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giovedì 8 novembre 2007

Gli attori di E.R. scioperano a Hollywood.

(Gossipblog) Come da tempo si vocifera nell’ambiente del cinema e così come anche hanno tempestivamente annunciato i nostri amabili colleghi di CineBlog, è iniziato lunedì scorso lo sciopero degli sceneggiatori di Hollywood, promosso dal sindacato WGA (Writers guild of America), per la mancanza di un accordo sulle royalties per i nuovi formati (per maggiori dettagli leggete qui).

Agli sceneggiatori che hanno iniziato a picchettare per le strade di New York (come potete vedere qui) si cominciano ad alleare anche gli attori.

Ecco infatti le immagini di John Stamos e Maura Tierney, star della serie tv “E.R.” mentre manifestano di fronte agli studios della Warner Bros a Los Angeles. C’è da giurare che ne vedremo altri a rinfoltire la folla.

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sabato 20 ottobre 2007

Amici di Maria De Filippi, presentati i primi 11 allievi.

(Televisionando) Amici di Maria De Filippi, il talent-show di Canale 5, è ricominciato oggi pomeriggio con la prima puntata pomeridiana del sabato che ha permesso ai 90 finalisti di conoscere l’esito definitivo dei provini. Di loro, selezionati tra i 1500 presentatisi ai casting, ne rimarranno 18, ma solo 11 sono stati presentati ufficialmente al pubblico e hanno preso il proprio posto tra i banchi della scuola. Il tempo tiranno non ha permesso di esaurire la lista degli ammessi, così gli altri sette si scopriranno solo lunedi alle 16.15 nella striscia quotidiana. Potrete scoprire i volti dei primi 11 nella nostra fotogallery.

Si sa, comunque, che nelle prime fasi del programma i banchi sono precari: tra i selezionati, alcuni si dimostrano fin da subito piuttosto deboli, lasciando così spazio agli esclusi più bravi che potranno usurparne la titolarità in veste di sfidanti.

Tra i primi 11 allievi si contano sei uomini e cinque donne, di cui cinque ballerini e cinque cantanti e un solo selezionato, al momento, per la categoria attori, ovvero il ventiduenne Sebastiano Formica, considerato dai professori particolarmente versatile in tutte le materie. Del resto, come hanno sottolineato i docenti di recitazione (Fioretta Mari, Patrick Rossi Gastaldi e Paolo Asso) è stato particolarmente duro trovare degli aspiranti attori validi per la trasmissione. Così come Alessandra Celentano, docente di danza classica, non ha individuato finora un ballerino classico degno di entrare nella scuola.
Veniamo, però, agli allievi: per il ballo sono stati scelti Francesco Mariottino, occhi blu e capelli biondi, dal fisico elegante, ma considerato ancora un po’ legnoso nelle discipline non contemporanee; Valentina Tarsitano, calabrese di 18 anni, dal collo del piede imperfetto (ricordate Agata della scorsa edizione?); Gianluca Conversano, diciottenne timidissimo canditato ad essere uno dei primi sfidati (e forse battuti); Susy Fuccillo, biondissima ma bassina, e Valentina Mele, altra giovanissima aspirante danzatrice.
Nella sezione canto troviamo Simonetta Spiri, una sarda potente e grintosa; Pasqualino Maione, che ricorda nelle fattezze Ricky Martin; Maria Luigia La Rocca, che viene immediatamente battezzata da Maria con un eloquente “ma ci fai o ci sei?” al quale risponde “Ci sono!” (incoraggiante inizio); Giuseppe Salsetta, idraulico fino a ieri e ora in lacrime al pensiero di una carriera nel mondo dello spettacolo; Marco Carta, altro sardo di 22 anni dalla voce particolare, “sabbiata” nella definizione dei professori. Per gli altri dovremo aspettare ancora qualche giorno.
Intanto la trasmissione ricomincia da dove avevamo lasciato, con gli allievi dello scorso anno, capitanati dal vincitore Federico Angelucci ad esibirsi nella sigla e Agata che continua a polemizzare con Alessandra Celentano, sempre molto critica sulle capacità e il talento dell’allieva e strenua contestratrice del suo collo del piede. Per fortuna ci sono nuovi allievi da “torturare”. La saga di Agata è, finalmente, prossima alla fine.

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lunedì 15 ottobre 2007

Vaticano/Monsignor Stenico: Finalmente un ambiguo comunicato ufficiale. Reato contro il sesto comandamento.

Monsignor Stenico si dichiara gay in Tv, sospeso dalla Santa Sede.
Il sacedote è stato ripreso in un filmato mentre adescava un ragazzo.

(Zenit.org - nella foto il Cardinale Julián Herranz Casado) La Santa Sede ha sospeso dall'incarico e sottoposto a procedimento disciplinare monsignor Tommaso Stenico, 60 anni, Capo dell'Ufficio Catechistico della Congregazione per il Clero, che in un filmato andato in onda durante il programma “Exit” aveva dichiarato di praticare la propria omosessualità.

L'ulteriore conferma in proposito, dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi, arriva quest'oggi dal Cardinale Julián Herranz Casado, Presidente della Commissione disciplinare della Curia Romana e Presidente emerito del Pontificio Consiglio per l'Interpretazine dei Testi Legislativi, in una intervista rilasciata a La Repubblica (15 ottobre 2007).

Il porporato ha infatti affermato che il Vaticano “è già intervenuto, ed anche tempestivamente, con un provvedimento di sospensione”, anche se “per le decisioni finali, ci penserà il tribunale”.

In merito al caso Stenico, il Cardinale ha sottolineato la necessità di lasciare lavorare “in serenità” gli inquirenti che cercano di far luce su tutta la vicenda, “lontano dai clamori dei mass media, perché i processi non si devono fare sui gionali, ma nelle sedi istituzionali”.

Tuttavia, ha tenuto a precisare, “è la Santa Sede la prima ad essere interessata a fare subito pulizia al suo interno. Ma sempre nel rispetto dei diritti umani e dopo il pronunciamento delle autorità giudiziaria”.

A livello generale, ha spiegato, per quanto concerne “i reati commessi contro il sesto comandamento, riguardanti la sfera sessuale, il canone 1399 del Codice di diritto canonico prevede pene severissime, fino alla riduzione allo stato laicale per quell'eventuale sacerdote che pecca con un minore di 16 anni”.

“È lo stesso criterio che sarà applicato a monsignor Tommaso Stenico, già sospeso dal servizio, in attesa delle verifiche degli inquirenti e del pronunciamento del tribunale”, ha aggiunto.

“Quando qualcuno sbaglia, viene giudicato secondo il Codice di diritto canonico o i provedimenti previsti dal regolamento della Curia romana, ma esempre nel rispetto dei diritti, senza pregiudizi e con processi regolari”, ha continuato.

Il porporato ha inoltre dichiarato che da parte della Chiesa “sicuramente c'è tristezza. Ma c'è anche la consapevolezza che si tratta di casi eccezionali, oserei dire unici, che non intaccano tutta la comunità, perché nella Chiesa, nella Santa Sede, ci sono tantissime persone, laiche e religiose, fortemente impegnate a servire il Papa con serietà, determinazione, amore per la parola di Cristo”.

In effetti, ha riconosciuto, malgado “il clamore di casi isolati” “la Commisione disciplinare che presiedo è quasi disoccupata”.

Nell'intervista mandata in onda il 1° ottobre scorso durante la trasmissione condotta da Ilaria D'Amico su “La 7”, quattro persone riprese con volti e voci contraffatti e che si presentavano come sacerdoti, avevano confessato le loro preferenze omosessuali.

Nel filmato il prelato ha ammesso di essere gay, aggiungendo persino di “non sentirsi in peccato” e di aver scelto l'anonimato “per non essere richiamato dai superiori vista l'attuale ferma opposizione della dottrina cattolica in materia di celibato sacerdotale ed omosessualità”.

Il nome di monsignor Stenico è stato rivelato solo successivamente dal quotidiano on-line “Petrus”, diretto da Gianluca Barile, per il quale il sacerdote collaborava e che lo ha licenziato il 9 ottobre scorso in seguito alla sua apparizione in tv.

Nel filmato però erano riconoscibili l'ascensore di accesso alla Congregazione del Clero e la porta di ingresso del Dicastero, ripresi dalle telecamere mentre il monsignore faceva accomodare l’interlocutore.

Dopo una veloce inchiesta interna al Dicastero diretto dal Cardinale Cláudio Hummes, O.F.M., Arcivescovo emerito di São Paulo (Brasile), facilitata anche dal fatto che Stenico era l'unico a tenere la chiave dell'ufficio, sono arrivati i provvedimenti disciplinari.

Monsignor Tommaso Stenico, originario di Borgo Valsugana (Trento), dottore in teologia e laureato in psicopedagogia, è collaboratore di “Telepace,” docente di Catechetica e Psicologia, lavora da 25 nella Curia romana e da oltre 30 è psicologo e psicoterapeuta iscritto all’Albo degli psicologi del Lazio.

In sua difesa, in una intervista concessa allo stesso quotidiano “Petrus”, monsignor Stenico ha confessato che “l'episodio è avvenuto realmente", tuttavia ha precisato di non essere gay ma di aver “peccato di superficialità”.

Il monsignor ha infatti dichiarato di voler “scrivere e redigere un libro, una ricerca sul problema dell’omosessualità tra i preti”, e che per tale ragione aveva contattato questo ragazzo dopo aver fatto una ricerca su siti gay.

Il prelato ha sostenuto di aver accettato l'incontro con uno sconosciuto solamente per contribuire a smascherare eventuali sacerdoti infedeli, essendo preoccupato dalla montante campagna di stampa contro la Chiesa.

“In sostanza era solo un esperimento, uno studio sul tema, ed io sono caduto, ma spiegherò tutto ai miei superiori”, ha affermato.

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domenica 14 ottobre 2007

Urban Legends.

(Televisionando) Al via lunedì 15 ottobre in seconda serata su Italia 1 Urban Legends, le leggende metropolitane raccontate e ricostruite dall’ ex iena Andrea Pellizzari.

Andrea Pellizzari segue quindi l’esempio di Gip e si avvia alla conduzione di un programma tutto suo dopo aver portato l’eccentrico Mr Brown ne Le Iene per anni si troverà adesso a parlare di leggende metropolitane. Urban Legends si occuperà infatti di raccontare attraverso interviste e ricostruzioni dei fatti le cosidette “leggende metropolitane”, quei fatti che pur sembrando reali sono in realtà frutto della fantasia della gente e del passaparola ma anche quelli che vengono scambiati per semplici leggende metropolitane e invece sono realmente accaduti. In ogni puntata di Urban Legends verranno raccontate sei storie, il telespettatore da casa avrà il compito di indovinare le due storie vere distinguendole dalle semplici leggende. Al fianco Andrea Pellizzari un volto nuovo della televisione, Regina Fioresi, 22enne brasiliana. Appuntamento a partire dal 15 ottobre ogni lunedì in seconda serata su Italia 1.

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Droga, sesso e ricatti: serial con l’ex Friends.

Stasera debutta su La7 il telefilm che ha fatto discutere gli Usa. Courteney Cox, da ragazza ingenua a cinica giornalista in «Dirt», ritratto spietato del mondo dello spettacolo.

(Chiara Maffioletti - Il Corriere della Sera) A chi era abituato a vederla in Friends, la metamorfosi sembrerà abissale. Perché della Courteney Cox amica della porta accanto, ingenua e sbarazzina come lo è stata per dieci anni nella serie che l’ha fatta conoscere in tutto il mondo, qui non rimane proprio nulla. In Dirt (Sporcizia), la dolce Monica è stata fagocitata dalla spietata Lucy: una cinica giornalista che, superati da poco i quarant’anni, è devota soltanto alla carriera. Affascinante direttrice di due celebri riviste scandalistiche, Dirt e Now, e temutissima da tutte le più grandi star del jet set internazionale, Lucy Spiller trae le sua massima soddisfazione nello scovare scandali da piazzare in prima pagina. E lo fa senza scrupoli né ripensamenti, archiviando gli scatti particolarmente scabrosi solo per poter ricattare le malcapitate quanto potenti vittime del teleobiettivo.

La prima stagione della serie, al via in Italia a partire da questa sera, su La7, alle 23.30, può già vantare un nutrito numero di appassionati in America (è andata in onda sul canale Fx, lo stesso di Nip/Tuck) ma anche nel Regno Unito e in Nuova Zelanda. Le atmosfere glamour e sofisticate ricordano Sex and the City mentre il cinismo giornalistico colorato di rosa pare una sorta di Il Diavolo veste Prada a episodi. Anche se di «rosa» rimane in effetti decisamente poco: nella serie le tinte si fanno sempre più scure, annebbiate da sconvolgenti intrighi e da meschini sotterfugi volti a smascherare, implacabilmente, tutti i vizi del patinato mondo dello spettacolo. Droga, sesso e tradimenti compresi. Come nel primo episodio, dove Lucy incarica un suo fotografo di immortalare un famoso giocatore di basket (pubblicamente devoto padre e marito) mentre fa sesso con una prostituta (ingaggiata dalla stessa giornalista), così da poterlo ricattare in futuro. «Sono convinta che la realtà non sia molto diversa da così» aveva dichiarato l’attrice, che è anche produttrice della serie.

E come darle torto? I torbidi meccanismi che si possono celare dietro uno scoop sono ormai meno oscuri un po’ per tutti dopo lo scandalo Vallettopoli e i rimandi a un simile universo, anche se d’Oltreoceano, sono molti e evidenti. Un universo che si nutre delle debolezze altrui, dei vizi, dei segreti più scabrosi che, una volta arrivati nelle tentacolari mani di Lucy, diventano merce di scambio, per così dire, con cantanti e attorucoli pronti a vendere le più inquietanti verità su amici e colleghi in cambio di un servizio o di una copertina. Ma cosa pensano gli altri ex coinquilini del gruppo di Friends, abituati ad un soffice e spensierato umorismo, di una simile virata da parte della collega? «Loro amano questa serie — ha giurato l’attrice — ne sono subito diventati fan al punto da chiedermi di continuo anticipazioni. Jennifer (Aniston, ndr) in particolare ».

E proprio con la bionda amica, special guest nell’ultima puntata della prima serie, ha dato vita a una scena già diventata cult: un bacio saffico tra le due attrici. Sette secondi che, grazie ad internet, hanno fatto il giro del mondo. Quasi a dare definitivamente l’addio all’immagine fragile e candida che caratterizzava l’attrice. E ad aggiungere un nuovo ingrediente piccante al sesso estremo, al cinismo, ai ricatti, alla droga e alle paparazzate senza scrupoli. Tutte cose che, solo qualche mese fa, il grande pubblico nostrano ha dimostrato di apprezzare oltremodo.

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venerdì 12 ottobre 2007

Nudo maschile in prima serata, "Tell Me You Love Me" fa scandalo.

Fa scandalo l'ultima fiction Usa.
Nudi maschili e scene di sesso in prima serata.
Contestato in negli Stati Uniti il serial sulle coppie in crisi.

(Alessandra Farkas - Il Corriere della Sera) Nella prima puntata di «Tell Me You Love Me» una coppia sposata giovane e attraente si sdraia sul divano in salotto per guardare una partita di pugilato alla tv. Lei comincia a sbottonare i pantaloni di lui e, dopo un rumoroso sbaciucchiamento, mostra all’America sbigottita l’esplicita nudità frontale del suo superdotato partner. La scena — senza precedenti nella storia del piccolo schermo Usa — ha creato un tale vespaio di reazioni e polemiche da trasformare il nuovo dramma della HBO nel serial più controverso e chiacchierato della nuova stagione americana.




TRE COPPIE - «Tell Me You Love» — in onda ogni domenica alle 21 — entra nella camera da letto di tre coppie in crisi, tutte in terapia dalla Dottoressa May Foster (Jane Alexander). Una consulente matrimoniale e psichiatra del sesso sulla sessantina che, dopo 43 anni di matrimonio, mantiene un’effervescente relazione erotica col marito pensionato Arthur (David Selby). I suoi pazienti più giovani sono Hugo e Jamie (Luke Kirby e Michelle Borth), ventenni, che fanno tanto sesso — e ovunque — finché i loro progetti matrimoniali naufragano a causa della gelosia (di lei). Poi vengono Palek e Carolyn (Adam Scott e Sonya Walzer), trentenni, ricchi e affermati ma con una vita erotica turbata dall’incapacità (di lui) di procreare. Einfine Dave e Katie (Tim DeKay e Ally Walker) due bravi ma stressati genitori sulla quarantina che non hanno rapporti da oltre un anno, nonostante si adorino. Se alcuni critici hanno paragonato la tematica a Scene da un Matrimonio di Ingmar Bergman e Mariti e Mogli di Woody Allen, lo stile dello show viene definito «rivoluzionario» dagli addetti ai lavori. «Prima d’ora solo i canali porno a pagamento si erano spinti tanto in là», sentenziano i media, sbigottiti per quelle scene di sesso, eiaculazioni, autoerotismo e nudità completa e frontale. Soprattutto maschile.

L'AUTRICE STUPITA DEL CLAMORE - Anche la 47enne ideatrice dello show, Cynthia Mort («Roseanne», «Will&Grace ») si dice stupita. Ma per ragioni opposte. «Chi l’avrebbe mai detto che l’orgasmo di Palek di fronte alla partita di boxe sarebbe stata la scena più scioccante per gli americani?», afferma la Mort. «Gli attori uomini sono molto più puritani delle donne quando si tratta di spogliarsi. Non sono abituati». Proprio questa «riluttanza» maschile spiegherebbe gli indici d’ascolto deludenti della prima puntata dello show che nonostante lo straordinario frastuono pubblicitario ha attratto soltanto 910 mila spettatori, quasi tutte donne: una miseria per il leggendario canale via cavo di «Sex and the City» e «I Soprano ». Lo sdegno del pubblico maschile si è sbizzarrito nella blogosfera. «Si tratta di pornografia ben confezionata», tuona su Variety.com AJ Workman. «Con un cast di signori "nessuno" privi di talento — gli fa eco Shep — ingaggiati solo perché disposti a simulare sesso e spogliarsi». Come altri show pionieristici, anche «Tell Me You Love me» ha spaccato in due il Paese, con i conservatori contro e i liberal a favore. «La nudità maschile completa e frontale è sempre stata considerata molto più tabù di quella femminile—teorizza Darren Star, produttrice esecutiva di «Sex and The City» —. Molti ad Hollywood sono decisi a raggiungere l’eguaglianza anche in questo campo». I tempi sono maturi. «Nell’era di Hillary gli uomini farebbero meglio ad abituarsi all’idea di vedersi ridotti ad oggetto e quindi de-mascolinizzati, come hanno fatto loro per decenni con le donne, privandole del loro appeal femminile », ironizza il New York Observer. Vendetta femminista di una Hollywood dove le donne oggi sono capi di studios, registe e sceneggiatrici? «No, pari opportunità — ribatte la Mort, l’ideatrice —. In nome dell’eguaglianza vera, non mi azzarderei mai a mostrare una donna nuda e non un uomo». Ma anche il suo «coraggio» ha dei limiti. Il New York Times, cui è piaciuto, accusa lo show di «timidezza» perché «non osa mostrare i corpi rugosi della psichiatra e del marito mentre fanno l’amore nudi a letto ».
La vera sfida, adesso, è far breccia su una società che, alla base, resta profondamente bigotta e puritana. Basta pensare al putiferio scoppiato lo scorso febbraio quando Susan Patron vinse il prestigioso premio letterario per l’infanzia Newbery Medal per The Higher Power of Lucky. Il motivo? I bibliotecari da un angolo all’altro del Paese si dissero «scandalizzati» dall’uso nel testo del termine «scroto» per raccontare il punto in cui il serpente della storia aveva morso il cane.

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Dexter, il serial killer che fa impazzire la tv.

Anche gli spettatori italiani potranno conoscere la crudeltà di Dexter Morgan, un insospettabile serial killer che si aggira per i locali notturni di Miami Beach alla ricerca delle sue vittime. La serie Dexter andrà in onda sul FoxCrime (canale 112 di Sky) a partire dall'11 ottobre, tutti i giovedì alle 22.50. Le storie di questo omicida dalla doppia personalità, tratte da La mano sinistra di Dio (Darkly Dreaming Dexter) di Jeff Lindsay, hanno spopolato negli Stati Uniti, dove c'è già la seconda serie, trasmessa dal canale Showtime. L'attore protagonista è Michael C. Hall che, interpretando Dexter Morgan, si è aggiudicato una nomination al Golden Globe.

La trama. Il suo personaggio è un perito ematologo della polizia di Miami. Un tipo gentile, che porta le ciambelle ai colleghi tutte le mattine, maniaco dell'ordine e amante delle domeniche trascorse in relax sulla sua barca, la “Slice of Life”. Come un contemporaneo “dr. Jekyll e mr. Hyde”, Dexter nasconde un lato oscuro e pericoloso. Rimasto orfano all’età di quattro anni, è stato adottato da Harry Morgan (interpretato da James Remar), un agente di polizia che da subito nota nel figlio una strana passione per il sangue e un'insopprimibile tendenza omicida. Quando il padre capisce che è inutile tentare di dissuadere Dexter da questa sua inclinazione al male, decide almeno di provare a mitigarla. Gli insegna una specie di codice di comportamento, in base al quale deve scegliere le sue vittime soltanto tra i criminali sfuggiti alla giustizia. Harry si illude così di portare Dexter sulla strada giusta e lo spinge a entrare nella squadra anticrimine di Miami. Il ruolo che assume sembra fatto apposta per lui: analizzare le tracce di sangue della scena del crimine, tracciare il profilo degli assassini e risalire al colpevole. Dexter inizia la sua doppia vita, di giorno è un impeccabile perito della scientifica, di notte un implacabile serial killer.
I libri. Su Dexter, che ha ucciso 98 persone come si evince dalla sua collezione di vetrini, sono stati scritti tre romanzi. Darkly dreaming dexter (La mano sinistra di Dio) e Dearly devoted dexter (Il nostro caro Dexter). Il terzo, Dexter in the dark, è uscito in Usa lo scorso settembre. Il titolo italiano del libro di Jeff Lindsay, La mano sinistra di Dio, fa perdere, però, il doppio senso contenuto nella versione anglosassone. La parola dexter deriva infatti dal latino e significa “destro”. In inglese, il termine corrispondente è right che vuol dire anche giusto. In origine il romanzo di Darkly dreaming dexter doveva intitolarsi The Right Hand of God (La mano destra-giusta di Dio).

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