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lunedì 8 settembre 2008

Altri figli di "una sega". Un figlio per Portia de Rossi ed Ellen DeGeneres?

(Gossipblog) Con alle spalle un matrimonio da favola (soprattutto il vestito di Portia, capperi!) e davanti la riapertura del celeberrimo show, Portia de Rossi ed Ellen DeGeneres stanno parlando di figli.

Non è qualcosa di immediato, nè di certo, ma un desiderio espresso più volte da entrambe, che ora si sentirebbero pronte a realizzare. Anche se alle domande in merito entrambe le donne rispondono seriamente che sanno benissimo quanto una maternità (anzi, due!) aggiunga ad una vita, sia in termini di ricchezza, che di impegno, poi aggiungono scherzando… “Se l’hanno fatto pure Angelina Jolie e Brad Pitt…”.

E pensando ai nomi? Ellen se ne esce con un “Jumbo Shrimp non è male” che inquieta un pò… Ellen, fai tutti i figli che vuoi, ma chiamali John ed Anne, ti prego…

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Isola dei Famosi, parla Luxuria: "Spero di aver visto più risse in Parlamento che in questa edizione dell’Isola...”.

(da Tvblog) Come affronti questa esperienza particolare all’Isola dei Famosi?

Siamo un gruppo molto assortito, proveniamo da esperienze diverse. Cercherò di essere me stessa e di non prevaricare sugli altri. Sarà soprattutto gioco e divertimento.”

Hai qualche concorrente preferito o col quale hai già più feeling rispetto ad altri?

Non ho preferiti. Sono tutti allo stesso piano. Tra l’altro ci hanno fatto dormire non da soli in un lettone, ma insieme a qualcuno e stamattina, l’idea di svegliarmi e di dire buongiorno ad una ragazza mi ha fatto tornare in mente il passato quando stavo con mia sorella. Sembra un flashback infantile e la cosa è decisamente gradevole.”

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Moratti, il petrolio, l'Inter e l'antipatia.


(Riccardo Bonacina - Vita) Lo scorso 1 settembre, alle 24, è finito il calciomercato con suo seguito di spese folli per la compravendita di giocatori e i relativi ingaggi. Tutti contenti? Tutti sintonizzati con 90° minuto e le varie trasmissioni che ci informano minuto per minuto? Sì, però qualche chiosa è opportuno farla. Allora, in un mese il prezzo del petrolio è calato di 42 dollari al barile. Il problema è, come notano giustamente le associazioni di conumatori, è che noi cittadini non ce ne siamo accorti, alla pompa di benzina i prezzi restano quelli di un mese fa, o pochissimo meno.Quindi, i petrolieri continuano ad ingrassare sulle nostre spalle. Anche il petroliere made in Italy, Massimo Moratti che è anche presidente dell'Inter.
Moratti, come è noto, ha ereditato dal padre Angelo la Saras, gruppo che opera nel settore della raffinazione del petrolio (15 milioni di tonnellate l'anno di petrolio grezzo trattato) e oggi nei è amministratore delegato. È anche proprietario dell'azienda Sarlux, con sede a Cagliari, la cui attività si concentra sulla produzione di energia elettrica proveniente dagli scarti petroliferi che beneficia di copiosi finanziamenti statali grazie al famigerato provvedimento Cip6 per cui tutti noi paghiamo sino 10% in più in bolletta pensando di contribuire alla diffusione di energia pulita. Invece l'80% di quei contributi finisce a impianti come quello dei Moratti. Che così si intasca più di 3 miliardi di euro l'anno. Ovvio che i conti delle due società vadano benissimo con incrementi di utili del 40-50% negli ultimi tre anni.
Soldi che, per buona parte, Massimo Moratti butta nel suo personalissimo giocattolo: l'Inter. Società che è quest'anno responsabile di più di 1/3 del debito prodotto dal calciomercato appena chiuso (61 milioni di euro su 164 di rosso). In 14 campagne acquisti, Moratti (ci informava ieri un'inchiesta ben fatta di Repubblica) ha “buttato 675 milioni di euro raccogliendo magri risultati”. Altrettanti li ha buttati in ingaggi d'oro agli effettivi giocatori della rosa e a quelli sparsi in giro in prestito di cui continua ad accollarsi gli oneri, magari per anni e anni). Mancini, cui è subentrato Mourihno, tanto per dire continua a percepire 12 milioni netti d'ingaggio dall'Inter. Insomma, quasi 1,5 miliardi di euro sperperati in 15 anni di presidenza.
L' Inter, ci informa un sondaggio Demos per La Repubblica sulla radiografia aggiornata del tifo al via del campionato 2008/09, ha ormai di gran lunga superato la Vecchia Signora nella graduatoria delle antipatie. Te credo!

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Pedro Lembel un nuovo romanzo ed una terribile intervista "scheccante".

(La Gazzetta di Mantova) In arrivo dal Cile e per la prima volta in Italia. Fenomeno della letteratura latino americana contemporanea, Pedro Lemebel è uno scrittore originalissimo e «personaggio simbolico amatissimo dalla sinistra e dalla comunità omosessuale internazionale» come sottolinea la nota di presentazione a cura di Marcos Y Marcos. Nato a Santiago negli anni Cinquanta, Lemebel ha rivelato mondi sommersi attraverso le sue cronache pubblicate sui giornali dell'opposizione e trasmesse da Radio Tierra, e ha conquistato definitivamente i lettori con il suo primo romanzo "Ho paura torero". L'opera, vale la pena ricordarlo, è stato il libro più venduto in Cile nel 2001 ed è tuttora un romanzo di culto in Italia e nel mondo.

Proprio in coincidenza con il Festivaletteratura il 4 settembre uscirà il suo nuovo libro, "Baciami ancora, forestiero".

Una raccolta di cronache urbane, testimonianze politiche e bizzarri racconti di viaggio.

Nel 1987 ha fondato insieme a Francisco Casas il Collettivo artistico "Yuegas del Apocalipsis" che «realizza memorabili eventi pubblici, mescolando performance provocatorie, trsformismo, fotografia, video e installazioni, per rivendicare il diritto alla vita, alla memoria, alla libertà sessuale».

Lo stile dell'autore è una "variante ludica del barocco" «come se la realtà si potesse trasmettere solo attraverso una rielaborazione sottilmente comica o assurda, con il distacco ironico che merita uno spettacolo ricolmo di elementi profondamente discordanti».
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Caricatura omosessuale in salsa RadioTre.
(Mr scorreggia) Radio Tre in collegamento diretto da Mantova trasmette interviste con alcuni degli scrittori presenti.... Bene, anzi male. È appena finita l'intervista a Pedro Lemebel che ha pubblicato in Italia "Ho paura torero".

Scusa, Pedro ma non ti sembra di fornire una dimensione leggermente caricaturale della tua omosessualità, rivendicata ogni due parole, sbiascicata nel tuo modo di parlare alla Vizietto di Tognazzi? Forse questo è davvero il tuo modo d'essere e quindi sei sincero nel presentarti così al pubblico ma perché io ho sempre più la sensazione che molte persone omosessuali finiscono sempre più col corrispondere e presentare l'idea che gli eterosessuali incollano addosso ai gay?

La dimensione caratteriale fino a che punto è originaria e fino a che punto è il frutto d'una
mediazione tra ciò che siamo e ciò che gli altri vogliono farci essere?

No, non fraintendermi, non ce l'ho con gli omosessuali né, tanto meno, ce l'ho con te, è solo che se mi metto nei panni d'un omosessuale forse proverei un po' di imbarazzo nel dare di me un'immagine che sembra un collage di tutti questi stereotipi che GLI ETEROSOSSEUALI hanno incollato da sempre addosso ai gay.

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A Genova è scontro sul Gay Pride 2009. E anche il movimento Lgbt non è unito.

Cattolici e centrodestra contro la manifestazione.

La decisione annunciata dal presidente di Arcigay Aurelio Mancuso, di tenere il Gay Pride 2009 a Genova il prossimo 14 giugno, ha già suscitato numerose prese di posizione. Finora, secondo quanto riporta il Secolo XIX, l'unica forza politica che si è pronunciata a favore dell'evento è stata la Sinistra arcobaleno: in un comunicato ha dichiarato: "Genova dimostrerà ancora una volta la sua spinta democratica e multiculturale".

La maggior parte delle altre prese di posizione sono però negative: a cominciare da quella durissima del consigliere regionale di An, Gianni Plinio: "Ho subito scritto al sindaco Marta Vincenzi chiedendo di vietare quella che, come abbiamo sempre visto altrove, è una carnevalata oscena farcita di ingiurie nei confronti del Santo Padre e della Chiesa in genere". Toni ben diversi, ma sostanzialmente negativi, anche nel giudizio del senatore del Pd, Claudio Gustavino: "Questo tipo di manifestazione a mio avviso fa torto a quelle persone che tanto si prodigano per aver riconosciuti diritti civili legati alla loro sessualità". Nel Gay Pride, aggiunge poi Gustavino, tutto è messo in mostra in stile quasi circense, di qualcosa che invece necessità di ben altro tipo di atteggiamento.

Sulla stessa falsa riga l'esponente dell'Udc, ex segretario regionale della Margherita e attuale vicepresidente del consiglio regionale, Rosario Monteleone: "Non ho mai condiviso e non condivido che si organizzino e si mettano in piazza manifestazioni di questo genere in qualsiasi parte d'Italia, tutto crea, un Gay Pride, tranne la comprensione da parte della gente delle istanze avanzate dagli organizzatori. Mi auguro quindi che questa manifestazione non si tenga a Genova". Si aspetta ora una presa di posizione del sindaco Vincenzi, non ancora tornata dal suo viaggio in Spagna.
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Dopo l'annuncio da parte dell'Arcigay di tenere il gaypride nazionale a Genova nel giugno 2009 qualche mugugno si è già levato sia tra i militanti che nell'ambiente delle organizzazioni e dei circoli Lgbt. Al momento nessuno ha preso una precisa posizione pro o contro la decisione dell'Arcigay che, a parere di tutti ha operato l'ennesima mossa unilaterale, una scelta operata senza nessun tipo di consultazione a largo raggio.
Sono attese le dichiarazioni ad esempio del Circolo Mieli di Roma ma anche di molti esponenti che da parecchio tempo sono dell'opinione che il pride nazionale non deve essere trattato come una madonna pellegrina e che la sua sede politica naturale sia Roma, sede del potere legislativo e cattolico. Ancora una volta, l'Arcigay ha mostrato un volto arrogante e prepotente appropriandosi di una manifestazione rappresentativa libera e democratica e per questo aperta a tutti e che quindi dev'essere unanime.

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Dopo Raz anche Sperti risponde alla Barale: "Paola? Mi dispiace".

(TGCom) Un "Un calendario? Perchè no". Gianni Sperti si racconta a Tgcom e rivela: "Sono più single che fidanzato, del resto non è facile trovare la persona giusta". Della ex moglie, Paola Barale, tornata single, preferisce non parlare: "Non ci sentiamo da sei anni, mi spiace se ha sofferto". Poi dice la sua sugli amori nati sul trono: "Ci credo come in quelli reali. Le coppie nascono e scoppiano anche lontano dai salotti tv". Gianni ne sa qualcosa. Nel 2002, dopo 4 anni di matrimonio, è finita bruscamente la sua relazione con Paola Barale. Lei si è consolata con il bel Raz Degan, lui ha tenuto la sua vita privata lontana dai riflettori. Ma niente ...

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