fare il mestiere del calciatore, sono ridicole - afferma Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay -. Moggi sa benissimo, perché conosce quel mondo molto bene, che sono tanti i giocatori professionisti di calcio omosessuali. Ed è risaputo in tutto l'ambiente calcistico che gli omosessuali negli spogliatoi sono tanti. Il motivo per cui non è possibile contarli è semplicemente perché nascondono la loro sessualità solo per un discorso commerciale di immagine, da 'bello da vetrina' da vendere". "L'atteggiamento di Moggi - prosegue mancuso - mi pare piuttosto omertoso. E le sue frasi sono offensive all'intelligenza dei gay e delle lesbiche che praticano l'agonismo, poiché si vuole affermare che l'omosessualità sia elemento invalidante come se fosse una malattia. Ricordiamo a Moggi, e a tutti quelli che la pensano come lui che sono tante le stelle dello sport che orgogliosamente si dichiarano gay e lesbiche".

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