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sabato 12 gennaio 2008

Milano Moda Uomo: il programma della settimana della moda milanese.

(Stylosophy) La moda ha ritmi frenetici. Oggi salutiamo, infatti, Pitti Immagine Uomo, che ci ha presentato la moda maschile e femminili, con W_Woman Precollection, che vedremo nei negozi il prossimo autunno-inverno 2008/09. Ma non abbiamo neanche il tempo di riprendere il fiato, che ecco che in un’altra città vengono presentate le collezioni dei più grandi stilisti. Oggi apre a Milano la settimana della Moda Uomo.

Milano Moda Uomo è sicuramente uno degli appuntamenti più attesi. Vediamo nel dettaglio quali saranno le sfilate più importanti di questa settimana della moda milanese, divise per data, con il nome dello stilista, l’orario e il luogo dove sfilerà con la sua collezione.

Sabato 12 gennaio 2008

  • ore 10 Gaetano Navarra in via San Gregorio 29
  • ore 11 C.P. Company in via Savona 54
  • ore 12 Costume National Home in via Tortona 27
  • ore 14 Jil Sander in via Feltrami 5
  • ore 15 Missoni in via Turati 34
  • ore 16 Burberry Prorsum in via Melegari 3
  • ore 17 Les Hommes Homme in Corso Italia 58
  • ore 18 Gianni Versace in piazza Vetra 1
  • ore 19 Romeo Gigli in via Fumagalli 6
  • ore 20 Roen in via Pompeo Leoni 3
  • ore 21 Denis Simachev in via Vittor Pisani 6

Domenica 13 gennaio 2008

  • ore 9.30 Bottega Veneta in viale Piceno 15/17
  • ore 10.30 Antonio Marras in viale Alemagna 6
  • ore 11.30 Frankie Morello in via Palermo 10
  • ore 12.30 Gianfranco Ferrè in via Pontaccio 21
  • ore 13.30 Salvatore Ferragamo in piazza Affari 6
  • ore 14.30 Vivenne Westwood in piazza Duomo 12
  • ore 15.30 Emporio Armani in via Bergognone 59
  • ore 16.15 Neil Barrett in via Valenza 2
  • ore 17.00 Byblos in via Tortona 15
  • ore 17.45 Haute in via Tortona 27
  • ore 19.00 Alexander McQueen in via Mecenate 84
  • ore 20.00 Prada in via Fogazzaro 36

Lunedì 14 gennaio 2008

  • ore 9.15 Enrico Coveri in via San Barnaba 48
  • ore 10 Carlo Pignatelli Outside in piazza Affari 6
  • ore 11 Biagiotti in via Rivoli 6
  • ore 12 Dirk Bikkembergs in via Turati 34
  • ore 13.30 Roberto Cavalli in via Burigozzo 2
  • ore 14.30 Johm Richmond presso i Giardini di Porta Venezia
  • ore 15.30 Moschino in via Bezzecca 5
  • ore 16.30 Krizia Uomo in via Manin 21
  • ore 17.30 Gucci in piazza Oberdan 2b
  • ore 18.30 Alessandro Dell’Acqua in via pergolesi 8
  • ore 19.30 Giuliano Fujiwara in via San Gregorio 29
  • ore 20.30 Andrew Mackenzie in via Mecenate 84

Martedì 15 gennaio 2008

  • ore 9.30 Marni in via Al serio 22
  • ore 10.30 Iceberg in via Palermo 10
  • ore 11.30 Dsquared2 in corso Italia 58
  • ore 12.30 Fendi in via Sciesa 3
  • ore 13.30 Etro in via Piranesi 14
  • ore 14.30 Messori Largo Marinai d’Italia
  • ore 15.30 e 16.30 Giorgio Armani in via Bergognone 59
  • ore 16.30 M+F girbaud in via Tortona 27
  • ore 17.30 Calvin Klein Collection in viale Umbria 37
  • ore 18.30 Belstaff in piazza Affari 6
  • ore 19.30 Gazzarrini in via Turati 34
  • ore 20.30 Evisu in via Cino del Duca 8

Altri eventi collegati a Milano Moda Uomo che si terranno nella città di Milano:

Sabato 12 gennaio 2008

  • dalle ore 21 alle ore 23 presso viale Alemagna 6, Men’s Fashion Week, serata a cura di Wall Street Journal, Camera Nazionale della Moda e Saks Fifth Avenue

Lunedì 14 gennaio 2008

  • ore 21 Divina Maria Callas, tra moda e mito: serata organizzata in via Sant’Andrea 6

    Martedì 15 genaio 2008

  • dalle ore 21 La Chimica delle emozioni, serata Extè, in via Lambruschini 36

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I rapporti tra il Cicolo Mieli e Arcigay. Libera l’Italia, le riflessioni del Mieli

Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto da Arcigay varie comunicazioni rispetto alla manifestazione Libera Italia, con l’invito a fornire contributi da parte di chiunque fosse interessato. Riteniamo importante da parte del Mieli fornire ai promotori, e non solo, le nostre riflessioni in merito, anche perché la manifestazione si svolgerà a Roma, la qual cosa evidentemente ci riguarda. L’avvertenza a considerare il tutto come franca e sincera espressione di pensiero politico, e non come critiche o peggio, dovrebbe essere pleonastica, ma meglio prevenire interpretazioni sbagliate; del resto potremmo tenercele per noi e agire di conseguenza, ma già troppi si tengono inutilmente le cose per sè…..

E’ evidente che dopo il Pride di Roma di giugno e l’incontro autunnale al Cassero di Bologna il movimento lgbt si è lasciato con un programma di questo tipo: 1) ognuno per sé, con la possibilità aperta di collaborazioni; 2) consapevolezza della necessità di contenere le litigiosità intergruppi; 3) presenza di due o tre Pride nel 2008; 4) l’importanza di incontri successivi: prossima volta Napoli; 5) valutazione sulla situazione politica esterna come particolarmente critica per omosessuali e trans; 6) nel movimento si produrranno autonome iniziative, autonomi momenti di lotta, autonome valutazioni politiche, con la consapevolezza del minimo comun denominatore del motto del Pride: Parità, Dignità, Laicità.
Il programma, o meglio la consapevolezza unanime dello stato dell’arte e le dirette conseguenze operative si stanno ovviamente attuando; nessuno può dunque permettersi di indicare quali modalità qualunque altro debba seguire, purchè queste non travalichino il programma suddetto.
E così sia anche per noi del Mieli; è evidente però che si possono esporre anche delle valutazioni o delle perplessità sugli effetti, che gli autonomi percorsi possono produrre anche sugli altri. Così non si rompe affatto lo schema riassunto sopra, ma si è funzionali all’esistenza stessa di un movimento che è di idee, prima ancora che di associazioni e singoli.

Entro brutalmente nel merito. Al Mieli non abbiamo capito cosa sarà la manifestazione Libera Italia promossa da Arcigay, Arcilesbica, Agedo e Famiglie Arcobaleno. O meglio per come è stata esposta nelle varie e-mail, e nel breve scambio di idee fra me e Aurelio Mancuso, potrebbe essere cose molto diverse tra loro, non per questo meno interessanti.

Se tale manifestazione riguarda i temi indicati nell’appello, cioè “libertà sociali e civili, cultura, formazione, precariato, convivenza interculturale e ambiente” e se si vogliono convogliare anche altre soggettività non lgbt, evidentemente almeno qualcuna di queste andava coinvolta prima di indire la manifestazione, affinché vi fossero contributi, elaborazione e partecipazione. Non a caso l’appello tratta poi solamente di libertà e diritti civili, limitati a loro volta a questioni lgbt, femminili e di laicità. Difficile dunque che ci saranno mobilitazioni “altre”. Se invece il richiamo a quei temi più generali vuole dare l’indicazione di un’affinità rispetto a un quadro politico più vasto, il messaggio non è irrilevante, e per esempio trova il Mieli pienamente in sintonia. Ma c’è la consapevolezza che la manifestazione darebbe indicazioni profonde di un posizionamento, quanto meno ideale, a sinistra, in un’Italia dove per esempio la sinistra e il Pd stanno facendo di tutto per dimostrare che non sono propriamente la stessa cosa? Forse non vuole essere nemmeno questo, ma quei temi sono posti solo come un richiamo di sensibilità etica e di contiguità concettuale; va benissimo anche questo, ma è un riferimento che però non avrà molti effetti concreti e di affluenza di manifestanti.

Se la manifestazione aspira invece ad essere l’inizio di un percorso per la formazione di una soggettività nuova, siamo dinanzi a una prospettiva completamente diversa. Ma quale soggetto? Un embrione di lobby? Un embrione di partito? Un embrione di gruppo di pressione? Un embrione di sinergia con movimenti individuati, tipo quello femminile? Le quattro cose sono straordinariamente differenti, come è facile intuire, ed è altrettanto ovvio che non tutte e quattro possono piacere alle stesse persone, promotori compresi suppongo. Dunque è necessario esplicitare a cosa si è pensato, dato che le frasi dell’appello e delle altre e-mail sembrano fare alternativamente riferimento alle varie ipotesi (“autonomia dai partiti e decisione, a tempo opportuno, se indicare formalmente delle formazioni politiche a fini elettorali” - “ colleghiamo le battaglie lgbt con le battaglie delle donne contro il maschilismo” - “ mettere in campo un soggetto politico e sociale di diretta rappresentanza d’idee, percorsi e rivendicazioni rispetto a tutele e diritti non riconosciuti” etc.) E’ulteriormente indispensabile chiarire, perché sulle quattro diverse ipotesi molto si parla, si parteggia, si rifiuta, e a volte c’è solo confusione. Se Libera Italia vuole dare un’indicazione e necessario lo faccia e in modo più comprensibile, se si vogliono ulteriori adesioni e promotori, sempre che vi sia consapevolezza su quale specifico vaso di Pandora si pensi di aprire. In tutti casi una manifestazione non è il luogo ideale per lanciare un soggetto politico nuovo senza che ci siano state discussioni e confronti precedenti, nel momento in cui tale soggetto voglia andare oltre i proponenti. A meno che la manifestazione non voglia essere proprio l’occasione per indicare quale sarà il futuro approccio politico dei proponenti stessi, ma in tal caso l’intento e il contenuto specifico vanno comunque esplicitati chiaramente, altrimenti non capiranno nemmeno i singoli associati delle realtà in esame. Se così fosse, non sarebbe affatto peregrina la motivazione di Arcigay etc della opportunità di svolgere una manifestazione con lo scopo di affermare un proprio percorso identitario nuovo; è chiaro però che la tal cosa lascerebbe tutti gli altri soggetti del movimento e della società, non interessati a un apparentamento, nella posizione di semplici spettatori, più o meno incuriositi, ma con scarse motivazioni per la partecipazione.

Se infine la manifestazione vuole essere semplicemente un’occasione in più per portare in piazza le rivendicazioni lgbt e i temi dei diritti civili e della laicità, per il Mieli e di sicuro per tanti altri potrebbe andare bene ugualmente, purché si chiarisca che semplicemente di questo si tratta. Una manifestazione in più non farà certo male, anzi, purché si stia attenti a muovere un numero cospicuo di partecipanti, considerando la scelta di dargli un valore nazionale, nella consapevolezza immagino “universale” che non ci si avvicinerà nemmeno lontanamente ai numeri da Pride. In tal caso Libera Italia assomiglia nei contenuti per taluni aspetti a No Vat, per altri ai Pride in genere, e questo può rendere la manifestazione facilmente condivisibile per coloro che a No Vat e ai Pride aderiscono, ma fatica a dare dei valori aggiunti rispetto a queste. Non a caso l’elenco delle rivendicazioni è quello generale che grosso modo si pone nei Pride, presumibilmente anche in quelli di quest’anno. Analogamente il forte richiamo alla laicità è il fulcro di No Vat e un elemento dei Pride. Le “consuete manifestazioni nazionali che Arcigay e Arcilesbica promuovono in inizio primavera a Roma”, cui si fa riferimento nell’appello di Libera Italia, negli anni precedenti erano settorizzate rispetto a richieste specifiche e alle vicende politiche del momento (tutte legate ai Pacs-Dico). Potevano più o meno piacere, il Mieli per esempio ha sempre aderito, mentre altri no, ma sicuramente avevano una logica politica individuata e individuabile, utile, e diversa da tutte le altre manifestazioni lgbt. Quest’anno invece manca l’indicazione di un target specifico, o di determinati antagonisti, o di un tema o di un evento catalizzatori, quindi è diversa dalla “consueta manifestazione a Roma in primavera promossa dagli”Arci”, e rischia per tutto quello detto sin ora di diventare solo la necessità di non mancare un appuntamento. Con tale impostazione si rivelerebbe un po’ uno spreco e un po’ una fotocopia blanda di quello che si sarà svolto prima, NoVat, e soprattutto di quello che si svolgerà dopo, i Pride.

Ci sorge uno speranzoso dubbio, che però non trova in effetti nessun riferimento nei vari “lanci” di Libera Italia. Che i promotori abbiano colto la necessità di non perdere la “manifestazione di primavera romana” e di farla con convinzione e impegno, al di là delle incongruenze dell’appello, anche a seguito dei noti eventi della bocciatura del registro delle unioni civili al Comune di Roma, che palesemente ha avuto rilevanza politica nazionale e ha dato chiari segnali sull’impossibilità di raggiungere qualsivoglia risultato utile in Parlamento sui temi lgbt. E’ anche risultato chiaro che il tappo principale di tutta la vicenda è il Partito Democratico e le sue contraddizioni interne. Del resto l’attenzione proficua che il Vaticano rivolge agli amministratori del Lazio, come si è visto anche con l’ultimo incontro del Pontefice con costoro, deriva specificatamente dal fatto che il Sindaco di Roma è il leader del Pd, principale partito della maggioranza. Se quindi la manifestazione volesse scegliere il suo fulcro in questa bruciante attualità pseudo-romana, dovrebbero però emergere in modo esplicito tutte le singole responsabilità della fase politica attuale e bisognerebbe denunciare l’episodio “comunale” in tutta la sua ampiezza e pesantezza.

Tutto questo permetterebbe anche alle associazioni romane di essere meno sole ad affrontare l’anomalia della politica locale trasformata totalmente in politica nazionale. Soprattutto le realtà come il Mieli che testardamente da mesi hanno puntato il dito sulle omissioni, incongruenze, dimenticanze, depistaggi e scelte negative di Veltroni, consapevoli che non si tratta affatto dell’impazzimento di una persona. Ci lascia stupiti però il fatto che, dopo la famosa bocciatura del consiglio comunale, il Mieli abbia effettuato una scelta politica indubbiamente forte uscendo dal Tavolo di Coordinamento lgbt del Comune di Roma e sia stato seguito solo da Nuova Proposta, e ci sia un silenzio totale delle altre associazioni romane, anche semplicemente in termini di commenti, come se la cosa fosse irrilevante. Questo fatto non ci fa molto ben sperare, anzi diciamo che ci turba. Comunque se Libera Italia volesse assumere il taglio che stiamo qui esponendo, il Mieli ne sarebbe entusiasta; se invece si rientrasse nelle altre varie ipotesi sopra esposte, la nostra adesione o il nostro coinvolgimento dipenderanno dai tipi di chiarimenti che ci saranno.
Ci auguriamo che questa lunga missiva possa essere utile e costruttiva per il lavoro dei promotori di Libera Italia, e per il successo della manifestazione, ma anche per le riflessioni di tutti gli altri.
Un saluto a tutti.


Rossana Praitano
Presidente Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

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Regno Unito. Bocciato emendamento sostenuto dai vescovi a legge anti-omofobia.

(Radio Vaticana) Il Governo britannico ha bocciato un emendamento a una nuova proposta di legge che punisce i reati di omofobia. L’emendamento alla Criminal Justice and Immigration Bill è stato presentato da un deputato laburista cattolico Jim Dobbin con il sostegno dai vescovi cattolici e anglicani, che nel novembre scorso avevano presentato un memorandum congiunto per chiedere modifiche al testo, giudicato eccessivo anche negli ambienti omosessuali britannici. Il provvedimento, infatti, punisce il reato di incitamento all’odio contro gli omosessuali con un massimo di sette anni di carcere, una pena superiore a quella prevista per lo stupro. A preoccupare in particolare la Chiesa cattolica e anglicana è il fatto che le nuove misure non distinguono tra attacchi contro gli orientamenti sessuali delle persone e diritto a criticare condotte sessuali non conformi alle proprie convinzioni etiche, ma sempre “nel pieno rispetto di chi le pratica ”, come sottolineava il memorandum. Più voci si sono levate nel Regno Unito contro il testo evidenziando come esso si presti facilmente ad abusi.

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Teatro. Uno spettacolo sulla persecuzione di gay e lesbiche. "La spiaggia dei senza dio".

In occasione della Giornata della Memoria 2008, il 19 gennaio viene portato a Mestre, sul palcoscenico del cinema-teatro ex-GIL di via Sernaglia, lo spettacolo "La spiaggia dei senza dio", realizzato dalla Compagnia "Lamanicatagliata" di Modena. Nella pièce teatrale il confino degli omosessuali durante il fascismo è raccontato attraverso gli occhi di un giovane deportato e della maitresse di un locale frequentato abitualmente dai gerarchi. La storia di una persecuzione dimenticata, ma anche il racconto del perverso rapporto tra potere e sessualità.

Migliaia di omosessuali vengono perseguitati nell'Italia fascista: retate, arresti, pestaggi, confino si susseguono per tutto il ventennio e si fanno ancora più feroci con l'introduzione delle leggi razziali, perché il "mito della razza" contiene anche il mito della virilità fascista. I vicini nazisti fanno ancora di più e cuciono triangoli rosa per gay e lesbiche e li spediscono nei lager e allo sterminio. Una pagina di storia e di memoria collettiva per lungo tempo dimenticata e su cui solo di recente saggi, ricerche, produzioni culturali ed artistiche stanno indagando con opere e divulgazione al grande pubblico.

Scritto e diretto da Ennio Trinelli, "La spiaggia dei senza dio" vede in scena Andrea Calabrini, Sergio Lo Gatto, Michelangelo Spinella, Hassen Tlili e Massimiliano Sozzi. "Lamanicatagliata" è una associazione e una compagnia teatrale di Reggio Emilia, organizzatrice dell'omonimo prestigioso festival di teatro a tematica lesbica e gay che si tiene ogni anno in Emilia Romagna.

Lo spettacolo arriva ora in città, su iniziativa dell'Osservatorio LGBT e dell'Assessorato alle politiche giovanili del Comune di Venezia, in collaborazione con il Coordinamento cittadino per la giornata della Memoria e l'Assessorato alla produzione culturale.
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Sabato 19 gennaio, ore 21
Cinema teatro ex-GIL, Mestre (Ve), Via Sernaglia.
L'ingresso è libero. Lo spettacolo inizia alle ore 21.

Info:

041.2747671/8320
differenze@comune.venezia.it

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Legge choc in Canada. Vietate le donazioni di organi ai gay.

Per il Ministero della salute gli omosessuali rappresentano un fattore di rischio per le malattie a trasmissione sessuale.

(Agi) Il governo canadese, guidato dal conservatore Stephen Harper, ha interdetto agli omosessuali la donazione degli organi.
La decisione, che ha gia' sollevato un polverone di critiche da parte dell'opposizione, riguarda gli uomini che hanno avuto almeno un rapporto gay nei cinque anni precedenti alla donazione.
Secondo la nuova direttiva emessa dal Ministero della salute canadese alla fine del 2007, gli omosessuali rappresenterebbero un 'fattore di rischio' per la trasmissione di malattie infettive.
"Sono sorpreso dalla normativa canadese perche' priva di fondamento scientifico", ha commentato Rafael Matesanz, coordinatore del organizzazione nazionale trapianti spagnola, a El Mundo. Intanto in Canada e' scoppiata la polemica: "Il governo ha dimostrato ancora una volta che agisce furtivamente", ha detto Robert Thibault, portavoce del Partito Liberale, che ha sottolineato come questo divieto sia stato messo in atto senza aver fatto un annuncio ufficiale. Alcuni esperti intervistati dal canale pubblico canadese CBC hanno detto di non esser stati informati dell'applicazione di questo regolamento che potrebbe limitare il numero di donazione di organi in Canada.

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Ever Banega nudo in internet. L'argentino mostra il pene in cam, club spagnolo senza pace. Scandalo a Valencia.

(Tulife) Nel Valencia dilaniato dalle polemiche interne con pochi risultati tra Champions e Liga ci mancava solo lo scandalo a luci rosse. Il protagonista è il gioiellino argentino Ever Banega, ultimo acquisto pagato la bellezza di 18 milioni di euro al Boca Juniors avversario del Milan nella finale del mondiale per club a Yokohama. Chiariamo subito: non c’entrano le squille alla Cristiano Ronaldo, tanto per intenderci, ma un filmetto che sta già impazzando sul web (vedi il video sotto) e che ha fatto morire dal ridere persino la stella delle furie rosse Joaquin. Nei 5 minuti registrati da un anonimo internauta e messi in rete dal sito argentino subiteya.com (già quasi 900.000 proiezioni) il centrocampista è impegnato in una sessione di sesso virtuale, con espliciti interventi dimostrativi verso la webcam accesa e pronta a registrare ogni particolare. Non è la prima volta che Banega finisce su internet con un video autoprodotto: figurava tra i protagonisti, insieme ad alcuni compagni della nazionale argentina, della distruzione di una camera d’albergo durante l’ultimo Mondiale Under 20.
Insomma al Valencia di tutto avevano bisogno tranne che di un nuovo caso extra-calcistico, visto che al già poco edificante quadro sportivo (una sola vittoria in Liga, eliminazione da Champions League e Uefa, 3 punti nelle ultime 6 giornate) va aggiunta la rissa di Manuel Fernandes, centrocampista portoghese, arrestato, insieme al fratello, in un locale notturno per il presunto furto di un orologio.
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