Adesso, invece, ecco l’incipit di un libro: “C’è un uomo tra i diciotto e i cinquant’anni residente a Milano o che a Milano sia venuto per affari o per svago, il quale non abbia fatto almeno una visita a una famosa casa che la burocratica verecondia della Pubblica Sicurezza, che ne ha l’alta sorveglianza, e lo spirito pecoresco dei reporter di giornali, han qualificato per innominabile?”.
Se non fosse per il riferimento alla casa di tolleranza, sembrerebbe pura cronaca. Ma ovviamente non lo è. Il libro porta la data 1904 ed è a firma di Umberto Notari, direttore e fondatore dell’ “Ambrosiano”, nonchè amico e sodale di Filippo Tommaso Marinetti. Si intitola Quelle signore e costa al suo autore un processo per oltraggio al pudore. Ecco: basterebbe questo a spiegare il motivo per cui la casa editrice Otto/Novecento lo ripubblica ora a distanza di ottantaquattro anni.
Basterebbe, ma non basta: il libretto è un rutilante affresco di una città distratta, tutto smog (si, proprio così, smog) ed affari, dietro la cui ipocrisia si nascondono in controluce edonismo e sfruttamento.
Di qui, prende le mosse la storia di Marchetta, bella, esperta e sensualissima femme fatale che smania e si divincola dalla cronaca quotidiana di lenoni, viscidi signori e sfruttatori. È un ritratto di un secolo fa, ma sembra un’ istantanea scattata ieri sera.
sabato 14 giugno 2008
Quelle signore: la storia di Marchetta e dei suoi facili costumi.
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20:23:00
Etichette: cultura, donne, letteratura, libri, prostituzione
I Gesuiti di Milano sollecitano il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali.
(Adista) Un’apertura che farà discutere quella di Aggiornamenti Sociali, mensile promosso dai gesuiti dei Centri Studi Sociali di Milano e di Palermo. Sul numero di giugno, infatti, la rivista diretta da p. Bartolomeo Sorge ha pubblicato i risultati di una ricerca condotta dal proprio Gruppo di studio sulla bioetica in merito alla possibilità di riconoscere giuridicamente le unioni omosessuali. Scopo del contributo, tentare di “delineare criteri che consentano (non solo ai credenti) di procedere alle mediazioni politiche e legislative sempre più richieste da un contesto pluralista”, attraverso la riflessione sulla possibilità di “istituire una disciplina giuridica di un legame tra due persone dello stesso sesso, non basandosi specificamente sulla sua connotazione omosessuale, quanto piuttosto sul suo significato per la vita sociale”.
Riconosciuto che le cause che concorrono a determinare un orientamento omosessuale sfuggono alla volontà del soggetto, Carlo Casalone, vicedirettore del mensile, afferma che “il compito dell’etica non sta nell’insistere per modificare questa organizzazione psicosessuale, ma nel favorire per quanto possibile la crescita di relazioni più autentiche nelle condizioni date”. La richiesta di riconoscimento giuridico da parte di coppie omosessuali è elevata: infatti, come sottolinea Giacomo Costa, caporedattore, “in assenza di alternative, il modello matrimoniale, pur compreso in senso limitato come ‘riconoscimento pubblico di una relazione affettiva’, rimane un punto di riferimento giuridico, oltre che simbolico per le convivenze omosessuali perché, alla base della rivendicazione, sta un desiderio di riconoscimento tout court della propria dignità”. Uno degli aspetti vissuti con maggiore difficoltà dagli omosessuali è infatti l’essere “socialmente invisibili”: “La lotta per il riconoscimento dei diritti civili e sociali – continua Costa – costituisce di fatto uno sforzo per entrare con il proprio progetto di vita nel ‘ciclo di vita’ della società nel suo insieme”.
Analizzando le argomentazioni che nella riflessione etico-teologica conducono ad una valutazione morale negativa sulle relazioni omosessuali, Massimo Reichlin, professore di Etica della vita all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, conclude che “è dubbio che tali argomenti giustifichino il rifiuto di qualunque disciplina legislativa delle unioni omosessuali”. “Nella misura in cui non le equipari al matrimonio - continua Reichlin -, ma riconosca alcuni diritti, fondati sulla continuità di una convivenza e di una relazione affettiva, pare difficile sostenere che un simile riconoscimento costituirebbe una svalutazione dell’istituzione matrimoniale o una modificazione radicale dell’organizzazione sociale”.
Proprio la continuità e la stabilità della relazione costituiscono, come ricorda Angelo Mattioni, professore di Diritto costituzionale all’Università Cattolica di Milano, “il dato cui la Corte Costituzionale ricollega il necessario riconoscimento di un rapporto che dà fondamento all’esercizio di diritti e all’adempimento di doveri”.
La Corte, escludendo l’estensione delle norme che configurano la condizione giuridica della famiglia, di cui all’art. 29 della Costituzione, ad altre forme di convivenza, ha ritenuto loro fondamento costituzionale l’art. 2 che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo che nelle formazioni sociali in cui si svolge la sua personalità. Come rileva Mattioni, “risultano sostanzialmente irrilevanti le caratteristiche dei membri che fanno parte di tale formazione sociale”: infatti, riconoscendo “nella stabilità la fonte di questi diritti e doveri, risulterebbe contrario al principio di uguaglianza escludere da queste garanzie certi tipi di convivenze”.
“Non spetta al legislatore - evidenzia Mario Picozzi, professore di Medicina legale all’Università degli Studi dell’Insubria - “indagare in che modo la relazione viene vissuta sotto altro profilo che non sia quello impegnativo dell’assunzione pubblica della cura e della promozione dell’altro e di altri”. “Invaderebbe campi che non le appartengono una scelta politica che volesse stabilire a priori forme accettabili di espressione di quel legame e in base ad esse riconoscere e garantire determinate tutele”. “Il riconoscimento giuridico del legame tra persone delle stesso sesso - continua Picozzi - trova la sua giustificazione in quanto tale relazione sociale concorre alla costruzione del bene comune”. “Prendersi cura dell’altro, stabilmente, è forma di realizzazione del soggetto e al tempo stesso contributo alla vita sociale in termini di solidarietà e condivisione”.
In questo quadro, la scelta di riconoscere un siffatto legame, “senza mettere in discussione il valore della famiglia ed evitando così indebite analogie” appare, secondo Picozzi, “giustificabile da parte di un politico cattolico”. Essa rappresenta infatti “un’opzione confacente al bene comune, di promozione di un legame socialmente rilevante, di un punto di equilibrio in un contesto pluralista in cui potersi riconoscere, di risposta praticabile a una esigenza presente nell’attuale contesto storico”.
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20:15:00
Etichette: cattolici, chiesa, legge, questione omosessuale, religiosi, riconoscimenti, unioni civili
Tradate. Abusava di ragazzini nel garage e li filmava. Trentenne arrestato per violenze su minori.
(Il caffè) La scena dell’orrore pedofilo questa volta è un garage insonorizzato, dove un trentenne ha attirato dei bambini per violentarli e filmare gli abusi sessuali.
In manette con l’accusa di gravi reati è finito un uomo di Tradate, in provincia di Varese, arrestato questa mattina dagli agenti della Squadra mobile varesina e della Polizia Postale.
Stando ai primi risultati delle indagini l’uomo, incensurato, avrebbe violentato almeno tre bambini di un’età inferiore ai dodici anni. Un insospettabile che sarebbe rimasto tale, se non ci fosse stata una segnalazione alla polizia. Perquisita l’abitazione del trentenne, dove è stato ritrovato materiale ritenuto interessante dagli investigatori, gli inquirenti sono arrivati al garage.
Un locale appositamente insonorizzato, dove l’uomo arrivava le sue vittime, una trappola da cui non potevano fuggire, né invocare aiuto. Tre i bambini per i quali si sarebbero già accertati gli abusi sessuali, che il trentenne filmava, probabilmente, per scaricare le immagini in rete o cederle a qualche altro pedofilo.
Latina. Un vergognoso articolo omofobo dalla città più fascista d'Italia.
Sei frocio? Puoi guarire!
Gli studi di Joseph Nicolosi e di Tonino Cantelmi. Il dibattito si accende anche a Latina.
(ParvaPolis) Si è chiuso questo tristissimo Gay Pride. Solo in 10.000 impegnati più nell'insulto che nella rivendicazione di presunti diritti violati. La tristezza la leggi tutta negli slogan, contro la Carfagna, in teatrini pieni di "frocessioni", di insulti al Papa e all'Opus Gay*, considerato che i cattolici non avevano nemmeno il diritto di assistere un concerto di musica sacra, in una chiesa, senza doversi per forza subire il bizzarro corteo.
Non tutti lo sanno, ma da qualche anno a questa parte c'è chi studia, con serietà, il fenomeno delle devianze sessuali. Joseph Nicolosi si occupa da diversi anni di terapia riparativa dell'omosessualità. L'omosessualità non è "normale", e questo è dimostrato sia a livello "naturale" che a livello statistico (è un disturbo che riguarda circa l'1,5% degli adulti). Inoltre Nicolosi parla di design: l'anatomia di un corpo maschile è compatibile con quella di un corpo femminile, ma non con uno del suo stesso sesso. Studi scientifici hanno dimostrato, in controtendenza a quanto sostiene l'OMS, che l'omosessualità è una malattia, che risale all'autopercezione del bambino. Il bambino ha bisogno di un legame con suo padre per sviluppare la sua identità maschile. È il senso di genere che determina l'orientamento sessuale. L'omosessuale è la persona che è carente o mancante del senso di genere. Nicolosi ha posto un netto distinguo tra gay e omosessuale. «Gli attivisti gay vorrebbero che si credesse che tutti gli omosessuali siano gay. Non è così. La parola gay indica una identità socio-politica. Omosessuale identifica invece la descrizione di un problema sessuale». Chi frequenta le cliniche che si rifanno al pensiero di Nicolosi hanno un problema omosessuale ma rifiutano l'etichetta di gay. Non vogliono essere chiamati gay perché non si riconoscono in quella identità socio-politica e con lo stile di vita gay. La causa della sofferenza di un omosessuale è la propria omosessualità, non l'omofobia della società.
Gli studi e le terapie di Nicolosi in Italia si chiamano Tonino Cantelmi, presidente dell'Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici, autore di testi interessanti come "Amori difficili", "Narciso siamo noi", "Psicologia e teologia in dialogo", "Il sesso negato". Tanta gente si rivolge a centri di cura perché non accetta come naturali le proprie pulsioni. Ma cosa sostiene chi non è d'accordo con questa nuova impostazione degli studi che recuperano l'omosessualità come malattia, come dicevano un tempo i manuali di diagnosi? Abbiamo intervistato a proposito Stela Taneva.
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*Si, leggete bene, hanno proprio scritto "Opus Gay" un lapsus? chissà...
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11:35:00
Etichette: cattolici, chiesa, neofascismo, omofobia, omosessualità, patacche
Pitti Uomo, la moda maschile a Firenze.
Un modello tratto dal Look book di Walter van Beirendock, collezione Uomo, autunno inverno 2008-09
Dal 18 al 21 giugno Firenze ospita Pitti Immagine Uomo. Tra nomi nuovi, eventi e installazioni artistiche, la fiera dedicata al fashion maschile si arricchisce. E sfilano anche le pre-collezioni donna.
(Eleonora Attolico - L'Espresso) E' una manifestazione in crescita, con 688 aziende partecipanti, 840 marchi e oltre 21mila compratori di cui il 40% stranieri. Nata come una fiera della moda maschile che presentava le novità dell'estate, oggi la fiorentina Pitti Uomo presenta installazioni fuori e dentro la Fortezza da Basso, varie pre-collezioni donna e dibattiti su temi di attualità sociale come la mobilità ecosostenibile.
Tra i marchi, dopo una breve assenza, torna Hugo Boss con la nuova collezione Boss Orange per Donna e Uomo; si segnalano inoltre le presenze di Dirk Bikkembergs, Adidas in collaborazione con Porsche, Puma, Brooks Brothers, Sundek con una mostra retrospettiva dedicata al surf e Italia Independent di Lapo Elkann con una nuova linea di scarpe.
Sul fronte della moda maschile c'è attesa anche per l'ospite speciale di questa edizione, il belga Walter Van Beirendonck. Lo stilista, uno dei creativi più eccentrici del gruppo di Anversa, farà sfilare per la prima volta in Italia la sua collezione P/E 2009 nel parco del museo Stibbert. Sarà un'autentica performance, proprio perché Van Beirendock è noto per aver sempre creato connubi inediti tra foto e arte visuale, mixando grafica e web design, musica e styling avveniristico.
La fiera conta poi 15 sezioni con padiglioni dedicati ai giovani talenti della moda. Nella zona New Beats si scoprono i designer emergenti di Russia, Giappone, Belgio e Finlandia. Molta street culture anche nell'area Welcome to my House dove si trovano marchi giovani ma già affermati che si dedicano a captare le nuove tendenze della strada. Val la pena anche affacciarsi da Rooms n. 8, dove il curatore Sergio Colantuoni ha allestito al pianoterra del Palazzo degli Affari alcune collezioni d'avanguardia che interpretano il concetto del lusso in chiave contemporanea. Poco lontano, la storica della moda Maria Luisa Frisa ha creato un percorso dedicato alla "vestaglietta" con foto, disegni, immagini di film sull'evoluzione di questo capo da casa.
A mescolare arte e impegno sociale c'è invece il progetto Free Cycle-Free Mobility dedicato alla bicicletta e curato da Oliviero Baldini, con la collaborazione dell'ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori). La bici diventa così opera d'arte contemporanea, elemento grafico e simbolo di un'estetica quotidiana. L'allestimento accoglierà i visitatori sul Piazzale della Fortezza.
Molti gli eventi previsti anche nei giardini di Firenze. Tra questi il galà del marchio italiano Corneliani che già la sera prima dell'inaugurazione ufficiale del Pitti festeggerà i 50 anni di attività con una mostra a Palazzo Capponi e un party nei giardini di Palazzo della Gherardesca, oggi sede del nuovo albergo Four Seasons. Diane von Furstenberg, ospite d'onore della kermesse, presenterà "en plein air" nel giardino Torregiani la sua pre-collezione crociera 2008-09.
Chi invece sia in vena di passeggiate per Firenze, potrebbe affacciarsi nella boutique Luisa Via Roma dove troverà alcuni esemplari dei 501 jeans della Levi's realizzati con bottoni e rivetti d'oro o magari scoprire in via Tornabuoni il nuovo negozio di Ballantyne.Sphere: Related Content
Brasile. L'esercito ordina l'arresto anche per il secondo sergente gay.
(Adnkronos/Dpa) - Un sergente dell'esercito brasiliano ha ammesso di essere gay e di avere una relazione stabile con un commilitone: nel giro di una settimana per tutti e due e' scattato l'ordine di arresto impartito dai superiori. E' quanto accaduto al sergente Fernando de Alcantara Figueiredo, che ha rivelato di avere da anni una relazione fissa con Laci Marinho de Araujo, agli arresti dalla scorsa settimana. Secondo il Centro di Comunicazione sociale dell'esercito brasiliano, pero', l'ordine di 8 giorni di arresti per Figueiredo e' stato impartito dopo tre violazioni del codice di disciplina militare. Il compagno di Figueiredo, invece, e' stato accusato di diserzione.
