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giovedì 18 ottobre 2007

Pedoweb, scattano perquisizioni e sequestri.

(Punto informatico) Tutto è partito un anno fa, quando gli inquirenti tedeschi e gli uomini dell'Interpol si sono imbattuti in una bacheca online, ospitata su server russi, che conteneva alcuni link ad un particolarissimo servizio su server residenti in Germania. Da lì era infatti possibile scaricare un client, un software col quale accedere ad un certo numero di immagini e filmati a contenuto pedopornografico. Ieri il blitz internazionale, che ha coinvolto anche numerosi italiani.

La Polizia Postale di Palermo ha infatti spiegato che ieri sono state condotte perquisizioni in molte regioni italiane, in particolare a carico di 43 "utenze Internet", 7 delle quali riconducibili ad aziende ed una ad un ente pubblico. Quegli utenti, secondo gli inquirenti, sono stati inviati da terzi in rete sul sito russo, da lì hanno avuto accesso al server tedesco e al servizio di distribuzione di immagini illecite.

Proprio la particolare modalità di fruizione di questi contenuti, a detta dei magistrati, sembrerebbe escludere che la loro fruizione possa avvenire senza una specifica intenzione da parte dei soggetti indagati. "La ferma volontà nella commissione delle azioni delittuose da parte di soggetti coinvolti nella indagine - hanno spiegato ieri gli uomini della Questura di Palermo - si deduce anche dalla circostanza che gli stessi non si sarebbero potuti collegare al server tedesco per puro caso o per errore, in quanto questo server era il terminale di un preciso percorso che partiva da una bacheca virtuale russa e successivamente si ricollegava in Germania".
A sostenere le indagini della Polizia Postale condotte fino ad oggi potrebbe intervenire, evidentemente, l'analisi dei materiali sequestrati, compresi personal computer, telefonini, macchine fotografiche, CD e via dicendo, tutti supporti che ieri sono stati individuati "in loco" dagli agenti.

Per ora le persone denunciate sono accusate di detenzione e diffusione via Internet di immagini a contenuto pedopornografico. Accuse che potrebbero cambiare proprio in seguito all'esame dei materiali sequestrati.

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Confessa a Platinette intrusioni sul web finisce a processo per molestie telematiche.

Si è vantato in un'intervista a Radio Deejay di potersi introdurre nell'email altrui.
L'uomo è stato identificato e deve rispondere anche di disturbo telefonico e postale.


La confessione delle sue prodezze su Internet ai microfoni radio di Platinette gli è costata un processo. E' successo ad un ex ispettore della croce rossa di Arcisate, in provincia di Varese, finito sul banco degli imputati con l'accusa di molestie telematiche alla ex fidanzata dopo essersi vantato in un'intervista su Radio Deejay, di potersi introdurre nelle poste elettroniche altrui attraverso programmi spia Trojan.

Ora l'uomo deve anche rispondere di disturbo telefonico e postale finalizzato all'offesa del decoro della ex fidanzata e di utilizzo abusivo di account di posta elettronica.

Nell'intervista telefonica con Platinette, che verrà fatta ascoltare in aula nel corso della prossima udienza al tribunale varesino, viene pronunciato solo il nome di battesimo dell'uomo. Tanto è bastato, però, al Sostituto procuratore Davide Toscani per risalire all'ex ispettore della Cri. Stando alle indagini condotte dalla Polizia postale, nei mesi di gennaio e febbraio 2003 la ex fidanzata dell'uomo, i suoi genitori e amici della Croce Rossa furono "bombardati" di mail anonime dai contenuti pesantemente denigratori nei confronti della giovane.

Le indagini hanno svelato l'esistenza di account intestati a persone del tutto ignare, tanto che una di esse, nella sua deposizione all'udienza odierna, ha ribadito di non aver mai conosciuto i due ex fidanzati. L'imputato si difende sostenendo di essere stato a sua volta vittima di mail e telefonate anonime e diffamatorie. I suoi avvocati, Luigi Chirieleson e Maria Grazia Simonetta, insinuano il dubbio che di mezzo vi possa essere una terza persona.

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Sesso e arte da Pompei a Warhol. A Londra la mostra vietata ai minori.

Alla Barbican Gallery, 300 opere senza censura.
«Idea furba per vendere più biglietti».


(Guido Santevecchi - Il Corriere della Sera) Sul biglietto d'ingresso della mostra alla Barbican Art Gallery è stampato «vietato ai minori di 18 anni». La prima opera esposta è una foglia di fico. O meglio, la foglia di fico commissionata nel 1857 dal Granducato di Toscana per coprire le parti private del David di Michelange-lo, una cui copia era stata spedita al Royal Albert Museum: bisognava evitare di turb are se non proprio la regina Vittoria, almeno i suoi sudditi.

La domanda è nota: quando è arte e quando è pornografia? La risposta, fin o al 27 gennaio, si può cercare nelle sale del Barb ican di Londra dove è in corso la mostra Seduced: Art and Sex from Antiquity to Now. All'inizio si possono ammirare quelli che oggi sono considerati capolavori dell'arte greca e romana, dal Satiro e Ninfa del secondo secolo avanti Cristo agli affreschi erotici pompeiani, generosamente prestati dai Musei Capitolini e dal Museo nazionale di Napoli. E poi si prosegue attraverso una carrellata di dipinti rinascimentali firmati da Rembrandt, Fragonard (Resistenza inutile), Boucher (Leda e il cigno). Miniature indiane del XVII secolo con il titolo «la giusta posizione per la donna », scene da alcove imperiali giapponesi e cinesi. Tutto esplicito, tutto riconosciuto come raffinatissima espressione d'arte. Anche se poco più di cent'anni fa quei reperti di Pompei ed Ercolano erano raccolti nel Gabinetto segreto di Napoli. E anche il British Museum teneva sotto chiave una quantità di libri, stampe e illustrazioni considerate storiche ma pornografiche.

«Ogni società che ha sviluppato una sofisticata immaginazione visuale ha rappresentato il sesso in modo più o meno naturalistico — spiega Kate Bush, direttrice del Barbican —. Religione e autorità hanno sempre cercato di limitare l'esposizione. Ma noi vogliamo ricordare che il verbo latino seducere contiene il significato di "avvicinarsi a se stessi"». Resta il fatto che andando avanti nelle sale della mostra le opere si fanno sempre più esplicite. Anche se i nomi degli artisti sono grandi. Da Francis Bacon a Klimt, a Turner, fino ad Andy Warhol e Tracey Emin. Si racconta che quando ad Andy Warhol fu mostrato un prototipo di videocamera, ci pensò su un momento e poi disse: «Porno ». Del genio della Pop Art vengono mostrati due filmati. Uno ha il titolo Blowjob, girato nel 1963, 41 minuti a 16 fotogrammi al secondo, muto e in bianco e nero ritrae il viso di un uomo che sta ricevendo sesso orale. In una saletta accanto scorre il filmato di KR Buxey dal titolo Requiem, girato nel 2002 come omaggio a Warhol: la differenza è che l'artista è di fronte, non dietro la cinepresa.

ulla porta di un paio di sale dove si proiettano foto della collezione fondata da Alfred Kinsey, il padre della sessuologia, c'è l'avviso: «Il materiale è così esplicito da poter causare choc». Il catalogo precisa che le immagini ritraggono solo persone consenzienti, non c'è violenza, non ci sono bambini. Ma effettivamente qualcuno potrebbe pensare di essere entrato in un vecchio cinema a luci rosse di periferia o in una dark room, magari da psicoanalisi. E sul set di una casa di produzione pornografica sono nate le opere di Jeff Koons, che negli anni Novanta si fece ritrarre con Ilona Staller. Koons spiegò di essersi ispirato non tanto alle forme di Cicciolina ma all'Espulsione dal Giardino dell'Eden di Masaccio. Sull'uscita anche una provocazione di Tracey Emin. Due scritte al neon: «Is Anal Sex legal?», «Is legal sex anal?». Allora, arte o pornografia? Il Barbican è stato bene attento a non scadere in nessun ammiccamento volgare. Ha impiegato cinque anni a raccogliere il materiale elasignora Kate Bush spiega: «È una celebrazione di opere che collegano tutto il genere umano att raverso duemila anni di storia e cultura». Non per niente sotto le luci soffuse della mostra Seduced ci sono porcellane prestate dalla Royal Collection di Windsor. Ma qualcuno chiede anche se non sia stato un espediente per celebrare con un grande successo di pubblico i 25 anni del Barbican. Vendendo una montagna di biglietti, anche se vietati ai minori.

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Lecco: Renzo e Lucio sono associazione.

Nella serata di martedì 16 ottobre, al Circolo Libero pensiero, il gruppo Renzo e Lucio si è costituito in associazione di promozione sociale.
E' un momento importante per tutti noi, un segnale chiaro di volontà di continuare nel tempo ad essere presenti per difendere e promuovere i nostri diritti e la nostra dignità.

Anche questo nuovo passo sarà utile per la nostra esistenza, la nostra organizzazione ci aiuterà a rispondere con più determinazione alle esigenze della comuntà gay, lesbica, bisessuale e transessuale del nostro territorio e ci permetterà di essere maggiormente incisivi sul fronte culturale e politico per arrivare al pieno riconoscimento dei nostri diritti.

Perchè "Renzo e Lucio"
Abbiamo deciso di chiamare così questo gruppo riprendendo i nomi della coppia più famosa del nostro terrritorio Renzo e Lucia, ma mettendo due nomi maschili. Sono passati tanti anni dai promessi sposi ma c'è sempre qualche Don Rodrigo che si oppone all'amore ed ai sentimenti di altri, ci sono sempre i Bravi, gli scagnozzi del potere, che ancora dicono (si potrebbe dire dico-no) che "questo matrimonio non s'ha da fare", e c'è sempre qualche Don Abbondio, che utilizza il potere che qualcuno attribuisce a Dio, non per legare ma per dividere, non per stare dalla parte dei perseguitati ma dalla parte dei persecutori. Allora lottare per difendere i diritti di Renzo e del suo compagno Lucio è un modo per ricordare che nessuno deve giudicare o impedire l'amore, nella speranza che "giustizia prevalga".

Prossimo incontro del gruppo
Martedì 16 ottobre ore 21
circolo libero pensiero a Lecco
via calloni 18, Lecco

PER INFO : 348.7767090 - renzoelucio@libero.it

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AndiAMO a teatro. Nasce l’abbonamento per 4 piccole sale.

(Viviana Persiani - Il Giornale) Milano capitale del teatro: con le sue 35 sale cittadine, infatti, detiene il record in Italia per numero di teatri. Grandi teatri, piccole sale, teatri off, teatri di periferia, teatri sotto casa: gli artisti di Milano sembrano non stancarsi mai di offrire spettacoli al pubblico meneghino.

Se da un lato, però, ci sono realtà teatrali già consolidate e rodate, che oltre a vivere delle propria arte possono avvalersi anche dei finanziamenti delle istituzioni, dall’altro canto ci sono invece teatri che con coraggio sperimentano e producono, mettendosi continuamente in gioco. Sono ovviamente numerose le difficoltà per queste sale e proprio per questo, sotto l’egida del motto l’«unione fa la forza» il Teatro Alfredo Chiesa, il Teatro della Memoria, lo Spazio Zazie e il Teatro La Scala della vita, si sono accordati e associati, senza interferire, né condizionare le scelte poetiche delle singole stagioni.

AndiAMO a teatro è un abbonamento che prevede per 50 euro, un carnet di 8 biglietti di ingresso (quattro nominali e quattro jolly) per poter assistere ad alcuni degli spettacoli in programma nelle quattro sale associate. Per promuovere una certa continuità di presenze e di produzione, per offrire anche agli spettatori l’occasione di andare a scoprire nuove realtà artistiche, i direttori di questi teatri hanno trovato una valida strategia che consentirà loro di avere più visibilità possibile. In un’epoca come la nostra dove una buona comunicazione è garante del successo di qualsivoglia progetto, occorre anche promuovere al meglio questa lodevole iniziativa che aprirà le porte, per il futuro, anche ad altre realtà teatrali.

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Sesso tutti i giorni per essere più fecondi.

I risultati di una ricerca australiana. «Un po' di astinenza permette agli spermatozoi di aumentare di numero ma diminuisce la loro qualità».

(Il Corriere della Sera) La regola d'oro che prescrive agli uomini di astinersi dal sesso per due-tre giorni per essere più fecondi non vale per tutti. Per alcuni sarebbe meglio avere rapporti quotidiani per migliorare la qualità dello sperma e aumentare così le chance di mettere incinta la propria partner. E' quanto emerge da una ricerca della Sydney University. A una conferenza dell'American society for reproductive medicine in corso a Washington gli studiosi australiani hanno spiegato che avere rapporti sessuali quotidiani giova in termini di fecondità agli uomini con sperma danneggiato. Il team scientifico ha esaminato 42 uomini con liquido seminale dalla forma anomala (visibile al microscopio ovviamente). A loro è stata richiesta un'eiaculazione giornaliera per sette giorni: dall'analisi dello sperma è risultato che quello dell'ultimo giorno era meno danneggiato rispetto a quello dell'inizio, «espulso» dopo tre giorni di astinenza. Un'evidenza che eiaculando una volta al giorno si riducono considerevolmente i danni al Dna degli spermatozoi e quindi lo sperma è più «sano».

QUALITA' E QUANTITA' - «Questa ricerca conferma sì che non avere sesso per giorni permette agli spermatozoi di aumentare numericamente, ma dimostra anche che esiste una forbice tra qualità e quantità degli stessi» spiega il dottor Allan Pacey, segretario della British Fertility Society. «Alcuni uomini pensano che limitando le eiaculazioni diventano più fecondi. E ci sono mogli che si concedono soltanto nei loro periodi fertili perché credono di aumentare le probabilità di restare incinta. Ma non è così - osserva Pacey -: se normalmente in una coppia che sta cercando un bambino resta auspicabile un intervallo di due-tre giorni, ci sono casi in cui diventa meglio abolirlo». E provarci quando e quanto si vuole. Per la gioia di aspiranti padri e madri.

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